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	<title>Alessia Di Federico, Autore presso Archi &amp; Interiors</title>
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	<description>Archi &#38; Interiors Magazine</description>
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		<title>Essere parte del progetto in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alessia Di Federico]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 13:38:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Be the Project” è un invito a vedere il design come processo, non solo come oggetto. Il Fuorisalone 2026 ci ricorda che il progetto vive nelle idee, nei materiali, nelle mani che li trasformano e nella storia che sono capaci di raccontare. Il design italiano porta con sé un patrimonio culturale secolare che lo rende &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="439" data-end="695"><strong data-start="439" data-end="459">“Be the Project”</strong> è un invito a vedere il <strong data-start="484" data-end="494">design</strong> come <strong data-start="500" data-end="512">processo</strong>, non solo come oggetto. Il <strong data-start="540" data-end="560">Fuorisalone 2026</strong> ci ricorda che il progetto vive nelle idee, nei materiali, nelle mani che li trasformano e nella storia che sono capaci di raccontare.</p>
<p data-start="697" data-end="971">Il <strong data-start="700" data-end="719">design italiano</strong> porta con sé un patrimonio culturale secolare che lo rende immediatamente riconoscibile e associabile a <strong data-start="824" data-end="835">qualità</strong>, <strong data-start="837" data-end="851">creatività</strong> e <strong data-start="854" data-end="864">storia</strong>. Questo patrimonio affonda le sue radici in due matrici profonde: il <strong data-start="934" data-end="950">Rinascimento</strong> e l’<strong data-start="955" data-end="970">Arte Povera</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1i20w42" data-start="973" data-end="1022">Dalle botteghe rinascimentali al Made in Italy</h2>
<p data-start="1024" data-end="1329">L’italianità beneficia di quello che si potrebbe definire <strong data-start="1082" data-end="1108">“Effetto Rinascimento”</strong>. È in quel periodo storico, infatti, che si consolida l’idea del <strong data-start="1174" data-end="1195">bello e ben fatto</strong>. Il passato ci ha lasciato un patrimonio artistico diffuso che rende l’Italia un museo a cielo aperto, pronto a ispirare il presente.</p>
<p data-start="1331" data-end="1632">L’<strong data-start="1333" data-end="1357">Effetto Rinascimento</strong> rappresenta la continuità tra l’abilità artigianale delle antiche botteghe e il <strong data-start="1438" data-end="1455">Made in Italy</strong> contemporaneo. Oggi il <strong data-start="1479" data-end="1503">design Made in Italy</strong> interpreta la stessa lezione: non si crea soltanto un oggetto, ma si comunica un’idea, una visione, un modo di abitare il mondo.</p>
<p data-start="1634" data-end="2010">Un esempio è <strong data-start="1647" data-end="1661">Henry Timi</strong>, che sviluppa il concetto di <strong data-start="1691" data-end="1707">Art-Interior</strong>: uno spazio in cui arredo, architettura e gesto artigianale coincidono. I materiali sono puri, le forme ridotte, quasi sottratte. Il suo approccio nasce dall’esigenza di uscire dal disordine e dalla sovrapposizione estetica contemporanea, per tornare a un’essenzialità capace di trasmettere equilibrio.</p>
<figure id="attachment_18723" aria-describedby="caption-attachment-18723" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-18723" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/domus-milano.jpg" alt="Henry Timi Domus Milano" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/domus-milano.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/domus-milano-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/domus-milano-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/domus-milano-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/domus-milano-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-18723" class="wp-caption-text">Sottrazione e materia: l&#8217;approccio di Henry Timi all&#8217;interno di Domus Milano, dove l&#8217;argilla delle pareti e la pietra dei pavimenti creano un&#8217;atmosfera di silenzio tattile e pace profonda.</figcaption></figure>
<h3 data-section-id="1rjllcs" data-start="2220" data-end="2269">Arte Povera: quando lo scarto diventa progetto</h3>
<p data-start="2271" data-end="2586">L’altra radice del <strong data-start="2290" data-end="2323">design italiano contemporaneo</strong> è l’<strong data-start="2328" data-end="2343">Arte Povera</strong>, che ha ridefinito il valore dei materiali portando l’attenzione su ciò che è semplice, quotidiano, essenziale. Il <strong data-start="2459" data-end="2476">Made in Italy</strong> continua ancora oggi questa pratica, avviata da artisti come <strong data-start="2538" data-end="2565">Michelangelo Pistoletto</strong> negli anni Sessanta.</p>
<p data-start="2588" data-end="2871">Questo movimento ha lasciato all’Italia una consapevolezza importante: anche dal materiale più umile, attraverso la creatività, può nascere un’opera significativa. Non si tratta di recupero fine a sé stesso, ma della capacità di far emergere la memoria e il potenziale dei materiali.</p>
<p data-start="2873" data-end="3123">Oggi questa attitudine si traduce anche in una scelta produttiva precisa: considerare lo <strong data-start="2962" data-end="2972">scarto</strong> non come un residuo da eliminare, ma come una risorsa da trasformare. È una mentalità che attraversa molte realtà del <strong data-start="3091" data-end="3122">design sostenibile italiano</strong>.</p>
<p data-start="3125" data-end="3528">Aziende come <strong data-start="3138" data-end="3150">Riva1920</strong> traducono questo approccio in modo concreto. Con la <strong data-start="3203" data-end="3224">Rewood Collection</strong> utilizzano legno di recupero per creare arredi, riducendo gli sprechi e ampliando l’accessibilità. La stessa azienda ha inoltre realizzato una collezione nata dal recupero delle <strong data-start="3403" data-end="3425">Briccole veneziane</strong>, trasformando un materiale carico di memoria in un linguaggio progettuale identitario e riconoscibile.</p>
<figure id="attachment_18725" aria-describedby="caption-attachment-18725" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-18725" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/reinterpretazione-nel-design.jpg" alt="Briccole Veneziane Riva1920" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/reinterpretazione-nel-design.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/reinterpretazione-nel-design-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/reinterpretazione-nel-design-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/reinterpretazione-nel-design-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/reinterpretazione-nel-design-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-18725" class="wp-caption-text">A sinistra: le Briccole veneziane. A destra: la reinterpretazione del riuso firmata Riva1920.</figcaption></figure>
<p data-start="3530" data-end="3893">Questa logica di riuso non riguarda solo i materiali, ma anche gli arredi. Studi come <strong data-start="3616" data-end="3633">Draga &amp; Aurel</strong> lavorano su mobili di seconda mano, selezionati tra mercatini e negozi dell’usato e reinterpretati attraverso un processo attento e colto. Ogni pezzo viene studiato nel dettaglio e trasformato con serigrafie, ricami, interventi pittorici e colature di resina.</p>
<figure id="attachment_18715" aria-describedby="caption-attachment-18715" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-18715" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/collezione-heritage-di-draga-e-aurel.jpg" alt="Pezzi di design della collezione Heritage di Draga &amp; Aurel." width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/collezione-heritage-di-draga-e-aurel.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/collezione-heritage-di-draga-e-aurel-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/collezione-heritage-di-draga-e-aurel-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/collezione-heritage-di-draga-e-aurel-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/collezione-heritage-di-draga-e-aurel-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-18715" class="wp-caption-text">Pezzi di design della collezione Heritage di Draga &amp; Aurel.</figcaption></figure>
<p data-start="3895" data-end="4197">Nella loro collezione <strong data-start="3917" data-end="3929">Heritage</strong>, questo approccio si traduce in una lavorazione interamente artigianale. Ogni arredo viene stampato, dipinto e restaurato a mano nell’atelier di Como, senza standardizzazione. Il progetto, così, non aggiunge soltanto valore estetico, ma costruisce una nuova identità.</p>
<h2 data-section-id="44y0jw" data-start="4199" data-end="4250">Memoria, riuso e progetto nella Design Week 2026</h2>
<p data-start="4252" data-end="4620">In questa <strong data-start="4262" data-end="4282">Design Week 2026</strong>, l’arte del riuso si manifesta attraverso azioni mirate che trasformano la memoria in progetto. Un esempio è <strong data-start="4392" data-end="4407">Visionnaire</strong>, che quest’anno riattiva il proprio archivio storico riportando in collezione le poltrone iconiche degli anni Settanta della casa madre IPE, dimostrando come il passato possa tornare a essere una risorsa attuale.</p>
<p data-start="4622" data-end="4864">Parallelamente, nel <strong data-start="4642" data-end="4660">Salone Raritas</strong> prende forma un nuovo percorso espositivo che integra l’alta manifattura creativa con pezzi unici, edizioni limitate e antiquariato, mettendo in relazione la ricerca manuale con il mercato contemporaneo.</p>
<p data-start="4866" data-end="5087">Anche l’allestimento riflette questa sensibilità: il progetto firmato da <strong data-start="4939" data-end="4956">Formafantasma</strong> privilegia materiali neutri, colori materici e soluzioni riutilizzabili, costruendo uno spazio essenziale, coerente e sostenibile.</p>
<h2 data-section-id="1pxc7p4" data-start="5089" data-end="5153">Il design italiano riscopre la natura come forma di benessere</h2>
<p data-start="5155" data-end="5346">Il <strong data-start="5158" data-end="5175">Made in Italy</strong> è apprezzato nel mondo anche per una qualità spesso invisibile, ma preziosa: l’uso di <strong data-start="5262" data-end="5287">materiali vivi e sani</strong>, capaci di migliorare concretamente la qualità della vita.</p>
<p data-start="5348" data-end="5811">Un esempio emblematico è <strong data-start="5373" data-end="5388">Made a Mano</strong>, l’atelier siciliano che ha saputo trasformare la pietra lavica dell’Etna in un materiale di <strong data-start="5482" data-end="5506">design contemporaneo</strong>. La roccia vulcanica viene lavorata con le antiche tecniche della ceramica di Caltagirone, creando un contrasto affascinante tra la forza della materia e la delicatezza dei decori fatti a mano. Il loro lavoro dimostra come il progetto possa costruire un legame profondo con il territorio e con la natura.</p>
<p data-start="5813" data-end="6001">Gli esperti la chiamano <strong data-start="5837" data-end="5849">biofilia</strong>, ma per noi italiani è quasi un’attitudine spontanea: portare la natura in casa è un gesto semplice che contribuisce al benessere fisico e psicologico.</p>
<p data-start="6003" data-end="6498">Questa sensibilità si ritrova quest&#8217;anno tra i padiglioni di <strong>EuroCucina</strong>, in un momento signiﬁcativo per la nostra cultura gastronomica, candidata a <strong>Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO</strong>. La cucina, infatti, smette di essere solo un ambiente funzionale per confermarsi il centro delle <strong>tradizioni condivise</strong>. Progettare questo spazio oggi signiﬁca dare una forma a uno stile di vita: un equilibrio dove <strong>materiali naturali</strong>, <strong>superﬁci sane</strong> e attenzione alla qualità degli ingredienti diventano la cornice ideale per custodire ciò che abbiamo di più caro.</p>
<figure id="attachment_18719" aria-describedby="caption-attachment-18719" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-18719" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-biofilico.jpg" alt="Design biofilico e materiali vivi" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-biofilico.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-biofilico-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-biofilico-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-biofilico-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-biofilico-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-18719" class="wp-caption-text">Design biofilico e materiali vivi: l’integrazione della natura negli spazi domestici per il benessere individuale.</figcaption></figure>
<h3 data-section-id="m9d2s4" data-start="6500" data-end="6566">L’imperfezione come firma: perché il design italiano resta vivo</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18721" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-italiano.jpg" alt="" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-italiano.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-italiano-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-italiano-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-italiano-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/design-italiano-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="6568" data-end="6762">In un contesto sempre più dominato dalla standardizzazione, ciò che distingue davvero il <strong data-start="6657" data-end="6676">design italiano</strong> è la sua capacità di restare umano. Non perfetto, non del tutto replicabile, ma vivo.</p>
<p data-start="6764" data-end="6944">È questa sensibilità che rende ancora oggi il <strong data-start="6810" data-end="6834">design Made in Italy</strong> un punto di riferimento internazionale, capace di parlare a culture diverse senza perdere la propria unicità.</p>
<p data-start="6946" data-end="7310">Se il <strong data-start="6952" data-end="6968">Rinascimento</strong> ci ha insegnato l’equilibrio tra forma e funzione, e l’<strong data-start="7024" data-end="7039">Arte Povera</strong> ci ha mostrato il potenziale nascosto dei materiali, oggi il <strong data-start="7101" data-end="7118">Made in Italy</strong> dimostra che il progetto non è mai davvero concluso: è un processo continuo tra <strong data-start="7199" data-end="7213">tradizione</strong> e <strong data-start="7216" data-end="7231">innovazione</strong>, tra memoria e sperimentazione, tra cultura materiale e visione contemporanea.</p>
<p><em><span style="font-family: 'Arial',sans-serif;">Questo contributo è stato selezionato tra i 5 vincitori del contest “Be the Project”, promosso da Archi&amp;Interiors insieme a Hdemy Group, NAD – Nuova Accademia del Design e Accademia Cappiello.</span></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/essere-parte-del-progetto-in-italia/">Essere parte del progetto in Italia</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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