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	<title>Cristina Amici, Autore presso Archi &amp; Interiors</title>
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	<description>Archi &#38; Interiors Magazine</description>
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	<title>Cristina Amici, Autore presso Archi &amp; Interiors</title>
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		<title>Il ritorno del vetrocemento: quando la luce diventa materia nell’interior design</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Amici]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finiture]]></category>
		<category><![CDATA[Interior Design]]></category>
		<category><![CDATA[Projects]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per anni il vetrocemento è rimasto legato a un immaginario difficile da scardinare: pianerottoli condominiali, uffici anni Novanta, bagni anonimi, soluzioni edilizie più funzionali che progettuali. Un materiale associato spesso a una certa estetica del passato, più che a una reale ricerca architettonica. Poi, quasi silenziosamente, qualcosa è cambiato. Il vetromattone è tornato dentro il...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/vetrocemento-design-interni/">Il ritorno del vetrocemento: quando la luce diventa materia nell’interior design</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="339" data-end="644">Per anni il vetrocemento è rimasto legato a un immaginario difficile da scardinare: pianerottoli condominiali, uffici anni Novanta, bagni anonimi, soluzioni edilizie più funzionali che progettuali. Un materiale associato spesso a una certa estetica del passato, più che a una reale ricerca architettonica.</p>
<p data-start="646" data-end="694">Poi, quasi silenziosamente, qualcosa è cambiato.</p>
<p data-start="696" data-end="1124">Il vetromattone è tornato dentro il linguaggio del progetto contemporaneo, ma con un’identità nuova. Non più semplice elemento tecnico per lasciar passare la luce, bensì superficie architettonica, filtro visivo, materia capace di costruire atmosfera. Negli interni, nelle installazioni e nelle nuove sperimentazioni progettuali, il vetrocemento sta vivendo una seconda stagione: più sofisticata, più cromatica, più scenografica.</p>
<p data-start="1126" data-end="1457">Al Salone del Mobile 2026, il suo ritorno è stato difficile da ignorare. Pareti luminose, volumi traslucidi, giochi cromatici e superfici semiopache hanno riportato il vetromattone al centro dell’attenzione. Non come revival nostalgico, ma come risposta a una domanda molto attuale: come separare gli spazi senza chiuderli davvero?</p>
<h2 data-start="1459" data-end="1496" data-section-id="19jhbwp">La luce come nuovo lusso domestico</h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20167" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Il-ritorno-del-vetrocemento-idee-interior-design.jpg" alt="Il ritorno del vetrocemento idee interior design" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Il-ritorno-del-vetrocemento-idee-interior-design.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Il-ritorno-del-vetrocemento-idee-interior-design-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Il-ritorno-del-vetrocemento-idee-interior-design-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Il-ritorno-del-vetrocemento-idee-interior-design-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Il-ritorno-del-vetrocemento-idee-interior-design-450x300.jpg 450w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1498" data-end="1738">Negli interni contemporanei la luce naturale è diventata uno degli elementi più preziosi del progetto. Le case chiedono ambienti più fluidi, connessioni morbide tra le stanze, passaggi visivi che non interrompano la percezione dello spazio.</p>
<p data-start="1740" data-end="1787">È qui che il vetrocemento ritrova la sua forza.</p>
<p data-start="1789" data-end="2111">Divide senza chiudere. Protegge senza oscurare. Filtra la luce e la restituisce in forma di riflessi, ombre soffuse, vibrazioni materiche. In un’epoca dominata da open space, ambienti multifunzionali e zone ibride della casa, questo materiale permette di costruire confini più leggeri, capaci di definire senza irrigidire.</p>
<p data-start="2113" data-end="2314">Il suo valore non è più soltanto tecnico. È percettivo. Il vetrocemento modifica il modo in cui la luce attraversa una stanza e, di conseguenza, cambia anche il modo in cui quello spazio viene abitato.</p>
<h2 data-start="2316" data-end="2360" data-section-id="ojisrf">Dal modernismo agli interni contemporanei</h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20170" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Maison-de-Verre-di-Pierre-Chareau-Parigi.jpg" alt="Maison de Verre di Pierre Chareau Parigi" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Maison-de-Verre-di-Pierre-Chareau-Parigi.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Maison-de-Verre-di-Pierre-Chareau-Parigi-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Maison-de-Verre-di-Pierre-Chareau-Parigi-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Maison-de-Verre-di-Pierre-Chareau-Parigi-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Maison-de-Verre-di-Pierre-Chareau-Parigi-450x300.jpg 450w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2362" data-end="2700">La storia del vetrocemento attraversa oltre un secolo di architettura. Nato tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per portare luce negli edifici industriali, nelle fabbriche e negli spazi di lavoro, si afferma poi come materiale caro al Movimento Moderno grazie alla sua combinazione di robustezza, trasparenza e modularità.</p>
<p data-start="2702" data-end="2944">Uno degli esempi più celebri resta la <strong>Maison de Verre di Pierre Chareau a Parigi</strong>, dove il vetrocemento diventa una vera pelle luminosa: non un semplice tamponamento, ma un dispositivo architettonico capace di trasformare la luce in struttura.</p>
<p data-start="2946" data-end="3241">Dopo il successo tra gli anni Settanta e Ottanta, però, il materiale ha conosciuto una lunga fase di declino. L’uso eccessivo, spesso poco raffinato, lo ha reso sinonimo di edilizia funzionale, ambienti impersonali, soluzioni standardizzate. Troppo presente, troppo rigido, troppo riconoscibile.</p>
<p data-start="3243" data-end="3344">Oggi il ritorno del vetrocemento avviene proprio attraverso una rilettura radicale di quella memoria.</p>
<h2 data-start="3346" data-end="3382" data-section-id="odkd98">Nuovi colori, texture e atmosfere</h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20172" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-colorato-design.jpg" alt="vetrocemento colorato design" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-colorato-design.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-colorato-design-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-colorato-design-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-colorato-design-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-colorato-design-450x300.jpg 450w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3384" data-end="3652">Il vetrocemento contemporaneo ha abbandonato l’immagine fredda e impersonale che per anni lo ha accompagnato. Le nuove interpretazioni lavorano sulla materia in modo più sofisticato, introducendo finiture, colori e texture pensati per dialogare con interni di ricerca.</p>
<p data-start="3654" data-end="3955">Al Salone del Mobile 2026 si sono viste superfici in tonalità fumé e bronzo, sfumature cipria, ambra e verde salvia, vetri satinati dall’effetto quasi tessile, moduli ondulati capaci di deformare la luce e soluzioni colorate che richiamano gli anni Settanta, ma con un linguaggio molto più essenziale.</p>
<p data-start="3957" data-end="4163">Il risultato è lontano dal vecchio mattone industriale. Oggi il vetrocemento appare come una superficie viva, quasi liquida, capace di cambiare durante la giornata in base all’intensità della luce naturale.</p>
<p data-start="4165" data-end="4229">Non è più solo un modulo da costruzione. È una materia luminosa.</p>
<h2 data-start="4231" data-end="4282" data-section-id="9p1zoe">Come cambia l’uso del vetrocemento negli interni</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20175" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-idee-di-design.jpg" alt="vetrocemento idee di design" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-idee-di-design.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-idee-di-design-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-idee-di-design-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-idee-di-design-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-idee-di-design-450x300.jpg 450w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="4284" data-end="4562">La trasformazione più interessante riguarda il modo in cui viene inserito nei progetti. In passato il vetrocemento era spesso usato come protagonista assoluto, in pareti intere o grandi superfici dall’impatto molto marcato. Oggi, invece, entra negli interni con maggiore misura.</p>
<p data-start="4564" data-end="4687">Viene scelto come accento architettonico, come filtro, come elemento capace di dare profondità senza appesantire lo spazio.</p>
<h3 data-start="4689" data-end="4717" data-section-id="19s6dva">Pareti divisorie leggere</h3>
<p data-start="4719" data-end="5003">Una delle applicazioni più attuali riguarda le pareti divisorie tra cucina e living, tra ingresso e soggiorno, tra zona notte e bagno. Il vetrocemento consente di separare gli ambienti mantenendo la continuità luminosa, una qualità sempre più richiesta nelle abitazioni contemporanee.</p>
<p data-start="5005" data-end="5094">Non chiude la stanza, ma la protegge. Non interrompe lo sguardo, ma lo rende più morbido.</p>
<h3 data-start="5096" data-end="5131" data-section-id="1kq8ns7">Bagni luminosi e spa domestiche</h3>
<p data-start="5133" data-end="5359">Nel bagno il vetrocemento torna con una veste più raffinata. Può essere utilizzato per docce walk-in, pareti rétroilluminate, piccoli separé o quinte decorative che trasformano l’ambiente in uno spazio più intimo e sensoriale.</p>
<p data-start="5361" data-end="5523">La sua capacità di filtrare la luce lo rende particolarmente adatto a una nuova idea di bagno domestico, sempre più vicina al concetto di benessere e spa privata.</p>
<h3 data-start="5525" data-end="5548" data-section-id="1scteoq">Ingressi e corridoi</h3>
<p data-start="5550" data-end="5812">Negli ingressi, nei corridoi e negli ambienti ciechi, il vetrocemento diventa uno strumento progettuale molto efficace. Porta luce dove normalmente non arriverebbe, alleggerisce le zone di passaggio e permette di rendere più ariosi anche gli spazi più compressi.</p>
<p data-start="5814" data-end="5890">In questo senso, il suo ritorno non è soltanto estetico. È anche funzionale.</p>
<h3 data-start="5892" data-end="5917" data-section-id="cd24vh">Arredi architettonici</h3>
<p data-start="5919" data-end="6120">Il vetrocemento non viene più utilizzato soltanto per costruire pareti. Oggi compare anche in banconi, testiere letto, isole cucina, nicchie illuminate, basi scultoree e tavoli dall’effetto monolitico.</p>
<p data-start="6122" data-end="6274">È un materiale che consente di lavorare su volumi pieni e traslucidi allo stesso tempo, con un equilibrio interessante tra solidità e leggerezza visiva.</p>
<h3 data-start="6276" data-end="6298" data-section-id="bh6pph">Facciate e outdoor</h3>
<p data-start="6300" data-end="6598">Anche negli esterni, alcuni progettisti stanno recuperando il vetrocemento per facciate, pareti filtranti e volumi semi-trasparenti. La sua presenza permette di combinare isolamento, privacy e impatto scenografico, soprattutto nei progetti in cui la luce diventa parte integrante dell’architettura.</p>
<h2 data-start="6600" data-end="6632" data-section-id="ihuvth">Perché piace ai designer oggi</h2>
<p data-start="6634" data-end="6853">Il fascino del vetrocemento sta nella sua ambiguità. È industriale, ma può essere elegante. È rétro, ma anche futuristico. È modulare, ma non necessariamente rigido. È decorativo, ma può restare estremamente essenziale.</p>
<p data-start="6855" data-end="6949">Soprattutto, introduce negli interni una qualità oggi molto ricercata: la profondità luminosa.</p>
<p data-start="6951" data-end="7278">Dopo anni dominati da superfici opache, palette neutre e minimalismo assoluto, il design sembra tornare a desiderare materiali più espressivi. Non necessariamente rumorosi, ma capaci di generare atmosfera. Il vetrocemento risponde a questa esigenza perché non aggiunge soltanto una texture: modifica la percezione dello spazio.</p>
<p data-start="7280" data-end="7369">La luce non viene semplicemente lasciata passare. Viene trattenuta, diffusa, trasformata.</p>
<h2 data-start="7371" data-end="7420" data-section-id="gkos96">Il vetrocemento come materia del nuovo abitare</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-20178" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-design-progetto.jpg" alt="vetrocemento design progetto" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-design-progetto.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-design-progetto-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-design-progetto-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-design-progetto-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/vetrocemento-design-progetto-450x300.jpg 450w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="7422" data-end="7622">Il ritorno del vetrocemento racconta qualcosa di più ampio di una semplice tendenza. Parla del bisogno di interni meno rigidi, più sensibili, capaci di trovare un equilibrio tra apertura e protezione.</p>
<p data-start="7624" data-end="7852">Nelle case contemporanee non si cerca più soltanto la massima continuità visiva. Si cerca una qualità diversa dello spazio: ambienti che sappiano essere aperti ma non esposti, luminosi ma non freddi, funzionali ma anche emotivi.</p>
<p data-start="7854" data-end="8042">In questa direzione, il vetrocemento torna a essere uno strumento progettuale attuale. Non invade lo spazio, lo trasforma. Rende la luce visibile, la modella, la fa diventare architettura.</p>
<p data-start="8044" data-end="8334" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Ed è forse proprio questa la ragione del suo nuovo successo: dopo essere stato considerato per anni un materiale superato, oggi il vetrocemento rientra nel progetto con una forza inattesa. Non come citazione nostalgica, ma come superficie capace di tenere insieme memoria, materia e futuro.</p>


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		<title>MARYEEFI: i divani modulari artistici di Marina Efimova che trasformano il living in una scena d’autore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Amici]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel design, l’attenzione si concentra spesso sui grandi nomi, sui brand storici, sulle aziende che hanno già consolidato il proprio posto nell’immaginario internazionale. Eppure, una parte del racconto più vivo passa anche da altrove: da quei marchi emergenti che iniziano a distinguersi non per il rumore che fanno, ma per la nitidezza della loro identità....</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/maryeefi-divani-tra-street-art-e-interior-design/">MARYEEFI: i divani modulari artistici di Marina Efimova che trasformano il living in una scena d’autore</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="1247" data-end="2059">Nel design, l’attenzione si concentra spesso sui grandi nomi, sui brand storici, sulle aziende che hanno già consolidato il proprio posto nell’immaginario internazionale. Eppure, una parte del racconto più vivo passa anche da altrove: da quei marchi emergenti che iniziano a distinguersi non per il rumore che fanno, ma per la nitidezza della loro identità. Sono realtà che intercettano un bisogno nuovo, introducono un’estetica più audace o una lettura diversa dell’abitare, e proprio per questo meritano di essere osservate con attenzione. È con questo sguardo che oggi parliamo di <strong data-start="1831" data-end="1843">MARYEEFI</strong>, il brand fondato da <strong data-start="1865" data-end="1883">Marina Efimova</strong>, che trasforma il divano in una presenza scultorea, modulare e fortemente narrativa, portando nel living una visione che guarda insieme all’arte, al design e all’architettura.</p>
<p data-start="685" data-end="1295">A rendere <strong data-start="695" data-end="707">MARYEEFI</strong> interessante, oggi, non è soltanto la sua componente visiva immediatamente riconoscibile. È soprattutto il modo in cui il brand costruisce una posizione chiara nel panorama del <strong data-start="885" data-end="909">design contemporaneo</strong>: non semplice arredo, ma <strong data-start="935" data-end="976">oggetti scultorei per spazi abitativi</strong>, pensati per non scomparire nell’interno ma per <strong data-start="1025" data-end="1042">darne il tono</strong>, orientarne la percezione, imporre una presenza. Il progetto si muove all’incrocio tra <strong data-start="1130" data-end="1161">arte, design e architettura</strong>, con una particolare attenzione alla forma, alla modularità, alla superficie espressiva e a una produzione realizzata su ordinazione.</p>
<p data-start="1297" data-end="1803">In questo senso, osservare MARYEEFI significa cogliere una trasformazione più ampia del progetto d’interni: il ritorno di un arredo che non chiede neutralità, ma <strong data-start="1459" data-end="1471">identità</strong>. Un arredo che non si limita a risolvere una funzione, ma partecipa alla costruzione emotiva e culturale dello spazio. È qui che i <strong data-start="1603" data-end="1632">divani modulari artistici</strong> ideati da <strong data-start="1643" data-end="1661">Marina Efimova</strong> trovano la loro forza: nella capacità di muoversi tra comfort, composizione e linguaggio visivo con una coerenza rara per un brand emergente.</p>
<h2 data-section-id="ujq03s" data-start="1805" data-end="1832"><strong data-start="1808" data-end="1832">Chi è Marina Efimova</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16835" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-DESIGNER.jpg" alt="Marina Efimova DESIGNER" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-DESIGNER.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-DESIGNER-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-DESIGNER-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-DESIGNER-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-DESIGNER-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="193" data-end="955"><strong data-start="193" data-end="234">Dietro il progetto c’è Marina Efimova</strong>, fondatrice e direttrice creativa del brand, designer che ha costruito un linguaggio personale e immediatamente riconoscibile a partire da una tensione molto contemporanea tra <strong data-start="411" data-end="434">istinto e chiarezza</strong>, tra <strong data-start="440" data-end="481">impulso spontaneo e controllo formale</strong>. La sua ricerca visiva sembra attingere a un immaginario fatto di <strong data-start="548" data-end="627">texture grezze, segni irregolari, tracce, stratificazioni, memorie grafiche</strong> e riferimenti alla cultura dei <strong data-start="659" data-end="681">primi anni Duemila</strong>, in una sensibilità sospesa tra il prima e il dopo della rivoluzione digitale. È proprio in questo spazio intermedio, tra <strong data-start="804" data-end="820">gesto libero</strong> e <strong data-start="823" data-end="850">costruzione consapevole</strong>, che prende forma il DNA di <strong data-start="880" data-end="892">MARYEEFI</strong>.</p>
<p data-start="957" data-end="1918">Da qui nasce una delle caratteristiche più riconoscibili del marchio: la capacità di portare nel divano un lessico che guarda insieme al <strong data-start="1094" data-end="1115">disegno infantile</strong>, alla <strong data-start="1122" data-end="1140">street culture</strong>, al <strong data-start="1145" data-end="1157">graffito</strong>, alla <strong data-start="1164" data-end="1190">composizione intuitiva</strong> e a una certa energia urbana mai del tutto addomesticata. Non come semplice esercizio decorativo, però, ma come vera <strong data-start="1308" data-end="1335">costruzione di identità</strong>. Le superfici sembrano trattenere un gesto, una memoria, una forma di espressione immediata che restituisce al sofà una presenza nuova: <strong data-start="1472" data-end="1540">non più sfondo silenzioso dell’ambiente, ma superficie narrativa</strong>, elemento che orienta lo sguardo e imprime carattere allo spazio. In questo senso, il brand si inserisce con forza nel discorso più ampio sui <a class="decorated-link" href="https://www.archieinteriors.com/i-migliori-modelli-di-divani-di-design/" target="_blank" rel="noopener" data-start="1683" data-end="1792"><strong data-start="1684" data-end="1718">migliori divani di design 2026</strong></a>, dove il tema della modularità e della presenza scenica del sofà è sempre più centrale.</p>
<p data-start="1920" data-end="3029">Questa matrice personale non resta confinata a un fatto stilistico, né si esaurisce in una firma visiva. Diventa un vero <strong data-start="2041" data-end="2063">metodo di progetto</strong>. Per Marina Efimova, il divano si trasforma in <strong data-start="2111" data-end="2129">oggetto d’arte</strong> nel momento in cui la sua superficie smette di essere puramente decorativa e assume il valore di <strong data-start="2227" data-end="2246">presenza visiva</strong>, <strong data-start="2248" data-end="2268">tensione emotiva</strong>, <strong data-start="2270" data-end="2299">parte attiva della stanza</strong>. In questa visione, gli oggetti non devono semplicemente occupare uno spazio, ma contribuire a <strong data-start="2395" data-end="2408">definirlo</strong>, a renderlo più espressivo, più riconoscibile, più personale. Ed è proprio in questa capacità di tenere insieme <strong data-start="2521" data-end="2558">comfort, forma e intensità visiva</strong> che MARYEEFI costruisce oggi la propria cifra più distintiva, in dialogo ideale con il racconto dei <a class="decorated-link" href="https://www.archieinteriors.com/20-divani-famosi-che-hanno-fatto-la-storia-cose-un-divano-iconico/" target="_blank" rel="noopener" data-start="2659" data-end="2816"><strong data-start="2660" data-end="2715">divani iconici che hanno fatto la storia del design</strong></a> e con una nuova generazione di <a class="decorated-link" href="https://www.archieinteriors.com/migliori-marche-divani-italiani-alla-scoperta-del-divano-made-in-italy/" target="_new" rel="noopener" data-start="2848" data-end="2990"><strong data-start="2849" data-end="2884">marchi del divano contemporaneo</strong></a></p>
<h2 data-section-id="8cfueh" data-start="3231" data-end="3268"><strong data-start="3234" data-end="3268">Quando nasce il brand MARYEEFI</strong></h2>
<p data-start="3270" data-end="3586"><strong data-start="36" data-end="48">MARYEEFI</strong> emerge sulla scena internazionale nel <strong data-start="87" data-end="95">2025</strong> e colpisce subito per una qualità non così comune nei brand giovani: <strong data-start="165" data-end="211">arriva con un linguaggio già riconoscibile</strong>, con un immaginario visivo preciso e con una proposta che non sembra un esperimento ancora in cerca di forma, ma un progetto già consapevole del proprio territorio. È questo il punto che lo rende interessante: pur essendo un marchio recente, <strong data-start="454" data-end="525" data-is-only-node="">ha già la forza per entrare in dialogo con nomi molto più affermati</strong>, perché non prova a somigliare a ciò che esiste già, ma si differenzia attraverso una cifra chiara, costruita intorno al <strong data-start="647" data-end="676">divano modulare artistico</strong>, alla <strong data-start="683" data-end="707">superficie narrativa</strong>, alla <strong data-start="714" data-end="739">cover intercambiabile</strong> e a una visione del living più espressiva, più scultorea, più identitaria. In un panorama spesso affollato di prodotti corretti ma intercambiabili, <strong data-start="888" data-end="900">MARYEEFI</strong> si distingue proprio per questo: per la capacità di trasformare il sofà in <strong data-start="976" data-end="995">presenza visiva</strong>, in <strong data-start="1000" data-end="1021">gesto progettuale</strong>, in <strong data-start="1026" data-end="1047">elemento d’autore</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1p4r8lu" data-start="3874" data-end="3937"><strong data-start="3877" data-end="3937">Il concetto di Art Sofa e il divano come opera da vivere</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16842" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-SOFA-MARYEFFEI.jpg" alt="Marina Efimova SOFA MARYEFFEI" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-SOFA-MARYEFFEI.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-SOFA-MARYEFFEI-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-SOFA-MARYEFFEI-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-SOFA-MARYEFFEI-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Marina-Efimova-SOFA-MARYEFFEI-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3939" data-end="4339">Il punto centrale del progetto MARYEEFI è la lettura del divano come <strong data-start="4008" data-end="4020">Art Sofa</strong>, cioè come oggetto che conserva pienamente la propria funzione ma acquisisce una forza espressiva capace di avvicinarlo all’arte. Le silhouette sono scultoree, la costruzione dell’immagine è fortemente autoriale, le superfici tessili diventano veicoli di linguaggio e la modularità non è solo tecnica, ma anche visiva.</p>
<p data-start="4341" data-end="4753">È qui che MARYEEFI costruisce la propria differenza rispetto a molti altri brand di <strong data-start="4425" data-end="4454">divani modulari di design</strong>. Non lavora soltanto sulla componibilità, ma su una forma di <strong data-start="4516" data-end="4536">intensità visiva</strong>. Il sofà non viene trattato come sfondo neutro del soggiorno, ma come <strong data-start="4607" data-end="4635">centro visivo del living</strong>, elemento che guida lo sguardo, imposta un’atmosfera e introduce nello spazio un’identità immediatamente percepibile.</p>
<p data-start="4755" data-end="5022">In un momento in cui il design d’interni torna a desiderare pezzi capaci di unire <strong data-start="4837" data-end="4879">personalità, comfort e riconoscibilità</strong>, questa posizione appare particolarmente interessante. Perché il divano, qui, non serve solo a completare l’ambiente: serve a <strong data-start="5006" data-end="5021">raccontarlo</strong>.</p>
<h2 data-section-id="l7ql90" data-start="5024" data-end="5078"><strong data-start="5027" data-end="5078">Il sistema MONO e la modularità come linguaggio</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16844" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-MONO.jpg" alt="maryeefi MONO" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-MONO.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-MONO-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-MONO-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-MONO-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-MONO-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="5080" data-end="5497">Il cuore della collezione è il <strong data-start="5111" data-end="5127">sistema MONO</strong>, una struttura modulare pensata per generare configurazioni differenti a partire da un’unica grammatica formale. Più che un semplice sistema componibile, MONO appare come una piattaforma aperta per il living contemporaneo: i moduli si connettono, si separano, si ricompongono, trasformando il divano in un oggetto capace di adattarsi allo spazio senza perdere presenza.</p>
<p data-start="5499" data-end="5909">È questo il punto interessante: la modularità, in MARYEEFI, non è una soluzione fredda o puramente tecnica. Diventa <strong data-start="5615" data-end="5641">linguaggio compositivo</strong>. Oggi il living richiede oggetti che sappiano adattarsi a contesti fluidi, domestici o professionali, senza rinunciare al carattere. I moduli MARYEEFI sembrano rispondere bene a questa esigenza: cambiano configurazione, ma mantengono sempre una forte impronta visiva.</p>
<p data-start="5911" data-end="6223">Ogni composizione acquista così il valore di una vera <strong data-start="5965" data-end="5990">affermazione spaziale</strong>. Il divano non si limita a occupare un punto della stanza, ma ne modifica gli equilibri, introduce ritmo, costruisce una gerarchia visiva. È una modularità che non si limita a seguire lo spazio: in una certa misura, lo <strong data-start="6210" data-end="6222">progetta</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1xhgyd7" data-start="6225" data-end="6290"><strong data-start="6228" data-end="6290">Cover intercambiabili: il dettaglio che cambia il progetto</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16846" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-cover.jpg" alt="maryeefi cover" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-cover.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-cover-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-cover-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-cover-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/maryeefi-cover-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="6292" data-end="6674">Uno degli aspetti più originali della proposta MARYEEFI è il sistema di <strong data-start="6364" data-end="6389">cover intercambiabili</strong>, che trasforma il divano in un oggetto stabile ma non statico. La struttura resta, mentre la superficie può cambiare nel tempo: essere rimossa, sostituita, aggiornata, reinterpretata. È un dettaglio che modifica radicalmente il progetto, perché introduce una nuova idea di continuità.</p>
<p data-start="6676" data-end="7029">Il punto non è soltanto pratico. È soprattutto estetico e culturale. Un divano può mantenere la propria ossatura, la propria qualità costruttiva, la propria presenza volumetrica, eppure rinnovare la propria immagine attraverso una nuova cover. In questo modo, MARYEEFI costruisce un oggetto che non invecchia in maniera rigida, ma si lascia trasformare.</p>
<p data-start="7031" data-end="7437">È una riflessione molto contemporanea anche sul tema della durata. Non la durata intesa come immobilità, ma come <strong data-start="7144" data-end="7168">capacità di evolvere</strong>. Un solo oggetto può attraversare più stagioni estetiche, più configurazioni dello spazio, più momenti della vita domestica. Ed è proprio questa flessibilità a rendere il sistema particolarmente attuale: non un arredo da sostituire, ma un arredo da <strong data-start="7418" data-end="7436">reinterpretare</strong>.</p>
<h2 data-section-id="l8eudz" data-start="7439" data-end="7495"><strong data-start="7442" data-end="7495">Made to order, manifattura e qualità dell’oggetto</strong></h2>
<p data-start="7497" data-end="7879">A rafforzare il posizionamento del brand contribuisce anche la scelta di lavorare <strong data-start="7579" data-end="7597">su ordinazione</strong>. Ogni pezzo nasce con attenzione a proporzioni, materiali, costruzione e qualità esecutiva. Questo colloca MARYEEFI lontano dalla logica del prodotto seriale veloce e lo avvicina invece a una dimensione più controllata, più lenta, più coerente con l’idea di <strong data-start="7856" data-end="7878">designer furniture</strong>.</p>
<p data-start="7881" data-end="8214">È un passaggio importante, perché impedisce al progetto di restare soltanto immagine. Anche quando il linguaggio visivo appare spontaneo, libero, quasi impulsivo, la struttura resta governata da rigore, precisione e intenzione. In questo scarto tra gesto espressivo e controllo costruttivo si gioca una parte della qualità del brand.</p>
<h2 data-section-id="1kqory8" data-start="8216" data-end="8284"><strong data-start="8219" data-end="8284">Perché MARYEEFI intercetta bene il presente del living design</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16850" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Perche-MARYEEFI-intercetta-bene-il-presente-del-living-design.jpg" alt="Perché MARYEEFI intercetta bene il presente del living design" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Perche-MARYEEFI-intercetta-bene-il-presente-del-living-design.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Perche-MARYEEFI-intercetta-bene-il-presente-del-living-design-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Perche-MARYEEFI-intercetta-bene-il-presente-del-living-design-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Perche-MARYEEFI-intercetta-bene-il-presente-del-living-design-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Perche-MARYEEFI-intercetta-bene-il-presente-del-living-design-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="8286" data-end="8595">Ci sono marchi che arrivano nel momento giusto non perché inseguono una moda, ma perché intercettano una trasformazione più profonda. MARYEEFI sembra farlo bene. Oggi il living non cerca soltanto comodità o componibilità; cerca <strong data-start="8514" data-end="8536">pezzi con una voce</strong>, elementi capaci di restituire individualità agli interni.</p>
<p data-start="8597" data-end="9035">In questo scenario, il lavoro di Marina Efimova si inserisce con coerenza. Il suo divano non vuole essere universale: vuole essere <strong data-start="8728" data-end="8745">riconoscibile</strong>. Non cerca la neutralità, ma una forma di <strong data-start="8788" data-end="8811">minimalismo emotivo</strong>, fatta di volumi chiari e superfici espressive. È questo equilibrio tra pulizia formale e intensità visiva a renderlo interessante per chi guarda al confine tra <strong data-start="8973" data-end="9034">interior design, collectible furniture e statement pieces</strong>.</p>
<h2 data-start="248" data-end="513"><strong data-start="465" data-end="513">MARYEEFI e una nuova idea di arredo d’autore</strong></h2>
<p data-start="9057" data-end="9473"><strong data-start="9057" data-end="9069">MARYEEFI</strong> è uno di quei nomi che vale la pena osservare da vicino se si vuole capire in che direzione si sta muovendo il <strong data-start="9181" data-end="9216">design del living contemporaneo</strong>. Il brand fondato da <strong data-start="9238" data-end="9256">Marina Efimova</strong> porta al centro del progetto tre idee forti: il divano come <strong data-start="9317" data-end="9346">oggetto d’arte da abitare</strong>, la modularità come <strong data-start="9367" data-end="9393">linguaggio compositivo</strong> e la cover intercambiabile come <strong data-start="9426" data-end="9462">strumento di evoluzione estetica</strong> nel tempo.</p>
<p data-start="9475" data-end="9766">Ne nasce un sistema che tiene insieme presenza scultorea, personalizzazione, produzione su ordinazione e una sensibilità visiva capace di fondere gesto infantile, cultura urbana e chiarezza architettonica. Ma soprattutto nasce un’idea di arredo meno passiva, meno prevedibile, più autoriale.</p>
<p data-start="9768" data-end="9941">In un mercato saturo di prodotti corretti ma spesso intercambiabili, <strong data-start="9837" data-end="9849">MARYEEFI</strong> si distingue perché non cerca di essere silenziosa. Cerca, piuttosto, di lasciare un segno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/maryeefi-divani-tra-street-art-e-interior-design/">MARYEEFI: i divani modulari artistici di Marina Efimova che trasformano il living in una scena d’autore</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>I migliori studi di architettura a Roma: 25 nomi da conoscere oggi tra progettazione contemporanea, qualità dello spazio e nuove visioni dell’abitare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Amici]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 09:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Projects]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma è una città che non si lascia semplificare. Ogni progetto, qui, entra in relazione con una materia viva fatta di storia, stratificazioni, proporzioni urbane, memoria e trasformazioni continue. Ma sarebbe riduttivo leggere la Capitale soltanto attraverso il peso del passato. Oggi Roma è anche un laboratorio aperto, attraversato da nuove esigenze dell’abitare, da un...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/migliori-studi-di-architettura-a-roma/">I migliori studi di architettura a Roma: 25 nomi da conoscere oggi tra progettazione contemporanea, qualità dello spazio e nuove visioni dell’abitare</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="373" data-end="1114">Roma è una città che non si lascia semplificare. Ogni progetto, qui, entra in relazione con una materia viva fatta di storia, stratificazioni, proporzioni urbane, memoria e trasformazioni continue. Ma sarebbe riduttivo leggere la Capitale soltanto attraverso il peso del passato. Oggi Roma è anche un laboratorio aperto, attraversato da nuove esigenze dell’abitare, da un diverso rapporto tra casa e lavoro, da una crescente attenzione alla qualità dello spazio, alla rigenerazione dell’esistente, all’equilibrio tra identità e innovazione. In questo scenario, osservare gli studi di architettura a Roma significa capire chi sta interpretando con maggiore lucidità il presente e chi, invece, sta contribuendo a immaginare la città che verrà.</p>
<p data-start="1116" data-end="1853">Quella che segue non è una classifica rigida né una graduatoria assoluta, perché l’architettura non si lascia davvero ordinare in modo schematico. È una <strong data-start="1269" data-end="1303">selezione editoriale</strong> di 25 studi di architettura a Roma da conoscere oggi: realtà differenti per storia, scala dei progetti, linguaggio e approccio, ma accomunate da una presenza progettuale riconoscibile e da una visione credibile del lavoro sullo spazio. Abbiamo scelto di includere sia nomi affermati, già consolidati nel panorama italiano e internazionale, sia studi particolarmente interessanti per sensibilità contemporanea, attenzione ai cambiamenti del vivere quotidiano e capacità di misurarsi con Roma senza cadere né nella retorica né nell’autoreferenzialità.</p>
<p data-start="1855" data-end="2520">I criteri che hanno guidato questa selezione riguardano la <strong data-start="1914" data-end="1937">qualità progettuale</strong>, la <strong data-start="1942" data-end="1975">rilevanza nel contesto romano</strong>, la <strong data-start="1980" data-end="2029">riconoscibilità del <a href="https://www.archieinteriors.com/gli-studi-di-architettura-piu-famosi-al-mondo/" target="_blank" rel="noopener">linguaggio architettonico</a></strong>, la coerenza del percorso costruito nel tempo e la capacità di rispondere con intelligenza alle nuove domande dell’abitare, del lavoro, dell’ospitalità e della trasformazione urbana. Ne nasce una mappa utile per chi cerca riferimenti solidi nella Capitale: di seguito, un orientamento editoriale dei <strong>migliori studi di architettura a Roma</strong> da osservare, nomi da seguire e realtà da tenere d’occhio oggi, soprattutto se si è alla ricerca di progettisti capaci di unire visione, metodo, sensibilità e innovazione.</p>
<h2 data-start="34" data-end="98"><strong data-start="34" data-end="98">Come abbiamo selezionato questi studi di architettura a Roma</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16528" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma.jpg" alt="I migliori studi di architettura Roma" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="100" data-end="443">La nostra selezione editoriale è stato costruita per offrire uno sguardo approfondito su alcuni studi di architettura a Roma da conoscere oggi. Abbiamo scelto realtà diverse per linguaggio, percorso e tipo di progetti, tenendo insieme nomi affermati e studi particolarmente interessanti per sensibilità contemporanea.</p>
<p data-start="445" data-end="799">I criteri che hanno guidato la selezione riguardano la qualità del progetto, la coerenza del lavoro nel tempo, la rilevanza nel contesto romano e la capacità di interpretare con intelligenza le esigenze dell’abitare di oggi. Ne emerge una mappa utile per chi cerca riferimenti seri nella Capitale e vuole orientarsi tra studi da osservare con attenzione.</p>
<h2 data-start="345" data-end="398"><strong data-start="345" data-end="398">25 studi di architettura a Roma da conoscere oggi</strong></h2>
<h3 data-section-id="99cbbk" data-start="400" data-end="412">Labics</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16533" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Labics.jpg" alt="I migliori studi di architettura Roma - Labics" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Labics.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Labics-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Labics-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Labics-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Labics-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-section-id="18xbdda" data-start="413" data-end="434">Con base a Roma e fondato nel 2002 da Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori, Labics si definisce come uno studio di architettura e urban planning capace di lavorare su scale diverse, dall’interior architecture ai masterplan urbani. Questa ampiezza di campo, unita a un’impostazione che tiene insieme ricerca teorica e applicazione concreta, è uno dei motivi per cui Labics entra con naturalezza in questa selezione: perché rappresenta bene una parte dell’architettura romana contemporanea che sa muoversi tra città, edificio e spazio interno senza perdere coerenza di linguaggio.</p>
<h3 data-section-id="18xbdda" data-start="413" data-end="434">Alvisi Kirimoto</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16535" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Alvisi-Kirimoto.jpg" alt="I migliori studi di architettura Roma - Alvisi Kirimoto" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Alvisi-Kirimoto.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Alvisi-Kirimoto-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Alvisi-Kirimoto-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Alvisi-Kirimoto-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/I-migliori-studi-di-architettura-Roma-Alvisi-Kirimoto-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Fondato da Massimo Alvisi e Junko Kirimoto nel 2002, Alvisi Kirimoto è uno studio internazionale con sede a Roma che lavora tra architettura, urbanistica e design. Nelle presentazioni ufficiali del suo lavoro torna spesso il tema dell’incontro tra principi italiani e giapponesi, cioè tra rigore, sensibilità per il paesaggio e attenzione alla misura del progetto. È anche per questo che lo abbiamo inserito tra gli studi da conoscere oggi a Roma: perché il suo percorso restituisce un’idea di architettura colta ma leggibile, capace di tenere insieme precisione, relazione con il contesto e qualità spaziale.</p>
<h3 data-section-id="16sfudr" data-start="435" data-end="454">Studio Fuksas</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10069" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/01/Massimiliano-Fuksas-nuvola-studio.jpg" alt="Massimiliano Fuksas nuvola studio" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/01/Massimiliano-Fuksas-nuvola-studio.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/01/Massimiliano-Fuksas-nuvola-studio-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/01/Massimiliano-Fuksas-nuvola-studio-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/01/Massimiliano-Fuksas-nuvola-studio-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/01/Massimiliano-Fuksas-nuvola-studio-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1400" data-end="2179">Guidato da <a href="https://www.archieinteriors.com/massimiliano-fuksas-biografia/" target="_blank" rel="noopener">Massimiliano Fuksas</a> e Doriana Fuksas, Studio Fuksas è una realtà internazionale con uffici a Roma, Parigi e Shenzhen, attiva da oltre quarant’anni e forte di più di 600 progetti. In una selezione dedicata a Roma, il suo nome è quasi inevitabile anche per il legame con opere che hanno inciso in modo evidente sull’immaginario urbano contemporaneo della città, come il Nuovo Centro Congressi all’EUR, la cosiddetta Nuvola, presentato dallo studio stesso come il più grande edificio costruito a Roma in oltre cinquant’anni. Lo abbiamo incluso per questo: per il peso oggettivo del suo percorso, per la riconoscibilità del linguaggio e per la capacità di trasformare un intervento architettonico in un segno urbano immediatamente leggibile.</p>
<h3 data-section-id="1ndhphe" data-start="455" data-end="486">ABDR Architetti Associati</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ABDR-Architetti-Associati.jpg" alt="ABDR Architetti Associati" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ABDR-Architetti-Associati.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ABDR-Architetti-Associati-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ABDR-Architetti-Associati-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ABDR-Architetti-Associati-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ABDR-Architetti-Associati-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>ABDR è stato fondato a Roma nel 1982 da Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri e Filippo Raimondo e continua ancora oggi il proprio lavoro con nuove generazioni di progettisti. Lo studio dichiara un’attività che attraversa pubblico e privato, grandi opere infrastrutturali e culturali, e più in generale progetti ad alto livello di complessità; tra quelli presenti sul sito compare anche PINQuA Tor Bella Monaca, a conferma di un rapporto concreto con Roma e con i temi della trasformazione urbana. Nella nostra selezione entra proprio per questa continuità: perché racconta una pratica progettuale solida, capace di misurarsi con programmi complessi senza rinunciare alla sensibilità per il contesto.</p>
<h3 data-section-id="1t9w4zj" data-start="487" data-end="499">Nemesi</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16542" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Nemesi-studi-architettura-a-Roma.jpg" alt="Nemesi studi architettura a Roma" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Nemesi-studi-architettura-a-Roma.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Nemesi-studi-architettura-a-Roma-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Nemesi-studi-architettura-a-Roma-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Nemesi-studi-architettura-a-Roma-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Nemesi-studi-architettura-a-Roma-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nemesi ha sede a Roma e presenta il proprio lavoro attraverso alcune idee chiave molto nette: bellezza della complessità, identità, città a “impatto+”, integrazione tra progettazione creativa, dati e tecnologie. Nelle pagine ufficiali emerge anche un’attenzione forte alla rigenerazione urbana, come nel masterplan per l’ex Fiera di Roma, pensato come distretto integrato e innovativo capace di generare qualità urbana e coesione sociale. Abbiamo scelto di includere Nemesi perché interpreta bene una linea dell’architettura contemporanea italiana che non separa forma, innovazione e visione urbana, ma prova a tenere insieme questi piani dentro un approccio riconoscibile.</p>
<h3 data-section-id="1sfcjtu" data-start="0" data-end="11">SCAPE</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16545" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCAPE-migliori-studi-di-architettura-Roma.jpg" alt="SCAPE migliori studi di architettura Roma" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCAPE-migliori-studi-di-architettura-Roma.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCAPE-migliori-studi-di-architettura-Roma-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCAPE-migliori-studi-di-architettura-Roma-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCAPE-migliori-studi-di-architettura-Roma-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCAPE-migliori-studi-di-architettura-Roma-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="12" data-end="424">Fondata a Roma nel 2004, SCAPE è una practice che lavora tra architettura, paesaggio e planning, con una dimensione internazionale che negli anni si è allargata anche a Parigi e Milano. Entra in questa selezione perché restituisce bene un’idea di studio capace di muoversi su programmi complessi e su scale diverse, mantenendo una visione progettuale chiara e riconoscibile.</p>
<h3 data-section-id="ifmc67" data-start="426" data-end="442">modostudio</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16548" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/modostudio.jpg" alt="modostudio" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/modostudio.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/modostudio-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/modostudio-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/modostudio-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/modostudio-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="443" data-end="853">modostudio, cioè Cibinel Laurenti Martocchia Architetti Associati, è uno studio multidisciplinare con sede a Roma, attivo tra architettura, urban planning e industrial design. Lo abbiamo incluso perché il suo profilo tiene insieme ricerca, innovazione, sperimentazione e competenza tecnica, elementi che lo rendono una presenza credibile nel panorama romano contemporaneo.</p>
<h3 data-section-id="18exurm" data-start="855" data-end="868">TStudio</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16553" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Guendalina-Salimei-TStudio-architetti-a-Roma.jpg" alt="Guendalina Salimei, TStudio architetti a Roma" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Guendalina-Salimei-TStudio-architetti-a-Roma.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Guendalina-Salimei-TStudio-architetti-a-Roma-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Guendalina-Salimei-TStudio-architetti-a-Roma-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Guendalina-Salimei-TStudio-architetti-a-Roma-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Guendalina-Salimei-TStudio-architetti-a-Roma-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="869" data-end="1310">Fondato nel 1992 e diretto da Guendalina Salimei, TStudio lavora tra architettura, research planning, paesaggio, restauro, interior design e grafica multimediale. È tra gli studi selezionati perché il suo percorso racconta una pratica ampia ma coerente, attenta sia alla trasformazione urbana sia alla qualità culturale del progetto, con una presenza riconoscibile nel dibattito architettonico italiano.</p>
<h3 data-start="869" data-end="1310">Giammetta Architects</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16707" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Giammetta.jpg" alt="Studio Giammetta" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Giammetta.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Giammetta-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Giammetta-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Giammetta-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Giammetta-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="869" data-end="1310">Fondata a Roma nel 1995 dagli architetti gemelli Gianluigi e Marco Giammetta, Giammetta Architects è oggi una realtà consolidata che ha sviluppato nel tempo un percorso articolato tra architettura, interior design ed exhibit design, distinguendosi per un approccio integrato e per una particolare attenzione alla qualità esperienziale dello spazio. Dopo la formazione alla Sapienza e la collaborazione con lo studio di Massimiliano Fuksas, i fondatori hanno costruito una struttura capace di intervenire in ambiti differenti, come dimostrano progetti legati all’hospitality romana — tra cui Giubbonari Luxury Suites, Big Al Restaurant e Numbs Luxury Guest House — accanto a lavori di exhibit e retail design come Bulgari Basilea e Showroom Telecom. È proprio questa capacità di muoversi con coerenza tra funzioni, linguaggi e identità progettuali diverse a rendere oggi Giammetta Architects un nome riconoscibile nel panorama romano contemporaneo.</p>
<h3 data-section-id="soiyqh" data-start="1312" data-end="1348">Lazzarini Pickering Architetti</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16556" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Lazzarini-Pickering-Architetti.jpg" alt="Lazzarini Pickering Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Lazzarini-Pickering-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Lazzarini-Pickering-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Lazzarini-Pickering-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Lazzarini-Pickering-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Lazzarini-Pickering-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1349" data-end="1827">Lazzarini Pickering Architetti è uno studio multidisciplinare con uffici a Roma e Milano, noto per lavorare dall’architettura ai masterplan urbani, dalla ristrutturazione di edifici storici all’hospitality, fino al design e al branding. Lo abbiamo inserito perché rappresenta bene una linea progettuale capace di tenere insieme heritage, spazi contemporanei e approccio trasversale, qualità particolarmente rilevanti in una città come Roma.</p>
<h3 data-section-id="1uj8sd5" data-start="1829" data-end="1876">3C+t Capolei Cavalli Architetti Associati</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16558" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/3Ct-Capolei-Cavalli-Architetti-Associati-migliori-studi-architettura-Roma.jpg" alt="3C+t Capolei Cavalli Architetti Associati migliori studi architettura Roma" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/3Ct-Capolei-Cavalli-Architetti-Associati-migliori-studi-architettura-Roma.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/3Ct-Capolei-Cavalli-Architetti-Associati-migliori-studi-architettura-Roma-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/3Ct-Capolei-Cavalli-Architetti-Associati-migliori-studi-architettura-Roma-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/3Ct-Capolei-Cavalli-Architetti-Associati-migliori-studi-architettura-Roma-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/3Ct-Capolei-Cavalli-Architetti-Associati-migliori-studi-architettura-Roma-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1877" data-end="2302">3C+t Capolei Cavalli è uno studio con base a Roma fondato nel 1960, con un’attività che va dalla progettazione all’interior design e una storia lunga dentro il contesto cittadino. Fa parte di questa selezione perché unisce continuità, identità e capacità di attraversare il progetto in modo esteso, mantenendo un legame leggibile con la cultura del design italiano e con la scena romana.</p>
<h3 data-section-id="1jzk3vc" data-start="0" data-end="24">Westway Architects</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16562" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Westway-Architects.jpg" alt="Westway Architects" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Westway-Architects.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Westway-Architects-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Westway-Architects-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Westway-Architects-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Westway-Architects-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="25" data-end="533">Fondato a Roma nel 2005 e guidato da Luca Aureggi, Maurizio Condoluci e Laura Franceschini, Westway Architects lavora su progetti residenziali, culturali e commerciali, intervenendo sia sull’esistente sia su nuove costruzioni, in Italia e all’estero. Lo abbiamo inserito in questa selezione perché rappresenta bene uno studio capace di muoversi con continuità tra scale e programmi diversi, mantenendo un profilo progettuale solido e leggibile dentro il panorama romano.</p>
<h3 data-section-id="15wr3fk" data-start="535" data-end="555">SET Architects</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16564" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SET-Architects-migliori-studi-architettura-Roma.jpg" alt="SET Architects migliori studi architettura Roma" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SET-Architects-migliori-studi-architettura-Roma.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SET-Architects-migliori-studi-architettura-Roma-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SET-Architects-migliori-studi-architettura-Roma-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SET-Architects-migliori-studi-architettura-Roma-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SET-Architects-migliori-studi-architettura-Roma-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="556" data-end="1067">SET Architects è uno studio con base a Roma, fondato e diretto da Onorato di Manno e Andrea Tanci. Nella presentazione ufficiale del suo lavoro emerge un’idea di architettura essenziale, costruita sullo studio delle proporzioni e sull’uso di geometrie semplici, con un approccio che prova a dare ordine alla complessità del programma funzionale. È tra gli studi selezionati perché questa chiarezza di linguaggio, oggi, è uno degli elementi che più lo rendono riconoscibile.</p>
<h3 data-section-id="1lxsq7v" data-start="1069" data-end="1086">STUDIOTAMAT</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16567" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/STUDIOTAMAT-migliori-studi-architettura-Roma.jpg" alt="STUDIOTAMAT migliori studi architettura Roma" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/STUDIOTAMAT-migliori-studi-architettura-Roma.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/STUDIOTAMAT-migliori-studi-architettura-Roma-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/STUDIOTAMAT-migliori-studi-architettura-Roma-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/STUDIOTAMAT-migliori-studi-architettura-Roma-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/STUDIOTAMAT-migliori-studi-architettura-Roma-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1087" data-end="1652">STUDIOTAMAT è uno studio italiano di architettura e design con base a Roma, nato nel 2014 dall’incontro di Tommaso Amato, Matteo Soddu e Valentina Paiola. Il sito ufficiale sottolinea la sua attenzione per i temi energetici e ambientali, per il design industriale e per il dettaglio, oltre a un metodo che cerca equilibrio tra fruibilità dello spazio e funzionalità dei materiali. Lo abbiamo scelto perché interpreta con intelligenza una sensibilità contemporanea che guarda all’abitare senza irrigidirsi in formule ripetitive.</p>
<h3 data-section-id="1qhbg0h" data-start="1654" data-end="1674">Studio Transit</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16570" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Transit-Roma-architettura.jpg" alt="Studio Transit Roma architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Transit-Roma-architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Transit-Roma-architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Transit-Roma-architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Transit-Roma-architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studio-Transit-Roma-architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1675" data-end="2121">Studio Transit si presenta come un laboratorio di idee applicate alla realtà, formato da un team multigenerazionale e multidisciplinare di architetti, designer, urbanisti e ingegneri, con sede a Roma, nell’area Ostiense. Entra in questa selezione perché restituisce l’immagine di una struttura progettuale ampia, tecnica ma non chiusa, capace di tenere insieme collaborazione, competenza e visione operativa.</p>
<h3 data-section-id="1ked26y" data-start="2123" data-end="2161">insula architettura e ingegneria</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16572" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/insula-architettura-e-ingegneria.jpg" alt="insula architettura e ingegneria" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/insula-architettura-e-ingegneria.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/insula-architettura-e-ingegneria-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/insula-architettura-e-ingegneria-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/insula-architettura-e-ingegneria-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/insula-architettura-e-ingegneria-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2162" data-end="2717">Insula architettura e ingegneria è una società fondata nel 2002 dagli architetti Eugenio Cipollone e Paolo Orsini con l’ingegnere Roberto Lorenzotti. Si definisce come una realtà attiva tra architettura, progettazione urbana e ingegneria, con progetti che spaziano dalla scala urbana e dello spazio pubblico fino agli interni. L’abbiamo inserita perché questa capacità di lavorare su livelli diversi, con una base forte sul progetto e sulla città, la rende una presenza credibile dentro una selezione dedicata a Roma.</p>
<h3 data-section-id="td3pw1" data-start="0" data-end="10">IT’S</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16574" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ITS-roma-studio-architetti-Roma.jpg" alt="IT’S roma studio architetti Roma" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ITS-roma-studio-architetti-Roma.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ITS-roma-studio-architetti-Roma-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ITS-roma-studio-architetti-Roma-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ITS-roma-studio-architetti-Roma-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ITS-roma-studio-architetti-Roma-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="11" data-end="517">IT’S è uno studio di architettura contemporanea fondato nel 2016 da Alessandro Cambi, Francesco Marinelli e Paolo Mezzalama, con uffici a Roma, Ginevra e Parigi. Si presenta come una realtà orientata a ricerca e innovazione, con una visione che lega progetto, qualità dello spazio e una nuova “aesthetics of life”. Lo abbiamo incluso perché interpreta in modo credibile una sensibilità contemporanea attenta ai modi in cui oggi si abita, si lavora e si vive lo spazio.</p>
<h3 data-section-id="ky0sgf" data-start="519" data-end="536">orizzontale</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16576" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/orizzontale-architettura.jpg" alt="orizzontale architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/orizzontale-architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/orizzontale-architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/orizzontale-architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/orizzontale-architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/orizzontale-architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="537" data-end="1048">orizzontale è un collettivo di architetti con base a Roma che lavora tra architettura, urbanistica, arte pubblica e pratiche DIY, con un’attenzione particolare agli spazi comuni e alle forme di interazione tra cittadini e beni urbani condivisi. Entra in questa selezione perché propone un’idea di progetto meno convenzionale ma molto significativa nel contesto romano, soprattutto quando l’architettura si misura con spazio pubblico, relazioni e uso collettivo della città.</p>
<h3 data-section-id="1q9y880" data-start="1050" data-end="1062">2A+P/A</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16578" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2APA.jpg" alt="2A+PA" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2APA.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2APA-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2APA-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2APA-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2APA-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1063" data-end="1604">2A+P/A è uno studio fondato da Gianfranco Bombaci e Matteo Costanzo, con base a Roma, attivo tra progettazione architettonica, urbana e del paesaggio. Le fonti ufficiali insistono su un interesse preciso per la città contemporanea e su una pratica che attraversa edifici pubblici e privati, housing, spazi urbani, installazioni e ricerca. Lo abbiamo selezionato perché unisce riflessione teorica e capacità progettuale, qualità che lo rendono un nome rilevante per leggere l’architettura romana di oggi.</p>
<h3 data-section-id="1hlnrau" data-start="1606" data-end="1628">OFL Architecture</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16581" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/OFL-Architecture.jpg" alt="OFL Architecture" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/OFL-Architecture.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/OFL-Architecture-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/OFL-Architecture-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/OFL-Architecture-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/OFL-Architecture-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1629" data-end="2108">OFL Architecture è una pratica interdisciplinare guidata da Francesco Lipari, presentata come studio fondato a Roma e attivo tra architettura, ricerca e processi di progetto emergenti; alcune fonti lo descrivono anche come operativo tra Roma e Sicilia. Lo abbiamo inserito perché porta nella selezione un profilo più sperimentale, attento al rapporto tra discipline diverse e alla ridefinizione del legame tra progetto e città contemporanea.</p>
<h3 data-section-id="1hxt3mh" data-start="2110" data-end="2139">Schiattarella Associati</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16583" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Schiattarella-Associati.jpg" alt="Schiattarella Associati" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Schiattarella-Associati.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Schiattarella-Associati-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Schiattarella-Associati-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Schiattarella-Associati-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Schiattarella-Associati-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2140" data-end="2703">Schiattarella Associati è uno studio di architettura con sede a Roma, attivo nei campi del design, dell’architettura, dell’urbanistica, della ricerca e dello sviluppo. Il sito ufficiale racconta una struttura consolidata e con proiezione internazionale, mentre la storia dello studio conferma anche il trasferimento della sede in Piazza Mincio, a Roma, nel 2015. Lo abbiamo scelto perché rappresenta una presenza solida e autorevole, capace di tenere insieme continuità, visione progettuale e radicamento nel contesto romano.</p>
<h3 data-start="127" data-end="1112"><strong data-start="127" data-end="137">N</strong><strong data-start="127" data-end="137">EXT-A</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16709" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/NEXT-A.jpg" alt="NEXT-A" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/NEXT-A.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/NEXT-A-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/NEXT-A-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/NEXT-A-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/NEXT-A-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="127" data-end="1112">Fondata a Roma e attiva da oltre sessant’anni, NEXT-A è oggi una realtà professionale strutturata che opera tra architettura, ingegneria e progettazione integrata, distinguendosi per la capacità di seguire l’intero processo, dalla fase ideativa fino alla supervisione, al monitoraggio e al controllo di interventi complessi in ambito pubblico e privato. A renderne riconoscibile il profilo è soprattutto la forte esperienza nella riqualificazione e riconversione di ambiti urbani, affiancata da un’attività consolidata nei settori terziario, industriale, culturale, sanitario e aeroportuale. Nel tempo, lo studio ha sviluppato opere significative anche nel contesto romano, come l’Area Eventi Tor Vergata e gli interventi per The British School at Rome e per l’edificio Moresco del Lycée Chateaubriand, confermando una visione del progetto capace di tenere insieme scala urbana, complessità tecnica, sostenibilità e qualità esecutiva.</p>
<h3 data-start="1114" data-end="2204"><strong data-start="1114" data-end="1138">Aut Aut Architettura</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16713" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Aut-Aut-Architettura.jpg" alt="Aut Aut Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Aut-Aut-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Aut-Aut-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Aut-Aut-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Aut-Aut-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Aut-Aut-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1114" data-end="2204">Fondata a Roma nel 2016, Aut Aut Architettura nasce dalla volontà di quattro giovani progettisti di costruire una piattaforma aperta a collaborazioni e contaminazioni anche esterne alla disciplina, sviluppando nel tempo un’identità precisa e riconoscibile. Lo studio interpreta infatti il progetto come strumento di esplorazione e risposta critica, capace di leggere le contraddizioni del contesto contemporaneo e di tradurle in spazi nuovi, con una costante attenzione ai temi della sostenibilità ambientale. A rafforzarne il profilo contribuiscono una presenza internazionale alimentata da conferenze, concorsi, pubblicazioni e collaborazioni, ma anche riconoscimenti importanti come il premio “Giovane Talento dell’Architettura Italiana” 2020 promosso dal CNAPPC, il Premio RĒGULA 2021 e il primo premio New Italian Blood Under 36. È proprio questa combinazione tra ricerca, visione generazionale e qualità del pensiero progettuale a rendere oggi Aut Aut una delle realtà più interessanti della scena romana contemporanea.</p>
<h3 data-start="2206" data-end="3253"><strong data-start="2206" data-end="2221">ADAT Studio</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16715" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ADAT-Studio.jpg" alt="ADAT Studio" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ADAT-Studio.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ADAT-Studio-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ADAT-Studio-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ADAT-Studio-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/ADAT-Studio-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2206" data-end="3253">Fondato a Roma nel 2022 da Antonio Atripaldi e Andrea Debilio, ADAT Studio è una pratica multidisciplinare che ha costruito la propria identità attorno al concetto di integrated design, muovendosi dalla pianificazione su larga scala fino agli arredi e ai dispositivi interattivi. Prima della nascita dello studio, i due fondatori hanno sviluppato per oltre un decennio un percorso internazionale collaborando con figure come Norman Foster, Nicholas Grimshaw, Carlo Ratti e Mario Cucinella e lavorando a progetti in più di venti Paesi: un retroterra che oggi si riflette in un approccio rigoroso, tecnologicamente consapevole e aperto alla complessità. A distinguerne il profilo contribuiscono anche lavori recenti come il progetto per il Mercato dell’Unità a Roma, pensato come trasformazione di una struttura storica in hub urbano multifunzionale, e l’incarico per l’identità visiva del Giubileo 2025, che rafforza il legame dello studio con il presente e con la trasformazione della città.</p>
<h3 data-start="3255" data-end="4265"><strong data-start="3255" data-end="3265">Obicua</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16717" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Obicua.jpg" alt="Obicua" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Obicua.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Obicua-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Obicua-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Obicua-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Obicua-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3255" data-end="4265">Fondata nel 2008 da Lucia Catenacci, Massimiliano Brugia e Valerio Campi, Obicua è una società di architettura e design con sede a Roma e Milano e presenza negli Stati Uniti, riconoscibile per una visione internazionale che unisce heritage italiano, approccio contemporaneo e forte attenzione alla qualità del progetto. Con oltre quindici anni di attività, più di quattrocento progetti e operatività in dodici Paesi, lo studio si distingue per una struttura multidisciplinare orientata tanto all’architettura quanto agli high-end interiors, seguendo i clienti dalle prime fasi del concept fino al completamento dell’opera. Il fatto di definirsi “100% BIM” restituisce bene anche la sua impronta tecnica e organizzativa, mentre lavori come il progetto per il nuovo headquarter Telecom Italia all’EUR e interventi residenziali come Casa Flaminio mostrano la capacità di muoversi con coerenza tra corporate identity, comfort, dettaglio e dialogo con il contesto.</p>
<h2 data-start="42" data-end="107"><strong data-start="42" data-end="107">Perché questi studi raccontano bene la Roma che progetta oggi</strong></h2>
<p data-start="109" data-end="604">Osservare questi studi di architettura a Roma significa leggere anche il momento che la città sta attraversando. Da una parte resta il confronto inevitabile con la storia, con il costruito, con la misura complessa di una Capitale che non concede interventi superficiali. Dall’altra emerge una progettazione sempre più attenta alla qualità dello spazio, alla trasformazione dell’esistente, ai nuovi modi dell’abitare e alla necessità di tenere insieme identità, funzione e visione.</p>
<p data-start="109" data-end="604">Leggi anche: <a href="https://www.archieinteriors.com/interior-designer-italiani-famosi/">Interior designer italiani: i nomi dei più famosi della storia</a></p>
<p data-start="1855" data-end="2520">
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/migliori-studi-di-architettura-a-roma/">I migliori studi di architettura a Roma: 25 nomi da conoscere oggi tra progettazione contemporanea, qualità dello spazio e nuove visioni dell’abitare</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>Verner Panton, 100 anni: il designer che ha trasformato il colore in spazio</title>
		<link>https://www.archieinteriors.com/verner-panton-100-anni-il-designer-che-ha-trasformato-il-colore-in-spazio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Amici]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 06:24:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 13 febbraio 2026 ricorre un anniversario speciale per il mondo del design: cento anni dalla nascita di Verner Panton, tra i progettisti che più hanno inciso sull’immaginario del Novecento. Nato nel 1926 a Gamtofte, in Danimarca, Panton ha spostato il baricentro del progetto: non più soltanto forma e funzione, ma percezione, atmosfera, coinvolgimento. A...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/verner-panton-100-anni-il-designer-che-ha-trasformato-il-colore-in-spazio/">Verner Panton, 100 anni: il designer che ha trasformato il colore in spazio</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="703" data-end="1068">Il 13 febbraio 2026 ricorre un anniversario speciale per il mondo del design: cento anni dalla nascita di <strong data-start="809" data-end="826">Verner Panton</strong>, tra i progettisti che più hanno inciso sull’immaginario del Novecento. Nato nel 1926 a Gamtofte, in Danimarca, Panton ha spostato il baricentro del progetto: non più soltanto forma e funzione, ma <strong data-start="1024" data-end="1038">percezione</strong>, atmosfera, coinvolgimento.</p>
<p data-start="1070" data-end="1353">A un secolo dalla nascita, il suo linguaggio rimane attuale perché parla di un tema che torna ciclicamente nel dibattito contemporaneo: <strong data-start="1206" data-end="1265">quanto “sentire” vogliamo dentro gli spazi che abitiamo</strong>. E quanto siamo disposti a usare il colore non come finitura, ma come idea strutturale.</p>
<h2 data-start="1360" data-end="1443">La sfida al minimalismo nordico: immaginazione e colore come posizione culturale</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10972" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-designer.jpg" alt="Verner Panton designer" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-designer.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-designer-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-designer-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-designer-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-designer-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1445" data-end="1676">Il design scandinavo ci ha abituati a linee sobrie, materiali naturali e palette neutre. Panton ha rappresentato l’esatto opposto: <strong data-start="1576" data-end="1619">sperimentale, audace, anticonvenzionale</strong>, capace di trattare il progetto come una scena totale.</p>
<p data-start="1678" data-end="2023">Dopo gli studi all’Accademia Reale di Belle Arti di Copenaghen e un periodo di collaborazione con <strong data-start="1776" data-end="1793">Arne Jacobsen</strong>, nel 1955 apre il proprio studio indipendente. È l’inizio di una ricerca che non si limita a “disegnare oggetti”, ma mira a <strong data-start="1918" data-end="1969">cambiare il modo in cui un ambiente si comporta</strong>: come accoglie, come orienta, come influenza l’umore.</p>
<p data-start="2025" data-end="2386">Ridurre Panton alla formula “anti-minimalismo” è comodo, ma parziale: la sua non è solo una ribellione estetica. È un’idea precisa di progetto, sintetizzata in una frase che suona come un manifesto: <em data-start="2224" data-end="2310">«Lo scopo principale del mio lavoro è provocare le persone a usare l’immaginazione».</em> Il resto — la critica al “grigio-beige” del conformismo — è la conseguenza.</p>
<h2 data-start="2393" data-end="2467">Panton Chair: scultorea e futurista, un’icona che ha cambiato la storia</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4414" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON.jpg" alt="sedia 1960 PANTON – VERNER PANTON" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2469" data-end="2594">Tra tutte le opere di Verner Panton, ce n’è una che più di ogni altra ha segnato la storia del design: la <strong data-start="2575" data-end="2591">Panton Chair</strong>.</p>
<p data-start="2596" data-end="2916">Progettata alla fine degli anni Cinquanta e sviluppata attraverso prototipi e test, arriva alla produzione industriale con <strong data-start="2719" data-end="2728">Vitra</strong> nel 1967: una sedia <strong data-start="2749" data-end="2761">a sbalzo</strong>, realizzata in un <strong data-start="2780" data-end="2795">unico pezzo</strong> di materiale plastico (nelle prime versioni) e concepita come un gesto continuo, quasi una “S” disegnata nello spazio.</p>
<p data-start="2918" data-end="3304">La Panton Chair non è solo un complemento d’arredo: è un oggetto che ha reso credibile un’idea allora radicale, cioè che la plastica potesse diventare <strong data-start="3069" data-end="3081">classico</strong>, non provvisorio. Ed è per questo che, ancora oggi, continua a essere riproposta e discussa: non soltanto per il suo profilo iconico, ma per ciò che rappresenta in termini di <strong data-start="3257" data-end="3303">industria, tecnologia e cultura del vivere</strong>.</p>
<h3 data-start="3306" data-end="3369">Vitra celebra il centenario con un voto pubblico sul colore</h3>
<p data-start="3370" data-end="3803">Per festeggiare i 100 anni dalla nascita del designer danese, <strong data-start="3432" data-end="3441">Vitra</strong> ha attivato un’iniziativa pensata per coinvolgere il pubblico: una <strong data-start="3509" data-end="3531">votazione pubblica</strong> (promossa anche via social) per decidere le cromie della <strong data-start="3589" data-end="3626">Panton Chair Limited Edition 2026</strong>. L’idea è semplice ma efficace: trasformare un oggetto già canonico in un pezzo ancora “vivo”, che nel 2026 continua a dialogare con desideri, gusti e immaginari contemporanei.</p>
<h2 data-start="3810" data-end="3870">Visiona: quando l’utopia pop diventa un interno abitabile</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10973" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-VISIONA.jpg" alt="Verner Panton VISIONA" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-VISIONA.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-VISIONA-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-VISIONA-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-VISIONA-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Verner-Panton-VISIONA-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3872" data-end="4198">Se la Panton Chair è l’opera più famosa, i progetti che raccontano meglio la visione “totale” di Verner Panton sono le installazioni <strong data-start="4005" data-end="4016">Visiona</strong> (in particolare Visiona 0 e Visiona 2), realizzate tra la fine degli anni Sessanta e il 1970 per la <strong data-start="4117" data-end="4143">Cologne Furniture Fair</strong>, nell’ambito delle iniziative promosse da <strong data-start="4186" data-end="4195">Bayer</strong>.</p>
<p data-start="4200" data-end="4538">Invitato a trasformare una nave sul Reno in uno spazio espositivo, Panton crea ambienti psichedelici e avvolgenti: forme organiche, superfici morbide, materiali innovativi, colori accesi. Nasce così il concetto di <strong data-start="4414" data-end="4435">Total Environment</strong>, in cui arredi, pareti, pavimenti e luci non sono elementi separati, ma componenti della stessa regia.</p>
<p data-start="4540" data-end="4697">Qui Panton è più “architetto” che designer di prodotto: costruisce <strong data-start="4607" data-end="4629">paesaggi domestici</strong> e dimostra che l’interno può essere una vera esperienza sensoriale.</p>
<h2 data-start="4704" data-end="4763">Total Environment: il progetto come esperienza immersiva</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10974" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Total-Environment.jpg" alt="Total Environment" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Total-Environment.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Total-Environment-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Total-Environment-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Total-Environment-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/Total-Environment-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="4765" data-end="4973">Per Verner Panton progettare significava andare oltre il singolo oggetto. Ogni spazio doveva essere pensato come <strong data-start="4878" data-end="4899">sistema integrato</strong> di forme, materiali e cromie: un’unità coerente, quasi cinematografica.</p>
<p data-start="4975" data-end="5384">Un esempio emblematico è il progetto degli interni del <strong data-start="5030" data-end="5045">Der Spiegel</strong> ad Amburgo (1969): lobby, sale, aree comuni e ambienti di lavoro vengono riorchestrati secondo una visione coordinata. Lo stesso approccio compare nel progetto del <strong data-start="5210" data-end="5230">ristorante Varna</strong> ad Aarhus, dove ogni ambiente è caratterizzato da un colore dominante e da arredi pensati per costruire atmosfere riconoscibili, identitarie, memorabili.</p>
<h2 data-start="5391" data-end="5456">Lampade e arredi: la creatività senza confini di Verner Panton</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-10975" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/panton-lampada-a-sospensione-verner.jpg" alt="panton lampada a sospensione verner" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/panton-lampada-a-sospensione-verner.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/panton-lampada-a-sospensione-verner-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/panton-lampada-a-sospensione-verner-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/panton-lampada-a-sospensione-verner-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/02/panton-lampada-a-sospensione-verner-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="5458" data-end="5568">Verner Panton ha firmato una lunga lista di prodotti diventati icone del design contemporaneo. Tra i più noti:</p>
<ul data-start="5570" data-end="6340">
<li data-start="5570" data-end="5724">
<p data-start="5572" data-end="5724"><strong data-start="5572" data-end="5605">Fun / Mother of Pearl (1964):</strong> una famiglia di lampade costruite con dischi in madreperla, capaci di trasformare la luce in movimento e vibrazione.</p>
</li>
<li data-start="5725" data-end="5991">
<p data-start="5727" data-end="5991"><strong data-start="5727" data-end="5779">Shell lamp / installazione di conchiglie (1972):</strong> un grande intervento luminoso composto da migliaia di elementi in conchiglia, originariamente creato per la sua casa vicino a Basilea e poi riallestito negli anni come presenza scenografica in ambito pubblico.</p>
</li>
<li data-start="5992" data-end="6118">
<p data-start="5994" data-end="6118"><strong data-start="5994" data-end="6015">Flowerpot (1968):</strong> lampada iconica, dalle geometrie morbide e immediate, spesso associata all’immaginario flower power.</p>
</li>
<li data-start="6119" data-end="6213">
<p data-start="6121" data-end="6213"><strong data-start="6121" data-end="6145">Living Tower (1969):</strong> una “scultura abitabile”, piattaforma ergonomica multifunzionale.</p>
</li>
<li data-start="6214" data-end="6340">
<p data-start="6216" data-end="6340"><strong data-start="6216" data-end="6256">Spiral Lamp e Ball Lamp (1969/1970):</strong> sospensioni ad alto impatto visivo, che lavorano più sullo spazio che sull’oggetto.</p>
</li>
</ul>
<p data-start="6342" data-end="6526">Ogni progetto testimonia la sua curiosità per nuove tecnologie e materiali allora pionieristici, e una costante: il desiderio di fare della luce e del colore strumenti di architettura.</p>
<h2 data-start="6533" data-end="6598">Un anno di celebrazioni: mostre, riedizioni, edizioni limitate</h2>
<p data-start="6600" data-end="7023">La campagna per il centenario non si limita alla Panton Chair. Il 2026 si costruisce come un anno di iniziative, tra <strong data-start="6717" data-end="6731">riedizioni</strong>, nuove finiture e progetti speciali. Tra gli appuntamenti principali, il <strong data-start="6805" data-end="6828">Vitra Design Museum</strong> dedica a Panton una grande mostra al Vitra Schaudepot: un percorso che abbraccia sedute, luci, tessili e anche lavori architettonici meno noti, con un allestimento pensato in chiave immersiva.</p>
<p data-start="7025" data-end="7227">Accanto a questo, vengono presentate edizioni celebrative, tra cui una <strong data-start="7096" data-end="7143">Heart Cone Chair – Anniversary Edition 2026</strong>, che riprende il lessico formale e cromatico di Panton in una chiave da collezione.</p>
<h2 data-start="7234" data-end="7288">Perché questo centenario conta nel mondo del design</h2>
<p data-start="7290" data-end="7593">Il centenario di Verner Panton non è solo una ricorrenza storica: è una lente sul presente. In una fase in cui il progetto tende spesso alla neutralità (per motivi culturali, commerciali, o semplicemente per “prudenza”), Panton ricorda che il design può essere anche <strong data-start="7557" data-end="7570">posizione</strong>, non soltanto stile.</p>
<p data-start="7595" data-end="7797">La sua eredità non è l’invito a “colorare tutto”, ma a riconoscere che colore, luce e forma possono diventare <strong data-start="7705" data-end="7719">linguaggio</strong>: possono guidare comportamenti, generare comfort, produrre energia emotiva.</p>
<p data-start="7799" data-end="7965">Celebrare Verner Panton significa allora celebrare un’idea di design libera e rigorosa insieme: un design che chiede immaginazione, e che non ha paura di dichiararsi.</p>
<h2 data-start="7972" data-end="8017">Curisiotà su Verner Panton</h2>
<h3 data-start="8019" data-end="8051">Quando è nato Verner Panton?</h3>
<p data-start="8052" data-end="8126">Verner Panton è nato il <strong data-start="8076" data-end="8096">13 febbraio 1926</strong> a <strong data-start="8099" data-end="8111">Gamtofte</strong>, in Danimarca.</p>
<h3 data-start="8128" data-end="8173">Perché la Panton Chair è così importante?</h3>
<p data-start="8174" data-end="8379">Perché ha reso possibile, a livello industriale e culturale, l’idea di una sedia a sbalzo realizzata in <strong data-start="8278" data-end="8296">un unico pezzo</strong> di materiale plastico: un cambio di paradigma per forma, tecnologia e immaginario.</p>
<h3 data-start="8381" data-end="8424">Che cosa significa “Total Environment”?</h3>
<p data-start="8425" data-end="8581">È l’idea che lo spazio si progetti come un sistema unico: arredi, superfici, colori e luce lavorano insieme per produrre un’esperienza coerente e immersiva.</p>
<h3 data-start="8583" data-end="8622">Cosa sono le installazioni Visiona?</h3>
<p data-start="8623" data-end="8811">Sono ambienti sperimentali realizzati tra fine anni ’60 e 1970 per la Cologne Furniture Fair (con Bayer), in cui Panton mette in scena interni “totali”, organici e cromaticamente radicali.</p>
<h3 data-start="8813" data-end="8858">Quali sono le lampade più note di Panton?</h3>
<p data-start="8859" data-end="9029">Tra le più note: <strong data-start="8876" data-end="8889">Flowerpot</strong>, la serie <strong data-start="8900" data-end="8925">Fun / Mother of Pearl</strong>, e diverse sospensioni scenografiche come <strong data-start="8968" data-end="8978">Spiral</strong> e <strong data-start="8981" data-end="8989">Ball</strong>, oltre a grandi installazioni luminose.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/verner-panton-100-anni-il-designer-che-ha-trasformato-il-colore-in-spazio/">Verner Panton, 100 anni: il designer che ha trasformato il colore in spazio</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>Design da scoprire: 5 profili Instagram imperdibili per chi ama l&#8217;interior e l&#8217;architettura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Amici]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 06:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ispirazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Instagram è una fonte inesauribile di ispirazione per chi lavora o sogna nel mondo del design. Tra immagini evocative, progetti iconici e storytelling visivo, la piattaforma è diventata un vero e proprio hub creativo dove architetti, designer e appassionati si incontrano virtualmente per condividere idee, visioni e tendenze. In questo articolo abbiamo selezionato cinque profili...</p>
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<p>Instagram è una fonte inesauribile di ispirazione per chi lavora o sogna nel mondo del design. Tra immagini evocative, progetti iconici e storytelling visivo, la piattaforma è diventata un vero e proprio hub creativo dove architetti, designer e appassionati si incontrano virtualmente per condividere idee, visioni e tendenze.</p>



<p>In questo articolo abbiamo selezionato cinque profili che si distinguono per <strong data-start="745" data-end="805">qualità estetica, contenuti curati e approccio originale</strong>. Dai creator emergenti agli showroom più iconici, dai magazine digitali ai podcast verticali, queste pagine raccontano il design in modo autentico e stimolante.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><em data-start="349" data-end="428">Dove il design prende forma: gli account che ispirano progettisti e sognatori</em></h2>



<p>5 profili Instagram selezionati per chi ama interior design, architettura e tendenze. Ispirazione quotidiana per professionisti e appassionati.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. @dennisvonnazareth</h3>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/Ch2E2X2tTw2/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/Ch2E2X2tTw2/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/Ch2E2X2tTw2/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Dennis von Nazareth (@dennisvonnazareth)</a></p></div></blockquote>
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<p>Giovane designer tedesco con oltre 90.000 follower, Dennis Von Nazareth è uno degli account emergenti più apprezzati nel mondo dell’interior design contemporaneo. Il suo feed è un viaggio dentro casa sua, situata in un edificio <strong data-start="1264" data-end="1274">Altbau</strong> (edificio storico tipico in Germania), arredata con gusto <strong data-start="1333" data-end="1355">mid-century modern</strong>.</p>



<p>Nella sua bio si definisce “interior lover” e “aesthete”, e le sue foto lo confermano: dettagli curati, ambientazioni armoniche e una palette raffinata. La sua casa è stata selezionata dal magazine <em data-start="1556" data-end="1568">The Spaces</em> come fonte di ispirazione, consolidando la sua reputazione internazionale. Un profilo ideale per chi ama l’interior design sobrio, elegante e personale.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">2. @one.interior.mag</h3>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DLsP82DIyJl/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DLsP82DIyJl/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DLsP82DIyJl/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da One Interior Magazine (@one.interior.mag)</a></p></div></blockquote>
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<p>Con oltre un milione di follower, questo profilo è una delle community più amate dagli appassionati di interior design. Dietro @one.interior.mag si cela una curatela attenta di contenuti, capaci di spaziare tra case dal sapore industriale, ambienti sofisticati e interni contemporanei pieni di personalità.</p>



<p>La pagina collabora con designer, architetti e brand del settore, proponendo immagini curate, reel coinvolgenti e spunti editoriali come letture e oggetti iconici. Dal minimal al retrò, lo stile cambia ma il livello resta altissimo. Una <strong data-start="2346" data-end="2395">vetrina internazionale sul mondo del progetto</strong>, aggiornata ogni giorno con contenuti ispirazionali.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">3. @spazio5arredamenti</h3>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DLu1Ai_tTzu/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/DLu1Ai_tTzu/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DLu1Ai_tTzu/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Spazio 5 arredamenti (@spazio5arredamenti)</a></p></div></blockquote>
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<p>Nel cuore del quartiere Trieste, a Roma, <strong data-start="2573" data-end="2596">Spazio5 Arredamenti</strong> è molto più di uno showroom: è un luogo dove il design prende vita. Fondato da Claudio Morozzi, esperto del settore con oltre 40 anni di esperienza, lo store è diventato un punto di riferimento per chi cerca arredi di qualità e consulenza progettuale.</p>



<p>La pagina Instagram riflette pienamente l’identità dello spazio: post curati, storytelling efficace, contenuti che spaziano da curiosità storiche a sondaggi, passando per collezioni e brand iconici. È uno degli account italiani più rappresentativi per chi cerca una relazione profonda con l’arredo contemporaneo. Un <strong data-start="3166" data-end="3229">punto di riferimento per chi vive il design come esperienza</strong>.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">4. @design_addicted_podcast_</h3>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DKw9_MDINLo/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/DKw9_MDINLo/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DKw9_MDINLo/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Salvatore Varriale (@design_addicted_podcast_)</a></p></div></blockquote>
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<p>Salvatore Varriale è la voce e il volto dietro <strong data-start="3373" data-end="3392">Design Addicted</strong>, uno dei podcast più interessanti dedicati al mondo del design. Il suo profilo Instagram è un’estensione dei temi trattati nel podcast: storie di oggetti, brand iconici, trend e progettisti che hanno segnato – e continuano a segnare – l’evoluzione del settore.</p>



<p>Il tono è diretto, divulgativo ma mai banale. Salvatore riesce a spiegare anche i concetti più complessi con chiarezza, coinvolgendo un pubblico eterogeneo fatto di professionisti, studenti e semplici appassionati. Se cerchi <strong data-start="3880" data-end="3928">contenuti che uniscano conoscenza e passione</strong>, questa è una pagina da non perdere.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">5. @d_absolutedesign</h3>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/reel/DJys3jAqBDb/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/reel/DJys3jAqBDb/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/DJys3jAqBDb/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da D! Absolute Design &#8211; arredamento d&#39;interni (@d_absolutedesign)</a></p></div></blockquote>
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<p><strong data-start="4045" data-end="4065">D_AbsoluteDesign</strong> nasce a Lecce come progetto editoriale verticale su architettura, interior e product design. La pagina Instagram è la sua espressione visiva: elegante, ordinata, informativa. Ogni post è pensato per offrire un’esperienza estetica coerente, con immagini di alta qualità e testi chiari e ben scritti.</p>



<p>Il pubblico è composto da <strong data-start="4392" data-end="4433">designer, architetti e professionisti</strong> che si ritrovano in uno stile raffinato ma accessibile. Il feed è aggiornato con le ultime tendenze, novità di brand, mostre e curiosità dal mondo del progetto. Un profilo che <strong data-start="4610" data-end="4664">parla al mondo del design con intelligenza e gusto</strong>.</p>



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<h2 class="wp-block-heading">Per chi cerca bellezza, anche nel quotidiano</h2>



<p>Il design è una forma di linguaggio, e Instagram è oggi uno degli strumenti più potenti per raccontarlo. I profili che abbiamo selezionato offrono punti di vista differenti, ma hanno tutti una cosa in comune: la capacità di ispirare ogni giorno, attraverso immagini, parole e visioni.</p>



<p>Che tu sia un professionista del settore o semplicemente un amante della bellezza, questi account rappresentano una <strong data-start="5090" data-end="5154">fonte preziosa per aggiornarsi, formarsi e lasciarsi stupire</strong>.</p>



<p>Leggi anche: <a href="https://www.archieinteriors.com/tendenze-arredamento-2026-cosa-abbiamo-visto-al-salone-del-mobile-milano-2025/">Tendenze arredamento 2026 raccontate dal Salone del Mobile</a> </p>



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		<title>20 sedie famose iconiche che hanno fatto la storia del design</title>
		<link>https://www.archieinteriors.com/20-sedie-famose-iconiche-che-hanno-fatto-la-storia-del-design/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Amici]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Zona Giorno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell’affascinante mondo del design, pochi oggetti possono combinare funzionalità e arte, incarnando perfettamente il concetto di icona come la sedia. Questo elemento d’arredo, apparentemente semplice e presente in ogni casa, è il più utilizzato nella vita quotidiana e al tempo stesso uno dei più sofisticati dal punto di vista progettuale, frutto di una continua ricerca...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/20-sedie-famose-iconiche-che-hanno-fatto-la-storia-del-design/">20 sedie famose iconiche che hanno fatto la storia del design</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’affascinante mondo del design, pochi oggetti possono combinare funzionalità e arte, incarnando perfettamente il concetto di icona come <strong>la sedia</strong>.</p>
<p>Questo elemento d’arredo, apparentemente semplice e presente in ogni casa, è il più utilizzato nella vita quotidiana e al tempo stesso uno dei più sofisticati dal punto di vista progettuale, frutto di una continua ricerca mossa dalla passione per <a href="https://www.archieinteriors.com/design">il design</a>. Dietro la sua apparente semplicità, c’è il genio creativo di chi la ha ideata, trasformandola in simbolo di potere, estetica e innovazione.</p>
<h2>La storia della sedia: un percorso millenario delle sedie famose iconiche</h2>
<p>La sedia è al centro di una lunga evoluzione la cui storia è antichissima. Nell’<strong>Antico Egitto</strong>, la sedia era un simbolo di autorità, riservata ai faraoni, come spesso rappresentato nell’arte e nei repertistorici. Nell’<strong>Impero Romano</strong>, si evolse per diventare più funzionale, mentre durante il <strong>Medioevo </strong>si arricchì di intagli decorativi e tessuti pregiati, riservandosi alle classi nobili.</p>
<p>Con il <strong>Rinascimento</strong>, la sedia iniziò a diffondersi tra un pubblico più ampio, diventando un elemento progettato con crescente attenzione all’estetica e al comfort.</p>
<h2>La rivoluzione industriale e il cambiamento del design</h2>
<p>La svolta nel design della sedia avvenne con la <strong>rivoluzione industriale </strong>tra il XIX e il XX secolo. In questo periodo, la sedia si trasformò da semplice elemento funzionale a oggetto di sperimentazione artistica e tecnologica. Progettisti visionari hanno iniziato a esplorare nuovi materiali, come legno curvato, metallo, fibra di carbonio e poliuretano espanso, creando pezzi che hanno fatto la storia del design.</p>
<h2>La sedia come opera d’arte</h2>
<p>Oggi molte sedie sono considerate vere e proprie <strong>opere d’arte</strong>, simbolo di creatività e ingegno di importanti firme di designer di fama mondiale, che hanno dato vita a oggetti capaci di attraversare decenni e raccontare epoche. Alcuni modelli, veri e propri capolavori di design, sono esposti in prestigiosi musei come il <strong>MoMA di New York </strong>e il <strong>Vitra Design Museum </strong>in Germania.</p>
<h2>Simbolo di eleganza e creatività</h2>
<p>Una sedia non è solo un elemento d’arredo: è una presenza capace di trasformare un ambiente, rendendolo elegante e sofisticato. Ogni modello è frutto di intuizione artistica, capacità progettuale in equilibrio tra forma e funzione, innovazione e tradizione.</p>
<h2>Le sedie famose e iconiche che hanno fatto la storia del design</h2>
<p>Abbiamo selezionato venti sedie che, secondo noi, rappresentano i modelli più iconici della storia del design. Ognuna di esse incarna creatività, ingegno e un valore storico inestimabile. Scopri con noi quali sono queste opere d’arte e come hanno cambiato il modo di concepire l’arredamento.</p>
<h3>1. 1807 &#8211; LA CHIAVARINA &#8211; GIUSEPPE GAETANO DESCALZI</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/01/sedie-famose-iconiche-di-design-1807-–-LA-CHIAVARINA-–-GIUSEPPE-GAETANO-DESCALZI.jpg" alt="sedie famose iconiche di design - 1807 – LA CHIAVARINA – GIUSEPPE GAETANO DESCALZI" width="1200" height="800" /></p>
<p>La sedia <strong>CHIAVARINA </strong>fu inventata nel 1807 da un abile ebanista di Chiavari: <strong>Giuseppe Gaetano Descalzi</strong>, detto “Campanino”. Su richiesta del marchese Rivarola, Descalzi rielaborò modelli di sedie francesi, semplificandone le decorazioni e perfezionandone la struttura.</p>
<p>Il risultato fu un prodotto elegante, leggero ed estremamente robusto, realizzato in legno di faggio e caratterizzato da una seduta impagliata a mano con canna d’India.</p>
<p>Il successo della Chiavarina fu immediato, tanto che la sua produzione si diffuse rapidamente nella zona di Chiavari, con la nascita di numerose manifatture artigianali. Questo capolavoro di design conquistò personaggi illustri dell’epoca, tra cui Carlo Alberto di Savoia, Napoleone III e lo scultore Antonio Canova. Anche il celebre architetto e designer Gio Ponti si ispirò a questa icona per creare la sua celebre sedia Superleggera.</p>
<p>Ancora oggi, la sedia Chiavarina è prodotta da diversi artigiani che ne mantengono viva la tradizione, soprattutto nella zona di Chiavari, continuando a rappresentare un simbolo di qualità, eleganza e maestria artigianale italiana.</p>
<h3>2. 1860 &#8211; SEDIA N.14 &#8211; MICHAEL THONET  </h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/01/SEDIA-N.14-–-MICHAEL-THONET-.jpg" alt="SEDIA N.14 – MICHAEL THONET" width="1200" height="800" /></p>
<p>Ideata da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Michael_Thonet"><strong>Michael Thonet</strong></a> nel 1860, la <strong>SEDIA N.14 </strong>è la più famosa sedia prodotta ancora oggi dall&#8217;azienda <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Thonet_(azienda)"><strong>Thonet</strong></a>. E’ stata subito connotata come la sedia da bistrot, conosciuta anche come sedia Vienna, venne realizzata con una tecnologia emergente dell&#8217;epoca che sfruttava il vapore per ammorbidire e curvare il legno. Per il suo design semplice e il prezzo abbordabile ebbe un immediato successo nel mercato del mobile, mantenendolo nel tempo.</p>
<h3>3. 1903 &#8211; HILL HOUSE 1 &#8211; CHARLES RENNIE MACKINTOSH</h3>
<figure id="attachment_4334" aria-describedby="caption-attachment-4334" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/01/HILL-HOUSE-1-–-CHARLES-RENNIE-MACKINTOSH-sedie-famose-iconiche.jpg" alt="HILL HOUSE 1 – CHARLES RENNIE MACKINTOSH - sedie famose iconiche" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-4334" class="wp-caption-text">Crediti: Cassina</figcaption></figure>
<p>Disegnata dal grande architetto, designer e pittore Scozzese <strong>Charles Rennie Mackintosh</strong>, per il progetto della Hill House in Scozia da cui prende il nome.</p>
<p>La sedia <strong>HILL HOUSE 1 </strong>è iconica e senza tempo, realizzata originariamente in legno massello, presenta un’inconfondibile forma geometrica, caratterizzata da uno schienale alto con di linee verticali e orizzontali.</p>
<p>Minimalista ma di grande presenza scenica, un pezzo intramontabile considerato ancora oggi un autentico capolavoro di design. Maestri ebanisti di Meda la riproducono ancora oggi per <strong>Cassina</strong>.</p>
<h3><strong>4. 1917 SEDIA ROSSA E BLU &#8211; GERRIT RIETVELD</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-4393 size-full" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1917-SEDIA-ROSSA-E-BLU-GERRIT-RIETVELD.jpg" alt="sedie famose di design 1917 SEDIA ROSSA E BLU - GERRIT RIETVELD" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1917-SEDIA-ROSSA-E-BLU-GERRIT-RIETVELD.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1917-SEDIA-ROSSA-E-BLU-GERRIT-RIETVELD-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1917-SEDIA-ROSSA-E-BLU-GERRIT-RIETVELD-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1917-SEDIA-ROSSA-E-BLU-GERRIT-RIETVELD-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1917-SEDIA-ROSSA-E-BLU-GERRIT-RIETVELD-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ideata e progettata nel 1917 dal designer Olandese <strong>Gerrit Rietveld</strong>, ultimata solo dopo il suo ingresso nel gruppo “De Stijl”, un movimento artistico, conosciuto anche come Neoplasticismo, nato nei Paesi Bassi, che si prefiggeva una forma d’arte essenziale e geometrica, proprio come questa sedia.</p>
<p>E’ costituita da quindici listelli in legno di faggio neri con testate gialle che formano un intreccio di linee verticali e orizzontali nel quale si inseriscono schienale e seduta laccati di rosso e di blu, l’aspetto cromatico è un tratto distintivo.</p>
<p>Una sedia quasi priva di massa o volume, che non interrompe lo spazio nel quale si colloca ma lo accende; lo schienale, svincolato dalle gambe posteriori, genera un effetto di sospensione.</p>
<p>Lo stesso Rietveld ripeteva che ha disegnato questa sedia affinché fosse “sufficientemente confortevole per il relax e per il risveglio della coscienza” .</p>
<p>Theo van Doesburg la definì una “scultura astratta-realistica per gli interni delle nostre case future”</p>
<p>La <strong>SEDIA ROSSA E BLU </strong>è oggi esposta al Museum of Modern Art di New York.</p>
<h3>5. 1926 &#8211; S34 &#8211; STAM DI MART STAM</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4396" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/5.-1926-S34-STAM-DI-MART-STAM.jpg" alt="5. 1926 - S34 - STAM DI MART STAM" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/5.-1926-S34-STAM-DI-MART-STAM.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/5.-1926-S34-STAM-DI-MART-STAM-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/5.-1926-S34-STAM-DI-MART-STAM-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/5.-1926-S34-STAM-DI-MART-STAM-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/5.-1926-S34-STAM-DI-MART-STAM-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nel 1926 l’urbanista e designer Olandese <strong>Mart Stam</strong>, sperimenta per primo un innovativo e rivoluzionario concetto di sedia cantilever &#8211; a sbalzo &#8211; attraverso l’assemblaggio di tubi del gas collegati tramite flange, dando vita alla <strong>S 34</strong>, un vero e proprio esempio di design del XX secolo. Questa sedia presenta due soli montanti ripiegati a terra e la seduta è collegata orizzontalmente da un tubo in acciaio curvato e continuo; rivestimento, seduta e schienale sono in cuoio pieno fiore.</p>
<p>Fu lanciata a Stoccarda nel 1927 durante l’ esposizione del Werkbund Die Wohnung e prodotta dall&#8217;azienda tedesca Thonet, è stata oggetto di accesi contenziosi tra Starm e i suoi colleghi della scuola Bauhaus del calibro di Mies Van Der Rohe e Marcel Breuer, che ripresero la sedia rielaborandola di alcuni particolari. La sedia <strong>S 34 </strong>è un pezzo di storia del design contemporaneo che ancora oggi viene prodotta dal brand <strong>Thonet</strong>.</p>
<h3>6. 1929 MR MIES &#8211; MIES VAN DER ROHE</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4397" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/6.-1929-MR-MIES-MIES-VAN-DER-ROHE.jpg" alt="6. 1929 MR MIES - MIES VAN DER ROHE" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/6.-1929-MR-MIES-MIES-VAN-DER-ROHE.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/6.-1929-MR-MIES-MIES-VAN-DER-ROHE-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/6.-1929-MR-MIES-MIES-VAN-DER-ROHE-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/6.-1929-MR-MIES-MIES-VAN-DER-ROHE-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/6.-1929-MR-MIES-MIES-VAN-DER-ROHE-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ed ecco la risposta alla sopracitata S-34 di Stam, rivisitata di alcuni dettagli nel 1929 dal maestro indiscusso <strong>Ludwig Mies Van Der Rohe, </strong>architetto e designer Tedesco<strong>, </strong>ai tempi della scuola Bauhaus di cui era docente.</p>
<p>La <strong>MR MIES </strong>è una sedia a sbalzo dalla linea moderna e leggera, con struttura tubolare d&#8217;acciaio cromato e schienale e seduta rivestiti in cuoio o pelle. E’ tra le sedie che hanno lasciato un segno indelebile nel design moderno, inconfondibile la firma, un vero e proprio cult del brand <strong>Knoll</strong>.</p>
<h3>7. 1934 SEDIA ZIG ZAG – GERRIT RIETVELD</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4398" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/7.-1934-SEDIA-ZIG-ZAG-–-GERRIT-RIETVELD.jpg" alt="7. 1934 SEDIA ZIG ZAG – GERRIT RIETVELD" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/7.-1934-SEDIA-ZIG-ZAG-–-GERRIT-RIETVELD.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/7.-1934-SEDIA-ZIG-ZAG-–-GERRIT-RIETVELD-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/7.-1934-SEDIA-ZIG-ZAG-–-GERRIT-RIETVELD-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/7.-1934-SEDIA-ZIG-ZAG-–-GERRIT-RIETVELD-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/7.-1934-SEDIA-ZIG-ZAG-–-GERRIT-RIETVELD-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong> </strong>Ritroviamo il genio di <strong>Gerrit Rietveld </strong>in un’opera che dietro l’apparente semplicità nasconde un progetto veramente complesso.</p>
<p>Il designer olandese, di cui abbiamo conosciuto la Sedia Rossa e Blu prodotta circa 17 anni prima, investì buona parte della sua carriera nello studio del concetto di piegabilità: la sua sfida era quella di ottenere strutture tridimensionali &#8211; come una sedia, appunto &#8211; partendo da un elemento piano. Con questo progetto, l’obiettivo di Rietveld era quello di ottenere una forma senza soluzione di continuità fra gli elementi che la compongono e nella Sedia <strong>ZIG ZAG</strong>, infatti, l’unico elemento altro non è che un tubolare metallico con un profilo a “S”, che va a formare schienale, seduta e gambe in un’unica linea, dando vita ad una delle sedie più ricercate. E’ ancora in produzione con il brand <strong>Cassina</strong>.</p>
<h3>8. 1946 &#8211; DSW CHARLES &amp; RAY EAMES</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4399" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/8_dsw-eames-plastic-chair-vitra6.jpg" alt="8. 1946 - DSW CHARLES &amp; RAY EAMES" width="1600" height="1421" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/8_dsw-eames-plastic-chair-vitra6.jpg 1600w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/8_dsw-eames-plastic-chair-vitra6-300x266.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/8_dsw-eames-plastic-chair-vitra6-1024x909.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/8_dsw-eames-plastic-chair-vitra6-768x682.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/8_dsw-eames-plastic-chair-vitra6-1536x1364.jpg 1536w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/8_dsw-eames-plastic-chair-vitra6-370x329.jpg 370w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>La Dining Height Side Chair Wood Base (<strong>DSW</strong>), progettata dalla coppia di designer Statunitense Charles &amp; Ray Eames.</p>
<p>Charles Eames, figura poliedrica e visionaria, si è distinto come architetto, designer e regista, la sua filosofia progettuale si basava sulla praticità: ogni creazione doveva nascere da un&#8217;esigenza concreta.</p>
<p>Questo progetto di coppia del 1946 fu lanciato al Concorso Internazionale di Design di Mobili a Basso Costo, indetto dal MoMA di New York, con l’intento di rispondere alle necessità abitative del dopoguerra. Fin dal suo debutto, la <strong>DSW </strong>ha conquistato pubblico e critica per la sua robustezza, facilità di pulizia e versatilità, dopo più di 70 anni, ancora oggi rimane un simbolo di funzionalità e stile senza tempo .</p>
<p>La sua prima versione era in metallo stampato, poi sostituito dalla fibra di vetro, attualmente viene prodotta da <strong>Vitra </strong>in plastica riciclata post consumo per rispondere ad esigenze di ecosostenibilità con modelli personalizzabili e un&#8217;ampia gamma di colori.</p>
<h3>9. 1949 &#8211; 832 LUISA &#8211; FRANCO ALBINI</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4400" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/9.-1949-LUISA-FRANCO-ALBINI.jpg" alt="9. 1949 - LUISA FRANCO ALBINI" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/9.-1949-LUISA-FRANCO-ALBINI.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/9.-1949-LUISA-FRANCO-ALBINI-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/9.-1949-LUISA-FRANCO-ALBINI-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/9.-1949-LUISA-FRANCO-ALBINI-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/9.-1949-LUISA-FRANCO-ALBINI-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La sedia <strong>832 LUISA</strong>, vincitrice del Compasso d’Oro nel 1955, è uno dei capolavori di <strong>Franco Albini</strong>, tra i più importanti architetti e designer italiani del Novecento. Caratterizzata da linee geometriche, squadrate e pulite, che sono i tratti distintivi dell’estetica di Albini, si distingue per un design essenziale e raffinato, che coniuga robustezza costruttiva e leggerezza visiva.</p>
<p>I suoi volumi spezzati, con schienale e seduta separati, e i dettagli negli incastri e nei punti di connessione, le conferiscono una semplicità solo apparente. Grazie alla sua versatilità, la sedia si adatta perfettamente a diversi contesti, dagli studi alle sale da pranzo, fino ai ristoranti eleganti. <strong>LUISA </strong>è stata realizzata in cinque versioni: la prima nel 1939, seguita da quelle del 1942, 1949, 1950 e 1954. Solo nel 2008, con la messa in produzione da parte di <strong>Cassina S.p.A</strong>., il progetto ha ricevuto il suo nome definitivo, scelto per omaggiare Luisa, assistente di Albini e moglie del suo collaboratore Gino Colombini.</p>
<p>Questo arredo iconico, esempio di tecnica e materia, rappresenta appieno la poetica di Albini, con la sua espressività e la sua valenza storica continua a essere un simbolo di eleganza e funzionalità.</p>
<h3>10. 1949 &#8211; <strong>SEDIA CH24 WISHBONE CHAIR &#8211; CARL HANSEN &amp; SON</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4401" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-10.-1949-SEDIA-CH24-WISHBONE-CHAIR-CARL-HANSEN-SON.jpg" alt="sedie famose iconiche 10. 1949 - SEDIA CH24 WISHBONE CHAIR - CARL HANSEN &amp; SON" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-10.-1949-SEDIA-CH24-WISHBONE-CHAIR-CARL-HANSEN-SON.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-10.-1949-SEDIA-CH24-WISHBONE-CHAIR-CARL-HANSEN-SON-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-10.-1949-SEDIA-CH24-WISHBONE-CHAIR-CARL-HANSEN-SON-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-10.-1949-SEDIA-CH24-WISHBONE-CHAIR-CARL-HANSEN-SON-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-10.-1949-SEDIA-CH24-WISHBONE-CHAIR-CARL-HANSEN-SON-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La <strong>CH24 WISHBONE CHAIR</strong>, progettata da <strong>Hans Jørgen Wegner </strong>nel 1949 per <strong>Carl Hansen &amp; Søn</strong>, è un’icona del design scandinavo, capace di catturare l’attenzione per il suo fascino senza tempo.</p>
<p>Questo classico intramontabile, caratterizzato dall’inconfondibile schienale a forma di Y, combina eleganza e funzionalità, offrendo un supporto confortevole e una stabilità ottimale.</p>
<p>Realizzata con diverse tipologie di legno e finiture, la Wishbone Chair rispetta alti standard di ecosostenibilità grazie all’utilizzo di materiali provenienti da segherie danesi e nordamericane. La seduta è disponibile in carta intrecciata, sia naturale che nera, aggiungendo un tocco artigianale e raffinato.</p>
<p>Hans Jørgen Wegner è considerato una figura fondamentale nella storia del design danese e uno dei migliori progettisti di sedie del Novecento. Formatosi come ebanista, Wegner ha sempre mantenuto un forte legame con il legno, materiale che ha saputo valorizzare attraverso forme armoniose e organiche. Ispirandosi alla tradizione artigianale scandinava, ha intrapreso un processo di continua semplificazione e purificazione delle forme, perseguendo la funzionalità perfetta.</p>
<p>Durante la sua carriera, Wegner ha progettato oltre 500 sedie, tra cui questo capolavoro che unisce tradizione e innovazione.</p>
<h3>11. 1952 BERTOIA</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4402" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-11.-1952-BERTOIA.jpg" alt="sedie famose iconiche 11. 1952 BERTOIA" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-11.-1952-BERTOIA.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-11.-1952-BERTOIA-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-11.-1952-BERTOIA-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-11.-1952-BERTOIA-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-iconiche-11.-1952-BERTOIA-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La sedia <strong>BERTOIA</strong>, progettata nel 1952 da <strong>Harry Bertoia</strong>, designer di origini italiane, è un altro esempio di sperimentazione che ha rivoluzionato il design del XX secolo.</p>
<p>Questa seduta, celebre per la sua struttura in acciaio cromato e l’intreccio di filo metallico, si distingue per leggerezza visiva ed eleganza, pur mantenendo una grande robustezza.</p>
<p>Il design innovativo di Harry Bertoia, nasce dalla sperimentazione delle potenzialità del metallo, ed è un connubio perfetto di arte e funzionalità.</p>
<p>Harry Bertoia ha realizzato questa sedia con l’intento di creare una &#8220;scultura funzionale&#8221; da destinare a vari ambienti, la sua sagoma offre comfort e resistenza, sfruttando la flessibilità del metallo per un supporto dinamico.</p>
<p>La sedia Bertoia è stata prodotta e distribuita da <strong>Knoll </strong>fin dal suo debutto, inserendosi immediatamente come un simbolo del design moderno. Deve la sua popolarità sia allo stile innovativo che alla sua versatilità, è disponibile in diverse finiture: con seduta imbottita o rivestita in pelle o tessuto, si colloca perfettamente in uno stile d’arredamento minimalista ma anche in uno più ricercato.</p>
<p>E’ ancora oggi un cult per gli appassionati di design.</p>
<h3>12. 1956 &#8211; SUPER LEGGERA &#8211; GIO PONTI</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4403" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-design-1956-SUPER-LEGGERA-GIO-PONTI.jpg" alt="sedia design 1956 - SUPER LEGGERA - GIO PONTI" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-design-1956-SUPER-LEGGERA-GIO-PONTI.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-design-1956-SUPER-LEGGERA-GIO-PONTI-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-design-1956-SUPER-LEGGERA-GIO-PONTI-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-design-1956-SUPER-LEGGERA-GIO-PONTI-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-design-1956-SUPER-LEGGERA-GIO-PONTI-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La <strong>SUPERLEGGERA</strong>, progettata nel 1957 da <strong>Gio Ponti</strong>, uno dei più importanti esponenti dell’architettura del dopoguerra, è un autentico capolavoro di design, simbolo di perfezione ed equilibrio tra solidità e leggerezza. Il nome stesso ne svela la caratteristica distintiva: la sedia pesa appena 1,700 grammi e può essere sollevata con un dito. Questo risultato è frutto della visione di Ponti, che perseguì con determinazione l’obiettivo di ridurre al minimo il peso senza compromettere la robustezza.</p>
<p>Prodotta ininterrottamente da <strong>Cassina </strong>dal 1957, la Superleggera rappresenta il culmine di un processo di ricerca e sperimentazione sullo snellimento e la dissolvenza della struttura. Questo capolavoro è stato possibile grazie alla capacità artigianale e innovativa di Cassina e dei suoi maestri falegnami di Meda, in grado di tradurre le forme sottili in una sedia incredibilmente resistente e funzionale.</p>
<p>La Superleggera è disponibile in diverse varianti, tra cui la versione con sedile imbottito, con una struttura in frassino naturale, frassino tinto bianco, nero o rosso, oppure laccato nei colori bianco o nero. È proposta anche nella variante bicolore, che combina struttura laccata bianca con dettagli neri o viceversa, per un effetto elegante e distintivo.</p>
<p>Un&#8217;altra versione prevede il sedile in canna d’India, che esalta l’aspetto artigianale e tradizionale della sedia, abbinato a una struttura in frassino naturale o laccato.</p>
<p>La Superleggera di Gio Ponti è molto più di una sedia: è una celebrazione dell’equilibrio tra arte, innovazione e maestria artigianale, un’icona che continua a essere un punto di riferimento nel design internazionale.</p>
<h3>13. 1957 GRAND PRIX &#8211; ARNE JACOBSEN</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4406" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-GRAND-PRIX-ARNE-JACOBSEN.jpg" alt="sedia GRAND PRIX - ARNE JACOBSEN" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-GRAND-PRIX-ARNE-JACOBSEN.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-GRAND-PRIX-ARNE-JACOBSEN-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-GRAND-PRIX-ARNE-JACOBSEN-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-GRAND-PRIX-ARNE-JACOBSEN-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-GRAND-PRIX-ARNE-JACOBSEN-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Progettata da <strong style="font-size: revert; color: initial;">Arne Jacobsen </strong>nel 1957, presentata in anteprima alla Designers’ Spring Exhibition presso il Danish Museum of Art &amp; Design di Copenaghen, la sedia <strong style="font-size: revert; color: initial;">GRAND PRIX </strong>deve il suo nome al prestigioso premio che le fu conferito nello stesso anno alla Triennale di Milano.</p>
<p>Disponibile in diverse varianti, che offrono un’ampia possibilità di personalizzazione, è proposta in legno massello con varie finiture, rivestimenti e una palette di colori in grado di soddisfare qualsiasi esigenza stilistica. Le versioni con base in acciaio sono impilabili, offrendo una soluzione pratica e stilosa.</p>
<p>Un elemento distintivo nel design della Grand Prix è rappresentato dalle gambe in legno inclinate verso l’esterno, che richiamano le basi in acciaio già utilizzate da Jacobsen per altre sue creazioni. Questa combinazione di estetica e funzionalità rende la Grand Prix un arredo perfetto per diversi contesti, dagli ambienti domestici agli spazi professionali.</p>
<p>Grazie al suo design intramontabile, la sedia è in grado di valorizzare qualsiasi spazio, la sua qualità artigianale e la cura nei dettagli continuano a rendere la Grand Prix simbolo del design danese.</p>
<h3>14.  1953-1958 &#8211; TULIP EERO &#8211; SAARINEN</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4408" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1953-1958-TULIP-EERO-SAARINEN.jpg" alt="sedia 1953-1958 - TULIP EERO - SAARINEN" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1953-1958-TULIP-EERO-SAARINEN.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1953-1958-TULIP-EERO-SAARINEN-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1953-1958-TULIP-EERO-SAARINEN-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1953-1958-TULIP-EERO-SAARINEN-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1953-1958-TULIP-EERO-SAARINEN-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La sedia <strong>TULIP </strong>è un progetto iniziato nel 1953 da <strong>Eero Saarinen</strong>, Architetto di fama mondiale di origini Finlandesi, naturalizzato Statunitense.</p>
<p>Con questo progetto la sfida di Saarinen fu quella di affrontare il “<em>brutto, confuso, inquieto mondo</em>” che notava sotto sedie e tavoli, rappresentato dalle loro gambe.</p>
<p>Dopo un’indagine di progettazione durata cinque anni, Eero Saarinen ha dato vita alla rivoluzionaria collezione Pedestal, di cui fa parte la celebre sedia Tulip, con la sua forma a calice e il tipico stelo centrale a sostituire le tradizionali gambe che conferiscono alla struttura una linea minimalista, insolita ed elegante.</p>
<p>La collezione Tulip, oltre alla sedia con e senza braccioli, con base fissa o girevole è disponibile anche nella versione sgabello.</p>
<p>Prodotta da sempre dall’azienda <strong>Knoll</strong>, è un simbolo indiscusso di design per gli amanti del design di interni.</p>
<h3>15. 1958 &#8211; CATILINA – LUIGI CACCIA DOMINIONI<strong style="font-size: revert; color: initial;"> </strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4413" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1986-ETRUSCAN-CHAIR-DANNY-LANE.jpg" alt="CATILINA – LUIGI CACCIA DOMINIONI " width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1986-ETRUSCAN-CHAIR-DANNY-LANE.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1986-ETRUSCAN-CHAIR-DANNY-LANE-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1986-ETRUSCAN-CHAIR-DANNY-LANE-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1986-ETRUSCAN-CHAIR-DANNY-LANE-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1986-ETRUSCAN-CHAIR-DANNY-LANE-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Presentata per la prima volta nel 1957 alla XI Triennale di Milano, la sedia <strong>CATILINA </strong>è uno dei capolavori di <strong>Luigi Caccia Dominioni</strong>, celebre architetto e urbanista milanese.</p>
<p>Al primo sguardo, la Catilina non viene immediatamente percepita come una sedia: la sua presenza richiama piuttosto quella di un piccolo trono. Un intricato gioco di curve definisce una seduta che sfida le convenzioni, inaugurando una nuova categoria nel design d’arredo. Con questa opera, Caccia Dominioni non solo reinterpreta la sedia, ma ne ridefinisce anche l’uso, imponendo all’utilizzatore una determinata postura. La struttura metallica avvolge il corpo a un’altezza precisa, invitando a poggiare le braccia in modo da assumere un atteggiamento sobrio, elegante e quasi regale. Non è concepita per il relax, ma per una seduta di rappresentanza.</p>
<p>Il nome stesso, Catilina, omaggia Lucio Sergio Catilina, senatore dell’antica Roma, evocando la solennità e il prestigio del passato.</p>
<p>Destinata ad ambienti di alto livello, questa sedia si distingue per la sua raffinatezza senza tempo. Oggi è prodotta da <strong>B&amp;B Italia</strong>, che ne perpetua l’eleganza e la qualità artigianale.</p>
<h3>16. 1960 PANTON – VERNER PANTON</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4414" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON.jpg" alt="sedia 1960 PANTON – VERNER PANTON" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong> </strong>La sedia PANTON, fu ideata nel 1960 dal celebre designer danese Verner Panton, il cui obiettivo era quello di creare una seduta in plastica composta di un unico pezzo.</p>
<p>Il suo inconfondibile profilo ad S e il corpo sagomato con i bordi stondati, la rendono fluida e sinuosa, la base svasata conferisce stabilità ed equilibrio al sistema cantilever &#8211; forma a sbalzo &#8211; un’innovazione per il design scandinavo.</p>
<p>Ergonomica e confortevole, prorompe nell’ambiente che arreda quasi fosse una scultura.</p>
<p>Il materiale impiegato è il polipropilene con stampo a iniezione, materiali d’avanguardia per l’epoca, in fase di progettazione furono sperimentati diversi materiali.</p>
<p>La gamma di colori e finiture sono numerose, la caratteristica superficie brillante cattura lo sguardo.</p>
<p>Verner Panton iniziò la progettazione a fine anni ’50, ma solamente negli anni &#8217;60 sviluppa i primi modelli. La presentazione ufficiale avvenne in collaborazione con Vitra nel 1967 che ancora oggi la produce collocandola tra i prodotti di punta.</p>
<p>Si inserisce in un contesto storico in cui il design era innovazione continua, la Panton rompe gli schemi e si colloca immediatamente in alto nell’indice di gradimento.</p>
<p>E’ esposta in diversi musei tra i quali: Museum of Modern Art (MoMA) di New York, al Design Museum di Londra, al Deutsches Historisches Museum di Berlino e al Danish Museum of Art &amp; Design di Copenaghen.</p>
<h3><strong>17. 1967 &#8211; CL9 &#8211; CESARE LEONARDI E FRANCA STAGI</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4410" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-di-design-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON.jpg" alt="1967 - CL9 - CESARE LEONARDI E FRANCA STAGI" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-di-design-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-di-design-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-di-design-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-di-design-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedie-famose-di-design-1960-PANTON-–-VERNER-PANTON-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La <strong style="font-size: revert; color: initial;">sedia CL9</strong>, progettata da <strong style="font-size: revert; color: initial;">Cesare Leonardi </strong>e <strong style="font-size: revert; color: initial;">Franca Stagi </strong>nel 1967, è un&#8217;icona del design italiano degli anni &#8217;60, caratterizzata da innovazione tecnologica e sperimentazione sui materiali, e si inserisce in quel contesto storico in cui molti designer esploravano l’uso di nuovi materiali e tecnologie nell’ambito di una ricerca, non solo estetica, ma anche funzionale. Rientra nel movimento del <strong style="font-size: revert; color: initial;">Radical Design</strong>, che sfidava le convenzioni funzionali del modernismo per creare oggetti artistici e sperimentali.</p>
<p>Realizzata in un unico stampo di poliestere rinforzato con fibra di vetro, un materiale allora totalmente innovativo, che ha permesso di dare una forma continua e scultorea, senza giunzioni. Si presenta, infatti, come un nastro che genera una forma e sinuosa. È un perfetto esempio di design ergonomico e minimalista, ma con un forte impatto visivo.</p>
<p>Fu prodotta in serie dalla ditta Elco, specializzata in lavorazioni di materiali plastici avanzati, oggi, la <strong>CL9 </strong>è considerata un pezzo di collezione e fa parte di esposizioni permanenti in alcuni dei più importanti musei di design, come il <strong>MoMA di New York </strong>e il <strong>Victoria and Albert Museum di Londra.</strong></p>
<h3>18. 1970 DATTILO ETTORE SOTTSASS</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4411" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/CL9-CESARE-LEONARDI-E-FRANCA-STAGI.jpg" alt="DATTILO ETTORE SOTTSASS" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/CL9-CESARE-LEONARDI-E-FRANCA-STAGI.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/CL9-CESARE-LEONARDI-E-FRANCA-STAGI-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/CL9-CESARE-LEONARDI-E-FRANCA-STAGI-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/CL9-CESARE-LEONARDI-E-FRANCA-STAGI-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/CL9-CESARE-LEONARDI-E-FRANCA-STAGI-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong> </strong>Opera dell’architetto e designer Ettore Sottsass, figura di spicco del design del XX secolo di cui è considerato uno dei più influenti &#8211; fu anche fondatore del Memphis Group nel 1981 &#8211; noto per il suo approccio radicale al design. Nel 1958 lavorò come consulente di design per Olivetti, progettando macchine da scrivere e computer mainframe. Questo incarico lo portò a percepire tali prodotti come parte di un sistema più ampio e complesso, spingendolo a considerare la conoscenza dei processi lavorativi nel design.</p>
<p>Tra il 1970 e il 1972, Sottsass progettò per Olivetti una serie di mobili da ufficio adattabili denominata <strong>Synthesis 45</strong>, che includeva la sedia <strong>DATTILO</strong>. Questa sedia fu pensata per garantire l&#8217;ergonomia degli utenti: l&#8217;altezza del sedile era regolabile tramite una vite nascosta da una guaina in plastica, mentre lo schienale poteva essere regolato sia in altezza sia nell&#8217;angolo di inclinazione. Il telaio e la base della sedia erano realizzati in fusione di alluminio, mentre sedile e schienale imbottiti presentavano rivestimenti sintetici.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di Sottsass, pioniere in campo di ergonomia, era creare mobili da ufficio che si integrassero perfettamente in un ambiente di lavoro sempre più dominato dai macchinari, contribuendo a migliorare la postura e il benessere dei lavoratori.</p>
<p>Attualmente queste sedie non sono più in produzione, ma è possibile trovarle presso rivenditori specializzati vintage.</p>
<h3>19. 1986 &#8211; ETRUSCAN CHAIR DANNY LANE</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4412" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1970-DATTILO-ETTORE-SOTTSASS.jpg" alt="1970 DATTILO ETTORE SOTTSASS" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1970-DATTILO-ETTORE-SOTTSASS.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1970-DATTILO-ETTORE-SOTTSASS-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1970-DATTILO-ETTORE-SOTTSASS-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1970-DATTILO-ETTORE-SOTTSASS-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/1970-DATTILO-ETTORE-SOTTSASS-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>E’ una sedia &#8211; scultura progettata dall’artista e designer americano <strong>Danny Lane </strong>nel 1984. Rappresenta una fusione di materiali industriali e d’artigianato. Combinando vetro, acciaio inossidabile e alluminio crea un suggestivo contrasto tra la trasparenza del vetro e la solidità dell’alluminio e l’acciaio. Le superfici irregolari la caratterizzano, presenta un design che si distingue per le linee scultoree e audaci.</p>
<p>Con l’<strong>ETRUSCAN CHAIR</strong>, Danny Lane ha utilizzato il vetro in un modo innovativo, realizzando qualcosa che, pur svolgendo la funzione di una sedia, si presenta come un’opera d’arte.</p>
<p>E’ presente in molte collezioni museali tra cui il <strong>Corning Museum of glass </strong>di New York ma è stata esposta in numerose gallerie internazionali, avvalorando il suo status di pezzo iconico del design.</p>
<h3><strong>20. 1984 &#8211; Pratt Chair – Gaetano Pesce</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4415" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1984-Pratt-Chair-–-Gaetano-Pesce.jpg" alt="sedia 1984 - Pratt Chair – Gaetano Pesce" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1984-Pratt-Chair-–-Gaetano-Pesce.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1984-Pratt-Chair-–-Gaetano-Pesce-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1984-Pratt-Chair-–-Gaetano-Pesce-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1984-Pratt-Chair-–-Gaetano-Pesce-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/02/sedia-1984-Pratt-Chair-–-Gaetano-Pesce-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Con <strong>Gaetano Pesce </strong>entriamo nel campo del sublime!</p>
<p>Visionario e poliedrico designer e architetto italiano di fama internazionale, è scomparso poco meno di un anno fa lasciandoci un’inestimabile eredità di creazioni e opere audaci e sperimentali, che sfidano le convenzioni del design tradizionale.</p>
<p>Le sue sedie rappresentano un potente connubio tra arte, funzionalità e materiali innovativi. Scegliere quale citare non è stato facile, ci siamo soffermati sulla serie <strong>PRATT CHAIR </strong>che è una delle sue opere più evocative e sperimentali, realizzata nel 1984.</p>
<p>Quest’opera è un tipico esempio dell’approccio visionario di Gaetano Pesce al design, caratterizzato dall&#8217;uso di materiali innovativi e dalla personalizzazione di ogni pezzo. La sedia fu progettata per il <strong>Pratt Institute </strong>di New York, dove Pesce insegnava, ed è diventata un simbolo della sua filosofia radicale nel mondo del design.</p>
<p>Realizzata in resine sintetiche e poliuretano colorato con cui Pesce diede corpo (e anima) a sedie uniche e irripetibili, dai colori e texture casuali che rendevano ogni sedia diversa dalle altre.</p>
<p>Ogni sedia è, infatti, un&#8217;opera d&#8217;arte a sé, prodotta attraverso un processo di colata manuale che garantiva l&#8217;unicità di ogni pezzo.</p>
<p><strong>La serie di sedie Pratt Chair </strong>sfida l&#8217;idea di uniformità nella produzione di massa, dimostrando come l&#8217;artigianalità possa convivere con la modernità e l&#8217;industria.</p>
<p>Minimale nella struttura, ma la vivacità dei colori e l’ irregolarità delle linee la rendono di grande impatto.</p>
<p>La <strong>Pratt Chair </strong>è inclusa nelle collezioni di importanti musei come il <strong>MoMA di New York</strong>.</p>


<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/20-sedie-famose-iconiche-che-hanno-fatto-la-storia-del-design/">20 sedie famose iconiche che hanno fatto la storia del design</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>Addio a Frank Gehry: il 5 dicembre il mondo dell’architettura perde un visionario</title>
		<link>https://www.archieinteriors.com/frank-gehry/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Amici]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Dec 2025 10:45:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 5 dicembre 2025 il mondo dell’architettura ha perso una delle sue voci più rivoluzionarie: Frank Gehry, maestro del Decostruttivismo e autore di una rivoluzione formale che ha cambiato per sempre il modo in cui percepiamo gli edifici e le città. Nato a Toronto nel 1929, formatosi tra Los Angeles e Harvard, Gehry ha iniziato...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/frank-gehry/">Addio a Frank Gehry: il 5 dicembre il mondo dell’architettura perde un visionario</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="255" data-end="507"><strong data-start="255" data-end="364">Il 5 dicembre 2025 il mondo dell’architettura ha perso una delle sue voci più rivoluzionarie: Frank Gehry</strong>, maestro del Decostruttivismo e autore di una rivoluzione formale che ha cambiato per sempre il modo in cui percepiamo gli edifici e le città.</p>
<p data-start="509" data-end="1036">Nato a Toronto nel 1929, formatosi tra Los Angeles e Harvard, Gehry ha iniziato la sua carriera negli anni ’60 con un’impronta già radicale: materiali “poveri”, geometrie inattese, un’attitudine giocosa e anarchica che sfidava apertamente i canoni dell’architettura modernista.<br data-start="786" data-end="789" />Per lui un edificio non era mai solo funzione: era scultura, movimento, emozione.<br data-start="870" data-end="873" />Frammentava volumi, li ricomponeva in forme oblique e fluide, sperimentava con legno, vetro, metallo e titanio come fossero pigmenti sulla tavolozza di un artista.</p>
<p data-start="1038" data-end="1454">Gehry ha cancellato i confini tra arte e costruzione, dimostrando che anche i materiali più semplici possono diventare veicolo di poesia, identità e innovazione.<br data-start="1199" data-end="1202" />Negli anni ’90, grazie all’uso pionieristico del disegno e della modellazione digitale, ha dato vita ad alcune delle opere più iconiche dell’epoca contemporanea, influenzando generazioni di architetti e aprendo nuove strade per il pensiero progettuale.</p>
<p data-start="1456" data-end="1646">Oggi, mentre il mondo lo saluta, resta un’eredità di coraggio, intuizione e libertà creativa: edifici che vibrano di vita e ricordano quanto l’immaginazione possa incidere davvero sul reale.</p>
<h2 data-start="1653" data-end="1722"><strong data-start="1655" data-end="1722">Le sue opere-sogno: una galleria che ha cambiato l’architettura</strong></h2>
<p data-start="1724" data-end="1829">Una selezione delle sue realizzazioni più emblematiche, veri e propri “sogni di pietra, vetro e metallo”:</p>
<h3 data-start="1831" data-end="2024">• <strong data-start="1833" data-end="1870">Guggenheim Museum Bilbao — Spagna</strong></h3>
<p data-start="1831" data-end="2024"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9497" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Guggenheim-Museum.jpg" alt="Frank Gehry Guggenheim Museum" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Guggenheim-Museum.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Guggenheim-Museum-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Guggenheim-Museum-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Guggenheim-Museum-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Guggenheim-Museum-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1831" data-end="2024"><br data-start="1870" data-end="1873" />Il capolavoro che ha generato il celebre “effetto Bilbao”: vele di titanio capaci di trasformare una città industriale in un simbolo culturale globale.</p>
<h3 data-start="2026" data-end="2138">• <strong data-start="2028" data-end="2077">Vitra Design Museum / Vitra Campus — Germania</strong></h3>
<p data-start="2026" data-end="2138"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9500" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Vitra-Design-Museum.jpg" alt="Frank Gehry Vitra Design Museum" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Vitra-Design-Museum.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Vitra-Design-Museum-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Vitra-Design-Museum-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Vitra-Design-Museum-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Vitra-Design-Museum-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><br data-start="2077" data-end="2080" />Architettura come arte, sperimentazione e libertà formale.</p>
<h3 data-start="2140" data-end="2290">• <strong data-start="2142" data-end="2178">Fondation Louis Vuitton — Parigi</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9501" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Fondation-Louis-Vuitton.jpg" alt="Frank Gehry Fondation Louis Vuitton" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Fondation-Louis-Vuitton.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Fondation-Louis-Vuitton-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Fondation-Louis-Vuitton-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Fondation-Louis-Vuitton-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-Fondation-Louis-Vuitton-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2140" data-end="2290">Un insieme di vele in vetro curvato e acciaio che dialogano con il Bois de Boulogne in un equilibrio poetico.</p>
<h3 data-start="2292" data-end="2419">• <strong data-start="2294" data-end="2319">Dancing House — Praga</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9502" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-dancing-house-praga.jpg" alt="Frank Gehry dancing house praga" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-dancing-house-praga.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-dancing-house-praga-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-dancing-house-praga-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-dancing-house-praga-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Frank-Gehry-dancing-house-praga-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2292" data-end="2419">Due volumi che sembrano danzare: una metafora vivente dell&#8217;approccio giocoso e dinamico di Gehry.</p>
<h3 data-start="2421" data-end="2533">• <strong data-start="2423" data-end="2447">LUMA Arles — Francia</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9504" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/LUMA-Arles.jpg" alt="LUMA Arles" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/LUMA-Arles.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/LUMA-Arles-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/LUMA-Arles-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/LUMA-Arles-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/LUMA-Arles-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2421" data-end="2533">Un manifesto della sua contaminazione tra arte, architettura e paesaggio culturale.</p>
<h3 data-start="2535" data-end="2649">• <strong data-start="2537" data-end="2565">Weisman Art Museum — USA</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9505" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Weisman-Art-Museum.jpg" alt="Weisman Art Museum" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Weisman-Art-Museum.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Weisman-Art-Museum-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Weisman-Art-Museum-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Weisman-Art-Museum-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Weisman-Art-Museum-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2535" data-end="2649">Una riflessione sulla percezione dello spazio museale come esperienza sensoriale.</p>
<h3 data-start="2651" data-end="2767">• <strong data-start="2653" data-end="2687">BP Pedestrian Bridge — Chicago</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9507" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/BP-Pedestrian-Bridge.jpg" alt="BP Pedestrian Bridge" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/BP-Pedestrian-Bridge.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/BP-Pedestrian-Bridge-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/BP-Pedestrian-Bridge-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/BP-Pedestrian-Bridge-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/BP-Pedestrian-Bridge-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2651" data-end="2767">Infrastruttura come scultura da attraversare, integrata nel paesaggio urbano.</p>
<h3 data-start="2769" data-end="2895">• <strong data-start="2771" data-end="2801">DZ Bank Building — Berlino</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9508" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/DZ-Bank-Building.jpg" alt="DZ Bank Building" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/DZ-Bank-Building.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/DZ-Bank-Building-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/DZ-Bank-Building-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/DZ-Bank-Building-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/DZ-Bank-Building-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2769" data-end="2895">Geometrie che spezzano la rigidità istituzionale, portando emozione negli spazi quotidiani.</p>
<h3 data-start="2897" data-end="3045">• <strong data-start="2899" data-end="2947">Lou Ruvo Center for Brain Health — Las Vegas</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9510" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Lou-Ruvo-Center-for-Brain-Health.jpg" alt="Lou Ruvo Center for Brain Health" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Lou-Ruvo-Center-for-Brain-Health.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Lou-Ruvo-Center-for-Brain-Health-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Lou-Ruvo-Center-for-Brain-Health-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Lou-Ruvo-Center-for-Brain-Health-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/Lou-Ruvo-Center-for-Brain-Health-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2897" data-end="3045">Un centro sanitario trasformato in un’esperienza empatica attraverso forme fluide e avvolgenti.</p>
<h3 data-start="3047" data-end="3191">• <strong data-start="3049" data-end="3096">8 Spruce Street (“New York by Gehry”) — USA</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-9511" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/8-Spruce-Street-New-York-by-Gehry.jpg" alt="8 Spruce Street (“New York by Gehry”)" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/8-Spruce-Street-New-York-by-Gehry.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/8-Spruce-Street-New-York-by-Gehry-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/8-Spruce-Street-New-York-by-Gehry-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/8-Spruce-Street-New-York-by-Gehry-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/12/8-Spruce-Street-New-York-by-Gehry-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3047" data-end="3191">Una torre residenziale che reinventa lo skyline con una pelle metallica vibrante e dinamica.</p>
<h2 data-start="3198" data-end="3266"><strong data-start="3200" data-end="3266">Perché Gehry ha cambiato per sempre il modo di vedere le città</strong></h2>
<p data-start="3268" data-end="3605">Gehry ha dimostrato che l’architettura non è mai neutra.<br data-start="3324" data-end="3327" />Le sue opere sono sculture urbane che invitano a guardare la città con occhi nuovi: curve, pieghe, superfici riflettenti, materiali insoliti, volumi che sembrano muoversi.<br data-start="3498" data-end="3501" />Ha liberato la forma, ridefinito l’idea stessa di edificio e dimostrato che un progetto può trasformare:</p>
<ul data-start="3607" data-end="3712">
<li data-start="3607" data-end="3648">
<p data-start="3609" data-end="3648">l’identità culturale di un territorio</p>
</li>
<li data-start="3649" data-end="3670">
<p data-start="3651" data-end="3670">l’economia locale</p>
</li>
<li data-start="3671" data-end="3685">
<p data-start="3673" data-end="3685">lo skyline</p>
</li>
<li data-start="3686" data-end="3712">
<p data-start="3688" data-end="3712">l’immaginario collettivo</p>
</li>
</ul>
<p data-start="3714" data-end="3955">Fu tra i primi a usare in modo avanzato la modellazione digitale (CAD/3D), aprendo la strada alla progettazione contemporanea.<br data-start="3840" data-end="3843" />Il suo linguaggio è diventato un modo nuovo di pensare gli spazi: non più rigidi contenitori, ma organismi vivi.</p>
<h2 data-start="3962" data-end="4012"><strong data-start="3964" data-end="4012">Un genio che continua a illuminare il futuro dell&#8217;architettura</strong></h2>
<p data-start="4014" data-end="4364">Con la sua scomparsa perdiamo un visionario capace di rompere regole e confini. Gehry ci ha insegnato che l’architettura può essere sogno, emozione e rinnovamento. Lo ha raccontato con profondità anche Sidney Pollack nel documentario <em data-start="4252" data-end="4285">Frank Gehry – Creatore di sogni</em>, ritratto intimo di un uomo che vedeva possibilità dove altri vedevano limiti.</p>
<p data-start="4366" data-end="4539">Le sue architetture restano qui, a ricordarci che i sogni possono prendere forma, diventare materia, trasformare città e pensieri. E continueranno a farlo, ancora a lungo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/frank-gehry/">Addio a Frank Gehry: il 5 dicembre il mondo dell’architettura perde un visionario</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>Lampade iconiche: (alcuni) capolavori del light design che hanno fatto la storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Amici]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Nov 2025 10:52:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Illuminazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’illuminazione è uno degli elementi più potenti nella riuscita di un progetto d’interni. La luce incide profondamente sul benessere psicofisico di chi vive uno spazio: una sapiente fusione di estetica e funzionalità attraverso il light design può trasformare radicalmente un ambiente, definirne il carattere, influenzarne la percezione e migliorare il comfort. Protagoniste indiscusse dell’illuminazione sono...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/lampade-iconiche-alcuni-capolavori-del-light-design-che-hanno-fatto-la-storia/">Lampade iconiche: (alcuni) capolavori del light design che hanno fatto la storia</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’illuminazione è uno degli elementi più potenti nella riuscita di un progetto d’interni. La luce incide profondamente sul benessere psicofisico di chi vive uno spazio: una sapiente fusione di estetica e funzionalità attraverso il light design può trasformare radicalmente un ambiente, definirne il carattere, influenzarne la percezione e migliorare il comfort.</p>
<p>Protagoniste indiscusse dell’illuminazione sono le lampade e i lampadari. Che siano a sospensione, da parete, da terra o da tavolo — opulenti o minimalisti, pensati per diffondere luce generale, d’accento o funzionale — non sono mai semplici fonti luminose. Sono veri e propri elementi di design, capaci di valorizzare uno spazio grazie alle loro forme, materiali e giochi di luce. In particolare, i lampadari di design sono vere opere d’arte: non solo arredano, ma definiscono l’identità di un ambiente con la loro presenza scenografica.</p>
<p>Nel corso del tempo, numerosi designer si sono confrontati con l’illuminazione come elemento chiave dell’arredamento, dando vita a progetti e oggetti iconici che hanno segnato la storia del design. Alcuni di questi pezzi sono diventati veri oggetti da collezione, capaci di illuminare con stile e personalità.</p>
<p>Dai sontuosi lampadari in cristallo, simboli di eleganza classica, ai modelli contemporanei dalle linee essenziali e futuristiche, l’evoluzione del design illuminotecnico ha seguito — e spesso anticipato — le tendenze estetiche e funzionali di ogni epoca. Materiali innovativi, tecnologie avanzate e soluzioni sostenibili hanno reso la luce un elemento sempre più personalizzabile, adattabile a ogni stile e necessità.</p>
<p>Oggi il lampadario non è più un semplice complemento d’arredo: è il protagonista dello spazio, capace di ridefinire gli ambienti e creare atmosfere uniche. Accese fanno luce, spente sono vere e proprie sculture.</p>
<p>Abbiamo sfogliato decenni di storia del design della luce, confrontato forme, materiali e visioni. Non è stato facile decidere cosa includere e cosa, purtroppo, lasciare fuori.<br />
Quella che vi presentiamo è una selezione ragionata — e sentita — di alcune delle lampade più iconiche: veri capolavori che hanno attraversato il tempo, lasciando un’impronta profonda nel mondo del light design.</p>
<h2>Lampade da tavolo di design: le iconiche che hanno fatto la storia</h2>
<h3><strong> </strong><strong>La Banker’s Lamp &#8211; Harrison D. McFaddin</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5599" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bankers-Lamp.jpg" alt="lampade iconiche di design - Banker’s Lamp" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bankers-Lamp.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bankers-Lamp-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bankers-Lamp-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bankers-Lamp-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bankers-Lamp-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La <strong>Banker’s Lamp</strong> è una delle lampade da scrivania più iconiche di sempre, facilmente riconoscibile per il suo paralume in vetro verde e la base in ottone. Brevettata nel 1909 da <strong>Harrison D. McFaddin</strong> con il nome <em>Emeralite</em> (unione di &#8220;emerald&#8221; e &#8220;light&#8221;), fu apprezzata fin da subito per il perfetto equilibrio tra eleganza austera e funzionalità. Diffusissima in banche, biblioteche e uffici, deve parte del suo successo alla convinzione che il verde aiutasse la concentrazione e riducesse lo stress. Viene chiamata anche come <strong>Lampada Churchill</strong>.</p>
<p>Negli anni ’30, la sua popolarità raggiunse l’apice, ma la Seconda Guerra Mondiale rallentò la produzione a causa della difficoltà di reperire vetro europeo. Furono così introdotte versioni in metallo, meno raffinate, mentre l’azienda cambiava gestione e nome. Dopo una lenta decadenza, la produzione si fermò definitivamente nel 1962.</p>
<p>Oggi la Banker’s Lamp è considerata un oggetto cult: ancora riprodotta in tutto il mondo, le sue versioni originali sono diventate preziosi pezzi da collezione. Un classico intramontabile che racconta una storia.</p>
<h3><strong>Bilia &#8211; Gio Ponti</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5600" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bilia.jpg" alt="lampade iconiche di design - Bilia" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bilia.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bilia-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bilia-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bilia-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-Bilia-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La lampada Bilia è una delle creazioni più conosciute di Gio Ponti, maestro del design italiano.</p>
<p>Progettata nel 1931, questa lampada da tavolo dalle dimensioni compatte, rappresenta perfettamente la poetica di Ponti caratterizzata da eleganza ed essenzialità, tipiche del design razionalista.</p>
<p>Geometrica e scenografica, è composta da una base conica in metallo, disponibile in diverse varianti di colore, su cui con un illusorio (e impossibile) equilibrio, poggia una sfera in vetro opalino che diffonde una luce morbida e avvolgente.</p>
<p>Ha un forte impatto estetico e uno stile senza tempo: la sua forma minimalista la rende ancora oggi estremamente attuale e versatile, permettendo di adattarsi a qualsiasi stile di arredamento, dal classico al contemporaneo.</p>
<p>Oggi la lampada Bilia è prodotta da FontanaArte, azienda storica del design italiano, continua ad essere un oggetto di culto per gli appassionati di interior design.</p>
<h3><strong>Pipistrello – Gae Aulenti</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-4847" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/04/LAMPADA-PIPISTRELLO-DONNE-DEL-DESIGN.jpg" alt="LAMPADA PIPISTRELLO DONNE DEL DESIGN" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/04/LAMPADA-PIPISTRELLO-DONNE-DEL-DESIGN.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/04/LAMPADA-PIPISTRELLO-DONNE-DEL-DESIGN-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/04/LAMPADA-PIPISTRELLO-DONNE-DEL-DESIGN-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/04/LAMPADA-PIPISTRELLO-DONNE-DEL-DESIGN-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/04/LAMPADA-PIPISTRELLO-DONNE-DEL-DESIGN-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Disegnata nel 1965 da una delle poche grandi architette e designer italiane del &#8216;900: Gae Aulenti &#8211; nota anche per progetti come il Musée d’Orsay di Parigi &#8211; la lampada Pipistrello è ancora oggi un emblema del design d’interni.</p>
<p>Originariamente realizzata per il progetto di due store Olivetti, a Parigi e Buenos Aires, fu solo in seguito che la Martinelli Luce decise di metterla in produzione per una distribuzione su larga scala.</p>
<p>Il suo design rappresenta un perfetto equilibrio tra le influenze Art Nouveau e il Razionalismo degli anni ’60. L’elemento distintivo è il diffusore in metacrilato opalino, che con la sua forma ricorda le ali spiegate di un pipistrello, da cui prende il nome.</p>
<p>La base telescopica in acciaio inox o metallo verniciato permette di regolare l’altezza, caratteristica che la rende una delle prime lampade hi-tech del design italiano.</p>
<p>Prodotta ininterrottamente da Martinelli Luce sin dal suo debutto, la lampada Pipistrello è considerata un simbolo del design italiano degli anni &#8217;60 ed è ancora oggi desideratissima, perfetta in qualsiasi ambiente.</p>
<h3><strong>Atollo &#8211; Magistretti</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5602" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-atollo-magistretti.jpg" alt="lampade iconiche di design - atollo magistretti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-atollo-magistretti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-atollo-magistretti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-atollo-magistretti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-atollo-magistretti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-atollo-magistretti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong> </strong>La lampada da tavolo per eccellenza, impossibile non averla mai vista: protagonista di riviste, set cinematografici, spessissimo presente in ambienti sofisticati.</p>
<p>Nata nel 1977 dal genio di Vico Magistretti, la lampada Atollo vince il Compasso d’Oro nel 1979. Incarnazione perfetta della filosofia del suo grande designer, fondata sulla purezza geometrica, riflette perfettamente il pensiero di Magistretti: <em>&#8220;Amo le forme geometriche. Amo fare cose essenziali che sembrino niente&#8221;, </em>disse<em>.</em></p>
<p>Con Atollo, Magistretti reinterpreta la classica abat-jour attraverso l’equilibrio di tre forme pure – un cilindro, un cono e una semisfera – dando vita a un oggetto tanto essenziale quanto elegante, destinato a diventare un’icona dell’illuminazione.</p>
<p>Disponibile in tre dimensioni e in diverse finiture – bianco, nero, bronzo satinato e oro satinato – Atollo continua a essere sinonimo indiscusso di stile.</p>
<h3><strong>Tolomeo – De Lucchi/Fassina.</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5605" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-tolomeo.jpg" alt="lampade iconiche di design tolomeo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-tolomeo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-tolomeo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-tolomeo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-tolomeo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampade-iconiche-di-design-tolomeo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Disegnata nel 1987 da <strong>Michele De Lucchi</strong> e <strong>Giancarlo Fassina</strong>, grandi esponenti del Radical Design degli anni 70. la <strong>Tolomeo</strong> è diventata in breve tempo la lampada da scrivania per eccellenza. Nonostante siano passati oltre quarant’anni dalla sua creazione, il suo design è ancora oggi attualissimo.<br />
I due progettisti hanno reinterpretato il concetto delle classiche lampade a molla, arricchendolo con tecnologie moderne e un’estetica essenziale ma estremamente funzionale. Con le sue linee leggere e il perfetto equilibrio tra forma e movimento, la Tolomeo ha conquistato il pubblico fin da subito, diventando un bestseller e vincendo il <strong>Compasso d’Oro nel 1989</strong>.<br />
La sua versatilità la rende adatta a una vasta gamma di contesti, dagli uffici più minimalisti agli ambienti domestici contemporanei. Oggi la produce <strong>Artemide</strong> in numerose varianti e colori. Si conferma un classico del design italiano, capace di coniugare praticità e innovazione e stile.</p>
<h2>Le lampade da parete iconiche: modelli di design che hanno fatto la storia</h2>
<h3><strong>Lampe Gras n.312 – Bernard Gras</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5609" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lamp-Gras-n.312-–-Bernard-Gras-lampada.jpg" alt="Lamp Gras n.312 – Bernard Gras lampada" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lamp-Gras-n.312-–-Bernard-Gras-lampada.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lamp-Gras-n.312-–-Bernard-Gras-lampada-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lamp-Gras-n.312-–-Bernard-Gras-lampada-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lamp-Gras-n.312-–-Bernard-Gras-lampada-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lamp-Gras-n.312-–-Bernard-Gras-lampada-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Funzionale e dal carattere senza tempo, La <strong>Lampe Gras n.312</strong> è una delle varianti della celebre serie di lampade progettate nel 1921 dal francese <strong>Bernard-Albin Gras</strong>, pioniere del design industriale.  Questa versione è caratterizzata da una <strong>struttura da parete con braccio articolato e orientabile</strong>, che permette di dirigere la luce in modo preciso, mantenendo sempre una forma essenziale e solida. Offre una massima mobilità senza nessuna vite visibile e con giunture molto pulite.</p>
<p><strong>Le Corbusier</strong> ne fu un grande estimatore e vi si ispirò in numerosi suoi progetti d’interni.</p>
<p>Oggi prodotta dal marchio <strong>DCW éditions</strong>, la Lampe Gras n.312 è disponibile in diverse finiture e colori, mantenendo intatto lo spirito originale del progetto.<br />
Un oggetto capace ancora di integrarsi sia in ambienti industriali che in contesti domestici contemporanei o negli uffici.</p>
<h3><strong>Potence Pivotante – Charlotte Perriand</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5611" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Potence-Pivotante-–-Charlotte-Perriand.jpg" alt="Potence Pivotante – Charlotte Perriand" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Potence-Pivotante-–-Charlotte-Perriand.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Potence-Pivotante-–-Charlotte-Perriand-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Potence-Pivotante-–-Charlotte-Perriand-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Potence-Pivotante-–-Charlotte-Perriand-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Potence-Pivotante-–-Charlotte-Perriand-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>È una creazione estremamente rappresentativa del design del Novecento, firmata da Charlotte Perriand nel 1938, il periodo in cui collaborava con Le Corbusier e Pierre Jeanneret. La lampada da parete orientabile <strong>Potence Pivotante</strong> incarna l’eleganza dell’essenzialità, estremamente semplice ma affatto banale, interpreta una visione funzionale dello spazio, in cui ogni elemento deve essere utile e minimale. Formata da un braccio lungo e snodato che termina con una lampadina nuda, priva di paralumi, ruotando, forma un segno grafico sulla parete e illumina con precisione zone diverse dell’ambiente. Un chiaro richiamo alle linee pulite dell’architettura modernista. Nessuna decorazione superflua, solo equilibrio tra forma e funzione, sobrietà e stile. Perfetta per un soggiorno, uno studio ma anche per la zona notte. Intramontabile, in linea con i principi del modernismo funzionalista, dialoga con interni contemporanei e si adatta ad ogni stile. Nemo Lighting la produce fedelmente al progetto della grande Charlotte.</p>
<h3><strong>Lampe de Marseille – Le Corbusier</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5613" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lampe-de-Marseille-–-Le-Corbusier.jpg" alt="Lampe de Marseille – Le Corbusier" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lampe-de-Marseille-–-Le-Corbusier.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lampe-de-Marseille-–-Le-Corbusier-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lampe-de-Marseille-–-Le-Corbusier-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lampe-de-Marseille-–-Le-Corbusier-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Lampe-de-Marseille-–-Le-Corbusier-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Progettata da Le Corbusier tra il 1949 e il 1952 per l’Unité d’Habitation di Marsiglia – edificio simbolo del Movimento Moderno, inaugurato nel 1952 – la Lampe de Marseille prende il nome proprio da questo straordinario progetto architettonico. La lampada fu ideata durante la fase di realizzazione dell’edificio e incarna perfettamente la filosofia del suo autore: unire forma e funzione in un equilibrio perfetto. Dal marcato stile industriale, la Lampe de Marseille si distingue per la sua struttura funzionale: due diffusori conici orientabili, un braccio a doppio snodo e una base rotante permettono di ottenere un’illuminazione sia diffusa che direzionata. Si adatta con naturalezza sia ad ambienti residenziali che a spazi pubblici o professionali, integrandosi armoniosamente in qualsiasi stile architettonico grazie alle sue linee essenziali e scultoree.</p>
<p>Ancora oggi prodotta da Nemo Lighting, è disponibile anche nella versione Mini, oltre che in finiture sofisticate come grigio opaco, bianco satinato e nero opaco. La Lampe de Marseille resta una delle più eleganti e riconoscibili espressioni del design modernista: un oggetto ricco di storia che illumina lo spazio con carattere e funzionalità.</p>
<h3><strong>AP2BD </strong><strong style="color: revert; font-size: revert;">– </strong><strong style="color: revert; font-size: revert;">Serge Mouille</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5615" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/AP2BD-–-Serge-Mouille.jpg" alt="AP2BD – Serge Mouille" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/AP2BD-–-Serge-Mouille.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/AP2BD-–-Serge-Mouille-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/AP2BD-–-Serge-Mouille-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/AP2BD-–-Serge-Mouille-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/AP2BD-–-Serge-Mouille-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Creata nel 1953 dal maestro del design dell’illuminazione Serge Mouille, la AP2BD è una lampada da parete che rappresenta alla perfezione lo stile unico del designer: minimalismo sofisticato, artigianalità impeccabile e forte impatto estetico.</p>
<p>Con un design ispirato all’anatomia umana, La AP2BD affascina per la sua silhouette leggera e dinamica.</p>
<p>Si compone di due sottili braccia mobili in metallo nero, la cui forma sinuosa evoca un senso di movimento e armonia; diffusori metallici regolabili alle estremità, progettati per orientare la luce in direzioni diverse, creando affascinanti giochi di luce e ombra; riflettori bianchi interni, che amplificano la luminosità, garantendo un’illuminazione intensa e uniforme.</p>
<p>La <strong>AP2BD</strong> è molto più di una semplice lampada: è un capolavoro artigianale in cui la purezza delle linee incontra la funzionalità. Ogni elemento è studiato per offrire eleganza senza eccessi, adattandosi con naturalezza a qualsiasi ambiente: Classico, per un tocco di sofisticata discrezione; Contemporaneo, per chi ama design essenziali ma distintivi; Industrial, dove i materiali e le forme nette trovano la loro massima espressione.</p>
<p>Nonostante una storia lunga oltre 70 anni, la AP2BD mantiene un design sorprendentemente moderno e attuale. Continua a essere prodotta secondo il progetto originale, con la stessa attenzione artigianale ai dettagli che Serge Mouille dedicava a ogni creazione.</p>
<p>La AP2BD  è un pezzo cult per ambienti ricercati, un vero e proprio simbolo di raffinatezza ed essenzialità. Capace di trasformare ogni spazio con il suo carattere unico, questa lampada rimane una scelta perfetta per chi cerca un design intramontabile che coniughi stile, qualità e personalità.</p>
<p>Con la AP2BD, Serge Mouille ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo del design, offrendo un’illuminazione che è al tempo stesso arte, architettura e funzionalità.</p>
<h3><strong>265 – Paolo Rizzatto</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5616" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/265-–-Paolo-Rizzatto.jpg" alt="265 – Paolo Rizzatto" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/265-–-Paolo-Rizzatto.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/265-–-Paolo-Rizzatto-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/265-–-Paolo-Rizzatto-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/265-–-Paolo-Rizzatto-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/265-–-Paolo-Rizzatto-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nel 1973, l&#8217;architetto e designer milanese Paolo Rizzatto firma il suo debutto nel campo dell&#8217;illuminazione con un progetto destinato a diventare un&#8217;icona: la Lampada <strong>265</strong>. Con questa creazione, Rizzatto esplora per la prima volta un ambito che in seguito sarebbe diventato il suo punto di forza: il light design.</p>
<p>&#8220;Il motivo per cui volevo disegnare una lampada non era produrre un oggetto, ma produrre luce: una lampada che aiutasse a migliorare l’esperienza umana di uno spazio architettonico.&#8221;</p>
<p>Con queste parole, Paolo Rizzatto descrive il suo approccio progettuale, evidenziando una visione che va oltre la semplice funzione dell&#8217;oggetto per concentrarsi sull’esperienza sensoriale e spaziale della luce.</p>
<p>La 265 si distingue per la sua struttura essenziale e geniale. È una lampada da parete asimmetrica e orientabile, composta da un lungo braccio girevole (2 metri nella versione originale) che permette di regolare la posizione della luce; un contrappeso a forma di cono, fissato al muro, che bilancia il braccio e ne consente il movimento fluido; un diffusore con testa rotante a 360°, che permette di dirigere la luce con precisione ovunque si desideri.</p>
<h2>Le lampade da terra famose: modelli iconici di design</h2>
<h3><strong>Fortuny – Mariano Fortuny</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5618" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/FORTUNY-LAMPADA.jpg" alt="FORTUNY LAMPADA" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/FORTUNY-LAMPADA.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/FORTUNY-LAMPADA-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/FORTUNY-LAMPADA-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/FORTUNY-LAMPADA-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/FORTUNY-LAMPADA-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ideata nel 1907, la lampada Fortuny è ancora oggi straordinariamente contemporanea e intramontabile. Il suo creatore, lo spagnolo Mariano Fortuny y Madrazo – artista eclettico e visionario – si ispirò al treppiede della macchina fotografica e, invertendo il paralume, ideò un nuovo modo di orientare la luce. Nacque così una lampada che rivoluzionò l’illuminazione scenica grazie a un innovativo sistema di luce indiretta pensato per il palcoscenico. La nuova versione con tessuto Silver della celebre tessitura Rubelli ne conferma il valore senza tempo. Indiscussa protagonista in un ambiente, una lampada che non passa di certo inosservata!</p>
<h3><strong> luminator – Pietro Chiesa</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5619" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/luminator-–-Pietro-Chiesa.jpg" alt="luminator – Pietro Chiesa" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/luminator-–-Pietro-Chiesa.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/luminator-–-Pietro-Chiesa-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/luminator-–-Pietro-Chiesa-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/luminator-–-Pietro-Chiesa-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/luminator-–-Pietro-Chiesa-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nel panorama del design italiano degli anni Trenta, pochi oggetti hanno saputo incarnare l’avanguardia e la purezza formale come la <strong>lampada Luminator</strong>, progettata da <strong>Pietro Chiesa</strong> nel <strong>1933</strong>. Ancora oggi in produzione grazie a <strong>FontanaArte</strong>, azienda con cui Pietro Chiesa ha collaborato a lungo come direttore artistico. Luminator rappresenta una delle prime espressioni di <strong>illuminazione indiretta</strong> con <strong>un’idea rivoluzionaria: la luce sale, punta il soffitto. </strong>Niente paralumi e ornamenti, un corpo metallico che si apre leggermente verso l’alto dirigendo la luce che si rifrange sul soffitto creando un’atmosfera morbida e avvolgente. La base è in ghisa. Un design sperimentale che riflette i principi del razionalismo italiano, capace di dialogare con naturalezza con ambienti classici e moderni, una presenza scultorea malgrado la sua essenzialità. Mantiene intatto il suo fascino anche a distanza di novant’anni ed è tutt’ora presente in collezioni museali e in interni firmati dai più grandi architetti e interior designer.</p>
<h3><strong>Parentesi  &#8211; Achille Castglioni / Pio Manzù</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5621" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Parentesi-–-Achille-Castglioni-Pio-Manzu.jpg" alt="Parentesi – Achille Castglioni Pio Manzù" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Parentesi-–-Achille-Castglioni-Pio-Manzu.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Parentesi-–-Achille-Castglioni-Pio-Manzu-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Parentesi-–-Achille-Castglioni-Pio-Manzu-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Parentesi-–-Achille-Castglioni-Pio-Manzu-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Parentesi-–-Achille-Castglioni-Pio-Manzu-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Disegnata da <strong>Achille Castiglioni</strong><strong> e Pio Manzù</strong>, e prodotta da <strong>Flos</strong> a partire dal 1971, Parentesi incarna <strong>funzionalità</strong> e <strong>minimalismo</strong> e rappresenta una vera icona del disegno industriale tutta italiana e mai tramontata. Una lampada che si muove nello spazio. È il risultato della collaborazione tra due menti geniali che incarna perfettamente la fusione tra <strong>funzione</strong><strong> e forma poetica </strong>L’intuizione fu di Pio Manzù, l’idea era quella di una lampada regolabile che <strong>scorresse lungo un cavo teso tra soffitto e pavimento</strong>. Alla premautura scomparsa, nel 1969, di Pio Manzù, Achille Castiglioni riprese e completò il progetto, sostituendo l’asta fissa con un <strong>tubo a forma di parentesi</strong>, da cui deriva il nome. Essenziale ai massimi livelli, si compone di pochi elementi: un cavo d’acciaio verticale che va dal soffitto al pavimento; un contrappeso inferiore per garantirne la tensione; un tubo in metallo dalla tipica forma a parentesi; una lampadina orientabile e minimalista, che può essere orientata a piacere.</p>
<p>Ha vinto il <strong>Compasso d’Oro</strong> nel 1979 ed è oggi parte della collezione permanente del <strong>MoMA di New York</strong>. Il suo successo è legato alla semplicità, l’attenzione alla funzionalità, l’uso geniale dei materiali industriali.</p>
<p>Flos continua a produrla con successo in diverse finiture e ne ha prodotto una riedizione celebrativa per il 50° anniversario.</p>
<h3><strong>Callimaco – Ettore Sottsass</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5622" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Callimaco-–-Ettore-Sottsass.jpg" alt="Callimaco – Ettore Sottsass" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Callimaco-–-Ettore-Sottsass.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Callimaco-–-Ettore-Sottsass-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Callimaco-–-Ettore-Sottsass-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Callimaco-–-Ettore-Sottsass-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Callimaco-–-Ettore-Sottsass-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Disegnata da Ettore Sottsass nel 1981, lo stesso anno della fondazione del gruppo Memphis, Callimaco incarna perfettamente lo spirito sperimentale e radicale del movimento: un design che non risponde a una semplice esigenza funzionale, ma si afferma come provocazione estetica e atto di libertà creativa.</p>
<p>Pur essendo una lampada, Callimaco è prima di tutto un oggetto simbolico e totemico, attraverso il quale Sottsass intendeva superare i dogmi del funzionalismo modernista. Si presenta come una scultura luminosa verticale, composta da elementi geometrici colorati disposti in modo asimmetrico e volutamente audace.</p>
<p>È realizzata con materiali che Sottsass amava accostare in modo inusuale e provocatorio: metallo verniciato in colori accesi e contrastanti, vetro, plastica, legno e ceramica. La sua funzione di lampada passa volutamente in secondo piano, a favore di una forte presenza visiva e scultorea nello spazio.</p>
<p>Oggi le lampade Callimaco sono considerate pezzi rari e ambitissimi dai collezionisti di design. Oggetti da galleria, venduti spesso all’asta per cifre importanti. In origine venivano prodotte in piccole serie da Ultrafragola o da altre realtà artigianali legate all’universo creativo di Sottsass.</p>
<h3><strong>Lampada G Altarel – Aldo Rossi</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5623" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-G.jpg" alt="lampada G" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-G.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-G-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-G-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-G-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-G-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La<strong> lampada G</strong>, conosciuta anche con il nome evocativo di <strong>Altarel</strong>, è una delle creazioni più emblematiche di <strong>Aldo Rossi</strong>, architetto e designer celebre per la sua capacità di trasformare oggetti quotidiani in <strong>micro-architetture cariche di significato</strong><strong>. </strong>Progettata nel corso degli anni ’90 e prodotta in <strong>serie limitata da Bruno Longoni Atelier d’Arredamento</strong><strong>, </strong>G/Altarel rappresenta<strong> una riflessione architettonica e simbolica sulla luce</strong>, unita a un linguaggio visivo profondamente personale. Il nome “Altarel” suggerisce già l’intento concettuale dell’opera che evoca nella sua forma rigorosa <strong>un altare</strong>, un luogo di raccoglimento. Come in molti lavori di Aldo Rossi, l’oggetto è carico di <strong>memoria</strong>,<strong> simboli </strong>e<strong> riferimenti storici. </strong>Le linee sono nette, severe, geometriche: ricorda una <strong>facciata neoclassica</strong>, con elementi che richiamano timpani, colonne, modanature. Il tutto condensato in un oggetto di piccole dimensioni, che trasmette una solennità silenziosa e intima. Realizzata in <strong>ottone, legno laccato</strong>, G/Altarel è più una <strong>presenza simbolica che un semplice oggetto per fare luce, che </strong>viene diffusa in modo discreto e crea un ambiente intimo. Come molte delle opere di Aldo Rossi nel campo del design, la lampada G è <strong>una produzione limitata</strong>, destinata più al collezionismo che alla grande distribuzione. Oggi è <strong>un oggetto da galleria</strong>, spesso presente in aste e collezioni di design del Novecento.</p>
<h4><strong>Ingo Maurer: lo scultore, il poeta della luce…</strong></h4>
<p>Parlando di lampade e di illuminazione, non si può non citare <strong>Ingo Maurer</strong>, a cui andrebbe dedicato un discorso a parte.</p>
<p>Viene spesso definito il “poeta della luce”. Per lui, la luce era molto più di una funzione tecnica: era “<strong>la </strong>quarta dimensione, un elemento spirituale che influisce profondamente sul nostro benessere”, come amava dire.<br />
Le sue creazioni sfuggono alle regole del design convenzionale: sono <strong>sculture luminose</strong>, ironiche, poetiche, a volte surreali. Ogni lampada firmata da Maurer è un racconto visivo, una provocazione gentile, un invito a guardare la luce — e il mondo — da un’altra prospettiva.<br />
Scegliere una sola opera tra le sue è quasi impossibile: la sua produzione è un inno alla libertà creativa, dove tecnologia e immaginazione si incontrano in forme mai prevedibili.</p>
<p>Ne abbiamo scelte due molto simili tra loro, ideate con quasi dieci anni di differenza:</p>
<h3><strong>One from the Heart</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5624" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-One-from-the-Heart.jpg" alt="lampada One from the Heart" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-One-from-the-Heart.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-One-from-the-Heart-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-One-from-the-Heart-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-One-from-the-Heart-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/lampada-One-from-the-Heart-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Tra le sue opere più rappresentative spicca la lampada <em>One From The Heart</em>, che Ingo Maurer creò nel 1989 per simboleggiare l’amore attraverso un oggetto di design da regalare a due suoi amici per il loro matrimonio.</p>
<p>La lampada è composta da un cuore rosso in vetro soffiato dal quale si diramano due sottili aste metalliche che sorreggono un piccolo specchio inclinabile che sembra fluttuare sopra la base, riflettendo e diffondendo la luce in modi sempre diversi e suggestivi.</p>
<p>Dopo questo primo esemplare, Maurer decise di metterla in produzione.</p>
<p><em>One From The Heart</em> rappresenta perfettamente il linguaggio espressivo di Ingo Maurer, in cui funzionalità e poesia  si fondono armoniosamente.</p>
<p>Il nome <em>One From The Heart</em> risuona come una dedica d’amore, un regalo fatto con il cuore,  questa creazione incarna appieno la filosofia di Maurer: unire luce e arte, trasformando un oggetto quotidiano in qualcosa di straordinario.</p>
<p>È un pezzo da collezione che celebra l’amore.</p>
<h3><strong>Kokoro &#8211; Ingo Maurer e Dagmar Mombach</strong></h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-5627" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Kokoro-Ingo-Maurer-e-Dagmar-Mombach.jpg" alt="Kokoro - Ingo Maurer e Dagmar Mombach" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Kokoro-Ingo-Maurer-e-Dagmar-Mombach.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Kokoro-Ingo-Maurer-e-Dagmar-Mombach-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Kokoro-Ingo-Maurer-e-Dagmar-Mombach-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Kokoro-Ingo-Maurer-e-Dagmar-Mombach-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/08/Kokoro-Ingo-Maurer-e-Dagmar-Mombach-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Ispirato a <em>One From The Heart</em> (1989), ma con un&#8217;anima tutta sua, <em>Kokoro</em> nasce circa dieci anni dopo dalla collaborazione tra Ingo Maurer e la talentuosa designer tedesca Dagmar Mombach.</p>
<p>Una lampada che va oltre l’illuminazione, la luce diventa emozione.</p>
<p><em>Kokoro</em>, parola giapponese che significa cuore ma anche anima, è esattamente ciò che Maurer e Mombach infondono in questa creazione suggestiva. Un grande cuore rosso, realizzato in carta giapponese artigianale, diffonde una luce morbida e avvolgente, donando all’ambiente un’atmosfera intima. Le linee irregolari e la texture delicata richiamano la filosofia <em>wabi-sabi</em>, che celebra la bellezza dell&#8217;imperfezione e della semplicità.</p>
<p>Un altro richiamo a One from the heart è il sottile braccio metallico che sostiene il piccolo specchio inclinabile sempre a forma di cuore.</p>
<p><em>Kokoro</em> presenta un’estetica morbida e organica, One frome the heart ha ha una struttura più rigida e industriale, <em>Kokoro</em> appare più artigianale, è pura essenza poetica, una celebrazione della luce come emozione, un oggetto di design che tocca l’anima.</p>
<p>Più che una lampada, è un’esperienza sensoriale, con un gioco di riflessi e la luce calda e avvolgente che diffonde, <em>Kokoro</em> non si limita a illuminare: emoziona, ispira, rilassa.</p>
<h2><strong>Lampade di design iconiche</strong></h2>
<p>In un’epoca in cui il design si muove tra innovazione tecnologica e ritorno all’essenziale, queste lampade ci ricordano che la luce non è solo una funzione: è emozione, cultura, memoria e visione, non abbiamo menzionato</p>
<p>Ogni pezzo che abbiamo scelto racconta una storia — di ricerca, di audacia, di genialità — e rappresenta un punto di svolta nel modo in cui viviamo lo spazio. Che siano nate per rivoluzionare, stupire o semplicemente accompagnare la quotidianità, queste icone del light design continuano a parlare il linguaggio dell’arte e dell’architettura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/lampade-iconiche-alcuni-capolavori-del-light-design-che-hanno-fatto-la-storia/">Lampade iconiche: (alcuni) capolavori del light design che hanno fatto la storia</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>EDIT Napoli 2025: il design ha incontrato l’anima della città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Amici]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 14:45:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>EDIT Napoli 2025: Tra memoria e sperimentazione, la settima edizione della fiera ha trasformato Napoli in un racconto di creatività diffusa, confermando il suo ruolo di laboratorio internazionale del design d’autore. Napoli, ottobre 2025. Per tre giorni la città si è trasformata in un grande laboratorio a cielo aperto: EDIT Napoli, la fiera internazionale dedicata...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/edit-napoli-2025-il-design-ha-incontrato-lanima-della-citta/">EDIT Napoli 2025: il design ha incontrato l’anima della città</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p data-start="69" data-end="277"><strong data-start="69" data-end="102">EDIT Napoli 2025: Tra memoria e sperimentazione</strong>, la settima edizione della fiera ha trasformato Napoli in un racconto di <strong data-start="176" data-end="198">creatività diffusa</strong>, confermando il suo ruolo di laboratorio internazionale del design d’autore.</p>
</blockquote>
<p data-start="279" data-end="909"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8481" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-ArchiInteriors.jpg" alt="EDIT Napoli 2025 Cristina Amici Archi&amp;Interiors" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-ArchiInteriors.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-ArchiInteriors-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-ArchiInteriors-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-ArchiInteriors-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-ArchiInteriors-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="279" data-end="909"><strong data-start="279" data-end="304">Napoli, ottobre 2025.</strong> Per tre giorni la città si è trasformata in un <strong data-start="352" data-end="389">grande laboratorio a cielo aperto</strong>: <strong data-start="391" data-end="406">EDIT Napoli</strong>, la fiera internazionale dedicata al <strong data-start="444" data-end="478">design indipendente e d’autore</strong> — curata da <strong data-start="491" data-end="513">Emilia Petruccelli</strong> e <strong data-start="516" data-end="535">Domitilla Dardi</strong> — è tornata per la sua <strong data-start="559" data-end="579">settima edizione</strong>, riaffermando il legame profondo tra <strong data-start="617" data-end="649">design, cultura e territorio</strong>.<br data-start="650" data-end="653" />Non un semplice evento, ma <strong data-start="680" data-end="705">un’esperienza diffusa</strong> che ha saputo intrecciare <strong data-start="732" data-end="781">artigianato e industria, tradizione e ricerca</strong>, restituendo alla città la sua vocazione di <strong data-start="826" data-end="845">spazio creativo</strong>, dove <strong data-start="852" data-end="880">il fare diventa pensiero</strong> e <strong data-start="883" data-end="906">la materia racconto</strong>.</p>
<h2 data-start="916" data-end="982"><strong data-start="919" data-end="982">La Santissima: il cuore simbolico e pulsante di EDIT Napoli</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8478" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-la-santissima.jpg" alt="EDIT Napoli 2025 la santissima" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-la-santissima.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-la-santissima-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-la-santissima-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-la-santissima-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-la-santissima-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="984" data-end="1295">Nel cuore dei <strong data-start="998" data-end="1020">Quartieri Spagnoli</strong>, <strong data-start="1022" data-end="1053">La Santissima Community Hub</strong> ha accolto il cuore espositivo della manifestazione.<br data-start="1106" data-end="1109" />L’ex ospedale militare, rimasto silenzioso per oltre trent’anni e oggi rinato come <strong data-start="1192" data-end="1229">spazio per l’arte e l’innovazione</strong>, si è trasformato in <strong data-start="1251" data-end="1292">un luogo sospeso tra memoria e futuro</strong>.</p>
<p data-start="1297" data-end="1752">All’ingresso, il <strong data-start="1314" data-end="1345">portale ideato da @_lemonot</strong> introduceva i visitatori in un paesaggio poetico: le <strong data-start="1399" data-end="1424">vele tessili Thalassa</strong> di <strong data-start="1428" data-end="1448">Teresa Carnuccio</strong>, realizzate in <strong data-start="1464" data-end="1478">cianotipia</strong>, fluttuavano leggere sotto le volte dell’ex ospedale, evocando <strong data-start="1542" data-end="1572">un mare di luce e silenzio</strong>.<br data-start="1573" data-end="1576" />Un allestimento che ha incarnato perfettamente <strong data-start="1623" data-end="1652">lo spirito di EDIT Napoli</strong>: <strong data-start="1654" data-end="1686">il design come gesto poetico</strong>, come <strong data-start="1693" data-end="1717">strumento di dialogo</strong> tra <strong data-start="1722" data-end="1749">materia, spazio e tempo</strong>.</p>
<h2 data-start="1759" data-end="1821"><strong data-start="1762" data-end="1821">Tra sperimentazione e racconto: i progetti protagonisti</strong></h2>
<p><figure id="attachment_8479" aria-describedby="caption-attachment-8479" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8479" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-foto-di-Cristina-Amici-ArchiInteriors.jpg" alt="EDIT Napoli 2025 foto di Cristina Amici Archi&amp;Interiors" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-foto-di-Cristina-Amici-ArchiInteriors.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-foto-di-Cristina-Amici-ArchiInteriors-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-foto-di-Cristina-Amici-ArchiInteriors-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-foto-di-Cristina-Amici-ArchiInteriors-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-foto-di-Cristina-Amici-ArchiInteriors-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-8479" class="wp-caption-text"><em>EDIT Napoli 2025 foto di Cristina Amici &#8211; Archi&amp;Interiors</em></figcaption></figure></p>
<p data-start="1823" data-end="2244">Le sale della Santissima si sono animate di <strong data-start="1867" data-end="1917">installazioni, micro-serie e materiali inediti</strong>, dove l’artigianato incontra la ricerca progettuale.<br data-start="1970" data-end="1973" />Dalle <strong data-start="1979" data-end="2016">sedute in cartapesta di Thirtyone</strong> alle <strong data-start="2022" data-end="2055">sculture funzionali di Iranzo</strong>, nate dal recupero di <strong data-start="2078" data-end="2104">reti sportive ed edili</strong>, fino alle <strong data-start="2116" data-end="2159">lampade modulari Inrō di Atelier Nuanda</strong>: ogni progetto ha raccontato un diverso modo di <strong data-start="2208" data-end="2241">interpretare il contemporaneo</strong>.</p>
<p data-start="2246" data-end="2282">Tra gli espositori più apprezzati:</p>
<ul data-start="2283" data-end="2567">
<li data-start="2283" data-end="2359">
<p data-start="2285" data-end="2359"><strong data-start="2285" data-end="2296">@PotPot</strong>, che ha conquistato con il suo <strong data-start="2328" data-end="2356">linguaggio ironico e pop</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2360" data-end="2456">
<p data-start="2362" data-end="2456"><strong data-start="2362" data-end="2380">Magliocco Rugs</strong>, che ha narrato <strong data-start="2397" data-end="2422">l’identità dei luoghi</strong> attraverso <strong data-start="2434" data-end="2453">trame scultoree</strong>;</p>
</li>
<li data-start="2457" data-end="2567">
<p data-start="2459" data-end="2567"><strong data-start="2459" data-end="2477">Enrico Girotti</strong> con <em data-start="2482" data-end="2492">La Piega</em>, esempio perfetto di <strong data-start="2514" data-end="2564">dialogo tra gesto artigianale e rigore formale</strong>.</p>
</li>
</ul>
<p><figure id="attachment_8482" aria-describedby="caption-attachment-8482" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8482" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-di-ArchiInteriors.jpg" alt="EDIT Napoli 2025 foto di Cristina Amici Archi&amp;Interiors" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-di-ArchiInteriors.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-di-ArchiInteriors-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-di-ArchiInteriors-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-di-ArchiInteriors-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-Cristina-Amici-di-ArchiInteriors-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-8482" class="wp-caption-text">EDIT Napoli 2025 foto di Cristina Amici Archi&amp;Interiors</figcaption></figure></p>
<h2 data-start="2574" data-end="2624"><strong data-start="2577" data-end="2624">Premi e riconoscimenti: la poesia del gesto</strong></h2>
<p data-start="2626" data-end="2874">La <strong data-start="2629" data-end="2654">giuria internazionale</strong> — composta da <strong data-start="2669" data-end="2695">Álvaro Catalán de Ocón</strong>, <strong data-start="2697" data-end="2726">Claire Laurent (Paragone)</strong>, <strong data-start="2728" data-end="2770">Alessandro Valenti (Elle Decor Italia)</strong> ed <strong data-start="2774" data-end="2809">Ermanno Zanini (Jumeirah Group)</strong> — ha premiato i progetti più significativi dell’edizione 2025.</p>
<ul>
<li data-start="2876" data-end="3395"><strong data-start="2879" data-end="2913">Premio principale – Area Main:</strong> <em data-start="2914" data-end="2923">Inserti</em> di <strong data-start="2927" data-end="2946">Chiara Lionello</strong>, una collezione di <strong data-start="2966" data-end="3016">vasi che fonde ceramica e alluminio anodizzato</strong>, esaltando <strong data-start="3028" data-end="3067">la delicatezza del gesto quotidiano</strong>.</li>
<li data-start="2876" data-end="3395"><strong data-start="3074" data-end="3111">Premio Area Seminario (under 30):</strong> <em data-start="3112" data-end="3132">Moon Candle Holder</em> di <strong data-start="3136" data-end="3147">Katryna</strong>, un <strong data-start="3152" data-end="3203">portacandele dal linguaggio sensuale e materico</strong>.</li>
<li data-start="2876" data-end="3395"><strong data-start="3209" data-end="3231">Menzioni speciali:</strong> <em data-start="3232" data-end="3243">Loggi Set</em> di <strong data-start="3247" data-end="3256">Trama</strong>, nato da un <strong data-start="3269" data-end="3316">laboratorio di inclusione sociale in Umbria</strong>, e <em data-start="3320" data-end="3326">Inrō</em> di <strong data-start="3330" data-end="3348">Atelier Nuanda</strong>, raffinata sintesi di <strong data-start="3371" data-end="3392">modularità e luce</strong>.</li>
</ul>
<h2 data-start="3402" data-end="3461"><strong data-start="3405" data-end="3461">Il design nei luoghi del patrimonio: i progetti CULT</strong></h2>
<p data-start="3463" data-end="3705">EDIT Napoli ha superato i confini dell’esposizione, espandendosi nei <strong data-start="3532" data-end="3561">luoghi simbolo del Vomero</strong>.<br data-start="3562" data-end="3565" />I <strong data-start="3567" data-end="3584">progetti CULT</strong> hanno costruito un percorso immersivo tra <strong data-start="3627" data-end="3658">arte, architettura e design</strong>, restituendo <strong data-start="3672" data-end="3702">nuova vita a spazi iconici</strong>.</p>
<p data-start="3707" data-end="4000">A <strong data-start="3709" data-end="3729">Castel Sant’Elmo</strong>, <em data-start="3731" data-end="3747">Animal Factory</em> di <strong data-start="3751" data-end="3769">Luca Boscardin</strong> ha trasformato la <strong data-start="3788" data-end="3805">Piazza d’Armi</strong> in un <strong data-start="3812" data-end="3851">parco scultoreo in acciaio colorato</strong>;<br data-start="3852" data-end="3855" /><em data-start="3855" data-end="3881">Paesaggio di riflessioni</em> di <strong data-start="3885" data-end="3909">Diego Rivero Borrell</strong> per <strong data-start="3914" data-end="3925">Ranieri</strong> ha unito <strong data-start="3935" data-end="3965">Napoli e Città del Messico</strong> attraverso <strong data-start="3977" data-end="3997">la pietra lavica</strong>.</p>
<p data-start="4002" data-end="4294">Alla <strong data-start="4007" data-end="4033">Certosa di San Martino</strong>, <em data-start="4035" data-end="4047">Time-Table</em> di <strong data-start="4051" data-end="4079">Giuliano Andrea Dell’Uva</strong> e <strong data-start="4082" data-end="4100">Luciano Romano</strong> ha raccontato <strong data-start="4115" data-end="4155">la mise en place come rito e memoria</strong>, mentre <em data-start="4164" data-end="4196">Salone di Musica e Letteratura</em> di <strong data-start="4200" data-end="4230">Cetty Grammatica &amp; Azucena</strong> ha celebrato <strong data-start="4244" data-end="4291">il dialogo tra suono, tavola e convivialità</strong>.</p>
<p data-start="4296" data-end="4461">Infine, alla <strong data-start="4309" data-end="4329">Villa Floridiana</strong>, <strong data-start="4331" data-end="4354">Marta Sala Éditions</strong> e <strong data-start="4357" data-end="4371">Tomas Alia</strong> hanno intrecciato <strong data-start="4390" data-end="4407">luce e storia</strong> in due <strong data-start="4415" data-end="4458">installazioni di straordinaria eleganza</strong>.</p>
<h2 data-start="4468" data-end="4520"><strong data-start="4471" data-end="4520">Gioco, tecnologia e memoria: i progetti Extra</strong></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-8484" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-archieinteriors.com_.jpg" alt="EDIT Napoli 2025 archieinteriors.com" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-archieinteriors.com_.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-archieinteriors.com_-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-archieinteriors.com_-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-archieinteriors.com_-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/EDIT-Napoli-2025-archieinteriors.com_-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="4522" data-end="4900">Nei <strong data-start="4526" data-end="4544">progetti Extra</strong>, il design si è fatto <strong data-start="4567" data-end="4590">riflessione e gioco</strong>.<br data-start="4591" data-end="4594" /><strong data-start="4594" data-end="4613">Pietro Corraini</strong>, con <em data-start="4619" data-end="4645">Giocare è una cosa seria</em>, ha invitato a <strong data-start="4661" data-end="4708">guardare il quotidiano da nuove angolazioni</strong>, mentre in <em data-start="4720" data-end="4749">Tecnologia come Decorazione</em> ha esplorato <strong data-start="4763" data-end="4805">il confine tra artigianato e meccanica</strong>, grazie alla collaborazione con <strong data-start="4838" data-end="4853">Bovini 1909</strong>, <strong data-start="4855" data-end="4873">Ceramica Gatti</strong> e <strong data-start="4876" data-end="4897">The Fablab Milano</strong>.</p>
<p data-start="4902" data-end="5119"><strong data-start="4902" data-end="4920">Coralla Maiuri</strong>, invece, ha trasformato la storica <strong data-start="4956" data-end="4981">Salumeria Malinconico</strong> con <em data-start="4986" data-end="5008">Dice dice, pare pare</em>: <strong data-start="5010" data-end="5036">un percorso sensoriale</strong> dove <strong data-start="5042" data-end="5068">arte, design e memoria</strong> si fondono in <strong data-start="5083" data-end="5116">un racconto intimo e luminoso</strong>.</p>
<h2 data-start="5126" data-end="5172"><strong data-start="5129" data-end="5172">EDIT Napoli 2025: la città come visione</strong></h2>
<p data-start="5174" data-end="5622">Con la sua capacità di intrecciare <strong data-start="5209" data-end="5263">il sapere artigianale con la ricerca contemporanea</strong>, <strong data-start="5265" data-end="5280">EDIT Napoli</strong> continua a essere <strong data-start="5299" data-end="5362">una delle piattaforme più significative del design d’autore</strong>.<br data-start="5363" data-end="5366" />Più che una fiera, <strong data-start="5385" data-end="5423">un luogo di incontro e di pensiero</strong>, dove <strong data-start="5430" data-end="5470">Napoli si conferma città laboratorio</strong>: <strong data-start="5472" data-end="5493">un organismo vivo</strong> in cui <strong data-start="5501" data-end="5550">la progettazione diventa linguaggio culturale</strong>, <strong data-start="5552" data-end="5578">espressione collettiva</strong> e <strong data-start="5581" data-end="5619">strumento per immaginare il futuro</strong>.</p>
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		<title>Virgil Abloh e l’interior design: il genio che ha cambiato per sempre il nostro modo di abitare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cristina Amici]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 08:30:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Fashion Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vogliamo ricordare Virgil Abloh, scomparso prematuramente nel 2021 a soli 41 anni a causa di un raro angiosarcoma cardiaco. Architetto e designer tra i più visionari della sua generazione, ha lasciato un’eredità che continua a ispirare il mondo della moda e del design d’interni. Virgil Abloh (1980 – 2021) è stato molto più di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p data-start="974" data-end="1469">Oggi vogliamo ricordare <strong>Virgil Abloh</strong>, scomparso prematuramente nel 2021 a soli 41 anni a causa di un raro angiosarcoma cardiaco. Architetto e designer tra i più visionari della sua generazione, ha lasciato un’eredità che continua a ispirare il mondo della moda e del design d’interni.</p>
</blockquote>
<p data-start="974" data-end="1469">Virgil Abloh (1980 – 2021) è stato molto più di un designer: è stato un <strong data-start="1046" data-end="1068">pioniere culturale</strong>, un narratore dei nostri tempi che ha saputo tradurre in linguaggi visivi le trasformazioni sociali, estetiche e tecnologiche del XXI secolo. Architetto di formazione, designer di professione, direttore creativo per Louis Vuitton Uomo e fondatore di Off-White, Abloh ha incarnato la figura del <strong data-start="1363" data-end="1382">creativo totale</strong>, capace di abbattere le barriere tra moda, arte, architettura, musica e arredamento.</p>
<p data-start="1471" data-end="1817">Il suo approccio era al tempo stesso <strong data-start="1508" data-end="1534">radicale e democratico</strong>: amava l’idea di portare i codici dell’alta moda nelle strade e, parallelamente, di portare il linguaggio street dentro i musei e le case. Se la moda è stato il suo trampolino di lancio, l’<strong data-start="1724" data-end="1743">interior design</strong> si è rivelato una delle sue piattaforme più fertili di sperimentazione.</p>
<p data-start="1819" data-end="2127">Abloh non considerava una sedia o un tavolo come semplici elementi d’arredo, ma come <strong data-start="1904" data-end="1925">simboli culturali</strong> capaci di raccontare storie, veicolare messaggi e stimolare riflessioni. Per questo, la sua eredità nel design va ben oltre le forme: è un invito a ripensare il rapporto tra spazi, oggetti e persone.</p>
<h2 data-start="2134" data-end="2192">Una formazione ibrida: ingegneria, architettura, musica</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7768" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-nellinterior-design-lo-special-guest-delle-collaborazioni-iconiche.jpg" alt="Virgil Abloh nell’interior design lo special guest delle collaborazioni iconiche" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-nellinterior-design-lo-special-guest-delle-collaborazioni-iconiche.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-nellinterior-design-lo-special-guest-delle-collaborazioni-iconiche-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-nellinterior-design-lo-special-guest-delle-collaborazioni-iconiche-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-nellinterior-design-lo-special-guest-delle-collaborazioni-iconiche-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-nellinterior-design-lo-special-guest-delle-collaborazioni-iconiche-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2194" data-end="2658">Il percorso di Virgil Abloh spiega bene la sua visione trasversale. Laureato in <strong data-start="2274" data-end="2295">Ingegneria civile</strong>, si è presto reso conto che i confini tra le discipline potevano essere scardinati. L’incontro con Kanye West è stato decisivo: con lui ha lavorato come art director e ha contribuito a ridefinire il rapporto tra <strong data-start="2508" data-end="2525">musica e moda</strong>, introducendo concetti di branding, storytelling e contaminazione visiva che sarebbero diventati centrali nel decennio successivo.</p>
<p data-start="2660" data-end="3008">Non pago, ha proseguito con un <strong data-start="2691" data-end="2754">Master in Architettura all’Illinois Institute of Technology</strong>. Qui ha studiato il modernismo e le logiche costruttive, assimilando la lezione di Mies van der Rohe e dei maestri dell’architettura razionalista. Tuttavia, Abloh non si è limitato a recepire i dogmi: li ha reinterpretati con ironia e spirito critico.</p>
<p data-start="3010" data-end="3293">La musica, l’ingegneria e l’architettura si sono intrecciate nella sua mente, dando vita a un approccio che potremmo definire <strong data-start="3136" data-end="3167">multidisciplinare e liquido</strong>. Un approccio che lo porterà a concepire arredi e installazioni come “strumenti culturali” più che come oggetti funzionali.</p>
<h2 data-start="3300" data-end="3368">Virgil Abloh e il design d’interni: tra lusso, street e industria</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7770" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-interior-design.jpg" alt="Virgil Abloh interior design" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-interior-design.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-interior-design-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-interior-design-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-interior-design-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Virgil-Abloh-interior-design-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3370" data-end="3807">Negli ultimi anni della sua vita, Abloh ha firmato alcuni dei progetti più audaci tra moda e arredamento, con collaborazioni entrate di diritto nella storia del design contemporaneo. La sua forza stava nella capacità di <strong data-start="3590" data-end="3641">mantenere un piede nel lusso e uno nella strada</strong>, facendo dialogare l’artigianalità con la produzione industriale, le aziende storiche con i giovani appassionati, le icone del passato con le estetiche del futuro.</p>
<p data-start="3809" data-end="4133">Il suo lavoro non si limitava a decorare spazi: <strong data-start="3857" data-end="3899">li trasformava in esperienze immersive</strong>. Dai tappeti Ikea diventati oggetti di culto ai blocchi modulari Cassina pensati come gioco creativo, ogni progetto portava con sé una riflessione: sul consumo, sul futuro dell’abitare, sulla sostenibilità, sull’identità culturale.</p>
<h2 data-start="4140" data-end="4186">Le collaborazioni che hanno fatto la storia</h2>
<h3 data-start="4188" data-end="4227">Vitra – <em data-start="4200" data-end="4218">Twentythirtyfive</em> (2019)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7772" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Virgil-Abloh-Vitra-–-Twentythirtyfive-2019.jpg" alt="Virgil Abloh Vitra – Twentythirtyfive (2019)" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Virgil-Abloh-Vitra-–-Twentythirtyfive-2019.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Virgil-Abloh-Vitra-–-Twentythirtyfive-2019-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Virgil-Abloh-Vitra-–-Twentythirtyfive-2019-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Virgil-Abloh-Vitra-–-Twentythirtyfive-2019-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Virgil-Abloh-Vitra-–-Twentythirtyfive-2019-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="4228" data-end="4544">Al celebre <strong data-start="4239" data-end="4255">Vitra Campus</strong>, Abloh ha immaginato la stanza di un adolescente del 2035. Un ambiente che mescolava icone del design modernista, come la sedia <em data-start="4384" data-end="4392">Antony</em> e la lampada <em data-start="4406" data-end="4422">Petite Potence</em> di Jean Prouvé, con elementi concettuali come il <em data-start="4472" data-end="4487">Ceramic Block</em>, un parallelepipedo ispirato all’edilizia industriale.</p>
<p data-start="4546" data-end="4779">Il risultato è stato un <strong data-start="4570" data-end="4602">dialogo tra passato e futuro</strong>, tra memoria e provocazione. L’installazione ha avuto grande risonanza critica, mostrando come Abloh fosse capace di inserire la cultura street nel tempio del design europeo.</p>
<h3 data-start="4786" data-end="4827">Ikea – Collezione <em data-start="4808" data-end="4818">MARKERAD</em> (2019)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7773" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ikea-–-Collezione-MARKERAD-2019.jpg" alt="Ikea – Collezione MARKERAD (2019)" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ikea-–-Collezione-MARKERAD-2019.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ikea-–-Collezione-MARKERAD-2019-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ikea-–-Collezione-MARKERAD-2019-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ikea-–-Collezione-MARKERAD-2019-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ikea-–-Collezione-MARKERAD-2019-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="4828" data-end="5123">La collaborazione con <strong data-start="4850" data-end="4858">Ikea</strong> ha segnato una svolta epocale. La collezione <em data-start="4904" data-end="4914">MARKERAD</em> comprendeva oggetti che hanno fatto il giro del mondo: il tappeto rosso con la scritta <strong data-start="5002" data-end="5016">“Keep Off”</strong>, la shopping bag in pelle ispirata alla celebre borsa blu <em data-start="5075" data-end="5083">Frakta</em>, sedie e mobili con dettagli ironici.</p>
<p data-start="5125" data-end="5508">In poche ore, gli articoli sono diventati sold out, trasformandosi in <strong data-start="5195" data-end="5220">oggetti da collezione</strong>. Ma la portata era più ampia: Abloh ha dimostrato che il <strong data-start="5278" data-end="5314">design poteva essere democratico</strong>, senza perdere qualità e creatività. Ha aperto una porta per milioni di giovani che, per la prima volta, hanno potuto acquistare un pezzo firmato da uno dei più grandi creativi contemporanei.</p>
<h3 data-start="5515" data-end="5570">Carpenters Workshop Gallery – <em data-start="5549" data-end="5561">Acqua Alta</em> (2019)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7777" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Carpenters-Workshop-Gallery-–-Acqua-Alta-2019.jpg" alt="Carpenters Workshop Gallery – Acqua Alta (2019)" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Carpenters-Workshop-Gallery-–-Acqua-Alta-2019.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Carpenters-Workshop-Gallery-–-Acqua-Alta-2019-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Carpenters-Workshop-Gallery-–-Acqua-Alta-2019-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Carpenters-Workshop-Gallery-–-Acqua-Alta-2019-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Carpenters-Workshop-Gallery-–-Acqua-Alta-2019-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="5571" data-end="5851">Presentata alla <strong data-start="5587" data-end="5610">Biennale di Venezia</strong>, l’installazione <em data-start="5628" data-end="5640">Acqua Alta</em> era composta da sedute inclinate che evocavano l’immagine di mobili sommersi dall’acqua. Un progetto poetico e allo stesso tempo drammatico, che parlava di <strong data-start="5797" data-end="5822">cambiamento climatico</strong> e di fragilità ambientale.</p>
<p data-start="5853" data-end="6057">Con questo lavoro, Abloh ha dimostrato come il design possa diventare un <strong data-start="5926" data-end="5949">linguaggio politico</strong>, capace di sensibilizzare e di veicolare messaggi urgenti. Non solo estetica, dunque, ma impegno sociale.</p>
<h3 data-start="6064" data-end="6095">Off-White Homeware (2020)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7778" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Off-White-Homeware.jpg" alt="Off-White Homeware" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Off-White-Homeware.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Off-White-Homeware-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Off-White-Homeware-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Off-White-Homeware-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Off-White-Homeware-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="6096" data-end="6315">Portare il linguaggio di <strong data-start="6121" data-end="6134">Off-White</strong> negli interni è stata una mossa naturale. La collezione comprendeva specchi, zerbini, portaombrelli e complementi decorati con i celebri loghi a freccia e con il motivo <em data-start="6304" data-end="6312">Meteor</em>.</p>
<p data-start="6317" data-end="6504">Oggetti quotidiani si trasformavano così in <strong data-start="6361" data-end="6395">icone pop dell’interior design</strong>, dimostrando come il branding e la cultura urban potessero vivere anche negli spazi più intimi della casa.</p>
<h3 data-start="6511" data-end="6554">Galerie Kreo – <em data-start="6530" data-end="6545">Efflorescence</em> (2020)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7783" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Galerie-Kreo-–-Efflorescence.jpg" alt="Galerie Kreo – Efflorescence" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Galerie-Kreo-–-Efflorescence.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Galerie-Kreo-–-Efflorescence-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Galerie-Kreo-–-Efflorescence-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Galerie-Kreo-–-Efflorescence-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Galerie-Kreo-–-Efflorescence-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="6555" data-end="6816">Per la <strong data-start="6562" data-end="6578">Galerie Kreo</strong> di Parigi, Abloh ha creato <em data-start="6606" data-end="6621">Efflorescence</em>, una collezione di venti pezzi in cemento grezzo decorati con graffiti colorati. Tavoli, specchi e consolle che sembravano provenire da un cantiere urbano, ma reinterpretati come opere d’arte.</p>
<p data-start="6818" data-end="7011">Un perfetto esempio della sua poetica: unire brutalismo architettonico e cultura street, rendendo l’arredamento <strong data-start="6930" data-end="6949">scultura urbana</strong> pronta a vivere sia in una galleria che in un appartamento.</p>
<h3 data-start="144" data-end="183">Ginori 1735 – Street Table (2021)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7781" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ginori-1735-street-table-virgil-abloh.jpg" alt="Ginori 1735 street table virgil abloh" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ginori-1735-street-table-virgil-abloh.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ginori-1735-street-table-virgil-abloh-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ginori-1735-street-table-virgil-abloh-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ginori-1735-street-table-virgil-abloh-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Ginori-1735-street-table-virgil-abloh-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="184" data-end="893">Alla <strong data-start="189" data-end="216">Milano Design Week 2021</strong>, Virgil Abloh ha firmato per <strong data-start="246" data-end="261">Ginori 1735</strong> la collezione <em data-start="276" data-end="290">Street Table</em>, reinterpretando la storica linea <em data-start="325" data-end="340">Antico Doccia</em> attraverso la sua inconfondibile estetica urban. Come raccontato da <em data-start="409" data-end="426">Living Corriere</em>, piatti piani, tazze con piattini e teiere sono stati decorati con tag, graffiti in bianco e nero e segni grafici tipici di <strong data-start="551" data-end="564">Off-White</strong>, trasformando le porcellane fiorentine in oggetti concettuali e provocatori.<br data-start="641" data-end="644" />Il risultato è un dialogo inedito tra la tradizione manifatturiera toscana e il linguaggio streetwear, capace di portare la tavola al centro di una riflessione culturale: da luogo della convivialità a palcoscenico di sperimentazione contemporanea.</p>
<h3 data-start="7371" data-end="7424">Cassina – <em data-start="7385" data-end="7406">Modular Imagination</em> (2022, postumo)</h3>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7784" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Cassina-–-Modular-Imagination.jpg" alt="Cassina – Modular Imagination" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Cassina-–-Modular-Imagination.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Cassina-–-Modular-Imagination-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Cassina-–-Modular-Imagination-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Cassina-–-Modular-Imagination-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/10/Cassina-–-Modular-Imagination-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="7425" data-end="7640">Forse la sua eredità più emblematica. Presentata da <strong data-start="7477" data-end="7488">Cassina</strong> dopo la sua morte, la collezione <em data-start="7522" data-end="7543">Modular Imagination</em> era composta da blocchi neri in poliuretano con piedini arancioni, impilabili e ricombinabili.</p>
<p data-start="7642" data-end="7910">Un progetto che non definiva un arredo, ma un <strong data-start="7688" data-end="7721">atteggiamento verso lo spazio</strong>: giocoso, modulare, aperto. L’installazione al flagship Cassina di Milano durante la Design Week, con il set total orange, è stata una delle più fotografate e discusse di quell’edizione.</p>
<h2 data-start="7917" data-end="7955">Virgil Abloh e il suo contributo nel design</h2>
<p data-start="7957" data-end="8023">Tre sono i pilastri del contributo di Abloh al design d’interni:</p>
<ol data-start="8025" data-end="8418">
<li data-start="8025" data-end="8130">
<p data-start="8028" data-end="8130"><strong data-start="8028" data-end="8045">Accessibilità</strong> – con Ikea ha mostrato che il design può essere di tutti, senza perdere intensità.</p>
</li>
<li data-start="8131" data-end="8274">
<p data-start="8134" data-end="8274"><strong data-start="8134" data-end="8162">Contaminazione culturale</strong> – con Vitra, Galerie Kreo e Ginori ha dimostrato che il design dialoga con arte, musica, moda e architettura.</p>
</li>
<li data-start="8275" data-end="8418">
<p data-start="8278" data-end="8418"><strong data-start="8278" data-end="8305">Gioco e sperimentazione</strong> – con Cassina ha ridefinito il concetto di arredo modulare, trasformandolo in un linguaggio aperto e creativo.</p>
</li>
</ol>
<p data-start="8420" data-end="8611">Ma il suo impatto non si limita alle aziende: Abloh ha <strong data-start="8475" data-end="8523">ispirato una generazione di giovani designer</strong> che oggi vedono nel design non solo una professione, ma un atto culturale e politico.</p>
<h2 data-start="8618" data-end="8674">Il futuro attraverso lo sguardo di Abloh</h2>
<p data-start="8676" data-end="8922">A distanza di anni dalla sua scomparsa, il nome di <strong data-start="8727" data-end="8743">Virgil Abloh</strong> resta un faro. I suoi progetti – da Ikea a Cassina, passando per Vitra, Ginori 1735 e Off-White Homeware – continuano a circolare nelle case, nei musei, nelle gallerie, online.</p>
<p data-start="8924" data-end="9098">La sua lezione è chiara: <strong data-start="8949" data-end="8994">il design non è mai solo forma o funzione</strong>, ma un linguaggio capace di connettere mondi diversi, riflettere sul presente e anticipare il futuro.</p>
<p data-start="9100" data-end="9266">Virgil Abloh non ha solo cambiato la moda. Ha cambiato il nostro modo di immaginare lo spazio, dimostrando che abitare significa, sempre, <strong data-start="9238" data-end="9263">raccontare una storia</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/virgil-abloh-designer/">Virgil Abloh e l’interior design: il genio che ha cambiato per sempre il nostro modo di abitare</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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