Se stai cercando i migliori divani di design 2026, probabilmente hai già visto decine di modelli “bellissimi”, ma ti manca la parte che conta: capire quale divano scegliere davvero per casa tua. Design oggi significa anche comfort, proporzioni, modularità, rivestimenti che reggono l’uso quotidiano e dettagli costruttivi che non si notano in foto.
In questa guida trovi una selezione di modelli iconici e contemporanei e, soprattutto, i criteri pratici che aiutano a scegliere: quale profondità di seduta ha senso, quando conviene un modulare, cosa cambia tra tessuto e pelle, quali misure funzionano in un soggiorno piccolo e cosa incide sul prezzo finale. L’obiettivo è semplice: arrivare a un modello che abbia stile, ma anche senso.
Cosa rende un divano davvero “di design” nel 2026
La parola “design” viene usata per tutto: basta una forma moderna o un colore di tendenza e il divano diventa “di design”. In realtà, un modello merita davvero questa definizione quando mette insieme proporzioni, comfort e costruzione in modo coerente. È ciò che fa la differenza tra un divano che regge dieci anni (anche esteticamente) e un pezzo che stanca presto o invecchia male.
Proporzioni e presenza nello spazio
Un divano di design non è solo “bello da solo”: funziona dentro una stanza. Conta la proporzione tra seduta, schienale e braccioli, l’altezza da terra, il modo in cui il volume occupa lo spazio. Nel 2026 si vedono due direzioni forti: modelli più leggeri (piedini visibili, linee pulite) e volumi più pieni, ma sempre calibrati. Se il divano “schiaccia” il living o obbliga a sacrificare passaggi e distanze, non è una scelta di progetto: è un ingombro.
Comfort progettato (non improvvisato)
Qui entra la parte meno fotogenica. Il comfort dipende da profondità di seduta, inclinazione dello schienale, densità delle imbottiture e sostegno. Un divano può essere morbido eppure scomodo, oppure sostenuto ma accogliente: la differenza è nel progetto. Prima di innamorarti del design, chiediti come lo userai: relax disteso, conversazione, film, lavoro al laptop. Sono esigenze diverse, e richiedono modelli diversi.
Modularità, configurazioni e flessibilità
Molti dei divani più interessanti del momento sono modulari: non per moda, ma per adattarsi a open space, cambi casa, famiglie che crescono. La modularità è un vantaggio se è pensata bene: elementi che si combinano senza “effetto puzzle”, angoli comodi, chaise non troppo lunga, terminali che non sembrano aggiunti. Se invece la modularità serve solo a fare composizioni enormi in showroom, a casa può diventare un problema.
Materiali e rivestimenti: estetica + vita reale
Nel 2026 il rivestimento non è solo una scelta estetica: è una scelta di manutenzione. Tessuti performanti, trame materiche, bouclé, ciniglie, pelli: ognuno ha pro e contro in base a luce, uso, animali, bambini. Un divano di design “sensato” è quello che resta bello anche dopo mesi di utilizzo, non quello perfetto solo il giorno della consegna.
Come scegliere il divano giusto (in base a spazio e stile di vita)

La scelta di un divano di design diventa semplice quando smetti di cercare “il più bello” e inizi a cercare quello giusto per il tuo uso quotidiano. Le domande utili sono sempre le stesse: quante persone lo usano davvero? Come vivi il soggiorno? Hai spazio per una chaise longue? Serve un rivestimento facile da gestire? Da qui in poi, il modello si restringe da cento opzioni a poche scelte sensate.
Se il soggiorno è piccolo: proporzioni prima di tutto
In spazi piccoli la priorità non è “rinunciare al design”, ma scegliere un modello che non appesantisca la stanza. Funzionano bene divani con volumi puliti, alzati da terra (piedini visibili) e con braccioli non troppo importanti. Attenzione alla profondità: una seduta troppo profonda può rubare spazio di passaggio e rendere il living meno vivibile. Se vuoi un effetto più accogliente senza ingombrare, spesso è più efficace lavorare su cuscini, tappeto e luce, piuttosto che aumentare le dimensioni del divano.
Se hai un open space: il divano come elemento “architettonico”
In un open space il divano non è solo seduta: è un elemento che organizza lo spazio tra living, dining e cucina. Qui i modulari hanno senso, ma solo se la composizione è leggibile e bilanciata (non un maxi blocco che taglia la stanza). Contano anche i “retro”: schienali e finiture devono essere curati, perché il divano spesso è visibile da più lati. Se vuoi una composizione con chaise longue o penisola, misura bene le distanze: un progetto riuscito lascia passaggi fluidi, non obbliga a “girare intorno” ai volumi.
Se lo usi davvero tutti i giorni: comfort e sostegno contano più dello stile
Molti divani di design sono progettati per essere belli e compatti, ma non tutti sono adatti a ore di relax. Se il divano è la tua postazione quotidiana (film, lettura, lavoro al laptop), valuta con attenzione inclinazione dello schienale, profondità seduta e sostegno lombare. Un buon test è semplice: se dopo dieci minuti senti il bisogno di cambiare posizione, probabilmente non è quello giusto. Il comfort non è “morbidezza”: è equilibrio tra accoglienza e supporto.
Famiglie e animali: rivestimenti e manutenzione prima delle tendenze
Se hai bambini o animali, il rivestimento non è un dettaglio: è la differenza tra un divano che ti rilassa e uno che ti mette ansia. Tessuti performanti, trame resistenti e soluzioni facili da pulire spesso sono più intelligenti del “tessuto perfetto” ma delicato. Anche i colori contano: tonalità troppo chiare o superfici che segnano facilmente possono diventare impegnative. In questi casi conviene scegliere un divano bello, sì, ma che non ti costringa a viverlo con la paura di rovinarlo.
Tessuto o pelle: non è solo una questione estetica
La pelle è elegante e, se di buona qualità, invecchia bene, ma richiede attenzione a graffi e calore (soprattutto con animali). Il tessuto offre più varietà e può risultare più “morbido” visivamente, ma cambia molto in base alla trama: alcune finiture sono delicatissime, altre sorprendentemente resistenti. La domanda giusta non è “cosa mi piace di più”, ma: quanto voglio che sia pratico e quanto conta per me la resa estetica.
Il punto che molti saltano: misure e distanze (quelle che fanno funzionare il progetto)
Prima di scegliere il modello, definisci almeno tre misure:
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lunghezza massima del divano in base alla parete / area living
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profondità sostenibile senza sacrificare passaggi
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distanza dal tavolino e dalla TV (se presenti)
Sono dettagli semplici, ma evitano l’errore più comune: comprare un divano perfetto in showroom e “sbagliato” in casa.
I migliori modelli di divani di design 2026
Qui sotto trovi una selezione di modelli (non una classifica di marche): icone che hanno segnato il progetto del living e divani contemporanei che interpretano bene il 2026, soprattutto per proporzioni, comfort e configurabilità. L’idea è semplice: darti esempi concreti da confrontare, così puoi capire che tipo di seduta stai cercando (più profonda o più composta), se ti serve un modulare e quali dettagli fanno davvero la differenza nella vita reale.
David (BertO)

David di BertO è un modello contemporaneo pensato per chi vuole un divano “pulito” nelle linee, ma molto flessibile sul progetto: nella versione lineare è proposto in tre misure standard (237 / 267 / 307 cm) e può essere sviluppato in configurazioni su misura grazie a 24 moduli. L’impostazione è moderna, con struttura visivamente leggera: il corpo del divano appare rialzato e i piedini ellittici nascosti creano un effetto sospeso che funziona bene anche in ambienti non enormi, perché non appesantisce.
Sul comfort, le schede lo descrivono con una seduta da 42 cm e profondità seduta 56 cm (dato utile se stai confrontando modelli “compatti” vs “profondi”). Un dettaglio interessante, molto 2026, è l’integrazione “discreta” della tecnologia: il bracciolo può includere USB-C integrata e, nella versione con vassoio in rovere, anche ricarica wireless. Per chi tiene alla manutenzione: nelle schede è indicato come completamente sfoderabile (a seconda della versione tessuto/pelle).
Da segnalare anche un elemento di riconoscimento: David ha vinto gli Archiproducts Design Awards, un premio che ne conferma la rilevanza nel panorama del design contemporaneo.
Camaleonda (B&B Italia)

Camaleonda è uno di quei divani che nel 2026 non è “tornato di moda”: è tornato utile. Nato dal progetto di Mario Bellini (1970), è un sistema modulare costruito attorno a un modulo seduta 90×90 cm, con schienali e braccioli componibili e il capitonné ottenuto tramite un sistema di cavi, ganci e anelli che ne definisce proprio la componibilità.
È un modello da scegliere quando vuoi un divano protagonista e flessibile, capace di cambiare composizione senza perdere identità. Funziona particolarmente bene in living ampi o in open space dove la modularità serve davvero (non solo per fare scena).
Groundpiece (Flexform)

Groundpiece è un riferimento contemporaneo perché ha cambiato l’idea stessa di divano “da salotto”: Flexform lo descrive come un modello basso e profondo, pensato per una seduta più rilassata e informale.
È disegnato da Antonio Citterio e viene spesso citato come best-seller della collezione (con grande attenzione alla dimensione comfort, anche grazie ai cuscini in piuma).
È la scelta giusta se il tuo living è vissuto davvero e vuoi un divano che regga film, lettura, conversazioni lunghe: un “contemporaneo stabile”, più che un pezzo da trend.
Togo (Ligne Roset)

Togo è l’icona della seduta “morbida”, senza struttura visibile: un divano basso, tutto gioco di volumi e imbottiture, pensato per una postura libera. È stato disegnato da Michel Ducaroy e Ligne Roset lo colloca come progetto del 1973, diventato nel tempo un classico contemporaneo.
È perfetto se vuoi un living informale e sensoriale (molto lounge), oppure come secondo divano in una zona relax. Meno adatto se cerchi una seduta composta e “alta”: Togo è un invito a cambiare posizione, non a stare seduti dritti.
Maralunga (Cassina)
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Maralunga è un caso raro: un’icona che resta attuale perché nasce da un’idea funzionale, non da una forma. Cassina sottolinea l’innovazione del poggiatesta regolabile e l’identità del progetto firmato da Vico Magistretti.
È un modello da considerare se vuoi un divano elegante ma realmente comodo, capace di passare da una seduta più composta a una più rilassata. Nel 2026 funziona proprio per questo: è un “classico pratico”, che non dipende da tendenze o colori dell’anno.
Harold (Meridiani)

Harold è un sistema di sedute pensato per chi vuole un divano contemporaneo ma molto “da progetto”: non è solo un lineare, perché nasce come collezione componibile con elementi lineari, curvi e anche asimmetrici, adatta sia a interni residenziali sia a spazi contract. La cifra stilistica è rigorosa, ma ammorbidita da una leggera stondatura che evita l’effetto troppo tecnico. Il punto forte, nel 2026, è la personalizzazione: Harold permette di lavorare su diverse profondità di seduta e sulla scelta dei braccioli, quindi puoi costruire un assetto più composto o più lounge senza cambiare linguaggio estetico. È disponibile anche in versione con imbottitura Supersoft e, nelle configurazioni modulari, viene indicato come sfoderabile (con differenze tra rivestimento tessile e pelle a seconda delle versioni).
Tufty-Time (B&B Italia)

Tufty-Time è uno dei modulari più interessanti per chi vive l’open space in modo libero: B&B Italia descrive un sistema che parte da un pouf come elemento base, poi si completa con moduli centrali, angolari e terminali, fino a configurazioni con chaise longue, angoli e elementi a isola per una seduta a 360°.
È un modello che ha senso quando vuoi un divano contemporaneo, informale, molto configurabile, ma con un’estetica riconoscibile e non “da componibile generico”.
LC2 / 2 Fauteuil Grand Confort, petit modèle (Cassina)

LC2 è un archetipo modernista: Cassina lo presenta come derivazione dell’iconico 2 Fauteuil Grand Confort, petit modèle, firmato da Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Charlotte Perriand, con struttura in tubolare d’acciaio e cuscini indipendenti dalla gabbia metallica.
È un modello da inserire in lista quando vuoi un’icona “dichiarata”, più architettonica che lounge. Funziona bene in studi, living puliti, progetti dove il divano è anche un segno culturale, non solo comfort.
DS-600 “Snake / Non Stop” (de Sede)

DS-600 è la definizione di modularità scultorea: de Sede lo presenta come sistema lanciato nel 1972, composto da elementi singoli aggiungibili, collegati tra loro per creare composizioni libere (da lineari a serpentine molto lunghe).
È un modello che nel 2026 torna spesso nei grandi open space e nei progetti scenografici, perché “costruisce” lo spazio. Non è la scelta più furba per ambienti piccoli: qui la modularità è potente, ma richiede metratura e respiro.
Charles (B&B Italia)

Charles è uno dei contemporanei più solidi da inserire in una lista 2026: B&B Italia lo descrive come un divano dall’immagine leggera, riconoscibile per i piedini a “L” rovesciata in alluminio e per un disegno essenziale che lo rende molto attuale anche dopo anni. Viene attribuito al progetto di Antonio Citterio (1997) in molte schede di settore.
È un modello “da progetto” che funziona bene in soggiorni medi e grandi, soprattutto se vuoi un divano elegante, non ingombrante e facilmente abbinabile.
Le Bambole (B&B Italia)

Le Bambole è un’icona del design italiano e B&B Italia la inquadra chiaramente: progetto originale del 1972, premiato con il Compasso d’Oro nel 1979.
È un divano che nel 2026 ha senso se cerchi morbidezza e un’estetica “piena”, molto tattile, più emotiva che geometrica. Perfetto in progetti dove la seduta deve essere accogliente e riconoscibile, e dove la forma stessa diventa parte del linguaggio dell’interno.
Lifesteel (Flexform)

Lifesteel è un contemporaneo elegante e tecnico: Flexform lo descrive per la struttura rivestita in cuoio che accoglie i cuscini in piuma (con inserto interno) e per un’immagine leggera ma precisa.
In diverse schede di settore è indicato come progetto di Antonio Citterio, coerente con il linguaggio Flexform di comfort misurato e dettagli di alta qualità.
È un modello adatto se vuoi un divano raffinato, con dettagli materici (coulisse in cuoio) e un profilo contemporaneo che non “urla”.
Tabella comparativa dei modelli: tipologia e contesto d’uso
| Modello | Brand | Tipologia | Ideale per | Nota utile |
|---|---|---|---|---|
| David | BertO | Modulare / componibile | Living contemporanei, progetti su misura | Tecnologia integrabile (USB-C / wireless in alcune versioni) |
| Camaleonda | B&B Italia | Modulare / iconico | Open space ampi, divano protagonista | Modularità storica, composizioni scenografiche |
| Groundpiece | Flexform | Lineare / lounge | Comfort quotidiano, sedute profonde | Profilo “basso e profondo” |
| Togo | Ligne Roset | Iconico / lounge | Zona relax, living informali | Seduta bassa e morbida, postura libera |
| Maralunga | Cassina | Iconico / classico contemporaneo | Eleganza + comfort, uso trasversale | Poggiatesta regolabile, comfort “intelligente” |
| Tufty-Time | B&B Italia | Modulare / informale | Open space, composizioni a isola | Sistema basato su pouf + moduli, seduta a 360° |
| LC2 | Cassina | Iconico / architettonico | Studi, living composti | Icona modernista, seduta più composta |
| DS-600 | de Sede | Modulare / scultoreo | Grandi spazi, set-up scenografici | Composizioni serpentine, altamente modulare |
| Charles | B&B Italia | Lineare / contemporaneo | Living eleganti, proporzioni leggere | Segno distintivo dei piedini a “L” rovesciata |
| Le Bambole | B&B Italia | Iconico / morbido | Atmosfere accoglienti | Volumi pieni, seduta “soft” |
| Lifesteel | Flexform | Lineare / contemporaneo | Interni raffinati | Dettagli materici (struttura con cuoio) |
| Harold | Meridiani | Modulare / architettonico | Progetti sartoriali, residenziale/contract | Elementi lineari/curvi, personalizzazione alta |
Quanto costa un divano di design nel 2026: da cosa dipende davvero
Quando si parla di “divano di design”, il prezzo non dipende solo dalla marca: dipende soprattutto da dimensioni, configurazione e materiali. È il motivo per cui due divani apparentemente simili, visti in foto, possono avere preventivi molto diversi. Capire cosa incide davvero ti aiuta a leggere meglio le proposte, a evitare confronti falsati e a decidere dove vale la pena investire.
1) Lineare o modulare: la configurazione cambia tutto
Un divano lineare ha un costo più prevedibile: scegli misura, rivestimento e finiture. Un modulare, invece, cresce per somma di elementi (centrali, terminali, angoli, chaise, pouf): la libertà compositiva è un vantaggio reale, ma può far salire molto il budget se la composizione è ampia o complessa. In generale, se stai valutando un modulare, la domanda giusta non è “quanto costa il divano”, ma quanto costa la composizione che mi serve.
2) Rivestimenti: non è solo estetica
Tessuto e pelle non sono alternative equivalenti. Alcuni tessuti performanti (resistenti a usura, macchie, pilling) incidono sul costo quanto e più di rivestimenti “decorativi”, perché lavorano su durata e manutenzione. La pelle può far salire il preventivo in modo significativo, soprattutto quando è richiesta uniformità di resa e qualità elevata su grandi superfici. In pratica: il rivestimento è una delle prime voci che sposta davvero il prezzo, più del colore o della texture.
3) Comfort e imbottiture: ciò che non si vede pesa
Due divani possono sembrare uguali, ma cambiare completamente per seduta e durata nel tempo. Densità e stratificazione delle imbottiture, presenza di materiali più performanti, qualità dei cuscini e della struttura interna incidono sia sul comfort sia sulla capacità del divano di “tenere” negli anni. Se l’uso quotidiano è intenso, questa è una delle aree in cui ha senso investire: è qui che un divano di qualità si distingue davvero.
4) Dettagli costruttivi e finiture
Piedini, cuciture, lavorazioni, braccioli speciali, elementi accessori: sono dettagli che spesso sembrano marginali, ma incidono su produzione e complessità. Vale anche per alcuni modelli contemporanei con funzioni integrate (ad esempio accessori o elementi tecnici): sono scelte che migliorano l’esperienza d’uso, ma aumentano inevitabilmente il costo della configurazione.
5) Dimensioni reali e “scala” del progetto
Il prezzo di un divano cresce in modo molto concreto con la scala: lunghezze importanti, sedute profonde, composizioni a isola o a U aumentano materiali, struttura e rivestimenti. Per questo è utile definire prima la misura “sensata” per il tuo soggiorno: spesso un modello leggermente più compatto, ben proporzionato, funziona meglio nello spazio e mantiene più controllabile il budget.
Come leggere un preventivo senza farsi ingannare
Se vuoi confrontare due proposte in modo serio, chiedi sempre che il preventivo sia chiaro su:
-
configurazione (elementi inclusi, misure, accessori)
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rivestimento e categoria del tessuto/pelle
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cuscini e imbottiture (almeno a livello di specifica)
-
eventuale sfoderabilità e manutenzione
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tempi e condizioni di consegna/assistenza
Il punto non è trovare “il divano più economico”, ma capire cosa stai pagando: nel design, spesso la differenza è nella costruzione, non nell’immagine.
Domande frequenti sui divani di design
Qual è la differenza tra un divano moderno e un divano di design?
Un divano moderno descrive soprattutto uno stile (linee pulite, volumi contemporanei). Un divano di design, invece, è un progetto riconoscibile anche nella costruzione: proporzioni studiate, comfort coerente, qualità dei materiali e un linguaggio formale che regge nel tempo. In pratica: moderno può essere “tendenza”, design dovrebbe essere “scelta di progetto”.
Meglio un divano modulare o un divano lineare?
Dipende dallo spazio e da come vivi il soggiorno. Il lineare è più semplice da gestire e spesso più prevedibile come ingombri e budget. Il modulare ha senso se vuoi costruire una composizione su misura (open space, chaise, isola) o se pensi che la casa possa cambiare: ma va progettato bene, altrimenti rischi volumi eccessivi o elementi poco comodi.
Meglio tessuto o pelle per un divano di design?
La pelle è elegante e, se di qualità, invecchia bene, ma può essere più delicata con graffi e calore (soprattutto con animali). Il tessuto offre più varietà e spesso è più “morbido” visivamente; la differenza la fa la trama e la performance (resistenza, pulizia, pilling). La scelta migliore è quella coerente con uso reale, luce della stanza e manutenzione che sei disposto a fare.
Come capire se un divano è davvero di qualità (non solo bello)?
Oltre all’estetica, valuta comfort e costruzione: seduta e schienale devono sostenere senza “cedere” subito, le cuciture devono essere regolari, i cuscini ben strutturati e la struttura non deve dare sensazioni di instabilità. Se possibile, chiedi informazioni su materiali delle imbottiture e sfoderabilità: sono elementi che incidono sulla durata più di qualsiasi dettaglio decorativo.
Quanto bisogna pagare per un divano di design che duri nel tempo?
Non esiste una cifra universale, perché il prezzo dipende da dimensioni, rivestimenti e configurazione (lineare o modulare). L’indicazione più utile è questa: per un divano che duri, è meglio investire su costruzione e materiali (struttura, imbottiture, rivestimento, meccanica) e non solo sul “nome”. Quando il preventivo sale per pelle di qualità, tessuti performanti, composizioni modulari e dettagli costruttivi, spesso stai pagando proprio ciò che determina la durata. Se invece il prezzo cresce solo per l’immagine, senza specifiche chiare, è un segnale da verificare meglio.




