Come nascondere lavatrice e asciugatrice quando non c’è spazio per una vera lavanderia? È una domanda concreta, quotidiana, che riguarda moltissime abitazioni contemporanee. Non tutti, infatti, hanno la possibilità di dedicare una stanza o un angolo specifico alla lavanderia: metrature ridotte, layout complessi e priorità diverse impongono spesso soluzioni più intelligenti che strutturali.
In questi casi, il progetto non passa dalla creazione di un locale ad hoc, ma da una serie di scelte mirate e piccoli accorgimenti capaci di far convivere funzione ed estetica. È qui che entrano in gioco i cosiddetti “trucchetti” del progetto: integrazioni su misura, volumi mimetizzati, arredi che assorbono la funzione tecnica senza dichiararla.
I progettisti d’interni, da anni, lavorano proprio su questo equilibrio. Prima ancora di pensare a dove collocare lavatrice e asciugatrice, valutano ingombri, prestazioni e silenziosità degli elettrodomestici – spesso partendo dalla scelta delle migliori marche lavatrici – per poi costruire attorno una soluzione coerente con lo spazio e lo stile della casa.
Da queste esigenze reali nascono le 7 idee che architetti e interior designer utilizzano più spesso per nascondere lavatrice e asciugatrice con eleganza, anche quando lo spazio è poco e la lavanderia, semplicemente, non c’è.
Idea 1: Nasconderle dentro un armadio (anche quando sembra impossibile)

Quando non c’è spazio per una lavanderia vera e propria, l’armadio diventa la soluzione più intelligente e trasversale. È uno dei trucchetti più usati dai progettisti perché permette di assorbire la funzione tecnica senza introdurre nuovi volumi “dichiarati”.
Lavatrice e asciugatrice vengono inserite in una colonna a tutta altezza, chiusa da ante che, dall’esterno, si leggono come un normale armadio o come una parte continua della parete.
Un esempio reale usato nei progetti
Qui non parliamo di soluzioni teoriche, ma di sistemi realmente utilizzati nei progetti residenziali:
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Rimadesio – Cover
Sistema di armadi di design con ante complanari, molto usato per nascondere volumi tecnici in ambienti living, corridoi o zone notte. Non nasce come “armadio lavanderia”, ma proprio per questo è apprezzato dai progettisti: fa sparire la funzione, lasciando solo il volume architettonico. -
Lema – Armadio al Centimetro
Soluzione su misura che permette di progettare internamente la colonna lavanderia (elettrodomestici, ripiani, vani tecnici) mantenendo all’esterno un linguaggio coerente con il resto della casa.
Il trucco da progettista
In questi casi il progetto parte sempre da:
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Misure reali degli elettrodomestici
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Studio di ventilazione e aperture
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Scelta di modelli stabili e silenziosi – motivo per cui spesso si parte dalle migliori marche lavatrici prima ancora di disegnare l’armadio
Solo dopo si definiscono ante, materiali e finiture.
Perché funziona così bene: Perché l’armadio è un elemento “accettato” in qualsiasi ambiente. Se ben progettato, nessuno percepisce che dietro quelle ante c’è una lavanderia.
Idea 2: Nasconderle dietro una nicchia architettonica con pannelli scorrevoli

Quando l’armadio non c’è – o non si vuole introdurre un volume “arredato” – i progettisti lavorano sull’architettura dello spazio. È qui che entra in gioco la nicchia tecnica, una rientranza studiata ad hoc che accoglie lavatrice e asciugatrice e che, una volta chiusa, scompare nella parete.
Non è una soluzione decorativa, ma un trucco progettuale: la funzione resta, la vista no.
Come funziona davvero
La nicchia viene ricavata:
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in un bagno
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in un corridoio
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lungo una parete cieca
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in prossimità della cucina o della zona notte
La chiusura avviene tramite pannelli scorrevoli o a tutta altezza, spesso trattati come superfici murarie: stesso colore, stessa finitura, stessa lettura visiva.
Sistemi reali usati dai progettisti
Qui non parliamo di “lavanderie di catalogo”, ma di sistemi di pannellatura realmente esistenti, adattati a uso tecnico:
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Rimadesio – Velaria / Sail
Pannelli scorrevoli e sistemi a scomparsa usati per creare pareti continue. Perfetti per nascondere una nicchia tecnica senza interrompere il ritmo architettonico. -
Porro – Glide
Sistema di ante scorrevoli minimal, molto usato nei progetti residenziali contemporanei per chiudere rientranze e vani tecnici. -
Lualdi – Koan / L7
Porte e pannelli filomuro che permettono di trattare la lavanderia come una vera “porta invisibile”.
Importante: non sono prodotti nati come lavanderia, ma è proprio questo il punto. I progettisti li scelgono per far sparire la funzione, non per dichiararla.
Il trucco da progettista
Chi usa questa soluzione presta attenzione a tre aspetti fondamentali:
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Allineamenti perfetti: il pannello deve leggere come una parete, non come un mobile
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Apertura fluida: meglio scorrevoli quando lo spazio è poco
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Elettrodomestici affidabili e silenziosi: ancora una volta, la scelta delle migliori marche lavatrici incide sulla riuscita del progetto, soprattutto in zone di passaggio o vicino alla zona notte
Quando è la scelta giusta
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Se vuoi zero impatto visivo
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Se la casa ha un linguaggio minimale o architettonico
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Se preferisci lavorare per sottrazione, non per aggiunta di arredi
Errore da evitare: Pensare alla nicchia come a un semplice “buco nel muro”. Senza uno studio di profondità, ventilazione e accessi, il risultato rischia di essere scomodo o poco durevole.
Idea 3: Integrarle nel bagno facendole sembrare parte dell’arredo

Quando non c’è spazio altrove, il bagno diventa il luogo più logico per accogliere lavatrice e asciugatrice. Il punto, però, è non farle sembrare “ospiti tollerate”, ma elementi perfettamente integrati nel progetto.
I progettisti lo fanno lavorando su colonne e sistemi modulari che assorbono la funzione tecnica e la restituiscono sotto forma di arredo coerente con il linguaggio del bagno.
Come funziona davvero
Lavatrice e asciugatrice vengono inserite:
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in colonne a tutta altezza
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dietro ante coordinate a mobili lavabo e pensili
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spesso con un modulo superiore per contenimento o biancheria
Il risultato è un bagno ordinato, continuo, dove l’occhio legge volumi, non elettrodomestici.
Modelli e sistemi realmente esistenti
Qui esistono collezioni nate proprio per questo uso, non adattamenti forzati:
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Arbi Arredobagno – Laundry Collection
Una delle linee più complete sul mercato: colonne lavanderia, basi e pensili progettati per ospitare lavatrice e asciugatrice con ante dedicate, finiture coordinate e proporzioni corrette. -
Cerasa – CartaBianca / Segno
Sistemi bagno modulari molto usati nei progetti residenziali contemporanei. Le colonne tecniche permettono di integrare elettrodomestici mantenendo un’estetica pulita e architettonica. -
Scavolini – Laundry Space
Un programma trasversale bagno–lavanderia pensato proprio per chi non ha una stanza dedicata ma vuole una soluzione ordinata e progettata.
Il trucco da progettista
Integrare la lavanderia in bagno funziona solo se:
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Le finiture sono le stesse del resto dell’arredo (niente “stacchi” visivi)
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Le ante nascondono completamente gli elettrodomestici
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Si scelgono modelli stabili e silenziosi, motivo per cui nei progetti più curati si parte spesso dalla selezione delle migliori marche lavatrici, soprattutto quando il bagno è vicino alla zona notte
Quando è la scelta giusta
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Se il bagno è di servizio o sufficientemente ampio
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Se vuoi una soluzione pratica ma ordinata
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Se preferisci avere tutto concentrato in un unico ambiente tecnico
Errore da evitare: Inserire lavatrice e asciugatrice “a vista” senza un disegno coerente: il bagno perde immediatamente equilibrio e valore percettivo.
Idea 4: Nasconderle in cucina (senza farle sembrare fuori posto)

Quando lo spazio è poco, la cucina diventa spesso l’unico ambiente realmente progettato della casa. Ed è proprio per questo che molti progettisti scelgono di assorbire qui anche la funzione lavanderia, a patto di farlo con metodo e senza compromessi estetici.
Lavatrice e asciugatrice non vengono “aggiunte”, ma integrate nel sistema cucina, dietro le stesse ante, con le stesse finiture e la stessa grammatica compositiva.
Come funziona davvero
Le soluzioni più riuscite prevedono:
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colonne a tutta altezza dedicate
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ante identiche a quelle della cucina
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posizionamento in zone meno operative (fine composizione, colonne laterali)
In questo modo l’elettrodomestico scompare e la cucina resta leggibile come un insieme coerente.
Modelli e sistemi realmente esistenti
Qui il vantaggio è che molti brand cucina hanno già previsto moduli compatibili con lavatrice e asciugatrice:
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Ernestomeda – Icon / Soul
Sistemi cucina evoluti che consentono l’integrazione di colonne tecniche. Nei progetti urbani, lavatrice e asciugatrice vengono spesso inserite in continuità con dispensa e forni. -
Scavolini – Diesel Open Workshop / Formalia
Programmi cucina molto flessibili, usati anche per integrare la lavanderia dietro ante coordinate, soprattutto negli open space. -
Lube – Immagina / Clover
Soluzioni più accessibili ma progettualmente corrette, spesso scelte quando la cucina è l’unico spazio disponibile.
Il trucco da progettista
In cucina questa soluzione funziona solo se:
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Gli elettrodomestici sono silenziosi (fondamentale in open space)
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È prevista una corretta aerazione dei vani
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Le colonne non interrompono il ritmo visivo della composizione
Anche qui, non a caso, la scelta parte spesso dalle migliori marche lavatrici, soprattutto per vibrazioni e affidabilità nel tempo.
Quando è la scelta giusta
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In appartamenti urbani o monolocali
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Quando non esiste un bagno di servizio
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Se la cucina è già progettata come spazio multifunzione
Errore da evitare: Inserire lavatrice e asciugatrice vicino alle zone di cottura o lavaggio senza un progetto preciso: la cucina perde equilibrio e funzionalità.
Idea 5: Nasconderle con pannelli leggeri, tende tecniche o sistemi reversibili

Non tutte le case consentono interventi strutturali. In affitto, in seconde case o in progetti temporanei, i progettisti ricorrono a soluzioni leggere e reversibili che permettono di nascondere lavatrice e asciugatrice senza opere murarie e senza vincoli definitivi.
Qui il progetto non lavora sul volume, ma sulla percezione visiva: separare, schermare, ammorbidire.
Come funziona davvero
Le soluzioni più efficaci prevedono:
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tende tecniche o tessili su binari a soffitto
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pannelli scorrevoli leggeri (laminati, MDF, tessuto)
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sistemi facilmente removibili
L’obiettivo non è far “sparire” completamente la funzione, ma ridurne l’impatto visivo, rendendola coerente con lo spazio.
Sistemi e modelli realmente esistenti
Anche in questo caso si utilizzano prodotti nati per altri usi, reinterpretati in chiave lavanderia:
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IKEA – VIDGA
Sistema di binari per tende a soffitto o parete, molto usato dai progettisti per creare quinte leggere davanti a nicchie tecniche o angoli lavanderia. -
Silent Gliss – Serie 3840 / 5100
Binari professionali, spesso scelti in progetti curati per tende tecniche su misura, anche in ambienti bagno. -
Doimo Cityline – Pannelli scorrevoli
Sistemi di pannellatura leggera utilizzati per chiudere vani tecnici senza costruire armadi.
Il trucco da progettista
Questa soluzione funziona se:
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Il tessuto o il pannello dialoga con il resto dell’ambiente
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L’apertura è fluida e silenziosa
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Dietro c’è comunque ordine e coerenza (niente cavi o tubi a vista)
Anche qui, scegliere elettrodomestici affidabili e compatti – spesso partendo dalle migliori marche lavatrici – aiuta a mantenere un risultato pulito e duraturo.
Quando è la scelta giusta
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In case in affitto
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In ambienti piccoli o irregolari
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Quando serve una soluzione non definitiva ma elegante
Errore da evitare: Usare tende improvvisate o troppo decorative: l’effetto “copertura d’emergenza” è immediato e abbassa il valore percepito dello spazio.
Idea 6: Mimetizzarle nella parete con pannelli filomuro o superfici coordinate

Questa è una delle soluzioni più sofisticate dal punto di vista progettuale. Lavatrice e asciugatrice non vengono semplicemente nascoste, ma assorbite dalla parete, diventando parte integrante dell’architettura dell’interno.
Il principio è chiaro: la parete deve continuare, senza dichiarare cosa c’è dietro.
Come funziona davvero
Il vano lavanderia viene:
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ricavato all’interno dello spessore murario o in una rientranza
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chiuso con pannelli o porte filomuro
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trattato con la stessa finitura della parete (intonaco, boiserie, laccato opaco)
Quando il pannello è chiuso, l’occhio non percepisce né un mobile né un vano tecnico.
Sistemi e modelli realmente esistenti
Qui entrano in gioco brand specializzati in sistemi architettonici, spesso usati nei progetti di livello medio-alto:
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Lualdi – L7 / Koan
Porte e pannelli filomuro tra i più utilizzati nei progetti residenziali contemporanei. Perfetti per nascondere vani tecnici come la lavanderia mantenendo una continuità totale con la parete. -
Rimadesio – Velaria
Sistema di pannelli scorrevoli architettonici che consente di creare vere e proprie pareti mobili. Spesso usato per chiudere lavanderie nascoste in corridoi o zone di passaggio. -
Eclisse – Syntesis Line
Controtelai filomuro che permettono di inserire una porta invisibile davanti a una nicchia lavanderia, soluzione molto diffusa nei progetti contemporanei.
Il trucco da progettista
Questa idea funziona solo se:
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Il pannello è perfettamente allineato alla parete (nessuna fuga evidente)
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La finitura è identica o volutamente neutra
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Dietro c’è un progetto tecnico serio (aerazione, accessibilità, vibrazioni)
Proprio per questo, in questi casi si parte quasi sempre dalla scelta delle migliori marche lavatrici, più stabili e silenziose, perché qui la lavanderia spesso confina con zone nobili della casa.
Quando è la scelta giusta
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In case dallo stile minimal o architettonico
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Quando si vuole zero impatto visivo
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Nei progetti in cui l’interior dialoga con l’architettura
Errore da evitare: Usare pannelli “simil-filomuro” mal allineati o con maniglie evidenti: l’effetto è l’opposto della discrezione che si vuole ottenere.
Idea 7: Sfruttare spazi insospettabili (ingressi, disimpegni, sottoscala)

Quando non c’è spazio per una lavanderia e nemmeno per un vero armadio dedicato, i progettisti fanno quello che sanno fare meglio: guardano dove normalmente non guarda nessuno.
Ingressi, corridoi, disimpegni, sottoscala o pareti di passaggio diventano così volumi tecnici mimetizzati, capaci di accogliere lavatrice e asciugatrice senza stravolgere la casa.
È una soluzione molto più diffusa di quanto si pensi, soprattutto negli appartamenti cittadini e nelle ristrutturazioni intelligenti.
Come funziona davvero
Lavatrice e asciugatrice vengono inserite in:
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nicchie lungo il corridoio
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volumi contenitivi all’ingresso
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sottoscala chiusi da ante
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pareti “di servizio” che non hanno una funzione primaria
La chiave è che questi spazi esistono già, ma vengono ripensati.
Modelli e sistemi realmente utilizzati
Qui entrano in gioco soluzioni flessibili, spesso modulari, pensate proprio per adattarsi a spazi irregolari:
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Scavolini – Laundry Space
Programma modulare pensato per creare micro-lavanderie anche in spazi di passaggio. Molto usato in ingressi e disimpegni grazie alla possibilità di chiudere tutto con ante coordinate. -
Arbi Arredobagno – Laundry Collection
Le colonne e i moduli lavanderia Arbi vengono spesso usati anche fuori dal bagno, proprio per la loro capacità di adattarsi a spazi stretti o non convenzionali. -
IKEA – PLATSA
Sistema modulare molto flessibile, spesso scelto (anche dai progettisti) per sottoscala e ingressi, grazie alle profondità ridotte e alla componibilità. Non nasce come soluzione “di design”, ma se ben progettato può funzionare molto bene.
Il trucco da progettista
Questa idea riesce quando:
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Il volume è pensato come arredo, non come rattoppo
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Le ante sono coordinate a pareti o pavimenti
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Gli elettrodomestici sono compatti, affidabili e poco rumorosi
Anche qui, non a caso, la scelta parte spesso dalle migliori marche lavatrici, soprattutto quando la lavanderia è vicino all’ingresso o alla zona giorno.
Quando è la scelta giusta
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Se ogni metro quadrato conta
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Se hai un ingresso o un corridoio “inutile”
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Se vuoi una soluzione invisibile ma estremamente funzionale
Errore da evitare: Usare questi spazi come semplici “ripostigli tecnici”: senza un disegno preciso, diventano disordinati e visivamente pesanti.
Domande frequenti su come nascondere lavatrice e asciugatrice
È possibile nascondere lavatrice e asciugatrice in una casa piccola?
Sì, ed è una delle situazioni più comuni. Quando non c’è spazio per una lavanderia dedicata, lavatrice e asciugatrice vengono integrate in armadi, nicchie, colonne bagno o persino in cucina. La chiave è scegliere elettrodomestici adatti e costruire attorno una soluzione su misura, senza improvvisazioni.
Dove è meglio mettere la lavatrice se non ho la lavanderia?
Dipende dalla casa, ma le soluzioni più frequenti sono:
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bagno (soprattutto di servizio)
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cucina, dietro ante coordinate
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corridoio o ingresso, all’interno di un armadio
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nicchie o spazi di passaggio
In tutti i casi, è fondamentale valutare ingombri, ventilazione e silenziosità.
Posso mettere lavatrice e asciugatrice dentro un armadio?
Sì, ed è una delle soluzioni più usate dai progettisti. L’importante è che l’armadio sia progettato per questo scopo: profondità corretta, aperture adeguate, aerazione e struttura solida. Per questo si parte spesso dalla scelta delle migliori marche lavatrici, più stabili e affidabili nel tempo.
Lavatrice e asciugatrice in cucina sono una buona idea?
Possono esserlo, soprattutto negli appartamenti urbani. Se integrate correttamente in colonne o moduli chiusi, non compromettono l’estetica della cucina. È però essenziale scegliere modelli silenziosi e prevedere una buona ventilazione dei vani.
Come nascondere la lavatrice senza fare lavori murari?
In assenza di ristrutturazione, si possono usare:
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armadi modulari
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pannelli scorrevoli leggeri
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tende tecniche su binari
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sistemi reversibili
Sono soluzioni ideali in affitto o in case dove non si vogliono interventi strutturali.
Meglio scegliere prima l’arredo o gli elettrodomestici?
Sempre prima gli elettrodomestici. Dimensioni reali, vibrazioni, rumorosità e affidabilità incidono direttamente sul tipo di soluzione possibile. Nei progetti più curati si parte dalla selezione delle migliori marche lavatrici, e solo dopo si disegna l’involucro che le contiene.
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