Cattelan Italia: storia, stile e pezzi iconici del living contemporaneo

Cattelan Italia: storia, stile e pezzi iconici del living contemporaneo

Nel design Made in Italy, Cattelan Italia è uno di quei nomi che ricorrono con naturalezza quando si parla di living contemporaneo — accanto ai grandi marchi italiani che hanno costruito un immaginario riconoscibile nel mondo. Nata nel 1979 dall’incontro tra Giorgio e Silvia Cattelan, l’azienda cresce rapidamente sui mercati esteri e nel 1982 realizza a Carré (Vicenza) il primo stabilimento, trasformando l’intuizione iniziale in una struttura industriale capace di scalare senza perdere controllo sul prodotto.

Oggi il marchio è presente in oltre 140 Paesi e il suo profilo è quello di una realtà internazionale, con un business che nel 2024 risulta attorno ai 101,6 milioni di euro di fatturato.

La cifra stilistica si legge nei codici che tornano: metallo come disegno strutturale, vetro e cristallo come profondità, ceramiche e finiture effetto pietra come materia scenica. Non a caso, la collezione si muove come un sistema completo — tavoli, sedie, letti, madie, librerie, illuminazione e complementi — costruito per dare continuità visiva agli ambienti, dalla zona giorno ai dettagli.

Storia: quando l’intuizione diventa azienda (1979–oggi)

Cattelan Italia storia

Le radici di Cattelan Italia hanno una traiettoria chiara: famiglia, materia, manifattura. Giorgio Cattelan cresce nella bottega del padre, respirando legno e mestiere; Silvia porta ordine, cultura, capacità di tenere insieme visione e organizzazione. Nel 1979 quell’equilibrio diventa impresa: nasce il brand, con una vocazione che fin da subito guarda oltre il mercato locale.

All’inizio sono tavoli in marmo e cristallo: oggetti che mettono subito al centro la “presenza” dei materiali, lavorati con tecniche dichiaratamente contemporanee per l’epoca e con un’impronta stilistica riconoscibile. L’export accelera presto e nel 1982 arriva il primo stabilimento a Carré, nel distretto vicentino: un passaggio che segna la trasformazione da laboratorio a struttura industriale capace di crescere senza perdere il controllo sul prodotto.

Da lì in avanti, l’espansione internazionale si costruisce come si costruisce un’identità forte: presenza nei migliori showroom, fiere, pubblicazioni di settore, e una collezione che nel tempo smette di essere “solo” serie di pezzi e diventa un linguaggio completo per la zona living. La seconda generazione entra in azienda con Paolo e Lorenzo; nel 2011 arriva anche l’acquisizione di Arketipo a Firenze per presidiare il mondo degli imbottiti; nel 2012 lo showroom di Carré viene ripensato come spazio scenografico; dal 2014 Paolo guida il brand.

Oggi Cattelan Italia si muove su scala globale, con una distribuzione capillare (oltre 140 Paesi) e con una logica “total look” che permette di progettare un ambiente completo, coerente nelle finiture e nei rimandi tra forme, superfici e dettagli.

La svolta Keramik: quando la materia diventa firma

Cattelan Italia KERAMIK

Ci sono momenti in cui un marchio trova un materiale e quel materiale, più che una finitura, diventa un’identità. Per Cattelan Italia quel passaggio coincide con la collezione Keramik: la ricerca di una superficie al tempo stesso funzionale e scenografica porta a un’estetica nuova, più materica, più “architettonica”, capace di far convivere quotidianità e impatto visivo.

Dentro questa svolta c’è un nome che torna spesso perché ha funzionato come punto di svolta: Skorpio Keramik, indicato dal brand come modello simbolo della collezione e icona stilistica. Il motivo è interessante anche per chi progetta: un tavolo non è più solo un piano con gambe, ma un oggetto che regge lo spazio, lo struttura, lo “firma”. La ceramica, con le sue vibrazioni e la sua profondità, aiuta a dare al living un centro autorevole senza cadere nella retorica del lusso.

Lo stile Cattelan Italia in 5 codici visivi

Cattelan Libreria

1) Materia come protagonista
Marmo, cristallo, ceramiche: qui la superficie non è mai neutra. La scelta dei materiali è parte del progetto quanto la forma, perché costruisce atmosfera, riflessi, densità.

2) Strutture “disegnate”
Il sostegno spesso diventa gesto grafico: basamenti, incroci, tagli e geometrie che fanno da scheletro e da segno, non solo da funzione.

3) Contrasti controllati
Lucido/opaco, caldo/freddo, pieno/vuoto: il contemporaneo si ottiene con tensioni tenute in equilibrio, più che con effetti speciali.

4) Volumi del living come architetture domestiche
Madie, librerie, contenitori: non solo storage, ma masse e prospetti che lavorano con la parete e con la luce, come piccoli fronti architettonici.

5) Collezione “duttile” e personalizzabile
Il senso del sistema emerge dalla varietà di finiture e lavorazioni: cristalli trasparenti o decorati, legni sagomati, ceramiche, laccati e spazzolati, rivestimenti e pellami. È questa combinatoria che permette di tenere insieme ambienti diversi dentro un’unica coerenza di linguaggio.

Da qui si capisce perché alcuni pezzi diventano riconoscibili: quando un oggetto riesce a risolvere un’esigenza reale (funzione, proporzione, durata) e insieme a portare un segno estetico stabile. Nel prossimo blocco entriamo nei pezzi iconici partendo dal tema più “Cattelan” di tutti: il tavolo come architettura del living.

Il tavolo come architettura del living

Cattelan SKORPIO

Nel lessico Cattelan Italia, il tavolo non è un “pezzo” tra gli altri: è l’oggetto che organizza lo spazio. È qui che si capisce la differenza tra un arredo semplicemente bello e un arredo che regge un ambiente.

Un primo archetipo è quello del basamento come segno: strutture che non si limitano a sostenere, ma disegnano una geometria riconoscibile anche a distanza. Skorpio nasce proprio così: il brand lo descrive come un modello che “ha lanciato un nuovo concetto di tavolo” ed è diventato un’icona del living moderno, evolvendosi nel tempo in più versioni.
La famiglia Skorpio Keramik porta quel gesto nel territorio della materia: base in acciaio con finiture “goffrate” e varianti come titanio, bronzo, graphite, pearl o nero, oltre a opzioni spazzolate; sopra, la ceramica lavora come superficie scenica, con profondità e vibrazione.

Il secondo archetipo è più essenziale, ma altrettanto efficace: una forma “semplice” che diventa potente grazie a proporzioni e finiture. Spyder vive di questa logica: base a X in acciaio, pensata per riflettere la luce, e una famiglia che cambia pelle senza cambiare identità — vetro nella versione base, legno in Spyder Wood, ceramica in Spyder Keramik; fino alle varianti Premium con lavorazioni più sofisticate sui bordi e versioni round.

In pratica, questi due mondi risolvono due esigenze diverse:

  • quando vuoi un centro di gravità “scultoreo”, vai su una struttura che disegna lo spazio (Skorpio);

  • quando vuoi un tavolo che si faccia notare con eleganza, lavori su X-base, finiture e piano (Spyder).

Madie e contenitori: volumi che fanno la parete

cattelan italia kayak madia

Le madie Cattelan Italia hanno una caratteristica che torna spesso: non sono pensate come puro storage, ma come volumi che costruiscono la parete. È un modo di progettare molto attuale, perché trasforma un elemento funzionale in un punto di architettura domestica.

Kayak è un esempio chiaro di questa impostazione: viene presentata come madia dal design eclettico e scultoreo, adatta anche a progetti contract, con una ricerca evidente sulle finiture (Brushed Bronze e Brushed Grey) pensate proprio per creare giochi di luce “caleidoscopici”.
Qui la differenza la fanno i dettagli: la finitura spazzolata non è un “colore”, è una trama; e il modo in cui prende la luce cambia la percezione del volume durante la giornata.

Riflessi, texture, luce: quando la superficie diventa atmosfera

tavolo atrium

C’è un filone più rarefatto e scenografico che passa dai vetri e dal tema del riflesso. La famiglia Atrium, ad esempio, lavora su superfici specchiate e su una lavorazione tridimensionale “couture” che richiama l’effetto trapuntato: il risultato è un riflesso morbido, non da specchio puro, che assorbe l’ambiente e lo restituisce con profondità.
È un dettaglio da tenere a mente quando progetti: le superfici riflettenti non amplificano solo la luce, amplificano anche ciò che gli sta intorno (disordine incluso). Qui funziona se l’insieme è pulito e controllato.

Proporzioni e placement: come far “stare” un pezzo forte senza farlo urlare

Un arredo con presenza si governa con poche regole concrete:

  1. Scala prima di stile
    Se il basamento è importante, serve aria intorno. Meglio un tavolo leggermente più piccolo con distanze giuste, che un tavolo “giusto” schiacciato tra pareti e passaggi.

  2. Una materia protagonista, le altre a supporto
    Se scegli ceramica o finiture spazzolate molto caratterizzate, il resto deve restare più calmo: tessili opachi, legni continui, pareti senza micro-pattern.

  3. Luce: evita l’illuminazione “frontale” piatta
    Con metalli e ceramiche rendono di più luci laterali e puntuali, che fanno emergere spigoli e vibrazioni. Una luce piatta uccide la materia.

  4. Palette: o caldo o freddo, non tutto insieme
    Titanio/bronzo e toni caldi chiedono un contesto coerente; graphite/nero reggono ambienti più netti e contrastati. Le vie di mezzo funzionano, ma vanno progettate.

  5. Ripeti un dettaglio una sola volta
    Se hai Brushed Bronze su una madia, riprendilo in un dettaglio piccolo (lampada, maniglia, profilo). Due riprese bastano. Tre diventano tema.

  6. Sedia e tavolo devono parlarsi per massa, non per “colore”
    Un basamento scultoreo regge sedute più semplici; un tavolo più essenziale può permettersi sedute con più volume. È un equilibrio di pesi visivi.

Materiali e finiture: il dettaglio che fa la differenza

Sulle famiglie con base in acciaio e finiture goffrate, la scelta non è solo estetica: cambia il modo in cui il pezzo “vive” nello spazio. Titanio, bronzo, graphite, pearl o nero (e le varianti spazzolate) reagiscono in modo diverso alla luce e all’impianto dell’ambiente.
È qui che si decide se l’effetto finale è più “architettonico” (grafite/nero), più luminoso e morbido (pearl), o più caldo e materico (bronzo).

Cataloghi e riferimenti ufficiali

I cataloghi ufficiali restano il modo più pulito per orientarsi tra collezioni, finiture e varianti, perché mostrano ambientazioni e dettagli tecnici in modo coerente.

Pezzi iconici del living

Skorpio

tavolo SKORPIO cattelan italia

È il tavolo che ha trasformato la base in un gesto. Skorpio nasce come geometria “tesa”, quasi origami di metallo, e nel racconto del brand è il modello che ha imposto una nuova visione del tavolo da soggiorno, diventando un’icona del living moderno e ampliandosi fino a otto versioni.

Spyder

spyder cattelan italia

Stesso tema, altra lingua: qui la struttura è una X essenziale, pulita, che si accende con finiture riflettenti e lascia parlare il piano. Spyder esiste in più modelli e materiali: vetro nella versione base, legno in Spyder Wood, ceramica in Spyder Keramik.

Amsterdam

Amsterdam

Una madia che lavora come una facciata: alternanze, ritmo, chiaroscuro. Amsterdam combina due finiture sulle ante e usa listelli verticali di dimensioni diverse per creare un effetto “pianoforte”; la struttura è proposta in finitura Oxybrass spazzolata a mano, con inserti in rovere bruciato che sporgono e danno dinamismo al fronte.

Kayak

Kayak

Scultorea senza perdere praticità: Kayak nasce per arredare con eleganza ambienti residenziali e anche progetti contract, ed è firmata da Andrea Lucatello. Il carattere sta nelle finiture e nei dettagli “gioiello”, pensati per far lavorare la luce sulle superfici.

Airport

Libreria Airport

Quando una libreria smette di essere un mobile e diventa architettura domestica. Airport è un sistema modulare flessibile e personalizzabile, posizionabile a parete o centrostanza, anche come elemento divisorio; sul sito è presentata come progetto di Giorgio Cattelan.

Magda

SEDIA MAGDA

Una sedia che non “fa scena” con l’eccesso, ma con la qualità della postura: schienale avvolgente, struttura in legno massello e una famiglia ampia di varianti (sedie, poltroncine, sgabelli; incluse le versioni ML e Couture).

Hawaii

Specchio particolare Hawaii

È un modo diverso di intendere lo specchio: non un rettangolo funzionale, ma una composizione. Hawaii nasce come serie di cinque specchi da parete, ispirati alle isole dell’arcipelago, con forme irregolari e bordi bisellati; disponibili in cristallo specchiato (anche fumé o bronzo).

Cosmos

Specchio Cosmos Cattelan Italia

Un pezzo che porta lo specchio fuori dalla “decorazione” e lo mette in una dimensione quasi narrativa. Cosmos è presentato come specchio di design creato da Lorenzo Remedi; a livello tecnico è un wall mirror in vetro specchiato fumé o bronzo, con predisposizione per installazione orizzontale o verticale.

Atrium

Atrium Cattelan Italia

Qui il protagonista è il riflesso, ma trattato come tessuto: il brand descrive una lavorazione “couture” del cristallo specchiato con effetto tridimensionale tipo quilting, capace di creare riflessi morbidi e non “duri”. Atrium esiste come famiglia di tavoli, e anche come consolle in versioni con top in ceramica o in legno.

Divani Cattelan Italia: la novità 2025

DIVANO CATTELAN ITALIA CRAIG

Nel 2025, tra le anteprime del living contemporaneo, Cattelan Italia porta l’attenzione sugli imbottiti con Craig: un divano modulare dalle linee morbide, dove lo schienale avvolgente accoglie cuscini completamente sfoderabili e il bracciolo diventa il segno riconoscibile della composizione, come un gesto che “abbraccia” la base e rende la seduta più intima. È un ingresso nel comfort pensato con logica progettuale: configurazioni componibili, rivestimenti in pelle o tessuto (sfoderabile nella versione in tessuto) e una costruzione che unisce struttura in legno e imbottiture tecniche.

Come “leggere” Cattelan Italia in un progetto: tre leve che tornano sempre

1) La materia è la prima scelta, non l’ultima

In molte collezioni Cattelan Italia la superficie non è un rivestimento: è il contenuto. Keramik, finiture spazzolate, vetri specchiati, inserti lignei… cambiano la percezione del volume e, soprattutto, la luce del living.

2) Il basamento è una firma

Skorpio è l’esempio più netto: il brand lo racconta come un tavolo che ha introdotto un nuovo concetto e si è evoluto fino a otto versioni, proprio perché la base è un “segno” prima ancora che una struttura.
Spyder lavora sullo stesso tema con un registro più essenziale, e la famiglia si muove tra vetro, legno e ceramica.

3) Il contenitore diventa parete

Amsterdam lo mostra bene: alternanze verticali di finiture come ritmo visivo, Oxybrass spazzolato a mano e inserti in rovere bruciato che “escono” dal fronte.
Quando un contenitore funziona così, non “riempi” una parete: la costruisci.

Tre scenari tipici di living e cosa funziona davvero

Living luminoso, palette chiara

Qui vincono i pezzi che lavorano per profondità e riflesso, senza appesantire.

  • un tavolo con piano importante (ceramica chiara o vetro) e base grafica

  • una madia che regge la parete, ma con ritmo “calmo”
    Amsterdam, per esempio, funziona proprio perché il disegno verticale fa ordine e movimento insieme.

Living “notturno”, toni scuri e luce puntuale

È il territorio ideale delle finiture metalliche e delle superfici che reagiscono alla luce.

  • Brushed / goffrati: danno texture anche con poca illuminazione

  • vetri fumé o bronzo: aumentano la densità scenica
    Atrium, con base in vetro specchiato e “quilted” (fumé o bronzo) e top in ceramica, è letteralmente costruito su questo principio: luce + materia = atmosfera.

Open space: quando serve un “sistema”, non singoli pezzi

In un open space la differenza la fa la capacità di dividere senza chiudere. Airport è pensata esattamente così: sistema modulare personalizzabile, anche freestanding come room divider.
È uno di quei casi in cui l’arredo smette di essere oggetto e diventa infrastruttura domestica.

Superfici e dettagli che cambiano il risultato finale

Brushed: bello, ma vivo

BRUSCHED TAVOLINO

Kayak è un buon promemoria: il brand specifica che le variazioni di colore e spazzolatura sono caratteristiche della lavorazione artigianale (non difetti).
Tradotto in progetto: va previsto che la superficie “si muove” con la luce, e va messa in un contesto ordinato.

Vetro specchiato (fumé / bronzo) e lavorazioni 3D

Atrium torna anche qui: l’effetto trapuntato sul vetro crea riflessi più morbidi e profondi rispetto a uno specchio piatto.
Funziona molto quando la parete è pulita e l’illuminazione è studiata (wall washer o punti laterali).

Specchi come dispositivo spaziale

Cosmos viene presentato come specchio progettato da Lorenzo Remedi, con una narrazione volutamente “maestosa” e scenografica.
In pratica: è un pezzo che allarga e teatralizza, quindi va dato respiro (parete libera, distanze, arredi vicini più silenziosi).

Hawaii: taglio netto, bordo bisellato

Hawaii è descritto come wall mirror in vetro specchiato (anche fumé o bronzo) con bordo bisellato e staffe con più possibilità di fissaggio.
È un oggetto semplice solo in apparenza: la bisellatura “accende” la luce anche quando il resto è minimale.

Checklist di progetto

  • Distanze reali: prima si misura la circolazione, poi si sceglie la dimensione del tavolo.

  • Un protagonista per area: tavolo o madia o libreria dominante; gli altri oggetti lavorano in supporto.

  • Ripetizione controllata: una finitura forte (Oxybrass / Brushed / bronzo specchiato) si riprende una sola volta, in piccolo.

  • Luce coerente con la materia: metalli e ceramiche rendono con luce laterale e puntuale, non con plafoniere piatte

Abbinamenti riusciti: quando i pezzi “si parlano” senza diventare set

Tavolo scultoreo + sedute silenziose

Un basamento importante (tipo Skorpio) regge meglio sedie che non competono sul gesto. Funziona quando:

  • la sedia ha una silhouette pulita e un buon volume (non “filiforme”, non decorativa)

  • il rivestimento è opaco (tessuto, pelle, microfibra) per spegnere i riflessi del metallo

  • il colore resta in una famiglia sola (caldi o freddi)

Risultato: il tavolo resta protagonista, ma la sala non diventa teatrino.

Tavolo essenziale + sedute con carattere

Con una base più grafica ma ordinata (Spyder) puoi spingere di più sulla sedia: schienale più avvolgente, braccioli, cuciture, una texture evidente. Qui il punto non è “abbinare”, è bilanciare i pesi visivi:

  • base pulita → sedia più corposa

  • piano in vetro → sedia più materica

  • piano in ceramica → sedia che riprende un tono, non la stessa finitura

Madia “architettonica” + specchio come profondità

Le madie con ritmo frontale (Amsterdam / Kayak) lavorano bene con uno specchio che non sia solo decorazione, ma dispositivo di spazio:

  • se la madia ha linee verticali e alternanze, lo specchio può essere più libero e irregolare (Hawaii)

  • se la madia è già scultorea e “densa”, lo specchio deve essere più netto e deciso, quasi monolitico (Cosmos)

Il trucco è evitare l’effetto “parete piena”: una massa + un riflesso = equilibrio. Due masse = muro.

Libreria come architettura + dining più leggero

Un sistema a libreria (Airport) diventa già struttura dell’ambiente. In quel caso:

  • il dining deve restare più essenziale (tavolo con base grafica ma non eccessiva, sedie pulite)

  • la palette va tenuta sobria: la libreria porta già complessità tra pieni/vuoti, profondità, oggetti, luce

In open space, questa combinazione fa una cosa precisa: dà gerarchia senza chiudere.

Tre micro-schemi di layout che funzionano quasi sempre

1) Zona pranzo “classica” (rettangolare)

  • lascia almeno 90 cm liberi attorno al tavolo per sedersi e muoversi senza attriti

  • se dietro le sedie passa un corridoio reale, sali a 110–120 cm

  • una lampada centrata sul tavolo deve scendere abbastanza da “tenere” l’area, ma senza tagliare lo sguardo (il resto lo fa la temperatura della luce)

2) Tavolo rotondo (più sociale, meno rigido)

  • meglio quando vuoi evitare assi troppo formali e creare conversazione

  • attenzione: la base scultorea, sul rotondo, si percepisce di più (bene se vuoi presenza, male se lo spazio è già saturo)

3) Madia su parete lunga

  • la madia non va “incollata” a divani e quadri: serve respiro

  • sopra: o specchio grande (che allarga), o composizione più piccola ma ben distanziata

  • ai lati: evita di “schiacciare” con piantane, piante o pouf troppo vicini; meglio pochi elementi, più distanti

Errori frequenti (e come si correggono in modo semplice)

Troppi riflessi insieme

Metallo + vetro specchiato + ceramica lucida + pavimento lucido = living nervoso.
Correzione: scegli un solo elemento brillante come protagonista, e spegni il resto con tessili opachi, legni, pareti più “calme”.

Un pezzo forte senza contesto

Un tavolo scultoreo in una stanza senza luce studiata sembra “messo lì”.
Correzione: basta poco: una luce laterale, un tappeto giusto sotto il dining (opaco), e una parete dietro che non sia piena di micro-dettagli.

Madia importante + parete disordinata

La madia regge la parete solo se la parete regge lei.
Correzione: sopra pochi elementi grandi (specchio / quadro), non molti piccoli.

Tre palette che valorizzano quasi tutto (senza “effetto showroom”)

Chiara e contemporanea

  • avorio, sabbia, pietra chiara

  • metalli freddi controllati (graphite / titanio come accento)

  • vetro trasparente o fumé leggero
    Atmosfera: luminosa, precisa, “architettonica”.

Calda e materica

  • rovere, noce, terracotta polverosa

  • bronzi e finiture spazzolate

  • tessuti grossi, lana, bouclé
    Atmosfera: più domestica, meno “perfetta”, molto attuale se dosata.

Scura e notturna

  • grigi profondi, carbone, nero opaco

  • bronzo specchiato o fumé come luce “interna”

  • ceramiche effetto pietra scura
    Atmosfera: scenografica, sofisticata, richiede ordine e luce puntuale.


Curiosità su Cattelan Italia

Dove posso comprare prodotti Cattelan Italia?

Il canale più sicuro è passare dai rivenditori ufficiali, usando lo store locator “Rivenditori” sul sito Cattelan Italia. Se preferisci l’acquisto online, puoi rivolgerti a e-commerce che operano come rivenditori: ad esempio ArredareModerno.com, rivenditore ufficiale Cattelan Italia e, proprio perché molti prodotti sono configurabili (misure/finiture/varianti), ha senso richiedere un preventivo personalizzato sulla configurazione esatta e ottenere sconti extra speciali.

Meglio piano in ceramica o vetro?

Dipende dal tipo di living: la ceramica porta materia e “peso” visivo; il vetro alleggerisce e lavora di riflesso. Se lo spazio è piccolo, spesso il vetro aiuta; se lo spazio è grande, la ceramica dà autorevolezza.

Come evito che una finitura metallica sembri fredda?

Con un solo ingrediente: calore vicino. Legno, tessile, una luce più morbida. Il metallo diventa elegante quando non è circondato solo da superfici dure.

Specchi: quando sono un’idea buona e quando no?

Sono ottimi se vuoi profondità e luce, ma diventano un problema se davanti hanno disordine o passaggi caotici: riflettono tutto, anche ciò che non vuoi mostrare.

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