I migliori interior designer a Torino: 25 studi e firme della progettazione d’interni

Torino ha costruito una parte importante della propria identità attraverso il progetto. Lo ha fatto nella grande industria e nell’automobile, nell’architettura, nella grafica, nell’arredo, nella formazione e in quella particolare cultura del dettaglio che continua a emergere anche quando la scala si riduce e il progetto entra dentro le case. Nel 2008 è stata la …

Torino ha costruito una parte importante della propria identità attraverso il progetto. Lo ha fatto nella grande industria e nell’automobile, nell’architettura, nella grafica, nell’arredo, nella formazione e in quella particolare cultura del dettaglio che continua a emergere anche quando la scala si riduce e il progetto entra dentro le case. Nel 2008 è stata la prima World Design Capital; dal 2014 fa parte della rete UNESCO delle Creative Cities of Design. Sono riconoscimenti che restituiscono una storia più lunga e complessa, nella quale cultura produttiva e ricerca progettuale hanno spesso proceduto insieme.

Ma per comprendere davvero l’interior design torinese bisogna guardare anche altrove: dentro i palazzi ottocenteschi, negli appartamenti borghesi, negli edifici industriali riconvertiti, nelle case della collina e nei luoghi dell’ospitalità che negli ultimi anni hanno ridisegnato parti della città. Torino possiede un rapporto particolare con lo spazio interno. La sua architettura spesso impone misura, proporzione e disciplina; il progetto contemporaneo, al contrario, introduce colore, materia, arredi disegnati su misura, accostamenti inattesi e nuove modalità di abitare. È precisamente nella tensione tra questi due caratteri che molti degli interni più interessanti trovano la propria identità.

Su questa cultura ha lasciato un segno profondo Carlo Mollino, figura difficilmente separabile dalla storia dell’interior design italiano del Novecento. Architetto, designer e progettista di interni, Mollino trasformò lo spazio domestico in un territorio di sperimentazione personale, lontano dall’idea di un modernismo uniforme. Casa Miller, Casa Devalle e, più tardi, l’appartamento di via Napione oggi conosciuto come Museo Casa Mollino mostrano una concezione dell’interno costruita attraverso mobili disegnati appositamente, oggetti, materiali, simboli e atmosfere. Un’eredità che non coincide con uno stile da replicare, ma con un’attitudine: considerare l’interno come un progetto completo, capace di raccontare chi lo abita.

La Torino contemporanea ha naturalmente molte altre voci. Alcune arrivano dalla lunga stagione del Radical Design; altre sono cresciute nel rapporto con l’industria e con il product design; altre ancora appartengono a una generazione di studi che lavora tra residenziale, hospitality, ristorazione, retail e spazi per il lavoro. Ci sono progettisti conosciuti internazionalmente e realtà più giovani, studi dalla forte impronta autoriale e pratiche multidisciplinari in cui i confini tra architettura, interior, furniture design e art direction diventano intenzionalmente meno rigidi.

Questa selezione raccoglie 25 studi e firme della progettazione d’interni legati a Torino. Non è una classifica e l’ordine non assegna posizioni di merito. L’obiettivo è costruire una lettura editoriale della scena torinese attraverso progettisti per i quali l’interior design rappresenta una componente sostanziale e riconoscibile del lavoro: dalle abitazioni private ai ristoranti, dagli hotel agli uffici, dagli spazi commerciali agli arredi progettati su misura.

I criteri della selezione di interior designer a Torino

Definire oggi chi sia un interior designer significa inevitabilmente attraversare discipline diverse. La distinzione tra architettura e progettazione d’interni, soprattutto nella cultura italiana del progetto, non è sempre netta e forse non è nemmeno necessario che lo sia. Molti dei protagonisti raccolti in questa selezione sono architetti che lavorano sull’interno con la stessa profondità riservata all’edificio; altri provengono dal design e arrivano allo spazio attraverso l’oggetto, la materia, il colore o l’allestimento; altri ancora hanno costruito studi esplicitamente specializzati nell’interior.

Per questo la selezione non si basa sulla definizione professionale utilizzata da ciascuno, ma sulla continuità e sulla qualità della ricerca dedicata agli spazi interni. Sono stati considerati il percorso dello studio, la presenza di progetti realizzati, il ruolo dell’interior all’interno della pratica professionale, la riconoscibilità del linguaggio e il contributo dato alla cultura progettuale della città. Non è stato invece considerato necessario escludere chi compare anche nella nostra selezione dedicata agli studi di architettura torinesi: quando l’interior costituisce una parte importante del lavoro, l’eventuale sovrapposizione racconta semplicemente la natura multidisciplinare di quella pratica.

Il risultato mette insieme generazioni e approcci differenti. Ed è forse proprio questa pluralità a raccontare meglio Torino: una città nella quale la cultura del progetto continua a muoversi tra rigore e immaginazione, permanenza e trasformazione, industria e artigianato.

I migliori interior designer a Torino: 25 studi e firme specializzati nella progettazione d’interni

Fabio Fantolino

I migliori interior designer a Torino - Fabio Fantolino

Tra le figure più riconoscibili dell’interior design torinese contemporaneo, Fabio Fantolino ha fondato il proprio studio a Torino nel 2001, affiancandogli nel 2014 una seconda sede a Milano. La sua attività attraversa architettura, interior design, residenziale, hospitality, product design, art direction e, più recentemente, yacht design. Alla base rimane però una forte cultura del progetto su misura, che lo studio indica esplicitamente come uno degli elementi centrali della propria ricerca.

Negli interni di Fantolino la personalizzazione non coincide con la semplice scelta di finiture o arredi, ma investe la costruzione stessa dello spazio. Architettura, mobili disegnati appositamente, illuminazione e materiali vengono affrontati come parti di un unico sistema, producendo ambienti dalla forte identità ma raramente affidati a un solo gesto spettacolare. Il portfolio recente comprende abitazioni, ristoranti, uffici, retail ed exhibition design, con numerosi interventi realizzati proprio a Torino.

Il suo è un modo di progettare che rappresenta bene una delle anime più contemporanee della città: sofisticata ma non rigida, attenta alla qualità della manifattura e al tempo stesso capace di dialogare con un panorama internazionale.

Marcante-Testa

architetti Torino Marcante-Testa

Andrea Marcante e Adelaide Testa hanno costruito una delle identità più precise del panorama italiano dell’interior contemporaneo. La loro pratica comune nasce dall’esperienza maturata all’interno di UdA, dove Testa collaborava stabilmente con Marcante ai progetti di interior design; dal 2014 il percorso prosegue autonomamente con Marcante-Testa, studio dedicato alla ricerca tra architettura, interni, design e consulenza per aziende del settore dell’arredamento e dei materiali.

Il loro lavoro è riconoscibile per un uso del colore che non ha funzione ornamentale, per l’accostamento di materiali appartenenti a registri differenti e per una costruzione dello spazio nella quale arredo, pareti, superfici e oggetti sembrano avere tutti lo stesso peso progettuale. Gli interni sono complessi senza risultare sovraccarichi: convivono geometrie rigorose e dettagli ironici, elementi domestici e riferimenti colti, memoria dell’edificio e inserti deliberatamente contemporanei.

Torino continua a essere uno dei luoghi centrali della loro attività. Anche il progetto per il nuovo campus IED Torino mostra bene l’estensione della loro ricerca oltre il residenziale: il riuso dell’esistente viene interpretato come occasione per lavorare sull’interno limitando demolizioni e sprechi e attribuendo nuovo valore a materiali, finiture e componenti già presenti.

lamatilde

lamatilde studi interior design torino

Per lamatilde, progettare un interno significa prima di tutto costruire una narrazione. È lo stesso studio a definire lo spazio come uno strumento capace di raccontare e di amplificare l’esperienza di chi lo attraversa. Una posizione che ha prodotto negli anni una pratica particolarmente riconoscibile nel mondo dell’hospitality, della ristorazione, del retail e degli spazi destinati al pubblico.

Qui l’interior design non viene concepito come una scenografia indipendente dal contesto. Il progetto parte dall’identità del luogo o del marchio, dalla funzione, dalle persone e dal tipo di esperienza che lo spazio dovrà generare. Colore, grafica, arredi, illuminazione e materiali entrano quindi in una regia complessiva nella quale anche gli elementi più piccoli partecipano al racconto.

È un approccio particolarmente interessante in una città come Torino, dove negli ultimi anni il progetto degli interni ha accompagnato la trasformazione di molti luoghi legati al cibo, all’accoglienza e alla socialità. lamatilde rappresenta bene questa dimensione: uno studio nel quale competenza architettonica e cultura del design vengono messe al servizio di spazi che devono essere utilizzati, ricordati e riconosciuti.

BRH+ | Barbara Brondi + Marco Rainò

BRH+ Barbara Brondi + Marco Rainò

Nel lavoro di Barbara Brondi e Marco Rainò l’interior design fa parte di una ricerca molto più ampia sul significato contemporaneo del progetto. Architetti, designer e curatori indipendenti, nel 2002 hanno fondato a Torino BRH+, studio che opera attraversando architettura, interior ed exhibition design, product e graphic design, art direction e attività curatoriale.

È proprio questa dimensione interdisciplinare a rendere BRH+ una presenza importante nella scena torinese. I progetti non vengono affrontati come esercizi autonomi di stile, ma come occasioni per mettere in relazione spazio, oggetti, comunicazione e cultura visiva. Alla pratica professionale si affiancano infatti una significativa attività teorica ed editoriale e il lavoro di ricerca sviluppato attraverso IN Residence, associazione culturale dedicata al design contemporaneo fondata anche da Brondi e Rainò.

Ne deriva un interior design meno interessato alla costruzione di una firma immediatamente decorativa e più orientato alla definizione di sistemi, relazioni e identità specifiche per ogni progetto. Residenziale, spazi commerciali, mostre, uffici e luoghi culturali diventano così territori di una stessa ricerca, nella quale la sperimentazione non è mai separata dalla funzione.

Studio65

Studio65 interior designer torino migliori

Inserire Studio65 in una selezione dedicata agli interni torinesi significa riconoscere una delle radici più radicali della cultura progettuale della città. Franco Audrito fonda Studio65 a Torino nel 1965 come collettivo d’avanguardia composto da giovani provenienti dalla Facoltà di Architettura e da discipline artistiche differenti. Lo studio diventa uno dei protagonisti della stagione del Radical Design italiano, mettendo in discussione linguaggi, convenzioni e persino l’idea stessa di ciò che un mobile o un ambiente dovessero essere.

La forza di quell’esperienza è entrata nell’immaginario del design ben oltre Torino. Ma ridurre Studio65 alle icone radicali degli anni Sessanta e Settanta significherebbe restituirne solo una parte della storia: la pratica ha continuato a lavorare internazionalmente su architettura e interior design e oggi si presenta ancora come studio attivo tra Torino e il Medio Oriente.

La sua presenza in questa selezione ha quindi un valore duplice. Da una parte racconta una genealogia indispensabile per comprendere quanto Torino abbia contribuito alla cultura italiana del progetto; dall’altra ricorda che l’interior design può essere anche provocazione, invenzione, presa di posizione culturale. Non soltanto una questione di armonia dello spazio, ma un modo per interrogare le abitudini e immaginare altri modi di abitare.

Massimiliano Camoletto Architects

Massimiliano Camoletto Architects interior designer torino migliori

La storia professionale di Massimiliano Camoletto attraversa uno dei capitoli importanti della progettazione torinese recente. Nel 1992 è tra i fondatori di UdA – Ufficio di Architettura insieme a Valter Camagna e Andrea Marcante; quando UdA termina la propria esperienza come studio unitario nel 2015, i tre percorsi proseguono autonomamente. Camoletto sviluppa quindi la propria attività con Massimiliano Camoletto Architects.

Il suo portfolio permette di leggere con chiarezza la centralità dell’interior all’interno della pratica: abitazioni, loft, ristoranti, showroom e spazi di lavoro si affiancano ai progetti architettonici, con interventi sviluppati a Torino, Milano e in diversi contesti internazionali. Tra i lavori torinesi compaiono Palazzo Piacentini, Paris Dream, Loft San Salvario ed Ex GFT Loft.

La lunga esperienza tra architettura e interno restituisce una progettazione nella quale la distribuzione spaziale rimane il punto di partenza, mentre materiali, arredi e dettagli contribuiscono a costruire il carattere dell’ambiente. La sua presenza permette inoltre di leggere correttamente l’eredità di UdA: non come uno studio ancora operativo, ma come una matrice dalla quale sono nate esperienze indipendenti che continuano, con linguaggi diversi, a incidere sul progetto contemporaneo.

Helga Faletti Studio

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Helga Faletti lavora sull’interior design muovendosi tra residenziale, spazi commerciali e hospitality. Il suo studio ha sede a Torino e il portfolio comprende case private e progetti destinati all’accoglienza, tra i quali assume particolare rilievo l’intervento per Combo Torino, all’interno dell’ex caserma dei Vigili del Fuoco di corso Regina Margherita.

Per Combo, il recupero architettonico è stato sviluppato con Ole Sondresen, mentre Faletti ha curato l’interior design: camere, suite e spazi comuni entrano in relazione con un edificio del 1883, rimasto inutilizzato per oltre vent’anni prima della trasformazione. Il progetto mostra bene una delle questioni più interessanti dell’interior contemporaneo torinese: intervenire su strutture con una forte identità senza neutralizzarle, facendo convivere memoria dell’edificio e nuovi modi di utilizzare lo spazio.

Nel lavoro dello studio questa attenzione si estende anche alla scala domestica, dove il progetto degli interni viene costruito attraverso la relazione tra architettura esistente, arredo e carattere personale degli ambienti. Una progettazione che non cerca una formula unica, ma cambia registro in funzione del luogo e di chi dovrà abitarlo.

Velvet Studio

Velvet Studio interior designer torino migliori

Fondato a Torino nel 2012 da Gianluca Bocchetta, Velvet Studio lavora tra architettura, interior e product design. Lo studio dichiara fin dall’origine un interesse per la percezione dello spazio e per l’esperienza di chi lo abita, con l’obiettivo di progettare interni capaci di tenere insieme qualità estetica, ergonomia e funzione.

Il portfolio attraversa residenze, hospitality, food e fashion retail, wellness e beauty, costruendo una pratica particolarmente trasversale. Tra i lavori recenti compaiono Casa Armonia a Torino, Castello di Verduno, diversi locali dedicati alla ristorazione e numerosi interventi commerciali, mentre progetti residenziali torinesi dello studio sono stati pubblicati anche da Abitare e AD Italia.

Negli interni di Velvet la ricerca tende a evitare soluzioni troppo prevedibili: elementi tecnici, materiali industriali, arredi disegnati, colore e pezzi più decorativi possono convivere all’interno dello stesso ambiente senza che lo spazio perda chiarezza. È una sensibilità che trova a Torino un terreno particolarmente fertile, soprattutto quando il progetto interviene su edifici produttivi, locali commerciali o abitazioni nelle quali la struttura esistente diventa parte dell’identità finale.

Atelier Pour / Tina Pour

Atelier Pour Tina Pour

C’è una dimensione dichiaratamente sartoriale nel lavoro di Atelier Pour, studio di architettura e design fondato a Torino dall’architetto Tina Pour. Il nome stesso rimanda all’idea dell’atelier come luogo nel quale il progetto viene costruito su misura: non l’applicazione di un linguaggio prestabilito, ma un processo che parte dalle caratteristiche dello spazio e soprattutto da chi dovrà viverlo. Lo studio segue infatti l’intero percorso progettuale, dalle pratiche edilizie alla direzione lavori fino al design degli interni, lavorando sia nel residenziale sia nel commerciale.

Questa impostazione emerge bene nei progetti domestici, dove l’attenzione si concentra sulle proporzioni, sul disegno degli arredi, sulla scelta delle superfici e su una palette costruita come parte integrante dell’architettura. Casa E+A, pubblicata nel 2024 anche da AD Italia e successivamente da diverse testate e aziende del settore, ha contribuito a rendere più riconoscibile il lavoro dello studio fuori dal contesto torinese.

Il risultato è un interior design contemporaneo ma non impersonale, nel quale il dettaglio non viene utilizzato per aggiungere decorazione a posteriori: è parte del progetto fin dalle prime fasi. Un approccio particolarmente interessante nel residenziale, dove la qualità di un interno si misura spesso proprio nella capacità di trasformare esigenze molto personali in uno spazio coerente.

Officina 8A

Officina 8A

Officina 8A nasce a Torino nel 2010, quando un’ex officina viene trasformata nel luogo di lavoro dal quale prenderà forma lo studio associato. I co-founder sono gli architetti Bernardo Ascanio Rossetti e Francesco Capitolo; negli anni la struttura si è ampliata includendo architetti e interior designer e sviluppando una pratica che comprende progettazione architettonica, interior design e grafica.

Il residenziale costituisce una parte importante del portfolio e permette di osservare un tema ricorrente: il rapporto con gli appartamenti storici di Torino. Affreschi recuperati, modanature, soffitti decorati e proporzioni originarie non vengono trattati come elementi da congelare, ma diventano il punto di partenza per nuovi sistemi distributivi, arredi contemporanei e soluzioni costruite su misura. Lo studio dichiara esplicitamente di occuparsi di differenti tipologie di ristrutturazioni residenziali e commerciali.

In Green House, per esempio, il verde scelto dalla palette della città di Torino diventa il filo conduttore dell’abitazione, mentre gli arredi vengono progettati e realizzati su misura; in altri interventi il colore è utilizzato per interrompere la neutralità dell’involucro storico o per mettere in relazione ambienti differenti.

È una progettazione che racconta bene una condizione molto torinese: intervenire su un patrimonio domestico fortemente caratterizzato senza trasformarlo né in una replica del passato né in un contenitore completamente neutralizzato.

Studioata

Studioata

Fondato a Torino nel 2000, Studioata appartiene a quelle realtà per le quali stabilire un confine preciso tra architettura, interni e cultura del progetto sarebbe riduttivo. Lo studio lavora infatti tra architettura, interior design, product design, grafica, web design e allestimento, affiancando all’attività professionale una continua partecipazione a mostre, concorsi, conferenze e iniziative culturali.

Anche il portfolio dimostra quanto la dimensione dell’interno sia strutturale nella pratica. Abitazioni, allestimenti e interventi sull’esistente convivono con edifici e progetti di scala maggiore; tra i lavori raccolti dallo studio compaiono numerosi interni, da Via Santa Giulia a Casa Yoga, da Cambrada 131 a La Baita, oltre a progetti nei quali architettura e interno vengono sviluppati contemporaneamente.

Particolarmente interessante è il modo in cui Studioata affronta la relazione tra preesistenza e nuovo intervento. In un appartamento torinese pubblicato dalla rivista tedesca AIT, il progetto viene descritto proprio come un confronto tra un ambiente storico e un nuovo intervento volutamente riconoscibile.

Non si tratta quindi di cercare una continuità mimetica con ciò che esiste, ma di far convivere tempi differenti. È una posizione progettuale che restituisce all’interno una complessità architettonica: lo spazio domestico non viene semplicemente arredato, viene interpretato.

SCEG Architetti

SCEG Architetti

Fondato a Torino nel 2011 da Stefano Carera ed Eirini Giannakopoulou, SCEG Architetti nasce dall’incontro tra due culture progettuali che lo studio stesso sintetizza nel tentativo di unire la razionalità piemontese allo spirito greco. Entrambi portano inoltre la ricerca sull’interno nella didattica, insegnando allo IAAD nel dipartimento di Interior e Textile.

Nei loro progetti residenziali l’abitazione è spesso pensata come una sequenza di situazioni anziché come una semplice successione di stanze. Lo studio parla apertamente di sorpresa e di imprevedibilità come elementi importanti del proprio modo di progettare: un principio che si traduce nell’uso del colore, nelle aperture tra gli ambienti, nelle geometrie e nella capacità di trasformare elementi funzionali in dispositivi spaziali.

La ricerca non riguarda soltanto le case. Nel progetto IN(ex)TERIOR DESIGN, all’interno di una torre storica trecentesca a Vigone, la progettazione degli interni viene utilizzata per stabilire una relazione più diretta tra la vita domestica e lo spazio pubblico della piazza; nel retail, Urban Bazaar trasforma invece il negozio attraverso una struttura leggera e luminosa concepita quasi come un’installazione.

In entrambi i casi emerge una caratteristica interessante del lavoro di SCEG: l’interno non viene mai considerato isolatamente. Rimane collegato all’architettura, alla città e alla percezione di chi attraversa lo spazio.

13PARI

13PARI interior designer torino

13PARI nasce dall’incontro tra Giorgia Fini, architetto, e Daniela Torre, interior designer. Le due iniziano a lavorare insieme nel 2017 con la ristrutturazione di un appartamento affacciato sulla Mole Antonelliana; da quella esperienza prende forma uno studio torinese oggi specializzato nella ristrutturazione degli interni e nell’edilizia residenziale.

È proprio questa specializzazione a rendere 13PARI particolarmente pertinente in una selezione dedicata all’interior design. Il progetto non si ferma alla ridefinizione della distribuzione: comprende visualizzazione tridimensionale, scelta delle finiture, illuminazione, selezione degli arredi e progettazione di elementi su misura.

La scala prevalentemente domestica permette allo studio di confrontarsi direttamente con uno dei temi più complessi dell’abitare contemporaneo: trasformare appartamenti spesso costruiti per modelli di vita differenti senza cancellarne necessariamente l’identità. Gli interni vengono quindi ripensati a partire dalla quotidianità, cercando un equilibrio tra uso dello spazio, personalizzazione e chiarezza compositiva.

È una presenza diversa rispetto agli studi più multidisciplinari della selezione, ma proprio per questo significativa: 13PARI rappresenta quella parte della scena torinese nella quale la casa rimane il centro stesso della ricerca progettuale.

Cohésion Studio Architects

Cohésion Studio Architect interior designer torino

Fondato a Torino nel 2015 da Giuseppe Pasquero e Andrea Levra Levron, Cohésion Studio Architects lavora tra architettura, interior design e design dell’oggetto, con una seconda sede a Milano. L’attenzione per il dettaglio, la lavorazione artigianale e il rapporto con la materia costituiscono elementi dichiaratamente centrali nella ricerca dello studio.

I materiali vengono spesso lasciati esprimere attraverso le loro caratteristiche fisiche e tattili: superfici grezze, imperfezioni, legno, pietra e finiture naturali partecipano alla costruzione dell’atmosfera senza diventare un repertorio decorativo. Lo studio descrive i propri spazi come ambienti nei quali interno ed esterno, memoria e vita quotidiana rimangono in relazione e attribuisce la stessa importanza alla scala dell’edificio e a quella del singolo mobile.

Questo atteggiamento emerge chiaramente nel residenziale. EHB Apartments, all’interno dello storico Palazzo Balbo di Vinadio nel centro di Torino, trasforma il piano nobile in due abitazioni contemporanee attraverso un intervento nel quale il restauro conservativo viene posto alla base delle nuove scelte distributive e funzionali. In CRV Residence, invece, architettura e interior design vengono sviluppati all’interno di una visione unitaria che arriva fino alle finiture.

Cohésion porta così nella scena torinese una ricerca più silenziosa e materica, nella quale il carattere di un interno dipende meno dall’immagine immediata e più dalla qualità delle relazioni tra spazio, luce, materiali e dettagli.

BALANCE Architettura

Migliori studi di architettura a Torino Balance Architettura

BALANCE Architettura è uno studio internazionale con base a Torino che lavora dal 2011 tra architettura, spazi di lavoro, allestimenti, urbanistica e interior design. Negli anni il suo lavoro ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Giovane Talento dell’Architettura Italiana 2022 del CNAPPC; i progetti sono stati inoltre pubblicati da riviste come Domus, Abitare, The Plan, Detail e The Architectural Review.

Nel percorso dello studio l’interior non rappresenta però un’attività marginale. Il portfolio raccoglie una sequenza consistente di interni realizzati soprattutto a Torino: Phoenix, Morrissey, Portland, Fermi, Elda, Qualich, Monumental, Karna, My Family My Wonder, Zanella e Joelle, accanto a uffici e spazi commerciali.

Uno dei progetti che rende più evidente l’approccio dello studio è Portland, appartamento affacciato sul Parco del Valentino nel quale un unico volume in cemento organizza le diverse funzioni domestiche eliminando gran parte delle tradizionali separazioni interne. Specchi, resina, legno e vetro non vengono utilizzati come semplice finitura, ma contribuiscono direttamente alla percezione e all’organizzazione dello spazio.

BALANCE porta quindi nella selezione una ricerca più esplicitamente architettonica, dove l’interior nasce dal controllo dei volumi, delle percorrenze e dei materiali. Un modo di progettare nel quale la casa viene trattata come una vera struttura spaziale, anche quando la scala dell’intervento è ridotta.

PlaC Architecture

PlaC Architecture

Attivo a Torino dal 2014, PlaC – Plateau Collaboratif è una pratica che lavora tra urbanistica, architettura e interior design attraverso un metodo dichiaratamente collaborativo. Lo studio riunisce oggi Andrea Alessio, Ilaria Ariolfo, Davide Barreri e altri progettisti e affianca alla pratica professionale ricerca teorica, workshop e attività didattica al Politecnico di Torino e allo IED.

Nel lavoro di PlaC cambia la scala, ma rimane costante l’interesse per ciò che esiste già: identità del luogo, possibilità di adattamento, materiali e modi contemporanei di abitare vengono assunti come strumenti progettuali. È un’impostazione particolarmente evidente negli interni, ai quali lo studio dedica una sezione autonoma del proprio portfolio e che comprendono numerosi interventi residenziali e commerciali tra Torino e altre città europee.

Tra i progetti più recenti, Color Field House interviene su un appartamento degli anni Trenta nel centro storico torinese costruendo un dialogo tra elementi originali e nuove geometrie domestiche. Il progetto conserva alcuni riferimenti all’edificio esistente e concepisce l’abitazione come un campo spaziale continuo, nel quale il colore contribuisce a definire relazioni e profondità.

Anche gli interventi precedenti mostrano la stessa attenzione alla trasformazione dell’esistente: in un appartamento nel quartiere Vanchiglia, per esempio, una fascia centrale concentra servizi e funzioni tecniche liberando gli ambienti principali e permettendo alla luce naturale di attraversare maggiormente la casa.

PlaC rappresenta così una generazione per la quale l’interior design non è separato dalla riflessione sull’architettura e sulla città. La scala cambia, il metodo rimane lo stesso: leggere ciò che esiste e trasformarlo senza cancellarne le qualità.

R3architetti

R3architetti

Nato nel 2015 dall’incontro tra Marco Pippione, Alexandru Popescu, Matteo Restagno e Gian Nicola Ricci, conosciutisi durante gli anni al Politecnico di Torino, R3architetti ha costruito una parte significativa della propria identità proprio attraverso la progettazione degli interni. Lo studio definisce il progetto come una forma di racconto: uno spazio deve essere capace di esprimere un’identità, interpretando ciò che esiste e trasformandolo attraverso distribuzione, materia, luce e nuovi dispositivi architettonici.

Il residenziale torinese offre numerosi esempi di questo approccio. In Spazio Mando, un appartamento degli anni Settanta viene liberato dalla precedente frammentazione per costruire un ambiente più fluido, nel quale un grande arredo fisso multifunzionale organizza ingresso e zona giorno; in Casa Antonelli, invece, legno di rovere, tonalità della terra e accenti di verde definiscono un interno più misurato, costruito attraverso continuità materiche e cromatiche.

È interessante soprattutto il modo in cui R3 evita di considerare l’arredo come una fase successiva all’architettura. Librerie, sedute, quinte, volumi contenitori e partizioni diventano veri strumenti spaziali. L’interior nasce quindi dalla trasformazione della pianta e dalla relazione tra elementi costruiti, più che dalla semplice sovrapposizione di oggetti.

Studio Ellisse Architetti

Studio Ellisse Architetti

Studio Ellisse Architetti nasce dalla collaborazione tra Nadia Battaglio e Lorenzo Serra, entrambi formati al Politecnico di Torino. La loro ricerca si concentra in particolare sulla ristrutturazione, sul recupero dell’architettura esistente e sull’utilizzo di materiali naturali e a basso impatto ambientale, con una particolare attenzione per legno, calce, pietra e tecniche costruttive tradizionali.

È una sensibilità che entra direttamente negli interni. Nel recupero di un appartamento torinese del 2022, vicino al Parco del Valentino, il progetto conserva e reinterpreta materiali come cotto, marmo Botticino e intonaci di calce, affiancandoli a pavimenti in rovere e nuovi elementi disegnati per l’abitazione. L’obiettivo non è uniformare ciò che esiste, ma costruire un equilibrio tra tracce differenti e nuove esigenze domestiche.

Anche Casa Amarela, altra ristrutturazione torinese dello studio, mostra questa attenzione alla materia e al disegno su misura, con mobili e contenitori progettati specificamente per gli ambienti.

In una scena nella quale l’interior contemporaneo viene spesso associato all’immagine, Studio Ellisse introduce così un’altra prospettiva: la qualità dello spazio passa anche dalla provenienza dei materiali, dal modo in cui vengono lavorati e dalla possibilità di costruire con maggiore consapevolezza ambientale.

De Leo & Drasnar Architects

De Leo & Drasnar Architects

Con sedi a Torino e Singapore, De Leo & Drasnar Architects è stato fondato da Massimiliano De Leo e Lukas Drasnar dopo esperienze professionali maturate all’interno di studi internazionali. Architettura, interior design e arredo su misura costituiscono i principali ambiti della pratica, che lavora sia in Italia sia all’estero.

La dimensione dell’interior è particolarmente estesa: il portfolio comprende abitazioni private, ristoranti, bar, negozi, uffici e strutture sanitarie, con progetti realizzati a Torino e in altri contesti italiani ed europei. Tra i lavori compaiono interventi residenziali in Crocetta, Precollina e Lungo Po Antonelli, insieme a spazi commerciali e hospitality come Sushi Be, Xile Clothing e diversi locali destinati alla ristorazione.

Lo studio affianca alla progettazione degli spazi anche quella degli arredi e dichiara una particolare attenzione ai materiali ecocompatibili, al risparmio energetico e all’uso di risorse naturali e rinnovabili.

Ne deriva una pratica nella quale la componente tecnica e quella estetica vengono affrontate all’interno dello stesso processo: dall’idea iniziale alla gestione del cantiere, fino alla definizione degli elementi costruiti appositamente per il progetto.

Fragomeli and Partners

Fragomeli and Partners

Fondato nel 2008 da Fabrizio Fragomeli, Fragomeli and Partners si sviluppa inizialmente intorno alla progettazione di ville private in Italia e all’estero. Nel 2014 Angelica Morra entra come partner, concentrando parte della propria attività sull’interior design residenziale e pubblico e sul settore nautico.

La ricerca dello studio si colloca in un territorio differente rispetto alle pratiche più minimali della selezione. Qui materiali, luce, colore e geometrie contribuiscono alla costruzione di ambienti volutamente scenografici, spesso appartenenti al segmento residenziale di alta gamma. Lo studio definisce il proprio obiettivo come la ricerca di un’architettura capace di durare nel tempo, attribuendo particolare importanza al dettaglio, alla scelta dei materiali e alla composizione complessiva degli spazi.

Un appartamento in piazza Carignano a Torino, per esempio, mette in relazione il carattere storico del contesto sabaudo con riferimenti e suggestioni provenienti da culture differenti, mostrando come l’interior possa diventare anche terreno di contaminazione.

La presenza di Fragomeli and Partners amplia quindi ulteriormente il quadro: il panorama torinese non è composto da una sola idea di eleganza contemporanea, ma comprende anche progettazioni nelle quali decorazione, lusso, materia e costruzione dell’atmosfera assumono un ruolo dichiaratamente centrale.

Boffa Petrone & Partners

Migliori studi di architettura a Torino Boffa Petrone & Partners

Con sedi a Torino e Milano, Boffa Petrone & Partners lavora su progettazione, ristrutturazione, interior design e gestione del processo costruttivo. Lo studio dichiara un’attività particolarmente ampia nel residenziale — con quasi cento appartamenti indicati nel proprio portfolio — affiancata da progetti commerciali e interventi di scala maggiore.

Il dato quantitativo, tuttavia, interessa meno della continuità con cui la progettazione degli interni compare nel lavoro dello studio. Il portfolio distingue esplicitamente tra progetti Interior, Residential e Commercial, mostrando una pratica nella quale il progetto domestico convive con uffici, residenze di pregio e trasformazioni immobiliari più complesse.

Tra gli interventi torinesi, Domus Lascaris è un esempio significativo della capacità di lavorare contemporaneamente sull’edificio e sui suoi interni: Boffa Petrone & Partners ha seguito gli interventi esterni e l’interior design del progetto residenziale, inserendo quindi la scala domestica all’interno di una trasformazione architettonica complessiva.

La loro presenza nella selezione ricorda un aspetto importante dell’interior contemporaneo: non tutti gli interni nascono da una pratica esclusivamente autoriale. Esiste anche una progettazione capace di gestire architettura, costruzione, sviluppo immobiliare e spazio interno come parti coordinate dello stesso processo.

BSA – Bottega Studio Architetti

BSA – Bottega Studio Architetti

Fondato a Torino nel 2004 da Stefano Cerruti, Giovanni Ricciuti e Davide Valle, BSA – Bottega Studio Architetti lavora nel residenziale, nel terziario e nell’hotellerie, seguendo interventi di nuova costruzione, ristrutturazione e riqualificazione. Il nome “Bottega” non è casuale: lo studio lo lega direttamente alla conoscenza della materia e alla volontà di comprenderne caratteristiche e possibilità prima di utilizzarla nel progetto. (bottegastudio.it)

Questa attenzione arriva naturalmente fino agli interni. BSA segue i progetti dalla definizione architettonica alla scelta dei materiali e degli arredi, sviluppando quando necessario soluzioni su misura. Nel portfolio recente compaiono numerosi interventi torinesi, tra appartamenti, attici e abitazioni, e lo studio identifica esplicitamente alcuni lavori come progetti congiunti di architecture and interior design.

Il rapporto tra materiali diversi costituisce spesso uno dei temi compositivi: legno e marmo, superfici più calde e più fredde, luce e ombra vengono utilizzati per costruire ambienti equilibrati senza cancellare la presenza fisica della materia. In un progetto residenziale pubblicato da DentroCasa, per esempio, proprio il contrasto tra parquet, marmo e acciaio diventa uno degli elementi attraverso i quali viene definita l’identità della casa.

È un’attitudine che riconduce l’interior al significato originario della bottega: conoscenza tecnica e progetto procedono insieme e il dettaglio viene pensato come parte dell’architettura, non come elemento aggiunto.

Dinterni / Andrea Boeris

Andrea Boeris

Nel panorama torinese, Dinterni occupa una posizione particolare perché nasce specificamente intorno alla cultura dell’interior design. Il suo fondatore Andrea Boeris, nato e attivo professionalmente a Torino, porta avanti da circa trent’anni un’idea di progettazione totale applicata al residenziale, al retail e al contract.

Il punto di partenza dichiarato è la personalizzazione. Gli arredi su misura, la trasformazione degli spazi e la scelta dei materiali vengono costruiti a partire dalle esigenze del committente, evitando che il progetto sia condizionato esclusivamente dalle soluzioni disponibili sul mercato. La casa viene quindi interpretata come espressione della personalità di chi la abita, mentre nel retail e nel contract lo stesso metodo viene applicato alla costruzione di un’identità specifica.

In una lista che comprende molti studi nati dall’architettura, Dinterni introduce così una prospettiva differente e necessaria. L’interno non è una delle possibili scale di intervento: è il centro della pratica professionale, affrontato attraverso spazio, arredo e progetto su misura.

MAAT Architettura / Martina Tabò

MAAT Architettura Martina Tabò

Nel lavoro di MAAT Architettura e di Martina Tabò l’interno è spesso il luogo nel quale mettere alla prova modalità meno convenzionali di organizzare l’abitare. Numerosi progetti sviluppati a Torino mostrano infatti un interesse per gli spazi piccoli, le distribuzioni atipiche, le connessioni verticali e la possibilità di attribuire più funzioni allo stesso elemento architettonico.

Let it Flow, appartamento di appena 55 metri quadrati all’interno di un edificio seicentesco del centro, parte da una pianta composta da stanze molto piccole e difficili da utilizzare secondo una distribuzione tradizionale. Il progetto risponde facendo letteralmente “fluire” una funzione dentro l’altra: cucina, guardaroba, bagno e camera invadono o attraversano i confini convenzionali degli ambienti, costruendo una casa più complessa di quanto la superficie potrebbe suggerire.

Nella Residenza Verticale, sempre a Torino, il tema diventa invece quello delle connessioni tra piani. Una scala-libreria e un pianerottolo trasparente permettono ai collegamenti fisici di diventare anche visivi, mentre porte e arredi assumono più funzioni contemporaneamente.

Sono progetti che conservano una sorprendente attualità perché affrontano questioni oggi centrali nell’interior: come utilizzare meglio pochi metri quadrati, come evitare stanze rigidamente specializzate e come trasformare un limite distributivo in un’occasione progettuale.

a3lier architettura

a3lier architettura

Fondato nel 2008 da Fabrizio Fobert, Fabrizio Lastella e Marco Remorini, a3lier architettura lavora tra Torino e Verona affrontando il progetto alle diverse scale dell’abitare, del lavoro e degli spazi destinati alla vita collettiva. Nella propria descrizione lo studio estende questa attenzione dal singolo edificio fino al mobile, attribuendo alla realizzazione materiale e al rapporto con gli artigiani una parte importante del processo.

Il residenziale è uno dei campi nei quali questa ricerca emerge con maggiore chiarezza. Casa NED, a Torino, parte da un appartamento tradizionale nel quartiere Santa Rita e ne demolisce le partizioni interne per trasformarlo in uno spazio più aperto, nel quale strutture leggere in ferro e vetro sostituiscono i muri e permettono allo sguardo di attraversare la casa.

Accanto a Casa NED, il portfolio comprende altri interni torinesi come Blackbird Living e Rolling Stairs Duplex, oltre a progetti residenziali più recenti sviluppati in altre città italiane.

A chiudere questa selezione, a3lier rappresenta bene una generazione di progettisti per la quale parlare di interior non significa necessariamente parlare di decorazione. Lo spazio interno è prima di tutto architettura dell’abitare: proporzioni, aperture, percorsi, arredi integrati e capacità di adattarsi nel tempo.

Interior design a Torino: una scena che non ha un solo linguaggio

Guardando insieme questi venticinque studi emerge soprattutto l’impossibilità di ricondurre l’interior design torinese a un’estetica unica.

Esiste certamente una Torino della misura e dell’eleganza, degli appartamenti storici, delle boiserie, dei soffitti decorati e delle proporzioni ottocentesche. Ma accanto a questa immagine vive una città radicale, sperimentale, profondamente legata alla cultura industriale e alla capacità di trasformare materiali e tecnologie in linguaggio. La storia di Carlo Mollino e dello Studio65 lo dimostra, ma la stessa tensione continua a emergere, in forme completamente differenti, nelle generazioni successive.

C’è chi lavora attraverso il colore e chi preferisce affidarsi alla materia; chi costruisce l’interno partendo dagli arredi su misura e chi modifica radicalmente la pianta; chi concentra la propria ricerca sulla casa privata e chi porta la stessa sensibilità in hotel, ristoranti, negozi e luoghi di lavoro. Alcuni studi hanno raggiunto una dimensione internazionale, altri mantengono una pratica volutamente più vicina alla scala domestica.

Ciò che li accomuna non è quindi uno stile torinese immediatamente riconoscibile, ma qualcosa di più profondo: la convinzione che lo spazio interno meriti la stessa precisione progettuale dell’architettura.

Forse è proprio qui che Torino continua a distinguersi. In una città dove design, industria, artigianato e architettura si sono incrociati per decenni, progettare una casa non significa soltanto scegliere ciò che dovrà contenerla. Significa intervenire su proporzioni, luce, materia, memoria e modi di vivere.

Ed è in questa scala apparentemente più intima che una parte importante della cultura progettuale torinese continua ancora oggi a prendere forma.

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