Al London Design Festival, MADE x Barbican racconta come un’architettura diventa una collezione: 23 pezzi e una ricerca sugli interni storici di Miriam Howitt.
Una poltrona con la struttura in legno, un tappeto dai colori profondi, una lampada che rilegge un dettaglio della sala da concerto. Il Barbican entra nella dimensione domestica attraverso oggetti che invitano a guardare il complesso londinese da un’altra distanza: quella di chi si siede, accende una luce, dispone i mobili in una stanza.
È il tema di MADE x Barbican, la collaborazione al centro dell’installazione visitabile dal 12 al 20 settembre al Level G Hub Space del Barbican Centre, nell’ambito del London Design Festival. La collezione, composta da 23 pezzi tra arredi, illuminazione, tessili e accessori, è in vendita dal 17 agosto. L’appuntamento di questi giorni ne mette in scena le origini, attraverso il rapporto fra gli oggetti e l’archivio del complesso, come racconta la presentazione ufficiale del Barbican.
Prima dei mobili, un modo di abitare
Il lavoro è stato sviluppato dal team interno di MADE insieme al Barbican. La ricerca ha incrociato disegni, distribuzioni degli appartamenti e documenti sugli interni storici. Accanto alle geometrie dell’edificio emerge così la figura di Miriam Howitt, incaricata nel 1967 di arredare gli appartamenti dimostrativi del complesso.
Nel racconto pubblicato dal London Design Festival, Beatriz Nuno, responsabile del design di MADE, spiega come lo studio di quegli ambienti abbia orientato la collezione. Un soggiorno con zona pranzo aperta è diventato un riferimento per individuare gli spazi a cui destinare i nuovi arredi. Anche l’uso dei tappeti, capaci di dare peso visivo e calore alle stanze, ha avuto un ruolo nella ricerca.
Howitt riportava l’architettura alla scala della vita quotidiana. Ripartire da quel lavoro significa chiedersi come una stanza possa accogliere attività diverse, come il colore possa definire un’area senza separarla e quanto un singolo arredo contribuisca a rendere leggibile uno spazio aperto. Sono domande che conservano un’utilità immediata per il progetto degli interni.
Una sala da concerto può diventare una lampada
Alcuni passaggi dall’edificio all’oggetto sono particolarmente precisi. La lampada da tavolo Curve riprende la struttura dei pannelli acustici tubolari della Barbican Hall. Il paralume orientabile ruota su una base cromata: un riferimento architettonico viene tradotto in una funzione domestica, quella di dirigere la luce.
Il tappeto Brute, invece, rielabora un disegno degli appartamenti dimostrativi. La realizzazione in lana a pelo lungo conserva il rilievo e la presenza tattile del tessile, portando nella collezione una superficie capace di dialogare con i profili più netti degli arredi. Origine dei disegni e caratteristiche sono descritte nella documentazione stampa della collaborazione.

Le fotografie della collezione mostrano questo incontro tra geometria e comfort. Il legno incornicia le sedute, le imbottiture introducono volumi morbidi, i tavolini articolano il piano in figure distinte. La scena domestica nasce dalla relazione fra questi elementi, dalle distanze che lasciano e dal diverso modo in cui occupano il pavimento.
Il valore di un archivio si misura nel progetto
Il Barbican offre un repertorio visivo immediatamente riconoscibile. Proprio per questo, il lavoro d’archivio pone una questione interessante alle aziende dell’arredamento: quanto approfondire una fonte prima di trasformarla in una collezione? Una curva può essere ripresa come segno decorativo, oppure studiata per capire quale problema risolvesse nel contesto originale.
Nel caso di MADE, l’attenzione agli appartamenti e al lavoro di Howitt permette di affiancare alla forma una riflessione sull’uso. Il risultato va osservato a entrambe le scale: la coerenza del singolo oggetto e la sua capacità di convivere con altri mobili, anche estranei alla collezione. È lì che il riferimento storico incontra le esigenze di una casa reale.
Per architetti e interior designer, l’installazione londinese è dunque un’occasione per leggere il percorso tra documento e prodotto. Disegni, fotografie e dettagli costruttivi possono offrire strumenti per progettare il presente, purché il passaggio lasci spazio a nuove funzioni e a nuovi abitanti.
MADE x Barbican è visitabile gratuitamente fino al 20 settembre 2026, dalle 8 alle 23, ora locale, al Barbican Centre, Level G Hub Space, Silk Street, Londra. Non è richiesto un biglietto. Orari e informazioni sono disponibili nel programma ufficiale del festival.
Immagine di apertura e fotografia nel testo: collezione MADE x Barbican, © Felix Speller. Fonte: London Design Festival. Le immagini mostrano gli arredi della collaborazione e non costituiscono un reportage dell’installazione.


