Dieci hotel del lago di Como scelti per architettura e interni: progettisti, date e località, da Il Sereno di Urquiola a Villa d’Este e Passalacqua.
Dalle ville cinquecentesche ai volumi in pietra disegnati da Patricia Urquiola, dieci alberghi del Lario letti come architetture: chi li ha progettati, quando e cosa raccontano gli spazi.
Da Torno, al mattino, il lago ha il colore del Ceppo lombardo bagnato. Sotto il Sereno, la vecchia darsena in pietra ospita ancora barche in legno; sopra, un edificio del 2016 guarda il ramo di Como con la severità razionalista di Giuseppe Terragni. Sull’altra sponda, a Moltrasio, una villa del Settecento ha riaperto dopo tre anni di restauro, con più di venti qualità di marmo e tende in seta comasca.
Gli hotel di design lago di Como vivono di questa doppia natura, memoria e progetto contemporaneo. Qui l’ospitalità di lusso nasce quasi sempre dentro un’architettura che esisteva prima dell’albergo: una residenza cardinalizia, un palazzo neoclassico, un grand hotel Liberty. I pochi edifici nuovi sono stati costruiti sotto vincoli paesaggistici severi, e si vede.
La redazione ha scelto dieci indirizzi per la qualità dell’architettura e degli interni: niente prezzi né classifiche di servizio, ma progettisti, date e una lettura degli spazi.
Quali sono gli hotel di design più belli sul lago di Como?
Gli hotel più interessanti del lago di Como per architettura e interior design sono Il Sereno a Torno, Passalacqua a Moltrasio, Villa d’Este a Cernobbio, il Mandarin Oriental a Blevio, il Grand Hotel Tremezzo, il Grand Hotel Villa Serbelloni a Bellagio, The Lake Como EDITION a Cadenabbia, Filario a Lezzeno, Villa Làrio a Pognana Lario e Musa a Sala Comacina. Coprono quasi cinque secoli di architettura, dal cantiere voluto dal cardinale Tolomeo Gallio alle aperture del 2026.
Dove le fonti non attribuiscono con certezza il progetto degli interni, la tabella lo dichiara invece di indicare un nome.
| Hotel | Località | Progettista / interni | Anno |
|---|---|---|---|
| Il Sereno Lago di Como | Torno | Patricia Urquiola (architettura e interni) | 2016 |
| Filario Hotel & Residences | Lezzeno | Alessandro Agrati (interni) | 2015 |
| The Lake Como EDITION | Cadenabbia | Neri&Hu con De.Tales | 2026 |
| Villa d’Este | Cernobbio | Pellegrino Tibaldi (villa cinquecentesca) | Villa dal 1565-1570, hotel dal 1873 |
| Passalacqua | Moltrasio | Felice Soave (villa); BAMO (pianificazione del restauro e architettura degli interni), con Venelli Kramer come architetto locale; arredi selezionati dalla famiglia De Santis | Villa fine Settecento, hotel dal 2022 |
| Mandarin Oriental, Lago di Como | Blevio | Eric Egan (interni), Patrizia Pozzi (paesaggio) | 2019 |
| Grand Hotel Tremezzo | Tremezzina | Edificio Liberty; T Spa di Studio Venelli Kramer | 1910 |
| Grand Hotel Villa Serbelloni | Bellagio | Villa Frizzoni (1850-1854); rinnovo 2024 | Hotel dal 1873 |
| Villa Làrio | Pognana Lario | Arredi Castagna 1939; restauro affreschi Danilo Carelli | 2015 |
| Musa Lago di Como | Sala Comacina | Progettista degli interni non attribuito con certezza | 2022 |
Hotel di design contemporanei sul lago di Como: architettura nuova sull’acqua
Costruire ex novo sul Lario è raro: ciascuno dei tre alberghi che seguono ha trasformato un vincolo (una darsena, una fabbrica, una facciata storica) nel punto di partenza del progetto.
Il Sereno Lago di Como, Torno
Aperto nel 2016, Il Sereno è stato descritto dalla stampa di settore come il primo hotel costruito ex novo sul lago di Como da alcuni decenni. Patricia Urquiola ne ha firmato architettura e interni, su un volume impostato sopra una darsena storica. Il progetto originario del 2016 comprendeva trenta suite; oggi il sito dell’hotel ne dichiara quaranta, tutte con vista lago. Lo studio dichiara di aver reinterpretato il razionalismo della Casa del Fascio di Terragni con un accento contemporaneo, e la citazione si legge nella griglia regolare della facciata in Ceppo lombardo, pietra locale usata anche per alcune finiture interne. Il fulcro è la scala centrale in noce e bronzo, dove i gradini sembrano sospesi uno sull’altro. Rame, terrazzo veneziano e travertino ricorrono su una tavolozza di terre accesa da rosa e verde pastello. Il botanico Patrick Blanc ha disegnato i giardini verticali, mentre le imbarcazioni in legno sono state costruite dal Cantiere Ernesto Riva. Chi vuole approfondire il percorso della designer trova il suo ritratto nel nostro profilo di Patricia Urquiola, tra biografia e progetti.

Filario Hotel & Residences, Lezzeno
Sulla sponda orientale del ramo di Como, in località Bagnana, Filario ha aperto nel luglio 2015 dove un tempo sorgeva una piccola fabbrica di fili metallici. La costruzione ha richiesto cinque anni proprio per le norme che tutelano paesaggio e storia del luogo, e il risultato è un edificio che si lega alla montagna con una facciata di pietre tipiche della Lombardia sagomate apposta. Gli interni sono di Alessandro Agrati, che ha lavorato per stratificazione di tessuti, luce e oggetti di carattere; molti pezzi sono stati realizzati su misura da artigiani della vicina Cantù, il distretto brianzolo del mobile. Rispetto alle ville vicine, il linguaggio rinuncia a ogni citazione storica. Oggi l’albergo fa parte del circuito Design Hotels.
The Lake Como EDITION, Cadenabbia
L’apertura più attesa del 2026 è avvenuta il 12 marzo a Cadenabbia, di fronte a Bellagio. Il gruppo EDITION ha affidato architettura e interni allo studio di Shanghai Neri&Hu insieme a De.Tales, che hanno trasformato lo storico albergo Britannia Excelsior conservandone gran parte della facciata e i balconi alla francese delle camere sul lago. Le camere sono state ridotte di numero per ampliarle, fino a 148 tra stanze e suite. Nella lobby bar un soffitto a cassettoni alto circa 5 m incornicia il marmo verde celadon; negli ambienti ricorrono archi in marmo e arredi su misura, affiancati da mobili Cassina, Vitra e Molteni e da luci Flos e Artemide. La piscina galleggiante viene presentata dalla proprietà come la più grande del lago. Lo abbiamo inserito tra le nuove aperture di hotel di design del 2026 da seguire.
Ville storiche trasformate in hotel di lusso sul lago di Como
La forma più tipica dell’hotel di lusso sul lago di Como è la villa di delizia convertita in albergo: un impianto nobiliare, un giardino a terrazze, un rapporto diretto con l’acqua. In questi casi il design contemporaneo lavora per sottrazione e restauro, e il valore sta nel modo in cui il nuovo lascia parlare l’esistente.
Villa d’Este, Cernobbio
È il prototipo di tutti gli alberghi del lago. Secondo la scheda di Lombardia Beni Culturali, tra il 1565 e il 1570 il cardinale Tolomeo Gallio fece erigere una sontuosa dimora sul sito di un convento demolito, su progetto di Pellegrino Tibaldi. Nel 1784 i Calderara commissionarono il nuovo giardino all’italiana con il ninfeo barocco detto il Mosaico, rivestito di ciottoli; nel 1814 la villa passò a Carolina di Brunswick, che le diede il nome attuale. Dal 1873 è un albergo. L’asse del giardino, il Viale di Ercole, sale verso il gruppo di Ercole e Lica: una sequenza di quinte scenografiche che è la migliore introduzione al paesaggio delle ville lariane.
Passalacqua, Moltrasio
La villa fu costruita alla fine del Settecento dall’architetto Felice Soave per il conte Andrea Lucini Passalacqua, con un salone della musica al centro dell’impianto neoclassico. La storia della proprietà la lega a Vincenzo Bellini, ospite della famiglia. La famiglia De Santis, già alla guida del Grand Hotel Tremezzo, l’ha acquistata nel 2018 e l’ha aperta nel giugno 2022 dopo tre anni di restauro. Le 24 suite sono distribuite tra la villa affrescata, il Palazz (le antiche scuderie, con travi a vista) e la Casa al Lago. BAMO ha curato la pianificazione del restauro e l’architettura degli interni, con Venelli Kramer come architetto locale; la famiglia De Santis ha compiuto le scelte finali di arredi, opere e antiquariato. Più di venti varietà di marmo, pavimenti in terrazzo veneziano posati da artigiani specializzati, paralumi Fortuny, vetro di Murano, tende in taffetà di seta di Como. I giardini scendono a terrazze fino al lago.

Mandarin Oriental, Lago di Como, Blevio
Riaperto nella primavera del 2019 sotto l’insegna Mandarin Oriental, il complesso di Blevio era in precedenza il CastaDiva Resort, nome che rendeva omaggio al soprano Giuditta Pasta. Qui, come ricostruisce il percorso sulle ville comasche di Lombardia Beni Culturali, la cantante aveva fatto ristrutturare tra il 1827 e il 1829 una villa neoclassica dallo zio Filippo Ferranti; demolita nel 1904, fu sostituita da Villa Roccabruna, progettata da Carlo Formenti per gli industriali torinesi Wild. Villa Roccabruna è oggi il cuore dell’albergo, e degli edifici originari sopravvive una delle due dipendenze. Gli interni sono dello studio milanese di Eric Egan, che ha tenuto un registro neoclassico calmo, mentre il parco è stato ridisegnato dalla paesaggista Patrizia Pozzi. Nel complesso si contano 21 camere, 52 suite e due ville private.
I grand hotel della Belle Époque, tra Liberty e restauro
Il centro lago conserva i grandi alberghi nati tra Ottocento e Novecento per la villeggiatura lunga, con saloni di rappresentanza e facciate rivolte all’acqua, oggi aggiornati con spa e nuovi interni.
Grand Hotel Tremezzo, Tremezzina
Il Grand Hotel Tremezzo è stato inaugurato il 10 luglio 1910 da Enea e Maria Gandola ed è uno dei manifesti del Liberty lariano, con la facciata aperta verso Bellagio e il parco accanto a Villa Carlotta. Oggi è della famiglia De Santis. La parte più interessante sul piano progettuale è la T Spa, ricavata in Villa Emilia, edificio che ospitava la biblioteca della vicina Villa Carlotta: lo Studio Venelli Kramer ha affiancato ai decori originali, soffitti affrescati con fiori e uccelli e tinte rosa polvere e verde Versailles, un hammam interamente rivestito in marmo di Lasa, pavimenti in terrazzo veneziano intarsiati di tulipani e anemoni, pareti retroilluminate. Per altri esempi di questo tipo trovate una selezione delle spa di design più belle d’Italia.
Grand Hotel Villa Serbelloni, Bellagio
Sulla punta di Bellagio, la villa fu costruita tra il 1850 e il 1854 per il conte Frizzoni e trasformata nel 1873 nel Grand Hotel Bellagio, ampliandola. Gli interni mescolano stile Impero, neoclassico e Liberty. Dal 1918 l’albergo appartiene alla famiglia Bucher, oggi alla quarta generazione. Il rinnovo del 2024 ha aggiornato camere, suite e spazi comuni e ha portato la nuova Luce del Lago Spa, oltre 1.500 m², che la proprietà indica come la più grande del lago. Dal 2025 l’hotel fa parte di Relais & Châteaux.


Boutique hotel vista lago: le scelte più raccolte
Per chi cerca meno camere e più intimità, il lago offre piccoli alberghi ricavati in ville private o in edifici minori, dove il progetto degli interni conta quanto la vista. Sono le risposte più convincenti alla domanda su dove dormire sul lago di Como con un occhio al design, lontano dai grandi numeri.
Villa Làrio, Pognana Lario
Il nucleo di Villa Làrio è Il Palazzo, la villa degli anni Novanta dell’Ottocento legata alla famiglia di industriali Lombardi, che a Pognana possedeva una cava di pietra e un porticciolo sul lago, per decenni l’unico accesso via acqua. La trasformazione in hotel risale al 2015 e oggi comprende 18 suite in quattro edifici: Il Palazzo, Villa Bianca, il Padiglione e la Garden Suite. Gli arredi sono in gran parte della comasca Castagna 1939, in una chiave di linearità e colori neutri che lascia spazio agli elementi ottocenteschi conservati: camini, pavimenti a mosaico, cornici e soffitti affrescati restaurati da Danilo Carelli. Sulla terrazza, colonne monolitiche in granito alte sei metri. La Guida Michelin le ha assegnato una Chiave.
Musa Lago di Como, Sala Comacina
Musa ha aperto nel 2022 in un’insenatura di Sala Comacina affacciata sull’Isola Comacina, dopo la ristrutturazione e l’ampliamento di un piccolo locale preesistente. È un cinque stelle di una dozzina di camere, con bagni in marmo di Carrara, legno di rovere e una palette ispirata ai toni del tramonto sul lago. Le fonti che abbiamo consultato non attribuiscono in modo univoco il progetto degli interni, e per questo non indichiamo un nome. Lo includiamo perché rappresenta una tendenza recente del Lario, l’hotel boutique costruito sulla scala domestica più che sulla monumentalità: l’approccio che molti oggi cercano di portare anche a casa, come raccontiamo nell’articolo sulla casa effetto hotel.
Dove dormire sul lago di Como se si sceglie per il design?
La scelta dipende dal tipo di architettura che si vuole vivere: il ramo di Como offre le ville storiche e i progetti contemporanei più radicali, il centro lago i grand hotel e il paesaggio più scenografico. Tra Cernobbio e Torno, a pochi chilometri dalla città e da Milano, si concentrano Villa d’Este, Passalacqua, Mandarin Oriental e Il Sereno; tra Tremezzina, Cadenabbia e Bellagio lo sguardo va al punto in cui il lago si divide nei suoi tre rami.
Le ville visitabili sono il contesto indispensabile per capire gli alberghi. In Tremezzina, Villa del Balbianello, oggi del FAI, nasce da un convento francescano trasformato alla fine del Settecento dal cardinale Angelo Maria Durini, che fece costruire la loggia panoramica; Guido Monzino la lasciò al FAI alla sua morte, nel 1988. I giardini di queste dimore compaiono nella nostra selezione dei giardini storici italiani da vedere almeno una volta.
Che cosa accomuna gli hotel di lusso del lago di Como?
Il tratto comune degli hotel di lusso sul lago di Como è il rapporto obbligato con la pietra, l’acqua e il pendio: quasi ogni progetto dialoga con una darsena, una terrazza o un giardino in forte pendenza. La pietra locale ritorna ovunque, e pontili e imbarcazioni in legno sono trattati come architettura.
Il secondo filo è l’artigianato: terrazzo veneziano, seta di Como, mobili su misura prodotti tra Cantù e la Brianza. Il terzo è la gestione familiare, dai De Santis a Tremezzo e Moltrasio ai Bucher a Bellagio. Per un confronto con un altro lago lombardo si può leggere la nostra guida agli hotel di lusso sul lago di Varese; per il quadro nazionale, la selezione dei hotel di design firmati da studi italiani e l’analisi della classifica 50 Best Hotels 2026 per l’Italia.
Domande frequenti sugli hotel di design del lago di Como
Qual è l’hotel di design più contemporaneo del lago di Como?
Per coerenza del progetto, Il Sereno di Torno, aperto nel 2016, è l’esempio più compiuto: Patricia Urquiola ne ha firmato architettura e interni, dalla facciata in Ceppo lombardo alla scala in noce e bronzo fino alle imbarcazioni. Tra le aperture recenti, The Lake Como EDITION di Cadenabbia (2026) porta sul lago il linguaggio dello studio Neri&Hu, all’interno di un edificio storico.
Quale hotel del lago di Como ha la storia architettonica più antica?
Villa d’Este a Cernobbio. La residenza fu fatta erigere dal cardinale Tolomeo Gallio tra il 1565 e il 1570 su progetto di Pellegrino Tibaldi, arricchita nel 1784 dal giardino all’italiana con il ninfeo detto il Mosaico e ribattezzata da Carolina di Brunswick dopo il 1814. È un albergo dal 1873 ed è considerata il modello delle ville lariane trasformate in hotel.
Mandarin Oriental Lago di Como e CastaDiva sono lo stesso hotel?
Sì. Il complesso di Blevio, noto come CastaDiva Resort, ha riaperto nella primavera del 2019 come Mandarin Oriental, Lago di Como. Il cuore è Villa Roccabruna, costruita nel 1904 da Carlo Formenti dove sorgeva la villa di Giuditta Pasta. Gli interni del nuovo corso sono dello studio di Eric Egan, il paesaggio di Patrizia Pozzi.
Chi ha progettato gli interni di Passalacqua a Moltrasio?
BAMO ha curato la pianificazione del restauro e l’architettura degli interni, con Venelli Kramer come architetto locale; la famiglia De Santis, proprietaria dal 2018, ha compiuto le scelte finali di arredi, opere e antiquariato. La villa, della fine del Settecento, è opera dell’architetto Felice Soave per il conte Andrea Lucini Passalacqua. L’hotel ha aperto nel giugno 2022.
Qual è la zona migliore del lago di Como per un soggiorno all’insegna del design?
Dipende dall’interesse. Il ramo di Como, tra Cernobbio, Moltrasio, Blevio e Torno, concentra ville storiche e il progetto contemporaneo del Sereno, ed è comodo da Milano. Il centro lago, tra Tremezzina, Cadenabbia e Bellagio, offre grand hotel Liberty, ville visitabili come il Balbianello e la vista sul punto d’incontro dei tre rami.

