Premio Architettura Toscana 2026: i vincitori della quinta edizione

Un nido d’infanzia nell’ex Manifattura Tabacchi, un teatro nel Chianti, una scuola sotto la Fortezza di Siena, un edificio moderno restituito alla sua epoca e il centro di Certaldo ricucito piazza dopo piazza: sono le cinque opere premiate su 171 candidature.

Un nido d’infanzia nell’ex Manifattura Tabacchi, un teatro nel Chianti, una scuola ai piedi della Fortezza di Siena, un edificio per uffici restituito alla sua epoca e il centro di Certaldo ricucito piazza dopo piazza: sono le cinque opere premiate su 171 candidature.

Sono stati annunciati oggi a Firenze i vincitori del Premio Architettura Toscana 2026, quinta edizione di un riconoscimento che compie dieci anni e che, edizione dopo edizione, è diventato un vero osservatorio sullo stato dell’architettura nella regione. Le opere candidate sono state 171, tutte realizzate in Toscana nei cinque anni precedenti al bando, e la giuria ha premiato un nido d’infanzia, un teatro, una scuola primaria, un edificio per uffici e un sistema di spazi pubblici.

Leggendo le motivazioni, abbiamo notato un filo comune che lega i cinque progetti: nessuno nasce su un terreno vergine. Ognuno si confronta con qualcosa che c’era prima, che sia una manifattura, un borgo, una fortezza, un edificio moderno o un centro storico, e lo fa senza nostalgia e senza mimetismi. Quattro opere su cinque sono inoltre luoghi collettivi, a conferma che la qualità del progetto in Toscana passa oggi non solo dalla committenza privata, ma anche e soprattutto dall’edilizia pubblica e d’uso comune.

L’annuncio è arrivato in conferenza stampa, alla presenza della presidente del Consiglio regionale della Toscana Stefania Saccardi, prima della cerimonia di premiazione alla Palazzina Reale di piazza Stazione, sede dell’Ordine e della Fondazione Architetti Firenze. Il Premio Architettura Toscana è promosso da Consiglio regionale della Toscana, Ordine degli Architetti PPC di Firenze, Federazione degli Architetti PPC della Toscana, Ordine degli Architetti PPC di Pisa, Fondazione Architetti Firenze e Ance Toscana, con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Architetti PPC.

La giuria, di respiro internazionale, era composta dagli architetti Junko Kirimoto, fondatrice con Massimo Alvisi dello studio Alvisi Kirimoto, Andrea Maffei, Francisco Mangado e Valerio Paolo Mosco, insieme al sociologo Giovanni Semi. Il criterio dichiarato è il valore dell’architettura compiuta: non si premia l’intenzione progettuale, ma la qualità dell’opera costruita e la sua capacità di incidere sul territorio e sulla vita di chi la usa. Come prevede il regolamento, il riconoscimento va congiuntamente a progettista, committenza e impresa, perché un’opera di qualità è il risultato del lavoro di tutti gli attori coinvolti.

Opera prima: il Nido d’infanzia di Manifattura Tabacchi di Aut Aut Architettura

Il Nido d infanzia di Manifattura Tabacchi a Firenze di Aut Aut Architettura
Il Nido d’infanzia di Manifattura Tabacchi a Firenze, Aut Aut Architettura. Foto courtesy Aut Aut Architettura

Nella categoria riservata ai progettisti under 40 vince Aut Aut Architettura con il nido d’infanzia realizzato all’interno della rigenerazione dell’ex Manifattura Tabacchi di Firenze, per la committenza Manifattura Tabacchi spa e con l’impresa Italbuild. È l’unica categoria che prevede, oltre alla targa, un premio in denaro di 5.000 euro.

La giuria ha riconosciuto al progetto una maturità non scontata per un’opera prima, che si legge nel controllo di due scale diverse. Da una parte una scala minuta, quasi urbana, fatta di piccoli volumi disposti in modo da generare spazi interstiziali d’uso comune, dove si svolge la vita collettiva del nido. Dall’altra una scala più ampia, affidata alla copertura piana che unifica l’insieme e lo ancora al contesto della Manifattura. Completano il quadro una composizione semplice e materiali essenziali, per un risultato che la giuria descrive come una bellezza discreta ma presente.

Opera di allestimento o di interni: il Teatro di Vitigliano di MDU architetti

La sala del Teatro di Vitigliano a Greve in Chianti con le poltrone rosse, MDU architetti
Il Teatro di Vitigliano a Greve in Chianti, MDU architetti. Immagine courtesy Premio Architettura Toscana

Nella categoria allestimento e interni vince MDU architetti con il Teatro di Vitigliano, a Greve in Chianti, realizzato per Petriolo srl dall’impresa SIRE.

Il tema è tra i più delicati del mestiere: inserire un elemento contemporaneo in un contenitore storico dal forte impatto visivo e strutturale. Secondo la giuria l’operazione è pienamente riuscita. Il nuovo volume, che il verbale definisce l’intruso, non si limita a introdurre un segno contemporaneo, ma valorizza anche i mattoni storici della sala, al punto da farli sembrare parte del linguaggio di oggi. È un approccio opposto al restauro in stile, perché qui non è il nuovo a imitare l’antico, ma l’antico a dialogare alla pari con il nuovo.

Opera di nuova costruzione: la Scuola primaria Achille Sclavo di Fabbricanove a Siena

Gli interni con la copertura in legno della Scuola primaria Achille Sclavo a Siena di Fabbricanove
La Scuola primaria Achille Sclavo a Siena, Fabbricanove. Immagine courtesy Premio Architettura Toscana

Il premio per la nuova costruzione va alla Scuola primaria Achille Sclavo di Siena, progettata da Fabbricanove per il Comune di Siena, con strutture di Fabrica Progetti, impianti di Consilium e realizzazione dell’impresa C.I.T.I.S.

Il confronto è con una presenza ingombrante come la Fortezza di Siena, e la giuria parla di un’interpretazione magistrale del luogo. Il cuore del progetto è una piazza interna triangolare che fa da filtro tra l’innovazione degli spazi didattici e la severità delle mura storiche. La struttura in legno della copertura, i materiali e le scelte cromatiche si inseriscono nel contesto con un equilibrio tra rispetto e audacia, a dimostrazione che il contemporaneo può valorizzare l’antico invece di subirlo. Che si tratti di una scuola pubblica non è un dettaglio: la qualità architettonica, qui, è un servizio reso ai bambini e alla città.

Opera di restauro o recupero: Ufficio Pantin 1 di Barreca & La Varra a Scandicci

Ufficio Pantin 1 a Scandicci di Barreca e La Varra con ITIstudio, la scala esterna bianca
Ufficio Pantin 1 a Scandicci, Barreca & La Varra con ITIstudio. Foto Carola Merello

Nella categoria restauro e recupero vincono Barreca & La Varra, in collaborazione con ITIstudio, con Ufficio Pantin 1 a Scandicci, realizzato per Bel Real Estate Group con le imprese Grassi & Crespi, Aedes e Greenstyle.

A nostro avviso è il riconoscimento più significativo dell’edizione, perché riguarda un tema ancora poco frequentato: il recupero di un edificio moderno. La giuria apprezza la sensibilità con cui i progettisti lo hanno trattato come un edificio storico a tutti gli effetti, estraendone potenzialità rimaste inespresse fin dalla sua costruzione. Non si tratta di un recupero filologico, ma di una lettura che interpreta lo spirito dell’epoca in cui l’edificio è nato, senza falsi e senza mimetismi. È un approccio destinato a fare scuola, se si considera quanta parte del patrimonio costruito italiano risale al secondo Novecento.

Opera su spazi pubblici, paesaggio e rigenerazione: Da piazza a piazza di Eutropia Architettura a Certaldo

Piazza Boccaccio a Certaldo al tramonto, progetto Da piazza a piazza di Eutropia Architettura
Piazza Boccaccio a Certaldo, progetto Da piazza a piazza di Eutropia Architettura. Immagine courtesy Premio Architettura Toscana

Nella categoria spazi pubblici, paesaggio e rigenerazione vince Da piazza a piazza, il progetto per il centro di Certaldo guidato da Eutropia Architettura con Guicciardini & Magni Architetti, filoferro architetti, Fabrica Progetti, Greenhaus, Studio Ingegneristico Giampiero Mancini, Studio Arkit T.A., Daniela Sestini e Paolo Ciampalini.

Il mandato era rigenerare il centro della cittadina della Valdelsa, e il gruppo ha risposto con una decisa operazione di ricucitura urbana. Il progetto lavora su due livelli, il disegno dei singoli spazi pubblici e il percorso che li mette in relazione, ed è proprio questo che la giuria premia: la scelta di ragionare alla scala della città e non del singolo intervento, che indica una via coraggiosa e integrata alla rigenerazione dei centri minori.

Menzioni e opere selezionate: il quadro completo dell’edizione

Accanto ai vincitori, la giuria ha assegnato una serie di menzioni d’onore che completano il quadro. Per l’opera prima è stata segnalata Anonima Agricola di Captcha Architecture, apprezzata per la chiarezza tipologica in un contesto rurale e per una materialità elegante e raffinata. Negli interni, la Ditta Artigianale di via Solferino a Firenze firmata da q-bic, dove pochissimi materiali e il giallo del brand, applicato con la stessa essenzialità, danno vita a uno spazio unico e continuo. Per la nuova costruzione, la Residenza Gignoro di Patrick Stappers, con frangisole in lamiera forata che modulano luce e privacy e un grande vuoto centrale che alleggerisce il volume.

Doppia menzione nel restauro: il Palazzo degli Affari di Firenze, intervento di Elio Di Franco con Politecnica e Consilium, che secondo la giuria evita tanto la deriva high tech quanto lo storicismo, e The Plant di Balenciaga, firmato da MetroOffice Architetti, un recupero di grande potenza plastica che sfrutta la forza espressiva dell’esistente senza entrare in competizione con esso. Tre le menzioni per gli spazi pubblici: i Giardini del Porcinai ad Arezzo di abp architetti, che attualizzano il progetto disegnato da Pietro Porcinai negli anni Trenta per l’area davanti alle mura medievali; Piazza Nelson Mandela a Pistoia di Chiara Cacciuolo, Andrea Giraldi e Jonathan Calugi, esempio di coprogettazione reale con la scuola del quartiere; la Terrazza della Repubblica a Viareggio di Stefano Dini con PXC e Paesaggistipercaso, che completa la riqualificazione del waterfront con travertini colorati dai richiami futuristi e cubisti.

Nella selezione figurano inoltre Casa Patio dello Studio Santini Santoni e Turignana di Andrea Guidi per l’opera prima, Santa Maria Residence di Stefano Tozzi con AE5 Partners per gli interni, Fattoria Le Pupille dello Studio Benaim, la Chiesa della Visitazione di MDU architetti e il Liceo statale Eugenio Montale di Colucci & Partners per la nuova costruzione, Podere Cerreto di Studio ZAG Architecture di Cristiano Bianchi e Borgo Banditaccia di Edoardo Milesi & Archos per il recupero, Piazza San Lorenzo di MICROSCAPE Architecture Urban Design per gli spazi pubblici.

La mostra: alla Palazzina Reale fino al 21 ottobre, poi nelle province toscane

Con la premiazione si inaugura alla Palazzina Reale la mostra dei progetti vincitori, menzionati e selezionati, visitabile fino al 21 ottobre. L’esposizione lascerà poi Firenze per le altre province toscane: la prima tappa annunciata è Pisa, dove l’Ordine degli Architetti dedicherà al premio la giornata inaugurale della 3 Giorni in Ordine, in programma dal 28 al 30 ottobre. Il comitato organizzatore ha inoltre annunciato un programma di iniziative e visite guidate alle opere, dalle più note agli interventi minori, un appuntamento da segnare accanto a quelli della nostra guida agli eventi di architettura e design in Italia.

L’ambizione, del resto, va oltre il riconoscimento. Come ha spiegato il presidente del comitato organizzatore Giorgio Cerrai, dopo dieci anni l’obiettivo è fare del premio uno strumento permanente di conoscenza e divulgazione, capace di leggere le trasformazioni del territorio e di orientarle.

Il Novecento come nuovo patrimonio: la lezione del PAT 2026

Considerate nel loro insieme, le opere di questa edizione indicano una direzione che va oltre i confini regionali. Il premio per il recupero va a un edificio moderno, le menzioni riconoscono la reinterpretazione di un giardino di Pietro Porcinai, il Palazzo degli Affari e il completamento di un lungomare novecentesco, e anche le nuove costruzioni convincono la giuria quando si confrontano con una fortezza o con un’ex manifattura.

Per decenni, in una regione abituata a misurarsi con il Rinascimento, il patrimonio da tutelare è stato soprattutto quello antico. Il Premio Architettura Toscana 2026 segnala che lo sguardo sta cambiando: il Novecento entra a pieno titolo nella memoria da custodire e reinterpretare, come raccontano anche le case iconiche del Novecento, e il progetto contemporaneo più interessante è quello capace di trattarlo con la stessa cura riservata alle architetture storiche. È una tendenza che abbiamo osservato anche nei migliori progetti di ristrutturazione hotel del 2026 e su cui continueremo a lavorare, a partire dalla nostra selezione dei migliori studi di architettura a Firenze.

Domande frequenti sul Premio Architettura Toscana 2026

Chi ha vinto il Premio Architettura Toscana 2026?

I cinque vincitori sono il Nido d’infanzia di Manifattura Tabacchi di Aut Aut Architettura (opera prima), il Teatro di Vitigliano di MDU architetti (interni), la Scuola primaria Achille Sclavo di Fabbricanove (nuova costruzione), Ufficio Pantin 1 di Barreca & La Varra con ITIstudio (restauro e recupero) e Da piazza a piazza a Certaldo di Eutropia Architettura con un gruppo di progettisti (spazi pubblici, paesaggio e rigenerazione).

Quante opere hanno partecipato alla quinta edizione?

Le candidature sono state 171, tutte opere realizzate in Toscana e ultimate nei cinque anni precedenti alla pubblicazione del bando.

Chi faceva parte della giuria?

La giuria era composta dagli architetti Junko Kirimoto, Andrea Maffei, Francisco Mangado e Valerio Paolo Mosco e dal sociologo Giovanni Semi.

Dove si può vedere la mostra dei progetti premiati?

Alla Palazzina Reale di piazza Stazione a Firenze fino al 21 ottobre 2026. In seguito la mostra si sposta nelle altre province toscane, con una tappa a Pisa durante la 3 Giorni in Ordine, dal 28 al 30 ottobre.

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