Nata nel 2006 come brand di design di Euro3plast, realtà industriale attiva dal 1974, Plust Collection rappresenta oggi uno dei casi più interessanti del design outdoor contemporaneo italiano. Un marchio capace di trasformare la plastica da semplice materiale tecnico a vero e proprio linguaggio progettuale, con una visione che unisce industria, ricerca formale e cultura del progetto.
In un panorama in cui l’outdoor è sempre più vissuto come estensione naturale dell’abitare, Plust ha saputo interpretare questo cambiamento con arredi che superano la distinzione tra interno ed esterno, combinando volumi scultorei, superfici materiche e una forte attenzione alla sostenibilità. Il risultato è un design riconoscibile, iconico e trasversale, capace di dialogare con contesti residenziali, hospitality e contract a livello internazionale.
Alla guida delle strategie globali del brand, il Dott. Vittorio Moretti, Global Sales and Marketing Director, incarna una visione che tiene insieme identità industriale e sensibilità contemporanea. Con lui abbiamo approfondito le radici produttive di Plust Collection, il ruolo dell’innovazione tecnologica nello stampaggio rotazionale, il rapporto con i designer e il percorso verso una sostenibilità concreta e misurabile.
Un racconto che attraversa materia, forma e processo, per comprendere come Plust Collection sia diventata non solo un marchio di arredo outdoor, ma un vero linguaggio del design contemporaneo.
Vittorio Moretti ci racconta Plust Collection: “La plastica diventa linguaggio del progetto contemporaneo”
Plust Collection nasce nel 2006 come brand di design di Euro3plast, realtà radicata dal 1974. Quali sono le origini produttive e culturali che più hanno contribuito a definire la vostra identità?

Plust Collection nasce con l’intento di esprimere il nostro DNA industriale in chiave progettuale, portando avanti la lunga tradizione di euro3plast nella lavorazione della plastica. Da sempre, la nostra identità è stata definita dalla ricerca su materiali innovativi e forme scultoree. L’adozione della tecnologia di stampaggio rotazionale, che permette di modellare la plastica in modo estremamente preciso e creativo, ci ha permesso di trasformare la materia in un linguaggio estetico unico, perfetto per l’outdoor e l’interior design contemporaneo.
“La nuova generazione della plastica” è uno dei vostri manifesti. In che modo siete riusciti a trasformare una materia spesso percepita come “fredda” in un linguaggio estetico e funzionale del design contemporaneo?

La plastica è stata a lungo vista come un materiale “industriale” o “freddo”, ma per noi è sempre stata una materia viva. Abbiamo imparato a trasformarla in qualcosa che comunica eleganza, comfort e sostenibilità. La chiave è stata l’innovazione nelle finiture, che ci permette di dare alla plastica la texture che evocano gli elementi naturali, e l’adozione di un approccio artisanal-industriale, che unisce la precisione della produzione a un’interpretazione creativa delle forme. In questo modo, la plastica non è più un materiale funzionale e anonimo, ma una materia espressiva, capace di raccontare storie e trasformare gli spazi.
Lei è una figura chiave all’interno della direzione strategica di Plust Collection. Qual è, secondo lei, il tratto più distintivo del suo modo di guidare il brand?

Credo che il nostro tratto distintivo sia l’equilibrio tra innovazione e tradizione.
Da una parte, manteniamo una solida eredità industriale, dall’altra esploriamo nuovi linguaggi estetici anche attraverso la ricerca di materiali innovativi.
La mia filosofia di leadership è quella di incoraggiare la collaborazione e il dialogo tra diverse discipline – dal design alla produzione – per arrivare a soluzioni uniche e di qualità, che rispecchiano la nostra visione di un outdoor contemporaneo, iconico e di alto valore progettuale.
Ricorda un progetto o un momento in cui ha capito che Plust stava diventando qualcosa di più di un semplice brand industriale, ma un vero e proprio linguaggio del design?

Un momento cruciale è stato sicuramente il lancio della collezione Twist. Quando abbiamo visto il prodotto trasformarsi da idea a realtà, ci siamo resi conto che Plust non era solo un marchio di arredi outdoor, ma un linguaggio del design capace di andare oltre la semplice funzionalità. Twist, con la sua modularità scultorea, ha aperto nuove possibilità di interpretazione degli spazi, integrando in modo inedito estetica, ergonomia e innovazione. Quell’istante ha segnato il passaggio di Plust a un vero punto di riferimento nel mondo del design contemporaneo.
Linee come Gumball, Fade, Twist o Boom sono entrate ormai nell’immaginario dell’outdoor d’autore. C’è un aneddoto legato alla nascita di una di queste collezioni che non avete mai raccontato?

Un aneddoto interessante riguarda la collezione Fade. Quando abbiamo iniziato a lavorare con il designer Marco Gregori, il primo prototipo della lampada Fade aveva una estetica completamente diversa da quella che conosciamo oggi.
Durante una discussione sul tipo di finitura da utilizzare, ci siamo resi conto che la plastica, con la giusta texture, poteva sembrare un materiale naturale come la pietra. Da quel momento, la collezione ha preso vita, grazie alla combinazione di ricerca sui materiali e innovazione tecnologica. È stato davvero un momento di grande intuizione collettiva.
La sostenibilità per voi non è uno slogan ma un percorso misurabile: certificazioni, riciclo, materiali Newlife, report ESG. Qual è stata la sfida più complessa nel tradurre questo impegno in processo industriale e prodotto?

La sfida maggiore è stata riuscire a integrare la sostenibilità in ogni fase del processo produttivo, senza compromettere la qualità del prodotto finale. Dal riciclo della plastica alle finiture ecologiche, la difficoltà è stata creare una filiera completamente sostenibile, che partisse dal recupero dei materiali fino alla produzione di articoli di alta qualità.
L’adozione di materiali riciclati come DECOR, nato dall’unione di polvere plastica di prima scelta e di una parte di scarti selezionati, per ottenere superfici dal forte carattere materico e distintivo e anche GROUND costituito al 100% dal riutilizzo dei nostri scarti di produzione, che vengono rilavorati da un partner specializzato e poi reintrodotti nel ciclo produttivo per dare vita a nuovi articoli.
L’aspetto più complesso è stato riuscire a mantenere lo standard estetico e funzionale che il nostro marchio rappresenta. È stato un lungo lavoro di ricerca, ma oggi possiamo dire con orgoglio che questi prodotti sono progettati con un impatto ambientale minimo.
Plust si definisce “outdoor attitude”, ma con una versatilità indoor. Come si traduce questa doppia vocazione nei mercati internazionali e nella cultura del progetto che promuovete?
La nostra doppia vocazione è alla base del nostro approccio progettuale. Outdoor e indoor non sono separati, ma si integrano in una visione contemporanea del vivere lo spazio.
Plust interpreta l’outdoor come un’estensione naturale dell’interno, creando arredi che possano essere utilizzati in entrambi gli ambienti, senza perdere la loro identità. Nei mercati internazionali, questo approccio si traduce in un’offerta versatile, che risponde alle esigenze di contract, hospitality e residenziale. Ovunque ci siano spazi da vivere, Plust crea soluzioni che pongono l’accento su comfort, design e funzionalità.
Tra i vostri progetti più significativi, quali considerate particolarmente rappresentativi dell’identità Plust e perché?

Alcuni progetti sono diventati emblematici perché raccontano in modo immediato l’essenza di Plust: design, materia e visione dell’outdoor come spazio da vivere.
Twist, ad esempio, rappresenta perfettamente la nostra capacità di trasformare un materiale tecnico come il polietilene in una scultura abitabile, modulare, fluida e fortemente contemporanea. È un oggetto che nasce dal movimento e che porta il movimento nello spazio, reinterpretando il concetto di seduta con un approccio architettonico.
La collezione Fade, con le sue superfici materiche e le finiture che richiamano la pietra naturale, esprime invece il nostro lavoro sulla ricerca dei materiali e la volontà di creare arredi che dialoghino con il paesaggio, integrandosi in modo armonico con ambienti hospitality, contract e residenziali.
Infine, Gumball e Boom rappresentano la parte iconica e informale della nostra identità: volumi morbidi, forme accoglienti e una grande versatilità d’uso che si presta a spazi pubblici, resort e terrazze contemporanee.

Questi progetti raccontano linguaggi diversi, ma condividono i valori centrali del brand: durabilità, sperimentazione e un design capace di definire e trasformare lo spazio outdoor.
Molte delle vostre creazioni sono diventate veri punti di riferimento nell’outdoor contemporaneo. Se doveste scegliere il pezzo più iconico della storia di Plust Collection, quale sarebbe e perché? È possibile condividere anche il bozzetto originale o uno studio del concept?
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Il pezzo più iconico di Plust è sicuramente la collezione Twist. È il nostro manifesto del design scultoreo e modulare: un prodotto che ha saputo mescolare funzionalità, eleganza e innovazione, creando un oggetto che va oltre la semplice seduta.
Il concept nasce da una ricerca sulla dinamicità delle forme, ed è proprio questa fluidità che ha reso TWIST un’icona. Ho il bozzetto originale qui con me: si trattava di un semplice schizzo che immaginava una torsione, e da lì è nata la forma che oggi conosciamo. È emozionante vedere come un’idea possa prendere vita in modo così tangibile.
Avete lavorato con designer come BrogliatoTraverso, Giulio Iacchetti, Matteo Ragni e Marco Gregori. Come nasce e si sviluppa il dialogo con queste firme? Quanto spazio lasciate alla loro impronta creativa dentro l’identità di Plust?
Lavoriamo con designer che condividono la nostra visione, ma che portano la loro unicità all’interno di ogni progetto. Il dialogo con designer come BrogliatoTraverso, Art Director del brand, Giulio Iacchetti e Matteo Ragni è sempre un processo di co-creazione: forniamo loro gli strumenti.
Nel vostro processo di sviluppo prodotto, qual è oggi il ruolo dell’ufficio tecnico?
Come si passa dall’intuizione creativa alla definizione formale e ingegneristica di un arredo outdoor, e quali strumenti utilizzate per tradurre l’idea in un prodotto industrializzabile?

L’ufficio tecnico è un attore centrale nel nostro processo di sviluppo: è il ponte tra la visione del designer e la realtà produttiva.
Ogni progetto nasce da un’intuizione creativa, che viene tradotta in modelli tridimensionali, studi di fattibilità e prototipi fisici grazie a un workflow che integra:
- Modellazione 3D e simulazioni digitali;
- Rapid prototyping e mock-up in scala reale;
- Analisi strutturali;
- Verifica delle tolleranze e studi di ottimizzazione per lo stampaggio rotazionale.
Il dialogo continuo tra designer e ufficio tecnico permette di valutare proporzioni, ergonomia, spessori e geometrie fino a raggiungere una forma che non sia solo bella, ma anche robusta, funzionale, industrializzabile e conforme ai requisiti dell’uso outdoor.
Solo quando la forma rispetta tutte le condizioni – estetiche, tecniche e produttive – si passa alla costruzione dello stampo in alluminio, allineando ogni fase alla qualità Made in Italy che caratterizza Plust.
Le vostre collezioni offrono un’ampia scelta di colori e finiture. In che modo questa varietà contribuisce a rendere i prodotti Plust versatili e adatti ai diversi scenari dell’arredo outdoor e contract?

La palette di texture e finiture neutre e raffinate sono i punti di forza del nostro marchio e rispondono a una visione precisa: l’outdoor è un luogo eterogeneo, fatto di paesaggi, architetture e atmosfere molto diverse.
- Finiture materiche come le superfici della collezione Fade;
- Finiture perfette per ambienti paesaggistici come il Nero Perla selezionato per gli arredi Twist e Boom della cantina Masi Monteleone21;
- Finiture neutre ed eleganti come il bianco e il White Light ideali per hospitality e hotellerie,
- Finiture contemporanee, per progetti contract e retail;
- Finiture riciclate, come DECOR o GROUND, che aggiungono valore estetico e sostenibile.
Abbiamo infatti introdotto materiali innovativi come DECOR, nato dall’unione di polvere plastica di prima scelta e di una parte di scarti selezionati, per ottenere superfici dal forte carattere materico e distintivo e anche GROUND costituito al 100% dal riutilizzo dei nostri scarti di produzione, che vengono rilavorati da un partner specializzato e poi reintrodotti nel ciclo produttivo per dare vita a nuovi articoli. Il risultato è un design responsabile, durevole e riciclabile al 100%, che unisce estetica ed etica senza compromessi.
Questa gamma ampia rende i nostri prodotti altamente adattabili: lo stesso arredo può vivere in un contesto mediterraneo, in una terrazza urbana o in una lounge di hotel, assumendo identità diverse grazie alla finitura e alla luce.
La versatilità cromatica permette inoltre a progettisti, architetti e interior designer di personalizzare lo spazio, ottenendo un equilibrio unico tra forma, luce e paesaggio, sempre coerente con lo stile del progetto.
In tre parole soltanto: come spieghereste oggi Plust Collection a chi ancora non vi conosce?


Innovazione, eleganza, sostenibilità.
Immaginiamo il 2035: cosa resterà immutato del vostro DNA? E cosa invece sarà completamente nuovo?
Nel 2035, il nostro DNA resterà immutato: continueremo a essere guidati da innovazione, sostenibilità e qualità Made in Italy. Ciò che cambierà saranno i processi produttivi e i materiali con cui lavoriamo: l’industria del design è in continua evoluzione e vogliamo essere sempre un passo avanti, creando nuovi linguaggi e nuovi prodotti per rispondere alle esigenze del futuro.
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