Negli ultimi anni la friggitrice ad aria ha smesso di essere una curiosità da scaffale ed è entrata stabilmente nella cucina italiana. I numeri lo confermano: nel 2024, in Italia, le vendite di friggitrici ad aria sono cresciute del +29,7% a valore secondo i dati di mercato diffusi da NielsenIQ.
Questo è esattamente il momento in cui scegliere bene: quando un oggetto diventa “normale”, non vince chi urla di più in classifica, ma chi offre coerenza. Coerenza nell’uso quotidiano (capienza reale, doppia zona, programmi sensati), nella manutenzione (pulizia e materiali), nella disponibilità e nell’assistenza. E — dettaglio non secondario nel 2026 — coerenza anche nella presenza: molte friggitrici ad aria restano sul top, a vista, come piccole architetture tecniche. Se occupano spazio, devono meritarselo.
Da qui parte questa guida: non una lista infinita, ma una selezione ragionata per orientarsi tra le migliori marche di friggitrici ad aria, capire cosa le distingue davvero e scegliere quella più adatta al tuo modo di abitare la cucina.
Come abbiamo selezionato le marche
In una categoria dove i prezzi cambiano ogni settimana e le promesse si somigliano tutte, la selezione non può essere “la più potente” o “la più venduta”. Abbiamo lavorato su una domanda più onesta: quali marchi, nel 2026, producono friggitrici ad aria che reggono l’uso quotidiano senza diventare un oggetto scomodo da gestire?
Per rispondere, abbiamo incrociato cinque variabili — quelle che determinano la differenza tra un acquisto che resta sul piano cucina (e viene usato davvero) e uno che, dopo l’entusiasmo iniziale, migra verso l’armadio.
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Affidabilità e filiera: continuità di gamma, assistenza, disponibilità e ricambi (cestelli, griglie, accessori).
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Progetto d’uso: capienza “utile” e layout interno, non solo litri dichiarati; ergonomia del cestello e facilità di gestione.
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Pulizia e materiali: componenti che si smontano facilmente, lavabilità, rivestimenti e dettagli costruttivi che non complicano la manutenzione.
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Funzioni 2026 che contano: doppio cestello / dual zone, modularità e sincronizzazione; smart solo quando è realmente funzionale.
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Presenza in cucina: ingombro, proporzioni, finiture e accessibilità: se l’elettrodomestico vive sul top, deve essere coerente con lo spazio.
Questa è anche la chiave per leggere la tabella prezzi: spesso non stai pagando “di più” o “di meno”, stai pagando una diversa architettura del prodotto (vasca singola vs doppia zona, oppure formato tipo forno), con conseguenze concrete su tempi, porzioni e routine.
Cosa guardare prima di scegliere la migliore marca di friggitrice ad aria e di design (in quest’ordine)

Capienza reale e numero persone (2, 3–4, 5+)
La capienza dichiarata (litri) è un’indicazione, non una garanzia. Quello che cambia l’esperienza è la superficie utile e, soprattutto, se la friggitrice ti permette di cucinare in una sola infornata ciò che fai più spesso. È qui che una “6 litri” può risultare più efficace di una “8 litri” progettata male: perché non conta solo il volume, conta come quel volume è disegnato.
Per 1–2 persone, di solito vince un formato compatto: scalda più in fretta, si pulisce più facilmente, occupa meno spazio e finisce per essere usato più spesso (che è l’unico vero indicatore di “acquisto riuscito”). Per 3–4 persone, serve una capienza che non ti costringa a fare turni continui: la friggitrice ad aria resta veloce finché non diventa una catena di montaggio. Per 5+ o per chi cucina “in anticipo” (batch cooking), ha senso salire di taglia o valutare una soluzione diversa: non necessariamente più grande, ma più organizzata.
Un criterio pratico, non romantico: se oggi ti ritrovi spesso a cucinare in due tempi (prima una cosa, poi l’altra), stai già dicendo che ti serve più superficie o più zone. E da qui si passa al punto successivo.
Una vasca o due? (dual zone / cestello modulare)
La domanda non è “è meglio il doppio cestello?”, ma: cucini mai due cose insieme con esigenze diverse? Se la risposta è sì — carne e contorno, verdure e snack, porzioni con tempi differenti — allora la doppia zona smette di essere un lusso e diventa una comodità concreta.
Le macchine a dual zone funzionano quando sono progettate per toglierti un problema: il coordinamento. La differenza la fanno funzioni come la sincronizzazione (far finire due cotture nello stesso momento) e la possibilità di usare i cestelli in modo davvero indipendente. In alternativa, alcune soluzioni puntano sulla modularità: un unico volume che si adatta, invece di due camere fisse.
Qui vale una nota “anti-slogan”: se cucini quasi sempre una sola preparazione e ti interessa soprattutto la velocità, una buona vasca singola può essere più sensata (meno ingombro, meno pezzi da lavare). Il doppio cestello è un investimento che ha senso solo se cambia davvero la tua routine.
Programmi vs controllo manuale (range temperatura)
I programmi sono utili quando sono pochi, chiari e coerenti. Nel 2026 molte interfacce promettono decine di preset, ma nella vita reale se ne usano quattro o cinque. Quindi il criterio non è quanti sono, ma quanto sono affidabili e quanto ti permettono di intervenire in modo semplice.
Se ami cucinare “a occhio” e vuoi controllo, guarda due cose: range di temperatura e reattività dei comandi (quanto è immediato cambiare tempo e gradi senza entrare in menu inutili). Se invece vuoi un’esperienza guidata, valuta la qualità della logica: programmi che non sembrano marketing, ma scorciatoie sensate per arrivare a un risultato replicabile.
E qui si innesta anche il tema friggitrice ad aria smart: l’app ha valore solo se ti aiuta davvero (ricette ben fatte, notifiche utili, gestione semplice). Altrimenti resta una funzione che paghi e non usi.
Pulizia e materiali (antiaderente, lavastoviglie, attenzione ai rivestimenti)
Se c’è un fattore che decide la longevità d’uso, è questo. Una friggitrice difficile da pulire diventa, nel tempo, un oggetto che “rimandi”. E quando inizi a rimandare, l’elettrodomestico perde il suo senso.
Cerca componenti che si smontano senza sforzo, griglie e cestelli davvero lavabili, e un progetto che non trasformi residui e condensa in un problema quotidiano. Sui materiali, il punto non è farsi spaventare da parole in etichetta, ma pretendere chiarezza: rivestimenti dichiarati, superfici che non si rovinano al primo ciclo in lavastoviglie, dettagli costruttivi che non trattengono odori.
In un articolo sulle marche friggitrici ad aria affidabili, questo è uno spartiacque: i brand seri di solito investono proprio qui, nei dettagli invisibili che rendono l’oggetto semplice da vivere.
Design e ingombro: quando l’elettrodomestico “vive” sul top
Qui ArchieInteriors gioca in casa: perché nel 2026 l’elettrodomestico è spesso parte della scena. La friggitrice ad aria “vive” sul top quando la usi spesso — e allora conta quanto spazio occupa davvero, quanto è facile estrarre il cestello senza sbattere contro una parete o un pensile, quanto è gestibile aprirla e richiuderla in una cucina compatta.
Il design non è solo colore o forma: è proporzione, qualità percepita, finiture che non stonano con le superfici circostanti. In una cucina ordinata, un oggetto iper-tecnico e visivamente aggressivo si nota (anche troppo). In una cucina più vissuta, invece, può funzionare una presenza più “industriale”, purché coerente.
Se stai scegliendo oggi, la regola è semplice: non comprare un volume che non hai voglia di vedere ogni giorno. Perché lo vedrai.
Le migliori marche di friggitrici ad aria nel 2026 – La nostra selezione
Ninja

È una delle marche che hanno reso “normale” il concetto di doppia zona: non come funzione accessoria, ma come modo di cucinare. Nel 2026 la differenza non la fanno tanto i programmi, quanto la capacità di gestire due cotture senza stress, con logiche di sincronizzazione credibili e cestelli che, nella pratica, si usano davvero. Se il tuo problema è il tempo (e non la tecnica), qui trovi spesso una risposta.
Modelli riferimento: una dual zone “family” come la AF400EU (9,5 L) è il caso scuola: due cestelli, due preparazioni, una routine più veloce. In alternativa, se vuoi un ingombro più “verticale”, alcune linee puntano su formati impilati/compatti (da valutare bene in base allo spazio sul top e sopra il top).
Da controllare prima dell’acquisto: quanto sono ampie le due zone davvero (non solo a litri), se la sincronizzazione è intuitiva, e quanta “manutenzione” ti richiede la doppia componentistica (pezzi da lavare, griglie, ecc.).
Philips

Qui il valore è spesso nella chiarezza di gamma: serie che si posizionano con logica (entry, middle, top) e soluzioni pensate per un uso quotidiano ordinato, con interfacce generalmente leggibili. Nel 2026 si nota anche l’evoluzione verso funzioni “oltre la frittura”, come le varianti con vapore su alcune linee: non serve a tutti, ma per alcuni profili (verdure, cotture delicate, risultati più uniformi) può essere un plus concreto.
Modelli riferimento: come “famiglia” trovi spesso citate le Serie 3000 (anche con finestra su alcune varianti) e le Serie 5000; sopra, le linee più evolute (7000) sono interessanti se sfrutti davvero programmi e automazioni, non solo il nome.
Da controllare prima dell’acquisto: qualità e praticità del cestello (estrazione, pulizia), accessori inclusi (o acquistabili), e soprattutto se la macchina “ti semplifica” davvero o aggiunge layer di comandi superflui.
COSORI

È spesso la risposta più solida per chi vuole un equilibrio: buona esperienza d’uso, dotazione sensata e una presenza di mercato molto ampia. In ottica marche friggitrici ad aria affidabili, qui conta soprattutto la sensazione di “prodotto maturo”: non necessariamente il più iconico, ma spesso quello che fa bene il mestiere, con un rapporto prezzo/funzionalità competitivo.
Modelli riferimento: le linee tipo TurboBlaze (6 L) rappresentano bene questo posizionamento: capienza adatta a molte case italiane, gestione semplice, e un’idea di velocità che non diventa complicazione.
Da controllare prima dell’acquisto: che cosa ti serve davvero tra preset e manuale, la qualità reale della lavabilità (non solo dichiarata), e l’ingombro: alcune macchine “medie” possono risultare più importanti di quanto ci si aspetti in profondità.
Moulinex

Nel 2026 il brand spinge in modo molto esplicito sull’idea di “pasto completo” grazie a soluzioni dual che cercano di rendere naturale la cottura parallela. La cosa interessante è che questa logica parla a un pubblico concreto: famiglie, coppie che cucinano spesso, persone che vogliono evitare turni continui.
Modelli riferimento: la famiglia Dual Easy Fry & Grill (8,3 L) è un riferimento tipico; sopra, le varianti più grandi (XXL/11 L) hanno senso se le sfrutti davvero, altrimenti rischiano di essere un volume ingombrante che non ripaga.
Da controllare prima dell’acquisto: quanto è “reale” la doppia zona in termini di spazio utile, come si puliscono griglie e piastre, e se la sincronizzazione è immediata o richiede troppi passaggi.
Ariete

Qui la differenza sta nel formato: alcune proposte spostano l’esperienza verso l’idea di mini-forno con funzioni air fryer. È una scelta più “da progetto” che da moda: utile per chi vuole cuocere su più livelli, gestire quantità maggiori, o replicare logiche da forno tradizionale con tempi più rapidi e meno dispersione.
Modelli riferimento: un “oven style” come Airy Fryer Oven 4619 (11 L) è il riferimento più citato in questa fascia: cambia proprio il modo d’uso, non solo la capienza.
Da controllare prima dell’acquisto: quanto spazio hai in profondità, come si puliscono le guide/griglie interne, e se preferisci davvero l’esperienza “forno” (più teglie, più accessori) rispetto alla semplicità del cestello.
Princess

È tipicamente una scelta di accesso al mondo double basket: due cestelli, prezzo spesso competitivo, reperibilità. Ha senso quando vuoi provare l’utilità della doppia zona senza entrare subito in fasce più alte — con l’onestà, però, di verificare bene finiture, pulizia e robustezza nel tempo.
Modelli riferimento: i formati Double Basket (2×4 L) sono rappresentativi: due zone semplici, utili per cotture parallele quotidiane.
Da controllare prima dell’acquisto: solidità delle griglie interne, facilità di lavaggio, precisione dei comandi e rumorosità (se la userai spesso a cucina “aperta” sul living).
Quale marca scegliere in base al tuo profilo
Se hai una cucina piccola e il top è a vista
Qui la priorità non è “quanto è potente”, ma quanto è abitabile: ingombro reale, profondità, spazio di manovra per estrarre il cestello senza urtare pensili o alzatine, e una presenza visiva che non sporchi l’insieme. In questo scenario, spesso funziona meglio una friggitrice ben proporzionata (anche con capienza media) rispetto a un modello grande che finisci per lasciare fuori posto.
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Scelta sensata: una vasca singola ben progettata (taglia 5–6 L) per 1–2 persone o per un uso quotidiano agile — qui un profilo tipo COSORI TurboBlaze 6 L è coerente se vuoi equilibrio tra prestazioni e footprint.
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Alternativa “ordine e coerenza”: linee di brand che lavorano per serie e mantengono un linguaggio più “pulito”, come alcune famiglie di Philips (se ti interessa anche la leggibilità dell’interfaccia).
Dettaglio da interior: se la tua cucina è open space sul living, considera anche rumorosità e percezione materica (plastiche lucide, comandi troppo “tech”): sono elementi che, sul lungo periodo, fanno la differenza.
Se sei una famiglia o cucini spesso due cose insieme
Qui la parola chiave è sincronizzazione. Il doppio cestello non serve a “fare di più”, serve a fare meglio: evitare turni, ridurre tempi morti, arrivare a tavola con due cotture allineate. È il caso in cui l’investimento ha senso perché cambia davvero la routine.
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Scelta solida: una dual zone “matura” come Ninja AF400EU (9,5 L), pensata proprio per due cotture indipendenti con logiche di sincronizzazione.
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Alternativa molto centrata sul “pasto completo”: Moulinex Dual Easy Fry & Grill (8,3 L / varianti XL) se ti interessa una doppia zona orientata alla praticità e a un uso quotidiano familiare.
Da controllare prima di decidere: quanta superficie utile hai per ciascun cestello (non solo i litri), e quanto ti pesa l’aumento di pezzi da lavare: la doppia zona funziona se resta semplice.
Se vuoi un’esperienza guidata (e davvero “smart”)
Qui bisogna essere un po’ severi, perché lo smart spesso è più dichiarato che usato. Ha senso se ti riconosci in uno di questi profili: vuoi ricette guidate, ti piace replicare risultati in modo standard, apprezzi notifiche e flussi semplificati (e li userai).
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Scelta sensata: alcune linee evolute di Philips (con set di programmi coerente e una logica di serie chiara) funzionano bene se cerchi un’esperienza ordinata e “affidabile”.
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Alternativa: COSORI può avere senso se ti interessa un buon equilibrio e la componente smart ti sembra un plus, non il cuore dell’acquisto.
Regola pratica: se pensi che userai l’app solo la prima settimana, meglio investire in interfaccia, pulizia e capienza: sono i fattori che rendono la friggitrice ad aria “tuo oggetto”, non “oggetto tecnologico”.
Profilo bonus (spesso sottovalutato): se vuoi “forno-like” e batch cooking
Se ti interessa cucinare più quantità, fare snack per più persone o gestire teglie e accessori, allora il formato “oven style” ha senso: non è la scelta più minimal, ma può diventare la più utile.
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Scelta tipica: Ariete Airy Fryer Oven 4619 (11 L), se vuoi una logica più simile a un mini-forno con funzioni air fryer e più livelli.
Da verificare prima: profondità e spazio di apertura (soprattutto in cucine compatte) e la gestione della pulizia interna: è la variabile che decide se la userai spesso.











