Nella redazione di Archi&Interiors.com, il dialogo con le aziende del design Made in Italy è un osservatorio quotidiano, vivo, costruito nel tempo attraverso confronti, materiali, nuovi cataloghi, collezioni, presentazioni e approfondimenti. Ogni giorno osserviamo ciò che si muove nel mondo dell’arredamento italiano, del design d’interni e del progetto con un’attenzione che nasce dall’incrocio di competenze diverse: quelle del giornalismo, quelle della cultura del design e quelle di chi conosce da vicino il linguaggio degli interni e la trasformazione degli spazi.
Osservare una novità, per noi, non significa semplicemente registrarla. Significa capire se porta con sé un vero pensiero progettuale, se introduce una soluzione interessante, se aggiorna un materiale, una funzione, una proporzione, un modo di abitare. Alcuni prodotti colpiscono per la forma, altri per l’intelligenza del sistema, altri ancora per la capacità di interpretare con precisione un’esigenza contemporanea. Ed è proprio qui che il lavoro editoriale diventa utile: selezionare, analizzare, contestualizzare e condividere con i lettori ciò che merita davvero attenzione nel panorama del design italiano contemporaneo.
Chi segue Archi&Interiors.com ama il design, l’interior design e l’architettura degli spazi non come semplice esercizio estetico, ma come campo culturale, progettuale e sensibile. Per questo le novità non vanno soltanto viste: vanno osservate con cura, ammirate per ciò che riescono a esprimere e approfondite per quello che raccontano sul presente e sul futuro dell’abitare.
Nasce da qui questa rubrica. Uno spazio pensato per raccogliere e mettere a fuoco prodotti di design, sistemi e collezioni che vale la pena seguire da vicino. In questo primo appuntamento abbiamo selezionato 14 novità del design Made in Italy tratte dai cataloghi 2025-2026: sedute, tavoli, sistemi, superfici, luci e soluzioni per il bagno che, ciascuna a modo suo, stanno contribuendo ad aggiornare il progetto d’interni contemporaneo.
Sedute, tavoli, luci, superfici e sistemi: le novità da tenere d’occhio
Tra i nuovi cataloghi 2025-2026, il panorama dell’arredamento italiano continua a muoversi in modo articolato e interessante. Ci sono prodotti che colpiscono subito per la forza dell’immagine, altri che convincono per equilibrio progettuale, altri ancora che meritano attenzione per la capacità di interpretare con precisione il presente dell’abitare. In questa selezione abbiamo raccolto 16 proposte firmate da aziende italiane che, ciascuna con un linguaggio diverso, raccontano bene alcune direzioni oggi centrali nel progetto d’interni: la modularità, la ricerca materica, il comfort evoluto, la leggerezza visiva, il valore della superficie, il ritorno del dettaglio come elemento identitario.
Da qui in avanti, il nostro sguardo si sofferma su prodotti e collezioni che non chiedono solo di essere notati, ma anche di essere compresi. Perché le novità dell’arredamento più interessanti non sono necessariamente quelle che fanno più rumore, ma quelle che riescono ad aggiungere qualcosa al modo in cui immaginiamo, progettiamo e viviamo gli spazi.
Accento, Plissé: lampada da tavolo ricaricabile dal design leggero e contemporaneo

Tra le novità che raccontano bene un’idea di luce più libera, più leggera e più contemporanea, Plissé di Accento, firmata da Masina Studio e novità 2025 presentata dall’azienda, merita un’attenzione particolare. La lampada esplora il tema della piegatura già nel nome e nella forma, trasformandolo in un oggetto sottile, discreto e riconoscibile. Sul piano tecnico unisce alcuni elementi oggi molto significativi nel progetto d’interni: ricarica wireless, dimmerazione touch, luce diffusa pensata per il comfort visivo, struttura in stampa 3D Multi Jet Fusion e un’autonomia minima dichiarata di 6 ore. È inoltre presentata dal brand come una soluzione adatta sia agli ambienti domestici sia a quelli contract.
Quello che rende Plissé interessante, però, non è soltanto la somma delle sue caratteristiche. A colpire è soprattutto il modo in cui interpreta una delle traiettorie più chiare dell’abitare contemporaneo: la volontà di avere una luce meno vincolata, più facile da spostare, più capace di accompagnare usi e atmosfere diverse senza rinunciare a qualità e presenza formale. In questo senso, Plissé non lavora sull’effetto spettacolare, ma su un’eleganza misurata che oggi molte aziende italiane stanno cercando con sempre maggiore precisione. È una novità che parla sottovoce, ma lo fa con un linguaggio molto attuale.
Bontempi, Kaleido: tavolo scultoreo che trasforma la base in architettura

Con Kaleido, Bontempi porta al centro del dining un tavolo che lavora sulla presenza, sulla proporzione e sulla forza della struttura. Il progetto si distingue per una base a sezione triangolare dal carattere scultoreo, pensata per sostenere piani di forme e dimensioni diverse e per offrire anche un alto grado di personalizzazione tra basi a due o tre elementi. Nel 2025 il prodotto ha ottenuto anche l’IDA Bronze Award, elemento che ne rafforza il profilo tra le proposte più interessanti del periodo.
Quello che rende Kaleido una novità da osservare è il modo in cui riporta il tavolo a un ruolo pienamente architettonico. Non cerca di scomparire nello spazio, né di alleggerirsi fino a diventare neutro: sceglie invece una presenza forte, costruita su equilibrio, tensione plastica e capacità di organizzare l’ambiente. In un momento in cui molti interni tornano a valorizzare arredi con maggiore identità, Kaleido interpreta bene questa esigenza e la traduce in un oggetto che unisce funzione, monumentalità e misura.
Tonin Casa, Ablos: tavolo in vetro curvato che unisce materia, luce e leggerezza visiva

Con Ablos, Tonin Casa propone un tavolo che lavora sul vetro in modo particolarmente espressivo. Il progetto, firmato da Andrea Andretta Studio e inserito tra le Novità 2025, si costruisce a partire da due lastre in vetro curvato martellato che formano la base e sostengono un piano asimmetrico, anch’esso in vetro martellato. Il risultato è un insieme che vive di riflessi, trasparenze e vibrazioni luminose, capace di cambiare percezione a seconda della luce e del punto di vista.
La forza di Ablos sta nel fatto che non usa il vetro per alleggerire soltanto il volume, ma per costruire un’atmosfera. È un tavolo che introduce nel living o nella zona pranzo una leggerezza visiva molto sofisticata, senza perdere carattere. In questa selezione entra perché racconta bene una delle direzioni più interessanti del progetto contemporaneo: quella in cui la materia non viene esibita per peso o massa, ma per la sua capacità di produrre luce, movimento e profondità nello spazio.
Hidra, Bounce BN75: lavabo da appoggio dalle linee morbide per un bagno più contemporaneo

Con BN75 della collezione Bounce, Hidra propone un lavabo da appoggio che interpreta il bagno con un linguaggio più fluido e meno rigido. La collezione Bounce nasce infatti da un gesto leggero e scorrevole: le linee si arrotondano, le superfici si addolciscono e la ceramica assume una presenza più morbida e accogliente. Nel caso del modello BN75, a questa impostazione formale si aggiunge una gamma cromatica molto ampia, che va oltre il bianco e apre a finiture opache e tonalità più espressive.
Quello che rende Bounce BN75 interessante è il fatto che racconta un bagno meno tecnico e più integrato nell’interior design. Le forme morbide e il colore aiutano a spostare la percezione del lavabo da puro elemento funzionale a presenza capace di contribuire all’atmosfera complessiva dello spazio. In questa selezione trova posto proprio per questo: perché mostra come anche la ceramica sanitaria stia evolvendo verso una sensibilità più domestica, più progettuale e più contemporanea.
BertO, IGGY: divano modulare che interpreta un nuovo modo di vivere il living

Con IGGY, BertO propone un sistema imbottito che affronta il tema della modularità in modo aperto e molto attuale. Progettato da Castello Lagravinese Studio, il divano è stato selezionato per l’ADI Design Index 2025 e si sviluppa attraverso 25 elementi tra sedute, schienali e braccioli, combinabili liberamente per generare composizioni differenti; a completare il sistema c’è anche la Consolle Dive, pensata come parte integrante del progetto. BertO sottolinea inoltre l’attenzione ai materiali e l’uso del sistema Eco Seal Master, che elimina i solventi nocivi.
Il punto più interessante di IGGY è che non usa la modularità come formula di marketing, ma come risposta concreta a un’abitazione più fluida, meno statica, più personale. Il living contemporaneo chiede infatti sistemi capaci di adattarsi a stili di vita diversi, senza perdere coerenza formale. IGGY entra bene in questa selezione perché prova a interpretare proprio questo bisogno: un divano che non impone una forma unica, ma costruisce un paesaggio domestico più flessibile, evolutivo e consapevole.
Cerasa, Honey Modern Take: arredo bagno dal segno essenziale tra compattezza, materia e progetto

Con Honey Modern Take, Cerasa aggiorna una collezione già riconoscibile attraverso un’evoluzione che punta su leggerezza, funzionalità e pulizia del segno. Le novità introdotte nel 2025 riguardano aspetti molto concreti: basi disponibili anche in profondità 36 cm, nuova apertura push-to-open e nuovi inserti in Resina Paint e Deckblend sul frontale in metallo. Il progetto mantiene il carattere materico della collezione Honey, ma lo orienta verso un linguaggio più essenziale e più adatto anche a spazi compatti.
Quello che rende Honey Modern Take particolarmente riuscito è il fatto che l’innovazione non passa dal gesto eclatante, ma dal perfezionamento del sistema. In un momento in cui il bagno chiede sempre più precisione progettuale, modularità e ottimizzazione degli ingombri, questa proposta riesce a tenere insieme compattezza, materia e identità. È una novità che parla a un progetto più maturo, dove ogni dettaglio concorre a costruire uno spazio ordinato, coerente e ben calibrato.
Milano Bedding, Rufus: divano letto di design che unisce comfort, equilibrio e presenza discreta

Con Rufus, Milano Bedding continua il lavoro di ridefinizione del divano letto come vero oggetto di design. Il progetto, firmato da Christophe Pillet e presentato al Salone del Mobile 2025, si distingue per una linea moderna e minimale, per una struttura bassa quasi a sfiorare il pavimento e per proporzioni generose ma controllate. Il modello è disponibile in versione fissa, trasformabile o con chaise longue, con numerosi rivestimenti completamente sfoderabili pensati per contesti residenziali e contract.
Quello che rende Rufus interessante è la sua capacità di tenere insieme comfort, equilibrio e discrezione formale. Non cerca l’effetto sorprendente, ma lavora su proporzioni, vicinanza al pavimento e qualità della presenza, mostrando come anche un prodotto funzionale possa inserirsi con eleganza in interni contemporanei. In questa selezione trova posto perché conferma una direzione chiara: oggi anche le tipologie più pragmatiche vengono ripensate con maggiore cura, diventando parte piena del racconto dell’abitare
Ronda Design, Caddy Fireplace: parete attrezzata con camino integrato e sistema modulare in metallo

Nel caso di Caddy Fireplace, Ronda Design porta avanti una riflessione che oggi appare sempre più interessante nel progetto d’interni: la parete non come semplice fondale, ma come sistema attivo, capace di organizzare lo spazio e di diventare presenza architettonica. Il brand presenta infatti il camino come parte integrante del sistema Caddy, una struttura modulare di pannelli metallici combinabili con mensole e accessori magnetici riposizionabili. A emergere è soprattutto l’idea di una composizione libera, personalizzabile, costruita attraverso geometrie variabili e una materia, il metallo, che Ronda continua a esplorare anche nel nuovo catalogo BE YOUNIQUE, presentato per il 2025.
Caddy Fireplace è una proposta forte perché interpreta molto bene una delle trasformazioni più evidenti degli interni contemporanei: il desiderio di avere superfici che non si limitino a chiudere o dividere, ma che aggiungano funzione, atmosfera e identità. Il fuoco, inserito in un sistema modulare e magnetico, non è più solo un elemento emozionale o decorativo; diventa il centro di una parete che lavora come dispositivo progettuale. È proprio questa ibridazione tra tecnica, materia e scenografia a rendere il prodotto interessante da osservare oggi.
Tonelli Design, Wonderwall: rivestimento in vetro per pareti dal forte impatto architettonico

Con Wonderwall, Tonelli Design porta il vetro oltre la dimensione del complemento e lo trasforma in una vera superficie architettonica. Si tratta di un sistema di rivestimenti per pareti in vetro fuso temperato, completato da profili di fissaggio in metallo laccato nero e dalla possibilità di integrare una luce LED dimmerabile lungo le estremità superiori e inferiori. Il risultato è una parete che non si limita a chiudere o rifinire lo spazio, ma interviene in modo attivo sulla sua percezione, costruendo profondità, riflessi e atmosfera.
La particolarità di Wonderwall sta proprio nel modo in cui rilegge il vetro: non come semplice materiale elegante o trasparente, ma come materia di costruzione visiva. Qui la superficie acquista spessore progettuale, diventa presenza, scenografia, elemento capace di filtrare la luce e di dare ritmo all’ambiente. In un momento in cui molti interni cercano finiture più sofisticate, immersive e sensibili, senza scivolare nell’eccesso decorativo, questa proposta si distingue perché offre una soluzione misurata ma molto espressiva. È anche per questo che Wonderwall rientra tra le novità più interessanti da osservare: perché mostra con chiarezza come il vetro possa tornare protagonista nel progetto d’interni contemporaneo, ma con un linguaggio più maturo, architettonico e coinvolgente.
WallyArt, Louise: carta da parati lavabile decorativa dalle tonalità leggere e dalla forte sensibilità materica

Con Louise, WallyArt, propone una carta da parati lavabile in TNT che lavora sulla parete con un linguaggio delicato ma molto riconoscibile. Il disegno unisce toni colore leggeri, texture morbide, maioliche stilizzate e motivi di dente di leone, costruendo una superficie che non invade lo spazio ma lo accompagna con misura. Il prodotto appartiene a LaCollezione ed è disponibile anche in fibra di vetro per applicazioni in ambienti umidi come bagno, doccia e cucina, aspetto che amplia in modo interessante le possibilità progettuali.
Quello che rende Louise una novità da selezionare è il fatto che interpreta la decorazione murale in modo più maturo rispetto a molte proposte puramente scenografiche. Qui la parete non viene caricata di effetti superflui, ma diventa una presenza sensibile, capace di introdurre ritmo, leggerezza visiva e una certa profondità atmosferica. In un momento in cui il progetto d’interni cerca superfici più espressive ma anche più eleganti e versatili, Louise mostra bene come la carta da parati contemporanea possa tornare protagonista senza risultare eccessiva.
Agape, Sei: sistema modulare per spazi wellness tra bagno, sauna e relax

Con Sei, Agape amplia il progetto bagno fino a trasformarlo in un vero spazio wellness domestico. Non si tratta di un singolo elemento, ma di un sistema modulare e completo, costruito su una struttura in legno massello 6×6 cm e pensato per accogliere funzioni diverse come sauna, vasca, lavabo, area relax e light fitness. Il progetto, firmato da Nicholas Bewick in collaborazione con Cesare Roversi ed Effe, si distingue per la capacità di mettere ordine a esigenze molto diverse all’interno di un linguaggio coerente, pulito e architettonico.
Quello che rende Sei una proposta particolarmente interessante è il fatto che sposta l’attenzione dal singolo prodotto a una visione più ampia dell’abitare. Qui il bagno non è più soltanto una stanza da attrezzare, ma diventa una micro-architettura dedicata al benessere, alla cura di sé e a una quotidianità più lenta e consapevole. In un momento in cui gli interni cercano sempre più continuità tra comfort, funzione e qualità percettiva, Sei emerge come una delle novità più significative perché interpreta il wellness non come lusso separato, ma come parte integrante del progetto contemporaneo.
Cristina Rubinetterie, Blade: miscelatore dal segno affilato e dal linguaggio contemporaneo

Con Blade, Cristina Rubinetterie porta nel bagno un’idea di rubinetteria più netta, precisa e riconoscibile. La collezione, firmata da Alessandra Bertini – Phicubo, si distingue per tagli decisi che scolpiscono la forma del miscelatore e per una leva posizionata sopra il corpo del rubinetto, pensata come un segno sottile, quasi una lama, capace di dare identità immediata al prodotto. A rafforzarne il carattere contribuisce anche la varietà di finiture disponibili, che vanno dal cromo al nero opaco, fino a diverse interpretazioni metalliche e PVD.
Quello che rende Blade una novità interessante da selezionare è il modo in cui trasforma un elemento tecnico in una presenza progettuale vera e propria. Oggi, nel bagno contemporaneo, anche il miscelatore partecipa alla costruzione dell’atmosfera: non è più solo un componente funzionale, ma un dettaglio che può incidere sull’equilibrio visivo dello spazio. Blade lavora proprio su questa soglia tra funzione e identità, con un linguaggio affilato ma misurato, capace di dare carattere al punto acqua senza appesantirlo. È una proposta che mostra bene come anche la rubinetteria stia diventando sempre più parte del racconto complessivo degli interni.
Boffi, Cove Kitchen: cucina scultorea firmata Zaha Hadid Design tra fluidità formale e convivialità

Con Cove Kitchen, Boffi propone una cucina che porta dentro gli interni un’immagine fortemente architettonica. Il progetto, firmato da Zaha Hadid Design, nasce nel 2017 come limited edition, viene rinnovato nel 2024 per i 90 anni di Boffi e nel 2025 si aggiorna con nuove finiture per ante e piani e con l’introduzione di uno snack a tutta lunghezza sul lato posteriore. Le sue forme restano fluide, sinuose, quasi monolitiche, e trasformano la cucina in una presenza che va oltre la funzione per diventare parte attiva del disegno dello spazio.
Quello che rende Cove Kitchen una proposta ancora molto attuale è la capacità di tenere insieme ricerca formale e vita quotidiana. Qui la cucina non è pensata come semplice volume tecnico da attrezzare, ma come un elemento che organizza l’ambiente, lo rende più fluido e ne rafforza la dimensione conviviale. La firma di Zaha Hadid si riconosce nella dinamica delle linee, ma il punto più interessante è un altro: questa cucina continua a mostrare come un prodotto possa evolversi nel tempo senza perdere la propria forza iniziale, rinnovando il suo ruolo dentro il progetto d’interni contemporaneo.
Poltrona Frau, DressCove Night System: sistema modulare per armadiature e cabine armadio dal lusso silenzioso

Con DressCove Night System, Poltrona Frau apre un nuovo capitolo del progetto notte entrando nel mondo delle armadiature modulari e delle cabine armadio. Firmato da Dante Bonuccelli, il sistema traduce in questo ambito una visione precisa dell’abitare: ordine, continuità materica, attenzione al dettaglio, qualità percettiva. Non si tratta soltanto di contenere o organizzare, ma di costruire uno spazio intimo e personale con la stessa cura con cui oggi si progetta il living o la cucina. Finiture, proporzioni e lavorazione concorrono a definire un insieme misurato, elegante, pensato per dare valore anche a una zona della casa spesso considerata secondaria.
Quello che rende DressCove Night System particolarmente interessante è proprio questo spostamento di sguardo. La zona armadio non resta più un ambito puramente tecnico, ma diventa parte piena del progetto d’interni, luogo in cui funzione e atmosfera trovano un equilibrio più maturo. Poltrona Frau interpreta questa trasformazione con un linguaggio coerente, fatto di rigore, morbidezza e lusso non ostentato. Ed è per questo che DressCove Night System rientra bene tra le novità da osservare: perché racconta una delle direzioni più attuali dell’abitare contemporaneo, in cui anche gli spazi più privati chiedono qualità, identità e progetto.
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