Se cerchi “i soliti nomi”, questa lista non ti serve. Li conosci, li hai già letti altrove. Qui l’obiettivo è un altro: seguire il design nel momento in cui prende forma, quando un’idea passa dal prototipo alla collezione, dal laboratorio all’azienda, dalla ricerca di un dettaglio alla cultura di un intero settore.
Abbiamo selezionato 50 profili tra designer e studi italiani (o con base in Italia) che oggi lavorano sul prodotto in modo concreto, attraversando tutte le categorie dell’abitare: arredo indoor e outdoor, illuminazione, bagno, cucina, oggetti e piccoli sistemi domestici. Il criterio non è la fama, ma l’impatto: progetti entrati in produzione, collaborazioni solide, un linguaggio riconoscibile e la capacità — senza slogan — di intercettare i temi che stanno già ridisegnando il nostro modo di vivere gli spazi.
Come li abbiamo scelti
-
Progetto reale: prodotti, collezioni o sistemi arrivati sul mercato
-
Firma + metodo: non solo estetica, ma coerenza e ricerca
-
Trasversalità: capacità di muoversi tra più tipologie e categorie
-
Rilevanza nel settore: presenza credibile tra aziende, fiere, premi e pubblicazioni
Questa non è una classifica. È una mappa. E se segui questi nomi, non “insegui” le tendenze: le vedi formarsi mentre succedono.
50 product designer italiani contemporanei da tenere d’occhio
Prima di entrare nella lista, una nota: troverai firme già affermate e studi più discreti, spesso meno citati, ma decisivi per capire dove sta andando il progetto. Perché il design più interessante non coincide sempre con il più visibile: a volte è quello che lavora in silenzio, dentro i cataloghi, nei reparti prototipi, nei dettagli che reggono un oggetto nel tempo.
Il filo conduttore è lo stesso per tutti: progetto che diventa prodotto — aziende, collezioni, sistemi — tra indoor e outdoor, luce e bagno, oggetto e ricerca applicata. Ecco i 50 profili selezionati.
1) BrogliatoTraverso

Studio veneto che lavora con grande precisione sulle tipologie del progetto — sedute, tavoli, complementi — interpretate attraverso un linguaggio essenziale, mai gridato, ma sempre riconoscibile. Il loro design è contemporaneo nel senso più solido del termine: misurato, industriale, pensato per durare, capace di entrare nei cataloghi senza perdere identità.
Perché seguirli: Per la capacità di trasformare un’idea formale in prodotto seriale credibile, mantenendo equilibrio tra ricerca, funzione e produzione industriale.
Prodotti / aziende
-
Newood – sedute in legno per Cappellini
-
Fade – family di arredi outdoor per Plust
-
Noma – collezione outdoor per Pedrali
-
Collaborazioni con Valcucine, Magis, Ethimo
2) Meneghello Paolelli Associati

Studio che lavora sul prodotto come sistema, con una precisione rara nel trasformare elementi tecnici (profili, giunti, moduli, finiture) in un linguaggio contemporaneo leggibile. Il loro design non cerca l’effetto: costruisce qualità, possibilità, durata.
Perché seguirli: perché riescono a far convivere ricerca materica, funzionalità e produzione industriale, con progetti che spesso diventano famiglie e non “pezzi singoli”.
Prodotti / aziende
-
Trame Collection – walk-in doccia modulare per Cesana
-
Hug – collezione sedute in tecnopolimero per S•CAB
-
DOI Track System – sistema su binario per Luceplan
-
Urbn Balcony – sistema modulare per balconi/terrazzi per Unopiù
3) Martinelli Venezia

Uno studio che lavora con un’idea chiara: il progetto nasce dal rapporto tra cultura locale, materiali e tecniche, e poi si traduce in oggetti contemporanei che hanno sempre un “doppio livello” (funzione + racconto, senza diventare decorazione).
Perché seguirli: perché sanno trasformare un archetipo quotidiano in un oggetto nuovo, spesso legato a materiali e lavorazioni (e quindi utile per leggere trend reali, non solo estetici).
Prodotti / aziende
-
Match – tavolo che diventa ping-pong per Fenix Scenario
-
Compage – sistema di accessori da tavolo in cemento per Pulkra
-
Isola – furniture system per il progetto “Shape your life” di Alcantara
4) Mist-o

Rigore giapponese e precisione italiana, ma senza freddo minimalismo: i loro prodotti hanno sempre una componente “care”, di cura, sia nei dettagli sia nell’uso. Molto forti su indoor/outdoor e lighting, con un linguaggio pulito e coerente.
Perché seguirli: perché interpretano bene il contemporaneo “abitabile”: oggetti e sistemi che non fanno scena, ma migliorano lo spazio.
Prodotti / aziende
-
Daydream – daybed (indoor/outdoor) per Living Divani
-
Kasumi – collezione outdoor (design Mist-o) per Living Divani
-
Las – lampada da terra per Oluce
-
Solid Perfume Box – packaging/prodotto per Shiro
5) Zanellato/Bortotto

Il loro punto di forza è la materia come racconto: intrecci, superfici, pattern, ma sempre con un controllo formale che mantiene il prodotto elegante e contemporaneo. Sanno fare collezioni che sono “atmosfera”, non solo oggetti.
Perché seguirli: perché lavorano sulle tendenze vere — quelle che passano da materiali, tecniche e rituali dell’abitare — e le portano dentro progetti industriali e capsule.
Prodotti / aziende
-
Patio – collezione outdoor per Ethimo
-
Burraco – tavolo da gioco (con pouf) per De Castelli
-
Marble Patterns – progetto per delsavio 1910
6) Studio Klass

Industrial design contemporaneo, nitido, molto forte quando entra in gioco la tecnologia del materiale: qui il vetro non è “solo trasparenza”, ma costruzione, struttura, dettaglio.
Perché seguirli: perché dimostrano come si può innovare un materiale con progetti seriali e coerenti, senza virtuosismi inutili.
Prodotti / aziende
-
Magique – tavolino/contenitore in vetro per FIAM
-
Magique Totem – vetrina/display per FIAM
-
Plié e Lakes – collezioni/tavolini per FIAM
-
Flaminio – tavolo da pranzo per FIAM
7) CTRLZAK

Studio che lavora per contrasti e ibridazioni: geometria e racconto, rigore e decorazione, occidente e oriente. Quando progettano bene, l’oggetto diventa immediatamente riconoscibile.
Perché seguirli: perché sono capaci di trasformare un’idea culturale in prodotto industriale con identità fortissima.
Prodotti / aziende
-
Metrica – libreria/sistema contenitivo per Mogg
-
Hybrid – collezione tableware in porcellana per Seletti
8) Gumdesign

Un modo di progettare dove la grafica mentale e la cultura materiale diventano oggetti concreti: tavoli, sedute, sistemi, spesso con un tratto “meccanico” e artigianale allo stesso tempo.
Perché seguirli: perché riescono a dare forza a un prodotto senza renderlo aggressivo: identità sì, ma sempre funzionale e costruita.
Prodotti / aziende
-
Mastro – collezione (tavolo/libreria/seduta) per De Castelli
-
Diamond – progetto/oggetto prodotto da F.lli Guzzini / San Pellegrino
9) Angeletti Ruzza

Design “etico” nel senso migliore: essenziale, leggibile, centrato sull’uso e sulla relazione con lo spazio. Lavorano bene quando la luce e il dettaglio diventano gesto.
Perché seguirli: perché costruiscono oggetti che durano, e che reggono sia il residenziale sia il contract, senza perdere sensibilità.
Prodotti / aziende
-
Giò – lampada per Nemo Lighting
-
Dora – collezione luce per Oluce
-
Cylinda – collezione luce per Oluce
10) Sovrappensiero

Studio perfetto per raccontare il design come “idea che diventa gesto”: oggetti compatti, intelligenti, spesso con una soluzione funzionale che cambia il modo d’usarli.
Perché seguirli: perché lavorano sul quotidiano senza banalizzarlo: il progetto nasce da un dettaglio e finisce in un oggetto memorabile.
Prodotti / aziende
-
Clip – orologio con morsetto per Incipit Lab
-
Artico – contenitori in ceramica per Incipit Lab
-
Agata – lampade per Incipit
11) Formafantasma

Studio che lavora sul prodotto come ricerca applicata: ogni progetto nasce da un’idea forte (materiali, filiera, riparabilità, impatto) e arriva a un risultato nitido, industriale, mai “predicatorio”. Quando il design contemporaneo è serio, spesso passa da qui.
Perché seguirli: per la capacità di trasformare temi complessi in oggetti desiderabili e producibili, senza perdere profondità.
Prodotti / aziende
-
SuperWire – famiglia di lampade modulari per Flos
-
WireLine – sospensione per Flos
-
FF.Spine – libreria modulare, primo progetto per Cassina
12) Davide Groppi

Uno dei nomi più coerenti nel raccontare la luce come gesto: essenziale, spesso “invisibile”, sempre pensata per costruire atmosfera più che oggetto. Il suo è un design che sembra semplice, ma nasce da un controllo tecnico e poetico molto preciso.
Perché seguirlo: perché porta la progettazione della luce nel territorio dell’intelligenza, non dell’effetto.
Prodotti / aziende
-
Nulla – lampada ad incasso per Davide Groppi
-
Sampei – lampada (anche outdoor) per Davide Groppi
13) Studiopepe

Progettano oggetti e collezioni con un approccio stratificato: forme, riferimenti, materiali, ma sempre con una regia forte che mantiene tutto leggibile. Quando entrano nel prodotto, lo fanno con identità, senza cadere nella decorazione fine a sé stessa.
Perché seguirli: per la capacità di creare un linguaggio riconoscibile che funziona su categorie diverse (luce, tessile, arredo, oggetto).
Prodotti / aziende
-
Nastro – collezione di lampade per Tooy
-
Gelée – collezione in vetro per Ichendorf Milano
-
Stami – collezione (desk/vanity e famiglia) per Gallotti&Radice
-
Hello Sonia! – collezione tappeti per cc-tapis
14) Federica Biasi

Un design contemporaneo “pulito” ma caldo: proporzioni, materiali e dettagli sono sempre misurati, con una sensibilità che dialoga bene con brand diversi (dall’arredo al mondo lifestyle). È uno di quei profili che crescono perché il prodotto regge.
Perché seguirla: per la capacità di unire rigore formale e abitabilità, senza perdere personalità.
Prodotti / aziende
-
Jiku – tavolo per LEMA
-
Omega / Niveaux / Uma – collezioni/prodotti per LEMA
-
Display Vertical – accessorio/prodotto per Nespresso
15) Luca Nichetto

Designer con un metodo da studio internazionale: sa muoversi tra industria, artigianato e collezioni, mantenendo sempre un tratto chiaro e una forte capacità di costruire sistemi. È utile seguirlo perché attraversa davvero tutte le scale del prodotto.
Perché seguirlo: per leggere il design contemporaneo quando diventa linguaggio di marca e famiglia di oggetti.
Prodotti / aziende
-
LCDC – La Compagnia di Caterina – home fragrance collection per Ginori 1735
-
Venexia – collezione outdoor per Ethimo
-
Vallonné – sospensioni in cristallo veneziano per Barovier&Toso
16) Elena Salmistraro

Porta nel prodotto una componente illustrativa e narrativa molto riconoscibile, ma non “gratuita”: quando lavora bene, colore e grafica diventano parte della funzione emozionale dell’oggetto. È un radar utile per l’area tra design, oggetto domestico e decorazione contemporanea.
Perché seguirla: perché sa rendere iconico anche un prodotto seriale, con una cifra immediatamente distinguibile.
Prodotti / aziende
-
Holyhedrics – collezione decorazioni natalizie per Alessi
-
Out of Scale: Project One – contenitore in edizione limitata per Cappellini
-
Most Illustrious – collezione sculture in ceramica per Bosa
17) Cristina Celestino

Lavora su un lusso contemporaneo fatto di materia, segno e sensibilità: collezioni capaci di essere eleganti senza diventare fredde, e decorative senza diventare ridondanti. Molto forte quando il prodotto richiede identità e “atmosfera”.
Perché seguirla: per capire come evolvono superfici, palette, tattilità e l’idea stessa di comfort visivo.
Prodotti / aziende
-
Seeds – collezione outdoor (tavoli/panche) per Ethimo
-
Segnature – collezione ceramica per CEDIT
-
Antelao – holiday collection per Acqua di Parma
-
Rilievo – tappeto per cc-tapis
18) Marcantonio

Il suo lavoro è una macchina perfetta di immaginario: oggetti che diventano personaggi, spesso al confine tra arte e prodotto, ma con una chiarezza formale che li rende immediatamente memorabili. Utile per capire come il design contemporaneo costruisce icone “pop”.
Perché seguirlo: perché sa progettare oggetti con presenza scenica e forte riconoscibilità.
Prodotti / aziende
-
Giraffe in Love – lampada/collezione per Qeeboo
-
Love in Bloom – vaso per Seletti
-
Monkey Lamp – collezione lampade per Seletti
19) Monica Armani

Design rigoroso ma sensibile: geometrie pulite, comfort e dettagli sartoriali. È un riferimento chiave per leggere l’evoluzione del “lusso abitabile”, soprattutto tra indoor/outdoor e progetti dove tecnica e atmosfera devono convivere.
Perché seguirla: per la capacità di trasformare un archetipo (sedia, luce) in un oggetto contemporaneo con identità.
Prodotti / aziende
-
Flair O’ Couture – sedie per B&B Italia
-
Silenzio – sistema luce con performance fonoassorbenti per Luceplan
20) Lorenzo Damiani

Un progettista molto solido su bagno e sistemi: lavora con rigore formale, ma anche con intelligenza tecnica (pieghe, giunzioni, riduzione di materiale, efficienza). È uno dei profili che raccontano bene il design quando è davvero “industria”.
Perché seguirlo: perché i suoi progetti mostrano come si innova una tipologia senza stravolgerla: dettaglio determinante, non stile.
Prodotti / aziende
-
Fold – collezione rubinetteria/accessori bagno per Ceramica Flaminia
-
Ingiro – diffusori/docce outdoor per FIMA Carlo Frattini
-
Monolithos – vasca in marmo (collezione) per Luce di Carrara
21) Odo Fioravanti

Progetta oggetti con una chiarezza rara: forme essenziali, struttura leggibile, un equilibrio tra ergonomia e presenza “scultorea” che non diventa mai effetto. È un design che funziona perché nasce da una vera comprensione della tipologia.
Perché seguirlo: perché dimostra come si possa innovare un archetipo con interventi minimi ma decisivi, e portarlo a un risultato industriale duraturo.
Prodotti / aziende
-
Frida – sedia per Pedrali (Compasso d’Oro ADI 2011)
22) LucidiPevere

Duo che lavora benissimo sul confine tra architettura e oggetto: progetti asciutti, con una matericità controllata e una sensibilità molto contemporanea. In particolare, nel lighting sanno rendere “prodotto” anche una ricerca sui materiali.
Perché seguirli: per l’approccio pragmatico e industriale, capace di trasformare una scelta materica in identità (senza decorazione superflua).
Prodotti / aziende
-
Aplomb – sospensione in cemento per Foscarini
23) Marco Acerbis

Designer molto credibile quando il progetto deve unire comfort, modularità e materiali outdoor evoluti. Le sue collezioni lavorano su geometrie pulite e dettagli funzionali, con un’attenzione concreta alla durata e all’uso reale degli spazi esterni.
Perché seguirlo: perché interpreta l’outdoor come “stanza” contemporanea: modulare, confortevole, progettata con logica di sistema.
Prodotti / aziende
-
Coral – collezione outdoor per Talenti
24) Francesco Rota

Il suo è un design di sostanza: imbottiti e sistemi che mettono insieme rigore e comfort, con una componente “industrial” elegante (mai aggressiva). È uno di quei progettisti che raccontano bene il contemporaneo quando diventa casa vera.
Perché seguirlo: per la capacità di costruire collezioni coerenti e longeve, dove i dettagli (struttura, proporzioni, materiali) fanno tutta la differenza.
Prodotti / aziende
-
Yard Daybed – per LEMA
25) Alessandro Zambelli

Designer dalla cifra essenziale e molto contemporanea, spesso centrata sulla tecnologia “miniaturizzata” e su una presenza leggera nello spazio. Nel lighting lavora su oggetti sottili, resistenti, pensati per scenari d’uso reali (anche outdoor).
Perché seguirlo: perché unisce espressione formale rigorosa e soluzione tecnica, con progetti che funzionano in interni e esterni.
Prodotti / aziende
-
Flia – famiglia di lampade outdoor per Luceplan
26) Giopato & Coombes

Qui la luce diventa quasi materia: vetro, ottone, riflessi, composizioni. Il loro lavoro è perfetto per leggere il versante più “emozionale” del lighting contemporaneo, dove artigianalità e progetto convivono ad altissimo livello.
Perché seguirli: perché mostrano come si costruisce un oggetto-luce iconico senza perdere precisione tecnica e qualità esecutiva.
Prodotti / aziende
-
Bolle – collezione di lampade in vetro realizzate a mano
27) Marta Sansoni

Una progettista fondamentale quando parliamo di oggetto domestico e tableware: design pulito, immediatamente riconoscibile, con un equilibrio raro tra funzione e presenza. Perfetta per dare alla lista un segnale forte sulla cultura dell’oggetto.
Perché seguirla: perché dimostra che anche un oggetto “semplice” può diventare design, se il disegno è preciso e l’idea è chiara.
Prodotti / aziende
-
CACTUS! – fruttiera per Alessi
28) Busetti Garuti Redaelli (BGR)

Trio che lavora con mentalità industriale e un gusto contemporaneo molto controllato. Quando progettano sedute, si sente la cura del modellato: volumi ridotti al necessario, comfort e stabilità come obiettivo, non come slogan.
Perché seguirli: perché rappresentano bene il design “di progetto”: quello che funziona in hospitality, lavoro e residenziale senza perdere identità.
Prodotti / aziende
-
Log – collezione di sedute completamente imbottite per Pedrali
29) Ferruccio Laviani

Un nome noto, sì, ma ancora utile per capire come si costruisce un’icona contemporanea: oggetti che tengono insieme memoria, tecnologia, ironia e mercato. Nel suo lavoro il “carattere” non è mai casuale.
Perché seguirlo: perché è un riferimento per leggere l’incontro tra linguaggio pop, prodotto industriale e desiderabilità.
Prodotti / aziende
-
Bourgie – lampada da tavolo per Kartell
-
Take – lampada da tavolo per Kartell
30) Pio & Tito Toso

Duo capace di muoversi con naturalezza tra architettura e product design, con una particolare solidità nel lighting: progetti dove la lavorazione del vetro, la diffusione luminosa e la forma trovano un equilibrio molto “italiano”, ma attuale.
Perché seguirli: perché nel loro lavoro la tradizione (materiali, vetro, artigianalità) diventa linguaggio contemporaneo, senza nostalgia.
Prodotti / aziende
-
Meteorite – collezione di lampade per Artemide
-
Manta – lampada (design 2001) per Foscarini
31) Stefano Giovannoni

Designer capace di trasformare archetipi quotidiani in oggetti immediatamente riconoscibili, con un equilibrio raro tra ironia, forma e produzione industriale. Il suo “codice” non è un vezzo estetico: è un modo di rendere il progetto popolare senza renderlo banale.
Perché seguirlo: perché interpreta il contemporaneo dalla parte dell’uso e dell’industria, con una continuità di linguaggio che attraversa categorie diverse.
Prodotti / aziende
-
Mami – collezione kitchen & table per Alessi
-
Girotondo – famiglia di oggetti (pattern “omini”) per Alessi
32) Michele De Lucchi

Un riferimento quando il design è insieme cultura e meccanica: progetti che diventano icone perché risolvono un gesto (la luce, il movimento, l’orientabilità) con una precisione progettuale pulita.
Perché seguirlo: per capire come un oggetto tecnico può diventare universale, senza perdere rigore industriale.
Prodotti / aziende
-
Tolomeo – lampada (con Giancarlo Fassina) per Artemide
33) Matteo Thun

Il suo design lavora per sottrazione, ma non è mai sterile: aggiorna tipologie classiche rendendole contemporanee, con attenzione a proporzioni, materiali e luce “calda”.
Perché seguirlo: perché è un ottimo indicatore di come evolve il prodotto “trasversale” (domestico, contract, hospitality) senza diventare moda.
Prodotti / aziende
-
Choose – famiglia di lampade per Artemide (con Antonio Rodriguez)
34) Fabio Novembre

Oggetti che diventano simboli: quando il prodotto si avvicina alla scultura senza perdere identità industriale. È una voce utile per leggere la parte più “iconica” del design contemporaneo.
Perché seguirlo: per capire come si costruisce un oggetto ad alta memorabilità (e quindi ad alta forza culturale) dentro un catalogo.
Prodotti / aziende
-
Nemo – poltrona/maschera per Driade
35) Paola Navone

Materia, comfort e “vita” del prodotto: collezioni che diventano linguaggi, non singoli pezzi. È una presenza necessaria quando si parla di contemporaneo caldo, tattile, abitabile.
Perché seguirla: perché sa trasformare la casa reale (con le sue imperfezioni e rituali) in design durevole e riconoscibile.
Prodotti / aziende
-
Ghost – collezione iconica di sedute/letto per Gervasoni
-
Ghost out – declinazione outdoor per Gervasoni
36) Antonio Citterio

Il contemporaneo “adulto”: proporzioni, comfort, dettagli tecnici e capacità di costruire sistemi che durano. È uno dei casi in cui la fama coincide davvero con l’impatto sul prodotto industriale.
Perché seguirlo: perché mostra come si fa qualità seriale ad alto livello, tra imbottiti, sedute e sistemi domestici/contract.
Prodotti / aziende
-
Charles – divano per B&B Italia
-
Esosoft – sistema/divano modulare per Cassina
-
Grand Repos – poltrona lounge per Vitra
37) Piero Lissoni

Essenzialità che regge la complessità: collezioni coerenti, sistemi, outdoor e indoor con una pulizia formale mai fredda.
Perché seguirlo: perché è un ottimo termometro del gusto contemporaneo “alto”, soprattutto quando diventa progetto di collezione.
Prodotti / aziende
-
Borea – collezione outdoor disegnata da Lissoni per B&B Italia
-
Extrasoft – divano modulare per Living Divani
38) Roberto Lazzeroni

Un design che unisce calore e precisione: essenzialità formale, dettagli raffinati, materiali ricchi ma mai ostentati. Perfetto per leggere l’evoluzione del lusso contemporaneo.
Perché seguirlo: perché lavora sul confine tra heritage e contemporaneo, costruendo serie e non singoli pezzi.
Prodotti / aziende
-
Fidelio – serie (console/coffee table ecc.) per Poltrona Frau
-
Fidelio – cabinet collection per Poltrona Frau (portfolio)
39) Massimo Castagna

Lighting e arredo con un segno netto e materico, spesso riconoscibile per il rapporto tra struttura metallica e volumi di luce/vetro. È un nome chiave per chi segue la direzione “materia + atmosfera”.
Perché seguirlo: perché mostra come una famiglia di lampade possa diventare linguaggio e identità di collezione.
Prodotti / aziende
-
Bolle – collezione di lampade/pendant per Gallotti&Radice
40) Claudio Bellini

Approccio internazionale, industriale, centrato sull’equilibrio tra bellezza ed efficienza: utile per leggere il prodotto contemporaneo quando deve parlare a un mercato ampio, senza perdere qualità.
Perché seguirlo: perché lavora su tipologie “vere” (sedute, imbottiti, letto) con un metodo chiaro e replicabile.
Prodotti / aziende
-
Cala – letto per Natuzzi Italia
41) Lanzavecchia + Wai

Uno studio che lavora con una sensibilità molto “oggi”: volumi morbidi, dettagli sartoriali, strutture leggere. I loro oggetti hanno sempre un equilibrio ben calibrato tra carattere e abitabilità, con una cura evidente per proporzioni e costruzione.
Perché seguirli: perché sanno trasformare un’idea espressiva in prodotto industriale credibile, mantenendo personalità e qualità del dettaglio.
Prodotti / aziende
-
Nena Lounge – poltrona per Zanotta
42) Matteo Zorzenoni

Designer capace di portare nel prodotto una cultura artigianale contemporanea: vetro, materia, lavorazioni e un senso “calmo” della forma. Il risultato è spesso un oggetto che sembra semplice, ma è pieno di intenzione.
Perché seguirlo: per come traduce la ricerca sui materiali in collezioni che entrano nei cataloghi senza perdere profondità.
Prodotti / aziende
-
Mastea – tavolini, design Matteo Zorzenoni per Miniforms
-
Prodotti per Miniforms (selezione di collezioni firmate da Zorzenoni)
43) Federico Peri

Il suo lavoro è un ponte tra memoria e contemporaneo: oggetti e superfici con un’eleganza misurata, spesso costruita su dettagli, ritmo, matericità. È uno dei profili più solidi quando il progetto deve essere raffinato ma concreto.
Perché seguirlo: perché riesce a muoversi tra categorie diverse mantenendo un linguaggio coerente e “adulto”.
Prodotti / aziende
-
Blend Bar Unit – per Baxter
-
Stilla – per Purho Murano
-
Daen Highboard – per Gervasoni 1882
44) Gabriele & Oscar Buratti

Una firma che lavora bene sul prodotto quando serve un equilibrio tra architettura e oggetto: materiali “ricchi” ma controllati, dettagli tecnici leggibili, forme pulite con presenza.
Perché seguirli: perché sanno progettare pezzi con una forza formale chiara e una logica industriale reale.
Prodotti / aziende
-
Litt (low tables) – tavolini per Acerbis
-
Studio attivo anche su furniture e object design (profilo designer)
45) Mario Trimarchi

Design come narrazione e ergonomia: oggetti che sembrano scavati nella materia, con una forma che nasce da gesto e memoria. Perfetto per la categoria kitchen & table quando vuoi qualcosa di iconico ma funzionale.
Perché seguirlo: perché costruisce oggetti con una forte identità, senza perdere usabilità e senso industriale.
Prodotti / aziende
-
Ossidiana – caffettiera espresso per Alessi
46) Alessandro Stabile

Un progettista molto “di metodo”: ricerca tipologica, innovazione tecnica e una eleganza senza forzature. I suoi prodotti lavorano spesso su un dettaglio funzionale che diventa carattere, senza mai risultare gimmick.
Perché seguirlo: perché mostra come nasce un prodotto contemporaneo quando la forma è conseguenza di meccanica, uso e processo.
Prodotti / aziende
-
Tacito – collezione contenitori per Magis
47) Lorenzo Palmeri

Un approccio che unisce pensiero progettuale e gesto essenziale: nel lighting lavora su forme primarie, segni grafici, luce morbida ma precisa. È un nome utile quando vuoi includere una voce contemporanea e non inflazionata sulla luce.
Perché seguirlo: per la capacità di trasformare una geometria elementare in un oggetto con atmosfera e identità.
Prodotti / aziende
-
Cyrcle Applique – lampada da parete per ZAVA
48) DWA Design Studio

Studio interessante quando il progetto attraversa interior e prodotto: complementi, superfici, elementi che lavorano sullo spazio senza “invaderlo”. Qui il contemporaneo è soprattutto qualità visiva + funzionalità.
Perché seguirli: perché portano una sensibilità progettuale da interni dentro oggetti seriali, molto attuali per l’abitare ibrido.
Prodotti / aziende
-
Twiny – collezione di tappeti outdoor per Pedrali (designer: DWA Design Studio)
49) 6:AM (Edoardo Pandolfo & Francesco Palù)

Un caso perfetto di “design contemporaneo vero” sul vetro: tradizione muranese, ma con un linguaggio e una ricerca molto attuali su forma, tecnica e sperimentazione. Hanno anche una presenza internazionale crescente.
Perché seguirli: perché mostrano come artigianato e innovazione possano diventare prodotto e cultura, non solo “pezzo da vetrina”.
Prodotti / aziende
-
Murano glass stools – collaborazione con Bottega Veneta (stools in vetro di Murano per la runway)
50) Alessandra Baldereschi

Oggetti che mettono insieme funzione e meraviglia, con una leggerezza quasi narrativa: perfetta per la categoria tableware e piccoli oggetti domestici, dove l’innovazione passa anche dall’emozione.
Perché seguirla: perché riesce a rendere un prodotto seriale immediatamente memorabile, senza scadere nel decorativo fine a sé stesso.
Prodotti / aziende
-
Animal Farm – collezione per Ichendorf Milano
Qual è la differenza tra product designer e interior designer?
Il product designer progetta oggetti e sistemi: sedute, tavoli, lampade, rubinetterie, complementi, piccoli elettrodomestici, accessori. Lavora su forma, funzione, materiali, ergonomia e soprattutto produzione (industrializzazione, costi, durabilità).
L’interior designer progetta spazi: distribuzione, atmosfera, palette, materiali, illuminazione ambientale, arredi su misura, coordinamento tra elementi. Può selezionare prodotti e talvolta disegnare arredi custom, ma il suo centro è l’architettura interna e l’esperienza dello spazio.
Un product designer può progettare anche interni?
Sì, soprattutto quando ha una formazione o un team che integra competenze di interior/architettura. Ma in genere cambia la scala del progetto: dall’oggetto (product) allo spazio (interior). Molti studi contemporanei lavorano su entrambe le dimensioni, ma con metodologie diverse.
Un interior designer può progettare un prodotto?
Sì, specialmente quando sviluppa arredi su misura, complementi o pezzi dedicati a un progetto. La differenza è che un product designer di norma pensa l’oggetto per ripetibilità e mercato (serie, catalogo, standard), mentre l’interior designer spesso lo pensa come soluzione specifica per uno spazio.
Che cosa fa esattamente un industrial designer? È diverso dal product designer?
Spesso i termini si sovrappongono. In senso stretto, l’industrial designer enfatizza l’aspetto di produzione industriale, processi e ingegnerizzazione (materiali, stampi, componentistica, assemblaggi). “Product designer” è più ampio: include anche oggetti non industriali o ibridi (artigianato evoluto, limited edition, sistemi).
Che cosa significa “design di collezione” o “collectible design”?
È un’area a metà tra design e arte: pezzi in tirature limitate, spesso più sperimentali su materiali e forme, con una forte componente narrativa. Non è necessariamente meno “vero” del design industriale, ma risponde a logiche diverse (unicità, ricerca, gallerie, edizioni).
Come capire se un designer fa “design vero” e non solo immagine?
Tre indizi semplici:
-
ha prodotti in catalogo e in produzione (non solo render)
-
ha progetti che diventano famiglie (varianti, sistemi, gamma)
-
lavora su dettagli che reggono l’uso: ergonomia, manutenzione, montaggio, durata
È meglio seguire designer emergenti o nomi già affermati?
Entrambi, perché raccontano due cose diverse:
-
i nomi affermati mostrano come si costruisce continuità, qualità e sistema
-
gli emergenti spesso portano linguaggi nuovi, materiali e sperimentazioni che anticipano direzioni future
La lettura più utile nasce dal confronto tra i due.
Quali categorie rientrano nel product design?
Arredo indoor e outdoor, illuminazione, bagno e rubinetteria, cucina e accessori, tavola, piccoli oggetti domestici, sistemi modulari, office/contract, talvolta anche consumer electronics e mobilità (a seconda del profilo).
Serve una laurea per essere product designer o interior designer?
Non è obbligatoria, ma aiuta. Conta molto il mix tra formazione (design/architettura), metodo progettuale, portfolio, capacità tecnica e collaborazione con aziende. Nel lavoro reale pesano competenze come: materiali, CAD, prototipazione, supply chain, cultura del progetto.










