La 64ª edizione del Salone del Mobile.Milano si presenta come un cambio di passo più strategico che scenografico: meno “evento nell’evento”, più infrastruttura culturale e piattaforma di mercato. Alla conferenza stampa di presentazione – seguita oggi dalla nostra redazione – la direzione è stata chiara: ampliare il perimetro del progetto (e dei suoi pubblici) senza snaturare la matrice industriale della fiera. Dal 21 al 26 aprile 2026, negli spazi di Fiera Milano a Rho, il Salone torna con una mappa di contenuti che prova a tenere insieme tre assi caldissimi: design da collezione, cucina/bagno come laboratorio tecnologico, e contract come nuovo terreno “sistemico” dell’abitare contemporaneo.
In breve: date, numeri e novità da segnare
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Quando: 21–26 aprile 2026, Fiera Milano Rho
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Dimensioni: oltre 1.900 espositori da 32 Paesi, 169.000 mq netti già sold out
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Nuovo format: Salone Raritas, piattaforma curata sul collectible design
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Ritorno Biennali: EuroCucina + FTK e Salone Internazionale del Bagno
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Rotta 2027: avvio del percorso verso Salone Contract (Masterplan OMA: Koolhaas/Gianotten)
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Sostenibilità: confermato il percorso ISO 20121, con rinnovo annunciato per il triennio 2026–2028
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Talenti: SaloneSatellite con 700 designer under 35 e tema “Skilled Craftsmanship + Innovation”
Dal “grande spettacolo” alla piattaforma: cosa cambia nel 2026
È utile leggere il 2026 anche per differenza. Il 2025 aveva portato nel racconto del Salone un’energia apertamente “cinematografica”, con installazioni e grandi nomi capaci di occupare la città e i media: dalla monumentale Library of Light di Es Devlin a Brera, fino a Mother di Robert Wilson al Castello Sforzesco, passando per La dolce attesa firmata da Paolo Sorrentino.
Nel 2026, senza rinunciare alla dimensione culturale, il baricentro si sposta: meno icone “da copertina”, più lavoro sulla struttura dell’offerta. In altre parole: la fiera prova a parlare in modo ancora più diretto a professionisti, aziende e decision maker, riorganizzando i contenuti come farebbe un sistema editoriale maturo.
Salone Raritas: il collectible design entra in fiera (davvero)

La novità che più ridisegna il posizionamento del Salone è Salone Raritas, pensato come piattaforma “selettiva” dedicata al collectible design: edizioni limitate, pezzi unici, archetipi storici e outsider, alta manifattura e antiquariato di ricerca. La curatela è affidata ad Annalisa Rosso, con exhibition design di Formafantasma.
Il punto non è solo introdurre un nuovo settore, ma riconoscere un mercato che negli ultimi anni ha vissuto spesso “ai margini” del Salone, tra gallerie, distretti e dinamiche più vicine al collezionismo d’arte. Qui, invece, l’intenzione dichiarata è costruire un ponte: mettere in dialogo gallerie e designer con decision maker internazionali e con il mercato professionale del progetto, offrendo un perimetro chiaro e curato in cui scoprire e acquisire opere e arredi da collezione.
Tra i 25 espositori annunciati compaiono realtà come Nilufar, Collectional, Salviati x Draga & Aurel, Mouromtsev Design Editions, Mercado Moderno, Bianco67, Brun Fine Art.
E per amplificare la dimensione esperienziale, è previsto anche un progetto speciale firmato da Sabine Marcelis, costruito – come ci si aspetta dal suo linguaggio – sul rapporto tra luce, materia e percezione.
Raritas è una risposta al tema della longevità e del valore nel tempo. In un settore dove l’innovazione corre, l’idea di “rarità” sposta la conversazione su durata, cura, archivio e collezionabilità: non come nostalgia, ma come metrica contemporanea del progetto.
Il ritorno delle Biennali: EuroCucina/FTK e Salone del Bagno

Nel cuore della 64ª edizione tornano le Biennali, e non è un ritorno “di rito”: cucina e bagno sono oggi i due ambienti in cui la casa mostra più chiaramente la sua trasformazione in sistema tecnico, sensoriale e sostenibile.
EuroCucina 2026 + FTK: la cucina come spazio ibrido (e intelligente)
EuroCucina con FTK – Technology For the Kitchen riporta in fiera il racconto di una cucina sempre meno “stanza” e sempre più ecosistema: ibridazione di contesti, desiderio di outdoor, sostenibilità e integrazione dell’intelligenza artificiale come infrastruttura invisibile dell’esperienza.
A livello di mercato, i numeri confermano la centralità: 106 brand da 17 Paesi.
Cosa aspettarsi (in chiave progettuale):
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superfici e materiali pensati per performance, manutenzione, tattilità;
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tecnologie integrate e meno esibite (interfacce “calme”);
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elettrodomestici come piattaforme (dati, automazioni, efficienza).
Salone Internazionale del Bagno 2026: la spa domestica diventa standard alto

In parallelo, il Salone del Bagno spinge sull’idea di benessere evoluto: comfort, efficienza idrica, luce calibrata, dispositivi smart discreti e una materialità sempre più sensoriale. I brand annunciati sono 163 da 14 Paesi.
Qui la parola chiave non è “lusso” in senso decorativo, ma longevity: soluzioni che lavorano su durata, ergonomia, facilità d’uso, riduzione degli sprechi, qualità dell’aria e dell’acqua.
A Luxury Way e “Aurea”: quando il lusso diventa racconto spaziale

Nel percorso A Luxury Way (padiglioni 13–15) prende forma Aurea. An Architectural Fiction, installazione immersiva ideata da Maison Numéro 20: un “hotel immaginario” costruito come sequenza di spazi narrativi, tra suggestioni art déco, riferimenti cinematografici e attenzione alla sostenibilità.
Il dato interessante, qui, è metodologico: il lusso viene trattato come sceneggiatura. Non si limita a mostrare oggetti, ma costruisce una grammatica dell’esperienza (ritmo, luce, pause, soglie), utile anche a chi progetta hospitality e residenze high-end: perché parla di percezione, non solo di stile.
Verso Salone Contract: dal prodotto al sistema (la partita più grande)
Un’altra novità, destinata a diventare centrale nel 2027, è il progetto Salone Contract, con Masterplan affidato a Rem Koolhaas e David Gianotten (OMA).
La tesi è chiara: nei settori in forte crescita – hospitality, retail, real estate, marine – il valore si sposta dal singolo prodotto alla capacità di offrire soluzioni integrate: sistemi, competenze, servizi, capitolati, tempi, logistica, assistenza, performance.
Già nel 2026 inizieranno ad apparire percorsi tematici e momenti di approfondimento, inclusa una lectio magistralis di Koolhaas.
Lettura critica (utile alle aziende): “contract” non è un’etichetta commerciale. È un cambio di maturità: chiede al design di parlare la lingua della complessità (norme, manutenzione, durabilità, impatto, supply chain), senza perdere identità. Chi riesce a farlo, entra in progetti che non si misurano in pezzi venduti, ma in relazioni di lungo periodo.
Wayfinding, campagna e sostenibilità: la materia come filo conduttore
Sul piano dell’esperienza di visita, il Salone dichiara un investimento concreto sull’orientamento e sulla leggibilità della fiera: un nuovo sistema di wayfinding sviluppato da Leftloft, pensato per semplificare i percorsi e rendere più chiara la navigazione tra padiglioni e contenuti.
A tenere insieme la narrazione è la campagna “A Matter of Salone”, che rimette al centro la materia come origine del progetto: dal gesto alla forma, e dalla forma al senso.
E sul fronte sostenibilità, viene annunciato il rinnovo della certificazione ISO 20121 per la gestione sostenibile degli eventi (triennio 2026–2028), con un approccio che porta materiali, processi e filiere dentro una logica più circolare e misurabile.
SaloneSatellite 2026: “Skilled Craftsmanship + Innovation”

Completa il quadro SaloneSatellite, con 700 designer under 35 da 43 Paesi e la presenza di 23 scuole e università internazionali.
Il tema 2026 è “Skilled Craftsmanship + Innovation”: artigianato come dispositivo contemporaneo, capace di dialogare con tecnologia e industria senza perdere intensità espressiva.
Qui vale la pena essere netti: l’artigianato non torna come “stile”. Torna come competenza strategica. In un mercato saturo di immagini, la differenza la fa spesso ciò che si sente nelle mani: giunzioni, texture, precisione, peso, finiture. È una qualità che non si imita facilmente, e proprio per questo diventa un vantaggio competitivo.
Un Salone sempre più internazionale (e ibrido tra design e arte)
La conferenza stampa ha insistito anche sul lavoro internazionale: roadshow in Europa e nuove direttrici su mercati strategici (USA, India, Medio Oriente), con una collaborazione avviata con Art Basel e l’obiettivo di rafforzare la presenza del design italiano in contesti dove la contaminazione con l’arte è ormai parte del mercato.
È un tassello coerente con Raritas: il Salone non sta “imitando” l’arte, ma sta riconoscendo che il design, oggi, si muove su più livelli di valore (industriale, culturale, collezionistico) e che questi livelli convivono nello stesso ecosistema.
Cosa significa per chi visita (progettisti, aziende, buyer): 5 take-away pratici
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Andare con una domanda, non con una lista: Raritas, Contract e Biennali chiedono una visita “curata”, non solo panoramica.
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Leggere la cucina come tecnologia dell’abitare: non è più solo layout, ma relazione tra dati, energia, materiali e rituali.
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Nel bagno cercare la qualità silenziosa: comfort, efficienza, luce e manutenzione sono il nuovo lusso.
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Per le aziende: prepararsi al contract come sistema (capitolati, tempi, assistenza, sostenibilità misurabile).
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Per i designer: artigianato = futuro se diventa metodo (prototipazione, filiere, ibridazione con tecnologia).
Quando si svolge il Salone del Mobile 2026?
Dal 21 al 26 aprile 2026 a Fiera Milano Rho.
Qual è la novità principale del Salone del Mobile 2026?
Il debutto di Salone Raritas, piattaforma dedicata al collectible design, curata da Annalisa Rosso con exhibition design di Formafantasma.
Tornano EuroCucina e Salone del Bagno nel 2026?
Sì: tornano le Biennali EuroCucina/FTK e Salone Internazionale del Bagno.
Che cos’è Salone Contract?
È un progetto strategico che porterà nel 2027 al debutto di un nuovo impianto dedicato al contract (hospitality, retail, real estate, marine), con Masterplan affidato a OMA (Koolhaas/Gianotten); nel 2026 iniziano percorsi e contenuti dedicati.
Qual è il tema del SaloneSatellite 2026?
“Skilled Craftsmanship + Innovation”, con focus sul dialogo tra artigianato e innovazione.
Quanti espositori sono attesi al Salone del Mobile 2026?
Oltre 1.900 espositori da 32 Paesi, con superficie espositiva netta oltre 169.000 mq.










