Archi&Interiors media partner della manifestazione dedicata all’ospitalità, al contract e ai nuovi scenari dell’accoglienza, in programma dal 14 al 16 ottobre 2026 al Rimini Expo Centre. Varese, 25 giugno 2026 – L’hospitality sta attraversando una nuova fase. Dopo gli anni della ripresa, del riposizionamento e della corsa agli investimenti, il settore dell’accoglienza entra in una …
Archi&Interiors media partner della manifestazione dedicata all’ospitalità, al contract e ai nuovi scenari dell’accoglienza, in programma dal 14 al 16 ottobre 2026 al Rimini Expo Centre.
Varese, 25 giugno 2026 – L’hospitality sta attraversando una nuova fase. Dopo gli anni della ripresa, del riposizionamento e della corsa agli investimenti, il settore dell’accoglienza entra in una stagione più matura, nella quale non basta più intercettare la domanda turistica: occorre interpretarla, progettarla, renderla riconoscibile.
Il mercato cresce, ma diventa più selettivo. Continua ad attrarre investimenti, ma premia sempre di più concept solidi, identità chiare, qualità gestionale e coerenza tra spazio, servizio ed esperienza. Hotel, resort, strutture open air, luoghi del wellness, spazi outdoor e format ibridi dell’accoglienza sono oggi chiamati a esprimere un valore più complesso: non solo ospitare, ma costruire memoria, relazione, appartenenza.
Archi&Interiors seguirà questa trasformazione anche attraverso la media partnership con InOut | The Hospitality Community 2026, la manifestazione B2B dedicata al mondo dell’ospitalità, del contract, dell’outdoor e dell’interior design, in programma dal 14 al 16 ottobre 2026 al Rimini Expo Centre.
Il percorso editoriale accompagnerà l’avvicinamento alla manifestazione con contenuti dedicati ai temi che stanno ridefinendo l’accoglienza contemporanea: dal progetto degli spazi alla qualità dell’esperienza, dal rapporto tra architettura e servizi alla trasformazione dell’outdoor in nuovo ambiente dell’ospitalità, fino al ruolo crescente di tecnologia, wellness, materiali e identità territoriale.
Un mercato che cresce, ma chiede più qualità
Il turismo continua a rappresentare una delle componenti più rilevanti dell’economia italiana. Secondo i dati diffusi da ENIT in occasione della BIT 2026, nel 2025 il comparto turistico ha generato un’incidenza sul PIL vicina ai 240 miliardi di euro, con un impatto significativo anche sull’occupazione. Le previsioni di medio periodo indicano un ulteriore rafforzamento del settore, confermando il turismo come una leva strutturale per l’economia nazionale.
Anche il mercato alberghiero conferma una fase di forte vitalità. Secondo EY, nel 2025 gli investimenti alberghieri in Italia hanno superato i 2,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 19% rispetto al 2024 e un valore superiore del 35% rispetto alla media dell’ultimo decennio. Gli investitori internazionali hanno rappresentato oltre la metà dei volumi complessivi, mentre Roma, Milano e Venezia si confermano tra le destinazioni più attrattive per il comparto.
Questi numeri raccontano un settore solido, ma anche più esigente. La crescita non riguarda soltanto nuove aperture, ristrutturazioni o operazioni immobiliari. Riguarda soprattutto la capacità delle strutture di posizionarsi con chiarezza, di rispondere a una domanda più articolata e di trasformare l’ospitalità in un’esperienza riconoscibile.
Il futuro dell’hospitality sembra muoversi in questa direzione: non solo camere e servizi, ma luoghi capaci di distinguersi; non solo destinazioni da raggiungere, ma esperienze da ricordare; non solo estetica degli ambienti, ma coerenza tra progetto, gestione, identità e percezione dell’ospite.
In questo passaggio, il progetto torna al centro. Hotel, resort, campeggi evoluti, strutture glamping, stabilimenti balneari, spa, spazi outdoor, aree wellness e luoghi ibridi dell’accoglienza non sono più soltanto contenitori funzionali. Diventano dispositivi narrativi, economici e culturali. Raccontano un modo di abitare temporaneamente un luogo, ma anche un modo di percepire il tempo, il benessere, la relazione con il paesaggio e con le comunità.
EXIST: il tema 2026 come chiave di lettura dell’hospitality contemporanea

Il tema scelto da InOut per il 2026 è EXIST. Una parola essenziale, che intercetta uno dei bisogni più forti del presente: tornare a esperienze reali, riconoscibili, capaci di restituire presenza in un tempo segnato da accelerazione, saturazione visiva e consumo rapido dei luoghi.
Applicato all’hospitality, EXIST diventa una chiave di lettura precisa. Significa progettare spazi che non siano soltanto efficienti o scenografici, ma capaci di generare attenzione, benessere, relazione e memoria. Luoghi nei quali l’innovazione non sostituisce l’esperienza umana, ma la sostiene; ambienti in cui tecnologia, servizi, materiali e progetto concorrono a costruire una qualità dell’accoglienza più profonda.
La domanda non riguarda più soltanto dove dormire, dove mangiare, dove rilassarsi. Riguarda il modo in cui una persona vive un luogo, lo attraversa, lo riconosce, lo ricorda. In un mercato sempre più competitivo, la differenza si gioca spesso proprio su questo terreno: nella capacità di trasformare una permanenza in esperienza, un servizio in relazione, uno spazio in identità.
Per le imprese dell’hospitality, il tema assume anche una valenza strategica. Significa andare oltre la scenografia e costruire condizioni di esperienza. Significa immaginare l’accoglienza non come consumo rapido, ma come occasione di riconnessione tra persone, luoghi e valori. Significa, soprattutto, progettare con maggiore consapevolezza il rapporto tra funzione, atmosfera e aspettativa.
Le nuove geografie dell’accoglienza
InOut 2026 si presenta come una piattaforma dedicata alle molte anime dell’ospitalità contemporanea. La manifestazione attraversa forniture alberghiere, tecnologie e servizi, piscine e benessere, arredo indoor, outdoor, sport & entertainment, camping & glamping e balneare.



Questa articolazione racconta un cambiamento evidente: l’hospitality non coincide più soltanto con l’hotel in senso tradizionale. Il settore si è allargato, contaminato, ibridato. Il confine tra interno ed esterno è diventato più fluido. L’outdoor non è più una dotazione accessoria, ma una componente progettuale decisiva. Il wellness non è più solo un servizio aggiuntivo, ma un linguaggio dell’esperienza. La tecnologia non è più soltanto infrastruttura, ma uno strumento per rendere più efficiente, personalizzato e misurabile il rapporto con l’ospite.
Allo stesso tempo, crescono segmenti che fino a pochi anni fa venivano considerati marginali o di nicchia: il glamping, l’ospitalità open air, il balneare evoluto, le strutture immerse nella natura, gli spazi ibridi tra relax, lavoro, intrattenimento e benessere.
La domanda del viaggiatore si muove verso formule più personalizzate, ma anche più esigenti. Cerca comfort, ma non standardizzazione. Cerca servizi, ma anche identità. Cerca tecnologia, ma non disumanizzazione. Cerca natura, ma con qualità progettuale. Cerca luoghi riconoscibili, non ambienti replicabili ovunque.
Per questo la progettazione dell’hospitality diventa oggi un campo particolarmente interessante per architetti, interior designer, aziende del contract, brand dell’arredo, fornitori di superfici, sistemi tecnologici, illuminazione, outdoor, wellness e soluzioni per l’efficienza gestionale.
Dalla struttura ricettiva al luogo esperienziale



La trasformazione più rilevante riguarda il modo stesso in cui viene concepita la struttura ricettiva. L’hotel, il resort o lo spazio dell’accoglienza non sono più soltanto luoghi di permanenza. Sono ambienti chiamati a produrre senso.
Questo vale per il lusso, ma non solo. Vale per le strutture indipendenti, per il mondo contract, per il midscale evoluto, per il turismo outdoor, per le destinazioni balneari, per i nuovi format urbani, per gli spazi dedicati al benessere e per tutte quelle realtà che vogliono posizionarsi in un mercato sempre più competitivo.
Il design, in questo scenario, non può essere ridotto a una dimensione decorativa. Diventa infrastruttura dell’esperienza: incide sul modo in cui una persona entra in uno spazio, lo attraversa, lo comprende, lo fotografa, lo ricorda, lo consiglia. Lavora sulla percezione, sulla funzionalità, sull’atmosfera, sulla coerenza tra promessa e realtà.
Per questo InOut rappresenta un osservatorio interessante anche per il mondo della progettazione. Perché mette in relazione aziende, operatori e professionisti intorno a una domanda concreta: come si costruisce oggi un’esperienza di ospitalità capace di generare valore?
Il racconto editoriale di Archi&Interiors
La media partnership tra Archi&Interiors e InOut 2026 nasce da questa convergenza: raccontare l’hospitality come uno dei territori più dinamici della cultura contemporanea del progetto.
Archi&Interiors seguirà il percorso di avvicinamento alla manifestazione con contenuti editoriali e social dedicati ai principali temi dell’edizione: hospitality design, contract, outdoor, wellness, tecnologie, arredo indoor, camping & glamping, balneare e nuove forme dell’accoglienza.
Il racconto sarà rivolto a una community composta da architetti, interior designer, progettisti, aziende del design, operatori contract, professionisti del real estate e realtà interessate all’evoluzione degli spazi dell’ospitalità.
L’obiettivo non sarà soltanto informare sulla manifestazione, ma contribuire a leggere i cambiamenti in corso: cosa chiede oggi il mercato, come si sta trasformando il rapporto tra ospite e spazio, quali settori stanno crescendo, quali linguaggi progettuali stanno emergendo, quali strumenti possono aiutare le imprese a costruire esperienze più forti, sostenibili e memorabili.
“L’hospitality è uno degli ambiti in cui il progetto mostra con maggiore evidenza la sua capacità di incidere sull’esperienza delle persone. Oggi non parliamo più soltanto di camere, hall, ristoranti o spazi outdoor, ma di sistemi complessi in cui architettura, interior design, servizi, tecnologia, benessere e identità territoriale concorrono alla costruzione del valore. Raccontare INOUT significa osservare da vicino questa trasformazione”, dichiara Sonia Carrera, Direttrice Editoriale di Archi&Interiors.
Verso Rimini 2026
Dal 14 al 16 ottobre 2026, InOut | The Hospitality Community 2026 porterà al Rimini Expo Centre aziende, progettisti, operatori e professionisti chiamati a confrontarsi sul futuro dell’ospitalità.
In un mercato che cresce, ma che chiede sempre più qualità, posizionamento e capacità interpretativa, la manifestazione si propone come luogo di incontro tra innovazione, business e cultura del progetto.
Per Archi&Interiors, la media partnership con InOut 2026 rappresenta un’occasione per rafforzare il proprio presidio editoriale sui temi dell’hospitality e del contract, due ambiti in cui il design non si limita a definire l’immagine degli spazi, ma contribuisce a costruire modelli economici, esperienze e nuove forme dell’abitare temporaneo.
La sfida dei prossimi anni sembra giocarsi proprio qui: progettare luoghi capaci non solo di accogliere, ma di restare nella memoria di chi li attraversa.
