Quali sono le migliori marche di tavolini da salotto e quali modelli meritano davvero di essere conosciuti? Bassi e discreti, componibili, trasformabili oppure così scultorei da catalizzare l’intero soggiorno, i tavolini da salotto di design hanno smesso da tempo di essere semplici superfici d’appoggio: oggi regolano le distanze tra le sedute, organizzano la zona conversazione e introducono nel living …
Quali sono le migliori marche di tavolini da salotto e quali modelli meritano davvero di essere conosciuti? Bassi e discreti, componibili, trasformabili oppure così scultorei da catalizzare l’intero soggiorno, i tavolini da salotto di design hanno smesso da tempo di essere semplici superfici d’appoggio: oggi regolano le distanze tra le sedute, organizzano la zona conversazione e introducono nel living materia, colore e movimento.
Dopo aver esplorato i migliori marchi di tavoli di design, le collezioni iconiche e le aziende di fama internazionale, lo sguardo si sposta sui tavolini da salotto. Più bassi e compatti, ma non meno importanti nel progetto d’interni, questi complementi hanno conquistato il centro del living attraverso modelli iconici, forme scultoree, composizioni modulari e nuove soluzioni pensate per accompagnare i gesti quotidiani.
Tra le migliori marche di tavolini da salotto figurano aziende storiche come Cassina e Zanotta, specialisti del vetro come Tonelli Design, Glas Italia e Fiam Italia e protagonisti del living contemporaneo come Cattelan Italia, Bontempi, Midj, Tonin Casa, B&B Italia e Poliform. Non esiste, però, un marchio migliore in assoluto: alcuni eccellono nella costruzione di forme scultoree, altri nei tavolini servomuto, nelle composizioni modulari o nella ricerca sui materiali.
Questa guida mette a confronto 15 brand di tavolini di design e i modelli che meglio ne raccontano l’identità, per capire non soltanto quali nomi conoscere, ma soprattutto quale scegliere in base allo spazio, al divano e al modo di vivere il soggiorno.
Quali sono le migliori marche di tavolini da salotto?
Le migliori marche di tavolini da salotto si riconoscono dalla capacità di trasformare un complemento apparentemente semplice in un progetto coerente per forma, materia e funzione. La notorietà da sola non basta: contano la qualità delle lavorazioni, la riconoscibilità del linguaggio, la varietà delle tipologie e la capacità di interpretare il living contemporaneo senza inseguire tendenze passeggere.
La selezione non è una classifica assoluta. L’ordine costruisce un percorso tra icone storiche, ricerca materica, nuove collezioni e differenti modi di intendere il tavolino: come piccola architettura, elemento di servizio, superficie mobile oppure oggetto d’arte.
Le 15 migliori marche di tavolini da salotto e i modelli da conoscere
1. Cassina: tavolini da salotto iconici e modelli d’autore

Cassina è il punto di partenza naturale quando il tavolino non viene scelto soltanto per arredare, ma per introdurre nel living una storia del progetto. Nel catalogo convivono opere dei grandi maestri, riedizioni filologiche e proposte contemporanee, unite dalla stessa attenzione per la ricerca, la qualità costruttiva e la cultura dell’abitare.
Disegnato da Charlotte Perriand, il tavolino Rio Cassina rompe la rigidità del classico tavolino centrale attraverso una struttura asimmetrica, nella quale pieni, vuoti e materiali differenti costruiscono un paesaggio in miniatura. Di segno opposto, il tavolino Traccia Cassina di Meret Oppenheim accosta un piano geometrico a sostegni zoomorfi, trasformandosi in un oggetto enigmatico, ironico e immediatamente riconoscibile.
Più che due semplici modelli, Rio e Traccia mostrano le due anime di Cassina: da una parte la funzione ripensata con intelligenza, dall’altra la capacità del design di sconfinare nell’arte. È il brand da considerare quando si cerca un tavolino iconico di design capace di mantenere valore oltre le mode.
2. Cattelan Italia: tavolini da salotto scultorei e componibili

Cattelan Italia interpreta il tavolino come una presenza capace di dare ritmo al living. Ceramiche effetto marmo, metalli, legni e volumi compatti vengono combinati in collezioni ampie, nelle quali il modello centrale dialoga spesso con versioni laterali, piani a differenti altezze e soluzioni più operative.
Con il tavolino Arena Cattelan Italia, la superficie diventa dinamica e, nelle diverse declinazioni del modello, supera l’immagine del coffee table statico. Pensato anche per essere accostato in più elementi, il tavolino Albert Keramik Cattelan Italia utilizza misure e altezze differenti per creare composizioni sovrapposte, senza rinunciare alla presenza materica della ceramica. Più monolitico e quasi architettonico è invece il tavolino Caesar Cattelan Italia.
Rispetto alla leggerezza trasparente di Tonelli Design, Cattelan Italia sceglie una strada più scenografica e tattile. Il suo punto di forza è la capacità di passare dal tavolino scultoreo al modello laterale, come Lap o Step, mantenendo un’identità precisa. È una scelta convincente nei soggiorni contemporanei in cui il tavolino deve essere parte attiva della composizione, non un elemento neutro.
3. Zanotta: tavolini servomuto e icone del design quotidiano

Zanotta dimostra che per entrare nella storia non servono necessariamente grandi dimensioni. Molti dei suoi tavolini nascono dall’osservazione dei gesti quotidiani e trasformano funzioni semplici in forme essenziali, intelligenti e durature.
Il tavolino Servomuto Zanotta di Achille Castiglioni è l’esempio più immediato: leggero, facilmente spostabile e privo di elementi superflui, accompagna il divano, la poltrona o il letto con una naturalezza che pochi oggetti riescono a mantenere nel tempo. Il tavolino Cumano Zanotta, pieghevole dello stesso designer, aggiunge la possibilità di essere chiuso e appeso, facendo della praticità una vera dichiarazione progettuale.
Se Cassina racconta il tavolino come oggetto culturale, Zanotta lo riporta alla precisione del gesto. È il marchio di riferimento per chi cerca un tavolino servomuto di design, un piano occasionale o una soluzione compatta che non sacrifichi identità e qualità.
4. Tonelli Design: tavolini in vetro di design per il living

Nei progetti Tonelli Design la trasparenza non serve semplicemente a far scomparire il tavolino. Al contrario, rende visibili curve, giunzioni, spessori e riflessi, trasformando il vetro in una materia architettonica.
Il tavolino After9 Tonelli Design combina piani dalle linee morbide con una ricca scelta di vetri, legni e marmi, permettendo di costruire configurazioni più o meno materiche. A spingere la leggerezza all’estremo è il tavolino Soft Glass Tonelli Design, realizzato interamente in vetro. Il set di tavolini Trio Tonelli Design interpreta invece la modularità attraverso tre elementi laterali da separare, accostare o ricomporre secondo le necessità.
Dal confronto con Glas Italia emergono due approcci diversi: Tonelli Design utilizza il vetro soprattutto per dare forma allo spazio e costruire volumi leggibili; Glas Italia ne esplora maggiormente gli effetti ottici e cromatici. Per un living luminoso, nel quale il tavolino deve alleggerire la composizione senza risultare anonimo, Tonelli Design resta uno dei nomi centrali.
5. B&B Italia: tavolini bassi per divani e living modulari

In B&B Italia il tavolino raramente vive come oggetto isolato. È pensato in relazione ai divani, alle poltrone e alle distanze tra le sedute, contribuendo a costruire un sistema domestico coerente.
Il tavolino Tobi-Ishi B&B Italia traduce l’ispirazione zen in una forma bassa e scultorea, nella quale i sostegni sembrano cambiare posizione secondo il punto di osservazione. La collezione di tavolini Fat-Fat B&B Italia segue invece una logica più leggera e flessibile: i piani circolari possono essere utilizzati accanto al divano o riuniti in composizioni articolate; alcune versioni aggiungono anche una funzione contenitore.
B&B Italia è particolarmente efficace nei living ampi e intorno ai grandi divani modulari. Dove Cattelan Italia punta sul contrasto materico, B&B Italia lavora soprattutto sulla continuità tra sedute e superfici d’appoggio, trasformando la zona conversazione in un insieme unitario.
6. Bontempi: tavolini da salotto modulari e trasformabili

Bontempi occupa una posizione strategica nel panorama dei tavolini da salotto moderni: offre una gamma molto ampia, ma negli ultimi progetti concentra la ricerca su sistemi modulari, altezze differenti e forme capaci di creare composizioni dinamiche.
Il tavolino Nexus Bontempi esplora il rapporto tra piani collocati a quote diverse, mentre il tavolino Flow Bontempi costruisce la base a partire da una lastra metallica piegata, trasformando la struttura in un segno fluido e continuo. Il tavolino Core Bontempi riprende invece il linguaggio architettonico dell’omonima famiglia, affidando al basamento una presenza più decisa.
Rispetto a Cattelan Italia, più teatrale e scultorea, Bontempi propone una versatilità maggiormente orientata alla composizione e alla personalizzazione. La presenza in catalogo di tavolini fissi, orientabili, alzabili e di servizio consente di affrontare il living non con una sola soluzione, ma con una famiglia coordinata di funzioni.
7. Kartell: tavolini da salotto colorati e multifunzionali

Kartell ha cambiato il modo di percepire i materiali industriali, dimostrando che trasparenza e plastica possono generare oggetti sofisticati, longevi e immediatamente riconoscibili. Nei tavolini questa ricerca incontra spesso la multifunzionalità.
La famiglia di tavolini Thierry Kartell, disegnata da Piero Lissoni, è composta di piccoli tavoli di servizio concepiti quasi come gioielli domestici. Colori differenti convivono nello stesso elemento e permettono di creare gruppi raffinati, giocando con altezze e abbinamenti. Il tavolino Panier Kartell di Ronan ed Erwan Bouroullec nasce invece come contenitore traforato: con il coperchio diventa un piccolo coffee table o un portariviste.
Kartell non cerca il peso monumentale del marmo né la purezza assoluta del cristallo. Il suo valore sta nella capacità di introdurre colore, ironia e praticità, qualità particolarmente utili nei soggiorni piccoli e negli interni che hanno bisogno di un elemento agile ma non impersonale.
8. Midj: tavolini da salotto organici e versatili

Midj affronta il tavolino con un linguaggio trasversale, capace di funzionare nella casa come negli spazi dell’ospitalità e del lavoro. Materiali e finiture sono utilizzati per costruire famiglie coordinate, più che singoli oggetti isolati.
Il tavolino Clessidra Midj trasferisce nel coffee table la silhouette centrale che identifica l’omonima collezione, condensandola in un volume compatto. Il tavolino Suite Midj lavora sulla flessibilità delle misure e delle altezze, mentre il tavolino Organic Midj porta nel living piani fluidi e asimmetrici ispirati alla natura.
Midj è meno monumentale di Edra e meno radicale di Glas Italia, ma proprio questa misura ne costituisce la forza. Le collezioni si inseriscono con facilità in ambienti differenti e permettono di coordinare il tavolino con sedute, tavoli e altri complementi senza produrre un effetto eccessivamente costruito.
9. Poliform: tavolini eleganti dalle forme organiche

Poliform interpreta il lusso attraverso proporzioni controllate, superfici curate e dettagli che non hanno bisogno di imporsi. I suoi tavolini funzionano spesso come elementi di raccordo all’interno di living sofisticati, dove materiali e colori vengono scelti con grande precisione.
Il tavolino Koishi Poliform prende ispirazione dai ciottoli levigati e costruisce una forma organica, morbida e continua, adatta sia all’uso singolo sia alle composizioni. Il tavolino Ilda Poliform cambia registro: la struttura in fusione di ottone e i piani preziosi trasformano il tavolino in un oggetto simile a un gioiello, pur mantenendo dimensioni contenute.
Koishi e Ilda raccontano due modi opposti di intendere l’eleganza: il primo attraverso la purezza della forma, il secondo attraverso la qualità del dettaglio. Poliform è quindi una scelta forte quando il tavolino deve dialogare con un progetto d’interni rigoroso senza diventare un accento estraneo.
10. Tonin Casa: tavolini decorativi, servetti e modelli su più livelli

Tonin Casa amplia il vocabolario del tavolino con proposte che uniscono funzione, decorazione e varietà tipologica. Accanto ai coffee table centrali compaiono servetti, piani doppi e modelli pensati per caratterizzare il soggiorno con vetro, metallo e superfici materiche.
Il tavolino Amaranto Tonin Casa utilizza il vetro curvato per creare una struttura continua, completata da un ripiano in vetro temperato o legno. Disponibile anche come servetto, il tavolino Jazz Tonin Casa abbina piani in vetro o vetro martellato a una base metallica. Con due superfici poste ad altezze differenti, il tavolino Levels Tonin Casa trasforma la struttura tubolare in una composizione dinamica.
La forza di Tonin Casa non risiede in una sola icona, ma nella possibilità di muoversi tra tavolini laterali, servomuto e modelli decorativi. È una soluzione interessante quando il living richiede più piani d’appoggio coordinati, ma non necessariamente identici.
11. Glas Italia: tavolini in cristallo colorato e cangiante

Glas Italia spinge il cristallo oltre la trasparenza. Attraverso stratificazioni, specchiature, effetti cangianti e lavorazioni complesse, il tavolino diventa un dispositivo ottico che cambia secondo la luce e il punto di osservazione.
Il tavolino Shimmer Glas Italia di Patricia Urquiola è il progetto più emblematico: la finitura multicromatica attraversa le superfici e produce riflessi continuamente diversi, mentre la geometria rimane essenziale. Il tavolino Crack Glas Italia utilizza invece un effetto di specchio frantumato, attraversato da sottili linee luminose, portando il tavolino verso una dimensione quasi scenografica.
Se Tonelli Design costruisce con il vetro, Glas Italia costruisce soprattutto attraverso ciò che il vetro fa alla luce. È il brand da conoscere quando il tavolino deve essere visivamente leggero ma percettivamente intenso.
12. Moroso: tavolini di design colorati ed espressivi

Moroso affronta il tavolino con la stessa libertà progettuale che caratterizza le sue sedute. Forme, colori e superfici non sono utilizzati per neutralizzare l’oggetto, ma per renderlo parte della narrazione dello spazio.
Il tavolino Shiny Gogan Moroso, disegnato da Patricia Urquiola, interpreta il tavolino basso attraverso un piano rotondo, volumi morbidi e una finitura laccata lucida che ne rafforza la presenza nel living. Di carattere più materico e artigianale è il tavolino Mangiafuoco Moroso, con piano in rame smaltato lavorato a mano: le variazioni cromatiche generate dal processo produttivo rendono ogni elemento diverso dagli altri, trasformando la superficie in un segno decorativo unico.
Moroso preferisce introdurre un accento, una deviazione, talvolta persino una piccola dissonanza. È il marchio giusto per interni eclettici e progetti nei quali il tavolino deve partecipare attivamente al racconto.
13. Fiam Italia: tavolini in vetro curvato di design

Fiam Italia ha legato la propria identità alla lavorazione del vetro curvato, trasformando una materia rigida e fragile in superfici continue, piegate e strutturalmente sorprendenti.
Il tavolino Rialto Fiam Italia riduce il progetto a un gesto essenziale: una lastra curva definisce piano e sostegno senza interrompere la trasparenza. Il tavolino Magique Fiam Italia lavora invece sull’intersezione di lastre e volumi, creando l’impressione che lo spazio interno sia sospeso all’interno della struttura.
Fiam Italia condivide con Tonelli Design l’interesse per il vetro come elemento costruttivo, ma il suo linguaggio è spesso più puro e monomaterico. Nei soggiorni piccoli o ricchi di elementi decorativi, questi tavolini alleggeriscono l’insieme lasciando visibili tappeti, pavimenti e architettura.
14. Gallotti&Radice: tavolini di lusso in vetro, marmo e metallo

Gallotti&Radice lavora sul confine tra precisione tecnica e lusso materico. Vetro, metalli, marmi e lavorazioni artigianali convivono in tavolini che non cercano l’effetto immediato, ma una presenza sofisticata e calibrata.
Il tavolino Haumea Gallotti&Radice combina il piano in cristallo con una base dalla forte identità geometrica, resa ancora più espressiva dalle finiture metalliche. Il tavolino Tetris Gallotti&Radice sviluppa invece il tema della composizione attraverso elementi in vetro temperato che possono essere letti come piani, volumi e superfici sovrapposte.
È un brand particolarmente adatto a interni nei quali il tavolino deve mettere in relazione marmo, vetro, metalli bruniti e tessuti importanti. Rispetto a Edra, l’effetto è meno teatrale; rispetto a Poliform, più materico e decorativo.
15. Edra: tavolini scultorei tra design e arte

Edra chiude la selezione perché rappresenta il punto in cui il tavolino smette quasi del tutto di essere un complemento e diventa un paesaggio domestico. Materia, lavorazione e unicità assumono un peso superiore alla serialità del prodotto.
La collezione di tavolini Cicladi Edra, disegnata da Jacopo Foggini, raccoglie elementi dalle forme irregolari, nei quali ogni superficie possiede venature, trasparenze e sfumature proprie. Il tavolino Brasilia Edra di Fernando e Humberto Campana porta invece nel living la forza espressiva tipica del lavoro dei due designer brasiliani.
Edra non è la risposta a chi cerca un piano d’appoggio neutro. È il riferimento per chi vuole che il tavolino diventi il centro visivo della stanza, un oggetto capace di sostenere da solo l’identità dell’intero progetto.
Coffee table, side table e servomuto: come si chiamano i tavolini del salotto?
I nomi utilizzati per indicare i tavolini non sono perfettamente intercambiabili: descrivono dimensioni, posizione e funzioni differenti.
Il coffee table è il classico tavolino basso collocato davanti al divano. Può essere rettangolare, rotondo, quadrato oppure organico e rappresenta generalmente la superficie principale della zona conversazione.
Il side table è più piccolo e viene posizionato lateralmente, accanto al bracciolo del divano o alla poltrona. Il servomuto, chiamato anche servetto, svolge una funzione simile ma presenta spesso una base che può avvicinarsi o scorrere sotto la seduta.
I nesting tables sono tavolini sovrapponibili o inseribili uno sotto l’altro, mentre i modelli lift-top integrano un piano sollevabile. Nei living contemporanei queste categorie tendono a mescolarsi: un tavolino può essere contemporaneamente contenitore, piano laterale e elemento facilmente spostabile.
Come scegliere il tavolino da salotto: forma, misure e proporzioni
La marca è importante, ma non può correggere una scelta sbagliata nelle dimensioni. Il tavolino deve essere proporzionato al divano, facilmente raggiungibile e compatibile con i percorsi della stanza.
Quanto deve essere alto il tavolino da salotto?
Il coffee table centrale dovrebbe avere un’altezza vicina a quella della seduta del divano oppure leggermente inferiore. I modelli molto bassi producono un effetto più contemporaneo e scenografico, ma possono risultare meno pratici nell’uso quotidiano. Side table e servomuto possono invece avvicinarsi all’altezza del bracciolo.
Quanto spazio lasciare tra divano e tavolino?
Una distanza indicativa compresa tra 40 e 50 centimetri consente generalmente di sedersi, alzarsi e passare senza difficoltà. La misura va comunque adattata alla profondità del divano, all’ingombro del tavolino e alla presenza di altre sedute.
Quanto deve essere lungo rispetto al divano?
Un tavolino centrale pari a circa metà o due terzi della lunghezza della seduta principale crea spesso una proporzione equilibrata. Nel caso di più elementi, è l’ingombro complessivo della composizione a dover essere valutato.
Tavolino rotondo, rettangolare o dalla forma organica?
Il tavolino rettangolare segue bene i divani lineari e gli ambienti sviluppati in lunghezza. Il modello rotondo facilita i passaggi e riduce la presenza di spigoli, risultando particolarmente adatto davanti a divani angolari e in soggiorni compatti.
Le forme ovali e organiche rendono più fluida la composizione e dialogano bene con i divani curvi o modulari. Richiedono però maggiore attenzione: l’ingombro visivo può essere ampio anche quando la superficie realmente utilizzabile è ridotta.
Tavolini componibili, scultorei o trasformabili: quale tipologia scegliere?
Tavolini componibili per un living flessibile
Due o tre tavolini a diverse altezze possono essere separati, avvicinati alle sedute o riuniti davanti al divano. È una soluzione efficace nei living modulari e negli spazi utilizzati in modi differenti durante la giornata. Per mantenere coerenza è utile ripetere almeno un elemento: materiale, colore, forma della base o spessore del piano.
Tavolini scultorei per creare un punto focale
Un tavolino scultoreo funziona quando intorno gli viene lasciato sufficiente spazio. Volumi monolitici, marmi venati e forme irregolari richiedono un contesto più controllato: un tappeto sobrio e pochi oggetti decorativi permettono di valorizzarne la presenza senza appesantire il soggiorno.
Tavolini trasformabili per gli spazi multifunzionali
Piani girevoli, orientabili o sollevabili sono realmente utili quando rispondono a un’abitudine concreta, come lavorare dal divano o ampliare occasionalmente la superficie. Il meccanismo non deve diventare un fine: stabilità, facilità di movimento e proporzioni restano più importanti del numero di funzioni disponibili.
Vetro, marmo, legno o metallo: qual è il materiale migliore?
Non esiste un materiale migliore in assoluto. La scelta dipende dall’effetto desiderato, dall’intensità d’uso e dagli altri elementi presenti nel living.
Il vetro alleggerisce lo spazio e lascia visibili tappeti, pavimenti e basi. Le nuove lavorazioni dimostrano però che non è necessariamente neutro: può essere curvato, colorato, fuso, specchiato o reso cangiante.
Il legno introduce calore e si abbina con naturalezza a tessuti e colori neutri. Il marmo e la pietra naturale trasformano invece il piano in una superficie decorativa, capace di diventare protagonista anche attraverso le venature.
La ceramica permette di ottenere effetti materici differenti e di coordinare il tavolino con tavolo da pranzo, consolle e altri arredi. Il metallo può costruire strutture sottili oppure volumi pieni e, secondo la finitura, assumere un carattere tecnico, prezioso o industriale.
Quale marca di tavolini scegliere per ogni tipo di living?
Per un soggiorno dedicato alle icone del design, Cassina e Zanotta offrono progetti nei quali storia, autore e funzione rimangono leggibili.
Per chi privilegia il vetro, Tonelli Design e Fiam Italia lavorano soprattutto sulla costruzione e sulla curvatura della materia, mentre Glas Italia ne esplora il potenziale ottico e cromatico.
Nei living contemporanei costruiti intorno a grandi divani, Cattelan Italia, B&B Italia, Bontempi e Poliform permettono di creare composizioni con volumi, altezze e materiali differenti.
Midj e Tonin Casa sono efficaci quando servono più tipologie coordinate, dal coffee table al servomuto. Kartell risponde bene agli spazi compatti e agli interni che richiedono colore e leggerezza.
Moroso, Gallotti&Radice ed Edra entrano in gioco quando il tavolino deve superare la funzione d’appoggio: più grafica e narrativa Moroso, più sofisticata e materica Gallotti&Radice, apertamente scultorea Edra.
Domande frequenti sui migliori tavolini da salotto
Quali sono le migliori marche tavolini da salotto?
Tra le migliori marche di tavolini da salotto figurano Cassina, Cattelan Italia, Zanotta, Tonelli Design, B&B Italia, Bontempi, Kartell, Midj, Poliform, Tonin Casa, Glas Italia, Moroso, Fiam Italia, Gallotti&Radice ed Edra. La scelta dipende dalla tipologia cercata: icone storiche, tavolini in vetro, modelli componibili, servomuto, soluzioni trasformabili o tavolini scultorei.
Come si chiama il tavolino davanti al divano?
Il tavolino basso collocato davanti al divano viene chiamato tavolino da salotto o coffee table. I modelli laterali sono definiti side table, mentre i piccoli piani di servizio vengono spesso chiamati servomuto o servetto.
È meglio un tavolino unico o un set di tavolini?
Un tavolino unico crea un punto focale ordinato e formale. Un set di due o tre elementi offre maggiore flessibilità e si adatta meglio ai divani modulari o angolari. La scelta dipende dallo spazio e dal modo in cui viene utilizzata la zona conversazione.
Quale tavolino scegliere per un salotto piccolo?
In un soggiorno piccolo funzionano bene tavolini rotondi, trasparenti, sovrapponibili o facilmente spostabili. È preferibile evitare basi e piani che occupano visivamente tutto lo spazio davanti al divano.
Come abbinare il tavolino al divano?
Non è necessario scegliere lo stesso stile o materiale. Un divano morbido può essere valorizzato da un tavolino geometrico; una seduta lineare può dialogare con forme organiche. Il risultato dipende soprattutto dall’equilibrio tra proporzioni, volumi e colori.
Il tavolino in vetro è ancora attuale?
Sì. Il vetro contemporaneo non viene utilizzato soltanto per ottenere trasparenza: lavorazioni curve, fusioni, specchiature ed effetti cromatici lo hanno trasformato in uno dei materiali più espressivi del design attuale.
Quale tavolino scegliere davanti a un divano angolare?
Tavolini rotondi, ovali e componibili seguono meglio lo sviluppo delle sedute e facilitano i passaggi. Un grande piano rettangolare può funzionare soltanto quando la zona centrale rimane sufficientemente libera.
I tavolini trasformabili sono davvero utili?
Sono utili quando la funzione aggiuntiva risponde a un’esigenza reale, come lavorare dal divano o avere occasionalmente una superficie più ampia. In assenza di questa necessità, un modello fisso ben proporzionato può risultare più semplice e durevole.
Il tavolino giusto non completa il soggiorno: lo definisce
Scegliere tra le migliori marche di tavolini da salotto significa osservare il living da una prospettiva diversa. Il tavolino non arriva necessariamente alla fine del progetto e non deve limitarsi a occupare lo spazio lasciato davanti al divano.
Può stabilire il ritmo della composizione, introdurre un materiale inatteso, collegare sedute differenti o diventare il punto intorno al quale si organizzano i gesti quotidiani. Le icone di Cassina e Zanotta, le trasparenze di Tonelli Design, Glas Italia e Fiam Italia, le superfici materiche di Cattelan Italia e Bontempi e la ricerca di Midj e Tonin Casa raccontano approcci diversi, ma condividono la stessa idea: anche una piccola superficie può contenere una grande visione del design.
Perché, in fondo, se i tavoli hanno fatto la storia, i tavolini continuano ogni giorno a renderla abitabile.

