Dopo la Nuvola di Cino Zucchi, Lavazza affida a Jean Nouvel e Hala Wardé il recupero di un edificio industriale verso la Dora. Nel progetto entra anche il laboratorio di Giuseppe Penone.
Lavazza torna a investire sull’architettura a Torino e affida a Jean Nouvel e Hala Wardé un nuovo intervento nel quartiere Aurora. Dopo la Nuvola di Cino Zucchi, il percorso di trasformazione si allarga all’isolato tra via Pisa, via Bologna e la Dora Riparia. Qui un edificio industriale esistente sarà recuperato per accogliere un polo su più livelli, dedicato alla cultura del caffè, all’architettura e all’arte contemporanea.
Al progetto lavoreranno anche lo studio torinese Picco Architetti e la società di ingegneria EP&S. E nell’area c’è già una presenza che ne rende particolarmente interessante lo sviluppo: il laboratorio di Giuseppe Penone. L’artista collaborerà con Nouvel, ritrovando un interlocutore con cui ha già lavorato al Louvre Abu Dhabi.
Un edificio industriale tra la Nuvola e il fiume
La notizia, diffusa il 12 ottobre 2026, sposta l’attenzione verso il margine fluviale di Aurora. Il nuovo polo è pensato in relazione con il quartier generale Lavazza e prosegue la riqualificazione avviata con il complesso inaugurato nel 2018. Il programma annunciato mette insieme spazi rinnovati e distribuiti su diversi livelli, in continuità con le attività della Nuvola.
Nella nota aziendale riportata da ANSA, Lavazza indica come punto di partenza la «vocazione industriale dell’edificio esistente». Il recupero dovrà rinnovarne l’identità attraverso un linguaggio contemporaneo, in rapporto con il paesaggio urbano lungo la Dora. È il tema centrale dell’incarico: lavorare su una parte della città produttiva e costruire un legame con il fiume.
Jean Nouvel, Hala Wardé e il dialogo con Penone
Per Nouvel, premio Pritzker nel 2008 e autore del Louvre Abu Dhabi, l’incarico torinese si intreccia nuovamente con la ricerca di Penone. Nel museo emiratino è esposta la scultura Leaves of Light – Tree: il precedente di un dialogo fra architettura e arte che ora incontra un luogo di lavoro dell’artista.
Penone è una delle figure centrali dell’Arte Povera, movimento profondamente legato a Torino. La presenza del suo laboratorio dà all’intervento un radicamento preciso: il nuovo progetto si svilupperà in un’area dove la produzione artistica è già parte della vita quotidiana.
Accanto a Nouvel, l’architetta franco-libanese Hala Wardé partecipa alla progettazione con Picco Architetti ed EP&S. La squadra riunisce così una collaborazione internazionale e competenze torinesi; Picco Architetti aveva già affiancato Cino Zucchi nel percorso della Nuvola.
Il precedente di Cino Zucchi e il nuovo capitolo di Aurora
Il complesso di Cino Zucchi ha dato forma a un insieme di luoghi diversi: gli uffici, il Museo Lavazza, la Piazza Verde e La Centrale, ricavata nell’ex centrale elettrica. La sede aziendale è diventata anche un indirizzo culturale, con spazi per mostre, eventi e incontri.

Il progetto verso la Dora aggiunge un nuovo tassello a questa geografia. Per il quartiere, la questione sarà come i nuovi spazi entreranno in relazione con quelli già attivi e con la città circostante. Il rapporto fra edifici, luoghi collettivi e vita urbana è anche al centro del nostro approfondimento sulle nuove logiche architettoniche delle città del futuro.
L’intervento è ancora in fase di sviluppo e dovrà seguire l’iter autorizzativo, attraverso il confronto con la Città di Torino e gli enti competenti. Investimento, superfici e tempi di realizzazione non sono stati comunicati. Il prossimo passaggio sarà quindi la definizione del progetto: è lì che si vedrà come il recupero industriale, la presenza di Penone e il lavoro di Nouvel e Wardé prenderanno forma lungo la Dora.


