Tra le opere più rappresentative di Massimiliano Fuksas ci sono edifici diventati veri e propri landmark, capaci di sintetizzare la sua visione architettonica.
La Nuvola dell’EUR a Roma è probabilmente il progetto più discusso: un’architettura-manifesto, pensata come spazio pubblico e simbolico prima ancora che come centro congressi. Un’opera che ha acceso dibattiti su tempi, costi e ruolo dell’architettura iconica nella città contemporanea.

La Fiera di Milano Rho rappresenta invece il lato infrastrutturale del suo lavoro: un progetto di scala urbana, dove la complessità tecnica si intreccia con un’idea di spazio continuo e riconoscibile.

A livello internazionale, l’Aeroporto di Shenzhen Bao’an segna uno dei punti più alti della sua carriera globale: un edificio che unisce monumentalità, ricerca tecnologica e forte identità formale, diventando uno dei simboli dell’architettura aeroportuale contemporanea.

Il metodo Fuksas: architettura come gesto culturale
Parlare di Fuksas significa parlare di un metodo che rifiuta la neutralità. Il progetto non nasce mai come esercizio di stile fine a sé stesso, ma come risposta critica al presente. Forma, luce, scala e materia sono strumenti narrativi, utilizzati per generare emozione e interrogativi.
La sua architettura non cerca consenso immediato. Al contrario, spesso lo mette in crisi. È un’architettura che divide, che costringe a prendere posizione, e proprio per questo rimane nel tempo. In un panorama sempre più dominato dalla standardizzazione, il lavoro di Fuksas rivendica il diritto dell’architettura a essere espressione autoriale.
Critiche, dibattito pubblico e polarizzazione
Nel corso degli anni, Massimiliano Fuksas è stato al centro di numerose polemiche. Costi elevati, tempi di realizzazione lunghi, progetti percepiti come distanti dall’uso quotidiano: le critiche non sono mancate e fanno parte integrante del suo percorso.
Tuttavia, ridurre il suo lavoro a queste semplificazioni significa ignorare il ruolo che ha avuto nel portare l’architettura italiana su un piano internazionale, in un’epoca in cui pochi studi riuscivano a competere su quella scala. La polarizzazione attorno al suo nome è, in fondo, il segno di un’architettura che non lascia indifferenti.
Il contributo di Fuksas nell’architettura contemporanea
Oggi il lavoro di Fuksas viene riletto con maggiore distanza critica. Al di là delle singole opere, resta il contributo di un architetto che ha spinto il progetto fuori dalla comfort zone, ponendo domande scomode sul ruolo dell’architettura, del potere e dello spazio pubblico.
In un momento storico in cui il dibattito torna ad accendersi attorno alla sua figura, parlare di Massimiliano Fuksas significa interrogarsi sul senso dell’architettura iconica, sul rapporto tra autore e città, e sul confine – sempre fragile – tra visione e responsabilità.
Chi è Massimiliano Fuksas?
Massimiliano Fuksas è un architetto italiano nato a Roma nel 1944, tra i più noti a livello internazionale. È conosciuto per un’architettura fortemente riconoscibile, monumentale e spesso iconica, che ha segnato il dibattito architettonico dagli anni Novanta a oggi.
Qual è l’opera più famosa di Massimiliano Fuksas?
Tra le sue opere più celebri c’è la Nuvola dell’EUR a Roma, centro congressi e spazio pubblico diventato simbolo della sua poetica architettonica. A livello internazionale, l’Aeroporto di Shenzhen Bao’an è considerato uno dei suoi progetti più rappresentativi per scala e complessità.
Perché Massimiliano Fuksas è spesso al centro delle polemiche?
Fuksas è una figura polarizzante perché la sua architettura non cerca consenso immediato. Costi, tempi di realizzazione e forte impatto formale di alcune opere hanno alimentato il dibattito pubblico, rendendolo uno degli architetti italiani più discussi degli ultimi decenni.
Qual è lo stile architettonico di Massimiliano Fuksas?
Non è riconducibile a uno stile unico in senso tradizionale. Il suo linguaggio si basa su volumi scultorei, involucri iconici, grandi strutture continue e un uso simbolico dello spazio. Per Fuksas l’architettura è un atto culturale e politico, non solo funzionale.
Massimiliano Fuksas ha lavorato anche all’estero?
Sì. Il suo studio ha operato a livello globale, con progetti in Europa, Asia e Medio Oriente. Tra i lavori più importanti fuori dall’Italia ci sono aeroporti, centri culturali, spazi per eventi e grandi infrastrutture pubbliche.
Qual è il ruolo dello Studio Fuksas oggi?
Lo Studio Fuksas è una realtà internazionale con sedi in diverse città del mondo. Negli anni ha affrontato una fase di trasformazione, ma continua a rappresentare uno dei casi più rilevanti di studio italiano capace di operare su scala globale.
Che eredità ha lasciato Massimiliano Fuksas all’architettura contemporanea?
L’eredità di Fuksas non riguarda solo i singoli edifici, ma il modo in cui ha riportato l’architettura italiana al centro del dibattito internazionale. Ha contribuito a riaffermare il ruolo dell’architetto come autore, capace di generare visioni e discussioni, anche a costo di dividere.