Fondata a Rimini nel 1918, APIR prende il nome dalle iniziali del suo fondatore, Pietro Angelini, e in oltre un secolo di storia ha attraversato quattro generazioni della stessa famiglia, trasformandosi da piccolo laboratorio di incisoria in un’azienda capace di esportare in tutto il mondo.
Dalle prime targhe artigianali ai prodotti per alberghi sviluppati nel secondo dopoguerra, fino alla crescita internazionale e al consolidamento nel settore dell’hôtellerie di fascia alta, APIR ha costruito la propria identità attorno a qualità, lavorazioni artigianali, innovazione e design personalizzato.
In questa intervista Pietro Angelini, CEO dell’azienda, ripercorre le tappe fondamentali di questa evoluzione e racconta come APIR continui oggi a interpretare il dettaglio come parte essenziale del progetto, tra segnaletica, wayfinding, placche elettriche e soluzioni su misura per l’hospitality contemporanea.
APIR nasce nel 1918 come laboratorio di incisoria e oggi è alla quarta generazione. Quali sono stati i passaggi fondamentali che hanno trasformato una realtà artigianale in un’azienda internazionale, scelta da catene alberghiere e progetti di fascia alta?


APIR nasce nel 1918 come laboratorio artigianale di incisoria e in questi 108 anni la crescita è stata costante. Il primo passaggio decisivo nella crescita dell’azienda è avvenuto nel secondo dopoguerra, quando il forte sviluppo turistico nella nostra area della riviera romagnola e l’aumento degli hotel ci hanno spinto a progettare e produrre segnaletica e accessori specifici per il settore alberghiero.
Dagli anni ’60 abbiamo progressivamente ampliato la proposta a tutto il mondo dell’hospitality. Per rispondere in maniera adeguata alla domanda crescente è cambiata parallelamente anche la struttura produttiva: dal negozio originario siamo passati al primo capannone industriale, poi ampliato nei primi anni 2000 per sostenere la crescita.
Un’altra svolta importante è arrivata con l’introduzione delle macchine utensili a controllo numerico, che ci hanno permesso di fare un salto di qualità e di capacità produttiva. Gli investimenti costanti in macchinari e tecnologia hanno quindi accompagnato l’evoluzione da laboratorio artigianale ad azienda strutturata e capace di lavorare su progetti di respiro internazionale.
Pietro Angelini, oggi lei guida APIR come CEO: che cosa si è portato “addosso” dalla storia di famiglia e che cosa invece ha dovuto reimparare da zero? C’è un principio, una frase o una regola che usa ancora come bussola quando deve decidere?
Mi porto sicuramente addosso un grande rispetto per la storia dell’azienda e per il lavoro delle generazioni che mi hanno preceduto. Crescendo in famiglia ho sempre percepito anche un forte senso di responsabilità, verso l’impresa e verso il suo crescere in salute.
Allo stesso tempo ho dovuto imparare alcune cose quasi da zero, soprattutto nella gestione del cambiamento, nella costruzione di una visione strategica e nella lettura del mercato. A un certo punto è diventato fondamentale capire quale fosse il segmento più coerente con la nostra storia e le nostre competenze: quello dell’hotellerie di fascia alta.
Da lì è maturata la scelta di puntare sempre di più su prodotti di alta gamma, perché è il mercato che meglio valorizza la qualità, il design e la cura del dettaglio, tutti aspetti che fanno parte del DNA di APIR.
La bussola che cerco di seguire nelle decisioni è proprio questa: crescere e innovare, ma rimanendo coerenti con la nostra identità e con i valori su cui l’azienda è stata costruita e su cui si è evoluta in tutti questi anni.
La vostra radice è nel segno: incisione, precisione, materia. Come custodite questa eredità artigianale e come la rileggete in chiave contemporanea tra design, tecnologia e personalizzazione?
Manteniamo viva la nostra tradizione artigianale nell’incisione, traducendola oggi in chiave contemporanea attraverso design ricercato, materiali pregiati e finemente lavorati, alta qualità e grande attenzione ai dettagli. La tecnologia ci permette inoltre di personalizzare ogni prodotto, combinando tradizione e innovazione per rispondere alle esigenze di progetti moderni e sofisticati.
Oggi APIR lavora su un ecosistema di prodotti: segnaletica, placche, wayfinding, accessori. Come mantenete coerenza di linguaggio tra categorie diverse, evitando l’effetto “fornitura” e arrivando invece a un progetto unitario?
Per garantire coerenza tra categorie diverse, adottiamo un approccio “Total Look”, curando ogni dettaglio di finitura secondo una chiave stilistica unica. In questo modo, dalla segnaletica, ai complementi d’arredo fino alle placche elettriche, ogni elemento parla lo stesso linguaggio, evitando l’effetto “fornitura” e creando un progetto unitario e armonico, quasi sempre con forti elementi di personalizzazione sulle richieste dei clienti.
La placca elettrica è diventata un elemento identitario. Quali scelte contano davvero oggi per architetti e interior (finiture, compatibilità, spessori, custom dimensionale, integrazione con comandi speciali)? Dove vedete la domanda più evoluta?


Oggi la placca elettrica è molto più di un semplice elemento funzionale: è un vero e proprio elemento di stile, soprattutto quando si tratta di contesti esclusivi.
La scelta di realizzare placche elettriche in ottone rappresenta un vero plus di Apir, una rottura rispetto agli standard di mercato e questo materiale conferisce ai nostri prodotti una forte preziosità, oltre a un effetto materico apprezzabile anche al tatto.
Quando presentiamo le nostre collezioni agli studi di architettura e agli interior designer, la risposta è sempre molto positiva: la domanda più evoluta riguarda la possibilità di scegliere liberamente estetica, finiture e dimensioni, integrando anche comandi speciali. Dove è possibile, riusciamo a soddisfare pienamente queste richieste, trasformando la placca in un vero elemento distintivo del progetto.
Wayfinding: quando l’orientamento diventa esperienza. Qual è l’errore più frequente nei progetti quando la segnaletica arriva “alla fine”, e cosa cambia quando entra in gioco già nella fase di concept?

L’errore più frequente è considerare la segnaletica solo alla fine del progetto, con il rischio che diventi un elemento aggiunto e scollegato rispetto al contesto. Invece, se il wayfinding entra già nella fase di concept, due aspetti cambiano sostanzialmente: innanzitutto la quantità di elementi da inserire può essere notevolmente ridotta, senza compromettere la facilità di orientamento all’interno della struttura e con benefici anche dal punto di vista della pulizia stilistica degli ambienti; in secondo luogo, i nostri collaboratori riescono a studiare la segnaletica in modo tale che si integri perfettamente allo stile della struttura, diventando parte integrante dell’esperienza e del linguaggio progettuale.
Standard internazionali, brand book, manutenzione: il progetto deve durare. Come si progetta un dettaglio che sia insieme “di marca”, robusto e gestibile nel tempo (ricambi, coerenza su più sedi, sostituzioni rapide)?


Le nostre soluzioni sono studiate per richiedere poca manutenzione, grazie a scelte costruttive e materiali selezionati in base alla destinazione d’uso, che si tratti di interni o esterni. In questo modo garantiamo coerenza estetica su più sedi e una gestione semplice nel tempo, senza compromettere design e funzionalità, ma soprattutto per realizzare soluzioni pensate per durare nel tempo.
Lavorate con alcune tra le realtà più esigenti dell’hôtellerie internazionale e con progetti di fascia altissima. Per fare qualche nome: Cheval Blanc, Bvlgari Hotels, Four Seasons, Mandarin Oriental, St. Regis e The Ritz-Carlton Yacht Collection. Che cosa fa davvero la differenza, per voi, quando si lavora con gruppi con standard così alti – in termini di qualità, tempi, flessibilità sul su misura, gestione tecnica e continuità nel tempo?


La differenza la fanno innanzitutto il servizio e la nostra disponibilità all’ascolto: capire le esigenze specifiche di ogni progetto e saper proporre soluzioni concrete è fondamentale. Accanto a questo, puntiamo su un approccio Total Look, curando ogni particolare perché ogni elemento si integri armoniosamente nel progetto complessivo.
La qualità dei materiali, la precisione nella realizzazione e la flessibilità sul su misura ci permettono di garantire standard elevati, garantendo continuità e coerenza anche su più sedi e nel tempo.
“Produzione 100% interna” e “personalizzazione”: parole forti. Cosa significa concretamente per APIR “interno”? Quali lavorazioni presidiate direttamente e quali competenze fanno la differenza su qualità e tempi?
Per noi “produzione 100% interna” significa che tutte le fasi del processo vengono realizzate direttamente in azienda. Questo ci dà il pieno controllo sulla qualità e ci permette margini di personalizzazione praticamente illimitati, adattando materiali, finiture e dettagli alle esigenze di ciascun progetto. La capacità di gestire internamente ogni lavorazione – dall’incisione alla finitura dei materiali – è ciò che fa davvero la differenza su precisione e coerenza estetica.
Quali oggetti o sistemi stanno diventando più strategici nell’hôtellerie (perché toccano l’esperienza dell’ospite) e come li progettate per essere belli ma anche affidabili?

Non esistono oggetti o sistemi strategici di per sé, ma diventano tali quando sono inseriti in un progetto studiato per rendere più funzionale e piacevole la fruizione degli ambienti da parte degli ospiti.
In questo contesto, il wayfinding assume un ruolo fondamentale. La nostra esperienza, che supera i 100 anni nella progettazione di segnaletica, ci permette di applicare gli stessi principi anche ai progetti delle placche: non si tratta semplicemente di fornire interruttori, ma di pensare l’intero layout di una camera di hotel in termini stilistici e funzionali, riducendo al minimo il numero di elementi e collocandoli nei punti più logici. In questo modo garantiamo un’esperienza confortevole, intuitiva e positiva per gli ospiti, senza mai compromettere estetica e qualità.
Collaborazione con studi e progettisti: che cosa vi aspettate da un progettista (e cosa offrite voi) perché il rapporto non sia solo fornitura, ma partnership di progetto?
Ogni progetto di successo nasce prima di tutto da un ascolto attento delle esigenze e degli obiettivi che chi progetta vuole raggiungere, sia sul piano stilistico sia su quello funzionale. Ci mettiamo al suo fianco, mettendo a disposizione 108 anni di esperienza e offrendo la possibilità di personalizzare ogni dettaglio in base alle sue necessità. Grazie alla nostra offerta completa – che comprende segnaletica, placche elettriche e accessori, tutti coordinabili e personalizzabili nelle finiture – possiamo garantire coerenza stilistica su tutto il progetto, trasformando il rapporto da semplice fornitura in una vera partnership.
State sviluppando strumenti “da lavoro” (librerie tecniche, kit campioni, schede custom, supporto grafico per wayfinding, file pronti, configurazioni, ecc.)? Quali sono quelli che vi chiedono di più?
Stiamo sviluppando diversi strumenti per supportare progettisti e studi, ma tra i più richiesti rimangono sempre i campioni colore e i campioni di prodotto. Grazie alla nostra produzione al 100% interna, possiamo realizzarli in modo rapido e su misura, adattandoli alle specifiche di ciascun cliente. Questo permette ai progettisti di valutare finiture, materiali e dettagli in anteprima, rendendo più semplice prendere decisioni coerenti e precise per ogni progetto.
Innovazione e sostenibilità: dove si misura davvero il vostro impegno nella produzione quotidiana (materiali, finiture, durabilità, riparabilità, scarti, filiera, packaging)? E su cosa pensate che il settore diventerà più esigente nei prossimi anni?
Il nostro impegno in termini di innovazione e sostenibilità si misura soprattutto nella scelta dei materiali e nella loro lavorazione. Noi lavoriamo principalmente l’ottone, un materiale altamente riciclabile, durevole e senza tempo: può essere rifinito più volte con stili diversi, permettendo di rinnovare l’estetica di un ambiente senza sostituire i pezzi e senza generare sprechi.
Questa flessibilità consente di adattare il progetto alle evoluzioni stilistiche nel tempo, garantendo durabilità e sostenibilità.
Nel vostro settore la “validazione” passa spesso più da progetti, referenze e pubblicazioni che dai premi. Quali tappe esterne vi hanno dato più credibilità negli ultimi anni (collaborazioni, progetti iconici, presenza su media di settore, certificazioni) e perché?

Le referenze sono senza dubbio un tassello importante che ha aiutato a costruire in tutti questi anni la nostra credibilità: lavorare con realtà di fascia alta come Bvlgari Hotels, Four Seasons, Mandarin Oriental, Six Senses, Lutetia, St. Regis e The Ritz-Carlton Yacht Collection dimostra concretamente la qualità, l’affidabilità e la coerenza del nostro lavoro.
Queste collaborazioni diventano vetrine concrete, più efficaci di premi o riconoscimenti, perché mostrano come la nostra esperienza e le nostre soluzioni possano rispondere a standard estremamente elevati e replicarsi su più sedi e contesti internazionali.
APIR è presente anche con una sede a San Marino e Parigi. Quali mercati stanno diventando più strategici oggi e che cosa vi stanno insegnando (gusti, standard, tempi, aspettative)?

Oggi i mercati più strategici sono quelli dove l’hôtellerie di fascia alta è in crescita: gli spazi che abbiamo a San Marino e Parigi permettono agli architetti di toccare con mano le finiture e le possibilità di personalizzazione, e allo stesso tempo ci aiutano a raccogliere informazioni preziose su come gestire progetti complessi di wayfinding, capire cosa serve realmente in termini di percorsi e posizionamento degli elementi all’interno di uno spazio.
Quali sono le priorità di sviluppo nei prossimi anni: nuovi prodotti, nuove finiture/materiali, potenziamento servizi, espansione commerciale, rafforzamento della struttura?
Stiamo lavorando a diversi progetti per rispondere in maniera sempre più tempestiva alle richieste che ci arrivano. Stiamo sviluppando strumenti come un configuratore digitale che permetterà di vedere in tempo reale il prodotto e la finitura scelta per ciascun progetto. Parallelamente, prosegue incessantemente la nostra ricerca e sviluppo per studiare nuove finiture, materiali e soluzioni, con l’obiettivo di ampliare l’offerta e offrire sempre maggiore possibilità di personalizzazione.
Prodotto iconico: qual è l’oggetto o la linea che considerate simbolo APIR? Raccontateci come nasce: primo disegno, scelte, difficoltà, e quando avete capito che sarebbe diventato “vostro”.

Uno dei prodotti più iconici per APIR è senza dubbio il portachiavi “Air”. È un oggetto semplice, ma con una forte identità, nato per il mondo dell’hôtellerie e pensato per unire funzionalità ed eleganza.
Nel tempo è diventato un vero simbolo dell’hotellerie di lusso, anche grazie alla presenza in hotel di grande prestigio, come ad esempio il Chateau Marmont di Los Angeles, dove questo portachiavi ha acquisito un valore che va oltre l’uso quotidiano tanto da essere entrato a far parte del merchandising della struttura, come ricordo del soggiorno.
È in quel momento che abbiamo capito che non era più solo un prodotto funzionale, ma un oggetto iconico, capace di raccontare una storia e di diventare parte dell’immaginario dell’hôtellerie di fascia alta.
Tre parole. Se dovesse raccontare APIR in tre parole soltanto, quali sceglierebbe e perché?

Storia, perché APIR nasce oltre un secolo fa e questa eredità continua a guidare il nostro modo di lavorare.
Persone, perché dietro ogni progetto ci sono competenze, volontà e passione: sono le persone che ogni giorno danno valore all’azienda.
Stile, perché il nostro obiettivo è sempre quello di creare prodotti che non siano solo funzionali, ma che contribuiscano a definire l’identità estetica degli spazi in cui vengono inseriti.
Chiudiamo gli occhi: è il 2036. Come immagina l’azienda, i prodotti e le persone che vivranno (e lavoreranno) con le vostre creazioni tra dieci anni?
Con continuità con la propria identità costruita in oltre un secolo, ma sempre in un percorso di crescita solida e sostenibile. L’obiettivo sarà continuare a evolvere mantenendo il nostro marchio di fabbrica: uno standard molto alto di qualità, sia nei prodotti sia nel servizio.
La crescita dovrà essere sempre compatibile con questo livello di eccellenza, senza compromessi, così da continuare a realizzare soluzioni curate nei dettagli e pensate per durare nel tempo. Mi piace pensare a un’azienda che continuerà a lavorare con passione in forte sinergia con architetti e progettisti, creando prodotti che accompagneranno l’esperienza delle persone negli spazi in cui vivono e soggiornano.
Leave a comment






