Intervista a Riccardo Rivoli: la misura come linguaggio del progetto tra sedute, architettura e Made in Italy

Nel design delle sedute Made in Italy, la misura non è assenza. È capacità di leggere lo spazio, di rispettarne le proporzioni, di entrare in relazione con l’architettura senza cercare l’effetto immediato. È da questa idea, rigorosa e silenziosa, che prende forma il linguaggio di Riccardo Rivoli, marchio italiano dedicato alla progettazione di sedute e …

Nel design delle sedute Made in Italy, la misura non è assenza. È capacità di leggere lo spazio, di rispettarne le proporzioni, di entrare in relazione con l’architettura senza cercare l’effetto immediato. È da questa idea, rigorosa e silenziosa, che prende forma il linguaggio di Riccardo Rivoli, marchio italiano dedicato alla progettazione di sedute e complementi d’arredo pensati per dialogare con interni residenziali, contract e hospitality.

In questa intervista, Riccardo Rivoli, Founder & Creative Director, racconta una visione del progetto fondata su eleganza, comfort, qualità costruttiva e coerenza. Una cultura del Made in Italy che non si esaurisce nella formula, ma si misura nella filiera, nei materiali, nella prototipazione, nel rapporto con architetti e interior designer e nella capacità di costruire prodotti destinati a durare.

Riccardo Rivoli nasce come marchio italiano dedicato alla progettazione e produzione di sedute e complementi d’arredo pensati per dialogare con l’architettura e inserirsi nello spazio con misura. Quando ha capito che questa idea di misura non sarebbe stata soltanto un tratto stilistico, ma il nucleo vero dell’identità del brand?

La “misura” non è nata come un tratto stilistico, ma come una necessità progettuale. Lavorando a contatto con l’architettura, ho capito che un oggetto funziona davvero quando sa stare nello spazio senza forzarlo. Non deve competere con l’architettura, ma contribuire al suo equilibrio. Da lì è diventata il principio che guida ogni progetto.

Nel vostro linguaggio torna una definizione molto netta: l’eleganza non è decorazione, ma armonia; un oggetto deve essere riconoscibile senza imporsi e restare coerente nel tempo. Come si traduce, in concreto, questa idea quando nasce una nuova seduta?

tavolo novembre Riccardo Rivoli

Quando parliamo di eleganza, non pensiamo alla decorazione. Per noi è armonia. È un lavoro di sottrazione, di disciplina. Una seduta nasce attraverso un processo di semplificazione in cui ogni elemento deve avere una ragione precisa. L’obiettivo non è colpire, ma restare.

E ciò che resta, nel tempo, è sempre ciò che è essenziale.

Bellezza, funzionalità e materiali pregiati sono tre capisaldi del vostro modo di progettare, insieme a un’attenzione costante alla durata e alla qualità costruttiva. In che modo riuscite a tenere insieme questi livelli senza sacrificare la purezza del segno?

Bellezza, funzione e materiali non sono mai livelli separati. Il progetto nasce già integrando struttura, utilizzo e qualità costruttiva. Quando questo avviene correttamente, la forma non ha bisogno di correzioni successive.

La purezza del segno non è un fatto estetico, ma una conseguenza di un progetto ben risolto.

Il vostro lavoro tiene insieme saper fare artigianale e approccio industriale. Oggi, dentro l’azienda, dove si gioca davvero questo equilibrio: nello sviluppo del prodotto, nella prototipazione, nella scelta dei materiali, nella costruzione o nel controllo finale?

All’interno dell’azienda, il rapporto tra artigianale e industriale è molto concreto. L’industria garantisce precisione e continuità, mentre l’artigianalità interviene dove serve controllo, sensibilità e qualità percepita.

Questo equilibrio si costruisce soprattutto nello sviluppo prodotto e nella prototipazione, ed è lì che si decide il livello reale del prodotto.

Libertà creativa, purezza formale e accuratezza dei dettagli definiscono con chiarezza il vostro linguaggio. Quanto è difficile difendere questa disciplina formale in un mercato che spesso premia l’effetto immediato più della qualità silenziosa?

sedia livia

Difendere questo approccio oggi richiede una posizione chiara. Il mercato spesso premia l’effetto immediato, ma noi lavoriamo su un tempo più lungo. Non inseguiamo il trend, ma costruiamo coerenza. È una scelta che seleziona anche il tipo di interlocutore: chi cerca solo impatto visivo non è il nostro cliente.

Le vostre sedute non cercano mai di imporsi sullo spazio, ma di entrare in relazione con esso. Che cosa significa, per voi, progettare un prodotto che non sia soltanto bello in sé, ma capace di dialogare davvero con l’architettura d’interni?

Le nostre sedute non sono pensate come oggetti autonomi, ma come parte di un sistema più ampio. Progettare significa entrare in relazione con l’architettura, rispettarne le proporzioni e contribuire alla qualità dello spazio. Quando questo accade, il prodotto non si impone, ma rafforza il progetto.

Riccardo Rivoli collabora con studi di architettura e interior design in Italia e all’estero, costruendo relazioni basate su affidabilità, chiarezza e coerenza progettuale. Che cosa cercano oggi gli architetti e gli interior designer in un partner come voi, soprattutto nei progetti più esigenti?

bozza Riccardo Rivoli

Con architetti e interior designer lavoriamo come partner, non come fornitori.

Oggi cercano interlocutori affidabili, capaci di comprendere il progetto, rispondere con precisione e mantenere coerenza anche nelle fasi più complesse. Il valore non è solo nel prodotto, ma nella capacità di accompagnare il progetto fino alla realizzazione.

Il vostro orientamento è naturalmente rivolto a progetti contract di livello e a residenze di qualità, con una particolare attenzione anche al mondo hospitality. Quando lavorate tra hotel, ristoranti e interni residenziali, quali differenze emergono davvero nel modo di pensare una seduta?

Tra contract e residenziale le differenze sono reali. Nel contract entrano in gioco normative, durabilità e intensità d’uso. Nel residenziale il tema è più legato al comfort e all’identità dello spazio. In entrambi i casi, però, non cambia il principio: proporzione, qualità e coerenza non sono negoziabili.

Accanto alle collezioni a catalogo, sviluppate anche soluzioni custom made costruite su esigenze precise ed esclusive. Dove si colloca, per voi, il punto di equilibrio tra personalizzazione e identità di marca? Quando un progetto su misura resta pienamente riconoscibile come Riccardo Rivoli?

Il custom per noi è uno strumento progettuale, non una concessione commerciale. Serve ad adattare il prodotto a esigenze specifiche, ma sempre all’interno di un linguaggio preciso. Un progetto resta Riccardo Rivoli quando mantiene proporzioni, equilibrio e qualità costruttiva. Oltre quel limite, non è più un adattamento, ma un altro prodotto.

Se dovesse indicare il prodotto che più di ogni altro sintetizza l’identità di Riccardo Rivoli, quale sceglierebbe, e perché? Ci piacerebbe capire quale modello considerate davvero iconico per il brand, quale storia porta con sé e in che modo riesce a restituire la vostra idea di proporzione, comfort, dettaglio ed eleganza.

sgabello niu Riccardo Rivoli

Se dovessi scegliere un modello rappresentativo, indicherei NIU. È una seduta che sintetizza in modo molto chiaro il nostro approccio: proporzione, controllo del segno e attenzione al dettaglio. Ha una presenza equilibrata, mai invasiva, ma allo stesso tempo riconoscibile. Funziona bene in contesti diversi proprio perché nasce da un progetto rigoroso, dove estetica, struttura e comfort sono pensati come un unico sistema.

Accanto alla collezione principale Riccardo Rivoli, orientata al progetto e al contract di qualità, c’è L’Abbate, proposta complementare legata alla cultura dell’abitare italiano. Qual è la differenza più profonda tra queste due anime, e perché era importante mantenerle distinte ma dialoganti?

Accanto alla collezione principale, L’Abbate rappresenta un’altra dimensione del progetto. È più legata alla cultura dell’abitare italiano, a una relazione più diretta con lo spazio domestico. Sono due linguaggi distinti, ma condividono lo stesso rigore. Tenerli separati è una scelta precisa, non una divisione.

Livia appartiene a una dimensione speciale del vostro percorso, perché mette in relazione il brand con una memoria alta del progetto italiano e con la figura di Giò Ponti, a partire dal Livianum dell’Università di Padova. Che cosa significa, per voi, custodire oggi questo modello, e che cosa continua a renderlo vivo dentro gli interni contemporanei?

LIVIA 01B Riccardo Rivoli

Livia è un progetto particolare, perché mette in relazione il presente con una memoria importante del design italiano. Non si tratta solo di conservare un modello, ma di portare avanti un principio progettuale fatto di leggerezza, proporzione e intelligenza costruttiva. È questo che lo mantiene vivo oggi.

Nel vostro racconto il Made in Italy non è mai una formula, ma una cultura produttiva e progettuale fatta di esperienza, ricerca, qualità e coerenza. Oggi, lavorando anche con l’estero, che cosa rende questa idea ancora concreta e credibile, al di là di ogni semplificazione?

Il Made in Italy, per noi, non è una dichiarazione, ma un sistema di lavoro. Significa controllo diretto, filiera corta, conoscenza dei materiali e dialogo continuo tra progetto e produzione. È questo livello di coerenza che lo rende credibile, soprattutto nei mercati internazionali più esigenti.

Siamo nel 2036: se dovessimo guardare Riccardo Rivoli tra dieci anni e riconoscerlo immediatamente, quali elementi dovrebbero restare intatti — proporzione, comfort, dettaglio, coerenza — e quali invece dovrebbero evolvere con più decisione per continuare a dialogare con l’architettura, con i nuovi modi di abitare e con i mercati internazionali?

Guardando ai prossimi dieci anni, alcuni elementi devono restare invariati: proporzione, comfort, qualità del dettaglio e coerenza. Allo stesso tempo sarà necessario evolvere sui materiali, sulla sostenibilità e sulla capacità di rispondere a contesti sempre più complessi. L’obiettivo non è cambiare identità, ma renderla più solida e più consapevole.

Sonia Carrera

Sonia Carrera

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