Ferragosto non significa necessariamente spiaggia, grigliate e località affollate. Per chi ama il design e l’architettura, il 15 agosto 2026 può diventare l’occasione per visitare un museo progettato da un grande architetto, attraversare un quartiere industriale riconosciuto dall’UNESCO oppure osservare da vicino alcuni dei luoghi che hanno segnato la cultura progettuale italiana. Abbiamo selezionato 15 …
Ferragosto non significa necessariamente spiaggia, grigliate e località affollate. Per chi ama il design e l’architettura, il 15 agosto 2026 può diventare l’occasione per visitare un museo progettato da un grande architetto, attraversare un quartiere industriale riconosciuto dall’UNESCO oppure osservare da vicino alcuni dei luoghi che hanno segnato la cultura progettuale italiana.
Abbiamo selezionato 15 indirizzi distribuiti da Nord a Sud, alternando musei, fondazioni, architetture contemporanee, interventi di recupero e percorsi all’aperto. Non soltanto luoghi da fotografare, quindi, ma destinazioni concrete nelle quali trascorrere alcune ore o organizzare un’intera giornata di Ferragosto.
Orari, aperture e modalità di accesso sono quelli comunicati dalle strutture alla data di pubblicazione: prima di partire è comunque consigliabile controllare eventuali aggiornamenti e acquistare in anticipo il biglietto, soprattutto per le visite guidate.
Ferragosto tra design e architettura nel Nord Italia
1. Ripercorrere la storia del design italiano all’ADI Design Museum di Milano

Indirizzo: Piazza Compasso d’Oro 1, Milano
Ingresso: anche da via Ceresio 7 e via Bramante 42
Orari indicati: dalle 10:30 alle 20:00, ultimo ingresso alle 19:15
Per chi considera il design italiano non soltanto una questione estetica, ma una parte fondamentale della storia economica, produttiva e culturale del Paese, l’ADI Design Museum è uno degli indirizzi da cui partire.
Il museo conserva ed espone la Collezione storica del Compasso d’Oro, il premio istituito nel 1954 da ADI su impulso di Gio Ponti. La raccolta comprende circa 2.500 progetti e oggetti premiati nel corso dei decenni ed è stata riconosciuta dal Ministero della Cultura come bene di eccezionale interesse storico e artistico. Sedute, lampade, macchine per scrivere, elettrodomestici, mezzi di trasporto e sistemi di comunicazione raccontano come il progetto abbia modificato la vita quotidiana degli italiani.
Merita attenzione anche la sede: uno spazio di origine industriale recuperato per accogliere la collezione e mantenuto volutamente aperto al dialogo tra strutture preesistenti e nuovi interventi. All’esterno si trova inoltre l’installazione permanente “Compasso d’Oro. Misurare il mondo”, costruita intorno al tema della proporzione aurea.
Secondo gli orari pubblicati, il museo è aperto dal lunedì alla domenica dalle 10:30 alle 20:00 e chiude il venerdì. Poiché Ferragosto 2026 cade di sabato, la visita risulta compatibile con l’apertura ordinaria; è comunque opportuno verificare eventuali comunicazioni straordinarie prima della partenza. La fermata della metropolitana più vicina è Monumentale, sulla linea M5.
2. Entrare nell’architettura di Carlo Scarpa alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia

Indirizzo: Santa Maria Formosa, Castello 5252, Venezia
Orari indicati: dalle 10:00 alle 18:00, biglietteria fino alle 17:30
Venezia offre molti itinerari possibili, ma per chi ama l’architettura del Novecento la Fondazione Querini Stampalia rappresenta una tappa particolare. All’interno dell’antico palazzo si incontrano infatti la casa museo, la biblioteca, gli ambienti contemporanei e soprattutto l’intervento realizzato da Carlo Scarpa nei primi anni Sessanta.
Scarpa non cercò di isolare il palazzo dall’acqua veneziana, ma trasformò la sua presenza in uno degli elementi centrali del progetto. L’acqua entra negli ambienti del piano terra, accompagna il percorso e raggiunge il piccolo giardino; la luce, riflettendosi sulle superfici, modifica continuamente la percezione di cemento, pietra d’Istria, vetro, mosaico e metallo. È un’architettura da osservare lentamente, soffermandosi sui raccordi, sulle soglie e sui dettagli costruttivi.
La visita permette inoltre di riconoscere gli interventi che, in periodi differenti, hanno aggiornato la vita del palazzo. Tra questi figura l’auditorium progettato da Mario Botta, inserito al piano terra della Fondazione.
Il 15 agosto 2026 cade di sabato e gli orari ordinari indicano l’apertura delle collezioni e delle mostre dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00. Durante il periodo di Ferragosto saranno inoltre visitabili le esposizioni programmate per l’estate 2026, tra cui The Invisible Chord. Hans Hartung and Music e Cosmotechnics: Ding Yi as a Planetary Code.
3. Visitare il Mart e la grande piazza coperta di Mario Botta a Rovereto

Indirizzo: Corso Bettini 43, Rovereto
Apertura del 15 agosto 2026: dalle 10:00 alle 19:30
Biglietto intero: 15 euro
Al Mart di Rovereto l’esperienza comincia prima di entrare nelle sale. Il museo, inaugurato nel 2002, è stato progettato dall’architetto ticinese Mario Botta insieme all’ingegnere Giulio Andreolli e si sviluppa intorno a una grande piazza circolare coperta da una cupola in vetro e acciaio.
Il progetto interpreta il museo come parte della città e non come un oggetto isolato. Il percorso di accesso attraversa il tessuto storico di Corso Bettini e conduce gradualmente verso la piazza centrale, pensata come luogo d’incontro oltre che come ingresso agli spazi espositivi. Al centro, la fontana circolare riprende la geometria dell’apertura collocata alla sommità della cupola.
La visita di Ferragosto consente di unire l’architettura alle mostre dell’estate 2026. Tra i progetti in programma figurano “Giacomo Balla. Lo stile dell’avanguardia”, aperta fino al 18 ottobre, e “Di quadro in quadro. L’arte della citazione”, visitabile fino al 1° novembre.
Il Mart ha confermato per sabato 15 agosto 2026 l’apertura dalle 10:00 alle 19:30. Il biglietto intero costa 15 euro e comprende le collezioni e le mostre temporanee del Mart, oltre a un ingresso alla Casa d’Arte Futurista Depero di Rovereto e alla Galleria Civica di Trento, utilizzabile anche in giorni differenti entro due mesi dall’emissione.
4. Scoprire un progetto di rigenerazione urbana all’M9 di Mestre

Indirizzo: Via Giovanni Pascoli 11, Venezia Mestre
Orari indicati per sabato: dalle 10:00 alle 19:00
Biglietto intero per la mostra permanente: 12 euro
Per una giornata diversa dalla consueta visita alla Venezia monumentale, si può scegliere Mestre e il distretto dell’M9. Il complesso nasce da un progetto dello studio anglo-tedesco Sauerbruch Hutton, selezionato attraverso un concorso internazionale avviato dalla Fondazione di Venezia.
L’intervento ha trasformato un’area del centro rimasta a lungo poco accessibile in un distretto culturale attraversabile. Edifici storici restaurati, nuove architetture, corti e percorsi pedonali formano un sistema aperto, nel quale il museo non viene concepito come un volume autonomo, ma come parte di una più ampia operazione di rigenerazione urbana.
All’interno, M9 racconta la storia sociale, politica, economica e culturale del Novecento italiano attraverso installazioni multimediali e strumenti interattivi. È quindi una meta adatta anche a chi desidera alternare l’osservazione dell’architettura a una visita meno tradizionale rispetto al museo fondato esclusivamente sull’esposizione di oggetti e opere.
Il 15 agosto 2026 cade di sabato: secondo il calendario ordinario, il museo è aperto nel fine settimana dalle 10:00 alle 19:00, con chiusura della biglietteria trenta minuti prima. Il biglietto intero per la mostra permanente costa 12 euro. Il Chiostro M9 rimane invece accessibile ogni giorno dalle 8:00 alle 24:00, permettendo di proseguire la visita negli spazi del distretto anche dopo l’uscita dal museo.
5. Camminare tra le architetture olivettiane di Ivrea

Punto di partenza: Visitor Centre UNESCO, via Jervis 11, Ivrea
Orari indicati: dalle 10:00 alle 18:00
Visite guidate del sabato: alle 10:00 e alle 15:00
Ivrea è la proposta più urbana e diffusa di questo primo itinerario. Qui non si visita un singolo edificio, ma un sistema di fabbriche, uffici, servizi sociali e residenze nato dalla cultura imprenditoriale e progettuale promossa da Adriano Olivetti.
Il sito “Ivrea, città industriale del XX secolo” permette di comprendere come architettura, produzione e responsabilità sociale siano state considerate parti di uno stesso progetto. Il percorso si concentra in particolare lungo via Jervis, dove si trovano edifici appartenenti a stagioni differenti della storia Olivetti, tra cui le Officine ICO, il Centro studi ed esperienze e il complesso dei servizi sociali.
Il punto di partenza consigliato è il Visitor Centre UNESCO di via Jervis 11, temporaneamente collocato nell’ex Bar Esagono, all’interno dell’area dei servizi sociali Olivetti. L’accesso al centro informazioni è gratuito e consente di consultare mappe, materiali, un plastico tridimensionale del sito e alcuni esempi della produzione aziendale, dalle macchine per scrivere ai primi computer.
Poiché molti degli edifici appartengono a soggetti privati, la passeggiata esterna può essere svolta autonomamente, mentre gli accessi agli interni sono possibili principalmente nell’ambito delle visite accompagnate. Il Visitor Centre indica tour guidati ogni sabato e domenica alle 10:00 e alle 15:00. Sabato 15 agosto rappresenta quindi una buona occasione per prenotare un percorso con una guida certificata, evitando di limitarsi alla sola osservazione delle facciate.
Gli orari attualmente pubblicati prevedono l’apertura del centro dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 18:00. Trattandosi però di una giornata festiva, la prenotazione e la verifica preventiva dell’effettivo svolgimento dei tour restano particolarmente consigliate.
Ferragosto tra design e architettura nel Centro Italia
6. Attraversare gli spazi fluidi del MAXXI di Roma

Indirizzo: via Guido Reni 4/A, Roma
Orario del 15 agosto 2026: dalle 11:00 alle 19:00
Biglietto speciale di agosto: 10 euro
Al MAXXI l’architettura non è semplicemente il contenitore delle opere: è una delle ragioni principali della visita. Il museo progettato da Zaha Hadid con Patrik Schumacher supera l’idea dell’edificio compatto e si sviluppa attraverso percorsi intrecciati, rampe, scale sospese e gallerie che cambiano continuamente direzione e prospettiva. Il risultato è una sequenza di spazi pubblici nella quale la visita non segue un tracciato rigido, ma lascia il pubblico libero di scegliere come muoversi.
La sede si trova nel quartiere Flaminio, in un’area precedentemente occupata da strutture militari. Le linee fluide dell’edificio dialogano con il tessuto urbano senza cercare una monumentalità tradizionale: cemento, vetro e luce naturale costruiscono un ambiente dinamico, nel quale anche scale, passerelle e affacci diventano dispositivi espositivi.
Il 15 agosto 2026 il museo segue l’orario ordinario del sabato, dalle 11:00 alle 19:00, con biglietteria aperta fino alle 18:00. Per tutto il mese di agosto è previsto un biglietto speciale di 10 euro, applicato perché alcuni spazi sono interessati da lavori di efficientamento energetico. Tra le esposizioni visitabili nel periodo figura “Tragicomica. Prospettive sull’arte italiana dal secondo Novecento a oggi”, in programma fino al 20 settembre 2026. Le mostre dedicate ad Andrea Pazienza e The Large Glass risultano invece temporaneamente chiuse durante Ferragosto.
7. Osservare due generazioni di architettura al Centro Pecci di Prato

Indirizzo: viale della Repubblica 277, Prato
Orario del 15 agosto 2026: dalle 10:00 alle 19:00
Biglietto intero: 10 euro
Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci permette di leggere, in un unico complesso, due stagioni differenti dell’architettura museale. La struttura originaria fu progettata negli anni Ottanta da Italo Gamberini, esponente del razionalismo toscano; l’ampliamento inaugurato nel 2016 porta invece la firma dell’architetto olandese Maurice Nio e del suo studio NIO architecten.
Il nuovo intervento, intitolato Sensing the Waves, avvolge l’edificio preesistente con un grande anello dorato che culmina in un elemento simile a un’antenna. Più che nascondere la prima architettura, l’ampliamento la incorpora in un percorso unitario, rendendo riconoscibili le differenze tra la struttura storica e la nuova presenza, volutamente più comunicativa e urbana.
Sabato 15 agosto 2026 il Centro Pecci sarà aperto dalle 10:00 alle 19:00, con chiusura della biglietteria alle 18:30. Il biglietto intero costa 10 euro, mentre quello familiare, valido per due adulti e fino a tre minori di 15 anni, costa 20 euro. Il bistrot segue gli orari del museo e rimane aperto fino alle 21:00, rendendo possibile prolungare la sosta anche dopo la visita.
Nel periodo di Ferragosto saranno visitabili, tra le altre, “Verita Monselles. CARNALE”, fino al 30 agosto, e “ROTTE. Arte di rottura dalla donazione Carlo Palli”, aperta fino al 1° novembre. La mostra Sospesi nel mondo prosegue invece fino al 31 agosto 2026.
8. Camminare tra le architetture-scultura del Giardino dei Tarocchi

Indirizzo: località Garavicchio, Pescia Fiorentina, 58011 Capalbio, Grosseto
Orario del 15 agosto 2026: dalle 14:30 alle 19:30
Ultimo ingresso: alle 18:15
Biglietto intero: 15 euro
Il Giardino dei Tarocchi è una delle mete più adatte a un Ferragosto trascorso all’aperto. Realizzato da Niki de Saint Phalle nella campagna di Capalbio, riunisce grandi costruzioni scultoree ispirate agli Arcani maggiori dei tarocchi, rivestite con ceramiche, vetri, specchi e frammenti colorati. Alcune possono essere attraversate o abitate, cancellando il confine tradizionale tra scultura, architettura e paesaggio.
Tra le influenze dichiarate dall’artista compare il Parc Güell di Antoni Gaudí, scoperto durante un viaggio in Spagna. Il riferimento è evidente nell’uso del mosaico, nelle superfici curve e nella trasformazione della struttura architettonica in un organismo fantastico. L’ingresso al complesso, più essenziale e severo rispetto agli spazi interni, fu progettato da Mario Botta.
Il Giardino è aperto tutti i giorni, festività comprese, dal 1° aprile al 15 ottobre, dalle 14:30 alle 19:30. La durata media della visita è di circa un’ora e mezza. Gli ingressi giornalieri sono limitati e soltanto l’acquisto online garantisce l’accesso: per Ferragosto è quindi prudente prenotare con largo anticipo e scegliere subito la fascia oraria.
Il parcheggio è gratuito e si trova nei pressi dell’ingresso. Arrivando dalla strada statale Aurelia occorre uscire a Chiarone o Pescia Fiorentina e seguire la segnaletica dedicata al Giardino.
9. Dedicare una giornata alle due sedi della Collezione Burri a Città di Castello

Palazzo Albizzini: via Albizzini 1, Città di Castello
Ex Seccatoi del Tabacco: via Francesco Pierucci 2, Città di Castello
Orario del 15 agosto 2026: dalle 10:00 alle 18:00
Biglietto cumulativo intero: 24 euro
Città di Castello consente di costruire un itinerario articolato in due sedi, osservando come le opere di Alberto Burri cambino in rapporto ad architetture molto differenti. Palazzo Albizzini, nel centro storico, raccoglie una parte della produzione dell’artista all’interno di un edificio rinascimentale; gli Ex Seccatoi del Tabacco accolgono invece i grandi cicli e le opere di maggiori dimensioni.
Gli Ex Seccatoi costituiscono la parte architettonicamente più sorprendente del percorso. Il complesso fu costruito nel secondo dopoguerra per l’essiccazione del tabacco tropicale e, dopo la dismissione, venne utilizzato nel 1966 per ospitare temporaneamente libri e documenti danneggiati dall’alluvione di Firenze. Gli spazi industriali, ampi e severi, sono diventati parte integrante della lettura delle opere di Burri.
Per il periodo di Ferragosto, entrambe le sedi rimangono aperte con orario continuato dalle 10:00 alle 18:00. La Fondazione suggerisce di calcolare circa un’ora per Palazzo Albizzini e due ore per gli Ex Seccatoi, ai quali va aggiunto il tempo necessario per spostarsi tra i due edifici. È quindi una proposta da considerare come un itinerario di mezza giornata, più che come una visita rapida.
Il biglietto cumulativo costa 24 euro ed è valido per una settimana; in alternativa è possibile acquistare gli ingressi separati, al costo di 12 euro per Palazzo Albizzini e 15 euro per gli Ex Seccatoi. La prenotazione è necessaria soltanto per i gruppi, ma acquistare il biglietto online permette di organizzare meglio gli spostamenti nella giornata festiva.
10. Toccare le icone del design italiano al Museo Omero di Ancona

Indirizzo: Mole Vanvitelliana, Banchina Giovanni da Chio 28, Ancona
Orario del 15 agosto 2026: dalle 10:00 alle 18:00
Ingresso al museo: gratuito
Collezione Design: 5 euro
Il Museo Tattile Statale Omero propone un modo diverso di conoscere arte, architettura e design: molte opere possono essere esplorate attraverso il tatto. Il percorso, pensato inizialmente per rendere il patrimonio accessibile alle persone cieche e ipovedenti, è diventato un’esperienza multisensoriale aperta a tutti, capace di mettere in discussione l’abitudine a osservare gli oggetti soltanto con lo sguardo.
Dal 2012 il museo ha sede nella Mole Vanvitelliana, il grande complesso affacciato sull’acqua del porto di Ancona. L’arrivo avviene attraverso ponti in mattoni e conduce alla corte interna, dalla quale si accede agli spazi espositivi. Il rapporto tra l’architettura storica, il mare e le installazioni contemporanee rende interessante anche il percorso esterno.
Particolarmente pertinente per questo itinerario è la Collezione Design, composta da 32 oggetti italiani vincitori o menzionati al Compasso d’Oro. Il percorso è organizzato intorno a cinque azioni quotidiane — viaggiare, abitare, cucinare, lavorare e giocare — e consente di esplorare direttamente forme, superfici, materiali e meccanismi.
Per Ferragosto 2026 il museo ha confermato l’apertura dalle 10:00 alle 18:00. L’ingresso alle collezioni principali è gratuito, mentre la sezione dedicata al design costa 5 euro e accetta gli ultimi visitatori alle 17:30. Nei pressi della Mole sono disponibili parcheggi liberi e non è richiesta la prenotazione per la visita ordinaria.
Ferragosto tra design e architettura nel Sud Italia e nelle isole
11. Scoprire l’arte contemporanea nel cuore storico di Napoli al museo Madre

Indirizzo: via Luigi Settembrini 79, Napoli
Sede: Palazzo Donnaregina
Orari e biglietti di Ferragosto: da verificare sul calendario ufficiale
A pochi passi dal Duomo di Napoli, il museo Madre introduce l’arte contemporanea all’interno di Palazzo Donnaregina, un edificio ottocentesco inserito nel tessuto fitto del centro storico. Il contrasto tra il carattere del palazzo e il linguaggio delle opere rende la visita interessante anche dal punto di vista architettonico.
Il museo si sviluppa su più livelli, alternando ambienti destinati alla collezione permanente, sale per le esposizioni temporanee, installazioni site-specific e spazi dedicati alle attività culturali. Tra le opere legate direttamente all’edificio si trovano interventi realizzati da artisti come Daniel Buren, Anish Kapoor, Jeff Koons, Sol LeWitt e Mimmo Paladino.
Il Madre può diventare il punto di partenza per trascorrere Ferragosto esplorando una Napoli meno prevedibile. Dopo la visita, il percorso può proseguire a piedi verso il Duomo, il complesso di Donnaregina Vecchia, via dei Tribunali e le stratificazioni architettoniche del centro storico.
Per il 15 agosto è opportuno verificare l’orario festivo e l’eventuale disponibilità delle visite guidate. Il museo è raggiungibile dalla stazione metropolitana Museo, dalla quale dista circa quindici minuti a piedi.
12. Entrare nella Matera rupestre attraverso le sculture del MUSMA

Indirizzo: via San Giacomo 4, Matera
Sede: Palazzo Pomarici, nel Sasso Caveoso
Orari e biglietti di Ferragosto: da verificare prima della visita
Il MUSMA, Museo della Scultura Contemporanea di Matera, permette di leggere il rapporto tra opera, architettura e materia in uno dei contesti più particolari d’Italia. La sede occupa Palazzo Pomarici, nel Sasso Caveoso, e si sviluppa tra ambienti costruiti e spazi scavati nella roccia.
La visita procede attraverso cortili, sale, passaggi e grotte, mettendo continuamente in relazione la scultura contemporanea con il tufo, la penombra e le superfici irregolari degli ambienti rupestri. Le opere non vengono percepite come elementi semplicemente collocati in un museo, ma come presenze che modificano e vengono modificate dallo spazio.
Il percorso consente inoltre di entrare in un palazzo storico normalmente meno conosciuto rispetto alle architetture più fotografate dei Sassi. Affacci, aperture e differenze di quota aiutano a comprendere la struttura urbana di Matera e il modo in cui gli edifici si sovrappongono alle cavità naturali.
Considerata la posizione nel Sasso Caveoso, è consigliabile raggiungere il museo a piedi, indossando scarpe adatte ai dislivelli e alle pavimentazioni irregolari. Nelle ore più calde, la visita agli ambienti interni può essere abbinata a una passeggiata serale nei Sassi.
13. Visitare la Fondazione Pino Pascali affacciata sull’Adriatico

Indirizzo: via Parco del Lauro 119, Polignano a Mare, Bari
Sede: ex mattatoio comunale
Orari e biglietti di Ferragosto: da verificare sul sito della Fondazione
A Polignano a Mare, la Fondazione Museo Pino Pascali occupa un ex mattatoio comunale affacciato sull’Adriatico. Il recupero dell’edificio ha trasformato un’architettura produttiva in uno spazio dedicato all’arte contemporanea, mantenendo un rapporto diretto con la costa e il paesaggio marino.
Il museo conserva un nucleo di opere, fotografie, documenti e materiali dedicati a Pino Pascali, nato a Bari e legato profondamente alla Puglia. Accanto alla collezione permanente, la Fondazione propone mostre temporanee, progetti di ricerca e attività rivolte agli artisti contemporanei.
L’architettura si distingue per il carattere essenziale degli ambienti e per la posizione decentrata rispetto al nucleo turistico più affollato di Polignano. Dopo la visita, si può proseguire lungo il tratto di costa che circonda il museo oppure raggiungere il centro storico a piedi.
A Ferragosto Polignano a Mare è particolarmente frequentata. Conviene quindi arrivare nelle prime ore di apertura, verificare preventivamente la disponibilità dei parcheggi e non affidarsi esclusivamente agli spazi più vicini al centro.
14. Camminare dentro il Cretto di Burri a Gibellina Vecchia

Dove: ruderi di Gibellina Vecchia, accesso dalla viabilità provinciale nel territorio di Gibellina, Trapani
Tipologia: opera di land art all’aperto
Ingresso: libero; accessibilità e condizioni del percorso da controllare prima della partenza
Il Cretto di Burri non è un museo tradizionale e non si visita entrando in un edificio. È una grande opera ambientale realizzata sulle rovine di Gibellina, il centro siciliano distrutto dal terremoto del Belice del 1968.
Alberto Burri ricoprì le macerie con vaste colate di cemento bianco, lasciando aperti lunghi solchi che riprendono l’andamento delle antiche strade. Camminare all’interno del Cretto significa quindi attraversare la traccia della città scomparsa, seguendone il disegno senza poter più riconoscere le singole abitazioni.
L’esperienza mette insieme arte, memoria, paesaggio e progetto urbano. La scala dell’intervento si comprende soltanto percorrendolo: da lontano appare come una superficie incisa nella collina, mentre dall’interno i blocchi assumono la dimensione di vere pareti.
Il sito è all’aperto e offre pochi ripari dal sole. Per Ferragosto è preferibile programmare la visita al mattino presto o nel tardo pomeriggio, portando acqua e protezione solare. Prima di partire è necessario controllare le condizioni della strada di accesso e le eventuali limitazioni temporanee.
La giornata può proseguire a Gibellina Nuova, costruita dopo il terremoto attraverso il contributo di artisti e architetti. Tra le opere e le architetture da osservare si trovano la Stella d’ingresso al Belice di Pietro Consagra, il Sistema delle Piazze progettato da Franco Purini e Laura Thermes e la Chiesa Madre di Ludovico Quaroni.
15. Concludere il viaggio nel parco del Museo Nivola a Orani

Indirizzo: via Gonare 2, Orani, Nuoro
Sede: ex lavatoio comunale
Orari e biglietti di Ferragosto: da confermare attraverso il museo
Nel centro della Sardegna, il Museo Nivola è dedicato all’opera di Costantino Nivola, artista originario di Orani che sviluppò parte importante della propria attività negli Stati Uniti, lavorando tra scultura, architettura, grafica e arte pubblica.
Il museo occupa l’antico lavatoio comunale del paese e si estende attraverso edifici, corti, terrazze e un parco affacciato sul paesaggio. La visita non si limita quindi alle sale interne, ma costruisce un percorso nel quale architettura, scultura e natura vengono percepite come parti dello stesso progetto.
La collezione permette di conoscere le diverse fasi del lavoro di Nivola, dalle sculture alle ceramiche, dai disegni ai progetti realizzati in collaborazione con architetti. Particolarmente interessante è la sua ricerca sull’integrazione tra arte e spazio costruito, sviluppata anche attraverso la tecnica del sand casting, con la quale modellava il cemento utilizzando matrici realizzate nella sabbia.
Orani si trova a circa venti chilometri da Nuoro ed è raggiungibile più facilmente in automobile. Per Ferragosto è consigliabile verificare sia l’orario festivo del museo sia l’apertura dei servizi presenti nel paese.
Il Museo Nivola chiude idealmente l’itinerario perché riassume il filo conduttore delle quindici proposte: non osservare il design e l’architettura come discipline isolate, ma scoprire il modo in cui possono entrare in relazione con la storia, le comunità e il paesaggio.

