Donne, professione e progetto: Anna Vella racconta AIDIA

Anna Vella, presidente nazionale AIDIA, racconta rappresentanza, autorevolezza e reti professionali. Una conversazione sul contributo delle donne alla cultura del progetto.

La competenza ha bisogno di occasioni per essere riconosciuta: un incarico, un ruolo decisionale, una rete capace di rendere visibile il lavoro. È da questa distanza tra preparazione e rappresentanza che parte la conversazione con Anna Vella, presidente nazionale di AIDIA, l’Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti.

Parliamo di percorsi professionali, cura della città e scambio tra generazioni. Vella racconta gli ostacoli che osserva nel lavoro e le iniziative dell’associazione, dal mentoring al Premio “Idee per un mondo che cambia”. Le risposte sono riportate nella sua voce; gli approfondimenti redazionali sono distinti dall’intervista.

Professione e rappresentanza: l’intervista alla Presidente di AIDIA, Anna Vella

Che cosa significa oggi portare avanti la missione di AIDIA?

In generale, nonostante le competenze acquisite dalle socie nei settori tecnici e scientifici, riscontriamo ancora la necessità di raggiungere un equilibrio di rappresentanza nel lavoro, nei ruoli apicali e nelle situazioni in cui si prendono le decisioni.

L’AIDIA, per superare questo gap, promuove e divulga le competenze delle professioniste nei vari ambiti, organizzando diverse iniziative: seminari, convegni, mostre, talk, premi e incontri con Istituzioni e Ordini, presentando l’attività lavorativa attraverso progetti, interventi, studi, ricerche e laboratori sperimentali.

I temi proposti sono di grande attualità e affrontano le sfide contemporanee delle pari opportunità, della riqualificazione edilizia, della rigenerazione urbana e della sostenibilità per lo sviluppo urbano ed economico, della salvaguardia delle risorse ambientali e paesaggistiche, del benessere abitativo e delle fragilità dei contesti territoriali e delle comunità.

Anna Vella alla Giornata della Libera Professione 2026
Anna Vella con i rappresentanti delle professioni tecniche alla II Giornata della Libera Professione, Roma 2026.

Come è cambiata la presenza femminile nelle professioni tecniche e quali ostacoli restano?

Il percorso lavorativo femminile ha un andamento discontinuo, causato, da un lato, dalla maternità, che determina un rallentamento, anche se in alcuni casi non incide in modo rilevante; dall’altro, la cura della famiglia, sia dei bambini sia degli anziani, è svolta in prevalenza dalle donne, quindi il tempo e le energie da dedicare al lavoro si riducono sensibilmente.

La discontinuità ha una rilevanza consistente sull’aspetto economico delle libere professioniste, mentre le dipendenti sono maggiormente tutelate; comunque, l’assenza dal lavoro limita le prospettive di carriera.

Altro aspetto determinante per il percorso lavorativo e la crescita professionale, sia nel pubblico sia nel privato, è rappresentato dal pregiudizio, dalla diffidenza e dall’atteggiamento maschilista; infatti, sono rari i ruoli di rappresentanza affidati alle donne.

Recentemente, ai vertici di alcuni Enti e Istituzioni sono state nominate delle donne. Mi riferisco alle Rettrici delle Università, alle Responsabili dei centri di ricerca e alle Presidenti degli Ordini professionali. È una tendenza significativa che riconosce, in qualche modo, che lentamente si sta avviando un cambiamento culturale.

Diversamente, nei Consigli di Amministrazione di Società private e nelle organizzazioni in cui si definiscono strategie e si operano scelte economiche, la situazione è purtroppo ancora poco equilibrata: sono rarissime le donne che ricoprono incarichi apicali nei Direttivi aziendali e societari.

La città, i bisogni e l’autorevolezza

Quale contributo possono dare le professioniste alla rigenerazione urbana?

In questo ambito, le professioniste mostrano una grande sensibilità verso la salvaguardia delle risorse ambientali e del patrimonio storico-architettonico e per la cura del contesto urbano; privilegiano le soluzioni che garantiscono accessibilità, fruizione e sicurezza e scelgono materiali che durano nel tempo e sono ecocompatibili.

La visione femminile è inclusiva e attenta ai bisogni delle persone e mira a trasmettere alle future generazioni l’identità culturale e territoriale, attraverso la capacità di ascolto, la partecipazione e la condivisione delle proposte progettuali che assicurano risultati significativi per la rigenerazione urbana e sociale e garantiscono benessere prolungato nel tempo.

Anna Vella presenta la visione di genere per la rigenerazione urbana
Anna Vella presenta la visione di genere per la rigenerazione urbana e sociale.

Come si costruisce autorevolezza nei settori tecnici?

L’autorevolezza si acquisisce attraverso la conoscenza delle competenze specifiche e con una grande capacità di ascolto e di mediazione. Studiare, approfondire e conoscere i diversi aspetti del lavoro ed essere coerenti nelle proprie scelte incrementano la consapevolezza e la padronanza delle discipline tecniche, requisiti che generano stima, fiducia e affidabilità nelle persone che ti circondano. Esperienza e atteggiamento costruttivo sono determinanti.

Ascoltare ed esprimere il punto di vista con fermezza, ma con grande empatia, serenità e rispetto, è una capacità che esprime autorevolezza e non autorità.

La rete tra professioniste

Quanto conta la rete tra professioniste, associazioni, istituzioni e media?

La rete associativa è fondamentale per scambiare idee, condividere proposte ed esperienze lavorative, sia dal punto di vista professionale sia culturale. Il confronto promuove una crescita costruttiva e proficua ed è un’occasione per far conoscere il proprio punto di vista. La comunicazione dei media e dei social è un supporto fondamentale per divulgare il pensiero condiviso dell’Associazione.

L’AIDIA è composta da un gruppo di circa 670 socie che provengono da diverse realtà territoriali, da nord a sud e dalle isole. Attraverso le articolazioni interne di Commissioni e Gruppi di Lavoro si attiva un dibattito interessante, spesso utile per conoscere aspetti diversi della professione in contesti territoriali stimolanti.

Studi e ricerche elaborati dalle socie spesso diventano interventi presentati negli incontri pubblici con Istituzioni ed Enti locali o negli eventi formativi organizzati in collaborazione con gli Ordini professionali. Le tematiche variano dalla pianificazione di genere alla povertà energetica, alla sostenibilità, all’abitare in carcere, alla gestione finanziaria, alle materie STEAM, alla libera professione, alla rigenerazione urbana.

Organizziamo percorsi di mentoring per le giovani studentesse iscritte ai corsi di architettura e ingegneria, nell’intento di fornire strumenti di guida e modelli d’ispirazione per la crescita personale e professionale.

L’AIDIA partecipa al tavolo tecnico permanente con i Consigli nazionali degli Ingegneri e degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, con gli Enti di previdenza e con altre associazioni di categoria. La proficua sinergia tra i vari soggetti è una grande opportunità per proporre al Governo innovazioni legislative finalizzate al miglioramento della libera professione e delle pari opportunità lavorative.

Rete nazionale delle donne ingegnere e architette AIDIA
La rete nazionale AIDIA riunisce competenze e percorsi femminili nell’ingegneria e nell’architettura.

I prossimi impegni e il Premio AIDIA

Quali priorità hanno guidato il Consiglio Direttivo Nazionale nel biennio 2025-2026?

Il Consiglio Nazionale ha avviato diverse iniziative; tra queste, alcune sono da ricordare e hanno ampliato notevolmente le prospettive dell’Associazione.

Sin dai primi mesi di inizio del mandato nel 2025, la costituzione di numerose Commissioni e Gruppi di Lavoro è stata un chiaro segnale di interesse ed entusiasmo per i diversi temi che, nel corso del tempo, dopo approfondimenti e ricerche, hanno prodotto vari documenti che saranno pubblicati nel volume AIDIA 70, tra passato presente e futuro. A gennaio del prossimo anno, 2027, l’Associazione celebrerà l’anniversario dei 70 anni dalla sua costituzione. È un progetto editoriale a cui partecipano sia le Consigliere nazionali sia le rappresentanti delle Sezioni territoriali e racconterà la storia e le attività dell’AIDIA, con particolare approfondimento sugli ultimi dieci anni.

Tanto impegno è stato dedicato alla comunicazione, all’implementazione del sito web AIDIA e dei social, che hanno riscontrato un notevole incremento di consultazioni, generando numerose opportunità di collaborazione e contatti, tra cui quella attivata con il magazine Archi&Interiors.

Anna Vella presenta il Premio AIDIA 2026
La presentazione del Premio AIDIA “Idee per un mondo che cambia” al Consiglio Nazionale degli Ingegneri.

Che ruolo ha il Premio AIDIA nel creare nuovi riferimenti culturali?

È un impegno importante dell’Associazione, che mira a rendere visibile il talento delle professioniste, presentando esempi concreti e significativi realizzati nei diversi contesti: urbani, territoriali, ambientali, digitali e lavorativi, nella prospettiva di colmare il divario di rappresentanza e offrire alle giovani generazioni modelli e ruoli autorevoli a cui ispirarsi.

Presentare soluzioni innovative nei diversi settori può sensibilizzare l’opinione pubblica verso una progettazione che unisce qualità tecnica, etica civile e cura del territorio.

Nuove generazioni e cultura del progetto

Che cosa direbbe a una giovane donna che sceglie architettura, ingegneria o le discipline STEAM?

Impegnarsi prima nello studio e proseguire nel percorso lavorativo senza mai scoraggiarsi, cercare opportunità per migliorare la posizione lavorativa e, ove possibile, operare in un gruppo multidisciplinare, perché la professione tecnica non è settoriale e isolata, ma è articolata in varie discipline. Il confronto genera nuovi stimoli e apre a soluzioni integrate e multiscalari.

Che valore può avere una narrazione editoriale più attenta alle competenze femminili?

La collaborazione ha una duplice finalità: da un lato, la divulgazione dell’approccio femminile al lavoro tecnico e scientifico e, più in generale, delle tematiche urbane e territoriali, ambientali, sostenibili e digitali può far emergere la professionalità e le competenze che, a volte, rimangono invisibili per diverse motivazioni.

Dall’altro, una rinnovata sensibilità culturale e contemporanea della comunicazione di Archi&Interiors sostiene un punto di vista attento all’integrazione delle persone, soprattutto di quelle fragili, nel contesto urbano e nella società.

Quale contributo vorrebbe che AIDIA lasciasse nel dibattito sulla progettazione?

L’AIDIA vorrebbe incidere nel dibattito culturale e progettuale, rappresentando un punto di vista plurale e senza barriere di genere, capace di coniugare competenza tecnica e integrazione dei bisogni delle persone, cura del territorio e della società.

L’Associazione auspica un futuro in cui siano valorizzati il merito, il benessere delle persone e l’innovazione diffusa, attraverso maggiori opportunità di lavoro.

Rendere visibile il lavoro

Nel racconto di Vella, la rete è un luogo in cui rendere riconoscibili competenze e responsabilità. Il tema attraversa anche la nostra selezione delle donne del design italiano da seguire: ambiti diversi, accomunati dall’attenzione ai percorsi e alle opere. Per le attività e gli appuntamenti dell’associazione, il riferimento compila il modulo contatta qui.

Pubblicità e collaborazioni con Archi&Interiors

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