Rimini, architettura e design: cosa vedere da Alberti a InOut

Da Alberti al Fellini Museum, dalla Fiera di gmp al Parco del Mare: itinerario di architettura a Rimini per chi arriva a InOut 2026.

Un arco romano del 27 a.C., un tempio rinascimentale incompiuto, un teatro ricostruito dopo 75 anni e una fiera coperta di volte in legno: guida all’architettura di Rimini per chi arriva a InOut con occhi da progettista.

Chi arriva a Rimini in ottobre per una fiera vede prima la fiera: la stazione, i portici, le volte in legno lamellare dei padiglioni. Bastano pochi minuti di treno per raggiungere il centro e l’Arco d’Augusto, dove la via Flaminia entrava in città, e poco oltre al Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti, che dell’arco è una rilettura colta.

La Rimini architettura che interessa a un progettista è proprio questa sovrapposizione: la città romana, la corte di Sigismondo Pandolfo Malatesta, la villeggiatura Liberty del Grand Hotel e la ricostruzione recente, che tra il 2018 e il 2021 ha restituito il Teatro Galli, i Palazzi dell’Arte e il Fellini Museum. Sul mare, intanto, il lungomare sta cambiando volto con il Parco del Mare.

Dal 14 al 16 ottobre 2026 il quartiere fieristico ospita InOut, la manifestazione di Italian Exhibition Group dedicata al progetto dell’ospitalità. La redazione ha costruito questo itinerario per chi vuole usare le ore fuori dagli stand per leggere la città.

Cosa vedere a Rimini per l’architettura?

A Rimini, per l’architettura, vanno visti almeno l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio, il Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti, Castel Sismondo, il Teatro Galli, i Palazzi dell’Arte in piazza Cavour e il Fellini Museum; per il contemporaneo, il quartiere fieristico e il Palacongressi di gmp e il Parco del Mare sul lungomare. Tutto il centro storico si percorre a piedi in poche ore.

Luogo Epoca Progettista o committente Cosa osservare
Arco d’Augusto 27 a.C. Dedicato a Ottaviano Augusto Clipei con divinità, fornice di 8,84 m
Ponte di Tiberio 14-21 d.C. Avviato con Augusto, concluso da Tiberio Cinque arcate in pietra d’Istria
Tempio Malatestiano Dal 1447 Leon Battista Alberti per Sigismondo Malatesta Facciata incompiuta, arcate dei fianchi
Castel Sismondo Dal 1437 Sigismondo Malatesta, consulenza di Brunelleschi Mastio e torri, oggi sede del Fellini Museum
Grand Hotel 1908 Paolito Somazzi Facciata Liberty sul mare
Teatro Galli 1857, riaperto nel 2018 Luigi Poletti Ricostruzione filologica della sala
PART Palazzi dell’Arte Aperto nel 2020 Luca Cipelletti (AR.CH.IT) Arte contemporanea in palazzi del XIII e XIV secolo
Fellini Museum 2021 Castel Sismondo, Palazzo del Fulgor, piazza Malatesta Museo diffuso tra castello, cinema e piazza
Quartiere fieristico 2001 gmp von Gerkan, Marg und Partner Volte in legno lamellare, corti con vasche d’acqua
Parco del Mare In corso dal 2018 Linee guida di Miralles Tagliabue EMBT Lungomare verde, percorsi in legno

Rimini romana: l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio

Rimini conserva due monumenti romani ancora in uso nel tessuto urbano, l’Arco d’Augusto e il Ponte di Tiberio, che segnano i due capi del decumano, oggi corso d’Augusto. Sono la chiave per capire la città: tutto il resto, Alberti compreso, si misura con loro.

Arco d’Augusto

Costruito nel 27 a.C. in onore di Ottaviano Augusto, l’arco sorgeva all’incrocio tra la via Flaminia e la via Emilia e faceva da porta della città. Il sito turistico del Comune lo indica come il più antico arco romano conservato. È in pietra d’Istria; le misure riportate dal Comune sono 8,84 m per il fornice, 4,10 m di profondità e 10,40 m di altezza. Sulle due facciate quattro clipei ritraggono Giove, Nettuno, Apollo e Minerva, e le teste di toro richiamano la colonia romana. La merlatura è un’aggiunta medievale, mentre i restauri del 1937-1939 ne hanno riportato in luce la funzione di porta e il legame con le mura. Guardandolo di fronte si capisce la lezione che ne trarrà Alberti: un solo grande arco inquadrato da semicolonne, proporzioni severe, nessun ornamento superfluo.

Ponte di Tiberio

Il ponte fu avviato sotto Augusto e completato da Tiberio tra il 14 e il 21 d.C. Cinque arcate rivestite di pietra d’Istria poggiano su fondazioni costruite con pali di legno collegati tra loro, una soluzione che ne spiega la longevità. Da qui partivano la via Emilia verso Piacenza e la via Popilia verso Ravenna e Aquileia. Monumento nazionale dal 1885, è ancora percorribile; una nuova piazza sull’acqua e il parco archeologico “Le pietre raccontano” permettono oggi di leggerlo per intero.

Le cinque arcate del Ponte di Tiberio a Rimini riflesse nell’acqua, con il centro storico sullo sfondo
Ponte di Tiberio e centro storico di Rimini. Foto panoramica di Gio Terra (Terragio67), 2024, composta da 14 scatti. Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. Riproduzione ridimensionata proporzionalmente, senza ritagli.

Tempio Malatestiano: perché è il capolavoro dell’architettura di Rimini

Il Tempio Malatestiano è la trasformazione della chiesa gotica di San Francesco in un monumento classico, affidata da Sigismondo Pandolfo Malatesta a Leon Battista Alberti, ed è oggi la cattedrale di Rimini. Secondo la scheda del Comune di Rimini, i lavori partirono nel 1447 per creare due cappelle funerarie; poi Alberti ricevette l’incarico di rivestire l’intera chiesa duecentesca con un involucro ispirato alla Roma antica.

Facciata del Tempio Malatestiano di Rimini progettata da Leon Battista Alberti
Tempio Malatestiano, Rimini: la facciata di Leon Battista Alberti. Foto: Visit Rimini.

La facciata riprende l’Arco d’Augusto: un grande arco centrale tra semicolonne, come una porta trionfale posata davanti a una chiesa. Sui fianchi, una sequenza di arcate profonde ospita sarcofagi: il Comune indica proprio nell’arco e nel Ponte di Tiberio i modelli di Alberti. È un’architettura che non cancella l’edificio medievale ma lo avvolge, lasciandolo intravedere: una strategia che oggi chiameremmo di riuso. Il Tempio rimase incompiuto alla morte di Sigismondo, e la parte superiore della facciata resta interrotta.

All’interno, Matteo de’ Pasti e Agostino di Duccio lavorarono ai rivestimenti marmorei e ai rilievi delle sei cappelle laterali. Il Tempio conserva il crocifisso di Giotto, databile alle soglie del Trecento e proveniente dalla chiesa medievale, e l’affresco di Piero della Francesca con Sigismondo inginocchiato davanti a san Sigismondo. La redazione consiglia di guardare i fianchi quando la luce è radente: le arcate si scavano e il ritmo dei pieni e dei vuoti diventa leggibile.

Castel Sismondo e il Fellini Museum: dal castello alla piazza

Il Fellini Museum, inaugurato il 19 agosto 2021, è un museo diffuso su tre luoghi: Castel Sismondo, il Palazzo del Fulgor e piazza Malatesta, che li collega. È il progetto urbano più ambizioso degli ultimi anni a Rimini, perché ha unito in un solo percorso una rocca rinascimentale, un palazzo settecentesco e una piazza.

Castel Sismondo

La residenza fortificata di Sigismondo fu avviata nel 1437 e abitata dal 1446, con il contributo di Filippo Brunelleschi per il sistema difensivo. Torri, mura a scarpa, un ampio fossato e un mastio imbiancato si stagliavano contro il rosso dei laterizi. Divenuta fortezza pontificia nel Seicento, perse mura, fossato e arredi, e dall’Ottocento al 1967 fu carcere. Dagli anni Settanta i restauri, diretti dall’architetta Carla Tomasini Pietramellara, hanno recuperato il nucleo centrale, che oggi ospita le sale del Fellini Museum.

Torri e ingresso in mattoni di Castel Sismondo a Rimini, davanti al velo d’acqua di piazza Malatesta
Castel Sismondo, Rimini: il fronte in mattoni e l’acqua di piazza Malatesta. Foto: Zairon, 30 aprile 2022. Wikimedia Commons, CC BY 4.0. Riproduzione ridimensionata proporzionalmente, senza ritagli.

Palazzo del Fulgor e piazza Malatesta

Il Palazzo del Fulgor, edificio settecentesco sul corso d’Augusto, ha aperto come sede museale il 12 dicembre 2021. Al piano terra c’è il cinema Fulgor, il più antico della città, dove Fellini vide i primi film: riaperto il 20 gennaio 2018, è stato riallestito dallo scenografo premio Oscar Dante Ferretti. Ai piani superiori, archivi, la “Stanza delle parole” e una piccola sala per l’opera completa del regista. Piazza Malatesta, tra il castello e il Tempio, è stata ridisegnata con prati, arene per spettacoli, un velo d’acqua che evoca l’antico fossato e una grande panca circolare che richiama il finale di Otto e mezzo. L’ideazione del museo è di Lumière & Co. con Studio Azzurro.

Teatro Galli e PART: piazza Cavour ritrovata

Piazza Cavour è il cuore civico di Rimini, e in pochi anni ha recuperato i suoi due grandi contenitori: il Teatro Galli, riaperto nel 2018, e i Palazzi dell’Arte, inaugurati nel 2020. Insieme dimostrano che il restauro può essere un progetto contemporaneo a tutti gli effetti.

Teatro Amintore Galli

Progettato da Luigi Poletti con un’idea di solennità ispirata ai templi greco-romani, il teatro fu avviato nel 1843 e inaugurato nel 1857 con la prima assoluta dell’Aroldo di Giuseppe Verdi. Nel 1943 i bombardamenti distrussero circa il 90% della sala e del palcoscenico; sopravvisse quasi intatto solo il foyer. Il progetto avviato nel 2010 ha scelto la strada del restauro filologico, ricostruendo la sala il più possibile fedele al disegno di Poletti. Il foyer è tornato accessibile il 17 settembre 2015, il teatro ha riaperto il 28 ottobre 2018 con Cecilia Bartoli e Valery Gergiev. Durante gli scavi sono emerse strutture antiche, oggi visitabili in un percorso archeologico nelle fondazioni.

Capitello ionico e parapetto dello scalone nel foyer del Teatro Galli a Rimini
Teatro Galli, Rimini: il capitello ionico e lo scalone del foyer. Foto: Supermabi, 17 giugno 2017. Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. Riproduzione ridimensionata proporzionalmente, senza ritagli.

PART Palazzi dell’Arte Rimini

Il PART occupa il Palazzo dell’Arengo, del XIII secolo, e il Palazzo del Podestà, del XIV, ed è stato inaugurato nel settembre 2020. L’architetto Luca Cipelletti, con lo studio AR.CH.IT, ha curato restauro e allestimento mettendo in relazione arte e architettura: le opere della collezione della Fondazione San Patrignano, avviata nel 2017 con artisti come Damien Hirst, William Kentridge e Michelangelo Pistoletto, dialogano con le murature medievali senza cercare di nasconderle. Lo scalone monumentale dell’Arengo è parte del percorso.

Rimini design e architettura contemporanea: Fiera, Palacongressi e Parco del Mare

La Rimini contemporanea più interessante è quella dei grandi spazi collettivi: il quartiere fieristico e il Palacongressi, entrambi dello studio tedesco gmp, e il Parco del Mare, che sta ridisegnando il fronte a mare. A questi si aggiunge un monumento della villeggiatura, il Grand Hotel.

Il quartiere fieristico di gmp

La nuova Fiera di Rimini è stata progettata da gmp von Gerkan, Marg und Partner di Amburgo, con Volkwin Marg come riferimento progettuale e la collaborazione locale di Clemens Kusch. Affidato con una gara europea nel 1997, il cantiere ha consegnato il primo stralcio nell’aprile 2001 e i dodici padiglioni nel settembre dello stesso anno: poco più di quattro anni in tutto. L’impianto si basa su assialità, simmetria e ripetizione, con portici, corti e colonnati; le coperture sono volte in legno lamellare a maglia romboidale, le corti centrali ospitano vasche d’acqua e gli accessi sono segnati da torri luminose. La pagina del Comune di Rimini ricorda l’ampliamento del 2017 e un padiglione circolare previsto all’ingresso ovest entro la fine del 2027.

Il Palacongressi

Sempre di gmp, con Volkwin Marg, è il Palacongressi, progettato dal 2005 e costruito tra il 2007 e il 2011 sull’area della vecchia fiera. Due corpi principali collegati da foyer, facciate in vetro e acciaio e una “conchiglia” vetrata affacciata sul parco contengono 42 sale; la principale, la Sala della Piazza, supera i 3.500 m² ed è divisibile in otto sale con pareti mobili.

Il Parco del Mare

Il Parco del Mare è la riqualificazione del lungomare di Rimini, pensata per trasformare il fronte a mare in un grande parco lineare tra città e spiaggia. Nel 2018 lo studio Miralles Tagliabue EMBT di Barcellona ha definito le linee guida del progetto: tre fasce parallele, con passerelle in legno verso il mare, una pavimentazione sinuosa con verde e dune al centro, percorsi ciclabili e pedonali verso la città. Secondo quanto dichiarato dall’amministrazione nel giugno 2026, 11 dei 16 km sono già riqualificati e gli ultimi tratti del lungomare sud dovrebbero essere completati entro il 2028.

Il rapporto tra paesaggio e accoglienza continua anche alla scala degli spazi outdoor di hotel e ristoranti, dove percorsi, ombra e materiali diventano parte del progetto.

Il Grand Hotel

Aperto nel 1908 su progetto dell’architetto Paolito Somazzi, il Grand Hotel è il simbolo della Rimini balneare di inizio Novecento, con la sua facciata Liberty rivolta al mare. È stato riconosciuto monumento nazionale nel 1984. Federico Fellini lo ha raccontato come un luogo di lusso favoloso e ne ha fatto un’immagine ricorrente del proprio immaginario. Per chi si occupa di hospitality è un caso di studio: un albergo che è diventato parte dell’identità della città, come i grandi indirizzi raccolti nella nostra selezione degli hotel di design più famosi al mondo.

InOut 2026 a Rimini: perché l’hospitality design passa da qui

InOut è la manifestazione di Italian Exhibition Group dedicata al progetto e alla filiera dell’ospitalità, e dal 14 al 16 ottobre 2026 arriva alla quarta edizione nel quartiere fieristico di Rimini, in contemporanea con la 63ª edizione di TTG Travel Experience. Gli otto cluster espositivi vanno dalle forniture alberghiere agli arredi indoor e outdoor, da piscine e wellness al camping e glamping fino all’ospitalità balneare.

Grafica del tema EXIST 2026 di InOut, con titolo rosa e nero su fondo azzurro
EXIST, il tema di InOut 2026. Grafica dall’archivio Archi & Interiors.

Il tema scelto quest’anno è Exist, che Gloria Armiri, Group Exhibition Manager di IEG, ha spiegato come la volontà di “progettare esperienze capaci di restituire tempo, attenzione e densità”. Abbiamo raccontato il senso di questa parola chiave nell’articolo su Exist, il tema di InOut 2026, e il modo in cui la fiera riporta l’attenzione sul valore dell’esperienza reale nell’hospitality. Tra i format da seguire ci sono i talk della Thinking Box di InOut 2026, la mostra Sustainable & Inclusive e la terza edizione dell’ADI InOut Hospitality Design Award.

Rimini, in questo senso, non è solo il luogo della fiera. È una città che vive di ospitalità da oltre un secolo e che ha investito sul recupero dei suoi spazi pubblici: un contesto utile per chi progetta alberghi, da osservare tra una visita agli stand e l’altra. Chi può fermarsi qualche giorno trova altre idee di viaggio nella nostra guida alle mete autunnali italiane tra architettura e design, e sul fronte dei laghi lombardi nella selezione degli hotel di design sul lago di Como.

Domande frequenti su Rimini, architettura e design

Chi ha progettato il Tempio Malatestiano di Rimini?

Il Tempio Malatestiano è opera di Leon Battista Alberti, incaricato da Sigismondo Pandolfo Malatesta di trasformare la chiesa gotica di San Francesco. I lavori partirono nel 1447 e l’edificio rimase incompiuto alla morte del signore di Rimini. Alberti rivestì la chiesa medievale con un involucro ispirato all’Arco d’Augusto e al Ponte di Tiberio. Oggi è la cattedrale della città.

Dove si trova il Fellini Museum e com’è organizzato?

Il Fellini Museum è un museo diffuso nel centro di Rimini, inaugurato il 19 agosto 2021. Occupa tre luoghi: Castel Sismondo, la rocca di Sigismondo Malatesta avviata nel 1437; il Palazzo del Fulgor sul corso d’Augusto, aperto il 12 dicembre 2021 con il cinema allestito da Dante Ferretti; piazza Malatesta, ridisegnata con verde, un velo d’acqua e una panca circolare.

Chi ha progettato la Fiera di Rimini?

Il quartiere fieristico di Rimini è stato progettato dallo studio gmp von Gerkan, Marg und Partner di Amburgo, con Volkwin Marg e la collaborazione locale di Clemens Kusch. Il cantiere si è concluso nel 2001, dopo poco più di quattro anni dall’affidamento. Le coperture dei padiglioni sono volte in legno lamellare; corti con vasche d’acqua e portici organizzano i percorsi.

Quando è stato riaperto il Teatro Galli di Rimini?

Il Teatro Amintore Galli è stato riaperto il 28 ottobre 2018, 75 anni dopo i bombardamenti del 1943 che avevano distrutto circa il 90% della sala. Il progetto ha seguito un restauro filologico del teatro disegnato da Luigi Poletti e inaugurato nel 1857 con l’Aroldo di Verdi. Nelle fondazioni si visita un’area archeologica emersa durante gli scavi.

Quando si svolge InOut 2026 e dove?

InOut 2026 si svolge dal 14 al 16 ottobre 2026 nel quartiere fieristico di Rimini ed è organizzata da Italian Exhibition Group, in contemporanea con TTG Travel Experience. È la quarta edizione ed è dedicata al progetto dell’ospitalità: il tema è Exist, con format come la Thinking Box, la mostra Sustainable & Inclusive e l’ADI InOut Hospitality Design Award.

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