Galeries Lafayette: storia, proprietà e architettura della cupola di Parigi

Le Galeries Lafayette Paris Haussmann: fondatori, proprietà della famiglia Moulin, cupola del 1912, restauro e opere contemporanee. Una guida per leggere il grande magazzino attraverso l’architettura.

Il centro delle Galeries Lafayette Paris Haussmann è uno spazio vuoto. I reparti gli girano intorno, le balconate lo incorniciano, la cupola gli dà un cielo. Questa architettura dello sguardo, prima delle vetrine, rende riconoscibile il grande magazzino parigino.

Le Galeries Lafayette nascono a Parigi nel 1894 per iniziativa di Théophile Bader e Alphonse Kahn. Il gruppo appartiene alla famiglia Moulin attraverso la holding Motier. La sede storica di Paris Haussmann, al 40 di boulevard Haussmann, è celebre per la cupola Art Nouveau inaugurata nel 1912, frutto del lavoro di Ferdinand Chanut, Jacques Grüber e Louis Majorelle.

Per raccontarla occorre distinguere il gruppo, la rete dei negozi e la sede di Haussmann. La celebre copertura appartiene a quest’ultima: non è la caratteristica di qualunque punto vendita con la stessa insegna. Qui l’architettura costruisce una parte dell’identità commerciale, offrendo qualcosa da osservare indipendentemente dai prodotti esposti.

La storia delle Galeries Lafayette comincia con una merceria

Nel 1894 Théophile Bader e Alphonse Kahn, cugini originari dell’Alsazia, aprono una merceria di circa settanta metri quadrati al numero 1 di rue La Fayette. È il punto di partenza ricordato dalla cronologia ufficiale per i centotrent’anni dell’insegna. Nel 1896 acquistano l’intero edificio, avviando l’espansione dell’attività.

Il riferimento a rue La Fayette aiuta a leggere il nome: prima di diventare un marchio internazionale, Galeries Lafayette appartiene a un indirizzo e a una geografia urbana precisa.

Il salto di scala cambia anche la presentazione della merce. In una piccola bottega il rapporto con il bancone organizza quasi tutta l’esperienza; in un grande magazzino diventano decisivi la circolazione, la visibilità dei livelli e i punti verso cui orientarsi. Il progetto del 1912 dà a questa trasformazione una forma particolarmente leggibile.

È un passaggio che attraversa la storia dei department store, senza produrre edifici tutti uguali. A Haussmann, la crescita trova il proprio simbolo in uno spazio centrale che permette di vedere contemporaneamente pubblico, balconate e copertura.

Monogramma dorato delle Galeries Lafayette su un medaglione decorativo della facciata
Il monogramma dorato sulla facciata delle Galeries Lafayette, fotografato nel 2020. Foto: GFreihalter, via Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0. Riproduzione integrale, ridimensionata.

Di chi sono le Galeries Lafayette oggi

Il Groupe Galeries Lafayette è un gruppo privato a controllo familiare. Motier, la holding della famiglia Moulin, dichiara di possederne il cento per cento. La proprietà del gruppo va distinta dall’incarico di chi dirige un singolo negozio.

La stessa attenzione serve nel descrivere le attività dell’impresa. La storia societaria comprende insegne, partecipazioni e iniziative immobiliari: il nome di un punto vendita non descrive da solo l’intero perimetro del gruppo, che può cambiare nel tempo.

Per la lettura architettonica conta anche il ruolo di Citynove, la struttura dedicata al patrimonio immobiliare. La documentazione ufficiale le attribuisce la supervisione del restauro della cupola concluso nel 2021. Conservare un’immagine riconoscibile richiede quindi un lavoro organizzativo oltre che progettuale.

Cupola in vetro colorato e balconate Art Nouveau delle Galeries Lafayette Haussmann
La cupola delle Galeries Lafayette ripresa dal basso nel 2009, prima del restauro del 2020–2021. Foto: Tangopaso, via Wikimedia Commons. Opera rilasciata nel pubblico dominio. Riproduzione integrale, ridimensionata.

La cupola delle Galeries Lafayette: architettura e progettisti

La cupola del 1912 nasce dall’incontro di tre competenze: Ferdinand Chanut per geometria e struttura, Jacques Grüber per le vetrate e Louis Majorelle per le opere in ferro. L’attribuzione congiunta restituisce la natura del progetto meglio di un solo nome.

La copertura appartiene al linguaggio dell’Art Nouveau. Vetrate e balconate partecipano alla stessa composizione con funzioni differenti: il vetro filtra la luce e disegna la parte alta dello spazio, mentre il ferro accompagna i bordi dei piani, dove il pubblico si affaccia.

La decorazione si legge a distanze diverse. Dal basso emerge il disegno complessivo della cupola; salendo si avvicinano i dettagli delle balconate. Si osservano oggetti a portata di mano mentre si percepisce un ambiente molto più ampio del singolo reparto.

La documentazione fotografica della cupola nel catalogo del Ministero della Cultura francese offre un riferimento per osservarne il disegno. Il dettaglio decorativo acquista significato nella relazione con la struttura che lo sostiene.

Perché il vuoto centrale è così importante

Nella nostra lettura, il centro del grande magazzino funziona come una stanza condivisa da più piani. La balconata permette di mettere in relazione ciò che succede a livelli diversi, invece di limitarsi a proteggerne il bordo.

È un principio utile anche fuori dal commercio. Una scala, un ballatoio o una doppia altezza possono rendere comprensibile un edificio prima della segnaletica. Il punto non è imitare le dorature di Haussmann, ma riconoscere il ruolo di un elemento verso il quale orientarsi.

La cupola tiene insieme questa esperienza. Il pubblico la incontra dal basso e la ritrova salendo: la copertura partecipa a uno spazio attraversato nel tempo, anziché essere soltanto un soffitto decorato sopra una sala isolata.

La scala scomparsa e il restauro della cupola

La monumentale scala d’onore, con la ringhiera progettata da Majorelle, fu rimossa nel 1974, come ricorda la documentazione dell’insegna. Non tutto ciò che compare nelle immagini storiche è ancora presente: il negozio attuale non è una ricostruzione intatta del 1912.

Il grande magazzino ha continuato a trasformarsi attraverso nuovi piani, impianti e interventi distributivi. Secondo il gruppo, questi cambiamenti avevano progressivamente ridotto la luce naturale che raggiungeva l’interno attraverso la cupola.

Il restauro concluso nel 2021, dopo oltre due anni di lavori, nasce anche da questa condizione. La comunicazione ufficiale lo descrive come un intervento su una struttura da aggiornare e riaprire alla luce, oltre che come recupero di una decorazione.

Per gli interni è una differenza essenziale. Conservare l’aspetto di un luogo non basta se viene meno la relazione che produceva: in questo caso fra vetro, luce e profondità dell’ambiente. Il restauro riguarda anche una condizione percettiva.

La terrazza delle Galeries Lafayette e il volo di Jules Védrines

Il tetto compare in un episodio insolito del racconto ufficiale: il 19 gennaio 1919 Jules Védrines vi atterra con il proprio aeroplano, raccogliendo una sfida lanciata dalle Galeries Lafayette. Il grande magazzino diventa una notizia per ciò che accade nel suo spazio, non per un prodotto.

Oggi la terrazza offre una lettura più quotidiana: dopo il volume raccolto sotto la cupola, si ritrova la scala dei tetti e della città. Il rapporto fra interno ed esterno introduce una pausa rispetto alla densità dei reparti.

Le modalità d’accesso vanno verificate nelle informazioni aggiornate della sede, soprattutto in presenza di lavori, maltempo o eventi. Una fotografia panoramica documenta un punto di vista, non garantisce che ogni area sia sempre aperta nello stesso modo.

Tetti di Parigi e Torre Eiffel dalla terrazza delle Galeries Lafayette, nel 2017
I tetti di Parigi e la Torre Eiffel dalla terrazza delle Galeries Lafayette, giugno 2017. Foto: Guilhem Vellut, via Wikimedia Commons, CC BY 2.0. Riproduzione integrale, ridimensionata.

L’arte contemporanea alle Galeries Lafayette Haussmann

La storia di Haussmann non si ferma alle arti decorative del primo Novecento. Nel 2016 Xavier Veilhan realizza Light Machine nell’atrio dell’edificio L’Homme: un’installazione luminosa con figure in movimento, osservabile lungo gli spostamenti sulle scale mobili e dai piani.

L’opera accompagna un corpo che sale, si allontana o torna a incontrarla. Il rapporto fra immagine e circolazione è parte dell’interesse del progetto: la luce diventa un riferimento in un ambiente già ricco di stimoli.

In uno degli scaloni storici del Magasin Coupole, Studio GGSV, Gaëlle Gabillet e Stéphane Villard, sviluppa Stairway To Heaven. La presentazione dell’insegna descrive un intervento in trompe-l’œil e sospensioni in vetro realizzate dagli ateliers di Saint-Just, in dialogo con il patrimonio decorativo.

I due casi aiutano a distinguere aggiornamento e cancellazione. Inserire un’opera contemporanea richiede di scegliere dove collocarla e con quali elementi farla dialogare; non implica necessariamente eliminare ciò che rende riconoscibile un luogo.

Casa, moda e gastronomia: come si articolano gli edifici

Paris Haussmann comprende il Magasin Coupole e gli spazi dedicati, fra gli altri, a uomo, casa e gastronomia. Per individuare l’edificio e il reparto cercato è utile consultare la mappa aggiornata: la cupola non copre indistintamente tutte le attività distribuite sul boulevard.

Per chi si occupa di abitare, l’offerta per la casa apre un altro punto d’osservazione. Una tovaglia, una lampada o un oggetto da tavola vengono messi in relazione dall’allestimento, che suggerisce un ambiente possibile oltre alle caratteristiche del singolo prodotto.

È un tema incontrato anche nel racconto di Coin e Coincasa: l’insegna costruisce un contesto nel quale prodotti diversi possono essere letti insieme. Il passaggio dall’oggetto isolato alla stanza immaginata è una parte sostanziale del lavoro espositivo.

Il confronto con 10 Corso Como mette in evidenza anche la scala: un concept store concentra la propria selezione in un racconto circoscritto, mentre un grande magazzino deve organizzare una molteplicità più ampia senza perdere orientamento e identità.

Dove si trovano le Galeries Lafayette Paris Haussmann e come visitarle

La sede storica si trova al 40 di boulevard Haussmann, nel IX arrondissement di Parigi. Per leggere il progetto si può partire dalla sala della cupola e osservare come cambia la percezione salendo: il vetro sopra la testa, i bordi dei piani, le relazioni fra i livelli.

L’insegna propone visite guidate al patrimonio, con prenotazione e disponibilità da verificare. Sono un’attività distinta dall’accesso ordinario ai reparti e permettono di approfondire storia e architettura. Le informazioni ufficiali chiedono di segnalare in anticipo eventuali esigenze di accessibilità, per adattare il percorso.

Per una lettura autonoma può bastare una domanda: quali elementi appartengono al progetto storico e quali interpretano un’esigenza successiva? Cercarne la risposta evita di ridurre l’esperienza a una sola fotografia.

Un’identità che si riconosce anche senza l’insegna

Nella storia della Rinascente, come in quella di Haussmann, l’identità commerciale si intreccia con quella urbana. Si torna in un negozio anche perché se ne riconoscono la luce, un percorso o una vista.

Alle Galeries Lafayette, la cupola dimostra quanto possa durare una decisione spaziale. Sono cambiati i prodotti e sono scomparsi alcuni elementi originari, ma il rapporto fra vuoto centrale e piani continua a organizzare lo sguardo.

Una stanza può lasciare una memoria più stabile di ciò che, per un periodo, vi viene esposto. È questa la parte del progetto che rimane anche quando si esce senza avere comprato nulla.

Pubblicità e collaborazioni con Archi&Interiors

Comments

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like