Magliocco Tappeti a EDIT Napoli 2026: “Base Camp”, il tappeto come architettura secondo Antonio Di Maro

A EDIT Napoli 2026, dal 9 all’11 ottobre alla Santissima, Antonio Di Maro firma per Magliocco Tappeti “Base Camp”: un cielo di stoffa, sette tappeti arrotolati come bagagli e pouf bassi per raccontare il tappeto come architettura.

Un cielo basso di stoffa, nove bastoni di legno, sette tappeti arrotolati come bagagli: a EDIT Napoli 2026 Antonio Di Maro firma per Magliocco Tappeti “Base Camp”, un’installazione che usa il tappeto per costruire uno spazio senza alzare un muro.

Per l’ottava edizione della fiera del design editoriale, dal 9 all’11 ottobre alla Santissima, Magliocco Tappeti torna a EDIT Napoli 2026 con un progetto che sposta la ricerca del marchio dal prodotto all’abitare. L’anno scorso la collezione Il Mio Mediterraneo raccontava il Mare Nostrum attraverso le sue sfumature culturali, naturali e artistiche. Quest’anno il racconto cambia scala: non più un territorio da descrivere, ma un luogo in cui fermarsi.

L’installazione si chiama “Base Camp” ed è firmata da Antonio Di Maro, architetto napoletano e, dal 2025, direttore creativo del marchio. Il sottotitolo scelto per il progetto è già una dichiarazione di metodo: il deserto come casa, il tappeto come architettura.

Base Camp: il gesto di stendere un tappeto sulla terra

Il punto di partenza è un gesto antico quanto l’abitare: stendere un tappeto a terra e trasformare un luogo di passaggio, il deserto, in uno spazio da vivere. Di Maro però non ricostruisce un accampamento. Gli interessa il tempo sospeso che lo attraversa, quella pausa tra un tratto di viaggio e il successivo in cui il tappeto smette di essere un oggetto e diventa superficie, confine, perimetro di una vera e propria architettura.

Nella stanza 22 di EDIT Napoli un cielo basso di stoffa, sostenuto da nove bastoni di legno, protegge un suolo che cambia natura: dalla pietra di un palazzo napoletano a una superficie morbida, calda, disegnata. Alle pareti sono appoggiati sette tappeti arrotolati, come bagagli. Raccontano un viaggio già compiuto e uno ancora da intraprendere.

Tenda nel deserto al tramonto con tappeto, cuscini, braciere e caraffe in metallo, immagine di ispirazione per Base Camp
Il tempo della sosta, tra il tramonto e il fuoco: uno degli immaginari da cui nasce “Base Camp”. Immagine courtesy Magliocco Tappeti

Senza sedie: pouf bassi, una lanterna, un vassoio

Al centro della stanza l’allestimento rinuncia alla seduta tradizionale. Al suo posto ci sono pouf bassi che riportano il corpo vicino alla terra e rendono l’esperienza più raccolta e condivisa. Una lanterna e un vassoio completano la scena e suggeriscono il momento della sosta, dell’accoglienza, della convivialità.

È qui che il progetto mostra la sua intelligenza. Abbassare il baricentro dello spazio significa cambiare il modo in cui lo si guarda: il tappeto non è più qualcosa che si calpesta distrattamente, ma il piano su cui ci si siede, ci si appoggia, si parla. La redazione legge in questa scelta un filo che lega “Base Camp” alla ricerca di Di Maro sulla neuroarchitettura, cioè sul modo in cui forme, materiali e posture influenzano il benessere di chi abita uno spazio.

Napoli come oasi, tra approdi e ripartenze

La scelta della città non è neutra. Napoli, tradizionalmente luogo di approdi, scambi e contaminazioni, diventa nell’immaginario del progetto l’oasi in cui il viaggio trova una nuova destinazione. “Base Camp” è una soglia temporanea tra movimento e permanenza: un posto in cui fermarsi, incontrarsi e sentirsi a casa. Per poi ripartire.

Passerella di tappeti rossi tra tende di velluto aperte sul deserto, immagine di ispirazione per Base Camp
Il tappeto come percorso e come soglia: un’altra suggestione del progetto di Antonio Di Maro per Magliocco Tappeti. Immagine courtesy Magliocco Tappeti

EDIT Napoli 2026: dove vedere l’installazione

EDIT Napoli 2026 si tiene dal 9 all’11 ottobre, dalle 10 alle 19. Il cuore della fiera, fondata e curata da Emilia Petruccelli e Domitilla Dardi, è La Santissima, ex convento in vico Trinità delle Monache, che ospita gli espositori; i progetti del circuito Cult si distribuiscono invece tra ville, musei e chiese di Chiaia. “Base Camp” è nella stanza 22. Per orientarsi tra gli altri appuntamenti della stagione, il nostro calendario del design dell’autunno 2026 raccoglie fiere e mostre in arrivo.

Chi ha seguito la scorsa edizione ricorderà le trame scultoree di Magliocco tra gli espositori più apprezzati: ne avevamo scritto nel nostro racconto di EDIT Napoli 2025. E per conoscere meglio il lavoro di Antonio Di Maro, il suo studio compare nella selezione dei migliori interior designer a Napoli e, con Parco Comola Ricci, tra i migliori progetti di interior design a Napoli del 2026.

Domande frequenti

Che cos’è “Base Camp” di Magliocco Tappeti?

È l’installazione che Magliocco Tappeti presenta a EDIT Napoli 2026, firmata dall’architetto Antonio Di Maro, direttore creativo del marchio. Racconta il tappeto come architettura: un elemento capace di definire uno spazio abitabile senza bisogno di muri.

Dove e quando si può vedere?

Nella stanza 22 di EDIT Napoli, alla Santissima, dal 9 all’11 ottobre 2026, dalle 10 alle 19.

Com’è allestita la stanza?

Un cielo basso di stoffa sorretto da nove bastoni di legno, un pavimento coperto di tappeti, sette tappeti arrotolati appoggiati alle pareti come bagagli, pouf bassi al posto delle sedute tradizionali, una lanterna e un vassoio.

Che cosa aveva presentato Magliocco Tappeti nel 2025?

Alla precedente edizione di EDIT Napoli il marchio aveva presentato la collezione Il Mio Mediterraneo, un omaggio alle sfumature culturali, naturali e artistiche del Mare Nostrum.

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