Una selezione dei migliori progetti di interior design a Verona nel 2026: case history residenziali, retail, hospitality e ristorazione firmate da studi e professionisti del territorio.
Tra memoria del luogo e nuove visioni: le forme dell’abitare contemporaneo nella nostra selezione.
In copertina: Warm Minimalism – Studio ABCPLUS. Foto: Courtesy of Studio ABCPLUS.
Quando si misura la qualità della progettazione di una città, il rischio è quello di guardare solo alle metriche dei grandi centri. Verona non ospita le imponenti strutture che caratterizzano metropoli come Milano e Roma, o realtà come Bologna e Brescia. Tuttavia, questo tessuto non nasconde una mancanza di capacità, ma esprime una diversa identità progettuale.
Il panorama veronese è infatti scandito da un’articolata rete di professionisti, studi boutique e realtà indipendenti capaci di esprimere una sartorialità e una ricerca formale d’altissimo profilo. Progettisti che operano con discrezione ma con grande visione, firmando interventi di rilievo sia nel contesto locale sia a livello internazionale. Dalla cura del dettaglio residenziale al recupero del patrimonio storico, fino al design legato all’accoglienza e al contract, la qualità della progettazione scaligera dimostra una maturità che merita di essere raccontata.
Con questa consapevolezza abbiamo raccolto una selezione dei migliori progetti di interior design a Verona tra quelli che abbiamo scoperto nel corso del 2026 (alcuni di questi interventi potrebbero essere stati ultimati poco prima).
Si tratta di una panoramica aperta e in continuo aggiornamento, pronta ad accogliere nuove segnalazioni per continuare a dare voce alla migliore creatività del territorio.
Ecco la nostra selezione, in ordine di scoperta.
Corte Lanfranconi – Arch. Claudia Brentegani
A Pescantina, Corte Lanfranconi reinterpreta l’interior design dell’ospitalità trasformando la struttura di uno storico complesso rurale della tradizione veronese in un’abitazione contemporanea. Il progetto di ristrutturazione e arredo, curato dall’architetto Claudia Brentegani, lavora sul delicato equilibrio tra le preesistenze murarie e l’innesco di materiali moderni, definendo un impianto distributivo fluido pensato per accogliere fino a dieci ospiti.

L’interno rifiuta la classica suddivisione in moduli alberghieri per adottare la spazialità di una grande residenza privata. Gli ambienti mettono in rilievo la materia storica affiancandola a dettagli strutturali in metallo, essenze lignee e arredi su misura, con la luce naturale a fare da elemento connettivo attraverso le differenti aperture. Le camere sono concepite come volumi autonomi e caratterizzati ciascuno da una propria identità stilistica, mentre la zona giorno trova il suo baricentro nella grande cucina sartoriale, un ambiente dal carattere conviviale e materico disegnato per la vita condivisa.


Corte Lanfranconi esprime la capacità di superare i canoni del recupero rustico attraverso una rigorosa selezione di finiture, texture e soluzioni d’illuminazione, dove il disegno degli arredi e il rigore proporzionale ridefiniscono il concetto di abitare contemporaneo nel contesto veronese.


ALV Attic Luxury Vintage – Imaginoteca, Georgia Alloro e Veronica Antoniazzi
Nel cuore di Verona, lo studio Imaginoteca firma il restyling di ALV Attic Luxury Vintage, uno spazio retail di 38 metri quadrati, affrontando il tema di come riconfigurare un ambiente commerciale senza modificare l’involucro edilizio preesistente. Il progetto, curato da Georgia Alloro e Veronica Antoniazzi, lavora sull’atmosfera di una raffinata cabina armadio domestica, trasformando lo spazio espositivo in un interno intimo, rigoroso e coordinato nei minimi dettagli.

L’intervento si affida interamente a strutture lignee su misura che riorganizzano le funzioni, integrano la parte contenitiva e assorbono i fuori squadra delle pareti storiche senza ricorrere a opere murarie invasive. La palette cromatica punta su tonalità profonde e materiali caldi, instaurando un dialogo continuo con la luce artificiale. Strip LED incassate negli arredi generano una luminanza diffusa, mentre faretti puntuali valorizzano l’esposizione del prodotto e una sospensione geometrica definisce la centralità della stanza.


Il baricentro geometrico e funzionale è rappresentato dal bancone ovale. Elemento scultoreo e organizzatore dei flussi di percorrenza, l’arredo centrale sintetizza la ricerca di Imaginoteca nel combinare disegno sartoriale, gestione degli impianti e percezione dello spazio in un ambiente dalle dimensioni contenute.


Warm Minimalism, Studio ABCPLUS
All’interno di un palazzo storico in stile Liberty, lo studio ABCPLUS firma la ristrutturazione integrale di un appartamento privato, definendo un linguaggio che coniuga il rigore del minimalismo con la caldezza della dimensione domestica. Il progetto assume le preesistenze dell’architettura d’epoca, come i soffitti alti, le generose volumetrie e le finestre ad arco, convertendole nella cornice naturale di un intervento contemporaneo.

L’organizzazione degli spazi trova continuità visiva nel pavimento in terrazzo alla veneziana, su cui si innestano pareti materiche nei toni dell’avorio. Nella zona giorno, la cucina si struttura attorno a un’isola scultorea rivestita in legno d’olmo dalle venature accentuate, accostata a piani in pietra nera opaca e ad armadiature bianche prive di maniglie, dove compaiono dettagli e prese in legno massello dalle forme organiche. Le porte interne nere, caratterizzate da lavorazioni in rilievo, introducono marcati accenti grafici che richiamano i serramenti originali dell’edificio.


La luce artificiale e le soluzioni d’arredo valorizzano la sequenza degli ambienti. Gli archi esistenti vengono sottolineati da profili scuri e illuminazione integrata, mentre nel corridoio una carta da parati a motivi geometrici e vegetali nelle tonalità terracotta e blu navy definisce il passaggio verso la zona notte. Nel bagno principale, una vasca freestanding trova collocazione su una pedana sagomata, incorniciata da una nicchia ad arco retroilluminata. Warm Minimalism testimonia la possibilità di rinnovare un appartamento d’epoca senza alterarne l’identità, sovrapponendo un nuovo strato progettuale che dialoga in modo equilibrato con l’architettura originaria.


Casa Trezza, Studio Rocchi Piubello
All’interno di un palazzo nobiliare d’epoca, lo Studio Rocchi Piubello cura il progetto di Casa Trezza, orchestrando un dialogo colto e vibrante tra la memoria affrescata dell’architettura originaria e un interior design contemporaneo dal forte carattere materico. L’intervento valorizza i soffitti a cassettoni e le pareti dalla superficie patinata, dove gli antichi fregi affrescati fungono da fondale storico per arredi scultorei, superfici a specchio e pezzi d’arte contemporanea.

I pavimenti tradizionali in terrazzo alla veneziana e il parquet posato a spina di pesce definiscono una chiara gerarchia degli ambienti. Nella zona giorno, una consolle a specchio riflette la tessitura del seminato e la luce delle applique geometriche, mentre la cucina propone volumi monolitici in finitura metallica dorata e brunita, creando un raffinato contrasto con la matericità grezza delle pareti e la modernità degli accessori integrati.



La zona notte riserva grande attenzione al dettaglio sartoriale: la camera da letto ospita una struttura letto in metallo dorato affiancata ad armadiature brunite e pareti neutre, che proseguono verso una cabina armadio organizzata attorno a un’isola centrale rivestita in materiale materico. I bagni sintetizzano questa ricerca espressiva accostando lavabi scultorei dai toni polverosi o rosati, pareti in marmo dalle venature marcate, rivestimenti in mosaico d’ispirazione geometrica e ampie superfici a specchio che amplificano la percezione dello spazio. Casa Trezza si distingue così per la capacità di far convivere collezioni private e memoria storica con un linguaggio d’arredo moderno, rigoroso e scenografico.



Residenza D.G. – Studio xzlab.
Foto: Riccardo Adami
Nel progetto di Residenza D.G., lo Studio xzlab definisce uno spazio residenziale dal carattere contemporaneo e accogliente, dove il calore del legno e texture materiche ricercate dialogano con geometrie pulite e tocchi di colore misurati. L’ingresso accoglie con una scenografica pavimentazione in terrazzo alla veneziana a granulometria vivace, che guida verso la scala interna e verso il soppalco superiore, caratterizzato da travi a vista in legno scuro e da una balaustra in ferro battuto che affaccia sulla doppia altezza.

La zona giorno è concepita come un ambiente fluido e inondato dalla luce naturale che filtra dalle grandi finestre ad arco. Un divano curvo dalle tonalità calde del giallo senape diventa il fulcro del living, adagiato su un tappeto sagomato e affiancato da un camino moderno incassato. Un pannello verticale dall’effetto ossidato verde rame e metallo accoglie una libreria a montanti, creando un elemento divisorio e decorativo di forte impatto visivo.
La cucina con isola si distingue per le sue linee essenziali e pulite, dove volumi neutri si abbinano a un piano snack in legno naturale e a sedute alte dall’estetica raffinata. La zona notte prosegue la medesima coerenza stilistica: la camera da letto principale è impreziosita da una parete di fondo rivestita con doghe verticali in legno, che integra le luci di lettura e regala profondità all’ambiente.


Particolare attenzione è dedicata all’area benessere e bagno, concepita come un’oasi privata. Una parete in listelli di legno separa la zona lavabo dal resto dell’ambiente, dove trova posto una sauna finlandese integrata con vetrata a tutta altezza e una doccia spaziosa, trasformando la dimensione domestica in un’esperienza dedicata al relax e al rigeneramento.


Tipolitografia Zardini, Studio A.c.M.E.
Foto: Matteo Perosin
Leggerezza e fluidità guidano la realizzazione del nuovo quartier generale della Tipolitografia Zardini in Valpolicella, uno spazio pensato sia per le attività lavorative sia come vetrina rappresentativa per la produzione d’alta qualità dell’azienda. L’architettura interpreta questi principi attraverso un volume contemporaneo, misurato nel rapporto tra forma, luce e paesaggio, capace di dare una nuova identità alla sede e al contesto in cui si inserisce.

Il massimo equilibrio visivo si concretizza negli alzati e nella copertura: i tamponamenti verticali in vetro inondano gli interni di luce naturale, favorendo il benessere degli occupanti, mentre l’esile piastra polilobata della copertura, concepita come una grande foglia in metallo brunito, appare sospesa in un’artificiosa “en suspens” supportata dalle vetrate strutturali.


La fluidità distributiva prende forma in una pianta completamente libera e priva di figure geometriche regolari, abolendo quasi del tutto la linea retta a favore di un ambiente organico. La trasparenza e la permeabilità visiva riducono al minimo l’impatto sul paesaggio, integrando l’edificio nel contesto della Valpolicella e celebrando la tradizione artigianale italiana.


Bar Fuori Luogo, Padiglione B
Foto: Federico Villa Studio
All’interno della cornice seicentesca di Villa Buri a Verona, nasce il Bar Fuori Luogo, uno spazio conviviale e inclusivo di 90 metri quadrati che si propone come punto d’incontro capace di intrecciare cultura, socialità e integrazione.

Il progetto si sviluppa secondo il concetto di “scatola nella scatola“, definendo una struttura leggera e autonoma ideata per rispettare pienamente i vincoli monumentali della villa senza alterarne le murature storiche. Legno, ceramiche smaltate color verde foresta e acciaio si alternano in un reticolo strutturale che sostiene la scaffalatura, definisce la scansione degli spazi e integra l’illuminazione. Il bancone, rivestito in piastrelle e listelli di legno, dona equilibrio tra rigore geometrico e calore materico.



Ogni scelta di interior design narra l’identità della cooperativa sociale Panta’Rei: i prodotti artigianali realizzati nel carcere di Verona sotto i marchi Imbandita e Pasta d’Uomo sono messi in evidenza e resi fruibili al pubblico. Un secondo ambiente, caratterizzato da una carta da parati a motivo boschivo, amplifica le potenzialità della struttura accogliendo eventi, incontri e cene in ogni periodo dell’anno. Il Bar Fuori Luogo fonde il valore architettonico con un profondo significato sociale e umano.
Casa EB, Blocco 18
Foto: Michele Allegrini
Nel progetto Casa EB, l’intervento di interior design celebra il dialogo raffinato tra la memoria storica della struttura e un linguaggio architettonico contemporaneo e minimale.

Gli ambienti interni sono caratterizzati dal contrasto materico tra le pareti in pietra a vista riportate alla luce e gli elementi strutturali in legno naturale, come i soffitti con travi e doghe a vista che definiscono un’atmosfera calda ed accogliente. I passaggi tra i diversi volumi sono segnati da imbotti scuri e strutture metalliche a contrasto, mentre le scale in lamiera di ferro nera si inseriscono con decisione geometrica accanto a setti in cemento a faccia vista e murature rustiche.


La cucina e la zona pranzo integrano arredi su misura con volumi compatti in legno scuro e piani in pietra grigia venata, illuminati da tagli di luce integrati e punti luce puntuali. La stessa pietra riprende vita nel bagno, abbinata a lavabi monolitici e rivestimenti in resina grigia dal gusto essenziale. Nelle camere, la falegnameria custom in legno chiaro crea strutture multifunzionali e testate integrate che accolgono tagli di luce d’ambiente, enfatizzando la trama irregolare della pietra e garantendo pulizia formale ed equilibrio espressivo.


House B – Enrico Pasti
L’intervento si distingue per le ampie altezze degli ambienti e per la presenza di un soppalco a vista, delimitato da leggeri parapetti in vetro che ne sottolineano la continuità con il volume sottostante. Il progetto costruisce un equilibrio tra matericità e rigore contemporaneo. Il parquet di rovere posato a spina di pesce introduce una nota calda e raffinata, in dialogo con il soffitto in calcestruzzo a vista, caratterizzato dalla finitura a cassero e con le pareti dai toni caldi e materici. Al centro della composizione architettonica si inserisce una scenografica scala metallica a sbalzo, realizzata con finitura nera e integrata con una libreria a scaffalatura aperta, che diventa al tempo stesso elemento funzionale e segno grafico all’interno dello spazio.

La zona giorno è organizzata attorno a una cucina monolitica con grande isola in pietra o marmo scuro venato. Alle sue spalle, un blocco di colonne in legno scuro integra ante rientranti a scomparsa, permettendo di mantenere un’immagine essenziale e ordinata quando la cucina non è in uso. L’illuminazione, affidata principalmente a faretti montati su binario nero, accompagna le diverse funzioni senza appesantire l’architettura, mentre le opere d’arte contemporanea distribuite sulle pareti aggiungono personalità e profondità all’insieme.


Il risultato è un ambiente dal carattere deciso ma equilibrato, dove materiali naturali, elementi strutturali e arredi contemporanei convivono in una composizione coerente, costruita attorno alla luce, alle proporzioni e al rapporto costante con l’esterno.



Ristorante e Pizzeria TEMPO, Studio Masaai
Foto: Simone Marcolin
Nel cuore di Verona, in Via Stella, lo studio Masaai firma il progetto del ristorante e pizzeria TEMPO, trasformando la fusione di due unità commerciali in un’architettura d’interni dal respiro internazionale. L’intervento supera i consueti stereotipi dell’accoglienza “all’italiana”, proponendo uno spazio fluido e contemporaneo capace di adattarsi ai ritmi della città, dalla colazione alla cena.

L’impianto distributivo ruota attorno al concetto di “macchina per mangiare”, convertendo l’efficienza tecnica nel registro estetico principale. Il fulcro dell’intervento è un blocco tecnico monolitico in lamiera pressopiegata con piani in acciaio inox, che racchiude la zona operativa del forno e della cucina. Superiormente, il volume sostiene un soppalco intimo, un livello protetto ma permeabile delimitato da un parapetto in lamiera forata a pieghe che lascia filtrare la luce mantenendo il contatto visivo con la sala.


In contrapposizione al carattere industriale del nucleo operativo, l’area destinata agli ospiti è definita da un sistema continuo di arredi fissi in frassino naturale, con panche integrate e fioriere con vegetazione sempreverde che disegnano nicchie accoglienti. La palette cromatica bilancia i toni caldi del legno con la pavimentazione grigia, le condotte dell’impianto di aerazione a vista e il soffitto fonoassorbente in fibra di legno, mentre tagli di luce continua e faretti orientabili su binario nero guidano la prospettiva della sala ponendo il focus sul logo luminoso al neon TEMPO.


Minimalismo Nordico – Paiola Design
Nel cuore della Lessinia, il progetto di ristrutturazione e ampliamento curato da Paiola Design ridefinisce il concetto di abitare montano, trasformando un ex volume di deposito in un’abitazione contemporanea, dove la nitidezza dello stile nordico incontra l’eredità storica e materica del territorio. L’intervento non si limita a recuperare un edificio esistente, ma ne rilegge proporzioni, aperture e distribuzione per costruire un nuovo equilibrio tra carattere domestico e relazione con il paesaggio.

Il progetto ruota attorno al nuovo corpo di fabbrica dedicato all’area living, concepito come un open space fluido e luminoso che integra cucina, zona pranzo e soggiorno in una sequenza continua di ambienti. Una generosa vetrata scorrevole funge da diaframma quasi invisibile verso la terrazza, proiettando gli interni sulla vallata e stabilendo una relazione costante con il paesaggio circostante. La luce naturale diventa così parte integrante del progetto, accompagnando le diverse ore della giornata e amplificando la percezione dello spazio.


Elemento caratterizzante dell’ambiente è la finestra a sbalzo quadrata accanto alla penisola della cucina, una vera e propria nicchia abitabile protratta verso l’esterno e pensata come un rifugio intimo per fermarsi, leggere o semplicemente contemplare il panorama. Un dettaglio architettonico che interpreta in chiave contemporanea uno dei valori più autentici dell’abitare in montagna, quello del rapporto diretto con la natura.


Casa K+K – Sara Morgante
Curato dall’architetto Sara Morgante, il progetto di Casa K+K interpreta il concetto di “minimal caldo”, trasformando la luce naturale nel materiale guida dell’interior design. Gli ambienti sono costruiti attorno a una sensazione di equilibrio e serenità, attraverso una palette delicata nei toni del bianco, sabbia e tortora, accostata a pavimenti dalle venature marmoree e al calore del rovere chiaro.

La zona giorno open space mette in relazione cucina, pranzo e living in una composizione fluida e luminosa. La cucina, dalle linee essenziali, è arricchita da discreti dettagli dorati, mentre le sedute in tessuto bouclé introducono morbidezza e comfort tattile, creando un piacevole contrasto con le superfici più materiche.


La stessa ricerca di equilibrio prosegue nelle zone notte e nei bagni, concepiti come spazi raccolti e riservati, quasi oasi domestiche dedicate al benessere quotidiano. Grandi specchi amplificano la percezione degli ambienti, mentre un’illuminazione architettonica studiata con precisione accompagna i volumi e valorizza materiali e dettagli con una luce calda e discreta. Il risultato è un interior essenziale ma mai freddo, dove rigore formale, naturalezza dei materiali e comfort definiscono un’atmosfera contemporanea e accogliente.
Villa Fumane — Brandless Studio
A Fumane, nel cuore della Valpolicella, il progetto di Villa Fumane firmato da Brandless Studio affronta il recupero residenziale a partire dall’ascolto di un’architettura dotata di una forte identità storica e paesaggistica. L’intervento rifiuta la cancellazione e la citazione nostalgica, facendo evolvere l’edificio esistente attraverso un dialogo misurato tra preesistenza e linguaggio contemporaneo.

Nuovi volumi, materia, luce e cromaticità si inseriscono nelle tessiture originali, definendo un organismo capace di accogliere nuovi modi di abitare senza perdere la propria essenza.



L’organizzazione degli spazi nasce da un disegno sartoriale cucito sui ritmi, sulle abitudini e sulle percezioni di chi vive la casa, bilanciando aree conviviali e luoghi intimi. Tra questi trova spazio uno studio di registrazione all’avanguardia, dove accenti rosso brillante, linee di luce futuristiche e grandi schermi fondono estetica e tecnica per stimolare la creatività. La calibratura della luce e delle aperture esalta la materia e il benessere profondo, dimostrando come ristrutturare significhi decidere con responsabilità quale parte di una storia conservare, quale trasformare e quale aggiungere per il futuro.


Verona Design 2026: uno sguardo al futuro
Un viaggio attraverso la materia, la luce e la forma: i migliori progetti di Interior Design a Verona nel 2026 raccontano la capacità dell’architettura scaligera di interpretare l’identità dei luoghi e le aspirazioni di chi li vive. Dal recupero storico alle residenze immerse nel paesaggio, fino ai nuovi spazi del retail e della ristorazione, la scena veronese si conferma un laboratorio vivace di sperimentazione e rigore sartoriale, dove la ricerca estetica incontra la funzionalità dell’abitare contemporaneo.
Il nostro racconto si ferma qui, per ora, pronto a riprendere forma tra le pagine e i volumi che abiteranno il 2027. Se il vostro studio ha dato vita a uno spazio capace di evocare nuove storie o dialogare con il territorio, saremo felici di accoglierlo e condividerlo nella nostra prossima selezione.

