Dal 23 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 Torino diventa una galleria di arte contemporanea a cielo aperto: le opere di Luci d’Artista, i loro autori, i mercatini e le architetture da Guarini ad Antonelli.
A Torino il Natale non si appende ai balconi: si espone. Da quasi trent’anni Luci d’Artista trasforma strade, piazze e cupole in una galleria di arte contemporanea a cielo aperto, e la città barocca diventa il suo allestimento più riuscito.
Le Luci d’Artista Torino tornano dal 23 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 con la ventinovesima edizione, che aggiunge alla collezione una nuova opera di Vittoria Caldera, Decoding Light: un balcone trasformato in punto di contatto tra lo spazio privato e la città, che scrive la frase “la luce ci trova” con un alfabeto di lampi ispirato al codice Morse. Nata nel 1998 per volontà della Città di Torino e oggi realizzata dalla Fondazione Torino Musei, la manifestazione ha anticipato di molti anni l’idea, poi copiata ovunque, di affidare l’illuminazione natalizia agli artisti invece che agli allestitori.
Per chi guarda le città con occhi da progettista è la differenza che conta. Le luminarie tradizionali decorano; le opere di Luci d’Artista interpretano lo spazio in cui stanno, ne leggono la scala e spesso ne correggono la percezione. Camminare tra piazza Carlina, il Po e la Mole Antonelliana in dicembre significa attraversare un percorso curatoriale in cui l’architettura sabauda fa da parete, da piedistallo e da sfondo. I mercatini di Natale di Torino, più discreti di quelli alpini, completano il quadro senza rubare la scena.
Quando si accendono le Luci d’Artista a Torino nel 2026?
Le Luci d’Artista sono accese dal 23 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027, quindi coprono l’intero periodo natalizio e l’Epifania. Le opere si vedono la sera, a ingresso libero, e sono distribuite in tutta la città, dal centro storico ai quartieri.
| Informazione | Edizione 2026/27 |
|---|---|
| Date | Dal 23 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 (ventinovesima edizione) |
| Novità | Decoding Light di Vittoria Caldera |
| Quando si vedono | Ogni sera, con il buio; visione libera e gratuita |
| Dove | Centro storico (piazza Carlina, piazza San Carlo, Giardini Reali Bassi, Mole Antonelliana) e quartieri (piazza Risorgimento, Monte dei Cappuccini, laghetto di Italia ’61) |
| Mercatini | Villaggio di Natale in piazza Solferino nelle ultime edizioni; Balon in Borgo Dora ogni sabato |
| Come arrivare | In treno a Porta Nuova o Porta Susa; il centro si visita a piedi e con la metropolitana |
Dove si trovano le opere e come si organizza il percorso?
Le opere sono sparse su tutta la città, ma il nucleo più denso si percorre a piedi in una sera, dal Po al centro. Il nostro consiglio è partire da piazza Vittorio Veneto, dove VR Man di Andreas Angelidakis segna l’angolo con il lungo Po Cadorna, e salire con lo sguardo verso il Monte dei Cappuccini, dove i Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn punteggiano la collina come una costellazione domestica.
Attraversando il ponte Vittorio Emanuele I si incontra Doppio Passaggio (Torino) di Joseph Kosuth, un’opera di parole luminose che trasforma il ponte in una frase da leggere camminando. Da qui si torna verso piazza Carlina, che ospita Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime di Nicola De Maria, e si prosegue verso piazza San Carlo e i Giardini Reali Bassi, dove dal 2025 c’è Sex and Solitude di Tracey Emin, il neon donato alla città da Fondazione CRT.
Una seconda sera merita i quartieri. In piazza Risorgimento le panchine luminose di Jeppe Hein cambiano la percezione di un giardino di quartiere; in piazza della Repubblica, sulla facciata della Tettoia dell’Orologio di Porta Palazzo, Amare le differenze di Michelangelo Pistoletto scrive la stessa frase in molte lingue sopra il mercato più multietnico della città. Al laghetto di Italia ’61 c’è Luce Fontana Ruota di Gilberto Zorio, sul tetto dell’ospedale Sant’Anna Io, sono nato quì di Renato Leotta.
Perché Luci d’Artista è diversa da qualsiasi luminaria?
Perché è una collezione d’arte, non un allestimento stagionale. Molte opere tornano ogni anno nello stesso luogo e alcune sono visibili tutto l’anno, così che la città ha costruito nel tempo un rapporto stabile tra un’opera e il suo sito. Il catalogo mette insieme protagonisti dell’Arte Povera come Pistoletto, Zorio e Mario Merz, artisti concettuali come Kosuth e nomi internazionali come Rebecca Horn e Tracey Emin.
La redazione suggerisce di guardarle come si guarda un’installazione in museo: chiedendosi che cosa l’opera fa allo spazio. Vento solare di Luigi Nervo, in piazzetta Mollino accanto al Teatro Regio, lavora sulla geometria di una piccola piazza; il numero luminoso di Merz sale lungo la Mole e ne misura la verticalità. È una lezione di lighting design applicata all’urbanistica, e vale il viaggio anche per chi dei mercatini farebbe volentieri a meno.
Quale architettura vedere a Torino durante Luci d’Artista?
Il punto di partenza obbligato è la Mole Antonelliana. Progettata da Alessandro Antonelli nel 1862 come sinagoga per la comunità ebraica torinese, fu completata nel 1889 dopo l’acquisto da parte della Città e raggiunse nel 1906 l’altezza attuale di 167 metri, all’epoca l’edificio in muratura più alto d’Europa. Dal restauro concluso nel 1999 ospita il Museo Nazionale del Cinema, e l’ascensore panoramico porta a una terrazza a 85 metri da cui, la sera, si leggono le luci sparse nella città. Sulla sua cupola corre Il volo dei numeri di Mario Merz, la sequenza di Fibonacci in neon che è ormai parte del profilo della città.

A pochi minuti c’è la Cappella della Sindone di Guarino Guarini, chiamato a Torino nel 1666 e direttore del cantiere fino alla morte, nel 1683. La cupola è una torre di archi sovrapposti e sfalsati su sei livelli che si chiudono in una stella: una delle invenzioni spaziali più radicali del Barocco europeo. Devastata dall’incendio del 1997, è stata riaperta al pubblico il 27 settembre 2018 all’interno del percorso dei Musei Reali, e vederla prima di uscire tra le luci della sera è un esercizio di contrasto che consigliamo.

In piazza Castello, Palazzo Madama mostra la facciata che Filippo Juvarra progettò e costruì tra il 1718 e il 1721 per la seconda Madama Reale, un fronte teatrale innestato sul castello medievale. Di sera, illuminata, spiega meglio di qualsiasi manuale come il Barocco torinese abbia trasformato le piazze in scenografie urbane. Per completare, la redazione suggerisce i portici di via Po, che collegano piazza Castello al fiume con un unico, lunghissimo spazio coperto: un’infrastruttura pensata per l’inverno.

Dove sono i mercatini di Natale di Torino?
I mercatini di Natale Torino sono più urbani che alpini, e conviene sceglierli con lo stesso criterio delle opere. Nelle ultime edizioni il Villaggio di Natale si è tenuto in piazza Solferino, con casette, la Casa di Babbo Natale e una pista di pattinaggio; il calendario aggiornato si trova sul portale eventi della Città di Torino.
Per chi ama il design la scelta più interessante è però Borgo Dora. Il Balon anima ogni sabato le vie intorno a piazza della Repubblica, mentre il Gran Balon, la seconda domenica del mese, porta in strada mobili, quadri, stampe, tessuti e giocattoli d’epoca. Cercare un pezzo di modernariato o una lampada degli anni Sessanta qui, sotto le Luci di Pistoletto, è il modo più torinese di fare i regali.
Cosa comprare a Torino a Natale?
Il criterio è lo stesso con cui si sceglie un oggetto di design: materiale vero, lavorazione leggibile, una forma che regge anche dopo l’Epifania. A Torino questo significa modernariato e grafica d’epoca al Balon, libri d’arte e cataloghi nei bookshop dei musei, il cioccolato e i gianduiotti delle storiche confetterie del centro, che a dicembre allestiscono vetrine curate come piccole scenografie. Evitare il kitsch dei gadget luminosi è facile: la città offre di meglio.
Dove dormire a Torino se si ama il design?
L’indirizzo più coerente con il percorso è l’NH Collection Torino Piazza Carlina, in piazza Carlo Emanuele II 15: un edificio della metà del Seicento, nato come Regio Albergo di Virtù per avviare al lavoro i giovani poveri, dove abitò Antonio Gramsci dal 1913 al 1915. La ristrutturazione contemporanea ruota intorno a una corte e due terrazze sul tetto, e la piazza ospita l’opera di Nicola De Maria. Chi vuole prolungare il viaggio nelle Langhe trova ispirazione nella nostra selezione di cantine di design in Italia, o in quella delle più belle spa di design.
Per un confronto con il Natale alpino, la redazione ha raccontato i mercatini di Bolzano, mentre a un’ora di treno c’è il Natale lombardo dei mercatini di Milano.
Domande frequenti su Luci d’Artista e il Natale a Torino
Quando sono accese le Luci d’Artista 2026?
Dal 23 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027. È la ventinovesima edizione della manifestazione, nata nel 1998.
Le Luci d’Artista sono gratuite?
Sì. Le opere sono installate in strade, piazze e giardini pubblici e si vedono liberamente la sera. A pagamento sono solo musei e servizi come l’ascensore panoramico della Mole.
Quante sere servono per vedere le Luci d’Artista?
Due sere sono l’ideale: una per il centro e il Po, a piedi, una per i quartieri come Porta Palazzo, piazza Risorgimento e Italia ’61, con la metropolitana o i mezzi pubblici.
Dove sono i mercatini di Natale a Torino?
Nelle ultime edizioni il Villaggio di Natale si è tenuto in piazza Solferino. Per l’antiquariato e il modernariato c’è il Balon di Borgo Dora, ogni sabato, e il Gran Balon la seconda domenica del mese.
Le Luci d’Artista sono visibili dopo Natale?
Sì, restano accese fino al 10 gennaio 2027, quindi anche a Capodanno e nei giorni dell’Epifania.

