Studio ABCPLUS, il progetto come racconto corale: intervista all'Architetto Andrea Frate

Studio ABCPLUS, il progetto come racconto corale: intervista all'Architetto Andrea Frate

Con sede a Verona, ABCPLUS è un laboratorio di progettazione che si muove con naturalezza tra diverse scale d’intervento, distinguendosi per un approccio analitico e creativo al tempo stesso. Recentemente inserito da Archi&Interior nella nostra esclusiva selezione dei Migliori Studi di Architettura di Verona, lo studio vanta un portfolio eclettico che spazia dal residenziale di pregio al settore commerciale, fino alla progettazione di uffici e strutture dedicate all’hotellerie.

A questa solida esperienza in ambiti diversificati, ABCPLUS ha saputo affiancare negli ultimi anni una forte e specifica competenza nella progettazione di impianti sportivi, affrontando la complessità tecnica e normativa di queste strutture con la stessa sensibilità estetica che riserva agli interni più ricercati. 

Abbiamo incontrato Andrea Frate, uno dei cinque architetti soci di questa realtà, che oggi conta un team di 15 collaboratori, per approfondire dall’interno il funzionamento dello studio: una struttura dinamica in cui il lavoro collettivo diventa uno strumento concreto per governare la complessità progettuale e tradurla in soluzioni architettoniche eleganti, funzionali e coerenti.

“The Loop” – Progetto per il nuovo municipio di Istanbul

Andrea, ABCPLUS è stato inserito da Archi&Interior tra le eccellenze di Verona. Cosa significa per voi rappresentare l’architettura di qualità in un territorio così dinamico?

Essere riconosciuti in un territorio come quello veronese, dove la storia dialoga costantemente con l’innovazione, è per noi un grande orgoglio. Significa interpretare l’architettura come un servizio alla comunità: la qualità, per ABCPLUS, non è solo estetica, ma precisione tecnica e capacità di ascolto. Vogliamo che ogni nostro progetto sia un pezzo di futuro ben innestato nel tessuto locale.

Oggi coordinate un team numeroso di professionisti. In che modo questa struttura “corale” influenza il processo creativo?

La nostra forza risiede nella verticalità delle competenze dei soci, che poi si riflette su tutto il team. Ci dividiamo i compiti in modo netto: c’è chi si dedica all’architettura pura, chi si focalizza sull’interior design, chi governa i complessi aspetti normativi e chi, invece, oltre alla progettazione cura anche la parte commerciale e di marketing.

Tuttavia, il nostro segreto è il costante “incrocio” di queste specializzazioni. Questa coralità ci permette di governare la complessità da ogni angolazione: un progetto non nasce mai solo come “bello”, ma come una soluzione tecnicamente solida, normativamente ineccepibile e coerente con il mercato.

“Contemporary Rural” – Villa privata a Verona

Recentemente avete sviluppato una competenza molto forte negli impianti sportivi. Com’è nata questa specializzazione?

È nata da una passione autentica che respiriamo quotidianamente: in studio siamo quasi tutti appassionati di sport; alcuni di noi lo praticano a livello agonistico e non è raro, entrando nei nostri uffici, “inciampare” in una bicicletta. Spinti da questo interesse, abbiamo iniziato a partecipare ad alcuni concorsi di progettazione specifici. La vittoria di uno di questi è stata la scintilla che ci ha permesso di approfondire tecnicamente la materia e ha dato ufficialmente il via alla nostra attività in questa direzione.

Esiste un elemento tipico dello sport che siete riusciti a “trasferire” negli altri settori in cui operate?

Certamente. Per quanto riguarda gli uffici e il settore business, abbiamo mutuato dallo sport il concetto di dinamismo e flessibilità: spazi che cambiano e incoraggiano il movimento. Nel residenziale, questo si traduce in una progettazione ‘sartoriale’ dove nulla è lasciato al caso: l’integrazione tra estetica e tecnica diventa invisibile ma fondamentale

“Just Play” – Campus sportivo per 3A Brands ad Affi – Render e opere in costruzione

Come riuscite a far sì che i vincoli tecnici e normativi non diventino un limite alla creatività?

In ABCPLUS vediamo il vincolo come un generatore di forma. Le normative o i requisiti di sicurezza sono le “regole del gioco”. La nostra creatività si esprime nel trovare soluzioni eleganti all’interno di questi confini, trasformando la necessità tecnica in un segno architettonico distintivo.

Nel settore degli uffici e del commerciale, come progettate spazi che sappiano evolversi nel tempo?

Progettiamo per scenari. Utilizziamo sistemi modulari e un’impiantistica intelligente che permette di riconfigurare gli spazi con interventi minimi. Un ufficio deve essere un “hardware” resiliente capace di ospitare modi di lavorare in continua evoluzione.

Qual è l’approccio di ABCPLUS nel definire l’identità di una struttura ricettiva di alto livello?

Oltre al rispetto del genius loci, che per molti è un concetto assodato, abbiamo un approccio molto pragmatico: l’hotel, oltre che bello, deve essere redditizio. Per questo motivo dialoghiamo costantemente con consulenti specializzati nel settore hospitality. L’obiettivo è bilanciare l’emozione del design con l’efficienza gestionale, garantendo un investimento solido per la committenza.

“Hillflow Luxury Resort & Residences” – Bali, Indonesia

Qual è il dettaglio architettonico che non manca mai in una casa firmata dal vostro studio?

Oltre alla ricerca della luce naturale e alla connessione visiva tra interno ed esterno, puntiamo molto sulla artigianalità dei materiali. Non manca mai un elemento custom, spesso un arredo fisso o una scala, che funge da “perno” della casa. Ci piace inoltre lavorare sui percorsi: il modo in cui ci si muove tra le stanze deve raccontare una storia di scoperta graduale dello spazio, dove ogni soglia è studiata per cambiare la percezione dell’ambiente.

Andrea, ci sono dei progetti dello studio a cui sei particolarmente legato?

Ogni percorso creativo vive momenti di ispirazione e altri di impasse. Ho amato e odiato forse tutti i progetti che ho realizzato. Mi piace citare l’interior di una residenza situata proprio di fronte all’Arena di Verona. Seguire i lavori di cantiere guardando così da vicino uno dei monumenti più famosi al mondo, anche se per noi veronesi è familiare, è stata un’esperienza impagabile.

Un altro progetto fondamentale è l’installazione MEDIF, la mostra in ricordo degli esuli istriani che abbiamo realizzato presso il Vittoriano a Roma. È un intervento ambizioso, tuttora attivo, che ha ricevuto il plauso del Ministro della Cultura Giuli e del Presidente della Repubblica Mattarella. Portare la nostra sensibilità architettonica in un contesto istituzionale così prestigioso è stato un momento di grande orgoglio per tutto lo studio.

“Medif” – la mostra in ricordo degli Esuli Istriani al Vittoriano di Roma

Verona ha molte aree che attendono una nuova vita. Come immagina ABCPLUS il recupero dei vuoti urbani della vostra città?

Immaginiamo una Verona che sappia ricucire i propri strappi senza necessariamente aggiungere nuovo cemento. Per ABCPLUS, il recupero dei vuoti urbani, dalle ex aree industriali ai complessi dismessi, deve passare attraverso la rifunzionalizzazione intelligente.

Non servono nuovi “monumenti” isolati, ma innesti capaci di generare vita: spazi dove l’attività sportiva, il verde pubblico e i servizi per il cittadino si mescolino in modo fluido. Vediamo questi vuoti come grandi opportunità per sperimentare un’architettura sostenibile e tecnologicamente avanzata, che sappia però mantenere quel carattere materico e quella cura del dettaglio che contraddistingue il nostro DNA.

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