Donne Del Design: 30 donne italiane da seguire nel 2026

Il design non è mai solo una questione di forme, materiali o tendenze. È un linguaggio culturale, un modo di leggere il presente e di immaginare come cambieranno gli spazi in cui viviamo, lavoriamo, ci incontriamo, ci riconosciamo. Dentro questo linguaggio, le donne hanno avuto e continuano ad avere un ruolo decisivo: come architette, progettiste, …

Il design non è mai solo una questione di forme, materiali o tendenze. È un linguaggio culturale, un modo di leggere il presente e di immaginare come cambieranno gli spazi in cui viviamo, lavoriamo, ci incontriamo, ci riconosciamo. Dentro questo linguaggio, le donne hanno avuto e continuano ad avere un ruolo decisivo: come architette, progettiste, product designer, interior designer, creative director, curatrici, imprenditrici, home stager, ricercatrici e interpreti sensibili dei nuovi bisogni dell’abitare.

Con questo articolo inauguriamo Donne Del Design, una nuova rubrica di Archi&Interiors dedicata alle professioniste che stanno contribuendo a costruire la cultura contemporanea del progetto. Non una classifica, non un elenco definitivo, ma un osservatorio aperto su percorsi, visioni e linguaggi che meritano attenzione.

Questo primo appuntamento raccoglie 30 donne italiane da seguire nel 2026: figure diverse per generazione, ambito, stile e approccio, accomunate dalla capacità di dare forma a un’idea più ampia di design. Alcune lavorano sul prodotto, altre sull’architettura, sugli interni, sulle superfici, sulla valorizzazione immobiliare, sulla curatela o sulla comunicazione visiva. Il loro lavoro racconta un sistema progettuale plurale, in cui la qualità non passa soltanto dall’estetica, ma dalla capacità di leggere i cambiamenti sociali, culturali e abitativi del nostro tempo.

La selezione nasce da uno sguardo editoriale orientato alla qualità del percorso, alla coerenza della ricerca, alla forza del linguaggio progettuale e alla capacità di aprire nuove prospettive sul mondo dell’abitare. Abbiamo scelto profili autorevoli, innovativi o particolarmente significativi per comprendere dove sta andando il progetto italiano oggi: verso una maggiore attenzione alla materia, alla sostenibilità, all’identità degli spazi, alla relazione tra casa e benessere, alla contaminazione tra discipline, alla narrazione del prodotto e alla presenza femminile nei luoghi in cui il design si pensa, si produce e si racconta.

Donne Del Design nasce da qui: dalla volontà di dare continuità a un racconto necessario, capace di andare oltre la celebrazione occasionale e di costruire, appuntamento dopo appuntamento, una mappa viva delle professioniste che stanno lasciando un segno nel mondo dell’architettura, dell’interior e del design contemporaneo.

Donne Del Design: 30 profili di progettiste italiane da seguire nel 2026

Dalle architette alle product designer, dalle interior designer alle professioniste che lavorano su superfici, allestimenti, comunicazione visiva, ricerca materica e nuove forme dell’abitare: questa prima selezione di Donne Del Design nasce come una mappa aperta del progetto italiano contemporaneo.

Non segue un ordine gerarchico e non vuole costruire una classifica. Al contrario, mette in relazione percorsi diversi, generazioni diverse e modi differenti di intendere il design: come spazio, come oggetto, come linguaggio, come responsabilità culturale, come racconto domestico e collettivo.

Paola Navone – architetta, designer e art director

Donne Del Design 30 donne italiane da seguire nel 2026 - Paola Navone

Paola Navone è una figura libera, trasversale e profondamente riconoscibile del design italiano. Architetta, designer, interior designer e art director, ha costruito nel tempo un linguaggio aperto al viaggio, all’artigianato, alla contaminazione culturale e alla capacità degli oggetti di custodire storie. Il suo lavoro attraversa arredo, interni, installazioni, styling e direzione creativa con una naturalezza rara.

È una presenza importante in questa selezione perché rappresenta un modo di progettare non rigido, non accademico, capace di muoversi tra alto e quotidiano, tra industria e manifattura, tra memoria e libertà. Navone ha contribuito a rendere il design italiano più aperto, più poroso, più capace di accogliere imperfezione, colore, materia e provenienze diverse. Seguirla significa osservare un pensiero progettuale che continua a sottrarsi alle formule.

Cristina Celestino – architetta, designer e creative director

Donne Del Design 30 donne italiane da seguire nel 2026 - Cristina Celestino

Cristina Celestino rappresenta una delle voci più raffinate del design italiano contemporaneo. Il suo lavoro si muove tra product design, interni, hospitality, allestimenti e direzione creativa, con una cifra estetica costruita su riferimenti colti, attenzione al dettaglio, uso sensibile del colore e dialogo costante con la storia delle arti decorative.

Nei suoi progetti la decorazione non è mai semplice ornamento. Diventa linguaggio, profondità, memoria, costruzione di atmosfera. Celestino lavora su oggetti e spazi che sembrano appartenere a un immaginario preciso, dove la femminilità non è tema dichiarato ma sensibilità progettuale, capacità di osservare dettagli, proporzioni, materiali e rituali dell’abitare. È una figura da seguire perché tiene insieme ricerca estetica, cultura visiva e precisione architettonica.

Elena Salmistraro – product designer, artista e illustratrice

Elena Salmistraro product designer italiani

Elena Salmistraro porta nel design italiano un immaginario potente, figurativo e fortemente espressivo. Product designer, artista e illustratrice, lavora su oggetti, superfici, arredi e figure che sembrano appartenere a un universo simbolico personale, abitato da colore, segno grafico, materia e narrazione.

Il suo lavoro è importante perché non cerca la neutralità. In un contesto in cui molti progetti tendono alla sottrazione, Salmistraro sceglie la presenza, il carattere, l’immagine, talvolta l’eccesso controllato. I suoi oggetti hanno una forza quasi totemica: non occupano semplicemente uno spazio, lo attivano. È una designer da seguire perché ricorda che il progetto può ancora essere visione, energia, racconto e identità visiva.

Francesca Perani – architetta, interior designer e visual designer

Francesca Perani architect

Francesca Perani è una delle figure più interessanti da seguire per comprendere come l’architettura possa oggi dialogare con l’interior design, la grafica, il branding e l’attivismo culturale. Il suo lavoro non si limita alla progettazione dello spazio, ma costruisce identità visive complete, dove colore, segno, materia e messaggio diventano parte di una stessa narrazione.

Nel suo approccio c’è una libertà rara: gli interni non sono mai neutri, ma luoghi espressivi, comunicativi, capaci di prendere posizione. Perani lavora su una progettazione vivace, ironica, inclusiva, spesso lontana dai codici più convenzionali del minimalismo architettonico. È anche tra le fondatrici di RebelArchitette, progetto che ha contribuito a riportare al centro del dibattito italiano la visibilità delle donne nell’architettura.

Sara Ricciardi – designer, artista e autrice di installazioni

Sara Ricciardi Studio

Sara Ricciardi interpreta il design come un territorio narrativo, sensoriale e simbolico. Il suo lavoro attraversa prodotto, installazione, art direction, performance e progettazione esperienziale, con una forte attenzione alla dimensione emotiva degli oggetti e degli spazi.

Nei suoi progetti il design non è mai soltanto funzione. È racconto, rito, gesto, relazione tra corpo e ambiente. Questa capacità di trasformare il progetto in esperienza la rende una voce particolarmente significativa nel panorama italiano contemporaneo. Ricciardi porta nel design una componente poetica e teatrale, senza perdere la concretezza del fare: i suoi lavori parlano di materia, memoria, immaginazione e presenza.

Federica Biasi – product designer e art director

federica biasi

Federica Biasi rappresenta una direzione molto attuale del design italiano: essenziale, morbida, misurata, ma mai fredda. Il suo lavoro si concentra sulla qualità delle proporzioni, sulla tattilità dei materiali e su un’idea di oggetto capace di entrare nella quotidianità senza imporsi.

La sua ricerca è interessante perché si muove lontano dall’effetto immediato. Nei suoi progetti la forza non nasce dal gesto spettacolare, ma dall’equilibrio tra forma, funzione e atmosfera. Biasi lavora su arredi e complementi che raccontano una nuova sobrietà del progetto: più silenziosa, più precisa, più vicina ai bisogni reali dell’abitare contemporaneo.

Chiara Andreatti – designer e creative director

Donne Del Design 30 donne italiane da seguire nel 2026 - CHIARA ANDREATTI

Chiara Andreatti lavora su un design colto, materico e profondamente legato alla qualità del dettaglio. Il suo percorso attraversa arredo, tessile, oggetto, allestimento e direzione creativa, con un linguaggio misurato, elegante e riconoscibile.

Nei suoi progetti la materia ha sempre un ruolo centrale. Legno, ceramica, tessuti, metalli e superfici non sono semplici componenti estetiche, ma strumenti per costruire atmosfere. Andreatti racconta un modo di progettare che non cerca il rumore visivo, ma la durata, la coerenza, la precisione. È una figura da seguire perché interpreta una sensibilità italiana molto contemporanea: discreta, raffinata, attenta al dialogo tra artigianato e industria.

Serena Confalonieri – product, graphic e textile designer

Donne Del Design Serena Confalonieri

Serena Confalonieri porta nel design una forte cultura del colore, del segno e della superficie. Il suo lavoro si muove tra product design, grafica, textile design, installazioni e progetti speciali, costruendo un linguaggio visivo immediato ma mai superficiale.

La sua ricerca mostra quanto il design contemporaneo non possa più essere letto soltanto attraverso la forma dell’oggetto. Conta anche il ritmo, la texture, il pattern, la capacità di generare immaginari. Nei suoi progetti il colore diventa struttura, identità, narrazione. È una progettista interessante perché lavora su quel confine fertile in cui prodotto, decorazione e comunicazione visiva si incontrano.

Elisa Passino – surface, tile e color designer

Donne Del Design Elisa Passino

Elisa Passino è una figura da seguire per comprendere il ruolo sempre più centrale delle superfici nel progetto contemporaneo. Il suo lavoro si concentra su colore, pattern, ceramica, rivestimenti e linguaggi visivi applicati agli interni.

In un momento in cui pareti, pavimenti e materiali di finitura non sono più elementi secondari, ma veri strumenti di identità spaziale, il suo profilo diventa particolarmente interessante. Passino lavora sulla superficie come se fosse una pelle progettuale: qualcosa che definisce il carattere di un ambiente, ne orienta la percezione e costruisce un rapporto diretto tra spazio, colore e sensibilità abitativa.

Maddalena Selvini – designer e ricercatrice materica

Donne Del Design Maddalena Selvini

Maddalena Selvini porta nel design una ricerca legata alla materia, alla sperimentazione e ai processi produttivi. Il suo lavoro si colloca in una zona interessante tra product design, set design, food design e indagine sui materiali, con un approccio che guarda al progetto come pratica di trasformazione.

È una designer da seguire perché rappresenta una generazione attenta non solo alla forma finale dell’oggetto, ma anche alla sua origine, alla sua composizione, al suo ciclo di vita e alle possibilità nascoste dentro materiali meno convenzionali. La sua ricerca parla di sostenibilità, ma senza ridurla a formula comunicativa: la porta dentro il processo, nella fisicità stessa del progetto.

Chiara Lionello – architetta, designer e ricercatrice

Chiara Lionello

Chiara Lionello appartiene a quella nuova generazione di progettiste italiane che lavora in modo trasversale tra architettura, interni, prodotto, exhibition design e ricerca. Il suo profilo è interessante perché non separa rigidamente le discipline, ma le attraversa con uno sguardo sperimentale.

Il suo lavoro riflette una sensibilità contemporanea, attenta al rapporto tra spazio, oggetto e percezione. È una figura da osservare perché rappresenta bene una direzione sempre più presente nel design italiano: meno legata alle categorie tradizionali e più vicina a una pratica fluida, in cui il progetto diventa dispositivo culturale, visivo e spaziale.

Francesca Lanzavecchia – industrial designer e ricercatrice

Francesca Lanzavecchia

Francesca Lanzavecchia lavora su un design che mette al centro il corpo, la cura, l’autonomia e le trasformazioni della vita quotidiana. La sua ricerca, sviluppata anche attraverso il percorso di Lanzavecchia + Wai, affronta temi legati all’accessibilità, alla fragilità, alla relazione tra persone e oggetti.

Il suo contributo è importante perché sposta il design fuori dalla sola dimensione estetica, riportandolo alla sua funzione più profonda: migliorare gesti, possibilità, relazioni. Nei suoi progetti l’oggetto non è mai solo un elemento d’arredo, ma uno strumento di interazione con il mondo. È una progettista da seguire per chi cerca un design empatico, intelligente e realmente necessario.

Giorgia Zanellato – product designer e ricercatrice del materiale

Giorgia Zanellato

Giorgia Zanellato lavora su un design che intreccia memoria, territorio, artigianato e ricerca materica. Il suo percorso, anche all’interno dello studio Zanellato/Bortotto, racconta una progettazione attenta alle superfici, ai colori, ai processi e alle stratificazioni culturali degli oggetti.

Nei suoi lavori il materiale non è mai soltanto supporto, ma diventa racconto. Tessuti, finiture, trame e lavorazioni costruiscono un legame tra progetto contemporaneo e saperi tradizionali, senza nostalgia. È una designer da seguire perché interpreta bene una delle direzioni più interessanti del design italiano: il ritorno alla materia come luogo di identità, ricerca e innovazione.

Elisa Ossino – architetta, interior designer e set designer

Elisa Ossino

Elisa Ossino lavora su un’idea di spazio costruita attraverso equilibrio, geometria, luce e composizione. Il suo percorso attraversa architettura, interior design, product design e set design, con una cifra visiva molto precisa: ambienti rarefatti, oggetti selezionati, cromie calibrate, superfici pensate come elementi di una scena silenziosa ma estremamente controllata.

Il suo lavoro è interessante perché porta l’interior design fuori dalla semplice logica decorativa. Ogni spazio appare come una composizione architettonica, quasi pittorica, dove nulla è casuale e ogni elemento partecipa alla costruzione di un’atmosfera. Ossino è una figura da seguire perché interpreta l’abitare come linguaggio visivo: uno spazio in cui materia, luce e oggetto diventano strumenti di racconto.

Alessandra Baldereschi – designer di prodotto, luce e oggetti decorativi

Alessandra Baldereschi

Alessandra Baldereschi porta nel design italiano una dimensione poetica, leggera e profondamente immaginifica. Il suo lavoro si muove tra arredo, illuminazione, oggetti decorativi e accessori per la casa, con una sensibilità capace di trasformare anche il complemento più piccolo in una presenza narrativa.

Nei suoi progetti convivono ironia, memoria, delicatezza e attenzione al gesto quotidiano. La sua ricerca è interessante perché restituisce valore all’oggetto domestico come elemento affettivo, non solo funzionale. Baldereschi racconta un design capace di abitare la casa con discrezione, ma anche con carattere: un design che non rinuncia alla fantasia, alla leggerezza e alla capacità degli oggetti di creare relazione.

Monica Graffeo – designer e direttrice creativa

Monica Graffeo

Monica Graffeo rappresenta una progettualità concreta, essenziale e molto attenta all’uso reale degli oggetti e degli spazi. Il suo lavoro attraversa product design, space design e direzione creativa, con un approccio che mette insieme semplicità formale, attenzione alla funzione e sensibilità per il benessere quotidiano.

È una figura da seguire perché interpreta il design come strumento di equilibrio. Nei suoi progetti non c’è ricerca dell’effetto, ma una volontà precisa di costruire soluzioni durevoli, accessibili, intelligenti. Graffeo lavora su oggetti e ambienti che accompagnano la vita, senza sovrastarla: una direzione particolarmente attuale in un momento in cui il progetto torna a interrogarsi sulla qualità dell’esperienza domestica.

Ilaria Marelli – architetta, designer e consulente creativa

Ilaria Marelli

Ilaria Marelli lavora da anni su una progettazione trasversale, capace di unire architettura, product design, interni, allestimenti, consulenza strategica e ricerca. Il suo profilo è interessante perché non appartiene a una sola categoria: attraversa il progetto con uno sguardo ampio, che tiene insieme forma, funzione, impresa e cultura dell’abitare.

Nel suo lavoro emerge una forte attenzione alla relazione tra persone, spazi e comportamenti. Marelli interpreta il design non solo come produzione di oggetti, ma come costruzione di sistemi, esperienze e scenari. È una figura da seguire perché rappresenta bene una professionalità contemporanea, capace di muoversi tra creatività, metodo e lettura dei cambiamenti sociali.

Lorenza Bozzoli – designer tra arredo, moda e décor

Lorenza Bozzoli

Lorenza Bozzoli porta nel design una sensibilità decorativa, teatrale e sofisticata, maturata anche attraverso il dialogo con il mondo della moda. Il suo lavoro attraversa arredo, complementi, oggetti e collezioni dal carattere fortemente identitario, in cui colore, materia e silhouette costruiscono un’estetica riconoscibile.

La sua ricerca è interessante perché mostra quanto il décor possa essere un terreno progettuale colto, non semplicemente ornamentale. Bozzoli lavora su oggetti che hanno presenza, personalità, talvolta una dimensione quasi scenica. È una designer da seguire perché restituisce al progetto domestico una componente espressiva e sensuale, in dialogo con artigianato, arti applicate e cultura visiva.

Arianna Lelli Mami – interior designer e creative director

Arianna Lelli Mami

Arianna Lelli Mami, cofondatrice di Studiopepe, è una delle protagoniste di una stagione del design italiano in cui interior, prodotto, art direction e immaginario visivo dialogano in modo sempre più stretto. Il suo lavoro si distingue per una sensibilità sofisticata, stratificata e sensoriale, capace di costruire spazi fortemente identitari senza perdere misura.

Attraverso Studiopepe, ha contribuito a definire un’estetica contemporanea fatta di materia, colore, atmosfera, riferimenti artistici e attenzione alla narrazione degli ambienti. È una figura da seguire perché interpreta l’interior design come costruzione culturale, non come semplice composizione di arredi: ogni progetto diventa un racconto visivo, materico e simbolico.

Chiara Di Pinto – interior designer e creative director

Chiara Di Pinto

Chiara Di Pinto, cofondatrice di Studiopepe insieme ad Arianna Lelli Mami, lavora su un’idea di progetto capace di tenere insieme ricerca estetica, identità degli spazi e direzione creativa. Il suo percorso si muove tra interni, product design, retail, installazioni e consulenza per brand, con un linguaggio riconoscibile per stratificazione, colore e cura dell’atmosfera.

Il suo lavoro è significativo perché mostra come l’interior contemporaneo non sia più soltanto progettazione di ambienti, ma costruzione di immaginari. Spazio, oggetto, luce, materia e comunicazione diventano parti di un’unica esperienza. Di Pinto è una figura da seguire per comprendere come il design italiano stia lavorando sempre di più sulla relazione tra progetto, racconto e identità visiva.

Marta Sala – imprenditrice e figura del collectible design italiano

Marta Sala

Marta Sala occupa una posizione particolare nel panorama del design italiano. Non va letta soltanto come designer, ma come figura capace di lavorare sulla cultura del collectible design, sull’arredo d’autore e sulla relazione tra progettisti, artigianato e produzione contemporanea.

Con il suo lavoro ha costruito un universo fatto di pezzi d’arredo, materiali preziosi, collaborazioni progettuali e una precisa idea di eleganza domestica. È una figura da seguire perché racconta un lato importante del design italiano: quello che non si limita alla produzione seriale, ma lavora sulla qualità del pezzo, sulla durata, sulla cura esecutiva e sulla possibilità dell’arredo di diventare oggetto culturale.

Roberta Borrelli – architetta, interior designer e fondatrice di Make Your Home

Roberta Borrelli

Roberta Borrelli è una figura interessante perché lavora nel punto di incontro tra interior design, cultura dell’abitare e comunicazione del progetto. Con Make Your Home ha costruito un linguaggio riconoscibile, capace di raccontare la casa non solo come spazio estetico, ma come luogo personale, narrativo e identitario.

Il suo profilo è utile in questa selezione perché avvicina il design a un pubblico più ampio senza banalizzarlo. Nei suoi contenuti e nei suoi progetti emerge l’idea che abitare significhi scegliere, interpretare, costruire un rapporto consapevole con gli spazi. È una professionista da seguire per comprendere come l’interior design possa diventare anche racconto, educazione visiva e cultura quotidiana.

Rachele Biancalani – architetta e interior designer

Rachele Biancalani

Rachele Biancalani porta nella selezione il tema della casa reale, della ristrutturazione, degli interni residenziali e della relazione concreta con chi abita gli spazi. Il suo lavoro si concentra su ambienti domestici curati, luminosi, funzionali, spesso costruiti attraverso un equilibrio tra eleganza contemporanea, comfort e personalizzazione.

È una figura da seguire perché rappresenta una dimensione molto importante dell’interior design italiano: quella che non vive soltanto nelle installazioni o nei grandi progetti contract, ma nelle case, nelle scelte quotidiane, nei percorsi di trasformazione degli spazi privati. Il suo approccio racconta un’idea di progetto vicina alle persone, attenta alla vita domestica e alla qualità dell’abitare.

Gaia Miacola – architetta e interior designer

gaia miacola donne del design

Gaia Miacola rappresenta una figura interessante nel panorama dell’interior design italiano contemporaneo, soprattutto per il modo in cui riesce a rendere il progetto accessibile senza svuotarlo di qualità. Il suo lavoro si muove tra consulenza, progettazione di interni, racconto visivo e relazione diretta con chi desidera trasformare la propria casa in uno spazio più coerente, funzionale e personale.

È una professionista da seguire perché interpreta bene una delle direzioni più attuali dell’abitare: il bisogno di orientamento. Oggi molte persone non cercano solo ambienti belli, ma spazi capaci di rispondere a esigenze concrete, estetiche e quotidiane. Miacola lavora proprio su questo confine, tra progetto e divulgazione, aiutando a leggere la casa come luogo di identità, equilibrio e possibilità.

Fosca De Luca – home stager e real estate strategist

Fosca De Luca donne del design

Fosca De Luca porta nella rubrica una categoria progettuale spesso sottovalutata, ma sempre più centrale: l’home staging. Il suo lavoro si colloca nel punto di incontro tra interior design, valorizzazione immobiliare, marketing e percezione dello spazio. Non si tratta soltanto di “preparare una casa” per venderla o affittarla, ma di costruire una narrazione visiva capace di rendere un immobile più leggibile, desiderabile e competitivo.

È una figura da seguire perché racconta un’evoluzione concreta delle professioni dell’abitare. In un mercato immobiliare sempre più selettivo, il progetto non riguarda solo la casa vissuta, ma anche la casa presentata, interpretata, comunicata. De Luca lavora su questo tema con un approccio professionale e formativo, contribuendo a dare dignità e struttura a un ambito che unisce estetica, strategia e comportamento d’acquisto.

Benedetta Tagliabue – architetta

Benedetta Tagliabue donne del design

Benedetta Tagliabue è una delle architette italiane più autorevoli nel panorama internazionale. Alla guida dello studio EMBT, fondato con Enric Miralles, ha sviluppato un linguaggio architettonico complesso, narrativo e profondamente legato al contesto. Il suo lavoro attraversa architettura, spazio pubblico, paesaggio, interni e installazioni, con una sensibilità capace di tenere insieme memoria, materia e vita collettiva.

È una figura necessaria in questa selezione perché rappresenta un’idea di architettura non riducibile all’immagine dell’edificio. Nei suoi progetti lo spazio diventa organismo, intreccio, relazione con il luogo e con le persone. Tagliabue mostra come l’architettura possa essere insieme poetica e urbana, radicata e sperimentale, capace di costruire luoghi che non si impongono soltanto per forma, ma per intensità culturale.

Maria Porro – imprenditrice e voce del sistema design italiano

Maria Porro donne del design

Maria Porro non va letta come designer in senso stretto, ma come una figura centrale per comprendere il sistema del design italiano contemporaneo. Imprenditrice, presidente del Salone del Mobile.Milano e interprete di una filiera che unisce industria, cultura del prodotto, internazionalizzazione e identità del Made in Italy, rappresenta una presenza fondamentale nel racconto del progetto oggi.

Inserirla in Donne Del Design significa allargare lo sguardo oltre l’autorialità individuale. Il design non è fatto solo da chi disegna oggetti o spazi, ma anche da chi costruisce piattaforme, relazioni, visioni industriali e occasioni culturali. Porro racconta il ruolo delle donne nei luoghi decisionali del design: quelli in cui si definiscono strategie, linguaggi, mercati e direzioni future del settore.

Domitilla Dardi – storica, curatrice e critica del design

Domitilla Dardi

Domitilla Dardi è una figura preziosa per leggere il design non solo come produzione, ma come cultura. Storica, curatrice, autrice e docente, lavora da anni sulla ricerca, sulla divulgazione e sulla costruzione di percorsi critici legati al progetto contemporaneo. Il suo profilo è fondamentale perché ricorda quanto il design abbia bisogno di essere interpretato, raccontato, studiato e messo in relazione con la società.

È una professionista da seguire perché offre strumenti di lettura. In un panorama spesso dominato dall’immagine veloce, dalla novità e dalla comunicazione istantanea, il suo lavoro restituisce profondità al progetto. Dardi aiuta a comprendere genealogie, linguaggi, trasformazioni e responsabilità del design, rendendo visibile quella dimensione culturale senza la quale anche l’oggetto più interessante rischia di restare superficie.

Matilde Cassani – architetta, artista e designer

Matilde Cassani

Matilde Cassani è una figura particolarmente interessante perché lavora in un territorio di confine tra architettura, arte, installazione e ricerca culturale. Il suo lavoro non si limita alla progettazione dello spazio in senso tradizionale, ma indaga riti, simboli, comunità, gesti collettivi e modi diversi di abitare luoghi e identità.

È una professionista da seguire perché porta nel design e nell’architettura una sensibilità laterale, capace di leggere lo spazio come dispositivo sociale e culturale. Nei suoi progetti l’ambiente non è mai soltanto contenitore, ma diventa scena, linguaggio, esperienza. Cassani rappresenta bene una direzione molto contemporanea del progetto italiano: meno legata all’oggetto finito e più interessata alle relazioni che il progetto è in grado di attivare.

Carlotta de Bevilacqua – architetta, designer e imprenditrice della luce

Carlotta de Bevilacqua

Carlotta de Bevilacqua è una figura centrale per raccontare il rapporto tra design, luce, innovazione e cultura industriale italiana. Architetta, designer e imprenditrice, ha legato il proprio percorso alla ricerca sulla luce come materia progettuale, non solo come componente tecnica degli spazi.

Inserirla in Donne Del Design significa dare spazio a un ambito fondamentale dell’abitare contemporaneo: l’illuminazione. La luce definisce il modo in cui percepiamo gli ambienti, gli oggetti, i colori e persino il nostro benessere quotidiano. Il lavoro di de Bevilacqua è interessante perché tiene insieme progetto, tecnologia, sostenibilità, impresa e visione culturale, mostrando come il design possa incidere non solo sulla forma degli oggetti, ma sulla qualità dell’esperienza dello spazio.

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