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	<title>Architettura - Archi &amp; Interiors</title>
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	<description>Archi &#38; Interiors Magazine</description>
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	<title>Architettura - Archi &amp; Interiors</title>
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		<title>Le Corbusier: vita, stile e opere dell’architetto che ha cambiato il modo di abitare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Ceschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le Corbusier è una delle figure che hanno trasformato l’architettura del Novecento in un linguaggio nuovo, radicale e riconoscibile. Il suo nome appartiene alla storia del Movimento Moderno, ma continua a parlare al presente ogni volta che si ragiona sul rapporto tra casa, città, funzione, luce, spazio e vita quotidiana. Architetto, urbanista, teorico, pittore e &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/le-corbusier-vita-stile-opere-architetto-modernismo/">Le Corbusier: vita, stile e opere dell’architetto che ha cambiato il modo di abitare</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="88" data-end="418"><strong data-start="88" data-end="104">Le Corbusier</strong> è una delle figure che hanno trasformato l’architettura del Novecento in un linguaggio nuovo, radicale e riconoscibile. Il suo nome appartiene alla storia del <strong data-start="264" data-end="285">Movimento Moderno</strong>, ma continua a parlare al presente ogni volta che si ragiona sul rapporto tra casa, città, funzione, luce, spazio e vita quotidiana.</p>
<p data-start="420" data-end="699">Architetto, urbanista, teorico, pittore e designer, Le Corbusier ha costruito un’idea di modernità fondata sulla chiarezza delle forme, sull’uso razionale dello spazio e su una visione dell’abitare capace di superare l’ornamento per arrivare alla struttura profonda del progetto.</p>
<p data-start="701" data-end="1191">Nato come <strong data-start="711" data-end="745">Charles-Édouard Jeanneret-Gris</strong>, Le Corbusier attraversa la prima metà del Novecento con uno sguardo insieme tecnico e visionario. Le sue case, i suoi edifici collettivi, i suoi piani urbani e i suoi scritti hanno contribuito a ridefinire il ruolo dell’architettura nella società moderna. La casa diventa organismo, macchina, rifugio, dispositivo spaziale. La città diventa sistema. La luce entra nel progetto come materia. Il cemento armato apre possibilità costruttive nuove.</p>
<p data-start="1193" data-end="1527">Il suo pensiero ha generato capolavori come <strong data-start="1237" data-end="1253">Villa Savoye</strong>, l’<strong data-start="1257" data-end="1292">Unité d’Habitation di Marsiglia</strong>, la <strong data-start="1297" data-end="1342">Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp</strong>, <strong data-start="1344" data-end="1363">Maison La Roche</strong> e il progetto urbano di <strong data-start="1388" data-end="1402">Chandigarh</strong>. Opere diverse tra loro, unite da una tensione comune: dare forma a un’architettura capace di interpretare il proprio tempo.</p>
<p data-start="1529" data-end="2005">Studiare Le Corbusier significa entrare nel cuore della modernità architettonica. Significa comprendere come il progetto possa modificare il modo di abitare, di muoversi nello spazio, di pensare la relazione tra individuo e collettività. La sua opera resta ancora oggi un riferimento centrale per architetti, designer, studenti e appassionati, perché mette insieme metodo, visione, disciplina formale e una domanda essenziale: <strong data-start="1956" data-end="2005">come deve essere lo spazio dell’uomo moderno?</strong></p>
<h2 data-section-id="1nvrvnt" data-start="2007" data-end="2031">Le Corbusier in breve</h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7494" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-biografia.jpg" alt="Le Corbusier biografia" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-biografia.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-biografia-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-biografia-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-biografia-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-biografia-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2033" data-end="2768"><strong data-start="2033" data-end="2053">Nome di nascita:</strong> Charles-Édouard Jeanneret-Gris<br data-start="2084" data-end="2087" /><strong data-start="2087" data-end="2107">Conosciuto come:</strong> Le Corbusier<br data-start="2120" data-end="2123" /><strong data-start="2123" data-end="2135">Nascita:</strong> 6 ottobre 1887, La Chaux-de-Fonds, Svizzera<br data-start="2179" data-end="2182" /><strong data-start="2182" data-end="2192">Morte:</strong> 27 agosto 1965, Roquebrune-Cap-Martin, Francia<br data-start="2239" data-end="2242" /><strong data-start="2242" data-end="2258">Professione:</strong> architetto, urbanista, designer, pittore, teorico e scrittore<br data-start="2320" data-end="2323" /><strong data-start="2323" data-end="2337">Movimento:</strong> Movimento Moderno<br data-start="2355" data-end="2358" /><strong data-start="2358" data-end="2379">Opere principali:</strong> Villa Savoye, Unité d’Habitation di Marsiglia, Cappella di Ronchamp, Maison La Roche, Chandigarh<br data-start="2476" data-end="2479" /><strong data-start="2479" data-end="2497">Temi centrali:</strong> funzionalismo, razionalismo, spazio libero, luce, cemento armato, casa moderna, città contemporanea<br data-start="2597" data-end="2600" /><strong data-start="2600" data-end="2624">Perché è importante:</strong> ha contribuito a definire una nuova idea di architettura, fondata su funzione, struttura, proporzione, vita quotidiana e trasformazione urbana.</p>
<p data-start="2033" data-end="2768">Fonte: <a href="https://www.fondationlecorbusier.fr/en/">Fondation Le Corbusier</a><a href="https://www.archieinteriors.com/architettura/">Architettura &#8211; Archi &amp; Interiors</a></p>
<h2 data-section-id="1tt1l5a" data-start="2770" data-end="2839">Chi era Le Corbusier: vita e formazione dell’architetto modernista</h2>
<figure id="attachment_3441" aria-describedby="caption-attachment-3441" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3441" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2024/10/chi-e-larchitetto-piu-famoso-al-mondo-Le-Corbusier.jpg" alt="chi è l'architetto più famoso al mondo Le Corbusier" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2024/10/chi-e-larchitetto-piu-famoso-al-mondo-Le-Corbusier.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2024/10/chi-e-larchitetto-piu-famoso-al-mondo-Le-Corbusier-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2024/10/chi-e-larchitetto-piu-famoso-al-mondo-Le-Corbusier-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2024/10/chi-e-larchitetto-piu-famoso-al-mondo-Le-Corbusier-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2024/10/chi-e-larchitetto-piu-famoso-al-mondo-Le-Corbusier-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-3441" class="wp-caption-text">Le Corbusier</figcaption></figure>
<p data-start="2841" data-end="3279"><strong data-start="2841" data-end="2901">Le Corbusier nasce il 6 ottobre 1887 a La Chaux-de-Fonds</strong>, città svizzera legata alla tradizione orologiera e alla precisione del lavoro artigianale. Il suo nome di nascita è Charles-Édouard Jeanneret-Gris. Cresce in un ambiente in cui tecnica, manualità e senso della misura fanno parte della cultura quotidiana: un’origine che aiuta a comprendere la sua attenzione per il dettaglio, per la struttura e per la disciplina del progetto.</p>
<p data-start="3281" data-end="3807">La sua formazione inizia nel campo delle arti decorative, ma presto si allarga verso l’architettura, il disegno, la pittura e la teoria. Il giovane Jeanneret osserva l’Europa in trasformazione, viaggia, studia, entra in contatto con culture architettoniche diverse. Comprende che il progetto moderno non può più limitarsi a ripetere forme ereditate dal passato. L’architettura deve misurarsi con la società industriale, con i nuovi materiali, con la produzione, con la vita urbana e con il bisogno di abitazioni più razionali.</p>
<p data-start="3809" data-end="4391">Il trasferimento a Parigi segna una svolta decisiva. La capitale francese è, negli anni tra le due guerre, uno dei centri più fertili della sperimentazione artistica e architettonica europea. Qui Jeanneret matura il proprio linguaggio, lavora sul rapporto tra arte e costruzione, sviluppa il pensiero purista insieme ad Amédée Ozenfant e partecipa alla fondazione della rivista <strong data-start="4187" data-end="4207">L’Esprit Nouveau</strong>. È in questo contesto che prende forma anche il nome <strong data-start="4261" data-end="4277">Le Corbusier</strong>, pseudonimo che userà a partire dal 1920 e che diventerà una delle firme più influenti dell’<a href="https://www.archieinteriors.com/architettura/" target="_blank" rel="noopener">architettura moderna</a>.</p>
<p data-start="4393" data-end="4899">La sua attività non resta mai confinata a una sola disciplina. Le Corbusier progetta edifici, disegna mobili, scrive libri, elabora teorie urbanistiche, dipinge, costruisce manifesti culturali. Questa natura plurale è fondamentale per comprenderne la grandezza: la sua architettura non nasce solo dal cantiere, ma da un sistema di pensiero. Ogni edificio diventa il frammento di una visione più ampia, in cui l’abitare privato, lo spazio collettivo, la città e il paesaggio sono parti di un unico discorso.</p>
<p data-start="4901" data-end="5374">Nel corso della sua carriera, Le Corbusier lavora in Europa, in India, in America Latina e in Giappone, costruendo un’eredità internazionale. La sua figura resta complessa e, in alcuni aspetti, discussa: il suo pensiero urbanistico ha generato entusiasmi e critiche, la sua idea di città razionale è stata interpretata in modi diversi, talvolta anche lontani dalla qualità originaria della sua visione. Ma proprio questa complessità conferma il peso storico del suo lavoro.</p>
<p data-start="5376" data-end="5784">Le Corbusier non è soltanto l’autore di alcuni edifici celebri. È un architetto che ha spostato il modo stesso di pensare l’architettura. Ha trasformato la casa in un tema teorico, la città in un campo di sperimentazione, il mobile in parte integrante del progetto, il cemento armato in linguaggio espressivo. La sua influenza attraversa ancora oggi scuole, studi professionali, mostre, ricerche e dibattiti.</p>
<p data-start="5786" data-end="6245"><strong data-start="5786" data-end="5802">Villa Savoye</strong> continua a essere letta come manifesto della casa moderna. L’<strong data-start="5864" data-end="5886">Unité d’Habitation</strong> resta uno degli esperimenti più radicali sull’abitare collettivo. La <strong data-start="5956" data-end="5980">Cappella di Ronchamp</strong> mostra la capacità di Le Corbusier di superare il rigore geometrico in una forma più plastica, spirituale, quasi scultorea. La sua opera dimostra che il moderno non è stato un solo stile, ma una stagione di domande profonde sul rapporto tra uomo, spazio e società.</p>
<h2 data-section-id="1a0kzbp" data-start="6247" data-end="6321">Lo stile di Le Corbusier: razionalismo, funzione e nuova idea di spazio</h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7495" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-architettura.jpg" alt="Le Corbusier architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="6323" data-end="6802"><strong data-start="6323" data-end="6351">Lo stile di Le Corbusier</strong> nasce da una visione precisa: l’architettura deve rispondere alla vita moderna con forme adeguate al proprio tempo. La casa non è più un contenitore decorato, ma uno spazio organizzato secondo luce, proporzione, funzione, movimento e struttura. Ogni scelta progettuale parte da una domanda concreta: come si abita? Come ci si muove? Come entra la luce? Come può l’edificio dialogare con il suolo, con il paesaggio e con il corpo di chi lo attraversa?</p>
<p data-start="6804" data-end="7280">Il suo linguaggio è associato al <strong data-start="6837" data-end="6853">razionalismo</strong> e al <strong data-start="6859" data-end="6876">funzionalismo</strong>, ma ridurlo a una formula tecnica sarebbe limitante. Le Corbusier lavora con geometrie pure, volumi essenziali, superfici bianche, pilotis, finestre a nastro, tetti giardino, piante libere e facciate svincolate dalla struttura portante. Questi elementi non sono semplici segni estetici: rappresentano una nuova libertà progettuale resa possibile dai materiali moderni, in particolare dal cemento armato.</p>
<p data-start="7282" data-end="7755">La celebre idea della casa come <strong data-start="7314" data-end="7340">“macchina per abitare”</strong> va letta dentro questa prospettiva. Le Corbusier non intende cancellare la dimensione umana della casa, ma affermare che l’abitazione deve funzionare con la precisione di un organismo ben progettato. La modernità, per lui, richiede spazi efficienti, ariosi, luminosi, pensati per migliorare la vita quotidiana. La bellezza non nasce dall’aggiunta decorativa, ma dalla relazione tra proporzione, necessità e ordine.</p>
<p data-start="7757" data-end="8314">Uno dei temi centrali del suo stile è la <strong data-start="7798" data-end="7826">liberazione dello spazio</strong>. La struttura su pilotis solleva l’edificio dal terreno e permette un nuovo rapporto tra costruzione e paesaggio. La pianta libera consente di organizzare gli interni con maggiore flessibilità. La facciata libera separa l’immagine esterna dell’edificio dalla sua struttura portante. La finestra a nastro introduce una luce continua, orizzontale, capace di trasformare la percezione degli ambienti. Il tetto giardino restituisce alla casa una superficie abitabile, aperta, verde, sospesa.</p>
<p data-start="8316" data-end="8854">Questi principi troveranno una formulazione chiara nei <strong data-start="8371" data-end="8413">cinque punti dell’architettura moderna</strong>, ma attraversano tutta la sua opera come una grammatica progettuale. <strong data-start="8483" data-end="8499">Villa Savoye</strong> ne è l’esempio più celebre: una casa bianca, sospesa, geometrica, attraversata dalla luce, costruita come percorso e come manifesto. L’<strong data-start="8635" data-end="8670">Unité d’Habitation di Marsiglia</strong>, invece, applica la riflessione sulla casa alla scala collettiva, immaginando un edificio capace di contenere abitazioni, servizi, spazi comuni e una nuova idea di comunità verticale.</p>
<p data-start="8856" data-end="9398">Accanto alla dimensione razionale, esiste anche un Le Corbusier più plastico e poetico. La <strong data-start="8947" data-end="8992">Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp</strong> mostra un linguaggio diverso, fatto di masse curve, luce filtrata, spessore materico e rapporto intenso con il paesaggio. Qui l’architettura si allontana dalla purezza geometrica delle ville bianche e diventa esperienza sensoriale. Questo passaggio è essenziale per comprendere la sua evoluzione: Le Corbusier non resta fermo a un solo codice, ma attraversa la modernità sperimentando registri differenti.</p>
<p data-start="9400" data-end="9815" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il suo stile, quindi, non coincide solo con il bianco, il cemento, la linea pura o la funzione. È un modo di pensare il progetto come sistema: un equilibrio tra forma e uso, individuo e collettività, tecnica e visione, regola e invenzione. Per questo Le Corbusier continua a essere studiato. La sua architettura non appartiene soltanto al passato, ma continua a interrogare il presente sul significato dell’abitare.</p>
<h2 data-section-id="ineaml" data-start="0" data-end="64">I cinque punti dell’architettura moderna secondo Le Corbusier</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7496" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Cinque-Punti-dellArchitettura-Moderna.jpg" alt="Le Corbusier Cinque Punti dell’Architettura Moderna" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Cinque-Punti-dellArchitettura-Moderna.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Cinque-Punti-dellArchitettura-Moderna-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Cinque-Punti-dellArchitettura-Moderna-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Cinque-Punti-dellArchitettura-Moderna-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Cinque-Punti-dellArchitettura-Moderna-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="66" data-end="472">Tra i contributi più importanti di <strong data-start="101" data-end="117">Le Corbusier</strong> c’è la formulazione dei <strong data-start="142" data-end="184">cinque punti dell’architettura moderna</strong>, un insieme di principi progettuali destinati a diventare una delle sintesi più influenti del Movimento Moderno. Non si tratta di semplici regole compositive, ma di una nuova grammatica dello spazio, resa possibile dall’uso del cemento armato e da una diversa concezione della struttura.</p>
<p data-start="474" data-end="797">Con i cinque punti, Le Corbusier libera l’edificio dai vincoli della muratura tradizionale. La casa può sollevarsi dal terreno, aprirsi alla luce, organizzare gli interni con maggiore flessibilità, trasformare il tetto in superficie abitabile e rendere la facciata un piano più libero, non più dipendente dai muri portanti.</p>
<h3 data-section-id="1guzkaa" data-start="799" data-end="810">Pilotis</h3>
<p data-start="812" data-end="1192">I <strong data-start="814" data-end="825">pilotis</strong> sono pilastri che sollevano l’edificio dal suolo. Questa scelta permette di liberare il piano terra, creare continuità visiva con il paesaggio e dare all’architettura una leggerezza nuova. L’edificio non appare più come una massa chiusa appoggiata al terreno, ma come un volume sospeso, attraversabile, inserito in una relazione più fluida con lo spazio circostante.</p>
<h3 data-section-id="1apypmx" data-start="1194" data-end="1212">Tetto giardino</h3>
<p data-start="1214" data-end="1614">Il <strong data-start="1217" data-end="1235">tetto giardino</strong> restituisce alla casa una superficie abitabile. Invece di essere solo copertura tecnica, il tetto diventa spazio da vivere, terrazza, luogo aperto, possibilità di contatto con l’aria e con il verde. È uno dei punti in cui la visione funzionale di Le Corbusier incontra una dimensione più umana: l’architettura non deve soltanto proteggere, ma migliorare la qualità dell’abitare.</p>
<h3 data-section-id="1xqxsb8" data-start="1616" data-end="1633">Pianta libera</h3>
<p data-start="1635" data-end="2049">La <strong data-start="1638" data-end="1655">pianta libera</strong> nasce dalla separazione tra struttura portante e distribuzione interna. Se i muri non devono più sostenere l’intero edificio, gli ambienti possono essere organizzati con maggiore libertà. Gli spazi diventano più flessibili, aperti, adattabili. È una rivoluzione silenziosa, ma decisiva: l’interno non è più una sequenza rigida di stanze, ma un campo progettuale da modellare in base alla vita.</p>
<h3 data-section-id="1q1ondu" data-start="2051" data-end="2072">Finestra a nastro</h3>
<p data-start="2074" data-end="2407">La <strong data-start="2077" data-end="2098">finestra a nastro</strong> introduce una luce continua, orizzontale, capace di attraversare gli ambienti in modo uniforme. Non è solo una soluzione estetica, ma un modo diverso di pensare il rapporto tra interno ed esterno. La luce diventa materia architettonica, elemento di comfort, strumento per ampliare la percezione dello spazio.</p>
<h3 data-section-id="1eie13h" data-start="2409" data-end="2428">Facciata libera</h3>
<p data-start="2430" data-end="2731">La <strong data-start="2433" data-end="2452">facciata libera</strong> è possibile perché la struttura non dipende più dai muri perimetrali. La facciata può così essere composta come un piano autonomo, più aperto, più leggero, più coerente con il disegno complessivo dell’edificio. Anche in questo caso, la tecnica produce una nuova libertà formale.</p>
<h2 data-section-id="7qji5u" data-start="2733" data-end="2771">Le opere più famose di Le Corbusier</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7498" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Villa-Savoye-.jpg" alt="Le Corbusier Villa Savoye" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Villa-Savoye-.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Villa-Savoye--300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Villa-Savoye--1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Villa-Savoye--768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/Le-Corbusier-Villa-Savoye--370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2773" data-end="3187">Le opere di Le Corbusier raccontano un percorso ampio, attraversato da fasi diverse. Dalle ville puriste degli anni Venti agli edifici collettivi del dopoguerra, dalle architetture religiose ai progetti urbani, ogni lavoro mostra un aspetto della sua ricerca. Alcune opere sono diventate veri manifesti dell’architettura moderna, altre rivelano la sua capacità di sperimentare con materia, luce, scala e paesaggio.</p>
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<tbody data-start="3258" data-end="4241">
<tr data-start="3258" data-end="3405">
<td data-start="3258" data-end="3280" data-col-size="sm"><strong data-start="3260" data-end="3279">Maison La Roche</strong></td>
<td data-col-size="sm" data-start="3280" data-end="3289">Parigi</td>
<td data-col-size="sm" data-start="3289" data-end="3301">1923-1925</td>
<td data-col-size="md" data-start="3301" data-end="3405">Tra le prime opere mature, esprime il rapporto tra arte, spazio domestico e percorso architettonico.</td>
</tr>
<tr data-start="3406" data-end="3503">
<td data-start="3406" data-end="3425" data-col-size="sm"><strong data-start="3408" data-end="3424">Villa Savoye</strong></td>
<td data-col-size="sm" data-start="3425" data-end="3434">Poissy</td>
<td data-col-size="sm" data-start="3434" data-end="3446">1928-1931</td>
<td data-col-size="md" data-start="3446" data-end="3503">Manifesto dei cinque punti dell’architettura moderna.</td>
</tr>
<tr data-start="3504" data-end="3622">
<td data-start="3504" data-end="3530" data-col-size="sm"><strong data-start="3506" data-end="3529">Padiglione Svizzero</strong></td>
<td data-col-size="sm" data-start="3530" data-end="3539">Parigi</td>
<td data-col-size="sm" data-start="3539" data-end="3551">1930-1932</td>
<td data-col-size="md" data-start="3551" data-end="3622">Applica i principi moderni a una residenza collettiva per studenti.</td>
</tr>
<tr data-start="3623" data-end="3736">
<td data-start="3623" data-end="3648" data-col-size="sm"><strong data-start="3625" data-end="3647">Unité d’Habitation</strong></td>
<td data-col-size="sm" data-start="3648" data-end="3660">Marsiglia</td>
<td data-col-size="sm" data-start="3660" data-end="3672">1947-1952</td>
<td data-col-size="md" data-start="3672" data-end="3736">Modello radicale di abitazione collettiva e città verticale.</td>
</tr>
<tr data-start="3737" data-end="3849">
<td data-start="3737" data-end="3764" data-col-size="sm"><strong data-start="3739" data-end="3763">Cappella di Ronchamp</strong></td>
<td data-col-size="sm" data-start="3764" data-end="3775">Ronchamp</td>
<td data-col-size="sm" data-start="3775" data-end="3787">1950-1955</td>
<td data-col-size="md" data-start="3787" data-end="3849">Segna una svolta plastica e spirituale nel suo linguaggio.</td>
</tr>
<tr data-start="3850" data-end="3966">
<td data-start="3850" data-end="3867" data-col-size="sm"><strong data-start="3852" data-end="3866">Chandigarh</strong></td>
<td data-col-size="sm" data-start="3867" data-end="3875">India</td>
<td data-col-size="sm" data-start="3875" data-end="3892">Anni Cinquanta</td>
<td data-col-size="md" data-start="3892" data-end="3966">Grande progetto urbano e istituzionale per una nuova capitale moderna.</td>
</tr>
<tr data-start="3967" data-end="4095">
<td data-start="3967" data-end="3997" data-col-size="sm"><strong data-start="3969" data-end="3996">Convento di La Tourette</strong></td>
<td data-col-size="sm" data-start="3997" data-end="4005">Éveux</td>
<td data-col-size="sm" data-start="4005" data-end="4017">1953-1960</td>
<td data-col-size="md" data-start="4017" data-end="4095">Opera intensa e rigorosa, in dialogo tra vita comunitaria, luce e cemento.</td>
</tr>
<tr data-start="4096" data-end="4241">
<td data-start="4096" data-end="4126" data-col-size="sm"><strong data-start="4098" data-end="4125">Cabanon de Le Corbusier</strong></td>
<td data-col-size="sm" data-start="4126" data-end="4150">Roquebrune-Cap-Martin</td>
<td data-col-size="sm" data-start="4150" data-end="4162">1951-1952</td>
<td data-col-size="md" data-start="4162" data-end="4241">Piccola architettura essenziale, legata al Modulor e alla misura del corpo.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
<h2 data-section-id="1xqoonn" data-start="4243" data-end="4298">Villa Savoye: il manifesto dell’architettura moderna</h2>
<p data-start="4300" data-end="4734">Tra le opere più celebri di Le Corbusier, <strong data-start="4342" data-end="4358">Villa Savoye</strong> occupa un posto centrale. Realizzata a Poissy, vicino Parigi, tra il 1928 e il 1931, è considerata uno dei manifesti più compiuti dell’architettura moderna. La villa sintetizza i cinque punti in una forma chiara, essenziale, quasi astratta: un volume bianco sollevato su pilotis, attraversato dalla luce, organizzato secondo una pianta libera e coronato da un tetto giardino.</p>
<p data-start="4736" data-end="5066">Villa Savoye non è soltanto una casa. È un dispositivo spaziale costruito intorno al movimento. Il percorso dell’abitante diventa parte del progetto: si entra, si sale, si attraversano gli ambienti, si arriva alla terrazza. La rampa interna accompagna il corpo in una progressione lenta, trasformando l’architettura in esperienza.</p>
<p data-start="5068" data-end="5484">La sua forza sta nella capacità di rendere visibile una nuova idea di abitare. La casa non si presenta come oggetto decorativo, ma come sistema. Ogni elemento ha una funzione, ma ogni funzione partecipa alla composizione complessiva. Il bianco delle superfici, la leggerezza della struttura, la continuità delle aperture e la relazione con il paesaggio costruiscono un’immagine di modernità ancora oggi potentissima.</p>
<p data-start="5486" data-end="5808">In Villa Savoye, Le Corbusier porta la casa moderna verso una forma ideale. L’edificio appare razionale, ma non freddo; geometrico, ma attraversato da una precisa idea di vita. È una casa pensata per il tempo moderno, per il movimento, per la luce, per un abitare più libero rispetto alla tradizione borghese ottocentesca.</p>
<h2 data-section-id="sztot1" data-start="5810" data-end="5872">Unité d’Habitation: la casa collettiva come città verticale</h2>
<p data-start="5874" data-end="6314">Con l’<strong data-start="5880" data-end="5915">Unité d’Habitation di Marsiglia</strong>, realizzata tra il 1947 e il 1952, Le Corbusier trasferisce la sua riflessione sull’abitare dalla scala della villa privata a quella della residenza collettiva. L’edificio, spesso indicato anche come <strong data-start="6116" data-end="6133">Cité Radieuse</strong>, nasce come risposta al bisogno di nuove forme abitative nel secondo dopoguerra. Non è un semplice blocco residenziale, ma un organismo complesso, pensato come una città verticale.</p>
<p data-start="6316" data-end="6694">L’Unité d’Habitation contiene appartamenti, percorsi interni, servizi comuni, spazi commerciali e una copertura abitabile. La vita domestica e quella collettiva vengono immaginate come parti di un unico sistema. L’edificio diventa infrastruttura sociale, luogo in cui l’abitare non coincide solo con l’interno dell’appartamento, ma con una rete di relazioni, funzioni e servizi.</p>
<p data-start="6696" data-end="7040">Qui il cemento armato assume una presenza più materica rispetto alle ville bianche degli anni Venti. La superficie non è più soltanto liscia e astratta, ma mostra peso, trama, profondità. Questa fase dell’opera di Le Corbusier anticipa molte riflessioni successive sul brutalismo e sull’espressività del béton brut, il cemento lasciato a vista.</p>
<p data-start="7042" data-end="7461">L’Unité d’Habitation è stata molto influente, ma anche discussa. La sua idea di abitare collettivo ha ispirato generazioni di architetti, ma alcune interpretazioni successive, più povere o rigide, ne hanno spesso semplificato il senso. La qualità del progetto di Le Corbusier sta nella complessità: non un edificio residenziale generico, ma una riflessione sul rapporto tra individuo, comunità, servizi, spazio e città.</p>
<h2 data-section-id="1dp6ri3" data-start="7463" data-end="7512">Ronchamp, Chandigarh e le opere della maturità</h2>
<p data-start="7514" data-end="7844">La <strong data-start="7517" data-end="7562">Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp</strong> mostra un Le Corbusier diverso da quello delle geometrie bianche e razionali. Qui l’architettura diventa più plastica, più materica, più spirituale. Le pareti spesse, la copertura curva, la luce filtrata e il rapporto con il paesaggio producono uno spazio intenso, quasi scultoreo.</p>
<p data-start="7846" data-end="8161">Ronchamp dimostra che Le Corbusier non è prigioniero di un solo stile. La sua modernità non coincide con una formula ripetuta, ma con una ricerca continua. Dopo la fase purista e razionale, la sua architettura si apre a una dimensione più espressiva, dove il cemento, la luce e la massa diventano strumenti emotivi.</p>
<p data-start="8163" data-end="8597">Un altro capitolo fondamentale è <strong data-start="8196" data-end="8210">Chandigarh</strong>, in India. Dopo la partizione del Paese, la nuova capitale del Punjab diventa per Le Corbusier l’occasione per misurarsi con la scala urbana e istituzionale. Il progetto comprende edifici simbolici come il Capitol Complex, il Palazzo dell’Assemblea, il Segretariato e l’Alta Corte. In questa esperienza, la città moderna viene pensata come struttura politica, amministrativa e spaziale.</p>
<p data-start="8599" data-end="8984">Anche il <strong data-start="8608" data-end="8651">Convento di Sainte-Marie de La Tourette</strong> rappresenta una tappa importante della maturità. L’edificio lavora sul rapporto tra vita comunitaria, raccoglimento, luce e cemento. È un’architettura austera, ma profondamente costruita intorno all’esperienza dello spazio. La materia diventa disciplina, la luce diventa misura, il vuoto diventa parte integrante della composizione.</p>
<h2 data-section-id="nd384v" data-start="8986" data-end="9047">Le Corbusier tra design, urbanistica e teoria dell’abitare</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-7500" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/chandigarh-le-corbusier.jpg" alt="chandigarh le corbusier" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/chandigarh-le-corbusier.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/chandigarh-le-corbusier-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/chandigarh-le-corbusier-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/chandigarh-le-corbusier-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2025/09/chandigarh-le-corbusier-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="9049" data-end="9400">La grandezza di Le Corbusier non riguarda soltanto l’architettura costruita. Il suo lavoro attraversa anche il <strong data-start="9160" data-end="9170">design</strong>, l’urbanistica, la pittura e la scrittura teorica. Questa dimensione multidisciplinare è essenziale per capire la sua influenza: Le Corbusier non progetta solo edifici, ma costruisce una visione complessiva dell’ambiente moderno.</p>
<p data-start="9402" data-end="9777">Nel design, il suo nome è legato a pezzi diventati iconici, sviluppati insieme a <strong data-start="9483" data-end="9503">Pierre Jeanneret</strong> e <strong data-start="9506" data-end="9528">Charlotte Perriand</strong>. Sedute, chaise longue e arredi pensati come estensione dell’architettura, strumenti per abitare il corpo nello spazio. Anche qui torna una delle sue domande centrali: come si vive? Come ci si siede, si riposa, si lavora, si attraversa un ambiente?</p>
<p data-start="9779" data-end="10167">Il suo pensiero urbanistico è altrettanto influente e controverso. Le Corbusier immagina città più ordinate, ariose, funzionali, capaci di rispondere alla densità e ai problemi della metropoli moderna. Tuttavia, alcune sue visioni urbane sono state criticate per il rischio di eccessiva rigidità, per la separazione delle funzioni e per una certa tensione verso il controllo dello spazio.</p>
<p data-start="10169" data-end="10533">Questo è uno dei punti su cui va letto con maggiore attenzione. Le Corbusier non deve essere trasformato in un mito intoccabile, né ridotto alle critiche più semplici. La sua opera va compresa come una delle grandi officine teoriche del Novecento: potente, influente, talvolta problematica, ma decisiva per capire come l’architettura abbia affrontato la modernità.</p>
<p data-start="10535" data-end="10881">Tra i suoi contributi teorici più noti c’è anche il <strong data-start="10587" data-end="10598">Modulor</strong>, sistema di proporzioni basato sul corpo umano e sulla sezione aurea. Con il Modulor, Le Corbusier cerca una misura capace di collegare architettura, ergonomia, matematica e percezione. Ancora una volta, il progetto nasce dal tentativo di dare ordine allo spazio partendo dall’uomo.</p>
<h2 data-section-id="ch5lbj" data-start="10883" data-end="10927">Perché Le Corbusier è ancora attuale oggi</h2>
<p data-start="10929" data-end="11325">L’attualità di Le Corbusier non sta nel ripetere le sue forme, ma nel continuare a interrogare le sue domande. Che cosa significa abitare in modo moderno? Come può l’architettura migliorare la vita quotidiana? Quale rapporto deve esistere tra casa e città, individuo e collettività, spazio privato e spazio comune? Come si costruisce un equilibrio tra funzione, bellezza e responsabilità sociale?</p>
<p data-start="11327" data-end="11719">Oggi molti aspetti del suo pensiero vengono riletti con sguardo critico. Alcune visioni urbanistiche appaiono distanti dalla sensibilità contemporanea, più attenta alla complessità dei tessuti esistenti, alla rigenerazione urbana, alla scala umana, alla sostenibilità ambientale e alla dimensione sociale dello spazio. Ma proprio questa rilettura rende Le Corbusier ancora vivo nel dibattito.</p>
<p data-start="11721" data-end="12167">Le sue opere continuano a insegnare il valore della chiarezza progettuale, della luce, della proporzione, della relazione tra struttura e libertà. Villa Savoye resta una lezione sulla casa come percorso. L’Unité d’Habitation resta una riflessione sulla densità e sulla vita collettiva. Ronchamp resta una prova della forza emotiva dell’architettura. Chandigarh resta un caso fondamentale nel rapporto tra progetto urbano, istituzione e modernità.</p>
<p data-start="12169" data-end="12511">Per gli architetti contemporanei, Le Corbusier è un riferimento inevitabile, ma anche un autore da discutere. La sua eredità non è una formula da applicare. È un campo di pensiero da attraversare con consapevolezza. La modernità che ha immaginato non coincide più con tutte le esigenze del presente, ma molte delle sue domande restano aperte.</p>
<p data-start="12513" data-end="12713">In questo senso, Le Corbusier continua a essere attuale perché ha posto l’architettura davanti a una responsabilità ampia: non decorare il mondo, ma contribuire a costruire il modo in cui lo abitiamo.</p>
<h2 data-section-id="1t8q77p" data-start="12715" data-end="12751">Domande frequenti su Le Corbusier</h2>
<h3 data-section-id="cv5fk0" data-start="12753" data-end="12778">Chi era Le Corbusier?</h3>
<p data-start="12780" data-end="13050"><strong data-start="12780" data-end="12796">Le Corbusier</strong> era un architetto, urbanista, designer, pittore e teorico del Movimento Moderno. Nato in Svizzera con il nome di Charles-Édouard Jeanneret-Gris, ha lavorato soprattutto in Francia e ha contribuito in modo decisivo alla nascita dell’architettura moderna.</p>
<h3 data-section-id="orxtdf" data-start="13052" data-end="13103">Quali sono le opere più famose di Le Corbusier?</h3>
<p data-start="13105" data-end="13379">Tra le opere più famose di Le Corbusier ci sono <strong data-start="13153" data-end="13169">Villa Savoye</strong>, l’<strong data-start="13173" data-end="13208">Unité d’Habitation di Marsiglia</strong>, la <strong data-start="13213" data-end="13258">Cappella di Notre-Dame du Haut a Ronchamp</strong>, <strong data-start="13260" data-end="13279">Maison La Roche</strong>, il <strong data-start="13284" data-end="13307">Padiglione Svizzero</strong>, il <strong data-start="13312" data-end="13339">Convento di La Tourette</strong> e il progetto urbano di <strong data-start="13364" data-end="13378">Chandigarh</strong>.</p>
<h3 data-section-id="1xnihrw" data-start="13381" data-end="13417">Qual è lo stile di Le Corbusier?</h3>
<p data-start="13419" data-end="13732">Lo stile di Le Corbusier è legato al <strong data-start="13456" data-end="13472">razionalismo</strong>, al <strong data-start="13477" data-end="13494">funzionalismo</strong> e al Movimento Moderno. La sua architettura utilizza forme pure, piante libere, finestre a nastro, pilotis, tetti giardino e facciate libere. Nelle opere della maturità, il suo linguaggio diventa anche più plastico, materico e scultoreo.</p>
<h3 data-section-id="y1936o" data-start="13734" data-end="13789">Cosa sono i cinque punti dell’architettura moderna?</h3>
<p data-start="13791" data-end="14122">I cinque punti dell’architettura moderna sono i principi formulati da Le Corbusier per definire una nuova architettura: <strong data-start="13911" data-end="13922">pilotis</strong>, <strong data-start="13924" data-end="13942">tetto giardino</strong>, <strong data-start="13944" data-end="13961">pianta libera</strong>, <strong data-start="13963" data-end="13984">finestra a nastro</strong> e <strong data-start="13987" data-end="14006">facciata libera</strong>. Questi elementi rappresentano una nuova libertà progettuale resa possibile dai materiali e dalle tecniche moderne.</p>
<h3 data-section-id="ztfxe5" data-start="14124" data-end="14166">Perché Villa Savoye è così importante?</h3>
<p data-start="14168" data-end="14462"><strong data-start="14168" data-end="14184">Villa Savoye</strong> è importante perché sintetizza in modo esemplare i cinque punti dell’architettura moderna. La casa è sollevata su pilotis, presenta una pianta libera, finestre a nastro, facciata libera e tetto giardino. È considerata uno dei manifesti più importanti dell’architettura moderna.</p>
<h3 data-section-id="1hcpebw" data-start="14464" data-end="14513">Perché Le Corbusier è ancora importante oggi?</h3>
<p data-start="14515" data-end="14820">Le Corbusier è ancora importante perché ha trasformato il modo di pensare la casa, la città e il rapporto tra architettura e società. La sua opera continua a essere studiata perché affronta temi ancora centrali: luce, spazio, funzione, densità urbana, abitare collettivo, proporzione e qualità della vita.</p>
<h2 data-section-id="ybj2kl" data-start="14822" data-end="14880">Le Corbusier e l’eredità di una modernità ancora aperta</h2>
<p data-start="14882" data-end="15207">Raccontare Le Corbusier significa raccontare una delle grandi svolte dell’architettura contemporanea. La sua opera ha dato forma a un nuovo modo di intendere lo spazio, superando l’idea dell’edificio come semplice composizione di facciate e stanze per arrivare a una visione più profonda: l’architettura come sistema di vita.</p>
<p data-start="15209" data-end="15543">Le Corbusier ha cercato ordine, misura, luce, funzione. Ha immaginato case più libere, città più razionali, oggetti più coerenti con il corpo e con l’uso quotidiano. Ha costruito edifici che ancora oggi dividono, affascinano, interrogano. Ed è proprio in questa capacità di generare dibattito che si misura la forza della sua eredità.</p>
<p data-start="15545" data-end="15879">La sua architettura appartiene al Novecento, ma non è rimasta chiusa nel Novecento. Continua a essere riletta, fotografata, studiata, criticata, visitata. Continua a parlare a chi si occupa di progetto, perché pone una questione essenziale: l’architettura non è soltanto costruzione dello spazio, ma costruzione di un’idea di società.</p>
<p data-start="15881" data-end="16071" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Per questo Le Corbusier resta una figura centrale. Non perché abbia dato risposte definitive, ma perché ha formulato domande che il progetto contemporaneo non ha ancora smesso di affrontare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/le-corbusier-vita-stile-opere-architetto-modernismo/">Le Corbusier: vita, stile e opere dell’architetto che ha cambiato il modo di abitare</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>Intervista allo studio Set Architects: “L’architettura non è un contenitore neutro, ma genera relazioni”</title>
		<link>https://www.archieinteriors.com/intervista-allo-studio-set-architects/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sonia Carrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 07:37:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fondato a Roma nel 2015, Set Architects è lo studio guidato dagli architetti Onorato di Manno e Andrea Tanci, una delle realtà più riconoscibili della nuova scena architettonica italiana. Il loro lavoro attraversa architettura, spazio pubblico, interni, installazioni, ricerca e didattica, costruendo una traiettoria progettuale in cui essenzialità, responsabilità civile e precisione spaziale diventano strumenti &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/intervista-allo-studio-set-architects/">Intervista allo studio Set Architects: “L’architettura non è un contenitore neutro, ma genera relazioni”</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="114" data-end="560">Fondato a Roma nel 2015, <strong data-start="139" data-end="157">Set Architects</strong> è lo studio guidato dagli architetti <strong data-start="195" data-end="230">Onorato di Manno e Andrea Tanci</strong>, una delle realtà più riconoscibili della nuova scena architettonica italiana. Il loro lavoro attraversa architettura, spazio pubblico, interni, installazioni, ricerca e didattica, costruendo una traiettoria progettuale in cui essenzialità, responsabilità civile e precisione spaziale diventano strumenti per leggere il presente.</p>
<p data-start="562" data-end="1112">Dalla vittoria del concorso per il <strong data-start="597" data-end="633">Memoriale della Shoah di Bologna</strong> ai progetti per scuole, spazi collettivi e dispositivi urbani, Set Architects ha definito nel tempo una pratica capace di muoversi tra scale diverse con una voce chiara: misurata, radicale, sensibile al contesto e alle forme di vita che attraversano i luoghi. Al centro del loro approccio c’è l’idea di una <strong data-start="941" data-end="965">“critical synthesis”</strong>, una sintesi critica che seleziona, riduce, mette a fuoco, fino a trasformare la complessità del programma in architetture leggibili e necessarie.</p>
<p data-start="1114" data-end="1590">Dopo aver inserito lo studio nella nostra selezione dedicata ai <a href="https://www.archieinteriors.com/giovani-architetti-e-studi-italiani/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="1178" data-end="1228">giovani architetti e studi italiani da seguire</strong></a>, abbiamo scelto di approfondirne il percorso attraverso un dialogo più ampio. In questa intervista, Set Architects racconta il proprio modo di intendere il progetto: la scuola come infrastruttura civica, la memoria come esperienza spaziale, l’abitare come campo flessibile e identitario, e l’architettura come dispositivo culturale capace di generare relazioni.</p>
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<h2 data-section-id="1e74x84" data-start="0" data-end="67" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Set Architects: intervista sul progetto come spazio di relazione</h2>
<figure id="attachment_19182" aria-describedby="caption-attachment-19182" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-19182" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-come-spazio-di-relazione.jpg" alt="Set Architects intervista sul progetto come spazio di relazione" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-come-spazio-di-relazione.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-come-spazio-di-relazione-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-come-spazio-di-relazione-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-come-spazio-di-relazione-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-come-spazio-di-relazione-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-19182" class="wp-caption-text">Bologna Shoah Memorial 01 © Simone Bossi</figcaption></figure>
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<h3>Oggi Set Architects sembra occupare una posizione piuttosto rara: uno studio che lavora sull’essenzialità senza trasformarla in stile, e che attraversa memoriali, scuole, interni, installazioni e programmi pubblici mantenendo una voce riconoscibile. Come definireste, in questo momento, il vostro posizionamento dentro il panorama architettonico contemporaneo?</h3>
<p>Ci riconosciamo in una <strong>posizione consapevolmente attenta alle dinamiche di trasformazione contemporanee, alle loro implicazioni sociali e politiche</strong>, e al tempo stesso aperta alla s<strong>perimentazione e alla collaborazione</strong>. Lavoriamo sull’essenzialità non come riduzione stilistica, ma come strumento critico, un modo per interrogare ogni progetto e avvicinarci a ciò che è realmente necessario.</p>
<p>Ci interessa costruire <strong>architetture leggibili, capaci di durare nel tempo e di adattarsi</strong>, seguendo un linguaggio coerente ma al tempo stesso capace di rispondere, di volta in volta, alle specifiche esigenze della committenza e alle condizioni culturali e sociali del luogo. Più che uno stile, ricerchiamo una coerenza di attitudine: manteniamo una <strong>linea di lavoro autonoma ma aperta</strong>, capace di accogliere stimoli esterni, anche da altre discipline, e di tradurli in progetto. In questo senso, il nostro posizionamento è trasversale e attraversa scale e ambiti diversi, dallo spazio domestico a quello pubblico, cercando ogni volta di mettere a fuoco l’essenziale in relazione al contesto, agli usi e alle forme di vita che lo abitano.</p>
<h3>Una parte importante del vostro percorso si è formata attraverso concorsi, occasioni pubbliche e progetti in cui la qualità del disegno doveva misurarsi subito con un’idea di responsabilità civile. Che cosa vi ha insegnato quella traiettoria iniziale sul rapporto tra ambizione architettonica, realtà del contesto e costruzione di un’identità di studio?</h3>
<figure id="attachment_19191" aria-describedby="caption-attachment-19191" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-19191" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista.jpg" alt="Set Architects intervista" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-19191" class="wp-caption-text">Bologna Shoah Memorial © Simone Bossi</figcaption></figure>
<p>I concorsi e i progetti pubblici sono stati per noi un terreno di formazione decisivo, perché ci hanno insegnato fin dall’inizio a misurare la nostra ricerca architettonica con le esigenze di una comunità reale. In quel contesto il progetto non è mai solo un esercizio di forma, ma una presa di posizione rispetto a un contesto sociale, politico e culturale, con cui è necessario confrontarsi in modo chiaro e responsabile.</p>
<p>Questa traiettoria iniziale ci ha portato a costruire un’identità non autoreferenziale, ma fondata su un’idea di responsabilità. Abbiamo imparato a considerare <strong>l’architettura come una forma di servizio pubblico</strong>, anche quando si confronta con scale e programmi diversi, mantenendo una tensione costante tra qualità del disegno, fattibilità e capacità di incidere concretamente sui luoghi e sulle comunità.</p>
<h3>Nel vostro lessico torna una formula molto precisa: “<em>critical synthesis</em>”. È un’espressione che suggerisce selezione, rigore, ma anche presa di posizione. Nel lavoro quotidiano di progetto, che cosa significa per voi sintetizzare criticamente un programma complesso senza impoverirlo, e dove si gioca il confine tra riduzione e precisione?</h3>
<p>Per noi “<em><strong>critical synthesis</strong></em>” è prima di tutto un processo di selezione attiva. <strong>Sintetizzare</strong> non significa semplificare, ma <strong>assumersi la responsabilità di scegliere cosa è essenziale e cosa no</strong>. Il confine tra riduzione e precisione è molto sottile: lo attraversiamo cercando di non perdere mai la complessità del programma, ma di restituirla in una forma chiara, leggibile, quasi assoluta e inevitabile.</p>
<h3>Nel 2025 avete ridefinito anche la vostra identità visiva attorno a un’idea di linguaggio “<em>essential, archetypal, non-generic</em>”. Quanto conta, per uno studio come il vostro, il modo in cui ci si rappresenta pubblicamente? E quanto la forma del racconto — immagini, impaginazione, allestimento, presenza editoriale — fa ormai parte del progetto stesso?</h3>
<p>Conta molto, perché il racconto è ormai parte integrante del progetto. Non si tratta di costruire un’immagine, ma di costruire una <strong>coerenza tra ciò che si progetta e il modo in cui lo si comunica</strong>, evitando che rappresentazione e lavoro prendano direzioni divergenti.</p>
<p>In questo senso, lo “storytelling” diventa un’estensione del progetto stesso. Anche le collaborazioni con fotografi, grafici, editor, uffici stampa e altre figure creative contribuiscono a definire e chiarire l’identità dello studio. Lo scorso anno, ad esempio, abbiamo scelto di lavorare con <strong>Bahut</strong>, con cui sentivamo una forte affinità di visione, per ripensare la nostra identità visiva e il sito, accompagnando l’evoluzione del nostro percorso. Anche in questo caso abbiamo cercato un processo di sottrazione, eliminando elementi superflui, come le maiuscole, per arrivare a una forma più essenziale e diretta.</p>
<p>Allo stesso tempo, restiamo consapevoli che il racconto non sostituisce il progetto: può chiarirlo, rafforzarlo, renderlo più accessibile, ma ciò che davvero ci rappresenta, sono ovviamente i progetti stessi.</p>
<h3>Nei vostri progetti per la scuola — da Sassa a Biassono, passando per Mazzini — l’edificio educativo non è mai pensato come contenitore chiuso, ma come centro civico, paesaggio di relazioni, infrastruttura aperta alla comunità. Che cosa vi permette di sperimentare la scuola che altri programmi, oggi, non vi permettono ancora?</h3>
<figure id="attachment_19187" aria-describedby="caption-attachment-19187" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-19187" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-critical-synthesis.jpg" alt="Set Architects intervista sul progetto critical synthesis" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-critical-synthesis.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-critical-synthesis-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-critical-synthesis-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-critical-synthesis-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-intervista-sul-progetto-critical-synthesis-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-19187" class="wp-caption-text">Scuola Primaria nel Chianti © Set Architects</figcaption></figure>
<p>L’edificio scolastico è uno dei pochi programmi in cui è ancora possibile lavorare su un’idea ampia di spazio pubblico. È un luogo in cui <strong>architettura, pedagogia e comunità si incontrano</strong>. Questo ci consente di immaginare edifici che non siano solo contenitori funzionali, ma infrastrutture civiche, capaci di generare relazioni e senso di appartenenza.</p>
<h3>Molti parlano di scuola come presidio sociale, ma nei vostri progetti questa idea prende corpo attraverso corti, agorà, giardini, biblioteche, palestre, spazi modulari e usi extra-scolastici reali. Quali condizioni progettuali, ma anche culturali e politiche, devono esistere perché questa apertura non resti un buon racconto e diventi davvero uso quotidiano?</h3>
<p>Servono condizioni progettuali, ma anche culturali e politiche. L<strong>’architettura può predisporre spazi flessibili, accessibili, accoglienti</strong>, ma è fondamentale che esista una <strong>visione condivisa della scuola come bene comune</strong>. Senza questa consapevolezza, il rischio è che l’apertura resti solo potenziale.</p>
<h3>Nel Bologna Shoah Memorial la forza del progetto nasce proprio dal rifiuto dell’enfasi: il Cor-Ten, il passaggio che si restringe, la dimensione fisica dell’attraversamento, la memoria affidata alla misura più che al gesto. Come si affronta un progetto in cui il rischio della retorica è altissimo e dove invece tutto deve reggersi sulla precisione spaziale?</h3>
<figure id="attachment_19195" aria-describedby="caption-attachment-19195" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-19195" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-memorial-bologna.jpg" alt="Bologna Shoah Memorial © Simone Bossi" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-memorial-bologna.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-memorial-bologna-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-memorial-bologna-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-memorial-bologna-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Set-Architects-memorial-bologna-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-19195" class="wp-caption-text">Bologna Shoah Memorial © Simone Bossi</figcaption></figure>
<p>In progetti così sensibili, ogni gesto in più rischia di diventare eccesso. Abbiamo lavorato per sottrazione, cercando di togliere tutto ciò che non fosse strettamente necessario e affidando il progetto alla costruzione dello spazio, dell’esperienza fisica e l’espressione dei materiali.</p>
<p>In questo caso la memoria non è affidata a un simbolo esplicito, ma a una condizione: un attraversamento, una progressiva compressione, una percezione che si attiva nel corpo prima ancora che nello sguardo. Lavorare sulle emozioni del visitatore significa costruire una sequenza spaziale capace di essere precisa, misurata, ma allo stesso tempo intensa, senza mai ricorrere a effetti retorici.</p>
<p>Il rischio della retorica si affronta proprio così, mantenendo una tensione costante verso l’essenzialità e lasciando che sia lo spazio, nella sua misura e nella sua materia, a sostenere il significato.</p>
<h3>Tra Press Box, Skyframe e Casa Platform Roma ritorna una vostra attitudine molto specifica: immaginare l’architettura come dispositivo che attiva conversazioni, sguardi, comportamenti, perfino forme di editoria o di incontro. Quanto vi interessa progettare spazi che non si limitano a ospitare qualcosa, ma costruiscono una scena pubblica e rendono quel contenuto più leggibile, più condivisibile, più vivo?</h3>
<figure id="attachment_19211" aria-describedby="caption-attachment-19211" style="width: 1824px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-19211" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Roma-©-Omar-Golli.jpg" alt="Casa Platform Roma © Omar Golli" width="1824" height="2418" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Roma-©-Omar-Golli.jpg 1824w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Roma-©-Omar-Golli-226x300.jpg 226w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Roma-©-Omar-Golli-772x1024.jpg 772w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Roma-©-Omar-Golli-768x1018.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Roma-©-Omar-Golli-1159x1536.jpg 1159w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Roma-©-Omar-Golli-1545x2048.jpg 1545w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Roma-©-Omar-Golli-370x490.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Roma-©-Omar-Golli-1200x1591.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1824px) 100vw, 1824px" /><figcaption id="caption-attachment-19211" class="wp-caption-text">Casa Platform Roma © Omar Golli</figcaption></figure>
<p><strong>Ci interessa che l’architettura non sia un contenitore neutro, ma capace di generare comportamenti, incontri, narrazioni</strong>. In questo senso, ogni progetto è anche un dispositivo culturale: costruisce una scena pubblica e rende più leggibili e condivisibili i contenuti che ospita.</p>
<p>In lavori come Press Box, Skyframe o Casa Platform Roma, lo spazio non si limita ad accogliere un programma, ma lo amplifica, lo mette in relazione, lo rende visibile. Ci interessa progettare condizioni che attivino sguardi e forme di partecipazione, in cui l’architettura diventa una struttura aperta, capace di ospitare usi imprevisti e di evolvere nel tempo.</p>
<p>Questo implica lavorare non solo sulla forma, ma sulle relazioni. È in questa dimensione che l’architettura può diventare uno strumento attivo, capace di produrre significato e di costruire nuove possibilità di condivisione.</p>
<h3>Nei vostri interni più riusciti — penso a House for a Graphic Designer o a House with steel furniture — la qualità non deriva mai dall’accumulo, ma da poche mosse radicali: un nucleo centrale, varchi a tutta altezza, flessibilità d’uso, materia controllata, luce. Quali bisogni dell’abitare vi sembrano oggi più urgenti, e quali invece ancora sorprendentemente trascurati?</h3>
<div class="post-gallery swiper-container" id="gallery-483"  data-cherryslider='1' data-slider='swiper' data-init='{&quot;loop&quot;:true,&quot;buttons&quot;:false,&quot;arrows&quot;:true}'><div class="swiper-wrapper"><figure class="post-gallery__slide swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-01-©-Willem-Pab-scaled.jpg"  class='post-gallery__link' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-01-©-Willem-Pab-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-01-©-Willem-Pab-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-01-©-Willem-Pab-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-01-©-Willem-Pab-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-01-©-Willem-Pab-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-01-©-Willem-Pab-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Pianist-©-Simone-Bossi.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Pianist-©-Simone-Bossi-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Pianist-©-Simone-Bossi-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Pianist-©-Simone-Bossi-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Pianist-©-Simone-Bossi-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Pianist-©-Simone-Bossi-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Pianist-©-Simone-Bossi-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-02-©-Willem-Pab-scaled.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-02-©-Willem-Pab-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-02-©-Willem-Pab-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-02-©-Willem-Pab-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-02-©-Willem-Pab-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-02-©-Willem-Pab-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-a-Square-Window-02-©-Willem-Pab-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Home-Office-in-Milan-©-Simone-Bossi.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Home-Office-in-Milan-©-Simone-Bossi-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Home-Office-in-Milan-©-Simone-Bossi-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Home-Office-in-Milan-©-Simone-Bossi-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Home-Office-in-Milan-©-Simone-Bossi-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Home-Office-in-Milan-©-Simone-Bossi-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Home-Office-in-Milan-©-Simone-Bossi-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a></figure></div><div class="swiper-button-prev"></div><div class="swiper-button-next"></div><div class="swiper-pagination"></div></div>
<p>In un progetto di interni riteniamo che uno dei bisogni più urgenti sia flessibilità reale, non solo dichiarata. La capacità degli spazi di adattarsi nel tempo a usi diversi. Oggi <strong>le nostre abitazioni si stano trasformando sempre di in più dispositivi multifunzionali</strong> dove si può vivere, lavorare, incontrare persone, e questo ha portato alla perdita di significato della stanza e dell’arredo in quanto posso lavorare sul letto, mangiare sul divano e connettermi con il resto del mondo dal mio cellulare. Per quanto riguarda più strettamente temi spaziali sicuramente la qualità della luce naturale, dei materiali, dell’atmosfera generale degli ambienti. Sono aspetti spesso considerati secondari, ma che in realtà incidono profondamente sulla qualità della vita quotidiana.</p>
<h3>Oggi chiediamo spesso agli spazi non solo di funzionare, ma anche di raccontare chi siamo, o almeno chi vorremmo essere. Questa domanda di rappresentazione vi sembra una deriva narcisistica del presente oppure una questione legittima con cui il progetto deve imparare a confrontarsi? E in che modo cambia il vostro lavoro quando l’identità di chi abita diventa parte esplicita del brief?</h3>
<p>È una questione legittima, ma delicata. <strong>L’architettura deve saper accogliere l’identità di chi abita senza diventare pura espressione individuale</strong>. Il nostro lavoro è trovare un equilibrio tra riconoscibilità e apertura, tra specificità e possibilità.</p>
<h3>Guardando l’architettura contemporanea, quali tendenze vi sembrano davvero fertili oggi — non solo come immagine, ma come possibilità concreta di migliorare il modo in cui viviamo gli spazi — e quali, invece, vi convincono molto meno?</h3>
<p>Ci interessano le ricerche che lavorano sulla comprensione delle esigenze della contemporaneità per immaginare nuove soluzioni e significati, ridefinire canoni estetici e che sappiano valorizzare l&#8217;unicità e l&#8217;autorialità del pensiero. Sulla sostenibilità intesa non come tecnologia ma come comprensione delle caratteristiche di un luogo per immaginarle come risorse. Ci interessano meno le pratiche che seguono codici già definiti cavalcando la tendenza del momento senza apportare un contributo personale alla disciplina.</p>
<h3>Il vostro lavoro tiene insieme architettura, ricerca, installazione, editoria, insegnamento. Esiste un architetto — o anche una figura che non viene strettamente dal campo dell’architettura — a cui vi ispirate perché vi aiuta ancora a leggere meglio il presente? E che cosa, precisamente, vi offre quel riferimento?</h3>
<p>Più che a una figura unica, ci interessa un insieme di riferimenti, spesso anche esterni all’architettura, che attraversano diversi ambiti del pensiero e della produzione culturale, dalla letteratura alla musica fino alla moda. Sono sguardi che ci aiutano a mantenere una posizione aperta e a leggere il progetto come parte di un campo culturale più ampio, evitando una visione autoreferenziale della disciplina.</p>
<p>All’interno dell’architettura i riferimenti sono molti e richiederebbero uno spazio dedicato. Sicuramente guardiamo molto i maestri del Novecento, tra gli altri, <a href="https://www.archieinteriors.com/le-corbusier-vita-stile-opere-architetto-modernismo/">Le Corbusier</a>, per la sua capacità di ridefinire radicalmente codici e linguaggi, e <a href="https://www.archieinteriors.com/mies-van-der-rohe/">Ludwig Mies van der Rohe</a>, per l’eleganza e la precisione delle sue soluzioni. Tra i riferimenti italiani, pur essendo numerosi, sentiamo una particolare vicinanza a <strong>Luigi Moretti</strong>, figura complessa e trasversale, capace di muoversi tra progetto e ricerca con grande libertà, producendo innovazione in più campi.</p>
<p>Più che modelli da seguire, questi riferimenti rappresentano per noi strumenti critici, modi diversi di guardare alla realtà e al progetto, che continuano a offrire prospettive utili per interpretare il presente.</p>
<h3>Se poteste scegliere un’opera di architettura già esistente e dire “avremmo voluto progettarla noi”, quale sarebbe? Non tanto per affinità di linguaggio, ma per intensità, coraggio o precisione dell’idea.</h3>
<p>Più che un’opera specifica, siamo attratti da quei progetti in cui l’idea è allo stesso tempo radicale e inevitabile, architetture in cui tutto sembra necessario e nulla potrebbe essere diverso.</p>
<p>Un’opera che incarna con chiarezza questa condizione è la <strong>Neue Nationalgalerie di Ludwig Mies van der Rohe</strong>, dove ogni elemento è esatto e partecipa a un equilibrio estremamente preciso tra composizione, proporzioni, soluzioni costruttive e dettaglio.</p>
<figure id="attachment_19209" aria-describedby="caption-attachment-19209" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-19209" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Neue-Nationalgalerie-di-Ludwig-Mies-van-der-Rohe.jpg" alt="Neue Nationalgalerie di Ludwig Mies van der Rohe" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Neue-Nationalgalerie-di-Ludwig-Mies-van-der-Rohe.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Neue-Nationalgalerie-di-Ludwig-Mies-van-der-Rohe-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Neue-Nationalgalerie-di-Ludwig-Mies-van-der-Rohe-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Neue-Nationalgalerie-di-Ludwig-Mies-van-der-Rohe-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Neue-Nationalgalerie-di-Ludwig-Mies-van-der-Rohe-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-19209" class="wp-caption-text">Neue Nationalgalerie di Ludwig Mies van der Rohe</figcaption></figure>
<p>È un progetto in cui la riduzione non è mai impoverimento, ma coincide con una forma di precisione assoluta, in cui struttura, spazio e forma dialogano in modo armonico e assoluto tra loro.</p>
<h3>Tra i progetti che avete realizzato, qual è quello a cui vi sentite più legati oggi? Non necessariamente il più noto, ma quello in cui pensate che il vostro modo di fare architettura si sia espresso con maggiore verità.</h3>
<figure id="attachment_19198" aria-describedby="caption-attachment-19198" style="width: 2143px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-19198" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Skyframe-©-Simone-Bossi.jpg" alt="Skyframe © Simone Bossi" width="2143" height="2500" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Skyframe-©-Simone-Bossi.jpg 2143w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Skyframe-©-Simone-Bossi-257x300.jpg 257w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Skyframe-©-Simone-Bossi-878x1024.jpg 878w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Skyframe-©-Simone-Bossi-768x896.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Skyframe-©-Simone-Bossi-1317x1536.jpg 1317w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Skyframe-©-Simone-Bossi-1756x2048.jpg 1756w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Skyframe-©-Simone-Bossi-370x432.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Skyframe-©-Simone-Bossi-1200x1400.jpg 1200w" sizes="(max-width: 2143px) 100vw, 2143px" /><figcaption id="caption-attachment-19198" class="wp-caption-text">Skyframe © Simone Bossi</figcaption></figure>
<p>Tra i progetti realizzati, oggi ci sentiamo particolarmente legati a Polo Sassa, perché rappresenta un edificio per la comunità nato in un contesto fragile, segnato dal sisma del 2009. In quel caso l’architettura ha assunto un ruolo diretto nella costruzione di uno spazio pubblico, non solo come risposta funzionale, ma come occasione per restituire identità e possibilità d’uso condiviso a un luogo.</p>
<p>Allo stesso tempo, <strong>Skyframe</strong> rappresenta un altro momento significativo del nostro percorso, per la sua capacità di agire in modo più leggero ma altrettanto incisivo. Si tratta di un dispositivo urbano che trasforma uno spazio pubblico residuo in uno spazio aperto alla collettività, attivando nuove relazioni e nuovi modi di abitare un contesto esistente.</p>
<p>Sono due progetti molto diversi per scala e natura, ma che riflettono in modo complementare il nostro modo di lavorare, inteso come costruzione di condizioni capaci di attivare lo spazio pubblico e le forme di vita che lo attraversano.</p>
<h3>Nei lavori più recenti si avverte un allargamento del campo: housing sociale, hub di ricerca, nuove scuole, programmi complessi dove flessibilità, inclusione e uso collettivo sembrano diventare ancora più centrali. Che cosa conta davvero, per voi, nel progetto di oggi? E verso quali territori sentite che Set Architects debba spingersi nel prossimo futuro?</h3>
<p>Oggi sentiamo l’urgenza di lavorare su contesti in cui l’architettura possa contribuire in modo concreto alla costruzione di valore condiviso. Ci interessa immaginare spazi per la comunità in cui il progetto non si esaurisca nella forma, ma attivi relazioni, usi e possibilità, indipendentemente dalla scala dell’intervento.</p>
<p>Più che definire un linguaggio, vogliamo concentrarci sul significato delle opere, sulla loro capacità di incidere nei contesti e di restituire qualità ai luoghi e alle vite che li attraversano. In questo senso, crediamo che l’architettura debba tornare a essere uno strumento di trasformazione sociale e culturale, capace di migliorare in modo tangibile la vita delle persone. È su questo terreno che intendiamo continuare a lavorare.</p>
<p data-start="168" data-end="368"><strong data-start="168" data-end="368">Scorri la gallery completa dei progetti di Set Architects e approfondisci il lavoro di una delle realtà italiane che stanno contribuendo a ridefinire il linguaggio dell’architettura contemporanea.</strong></p>
<div class="post-gallery swiper-container" id="gallery-887"  data-cherryslider='1' data-slider='swiper' data-init='{&quot;loop&quot;:true,&quot;buttons&quot;:false,&quot;arrows&quot;:true}'><div class="swiper-wrapper"><figure class="post-gallery__slide swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Couple-©-Simone-Bossi.jpg"  class='post-gallery__link' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Couple-©-Simone-Bossi-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Couple-©-Simone-Bossi-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Couple-©-Simone-Bossi-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Couple-©-Simone-Bossi-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Couple-©-Simone-Bossi-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-for-a-Couple-©-Simone-Bossi-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">House for a Couple © Simone Bossi</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-of-Traces-©-Simone-Bossi.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-of-Traces-©-Simone-Bossi-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-of-Traces-©-Simone-Bossi-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-of-Traces-©-Simone-Bossi-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-of-Traces-©-Simone-Bossi-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-of-Traces-©-Simone-Bossi-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-of-Traces-©-Simone-Bossi-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">House of Traces © Simone Bossi</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-Steel-Furniture-©-Daniele-Criscenzo.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-Steel-Furniture-©-Daniele-Criscenzo-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-Steel-Furniture-©-Daniele-Criscenzo-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-Steel-Furniture-©-Daniele-Criscenzo-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-Steel-Furniture-©-Daniele-Criscenzo-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-Steel-Furniture-©-Daniele-Criscenzo-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/House-with-Steel-Furniture-©-Daniele-Criscenzo-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">House with Steel Furniture © Daniele Criscenzo</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Mediterranean-House-©-Simone-Bossi.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Mediterranean-House-©-Simone-Bossi-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Mediterranean-House-©-Simone-Bossi-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Mediterranean-House-©-Simone-Bossi-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Mediterranean-House-©-Simone-Bossi-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Mediterranean-House-©-Simone-Bossi-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Mediterranean-House-©-Simone-Bossi-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">Mediterranean House © Simone Bossi</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Studio-Set-©-Set-Atchitects-scaled.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Studio-Set-©-Set-Atchitects-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Studio-Set-©-Set-Atchitects-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Studio-Set-©-Set-Atchitects-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Studio-Set-©-Set-Atchitects-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Studio-Set-©-Set-Atchitects-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Studio-Set-©-Set-Atchitects-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">Studio Set © Set Atchitects</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Teatro-Didattico-©-Set-Architects-scaled.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Teatro-Didattico-©-Set-Architects-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Teatro-Didattico-©-Set-Architects-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Teatro-Didattico-©-Set-Architects-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Teatro-Didattico-©-Set-Architects-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Teatro-Didattico-©-Set-Architects-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Teatro-Didattico-©-Set-Architects-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">Teatro Didattico © Set Architects</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Via-Latina-Apt-©-Lorenzo-Zandri.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Via-Latina-Apt-©-Lorenzo-Zandri-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Via-Latina-Apt-©-Lorenzo-Zandri-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Via-Latina-Apt-©-Lorenzo-Zandri-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Via-Latina-Apt-©-Lorenzo-Zandri-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Via-Latina-Apt-©-Lorenzo-Zandri-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Via-Latina-Apt-©-Lorenzo-Zandri-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">Via Latina Apt © Lorenzo Zandri</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-01-©-Marco-Cappelletti.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-01-©-Marco-Cappelletti-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-01-©-Marco-Cappelletti-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-01-©-Marco-Cappelletti-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-01-©-Marco-Cappelletti-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-01-©-Marco-Cappelletti-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-01-©-Marco-Cappelletti-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">Casa Platform Venezia 01 © Marco Cappelletti</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-02-©-Marco-Cappelletti.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-02-©-Marco-Cappelletti-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-02-©-Marco-Cappelletti-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-02-©-Marco-Cappelletti-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-02-©-Marco-Cappelletti-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-02-©-Marco-Cappelletti-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Casa-Platform-Venezia-02-©-Marco-Cappelletti-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">Casa Platform Venezia 02 © Marco Cappelletti</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Florim-ALBUM-Installazione-Design-Week-©Simone-Bossi.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Florim-ALBUM-Installazione-Design-Week-©Simone-Bossi-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Florim-ALBUM-Installazione-Design-Week-©Simone-Bossi-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Florim-ALBUM-Installazione-Design-Week-©Simone-Bossi-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Florim-ALBUM-Installazione-Design-Week-©Simone-Bossi-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Florim-ALBUM-Installazione-Design-Week-©Simone-Bossi-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/Florim-ALBUM-Installazione-Design-Week-©Simone-Bossi-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">Florim ALBUM Installazione Design Week ©Simone Bossi</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/LICAM-Liceo-Artistico-e-Musicale-©-Set-Architects.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/LICAM-Liceo-Artistico-e-Musicale-©-Set-Architects-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/LICAM-Liceo-Artistico-e-Musicale-©-Set-Architects-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/LICAM-Liceo-Artistico-e-Musicale-©-Set-Architects-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/LICAM-Liceo-Artistico-e-Musicale-©-Set-Architects-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/LICAM-Liceo-Artistico-e-Musicale-©-Set-Architects-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/LICAM-Liceo-Artistico-e-Musicale-©-Set-Architects-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">LICAM Liceo Artistico e Musicale © Set Architects</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/mediterranean-House-02-©-Simone-Bossi.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/mediterranean-House-02-©-Simone-Bossi-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/mediterranean-House-02-©-Simone-Bossi-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/mediterranean-House-02-©-Simone-Bossi-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/mediterranean-House-02-©-Simone-Bossi-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/mediterranean-House-02-©-Simone-Bossi-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/mediterranean-House-02-©-Simone-Bossi-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">mediterranean House 02 © Simone Bossi</figcaption></figure>
<figure class="post-gallery__slide nth-child swiper-slide"><a href="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/PRESS-BOX-©-Marco-Cappelletti.jpg"  class='post-gallery__link nth-child' data-cherrypopup='1' data-popup='magnificPopup' data-init='{&quot;type&quot;:&quot;image&quot;}'><img loading="lazy" decoding="async" width="770" height="540" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/PRESS-BOX-©-Marco-Cappelletti-770x540.jpg" class="post-gallery__image swiper-image" alt="" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/PRESS-BOX-©-Marco-Cappelletti-770x540.jpg 770w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/PRESS-BOX-©-Marco-Cappelletti-370x260.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/PRESS-BOX-©-Marco-Cappelletti-550x385.jpg 550w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/PRESS-BOX-©-Marco-Cappelletti-110x78.jpg 110w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/05/PRESS-BOX-©-Marco-Cappelletti-216x152.jpg 216w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption class="post-gallery__caption">PRESS BOX © Marco Cappelletti</figcaption></figure></div><div class="swiper-button-prev"></div><div class="swiper-button-next"></div><div class="swiper-pagination"></div></div>


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<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/intervista-allo-studio-set-architects/">Intervista allo studio Set Architects: “L’architettura non è un contenitore neutro, ma genera relazioni”</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>25 studi di architettura a Bari da conoscere: i migliori nomi tra rigenerazione urbana, progetto contemporaneo e nuove forme dell’abitare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Architetto Giammetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 14:42:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bari è una città di soglie, di stratificazioni, di misure differenti: il fronte marittimo, la compattezza della città storica, l’ordine del Murattiano, le espansioni moderne, i margini residenziali, le trasformazioni più recenti che interrogano il rapporto tra spazio pubblico, abitare e identità urbana. In questo equilibrio mobile, l’architettura non agisce come semplice fatto edilizio, ma &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/studi-di-architettura-a-bari-migliori-nomi/">25 studi di architettura a Bari da conoscere: i migliori nomi tra rigenerazione urbana, progetto contemporaneo e nuove forme dell’abitare</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="90" data-end="663">Bari è una città di soglie, di stratificazioni, di misure differenti: il fronte marittimo, la compattezza della città storica, l’ordine del Murattiano, le espansioni moderne, i margini residenziali, le trasformazioni più recenti che interrogano il rapporto tra spazio pubblico, abitare e identità urbana. In questo equilibrio mobile, l’architettura non agisce come semplice fatto edilizio, ma come forma di interpretazione del territorio, dei suoi ritmi, delle sue permanenze e delle sue possibilità di cambiamento.</p>
<p data-start="665" data-end="1343">Parlare oggi di <strong data-start="681" data-end="713">studi di architettura a Bari</strong> significa allora osservare una scena più articolata di quanto si possa immaginare a prima vista. Accanto a nomi consolidati, che hanno contribuito a definire il volto contemporaneo della città, si muovono realtà capaci di leggere con intelligenza i temi del riuso, della rigenerazione urbana, della residenza, degli interni e delle nuove forme dell’abitare nel Sud. Quella che segue non è una classifica, ma una selezione editoriale costruita per restituire, attraverso 25 studi, il profilo di una città in cui il progetto continua a misurarsi con la luce, con la materia, con la densità e con il paesaggio quotidiano del vivere.</p>
<h2 data-section-id="w34oe7" data-start="79" data-end="142">Come abbiamo selezionato questi studi di architettura a Bari</h2>
<p data-start="144" data-end="625">Quella che segue non nasce da un criterio puramente quantitativo, né da una logica di classifica. Non abbiamo selezionato questi studi soltanto in base alla notorietà, alla visibilità online o alla facilità con cui compaiono nel racconto corrente della città. Il punto era costruire una mappa editoriale credibile, capace di restituire la complessità della scena barese senza ridurla né a un elenco di nomi storicizzati né a una vetrina di profili molto esposti sul piano digitale.</p>
<p data-start="627" data-end="1332">Per questa ragione abbiamo tenuto insieme più fattori. Da un lato, <strong>la solidità del percorso professionale, la qualità dei progetti realizzati, la capacità di incidere sul territorio e la presenza</strong>, quando rilevante, in pubblicazioni, premi, concorsi o<strong> interventi che abbiano lasciato una traccia leggibile</strong> nel contesto urbano e culturale. Dall’altro, abbiamo considerato anche la <strong>coerenza del linguaggio progettuale, l’attitudine a confrontarsi con i temi oggi più vivi dell’architettura contemporanea</strong> — dal riuso alla rigenerazione urbana, dalla residenza agli interni, fino alle nuove forme dell’abitare — e la capacità di interpretare Bari non come semplice sfondo, ma come materia concreta di progetto.</p>
<p data-start="1334" data-end="1815">Ne deriva una selezione volutamente composita. Accanto a studi ormai consolidati, trovano spazio realtà più recenti che, pur con percorsi differenti, mostrano una qualità già riconoscibile e una presenza non episodica. Non si tratta dunque di una classifica, ma di una selezione editoriale: venticinque nomi che, per ragioni diverse, aiutano a leggere Bari come una città in cui il progetto continua a misurarsi con identità, trasformazione, densità e paesaggio quotidiano.</p>
<h2 data-section-id="1j5l30u" data-start="0" data-end="19">Netti Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18948" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Netti-Architetti-migliori-studi-di-architettura-a-Bari.jpg" alt="Netti Architetti migliori studi di architettura a Bari" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Netti-Architetti-migliori-studi-di-architettura-a-Bari.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Netti-Architetti-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Netti-Architetti-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Netti-Architetti-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Netti-Architetti-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="21" data-end="700"><strong data-start="21" data-end="41">Netti Architetti</strong> è uno dei nomi che, a Bari, definiscono con maggiore chiarezza il rapporto tra ricerca architettonica e misura urbana. Fondato da <strong data-start="172" data-end="189">Lorenzo Netti</strong> e <strong data-start="192" data-end="210">Gloria Valente</strong>, lo studio ha sede in città e si muove da anni lungo una linea progettuale riconoscibile, attenta alla forma costruita ma anche alla storia, al paesaggio e alla responsabilità dell’architettura dentro il contesto reale. Non è un caso che il loro lavoro compaia con continuità nei repertori più autorevoli del settore: la loro pratica non si esaurisce nell’esercizio compositivo, ma si confronta con la città come fatto concreto, stratificato, abitato.</p>
<p data-start="702" data-end="1417">A chiarire bene il loro ruolo nella scena barese è <strong data-start="753" data-end="766">Omodeo 57</strong>, edificio residenziale realizzato in via Omodeo e indicato come il primo intervento attuato nell’ambito del <strong data-start="875" data-end="934">Programma Integrato di Riqualificazione delle Periferie</strong> promosso dal Comune di Bari. Qui il progetto affronta il tema della densificazione senza cedere né all’anonimato edilizio né all’enfasi formale: lavora invece sul margine, sugli allineamenti urbani e sulla relazione con le aree verdi vicine, trasformando un’operazione residenziale in una riflessione più ampia sul modo in cui anche l’architettura dell’abitare può contribuire, con rigore e intelligenza, al ridisegno della città contemporanea.</p>
<h2 data-section-id="10aws6a" data-start="59" data-end="90">Mirizzi Architetti Associati</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19080" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Mirizzi-Architetti-Associati-migliori-studi-di-architettura-a-Bari.jpg" alt="Mirizzi Architetti Associati" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Mirizzi-Architetti-Associati-migliori-studi-di-architettura-a-Bari.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Mirizzi-Architetti-Associati-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Mirizzi-Architetti-Associati-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Mirizzi-Architetti-Associati-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Mirizzi-Architetti-Associati-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="92" data-end="665"><strong data-start="92" data-end="124">Mirizzi Architetti Associati</strong> è uno studio che a Bari esprime un’idea di architettura fondata su continuità, struttura e responsabilità pubblica del progetto. Fondato nel <strong data-start="266" data-end="274">1991</strong> da <strong data-start="278" data-end="298">Luigi M. Mirizzi</strong> e <strong data-start="301" data-end="332">Giulia Stanghellini Perilli</strong>, con l’ingresso di <strong data-start="352" data-end="393">Vittorio Mirizzi Stanghellini Perilli</strong> nel 2002, lo studio ha sede in città e lavora da decenni su un campo ampio che comprende edilizia residenziale e terziaria, architettura sanitaria, restauro, riqualificazione urbana, recupero ambientale e pianificazione territoriale.</p>
<p data-start="667" data-end="1503">Il suo profilo si definisce soprattutto nella capacità di muoversi tra programmi complessi e opere di forte rilievo istituzionale. Tra gli interventi più significativi compaiono la <strong data-start="848" data-end="899">nuova sede del Consiglio Regionale della Puglia</strong>, la <strong data-start="904" data-end="956">nuova sede del Rettorato del Politecnico di Bari</strong>, il <strong data-start="961" data-end="1002">Covid Hospital alla Fiera del Levante</strong> e il <strong data-start="1008" data-end="1043">nuovo Commissariato di Monopoli</strong>, lavori che restituiscono l’immagine di una pratica progettuale solida, misurata e pienamente inserita nei processi di trasformazione del territorio pugliese. Più che inseguire la spettacolarità, Mirizzi Architetti Associati costruisce nel tempo un linguaggio di rigore, competenza e permanenza, in cui l’architettura conserva un rapporto stretto con la funzione pubblica, con la città e con la concretezza del costruire.</p>
<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto [content-visibility:auto] supports-[content-visibility:auto]:[contain-intrinsic-size:auto_100lvh] R6Vx5W_threadScrollVars scroll-mb-[calc(var(--scroll-root-safe-area-inset-bottom,0px)+var(--thread-response-height))] scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-69e8dfc1-4934-83eb-a59e-84b93931e974-5" data-testid="conversation-turn-34" data-scroll-anchor="false" data-turn="assistant">
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<h2 data-section-id="erd4pi" data-start="0" data-end="15">Studio Mossa</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19083" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/studio-mossa-architettura-migliori-studi-di-architettura-a-Bari.jpg" alt="studio mossa architettura migliori studi di architettura a Bari" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/studio-mossa-architettura-migliori-studi-di-architettura-a-Bari.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/studio-mossa-architettura-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/studio-mossa-architettura-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/studio-mossa-architettura-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/studio-mossa-architettura-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="17" data-end="641"><strong data-start="17" data-end="33">Studio Mossa</strong> occupa una posizione riconoscibile nel panorama barese per la capacità di misurarsi con programmi diversi senza perdere compattezza di linguaggio. Con sede a Bari, lo studio lavora da anni su architettura, interni e trasformazione urbana, muovendosi tra residenza, hospitality, infrastrutture e spazi del commercio. È una pratica che restituisce bene un’altra dimensione dell’architettura cittadina: non soltanto la casa o il progetto minuto, ma anche gli edifici e i dispositivi che incidono sul funzionamento quotidiano della città e sul modo in cui essa si presenta.</p>
<p data-start="643" data-end="1330">A definirne il profilo concorrono progetti come <strong data-start="691" data-end="725">Hotel Villa Romanazzi Carducci</strong>, <strong data-start="727" data-end="740">IKEA Bari</strong>, la <strong data-start="745" data-end="765">Stazione Cecilia</strong> della metropolitana e altri interventi che mostrano un’attitudine concreta, capace di attraversare scale e funzioni differenti. Più che cercare l’effetto, Studio Mossa sembra lavorare su una continuità operativa fatta di presenza, mestiere e capacità di stare dentro programmi complessi, spesso molto visibili ma raramente facili da risolvere. In questo senso rappresenta una delle realtà che, a Bari, raccontano con maggiore evidenza il rapporto tra architettura e infrastruttura urbana, tra progetto e uso reale della città.</p>
<h2 data-section-id="nfq89o" data-start="0" data-end="17">SMN Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19087" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMN-Architetti.jpg" alt="SMN Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMN-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMN-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMN-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMN-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMN-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1347" data-end="1754"><strong data-start="1347" data-end="1365">SMN Architetti</strong> è una realtà barese che lavora tra progettazione architettonica e urbanistica, restauro monumentale, architettura d’interni e gestione di programmi complessi sul territorio. Con sede in <strong data-start="1552" data-end="1578">via Cardassi 59 a Bari</strong>, lo studio costruisce un profilo professionale che tiene insieme interventi sull’esistente, nuovi usi e attenzione al contesto costruito.</p>
<p data-start="1756" data-end="2454">Tra i lavori che ne definiscono meglio il percorso c’è la <strong data-start="1814" data-end="1861">Nuova sede ISTAT nel centro storico di Bari</strong>, nata dal recupero funzionale dell’<strong data-start="1897" data-end="1911">Isolato 45</strong>, compendio demaniale situato tra <strong data-start="1945" data-end="1970">Strada della Torretta</strong> e <strong data-start="1973" data-end="1993">Vico de’ Gironda</strong>. Il progetto, associato a <strong data-start="2020" data-end="2070">G.L. Sylos Labini, M.A. Mellace e L. Visceglie</strong>, affronta un organismo edilizio stratificato e lo trasforma in una sede pubblica contemporanea, confermando l’interesse dello studio per gli interventi capaci di tenere insieme rifunzionalizzazione, qualità spaziale e rapporto con il tessuto storico. L’opera è stata inoltre segnalata nel quadro dei <strong data-start="2371" data-end="2401">Premi IN/ARCHITETTURA 2023</strong> per la Puglia.</p>
<h2 data-section-id="1kuvgns" data-start="1710" data-end="1767">SMALL – Soft Metropolitan Architecture &amp; Landscape Lab</h2>
<p data-start="1756" data-end="2454"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19090" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMALL-–-Soft-Metropolitan-Architecture-Landscape-Lab-migliori-studi-di-architettura-a-Bari.jpg" alt="SMALL – Soft Metropolitan Architecture &amp; Landscape Lab migliori studi di architettura a Bari" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMALL-–-Soft-Metropolitan-Architecture-Landscape-Lab-migliori-studi-di-architettura-a-Bari.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMALL-–-Soft-Metropolitan-Architecture-Landscape-Lab-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMALL-–-Soft-Metropolitan-Architecture-Landscape-Lab-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMALL-–-Soft-Metropolitan-Architecture-Landscape-Lab-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SMALL-–-Soft-Metropolitan-Architecture-Landscape-Lab-migliori-studi-di-architettura-a-Bari-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1769" data-end="2261"><strong data-start="1769" data-end="1827">SMALL – Soft Metropolitan Architecture &amp; Landscape Lab</strong> è una realtà con base a <strong data-start="1852" data-end="1869">Bari e Milano</strong> che unisce progetto, ricerca e riflessione urbana in una forma di pratica che supera il modello tradizionale dello studio. Attiva dal 2011, si definisce come architecture office e glocal cultural platform, impegnata sul progetto a scale diverse — dal paesaggio agli interni — e, parallelamente, su attività di ricerca, curatela ed editoria indipendente.</p>
<p data-start="2263" data-end="2879">Nel loro percorso trovano spazio interventi come la <strong data-start="2315" data-end="2381">riqualificazione dello spazio pubblico in Corso Mazzini a Bari</strong>, <strong data-start="2383" data-end="2410">La Biglietteria bistrot</strong>, <strong data-start="2412" data-end="2445">Maison Operative retail store</strong> e <strong data-start="2448" data-end="2459">Casa LC</strong>, tutti progetti che restituiscono un’idea di architettura attenta al rapporto tra spazio, contesto e usi contemporanei. Accanto a questi, SMALL porta avanti anche lavori e ricerche nell’area metropolitana barese, tra Adelfia, Triggiano, Corato, Cassano delle Murge e Monopoli, confermando un interesse costante per i temi del paesaggio urbano e della trasformazione dell’esistente.</p>
<h2 data-section-id="y3ah6" data-start="88" data-end="118">Barberio Colella Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19093" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Barberio-Colella-Architetti.jpg" alt="Barberio Colella Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Barberio-Colella-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Barberio-Colella-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Barberio-Colella-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Barberio-Colella-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Barberio-Colella-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="120" data-end="671"><strong data-start="120" data-end="151">Barberio Colella Architetti</strong> è uno studio con sede a <strong data-start="176" data-end="184">Bari</strong> guidato da <strong data-start="196" data-end="215">Micaela Colella</strong> e <strong data-start="218" data-end="239">Maurizio Barberio</strong>, attivo tra architettura, interior e furniture design. La loro formazione comune al <strong data-start="324" data-end="347" data-is-only-node="">Politecnico di Bari</strong>, seguita dal <strong data-start="361" data-end="417">dottorato in Progettazione Architettonica a Roma Tre</strong>, restituisce già il profilo di una pratica che nasce dentro un terreno di ricerca e che mantiene, anche nel lavoro professionale, un’attenzione costante al progetto come costruzione di strategie, materiali e spazio.</p>
<p data-start="673" data-end="1336">Più che per un singolo edificio-manifesto, lo studio si distingue per una linea di lavoro orientata allo sviluppo di concept innovativi, con un interesse dichiarato per sostenibilità, reversibilità, tecnologie e qualità dell’abitare. È in questa direzione che il loro nome si è imposto anche nel dibattito più recente, fino a comparire tra i premiati del <strong data-start="1028" data-end="1053">Premio NIB Top10 2021</strong> dedicato ad architettura e paesaggio. Barberio Colella Architetti rappresenta così una delle realtà baresi che meglio interpretano una progettualità contemporanea colta, attenta al dettaglio ma fondata su un’idea precisa di metodo e di ricerca.</p>
<h2 data-section-id="t4fcl8" data-start="0" data-end="9">FèRiMa</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19095" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FeRiMa.jpg" alt="FèRiMa" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FeRiMa.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FeRiMa-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FeRiMa-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FeRiMa-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FeRiMa-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="11" data-end="764"><strong data-start="11" data-end="21">FèRiMa</strong> è uno studio che, a Bari, interpreta l’architettura come pratica ampia, capace di attraversare scale e temi molto diversi senza perdere coerenza. Con base amministrativa e operativa in città, in <strong data-start="217" data-end="236">Corso Italia 43</strong>, e con ulteriori sedi operative a Lecce e Ferrara, lo studio lega il proprio nome soprattutto a un lavoro che tiene insieme progettazione architettonica e urbana, architettura del paesaggio, interior design, allestimento e interventi di interesse pubblico. È una presenza che si distingue per continuità e per la capacità di muoversi dal restauro di monumenti artistici al recupero di edifici, dal paesaggio urbano a quello naturalistico, dall’urbanistica alla pianificazione territoriale.</p>
<p data-start="766" data-end="1457">A definire il profilo di FèRiMa non è tanto un’unica opera-manifesto, quanto una pratica costruita nel tempo su programmi differenti e su un rapporto costante con il territorio. Nei repertori di progetto compaiono lavori come la <strong data-start="995" data-end="1017">Cattedrale di Bari</strong>, la riqualificazione della <strong data-start="1045" data-end="1080">ex Manifattura Tabacchi di Bari</strong>, la <strong data-start="1085" data-end="1106">Community Library</strong> di Santa Teresa dei Maschi e interventi di trasformazione urbana come <strong data-start="1177" data-end="1201">Infrastrutture Verdi</strong>, tutti esempi che restituiscono un’idea di architettura attenta alla preesistenza, agli spazi collettivi e alla possibilità che il progetto agisca come strumento di rigenerazione e di rilettura del contesto costruito.</p>
<h2 data-section-id="655z5p" data-start="0" data-end="21">esseelle associati</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19098" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/esseelle-associati.jpg" alt="esseelle associati" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/esseelle-associati.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/esseelle-associati-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/esseelle-associati-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/esseelle-associati-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/esseelle-associati-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="23" data-end="737"><strong data-start="23" data-end="45">esseelle associati</strong> è uno studio di architettura con sede a <strong data-start="86" data-end="122">Bari, in Corso Sidney Sonnino 29</strong>, che nel tempo ha costruito un percorso riconoscibile tra residenza, restauro, spazi pubblici e luoghi del lavoro. Il loro archivio di progetto restituisce una pratica capace di muoversi con continuità tra programmi diversi, dai fronti urbani come <strong data-start="371" data-end="389">Bari Lungomare</strong> e <strong data-start="392" data-end="410" data-is-only-node="">Bari Costa Sud</strong> fino a interventi più puntuali come <strong data-start="447" data-end="463">Palazzo Calò</strong> e la <strong data-start="469" data-end="492">Nuova sede Deloitte</strong>. Più che su un gesto isolato, il profilo dello studio si definisce su una presenza costante, capace di attraversare scale differenti mantenendo una chiara attenzione al rapporto tra architettura e contesto.</p>
<p data-start="739" data-end="1485">A delinearne il percorso contribuisce anche una continuità di partecipazione a contesti selettivi e di confronto disciplinare. Nella sezione dedicata agli <strong data-start="894" data-end="904">awards</strong> sul sito dello studio compaiono infatti il <strong data-start="948" data-end="999">Concorso Internazionale di idee “Bari Costasud”</strong> del 2018, la selezione al <strong data-start="1026" data-end="1093">Padiglione Italia della 13ª Biennale di Architettura di Venezia</strong> nel 2012 con <em data-start="1107" data-end="1123">Masseria Ciura</em> e il concorso internazionale per <strong data-start="1157" data-end="1189">“Scuola in Piazza a Levante”</strong> del 2009. È una traiettoria che restituisce l’immagine di uno studio interessato non solo alla pratica professionale in senso stretto, ma anche al progetto come confronto con la città, con il paesaggio e con le forme contemporanee dell’abitare e del lavoro.</p>
<h2 data-section-id="y2eeuw" data-start="0" data-end="8">biro+</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19101" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/biro-migliori-studi-di-architettura-bari.jpg" alt="biro+ migliori studi di architettura bari" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/biro-migliori-studi-di-architettura-bari.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/biro-migliori-studi-di-architettura-bari-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/biro-migliori-studi-di-architettura-bari-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/biro-migliori-studi-di-architettura-bari-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/biro-migliori-studi-di-architettura-bari-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="10" data-end="630"><strong data-start="10" data-end="19">biro+</strong> è uno studio di architettura e design d’interni con base a <strong data-start="79" data-end="96">Bari e Milano</strong>, nato dalla volontà dei fondatori <strong data-start="131" data-end="184">Luca Bifone, Daniela Martielli e Nicola Martielli</strong> di mettere insieme esperienze e formazioni diverse dentro una pratica condivisa. Il loro profilo si definisce con chiarezza già nella presentazione dello studio: lavorare su problemi quotidiani dell’abitare a scale differenti, da quella domestica a quella urbana, combinando attenzione ai dettagli locali, cura materica, tecnologie avanzate e un linguaggio aperto a riferimenti internazionali.</p>
<p data-start="632" data-end="1386">È una realtà che interessa perché costruisce un equilibrio credibile tra architettura, interni e ricerca progettuale, senza ridurre il lavoro a una pura estetica di superficie. Nei progetti pubblicati sul sito compaiono interventi come <strong data-start="868" data-end="881">Casa Cuba</strong>, <strong data-start="883" data-end="892">2+una</strong>, <strong data-start="894" data-end="910">Teatro Verdi</strong> e lo stesso spazio di lavoro di <strong data-start="943" data-end="959">biro+ studio</strong> a Bari, tutti segnali di una pratica che lavora sullo spazio costruito con continuità e precisione. Più che su un gesto eclatante, biro+ fonda il proprio profilo su una cultura del progetto attenta alla trasformazione dell’abitare contemporaneo, alla qualità degli interni e alla possibilità che anche la scala più prossima mantenga una densità architettonica riconoscibile.</p>
<h2 data-section-id="10yx6y4" data-start="0" data-end="17">BDF Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19104" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/BDF-Architetti-migliori-studi-di-architettura-bari.jpg" alt="BDF Architetti migliori studi di architettura bari" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/BDF-Architetti-migliori-studi-di-architettura-bari.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/BDF-Architetti-migliori-studi-di-architettura-bari-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/BDF-Architetti-migliori-studi-di-architettura-bari-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/BDF-Architetti-migliori-studi-di-architettura-bari-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/BDF-Architetti-migliori-studi-di-architettura-bari-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="323" data-end="790"><strong data-start="323" data-end="341">BDF Architetti</strong> è uno studio con sede a Bari che costruisce il proprio profilo attraverso una pratica misurata, attenta alla relazione tra architettura, interni e qualità dell’abitare. Legato al lavoro di <strong data-start="531" data-end="555">Alessio P. De Nicolo</strong>, lo studio si muove lungo una linea progettuale sobria e coerente, in cui la composizione non cerca mai l’effetto gratuito ma si concentra sulla chiarezza degli spazi, sul disegno degli ambienti e sull’equilibrio tra funzione e forma.</p>
<p data-start="792" data-end="1311">A delinearne il percorso contribuiscono interventi come <strong data-start="848" data-end="860">BL House</strong> e <strong data-start="863" data-end="874">P House</strong>, che restituiscono bene un’idea di progetto concentrata sulla scala domestica e sulla trasformazione dell’esistente. Più che affidarsi a una spettacolarità immediata, BDF Architetti lavora su una continuità di linguaggio fatta di precisione, controllo e attenzione alla vita quotidiana degli spazi. È proprio in questa attitudine, discreta ma riconoscibile, che lo studio definisce la propria presenza nel panorama barese contemporaneo.</p>
<h2 data-section-id="32n1tv" data-start="0" data-end="15">ifarchitetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19109" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ifarchitetti.jpg" alt="ifarchitetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ifarchitetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ifarchitetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ifarchitetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ifarchitetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ifarchitetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="17" data-end="773"><strong data-start="17" data-end="33">ifarchitetti</strong> è lo studio fondato a Bari nel <strong data-start="65" data-end="73">2016</strong> da <strong data-start="77" data-end="95">Michele Intini</strong> e <strong data-start="98" data-end="116" data-is-only-node="">Saverio Fasulo</strong>, entrambi formati al <strong data-start="138" data-end="161">Politecnico di Bari</strong> e con un passaggio alla <strong data-start="186" data-end="219">Istanbul Technical University</strong>. Il profilo dello studio si definisce con chiarezza già nella sua origine: un sodalizio costruito sul confronto tra due sensibilità diverse, applicato a una pratica che tiene insieme architettura, interior design e direzione lavori. Sul sito, ifarchitetti dichiara di lavorare soprattutto su <strong data-start="512" data-end="567">abitazioni indipendenti, ville e residenze storiche</strong>, un campo che restituisce bene la loro collocazione dentro una Bari in cui il tema della casa e della trasformazione dell’esistente continua ad avere un peso centrale.</p>
<p data-start="775" data-end="1413">A raccontarne meglio il lavoro sono i progetti raccolti nel portfolio dello studio, dove compaiono interventi come <strong data-start="890" data-end="901">casa_DC</strong>, <strong data-start="903" data-end="914">casa_IG</strong>, <strong data-start="916" data-end="927">casa_SD</strong>, <strong data-start="929" data-end="940">casa_BP</strong> e <strong data-start="943" data-end="964">rooms_NONNONICOLA</strong>. Più che inseguire un’architettura di effetto, ifarchitetti sembra muoversi dentro una linea progettuale concentrata sulla qualità dello spazio abitato, sul rapporto tra materiali, luce e configurazione interna, e su una misura domestica trattata con continuità e controllo. È proprio in questa attenzione all’abitare, più che nella ricerca del gesto spettacolare, che lo studio costruisce la propria identità.</p>
<h2 data-section-id="xjuyka" data-start="0" data-end="45">Diorama | atelier di architettura e design</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19112" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Diorama-atelier-di-architettura-e-design.jpg" alt="Diorama atelier di architettura e design" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Diorama-atelier-di-architettura-e-design.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Diorama-atelier-di-architettura-e-design-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Diorama-atelier-di-architettura-e-design-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Diorama-atelier-di-architettura-e-design-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Diorama-atelier-di-architettura-e-design-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="47" data-end="626"><strong data-start="47" data-end="58">Diorama</strong> è l’atelier fondato a Bari nel <strong data-start="90" data-end="98">2015</strong> dall’architetta <strong data-start="115" data-end="135">Serena L. Rosato</strong>, laureata al <strong data-start="149" data-end="172" data-is-only-node="">Politecnico di Bari</strong>, e si definisce con chiarezza come uno studio orientato all’architettura d’interni e al design, con una particolare attenzione a progetti su misura e a una ricerca che tiene insieme tradizione e innovazione. È una realtà che lavora soprattutto sulla qualità spaziale dell’abitare e dei luoghi commerciali, costruendo un linguaggio riconoscibile, misurato e fortemente legato alla dimensione sartoriale del progetto.</p>
<p data-start="628" data-end="1332">A delinearne il profilo sono interventi come <strong data-start="673" data-end="682">Pappa</strong> in via Re Manfredi, <strong data-start="703" data-end="712">Jumpa</strong> a Bari e la <strong data-start="725" data-end="748">Pasticceria Perulli</strong> in via Amendola, accanto a progetti residenziali più recenti come il restyling di una casa nel quartiere <strong data-start="854" data-end="863">Murat</strong>. Ne emerge una pratica concentrata sulla relazione tra materia, luce, colore e configurazione degli ambienti, con un interesse costante per spazi in cui interior e architettura coincidono in un’unica idea di atmosfera. Più che cercare effetti dichiarativi, Diorama costruisce ambienti in cui il progetto si misura con la vita quotidiana, con il racconto dei luoghi e con una sensibilità contemporanea che resta sempre controllata.</p>
<h2 data-section-id="1cismru" data-start="0" data-end="33">Clubdesign Architecture Studio</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19116" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Clubdesign-Architecture-Studio.jpg" alt="Clubdesign Architecture Studio" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Clubdesign-Architecture-Studio.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Clubdesign-Architecture-Studio-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Clubdesign-Architecture-Studio-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Clubdesign-Architecture-Studio-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Clubdesign-Architecture-Studio-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="35" data-end="745"><strong data-start="35" data-end="69">Clubdesign Architecture Studio</strong> è una realtà con sede a <strong data-start="94" data-end="130">Bari, in via Domenico Nicolai 51</strong>, fondata da <strong data-start="143" data-end="167">Saverio Lavolpicella</strong> e <strong data-start="170" data-end="196" data-is-only-node="">Vincenzo Mastrolonardo</strong> e attiva su progetti residenziali, commerciali e di architettura. Il profilo dello studio si definisce attraverso una pratica chiaramente orientata alla qualità degli interni e alla costruzione di spazi dal forte carattere materico e percettivo, con una particolare attenzione all’identità di ogni intervento. Più che su un’idea astratta di stile, Clubdesign costruisce la propria riconoscibilità su un linguaggio netto, contemporaneo, molto concentrato sulla relazione tra atmosfera, dettaglio e composizione.</p>
<p data-start="747" data-end="1300">A raccontarne il percorso sono progetti come <strong data-start="792" data-end="807">Le Terrazze</strong> a Bari, <strong data-start="816" data-end="837">Champagne Flavour</strong> ad Andria, <strong data-start="849" data-end="870">Clubdesign Office</strong> a Bari, <strong data-start="879" data-end="902">Rebellious Elegance</strong> e <strong data-start="905" data-end="915">Pillow</strong>, tutti lavori che restituiscono una pratica capace di muoversi con coerenza tra residenza e spazi commerciali. In questo senso lo studio rappresenta bene una parte della scena barese più attenta al progetto degli interni e alla costruzione di ambienti fortemente riconoscibili, senza rinunciare a una presenza strutturata sul piano professionale.</p>
<h2 data-section-id="1mxfqdl" data-start="123" data-end="140">NuevArchitects</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19135" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/NuevArchitects-architetti-Bari.jpg" alt="NuevArchitects architetti Bari" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/NuevArchitects-architetti-Bari.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/NuevArchitects-architetti-Bari-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/NuevArchitects-architetti-Bari-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/NuevArchitects-architetti-Bari-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/NuevArchitects-architetti-Bari-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="142" data-end="852"><strong data-start="142" data-end="160">NuevArchitects</strong> è uno studio con sede a <strong data-start="185" data-end="220">Bari, in via Marco Partipilo 48</strong>, attivo dal <strong data-start="233" data-end="241">2022</strong> e formato da <strong data-start="255" data-end="329">Fabio D’Alicandro, Giovanni Vito Chiapparino e Teresa Daniela Lovascio</strong>, con il contributo anche di una direzione artistica e di una componente legata alla comunicazione. Il profilo che emerge dal loro sito è quello di una realtà giovane ma già strutturata, che prova a tenere insieme architettura, design e costruzione di un’identità visiva riconoscibile. Più che su una lunga storicizzazione, lo studio fonda la propria presenza su una postura dichiaratamente contemporanea, molto concentrata sul progetto come sintesi fra funzione, immagine e atmosfera.</p>
<p data-start="854" data-end="1422">Nel loro caso, la riconoscibilità passa anche da un modo preciso di presentarsi: “non il solito studio di architettura”, scrivono, definendo una posizione che punta a distinguersi nel campo della progettazione residenziale, commerciale e di interior. È una realtà che può avere senso in una mappa dell’architettura barese proprio perché intercetta una fascia più recente della scena cittadina, in cui il progetto si intreccia con linguaggi visivi e forme di racconto più esposte, ma non per questo prive di intenzione progettuale.</p>
<h2 data-section-id="qgx40a" data-start="1424" data-end="1439">(dp)ª STUDIO</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19138" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/dpa-STUDIO.jpg" alt="(dp)ª STUDIO" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/dpa-STUDIO.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/dpa-STUDIO-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/dpa-STUDIO-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/dpa-STUDIO-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/dpa-STUDIO-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1441" data-end="2040"><strong data-start="1441" data-end="1457">(dp)ª STUDIO</strong> ha sede a <strong data-start="1468" data-end="1510">Bari, in Corso Vittorio Emanuele II 33</strong>, ed è fondato da <strong data-start="1528" data-end="1548">Domenico Pastore</strong>. Dal <strong data-start="1554" data-end="1562">2007</strong> lo studio lavora su trasformazione urbana, architettura residenziale privata e pubblica, architettura d’interni e allestimento museale, costruendo un profilo che lega pratica professionale e attività di ricerca. È uno dei nomi che, nel panorama barese, restituiscono con maggiore chiarezza un’idea di architettura come processo analitico, attento alle criticità del contesto e alla possibilità di tradurle in forme costruite.</p>
<p data-start="2042" data-end="2579">A questa dimensione progettuale si affianca una partecipazione costante a concorsi nazionali e internazionali e un’attività accademica centrata sulla rappresentazione del patrimonio costruito e dei fenomeni di trasformazione urbana. È una pratica che interessa proprio per questa doppia natura: da un lato lo studio professionale, dall’altro una riflessione più ampia sul disegno, sulla città e sulle possibilità di lettura del costruito contemporaneo.</p>
<h2 data-section-id="isgd6d" data-start="3597" data-end="3617">3C+M architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19141" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/3CM-architettura.jpg" alt="3C+M architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/3CM-architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/3CM-architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/3CM-architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/3CM-architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/3CM-architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="114" data-end="519">3C+M architettura è uno studio barese con sede in Piazza Nicola Balenzano 11, attivo tra architettura, interior design e design. Il gruppo, composto da Riccardo Campanale, Carolina Cusatelli, Davide Cusatelli e Alessandro Melcore, costruisce la propria identità su un approccio multidisciplinare, in cui competenze architettoniche, progettuali e tecniche convergono nella definizione dello spazio abitato.</p>
<p data-start="521" data-end="1109" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il lavoro dello studio si concentra in particolare sulla residenza e sulla trasformazione degli interni, con progetti come <strong data-start="644" data-end="688">Casa M, Casa Torre, Palazzo M e Casa C+D</strong>. Interventi che raccontano una pratica attenta alla misura domestica, alla distribuzione degli ambienti e alla relazione tra architettura e vita quotidiana. In questa prospettiva, 3C+M architettura rappresenta una delle realtà baresi che lavorano sul confine fertile tra progetto architettonico e interior design, interpretando l’abitare contemporaneo come un campo di ricerca concreto, preciso e in continua evoluzione.</p>
<h2 data-section-id="qrb0vf" data-start="4609" data-end="4625">MG Architects</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19144" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/MG-Architects-bari.jpg" alt="MG Architects bari" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/MG-Architects-bari.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/MG-Architects-bari-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/MG-Architects-bari-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/MG-Architects-bari-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/MG-Architects-bari-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="123" data-end="596"><strong data-start="123" data-end="140">MG Architects</strong> è una realtà barese orientata alla <strong data-start="176" data-end="206">progettazione residenziale</strong>, alla <strong data-start="213" data-end="248">ristrutturazione chiavi in mano</strong> e alla trasformazione dello spazio domestico. Il lavoro dello studio si concentra sul controllo dell’intero processo progettuale, dalla definizione dell’idea alla gestione del cantiere, con un’attenzione particolare alla <strong data-start="470" data-end="501" data-is-only-node="">funzionalità degli ambienti</strong>, alla qualità dei materiali e alla coerenza tra architettura, interior design e realizzazione.</p>
<p data-start="598" data-end="1113" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel suo percorso rientrano interventi residenziali come il progetto di <strong data-start="669" data-end="735">un’unità immobiliare caratterizzata da una forte cura materica</strong> e <strong data-start="738" data-end="761">un attico a Modugno</strong>, che raccontano una pratica vicina alle esigenze concrete dell’abitare contemporaneo. Più che cercare una dimensione teorica o dichiarativa, <strong data-start="903" data-end="920">MG Architects</strong> lavora su una progettazione pragmatica e integrata, in cui la casa diventa il luogo principale di sperimentazione tra <strong data-start="1039" data-end="1112">recupero edilizio, comfort, immagine e qualità quotidiana degli spazi</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1ggb1df" data-start="5713" data-end="5743">Studio Concept Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19147" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Concept-Architettura.jpg" alt="Studio Concept Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Concept-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Concept-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Concept-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Concept-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Concept-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="33" data-end="481"><strong data-start="33" data-end="64">Studio Concept Architettura</strong> è una realtà barese attiva soprattutto nel campo dell’<strong data-start="119" data-end="138">interior design</strong>, della <strong data-start="146" data-end="179" data-is-only-node="">ristrutturazione residenziale</strong> e della progettazione degli spazi domestici. Con sede in <strong data-start="237" data-end="269">Viale Papa Giovanni XXIII 33</strong>, lo studio si colloca in quella parte della scena progettuale cittadina che lavora in modo diretto sull’abitare contemporaneo, sull’organizzazione degli ambienti e sulla costruzione di interni pensati su misura.</p>
<p data-start="483" data-end="941" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il lavoro dello studio si concentra su interventi come <strong data-start="538" data-end="551">Villa G+A</strong>, accanto a progetti dedicati alla <strong data-start="586" data-end="600">smart home</strong>, al <strong data-start="605" data-end="618">relooking</strong> e alla progettazione integrale dell’arredo. Ne emerge una pratica attenta alla qualità dello spazio abitato, al dialogo con il committente e alla cura del dettaglio, in cui l’interior design diventa uno strumento per trasformare la casa in un ambiente più funzionale, coerente e vicino alle esigenze della vita quotidiana.</p>
<h2 data-section-id="ajkft" data-start="6773" data-end="6793">area87 architects</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19150" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/area87-architects-migliori-studi-architettura-bari.jpg" alt="area87 architects migliori studi architettura bari" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/area87-architects-migliori-studi-architettura-bari.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/area87-architects-migliori-studi-architettura-bari-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/area87-architects-migliori-studi-architettura-bari-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/area87-architects-migliori-studi-architettura-bari-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/area87-architects-migliori-studi-architettura-bari-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="23" data-end="378"><strong data-start="23" data-end="44">area87 architects</strong> è uno studio di architettura con sede a Bari, attivo su progetti residenziali, interior design e interventi di trasformazione dello spazio abitato. Fondato da giovani architetti, lo studio costruisce la propria identità su un approccio contemporaneo, concreto e molto attento alla relazione tra progetto, materiali e vita quotidiana.</p>
<p data-start="380" data-end="940" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Il lavoro di <strong data-start="393" data-end="414">area87 architects</strong> attraversa appartamenti, complessi di trulli, cucine e spazi commerciali, con una particolare attenzione alla definizione di <strong data-start="540" data-end="561">palette materiche</strong>, atmosfere e soluzioni su misura. Ne emerge una pratica orientata alla qualità percettiva degli ambienti e alla capacità di tradurre esigenze abitative reali in spazi contemporanei, misurati e coerenti. In questa direzione, lo studio rappresenta una delle realtà baresi più vicine al tema della casa come luogo da ripensare attraverso equilibrio, dettaglio e cura dell’immagine.</p>
<h2 data-section-id="13yqcs8" data-start="208" data-end="231">De Napoli Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19152" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/De-Napoli-Architetti-migliori-studi-architettura-bari.jpg" alt="De Napoli Architetti migliori studi architettura bari" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/De-Napoli-Architetti-migliori-studi-architettura-bari.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/De-Napoli-Architetti-migliori-studi-architettura-bari-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/De-Napoli-Architetti-migliori-studi-architettura-bari-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/De-Napoli-Architetti-migliori-studi-architettura-bari-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/De-Napoli-Architetti-migliori-studi-architettura-bari-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="26" data-end="460"><strong data-start="26" data-end="50">De Napoli Architetti</strong> è uno studio con sede a Bari, in <strong data-start="84" data-end="115">via Vito Nicola De Nicolò 7</strong>, fondato nel 2011 da <strong data-start="137" data-end="161" data-is-only-node="">Mariangela De Napoli</strong> e <strong data-start="164" data-end="187">Francesca De Napoli</strong>. La loro ricerca progettuale si concentra sulla <strong data-start="236" data-end="257">residenza privata</strong>, sul <strong data-start="263" data-end="290">recupero dell’esistente</strong> e sulla valorizzazione dell’architettura storica, costruendo un percorso in cui progettazione architettonica, interni e gestione del progetto dialogano in modo coerente.</p>
<p data-start="462" data-end="1059" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Progetti come <strong data-start="476" data-end="526">Casa G, Casa P, Casa MT, Villa unifamiliare AR</strong> e il <strong data-start="532" data-end="555">Complesso di Trulli</strong> raccontano una pratica attenta alla qualità dello spazio domestico, alla misura degli ambienti e alla rilettura dell’architettura privata. Il lavoro dello studio si muove con discrezione e controllo, senza ricercare effetti superflui, ma puntando su equilibrio, precisione e continuità. In questa direzione, <strong data-start="864" data-end="888">De Napoli Architetti</strong> rappresenta una delle realtà baresi che interpretano l’abitare contemporaneo attraverso il rapporto tra <strong data-start="993" data-end="1058">recupero, progetto su misura e qualità quotidiana degli spazi</strong>.</p>
<h2 data-section-id="134g41g" data-start="1366" data-end="1395">Architetto Annalisa Macina</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19157" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetto-Annalisa-Macina.jpg" alt="Architetto Annalisa Macina" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetto-Annalisa-Macina.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetto-Annalisa-Macina-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetto-Annalisa-Macina-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetto-Annalisa-Macina-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetto-Annalisa-Macina-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="32" data-end="422"><strong data-start="32" data-end="51">Annalisa Macina</strong> porta in questa selezione un profilo più autoriale, in cui <strong data-start="111" data-end="142">architettura, design e arte</strong> dialogano come discipline complementari. Nata a Bari, ha fondato il proprio studio nel <strong data-start="230" data-end="238">1995</strong> e lavora da oltre venticinque anni su progetti residenziali, ville, appartamenti, interni e oggetti, con una sensibilità progettuale che mette in relazione <strong data-start="395" data-end="421" data-is-only-node="">spazio, luce e materia</strong>.</p>
<p data-start="424" data-end="841">Con sede in <strong data-start="436" data-end="466">Lungomare Nazario Sauro 13</strong>, lo studio mantiene un rapporto diretto con il paesaggio urbano e con una misura mediterranea dello spazio. Nel lavoro di Annalisa Macina, il progetto domestico non viene interpretato come semplice decorazione dell’interno, ma come costruzione di un’atmosfera complessiva, in cui architettura, arredo e dettaglio concorrono alla definizione di un’identità abitativa precisa.</p>
<p data-start="843" data-end="1212" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La sua ricerca attraversa <strong data-start="869" data-end="922">architettura, interni, design e sculture luminose</strong>, confermando un approccio trasversale che unisce funzione, materia e dimensione plastica. È una presenza significativa nella scena barese proprio perché introduce una pratica più personale e autoriale, radicata nel territorio ma aperta a una lettura sensibile e contemporanea dello spazio.</p>
<h2 data-section-id="1ow9w3j" data-start="2558" data-end="2583">DEDA&amp;FLORIO Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19160" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DEDAFLORIO-Architetti.jpg" alt="DEDA&amp;FLORIO Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DEDAFLORIO-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DEDAFLORIO-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DEDAFLORIO-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DEDAFLORIO-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DEDAFLORIO-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="28" data-end="459"><strong data-start="28" data-end="54">DEDA&amp;FLORIO Architetti</strong> è una realtà barese attiva tra <strong data-start="86" data-end="143">architettura, design e progetto dello spazio pubblico</strong>. Lo studio, legato ai nomi di <strong data-start="174" data-end="192" data-is-only-node="">Giulia De Noto</strong> e <strong data-start="195" data-end="215">Giovanni D’Amico</strong>, sviluppa una ricerca progettuale che si muove sul confine tra spazio costruito, oggetto e dimensione collettiva, con un approccio meno convenzionale rispetto alle pratiche più concentrate esclusivamente sulla residenza o sull’interior design.</p>
<p data-start="461" data-end="1039" data-is-last-node="" data-is-only-node="">La presenza di <strong data-start="476" data-end="502">DEDA&amp;FLORIO Architetti</strong> in questa selezione è legata proprio alla natura trasversale del suo lavoro. Non solo interni e spazio domestico, ma anche <strong data-start="626" data-end="668">design, architettura e luoghi pubblici</strong>, intesi come ambiti in cui il progetto può incidere sulla relazione tra persone, contesto e uso quotidiano degli spazi. È un profilo meno esposto sul piano mediatico, ma coerente con una lettura più ampia della scena barese: quella che guarda all’architettura non solo come costruzione privata, ma come strumento per dare forma a esperienze, relazioni e spazi condivisi.</p>
<h2 data-section-id="1djp51i" data-start="3665" data-end="3696">Gaetano Ficarella Architetto</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19163" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaetano-Ficarella-Architetto.jpg" alt="Gaetano Ficarella Architetto" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaetano-Ficarella-Architetto.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaetano-Ficarella-Architetto-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaetano-Ficarella-Architetto-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaetano-Ficarella-Architetto-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Gaetano-Ficarella-Architetto-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="34" data-end="381"><strong data-start="34" data-end="55">Gaetano Ficarella</strong> introduce nella selezione un profilo più autoriale, sospeso tra <strong data-start="120" data-end="166">architettura, design e ricerca progettuale</strong>. Il suo lavoro non si limita alla sola pratica professionale, ma si apre a una riflessione più ampia sul progetto, sui linguaggi dell’abitare e sulle contaminazioni possibili tra spazio, oggetto e pensiero critico.</p>
<p data-start="383" data-end="724">Accanto all’attività di architetto, Ficarella ha fondato a Bari <strong data-start="447" data-end="463">Mediaragione</strong>, brand dedicato alla ricerca e allo sviluppo nel campo del design. Questa esperienza conferma un percorso costruito su più livelli, in cui architettura e design diventano strumenti complementari per indagare il rapporto tra forma, funzione e cultura materiale.</p>
<p data-start="726" data-end="1168" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Tra i progetti associati al suo lavoro compaiono <strong data-start="775" data-end="809">Experimental City Store – Bari</strong> e la <strong data-start="815" data-end="857">Banca Popolare di Bari, ex sede S.E.T.</strong>, interventi che restituiscono una pratica riconoscibile e non convenzionale. La sua presenza in questa mappa editoriale aggiunge profondità alla selezione, portando dentro il racconto della scena barese una figura capace di muoversi tra progetto costruito, ricerca e visione critica dello spazio contemporaneo.</p>
<h2 data-section-id="usbydz" data-start="0" data-end="28">Architetti Boffoli Caputo</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19166" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Boffoli-Caputo.jpg" alt="Architetti Boffoli Caputo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Boffoli-Caputo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Boffoli-Caputo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Boffoli-Caputo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Boffoli-Caputo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Boffoli-Caputo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="31" data-end="436"><strong data-start="31" data-end="60">Architetti Boffoli Caputo</strong> è uno studio con sede a Bari, in <strong data-start="94" data-end="114">via Putignani 67</strong>, guidato da <strong data-start="127" data-end="148">Mariolina Boffoli</strong> e <strong data-start="151" data-end="169" data-is-only-node="">Roberto Caputo</strong>. Il loro lavoro si concentra sulla relazione tra <strong data-start="219" data-end="281">architettura, design e costruzione sartoriale dello spazio</strong>, con un’attenzione particolare all’armonia degli ambienti, agli equilibri compositivi e al dialogo tra riferimenti classici ed essenzialità contemporanea.</p>
<p data-start="438" data-end="966">Nel panorama barese, lo studio si distingue per una progettualità fortemente orientata all’<strong data-start="529" data-end="548">interior design</strong>, alla qualità percettiva dei luoghi e alla definizione di atmosfere eleganti e riconoscibili. Interventi come <strong data-start="659" data-end="693">Dimora San Nicola a Conversano</strong>, restauro e riqualificazione di un antico fabbricato trasformato in struttura ricettiva, e i <strong data-start="787" data-end="859">nuovi uffici amministrativi e direzionali del gruppo Chiarito a Bari</strong> raccontano una pratica capace di muoversi tra preesistenza, progetto contemporaneo e identità degli spazi.</p>
<p data-start="968" data-end="1339" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Ne emerge un approccio attento al dettaglio, alla materia e alla misura, in cui il progetto non si limita alla configurazione degli ambienti, ma costruisce una vera esperienza dello spazio. <strong data-start="1158" data-end="1187">Architetti Boffoli Caputo</strong> rappresenta così una delle realtà baresi più vicine a una cultura dell’interior intesa come sintesi tra architettura, atmosfera e qualità dell’abitare.</p>
<h2 data-section-id="1pijm8l" data-start="3611" data-end="3627">Studio Bayria</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-19169" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Bayria.jpg" alt="Studio Bayria" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Bayria.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Bayria-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Bayria-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Bayria-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Bayria-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="19" data-end="420"><strong data-start="19" data-end="36">Studio Bayria</strong> è uno studio di architettura e design d’interni fondato a Bari nel <strong data-start="104" data-end="112">2018</strong>, con una ricerca progettuale orientata alla <strong data-start="157" data-end="181" data-is-only-node="">qualità dell’abitare</strong>. Il suo lavoro nasce dal rapporto tra progetto, contesto architettonico, paesaggio, materiali e luce, con l’obiettivo di costruire ambienti capaci di rispondere alle esigenze del cliente senza perdere il legame con il carattere del luogo.</p>
<p data-start="422" data-end="936" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Progetti come <strong data-start="436" data-end="499">Villa RM, Villa EDT, Mistral, Casa GC, Casa AG, Masseria LF</strong> e <strong data-start="502" data-end="529">Housing in Milano Sesto</strong>, accanto a lavori di design come <strong data-start="563" data-end="586">In Bloom Chandelier</strong>, raccontano una pratica attenta allo spazio domestico, all’interior e alla definizione dell’atmosfera. Pur essendo una realtà più recente rispetto ad altri studi della scena barese, <strong data-start="769" data-end="786">Studio Bayria</strong> mostra una direzione progettuale già riconoscibile, in cui architettura, oggetto e materia partecipano a un’unica visione dello spazio contemporaneo.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/studi-di-architettura-a-bari-migliori-nomi/">25 studi di architettura a Bari da conoscere: i migliori nomi tra rigenerazione urbana, progetto contemporaneo e nuove forme dell’abitare</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>L’Architettura come Laboratorio del Vivere: Intervista a Matteo Xamo, titolare dello Studio xzlab.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piergiorgio Barzon]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 08:15:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama dell&#8217;architettura contemporanea veronese, lo studio xzlab. si distingue per un approccio che fonde l&#8217;ascolto empatico con l&#8217;alta specializzazione tecnica. Abbiamo incontrato Matteo Xamo, fondatore e anima dello studio, per capire come la visione di un &#8220;laboratorio di progettazione&#8221; stia ridefinendo il concetto di abitare, tra recupero del passato e sfide tecnologiche del futuro. &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/intervista-a-matteo-xamo-titolare-dello-studio-xzlab/">L’Architettura come Laboratorio del Vivere: Intervista a Matteo Xamo, titolare dello Studio xzlab.</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel panorama dell&#8217;architettura contemporanea veronese, lo studio <em>xzlab.</em> si distingue per un approccio che fonde l&#8217;ascolto empatico con l&#8217;alta specializzazione tecnica. Abbiamo incontrato <strong>Matteo Xamo</strong>, fondatore e anima dello studio, per capire come la visione di un &#8220;laboratorio di progettazione&#8221; stia ridefinendo il concetto di abitare, tra recupero del passato e sfide tecnologiche del futuro.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Matteo, il nome del vostro studio, &#8220;xzlab.&#8221;, evoca immediatamente l&#8217;idea di ricerca e sperimentazione. Perché avete scelto di definirvi un &#8220;laboratorio&#8221; piuttosto che un classico studio di architettura?</strong>&nbsp;</h3>



<p>La scelta non è casuale. Il laboratorio è un luogo dove si prova, si analizza e si sintetizza. In <em>xzlab.</em> non applichiamo soluzioni preconfezionate; <strong>ogni progetto è un esperimento</strong> unico che nasce dalle esigenze specifiche del committente. Ci consideriamo un laboratorio perché accompagniamo il cliente in tutte le fasi, dalla prima idea alla messa in opera. Il nostro motto è &#8220;ascoltare, progettare, vivere&#8221;: senza l&#8217;ascolto, non c&#8217;è vera architettura.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1342" height="897" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Matteo-Xamo.png" alt="" class="wp-image-18785" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Matteo-Xamo.png 1342w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Matteo-Xamo-300x201.png 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Matteo-Xamo-1024x684.png 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Matteo-Xamo-768x513.png 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Matteo-Xamo-370x247.png 370w" sizes="(max-width: 1342px) 100vw, 1342px" /><figcaption class="wp-element-caption">Matteo Xamo &#8211; Founder &amp; President xzlab.</figcaption></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Molti dei vostri lavori mostrano un profondo rispetto per l&#8217;esistente. Come si concilia il recupero storico con le moderne esigenze di sostenibilità e innovazione?</strong>&nbsp;</h3>



<p>È la nostra sfida quotidiana. Crediamo che l&#8217;architettura debba ricostruire il passato proiettandolo nel futuro. Progettare in qualità significa <strong>non scendere a compromessi </strong>sulle prestazioni energetiche, anche quando si lavora su edifici storici. Un rustico può diventare una casa ad altissima efficienza senza perdere la sua anima materica. L&#8217;innovazione tecnologica deve essere invisibile ma percepibile nel benessere di chi abita lo spazio.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="18675" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/06_FilippoMolena_TecnostileLazise_H-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-18675" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/06_FilippoMolena_TecnostileLazise_H-1024x768.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/06_FilippoMolena_TecnostileLazise_H-300x225.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/06_FilippoMolena_TecnostileLazise_H-768x576.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/06_FilippoMolena_TecnostileLazise_H-370x278.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/06_FilippoMolena_TecnostileLazise_H.jpg 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Oltre al residenziale, la vostra attività abbraccia diversi ambiti, dal commerciale al ricettivo, dagli uffici e al medicale. Come cambia l&#8217;approccio quando progettate un hotel, un negozio, un ufficio o uno studio medico?</strong>&nbsp;</h3>



<p>In realtà, la filosofia del &#8220;laboratorio&#8221; è ancora più preziosa in questi settori, dove la complessità aumenta. In uno spazio commerciale, alberghiero o medicale,<strong> l’architettura deve agire come una macchina perfetta</strong>: deve rispondere a flussi di lavoro precisi, ergonomia e normative stringenti, senza mai sacrificare l’esperienza dell&#8217;utente finale. </p>



<p>Il nostro approccio si sposta sulla &#8220;psicologia dello spazio&#8221;: se <strong>un negozio</strong> deve tradurre l&#8217;identità di un brand in volumi e materiali, <strong>una clinica</strong> deve invece saper trasmettere serenità attraverso il comfort acustico e visivo. Nel <strong>settore alberghiero</strong>, la sfida è creare un&#8217;esperienza memorabile: progettiamo spazi dove l&#8217;estetica scenografica deve convivere con una funzionalità operativa impeccabile, trasformando il soggiorno in un racconto sensoriale per l&#8217;ospite. Negli <strong>uffici</strong>, invece, il focus diventa la produttività legata al benessere, creando ambienti che stimolino la collaborazione. </p>



<p>Il valore aggiunto del nostro &#8220;laboratorio&#8221; è la capacità di risolvere la componente tecnica e burocratica a monte, permettendo al design di emergere liberamente. La vera sfida è proprio questa: rendere &#8220;umani&#8221;, caldi e identitari quegli spazi, che si tratti di una camera d&#8217;hotel o di una sala d&#8217;attesa, che solitamente vengono percepiti come freddi o puramente funzionali, trasformandoli in luoghi dove le persone desiderano stare, non solo transitare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="18687" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/xzlab-realizzazioni-ristrutturazione-struttura-turistica-8-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-18687" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/xzlab-realizzazioni-ristrutturazione-struttura-turistica-8-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/xzlab-realizzazioni-ristrutturazione-struttura-turistica-8-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/xzlab-realizzazioni-ristrutturazione-struttura-turistica-8-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/xzlab-realizzazioni-ristrutturazione-struttura-turistica-8-370x247.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/xzlab-realizzazioni-ristrutturazione-struttura-turistica-8.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="720" height="480" data-id="18691" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/realizzazione-lamarope-xzlab-11.jpg" alt="" class="wp-image-18691" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/realizzazione-lamarope-xzlab-11.jpg 720w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/realizzazione-lamarope-xzlab-11-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/realizzazione-lamarope-xzlab-11-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/piada-friends-48-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-18685" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/piada-friends-48-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/piada-friends-48-1-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/piada-friends-48-1-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/piada-friends-48-1-370x247.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/piada-friends-48-1.jpg 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sostenibilità è una parola oggi molto abusata. Qual è la visione di xzlab. in merito alla transizione ecologica e al vostro ruolo di esperti CQ (Costruire in Qualità)?</strong>&nbsp;</h3>



<p>Per noi la sostenibilità non è una moda o una medaglietta da affiggere al muro, ma un prerequisito. Essere esperti CQ significa avere una <strong>visione olistica del cantiere</strong>: dalla scelta dei materiali alla gestione dei ponti termici, fino alla durabilità dell&#8217;opera nel tempo. Un edificio sostenibile è un edificio che non spreca risorse e che richiede poca manutenzione. Il futuro dell&#8217;architettura è in questa consapevolezza: costruire meno, costruire meglio e rigenerare ciò che già esiste.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Spesso il cantiere è visto come un luogo di caos; in che modo la vostra visione lo trasforma in un processo controllato?</strong>&nbsp;</h3>



<p>Il cantiere non deve essere un&#8217;avventura, ma l&#8217;esecuzione di uno spartito già scritto. Significa sp<strong>ostare lo sforzo intellettuale a monte</strong>: se risolviamo il dettaglio tecnico in ufficio, l&#8217;operaio in cantiere non deve improvvisare. Per <em>xzlab.</em>, la qualità è il processo. Un cantiere organizzato riduce gli sprechi e garantisce che le intenzioni dichiarate siano quelle reali. È una forma di rispetto verso l&#8217;investimento del cliente.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1707" data-id="18704" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-043-scaled.jpg" alt="" class="wp-image-18704" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-043-scaled.jpg 2560w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-043-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-043-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-043-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-043-1536x1024.jpg 1536w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-043-2048x1365.jpg 2048w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-043-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="18702" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-004-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-18702" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-004-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-004-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-004-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-004-1536x1024.jpg 1536w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-004-2048x1365.jpg 2048w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-004-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-057-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-18671" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-057-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-057-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-057-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-057-1536x1024.jpg 1536w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-057-2048x1365.jpg 2048w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-057-370x247.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/residenza-g-057-1200x800.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Un vostro punto di forza è la capacità di far &#8220;diventare realtà il progetto così come lo si era immaginato&#8221;. Come riuscite a colmare il divario tra il rendering e la costruzione finale?</strong>&nbsp;</h3>



<p>È una questione di onestà progettuale. Grazie alla <strong>progettazione integrata</strong>, quello che mostriamo al cliente è già stato verificato a livello di fattibilità. Accompagniamo il committente fisicamente nella scelta dei materiali, assicurandoci che il &#8220;sogno&#8221; iniziale non venga diluito dai problemi tecnici. La soddisfazione più grande è sentire il cliente dire: &#8220;È esattamente come l&#8217;avevamo disegnata&#8221;. Da sempre siamo stiati restii a produrre fotosimulazioni o render troppo effimeri, dallo scopo meramente commerciale. Ci piace ragionare più sulla sostanza.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Sei molto attivo nella vita professionale a Verona. Quanto ritieni importante non chiudersi nel proprio studio ma contribuire alla cultura del costruire del proprio territorio?</strong>&nbsp;</h3>



<p>Fondamentale. Partecipare attivamente alla vita professionale del territorio mi permette di avere il polso della situazione sulle normative e sulle nuove tecnologie. <strong>Credo molto nel fare rete</strong>: lo studio <em>xzlab.</em> stesso è una realtà aperta. Contribuire alla cultura tecnica locale significa elevare lo standard di tutto il settore, a beneficio della qualità degli edifici che lasceremo alle future generazioni.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-4 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="480" height="720" data-id="18696" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/realizzazione-lamarope-xzlab-2.jpg" alt="" class="wp-image-18696" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/realizzazione-lamarope-xzlab-2.jpg 480w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/realizzazione-lamarope-xzlab-2-200x300.jpg 200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/realizzazione-lamarope-xzlab-2-370x555.jpg 370w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure>



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<h3 class="wp-block-heading"><strong>Guardando al futuro, quali sono i prossimi obiettivi di xzlab.?</strong></h3>



<p>L’obbiettivo è sicuramente quello di continuare a <strong>crescere come polo di progettazione integrata</strong>, mantenendo però quella dimensione umana e di bottega che ci permette di curare il dettaglio e mantenere un contatto diretto con i nostri clienti. La sfida più difficile sarà sicuramente coniugare l’espansione con l’attenzione per questi aspetti, cosa su cui stiamo lavorando da anni per affinare modelli di gestione e coordinamento che ci consentano di avere una struttura flessibile anche aumentando di fatturato e personale.</p>



<p>Abbiamo in cantiere progetti importanti che esplorano nuove forme di accoglienza e residenzialità flessibile, strutture ricettive e tanto altro. L&#8217;obiettivo resta <strong>migliorare la vita delle persone attraverso la qualità degli spazi</strong>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-5 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="779" data-id="18731" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/13_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-1024x779.jpg" alt="" class="wp-image-18731" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/13_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-1024x779.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/13_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-300x228.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/13_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-768x584.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/13_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-370x282.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/13_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="781" data-id="18735" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/25_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-1024x781.jpg" alt="" class="wp-image-18735" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/25_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-1024x781.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/25_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-300x229.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/25_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-768x586.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/25_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-370x282.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/25_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="782" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/21_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-1024x782.jpg" alt="" class="wp-image-18733" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/21_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-1024x782.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/21_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-300x229.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/21_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-768x586.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/21_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web-370x282.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/21_FilippoMolena_TecnostileLazise_Web.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/intervista-a-matteo-xamo-titolare-dello-studio-xzlab/">L’Architettura come Laboratorio del Vivere: Intervista a Matteo Xamo, titolare dello Studio xzlab.</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>GNAMC, il museo come spazio abitato: il design entra nel percorso espositivo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Oliviero]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2026 08:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Design]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea il design entra in scena come architettura dell’esperienza: tra sedute iconiche, atmosfere luminose e nuove strategie di cultural branding, l’arte si trasforma in ambiente e il visitatore in protagonista di un abitare estetico contemporaneo. Il design come infrastruttura dello sguardo Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/gnamc-roma-design-esperienza-museo/">GNAMC, il museo come spazio abitato: il design entra nel percorso espositivo</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="143" data-end="447"><strong data-start="143" data-end="260">Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea il design entra in scena come architettura dell’esperienza</strong>: tra sedute iconiche, atmosfere luminose e nuove strategie di cultural branding, <strong data-start="342" data-end="446">l’arte si trasforma in ambiente e il visitatore in protagonista di un abitare estetico contemporaneo</strong>.</p>
<h2 data-section-id="zixuhh" data-start="205" data-end="251">Il design come infrastruttura dello sguardo</h2>
<p data-start="253" data-end="788">Alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma il nuovo allestimento non si limita a introdurre il design nello spazio museale: <strong data-start="397" data-end="472">ne ridefinisce il lessico, la postura, perfino la temperatura simbolica</strong>. Non siamo di fronte a un semplice aggiornamento dell’arredo o a un’operazione cosmetica destinata a rendere le sale più accoglienti. Qui il design entra <strong data-start="627" data-end="787">come disciplina critica, come infrastruttura dello sguardo, come dispositivo capace di modificare il rapporto tra opera, architettura e corpo del visitatore</strong>.</p>
<p data-start="790" data-end="1708">Il progetto, nato dalla collaborazione con alcune tra le più autorevoli aziende del panorama italiano e internazionale — da Agapecasa ad Armani/Casa, da Cassina a Cappellini, da Flexform a Molteni&amp;C, da Poltrona Frau a Zanotta, passando per Kartell, Porro, Rubelli, Slamp, Davide Groppi e altre realtà di eccellenza — assume il design <strong data-start="1125" data-end="1229">non come complemento ancillare dell’arte, ma come una delle sue espressioni più mature e consapevoli</strong>. In fondo, soprattutto in Italia, il design non è mai stato soltanto industria applicata alla forma: è stato pensiero progettuale, capacità di trasformare la tecnica in cultura, la serialità in linguaggio, la funzione in visione. È una disciplina che ha saputo assorbire le pressioni della modernità — globalizzazione, innovazione, competizione, mutazione dei consumi — traducendole in un sistema di oggetti dove <strong data-start="1643" data-end="1707">la bellezza non è mai separata dall’intelligenza costruttiva</strong>.</p>
<h2 data-section-id="16qi569" data-start="1710" data-end="1762">Un museo più abitabile: spazio, corpo, percezione</h2>
<p><figure id="attachment_18797" aria-describedby="caption-attachment-18797" style="width: 2008px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-18797" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri.jpg" alt="GNAMC, il museo come spazio abitato: il design entra nel percorso espositivo" width="2008" height="1506" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri.jpg 2008w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-300x225.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-1024x768.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-768x576.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-1536x1152.jpg 1536w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-370x278.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Belvedere-di-Kartell_-Sala-Balzico_-foto-di-Massimo-Listri-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 2008px) 100vw, 2008px" /><figcaption id="caption-attachment-18797" class="wp-caption-text">Credits Photo: Massimo Listri</figcaption></figure></p>
<p data-start="1764" data-end="2514">In questo senso, la scelta della GNAMC appare particolarmente significativa. Inserire sedute iconiche, elementi luminosi, tessuti, parati, oggetti d’arredo e presenze ambientali lungo il percorso espositivo significa <strong data-start="1981" data-end="2085">sottrarre il museo all’astrazione della pura contemplazione e restituirlo a una dimensione abitabile</strong>. Il museo smette di essere soltanto una macchina ottica e torna a essere uno spazio di permanenza. Il visitatore non attraversa più le sale come un pellegrino disciplinato, costretto a una fruizione frontale e progressiva; viene invece invitato a sostare, a cambiare ritmo, a misurare il proprio corpo dentro l’architettura. Ed è proprio in questa soglia, apparentemente lieve, che si produce <strong data-start="2479" data-end="2513">la trasformazione più profonda</strong>.</p>
<p><figure id="attachment_18799" aria-describedby="caption-attachment-18799" style="width: 2008px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-18799" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Thinking-Man_s-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri.jpg" alt="GNAMC, il museo come spazio abitato: il design entra nel percorso espositivo" width="2008" height="1506" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Thinking-Man_s-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri.jpg 2008w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Thinking-Man_s-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-300x225.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Thinking-Man_s-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-1024x768.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Thinking-Man_s-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-768x576.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Thinking-Man_s-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-1536x1152.jpg 1536w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Thinking-Man_s-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-370x278.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Sedia-Thinking-Man_s-Chair-di-Cappellini_Cortile-Centrale_-foto-di-Massimo-Listri-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 2008px) 100vw, 2008px" /><figcaption id="caption-attachment-18799" class="wp-caption-text">Credits Photo: Massimo Listri</figcaption></figure></p>
<p data-start="2516" data-end="3190">Le sedute disseminate nel percorso non sono infatti semplici omaggi alla storia del design né preziosi inserti decorativi. <strong data-start="2639" data-end="2751">Sono strumenti spaziali. Agiscono sul tempo della visione. Impongono una diversa coreografia del visitatore.</strong> Sedersi significa rallentare; rallentare significa guardare diversamente. Un museo che offre il corpo al riposo modifica il regime percettivo delle opere che custodisce. L’arte, da evento isolato e quasi sacrale, entra in una relazione più complessa con l’ambiente che la circonda. Perde forse una parte della sua distanza, ma acquista una nuova intensità relazionale. Convive con altri oggetti, altre funzioni, altri registri del vivere.</p>
<p><figure id="attachment_18801" aria-describedby="caption-attachment-18801" style="width: 1920px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-18801" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Aeternus-Eternus-II-di-Philippe-Cramer_Sala-Calder_foto-Massimo-Listri-scaled.jpg" alt="" width="1920" height="2560" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Aeternus-Eternus-II-di-Philippe-Cramer_Sala-Calder_foto-Massimo-Listri-scaled.jpg 1920w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Aeternus-Eternus-II-di-Philippe-Cramer_Sala-Calder_foto-Massimo-Listri-225x300.jpg 225w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Aeternus-Eternus-II-di-Philippe-Cramer_Sala-Calder_foto-Massimo-Listri-768x1024.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Aeternus-Eternus-II-di-Philippe-Cramer_Sala-Calder_foto-Massimo-Listri-1152x1536.jpg 1152w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Aeternus-Eternus-II-di-Philippe-Cramer_Sala-Calder_foto-Massimo-Listri-1536x2048.jpg 1536w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Aeternus-Eternus-II-di-Philippe-Cramer_Sala-Calder_foto-Massimo-Listri-370x493.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Aeternus-Eternus-II-di-Philippe-Cramer_Sala-Calder_foto-Massimo-Listri-1200x1600.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption id="caption-attachment-18801" class="wp-caption-text">Credits Photo: Massimo Listri</figcaption></figure></p>
<p data-start="3192" data-end="3937">È qui che il dialogo tra arti visive e design si fa davvero interessante, perché non si limita a sovrapporre linguaggi, ma costruisce <strong data-start="3326" data-end="3350">un campo di tensione</strong>. Da un lato l’opera conserva la propria irriducibilità, la propria opacità simbolica, la propria resistenza all’uso. Dall’altro, il design introduce nello spazio museale la logica della funzione, del comfort, della prossimità quotidiana. Questa convivenza non è pacifica né neutrale. <strong data-start="3635" data-end="3705">Produce attrito. E proprio l’attrito è la sua qualità più fertile.</strong> Il museo non viene reso più domestico in senso banalmente accogliente; viene reso più complesso, più ambiguo, più contemporaneo. Ci chiede non solo di guardare, ma di interrogarci su che cosa significhi oggi <strong data-start="3914" data-end="3936">abitare la cultura</strong>.</p>
<p><figure id="attachment_18803" aria-describedby="caption-attachment-18803" style="width: 1472px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-18803" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri.jpg" alt="Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri" width="1472" height="1104" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri.jpg 1472w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri-300x225.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri-1024x768.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri-768x576.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri-370x278.jpg 370w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Panca-Groove-di-Porro_Sala-Twombly_foto-Massimo-Listri-1200x900.jpg 1200w" sizes="(max-width: 1472px) 100vw, 1472px" /><figcaption id="caption-attachment-18803" class="wp-caption-text">Credits Photo: Massimo Listri</figcaption></figure></p>
<p data-start="3939" data-end="4681">Anche la luce, in questa operazione, assume un ruolo decisivo. Non è più soltanto il mezzo invisibile che consente la leggibilità dell’opera, ma <strong data-start="4084" data-end="4119">una vera materia interpretativa</strong>. Le installazioni luminose accompagnano, sottolineano, talvolta contraddicono. In un allestimento di questo tipo la luce non serve soltanto a mostrare: costruisce gerarchie, orienta l’emozione, articola la profondità dello spazio. Allo stesso modo, tessuti, superfici, cromie e tendaggi non sono apparati secondari, ma membrane sensibili che ridefiniscono l’atmosfera delle sale. Il design, allora, non si presenta solo come oggetto, ma <strong data-start="4557" data-end="4574">come ambiente</strong>. Non si affianca all’arte; la avvolge, la media, la riscrive attraverso una diversa grammatica percettiva.</p>
<p data-start="4683" data-end="5269">Tutto ciò si inserisce con coerenza nella storia culturale italiana, dove il design ha sempre occupato una posizione peculiare: quella di una forma d’arte capace di pensare la riproducibilità senza tradire la qualità, di delegare l’esecuzione all’ingegnerizzazione mantenendo intatta l’ambizione poetica del progetto. È questa, in fondo, <strong data-start="5021" data-end="5062">la grande lezione del design italiano</strong>: aver dimostrato che l’oggetto d’uso può essere portatore di un valore simbolico alto, che la tecnica non mortifica l’immaginazione, ma può anzi renderla più diffusa, più democratica, più aderente al mondo.</p>
<h2 data-section-id="1r6tjjb" data-start="5271" data-end="5313">Il bookshop come ultima sala espositiva</h2>
<p data-start="5315" data-end="6181">La GNAMC estende questo principio anche al bookshop, ed è forse qui che il progetto compie il suo gesto più radicale. La nuova linea di merchandising, concepita come <strong data-start="5481" data-end="5516">una vera estensione curatoriale</strong>, non tratta il negozio del museo come spazio residuale o semplice luogo di consumo, ma come <strong data-start="5609" data-end="5637">“ultima sala espositiva”</strong>. È una definizione che merita attenzione. Significa affermare che la narrazione museale non si interrompe davanti alla cassa, ma continua nella forma di oggetti che reinterpretano le poetiche della collezione e le trasferiscono nel quotidiano. Il progetto di cultural branding, sviluppato attraverso manifestazioni d’interesse rivolte a produttori e designer, mira infatti a creare prodotti a marchio GNAMC capaci non di banalizzare i capolavori, ma di tradurli in <strong data-start="6103" data-end="6180">nuove relazioni d’uso, in nuove forme di prossimità domestica e simbolica</strong>.</p>
<p data-start="6183" data-end="7075">L’avvio della collaborazione con Guzzini, attraverso una linea di oggetti per la tavola, è emblematico. La tavola è uno dei luoghi più antichi della socialità e della rappresentazione del gusto; portare lì, indirettamente, l’eco della collezione del museo significa permettere all’arte di uscire dalla cornice istituzionale e di innervare i gesti più comuni. Certo, una simile operazione comporta una trasformazione. L’unicità dell’opera lascia il posto alla serialità dell’oggetto; la distanza contemplativa si converte in familiarità; il capolavoro, invece di imporsi come irripetibile, si lascia disseminare in forme riproducibili. Ma non si tratta necessariamente di una perdita. Può essere, piuttosto, <strong data-start="6890" data-end="6919">una mutazione consapevole</strong>: il passaggio da un museo come luogo di conservazione a un museo come piattaforma culturale capace di produrre connessioni, economia simbolica, diffusione.</p>
<h2 data-section-id="1l898ep" data-start="7077" data-end="7115">Dal museo al Salone del Mobile 2026</h2>
<p data-start="7117" data-end="7806">In questa prospettiva si comprende anche la partecipazione della Galleria al Salone del Mobile 2026, all’interno del Padiglione del Ministero della Cultura, nel quadro del progetto Made in MiC. Non è una presenza accessoria, né una semplice operazione promozionale. È <strong data-start="7385" data-end="7424">una dichiarazione di posizionamento</strong>. Il museo riconosce che il proprio patrimonio non vive solo nella custodia, ma anche nella capacità di essere tradotto, condiviso, rilanciato nei circuiti del contemporaneo. Il Made in Italy, qui, non è evocato come formula identitaria esausta, ma come intreccio di storia, creatività, sapere manifatturiero e intelligenza economica. In altre parole, <strong data-start="7776" data-end="7805">come cultura del progetto</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1xq3o0u" data-start="7808" data-end="7880">Che cosa guadagna — e che cosa rischia — un museo che si fa ambiente?</h2>
<p data-start="7882" data-end="8606">Resta tuttavia una domanda critica, ed è la domanda più interessante. Quando il museo si fa più confortevole, più abitabile, più prossimo al linguaggio dell’uso e del mercato, <strong data-start="8058" data-end="8110">che cosa guadagna e che cosa rischia di perdere?</strong> Da un lato, certamente, guadagna accessibilità, porosità, capacità di entrare nella vita reale delle persone. Dall’altro, corre il rischio di attenuare quella distanza che faceva del museo uno spazio altro, separato, capace di interrompere il flusso del quotidiano. La sfida, allora, non consiste nel semplice incontro tra arte e design, ma nella possibilità di preservare <strong data-start="8484" data-end="8605">la tensione tra queste due dimensioni: tra contemplazione e impiego, tra aura e funzione, tra eccezione e familiarità</strong>.</p>
<p data-start="8608" data-end="9340">La Galleria Nazionale, con questo allestimento, non offre una risposta definitiva, ed è giusto così. I progetti davvero contemporanei non chiudono le questioni: <strong data-start="8769" data-end="8782">le aprono</strong>. Qui il confine tra opera e oggetto si assottiglia, ma non scompare; tra museo e ambiente domestico si stabilisce una continuità, ma anche una frizione. È in questa ambiguità che il progetto trova la sua forza. Perché ci ricorda che il design, quando è pensiero e non ornamento, non serve soltanto a rendere più belli gli spazi: <strong data-start="9112" data-end="9178">serve a modificarne l’etica, l’uso, la qualità dell’esperienza</strong>. E ci ricorda anche che l’architettura interiore di un museo non è fatta solo di pareti e di opere, ma di <strong data-start="9285" data-end="9339">soglie, pause, posture, luci, materiali, relazioni</strong>.</p>
<p data-start="9342" data-end="9907">Dalle sale espositive al bookshop, la GNAMC mette dunque in scena una trasformazione sostanziale: non semplicemente un museo che accoglie il design, ma un museo che sceglie di pensarsi come organismo progettato, come spazio sensibile in cui comfort, mercato, cultura e visione convivono in un equilibrio ancora instabile, ma proprio per questo vivo. È un’operazione coraggiosa, perché accetta il rischio della contaminazione. E ogni vera contaminazione, quando è governata da un pensiero forte, non impoverisce: <strong data-start="9854" data-end="9906">complica, arricchisce, obbliga a guardare meglio</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/gnamc-roma-design-esperienza-museo/">GNAMC, il museo come spazio abitato: il design entra nel percorso espositivo</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>25 studi di architettura a Firenze da conoscere: i migliori nomi tra restauro, rigenerazione urbana e progetto contemporaneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Architetto Giammetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:21:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parlare oggi dei migliori studi di architettura a Firenze significa entrare in una città in cui il progetto non coincide mai soltanto con la costruzione di uno spazio, ma con una presa di posizione nei confronti della storia. Firenze è una città d’arte, un organismo urbano che da secoli concentra in sé una misura rara &#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="293" data-end="935">Parlare oggi dei migliori studi di architettura a Firenze significa entrare in una città in cui il progetto non coincide mai soltanto con la costruzione di uno spazio, ma con una presa di posizione nei confronti della storia. <strong data-start="519" data-end="549">Firenze è una città d’arte</strong>, un organismo urbano che da secoli concentra in sé una misura rara di armonia, rappresentazione, memoria e continuità culturale. Il suo <strong data-start="686" data-end="750">centro storico, riconosciuto Patrimonio Mondiale dell’UNESCO</strong>, non è semplicemente un perimetro tutelato: è una presenza attiva, una forma di eredità visibile che continua a orientare il modo in cui la città viene osservata, abitata, trasformata.</p>
<p data-start="937" data-end="1572">In un contesto simile, l’architettura contemporanea non può permettersi né l’arroganza del gesto isolato né la consolazione di un linguaggio puramente imitativo. Deve invece misurarsi con una materia urbana di eccezionale densità, con la persistenza delle forme, con il peso simbolico del costruito, con il rapporto tra paesaggio e città, tra luce e pietra, tra permanenza e mutazione. <strong data-start="1323" data-end="1347">Progettare a Firenze</strong> significa dunque operare entro una soglia delicata, dove ogni intervento è chiamato a trovare un equilibrio tra rispetto e invenzione, tra tutela e riscrittura, tra ciò che va custodito e ciò che può ancora essere ripensato.</p>
<p data-start="1574" data-end="2307">Ed è proprio questa condizione a rendere Firenze uno degli osservatori più interessanti per comprendere alcune delle linee più significative del progetto italiano contemporaneo. In una città tanto fortemente segnata dalla propria eredità, il tema dell’architettura si declina spesso attraverso il <strong data-start="1871" data-end="1883">restauro</strong>, il <strong data-start="1888" data-end="1897">riuso</strong>, la <strong data-start="1902" data-end="1941">rifunzionalizzazione dell’esistente</strong>, la <strong data-start="1946" data-end="1970">rigenerazione urbana</strong>, il progetto degli <strong data-start="1990" data-end="2001">interni</strong>, la ridefinizione dello spazio collettivo e una riflessione sempre più necessaria sulle forme dell’abitare attuale. Qui l’innovazione raramente passa per l’enfasi: più spesso si manifesta come precisione, come intelligenza interpretativa, come capacità di lavorare dentro la complessità senza impoverirla.</p>
<p data-start="2309" data-end="2988">La selezione che segue nasce da questa consapevolezza. Non come classifica chiusa o repertorio compilato per semplice notorietà, ma come <strong data-start="2446" data-end="2466">mappa editoriale</strong> dedicata a <strong data-start="2478" data-end="2529">25 studi di architettura a Firenze da conoscere</strong>, pensata per restituire il profilo di una scena progettuale articolata, colta, rigorosa e tutt’altro che statica. Vi convivono nomi autorevoli, studi consolidati, percorsi riconoscibili e ricerche più contemporanee che, attraverso approcci differenti, raccontano una stessa tensione: quella tra <strong data-start="2825" data-end="2853">memoria e trasformazione</strong>, tra eredità urbana e necessità del presente, tra il carattere irripetibile dei luoghi e il compito, sempre attuale, di interpretarli.</p>
<h2 data-section-id="x4a1gu" data-start="2990" data-end="3060"><span role="text"><strong data-start="2993" data-end="3060">Come abbiamo selezionato questi studi di architettura a Firenze</strong></span></h2>
<p data-start="3062" data-end="3707">Riunire <strong data-start="3070" data-end="3108">25 studi di architettura a Firenze</strong> all’interno di un solo articolo significa, innanzitutto, sottrarsi a ogni lettura semplificata. La scena fiorentina non si lascia ridurre a una formula unica, perché al suo interno convivono esperienze molto diverse: studi storicamente vicini al restauro e alla conservazione, realtà che operano sulla scala urbana, professionisti che lavorano con particolare sensibilità sul recupero dell’esistente, autori più orientati al progetto contemporaneo, e altri ancora che si distinguono per la qualità degli interni, per l’attenzione al paesaggio o per una ricerca più sottile sulle forme dell’abitare.</p>
<p data-start="3709" data-end="4359">Per questo motivo, la selezione non è stata costruita seguendo il solo criterio della fama, né quello della visibilità più immediata. Abbiamo considerato, piuttosto, un insieme di elementi capaci di restituire la complessità del panorama fiorentino: <strong data-start="3959" data-end="3987">la solidità del percorso</strong>, <strong data-start="3989" data-end="4016">la qualità dei progetti</strong>, <strong data-start="4018" data-end="4046">la continuità del lavoro</strong>, <strong data-start="4048" data-end="4103">la capacità di confrontarsi con il contesto storico</strong>, ma anche la pertinenza rispetto a temi oggi centrali come il recupero architettonico, il riuso, la trasformazione urbana, la sostenibilità, la ridefinizione degli spazi domestici e collettivi, il rapporto tra identità dei luoghi e funzioni contemporanee.</p>
<p data-start="4361" data-end="4906">Ne emerge una selezione che non pretende di essere definitiva né esaustiva. Piuttosto, intende offrire una lettura credibile e sfaccettata di ciò che Firenze esprime oggi sul piano del progetto. Alcuni degli studi presenti rappresentano riferimenti consolidati; altri meritano attenzione per la qualità della ricerca, per la coerenza del linguaggio, per la misura con cui intervengono sull’esistente o per il modo in cui stanno contribuendo a ridefinire, con discrezione ma con notevole consapevolezza, il dialogo tra contemporaneo e patrimonio.</p>
<p data-start="4908" data-end="5379">Più che un elenco, dunque, questa è una <strong>selezione editoriale</strong>. Un tentativo di leggere Firenze non solo come città della conservazione, ma come luogo in cui l’architettura continua a essere esercizio critico, responsabilità culturale e forma di interpretazione del reale. Ed è forse proprio in questa tensione trattenuta, mai spettacolare eppure profondamente fertile, che si riconosce uno dei caratteri più interessanti degli studi di architettura fiorentini oggi.</p>
<h2 data-section-id="1yozpi9" data-start="28" data-end="47">Archea Associati</h2>
<p><figure id="attachment_18523" aria-describedby="caption-attachment-18523" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-18523" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Archea-Associati-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg" alt="Archea Associati migliori studi di architettura Firenze" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Archea-Associati-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Archea-Associati-migliori-studi-di-architettura-Firenze-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Archea-Associati-migliori-studi-di-architettura-Firenze-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Archea-Associati-migliori-studi-di-architettura-Firenze-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Archea-Associati-migliori-studi-di-architettura-Firenze-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-18523" class="wp-caption-text">The Veil | Archea Associati</figcaption></figure></p>
<p data-start="49" data-end="567">Fondato a <strong data-start="59" data-end="79">Firenze nel 1988</strong> da <strong data-start="83" data-end="137">Laura Andreini, Marco Casamonti e Giovanni Polazzi</strong>, con l’ingresso di <strong data-start="157" data-end="172">Silvia Fabi</strong> nel 2001, <strong data-start="183" data-end="203">Archea Associati</strong> è uno degli studi nati in città che hanno saputo trasformare una matrice fiorentina in un profilo internazionale, mantenendo però un rapporto riconoscibile con il tema del progetto come dialogo tra memoria, forma urbana e trasformazione. Oggi lo studio opera da più sedi, ma Firenze resta il suo luogo originario e simbolico.</p>
<p data-start="569" data-end="1113">È in questa selezione perché rappresenta uno dei casi più evidenti in cui la scena architettonica fiorentina riesce a uscire dalla dimensione locale senza perdere identità. Nel loro lavoro convivono infatti scala urbana, architettura, interni e ricerca formale, ma ciò che rende Archea particolarmente rilevante per un articolo dedicato a Firenze è anche la capacità di intervenire dentro contesti stratificati, misurandosi con il costruito esistente senza assumere un atteggiamento puramente conservativo.</p>
<p data-start="1115" data-end="1770">In questo senso, il recente intervento sul <strong data-start="1158" data-end="1189">Teatro Nazionale di Firenze</strong> è esemplare: un luogo nato nel Trecento e trasformato nel corso dei secoli, rimasto a lungo in abbandono, che il progetto di Archea ha riportato alla città attraverso un restauro complesso e una nuova articolazione degli spazi, restituendogli una funzione culturale contemporanea. È anche per lavori come questo che Archea Associati entra di diritto in questa selezione: non solo per notorietà, ma perché racconta bene una delle tensioni più interessanti dell’architettura a Firenze oggi, quella tra eredità storica e nuova vita del progetto.</p>
<h2 data-section-id="1y3jmdp" data-start="0" data-end="34">Guicciardini &amp; Magni Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18528" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Guicciardini-Magni-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg" alt="Guicciardini &amp; Magni Architetti migliori studi di architettura Firenze" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Guicciardini-Magni-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Guicciardini-Magni-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Guicciardini-Magni-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Guicciardini-Magni-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Guicciardini-Magni-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="36" data-end="700">Con sede a <strong data-start="47" data-end="58">Firenze</strong>, <strong data-start="60" data-end="95">Guicciardini &amp; Magni Architetti</strong> è uno studio attivo <strong data-start="116" data-end="128">dal 1990</strong> che ha costruito nel tempo un profilo molto riconoscibile nel campo del <strong data-start="201" data-end="225">patrimonio culturale</strong>, del <strong data-start="231" data-end="243">restauro</strong>, dell’<strong data-start="250" data-end="279">allestimento museografico</strong> e dei progetti di riqualificazione urbana. Sul sito dello studio si legge che, a partire da quell’anno, hanno realizzato <strong data-start="401" data-end="420">oltre 100 musei</strong> e altrettante mostre temporanee in Italia e all’estero: un dato che dice molto non solo sulla quantità del lavoro svolto, ma soprattutto sulla continuità di una ricerca che si misura da decenni con luoghi ad alta densità storica e simbolica.</p>
<p data-start="702" data-end="1352">È in questa selezione perché rappresenta molto bene una delle vocazioni più profonde dell’architettura a Firenze: quella che non cerca visibilità attraverso il gesto spettacolare, ma costruisce qualità progettuale nel confronto con la storia, con gli spazi della cultura, con il disegno urbano e con la delicata trasformazione dell’esistente. In una città come Firenze, dove il rapporto tra contemporaneo e patrimonio è sempre esposto a semplificazioni, il lavoro di Guicciardini &amp; Magni mostra invece una linea precisa, rigorosa, fondata sulla capacità di intervenire senza cancellare la complessità dei luoghi.</p>
<p data-start="1354" data-end="2146">Tra i progetti che spiegano meglio questa presenza nella selezione c’è naturalmente il <strong data-start="1441" data-end="1482">Museo dell’Opera del Duomo di Firenze</strong>, realizzato insieme a <strong data-start="1505" data-end="1528">Natalini Architetti</strong> nell’ambito del progetto di restauro e allestimento museografico nato dal concorso per l’ampliamento del museo. Ma è altrettanto significativo il lavoro su <strong data-start="1685" data-end="1705">Piazza del Duomo</strong>, dove lo studio ha firmato un intervento di riqualificazione urbana e sistema di segnaletica per uno dei luoghi più sensibili e più osservati della città. È anche per questo che Guicciardini &amp; Magni Architetti merita di stare in questa mappa: perché racconta un’idea di architettura colta, misurata e profondamente urbana, capace di operare nel cuore della tradizione senza ridurla a immagine immobile.</p>
<h2 data-section-id="cz0644" data-start="62" data-end="84">Natalini Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18531" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Natalini-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg" alt="Natalini Architetti migliori studi di architettura Firenze" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Natalini-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Natalini-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Natalini-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Natalini-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Natalini-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="86" data-end="634">Con sede a <strong data-start="97" data-end="108">Firenze</strong>, <strong data-start="110" data-end="133">Natalini Architetti</strong> è lo studio che raccoglie e prosegue una parte importante dell’eredità progettuale di <strong data-start="220" data-end="239">Adolfo Natalini</strong>, figura centrale dell’architettura italiana del secondo Novecento, attraverso la continuità professionale di <strong data-start="349" data-end="370">Fabrizio Natalini</strong>, associato allo studio dal <strong data-start="398" data-end="406">1991</strong>. È da questo passaggio che prende forma l’attività dei <strong data-start="462" data-end="485">Natalini Architetti</strong> come realtà professionale riconoscibile, legata a una matrice culturale fortemente fiorentina ma capace di misurarsi con temi di respiro più ampio.</p>
<p data-start="636" data-end="1138">È in questa selezione perché il nome Natalini, a Firenze, non appartiene soltanto alla storia del dibattito architettonico, ma continua a confrontarsi con luoghi e questioni di grande rilievo per la città. In un contesto come quello fiorentino, dove ogni intervento entra inevitabilmente in rapporto con il patrimonio storico, la presenza di uno studio legato a una riflessione così profonda sul rapporto tra progetto, memoria e trasformazione conserva ancora oggi un peso specifico ben riconoscibile.</p>
<p data-start="1140" data-end="1582">A confermare questa continuità c’è anche un riscontro recente: nel <strong data-start="1207" data-end="1215">2024</strong>, per il nuovo allestimento del <strong data-start="1247" data-end="1272">Museo di Orsanmichele</strong> a Firenze, il progetto viene attribuito a <strong data-start="1315" data-end="1333">MAP Architetti</strong> con <strong data-start="1338" data-end="1381">Natalini Architetti (Fabrizio Natalini)</strong>. Un dettaglio che conta, perché mostra come lo studio non sia soltanto il deposito di una memoria professionale, ma una presenza ancora attiva nel lavoro su uno dei contesti più delicati della città.</p>
<p data-start="1584" data-end="1881">Natalini Architetti entra quindi in questa selezione non per omaggio formale, ma perché continua a rappresentare una linea colta e autorevole dell’architettura fiorentina: una linea che tiene insieme eredità culturale, responsabilità verso la storia costruita e permanenza operativa nel presente.</p>
<h2 data-section-id="y8shgx" data-start="0" data-end="8">q-bic</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18537" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/q-bic-studio-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg" alt="q bic studio migliori studi di architettura Firenze" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/q-bic-studio-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/q-bic-studio-migliori-studi-di-architettura-Firenze-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/q-bic-studio-migliori-studi-di-architettura-Firenze-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/q-bic-studio-migliori-studi-di-architettura-Firenze-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/q-bic-studio-migliori-studi-di-architettura-Firenze-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="10" data-end="704">Fondato a <strong data-start="20" data-end="40">Firenze nel 2005</strong> da <strong data-start="44" data-end="60">Luca Baldini</strong>, architetto, e <strong data-start="76" data-end="93">Marco Baldini</strong>, designer, <strong data-start="105" data-end="114">q-bic</strong> è uno studio di progettazione multidisciplinare che negli anni ha costruito un profilo sempre più riconoscibile tra <strong data-start="231" data-end="330">architettura, interior design, hospitality, spazi per il food e riqualificazione dell’esistente</strong>. Sul sito dello studio, tra gli ambiti dichiarati, compaiono in modo esplicito anche la <strong data-start="419" data-end="443">rigenerazione urbana</strong>, il <strong data-start="448" data-end="479">recupero di edifici storici</strong> e la trasformazione di <strong data-start="503" data-end="537">complessi industriali dismessi</strong>: tre temi che, nel caso di Firenze, non sono soltanto un orientamento professionale, ma una vera chiave di lettura del presente.</p>
<p data-start="706" data-end="1292">È in questa selezione perché rappresenta bene una Firenze capace di lavorare sul contemporaneo senza rinunciare alla complessità del costruito. Il suo nome è diventato ancora più centrale nel dibattito recente grazie a <strong data-start="925" data-end="936">Factory</strong>, all’interno di <strong data-start="953" data-end="977">Manifattura Tabacchi</strong>, uno dei progetti di rigenerazione più significativi della città negli ultimi anni. L’intervento, inaugurato nel 2023, riguarda gli edifici 4, 5 e 11 del complesso e immagina un grande spazio-laboratorio dedicato a creatività, artigianato, cultura e nuove forme di produzione.</p>
<p data-start="1294" data-end="1953">Proprio con <strong data-start="1306" data-end="1327">Factory / Firenze</strong>, q-bic ha ottenuto il <strong data-start="1350" data-end="1375">Primo Premio ex aequo</strong> nella categoria <strong data-start="1392" data-end="1415">Restauro | Recupero</strong> del <strong data-start="1420" data-end="1456">Premio Architettura Toscana 2024</strong>. Non è un dettaglio marginale: è uno dei riconoscimenti che spiegano meglio perché lo studio meriti di stare in questa mappa. q-bic entra infatti in questa selezione non solo per visibilità o presenza social, ma perché incarna con chiarezza un’idea di progetto che a Firenze oggi conta molto: il riuso intelligente, la riconversione di grandi strutture dismesse e la capacità di trasformare un’eredità industriale in un nuovo spazio urbano aperto alla città.</p>
<h2 data-section-id="1pg1a9l" data-start="0" data-end="16">Studio Benaim</h2>
<p data-start="1092" data-end="1821"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18542" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Benaim-Firenze.jpg" alt="Studio Benaim Firenze" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Benaim-Firenze.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Benaim-Firenze-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Benaim-Firenze-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Benaim-Firenze-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Benaim-Firenze-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="0" data-end="437">Con base a Firenze, <strong data-start="20" data-end="37">Studio Benaim</strong> è una realtà coordinata dal fondatore <strong data-start="76" data-end="92">André Benaim</strong> e composta da un team multidisciplinare, attiva da circa trent’anni tra Toscana, Italia e contesto internazionale. Più che inseguire un’immagine autoriale fine a sé stessa, lo studio ha costruito nel tempo un metodo di lavoro molto concreto, legato alla trasformazione degli spazi attraverso <strong data-start="385" data-end="436">restauro, ristrutturazione e progetto d’interni</strong>.</p>
<p data-start="439" data-end="927">Negli ultimi anni il suo nome si è legato in modo particolare a uno degli interventi più osservati della Firenze contemporanea: <strong data-start="567" data-end="588">GO – Giunti Odeon</strong>, il progetto che ha restituito una nuova vita allo storico Cinema Odeon, trasformandolo in un luogo ibrido tra libreria e sala cinematografica. Firmato nel 2023, l’intervento lavora su uno spazio emblematico del centro cittadino senza svuotarlo della sua identità, ma accompagnandolo verso un nuovo uso culturale coerente con il presente.</p>
<p data-start="929" data-end="1558" data-is-last-node="" data-is-only-node="">È soprattutto qui che si comprende la presenza di Studio Benaim in questa selezione: nella capacità di intervenire su un luogo altamente simbolico e di farlo con un progetto che tiene insieme <strong data-start="1121" data-end="1182">memoria, funzione contemporanea e qualità dell’esperienza</strong>. Non a caso <strong data-start="1195" data-end="1226">GO – Giunti Odeon / Firenze</strong> ha ottenuto il <strong data-start="1242" data-end="1267">Primo Premio ex aequo</strong> nella categoria <strong data-start="1284" data-end="1307">Restauro | Recupero</strong> del <strong data-start="1312" data-end="1348">Premio Architettura Toscana 2024</strong>. Più del riconoscimento in sé, conta ciò che questo progetto dimostra: che a Firenze è ancora possibile restituire <strong data-start="1464" data-end="1501">forma pubblica e valore culturale</strong> a un luogo storico senza ridurlo a semplice contenitore.</p>
<h2 data-section-id="1tzbfyc" data-start="0" data-end="27">Pierattelli Architetture</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18545" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Pierattelli-Architetture.jpg" alt="Pierattelli Architetture" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Pierattelli-Architetture.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Pierattelli-Architetture-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Pierattelli-Architetture-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Pierattelli-Architetture-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Pierattelli-Architetture-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="29" data-end="660">Fondato a <strong data-start="39" data-end="59">Firenze nel 1980</strong> da <strong data-start="63" data-end="86">Massimo Pierattelli</strong>, <strong data-start="88" data-end="116">Pierattelli Architetture</strong> è uno studio che nel tempo ha costruito una presenza riconoscibile ben oltre il contesto locale, muovendosi tra <strong data-start="229" data-end="282">architettura, paesaggio, interni e product design</strong>. Oggi è guidato da Massimo Pierattelli insieme ai figli <strong data-start="339" data-end="349">Andrea</strong> e <strong data-start="352" data-end="363">Claudio</strong>, e continua a sviluppare il proprio lavoro a partire da una matrice fiorentina molto chiara: attenzione al contesto, dialogo tra passato e presente, ricerca di un equilibrio tra misura formale, materiali e nuove funzioni.</p>
<p data-start="662" data-end="1416">È in questa selezione perché rappresenta una delle realtà più riconoscibili della scena fiorentina contemporanea, anche per la continuità con cui ha saputo lavorare su interventi residenziali, hospitality, uffici e riqualificazione di spazi esistenti. In una città come Firenze, dove il progetto rischia spesso di essere schiacciato tra tutela e immagine, Pierattelli Architetture occupa una posizione interessante: quella di uno studio che non rinuncia a una forte identità formale, ma la misura sempre con il carattere dei luoghi e con la loro storia materiale.</p>
<p data-start="1418" data-end="2340">Tra i lavori che aiutano a capire perché il suo nome meriti di stare in questa mappa c’è <strong data-start="1507" data-end="1536">Villa Gelsomino a Firenze</strong>, progetto che ha ricevuto il <strong data-start="1566" data-end="1589">THE PLAN Award 2023</strong> nella categoria <strong data-start="1606" data-end="1622">Future House</strong>. Più che il premio in sé, conta ciò che questo intervento restituisce: la capacità di interpretare il tema dell’abitare contemporaneo attraverso un linguaggio sobrio, preciso, capace di lavorare sulla continuità tra architettura, interno e paesaggio. È anche per questo che Pierattelli Architetture entra in questa selezione: perché racconta una Firenze progettuale che non coincide soltanto con il restauro o con il peso del centro storico, ma anche con una ricerca costante sul presente dell’abitare.</p>
<h2 data-section-id="k8sevd" data-start="0" data-end="15">FABBRICANOVE</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18549" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FABBRICANOVE.jpg" alt="FABBRICANOVE" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FABBRICANOVE.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FABBRICANOVE-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FABBRICANOVE-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FABBRICANOVE-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FABBRICANOVE-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="17" data-end="568">Fondato a <strong data-start="27" data-end="47">Firenze nel 2009</strong> da <strong data-start="51" data-end="107">Enzo Fontana, Giovanni Bartolozzi e Lorenzo Matteoli</strong>, <strong data-start="109" data-end="125">FABBRICANOVE</strong> è uno studio di architettura e urbanistica che si è costruito nel tempo un profilo riconoscibile attraverso un lavoro attento alla scala urbana, all’architettura, agli interni e alla trasformazione dell’esistente. La sua natura multidisciplinare non è un dettaglio secondario: aiuta a capire perché il loro lavoro riesca spesso a muoversi con equilibrio tra progetto, contesto e uso concreto degli spazi.</p>
<p data-start="570" data-end="1067">È in questa selezione perché rappresenta bene una linea dell’architettura fiorentina contemporanea meno urlata, ma molto solida: quella che lavora con rigore sul costruito, sui processi di rigenerazione e sulla qualità dell’intervento anche quando il tema non è monumentale o iconico. In questo senso FABBRICANOVE è uno di quei nomi che, forse, non cercano l’effetto immediato, ma restituiscono con continuità una ricerca credibile sul progetto contemporaneo.</p>
<p data-start="1069" data-end="1778">A spiegare bene la sua presenza in questa mappa c’è anche <strong data-start="1127" data-end="1140">Civico 22</strong>, intervento di trasformazione e rigenerazione di un edificio degli anni Settanta, già <strong data-start="1227" data-end="1242">selezionato</strong> per il <strong data-start="1250" data-end="1286">Premio Architettura Toscana 2022</strong>. Il progetto lavora sulla doppia natura dell’edificio — più urbana verso la strada, più aperta verso l’interno — e mostra una sensibilità precisa nel modo di ripensare l’esistente senza semplificarlo. È anche per questo che FABBRICANOVE entra in questa selezione: perché racconta un’idea di architettura che a Firenze ha ancora molto da dire, soprattutto quando il progetto sceglie la misura, la continuità e la qualità come strumenti di trasformazione.</p>
<h2 data-section-id="1ufrz3z" data-start="0" data-end="20">OPPS Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18554" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OPPS-Architettura.jpg" alt="OPPS Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OPPS-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OPPS-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OPPS-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OPPS-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OPPS-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="22" data-end="518">Con sede a <strong data-start="33" data-end="66">Firenze in via Fossombroni 11</strong>, <strong data-start="68" data-end="89">OPPS Architettura</strong> nasce tra il <strong data-start="103" data-end="121">2015 e il 2016</strong> dalla volontà di giovani architetti toscani; tra i fondatori ricorrono i nomi di <strong data-start="203" data-end="255">Filippo Pecorai, Francesco Polci e Antonio Salvi</strong>. È uno studio associato che ha costruito la propria identità attraverso una pratica trasversale, fatta di <strong data-start="362" data-end="419">concorsi, progetti privati e collaborazioni pubbliche</strong>, senza specializzarsi in una sola scala o in un solo ambito.</p>
<p data-start="520" data-end="1216">È in questa selezione perché rappresenta una delle linee più interessanti della nuova architettura fiorentina: quella che non nasce dall’eredità di uno studio storico, ma da una generazione che ha scelto di misurarsi con il progetto attraverso ricerca, concorsi e continuità di lavoro. In questo senso OPPS porta dentro la lista un’energia diversa, più recente, ma non per questo meno autorevole. Anzi, il suo profilo si è consolidato anche grazie a riconoscimenti significativi, tra cui la <strong data-start="1011" data-end="1061">Medaglia d’Oro dalle Pontificie Accademie 2022</strong>, il <strong data-start="1066" data-end="1111">premio Carlottaxarchitettura under35 2022</strong> e la selezione tra i migliori studi di <strong data-start="1151" data-end="1177">New Italian Blood 2016</strong>.</p>
<p data-start="1218" data-end="1887">A rendere ancora più chiara la sua presenza in questa mappa è il modo in cui lo studio lavora sul progetto senza distinzione rigida tra architettura, spazio educativo, abitare e luoghi della quotidianità. Anche l’immagine pubblica che emerge oggi, inclusi i progetti recenti condivisi dallo studio, restituisce un’attenzione concreta per temi come scuola, paesaggio e qualità dell’esperienza. OPPS Architettura entra quindi in questa selezione perché racconta una Firenze progettuale più giovane e sperimentale, ma già abbastanza strutturata da meritare attenzione dentro un discorso serio sull’architettura contemporanea in città.</p>
<h2 data-section-id="14xkov3" data-start="0" data-end="17">abp architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18560" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/abp-architetti-firenze.jpg" alt="abp architetti firenze" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/abp-architetti-firenze.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/abp-architetti-firenze-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/abp-architetti-firenze-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/abp-architetti-firenze-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/abp-architetti-firenze-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="19" data-end="609"><strong data-start="19" data-end="37">abp architetti</strong> nasce a <strong data-start="46" data-end="66">Firenze nel 2018</strong> dalla collaborazione tra <strong data-start="92" data-end="146">Alberto Becherini, Piera Bongiorni e Andrea Borghi</strong>. Oggi lo studio è diretto da <strong data-start="176" data-end="197">Alberto Becherini</strong> e <strong data-start="200" data-end="219" data-is-only-node="">Piera Bongiorni</strong>, e sviluppa una ricerca progettuale molto chiara su <strong data-start="272" data-end="339">paesaggio, spazio pubblico ed edifici a servizio della comunità</strong>. È un’impostazione importante, perché dice subito che non siamo davanti a uno studio concentrato soltanto sull’oggetto architettonico, ma a una realtà che lavora sul rapporto tra città, margini urbani e uso collettivo dello spazio.</p>
<p data-start="611" data-end="1204">È in questa selezione perché rappresenta una generazione più giovane dell’architettura fiorentina, ma già dotata di un orientamento riconoscibile e tutt’altro che fragile. Nel loro profilo emerge infatti una particolare attenzione per i vuoti urbani, per le fratture tra città storica e aree di margine, per la possibilità di restituire continuità spaziale e sociale attraverso il progetto. È un approccio che, in una città come Firenze, assume un interesse specifico: sposta il discorso dall’architettura come gesto alla città come organismo da ricucire.</p>
<p data-start="1206" data-end="1817">A spiegare bene la loro presenza in questa mappa è anche il tipo di lavori che compongono il portfolio dello studio, dove ricorrono <strong data-start="1338" data-end="1426">parchi urbani, piazze, poli scolastici, asili, spazi pubblici e attrezzature civiche</strong>. Non un’unica icona, dunque, ma una direzione progettuale coerente. abp architetti entra in questa selezione proprio per questo: perché racconta una Firenze progettuale giovane, contemporanea e già abbastanza consapevole da misurarsi con ciò che oggi conta davvero, cioè la qualità dello spazio condiviso e il rapporto tra architettura e vita pubblica.</p>
<h2 data-section-id="z8ifwr" data-start="0" data-end="34">Carmassi Studio di Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18563" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Carmassi-Studio-di-Architettura.jpg" alt="Carmassi Studio di Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Carmassi-Studio-di-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Carmassi-Studio-di-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Carmassi-Studio-di-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Carmassi-Studio-di-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Carmassi-Studio-di-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="36" data-end="590">Con sede a <strong data-start="47" data-end="58">Firenze</strong>, <strong data-start="60" data-end="95">Carmassi Studio di Architettura</strong> prende forma nel <strong data-start="113" data-end="121">1997</strong>, quando <strong data-start="130" data-end="150">Massimo Carmassi</strong> fonda lo studio insieme a <strong data-start="177" data-end="195">Gabriella Ioli</strong>. La figura di Carmassi, nato a Pisa nel 1943 e laureato in architettura a Firenze nel 1970, appartiene a quella generazione di progettisti che hanno attraversato il dibattito architettonico italiano con un profilo insieme operativo e teorico, costruendo nel tempo una reputazione alta, fondata più sulla qualità del lavoro che sulla ricerca di esposizione.</p>
<p data-start="592" data-end="1201">È in questa selezione perché rappresenta una delle presenze più autorevoli che Firenze possa esprimere nel campo del progetto contemporaneo. Nel suo lavoro convivono restauro, riuso, spazio pubblico, progetto culturale e una riflessione molto precisa sul rapporto tra costruzione e tempo. In una città come Firenze, dove l’architettura è costretta a confrontarsi continuamente con la misura della storia, Carmassi Studio di Architettura porta una linea particolarmente rigorosa: non decorativa, non spettacolare, ma profondamente consapevole del peso civile del progetto.</p>
<p data-start="1203" data-end="1738">La sua presenza in questa selezione non è dovuta tanto alla notorietà, ma principalmente alla sua capacità di continuare a incarnare un’idea esigente di architettura, capace di tenere insieme cultura del costruire, responsabilità verso l’esistente e intensità dello spazio. È anche questo che rende Carmassi un nome necessario in una selezione dedicata dei migliori studi di architettura a Firenze: la capacità di ricordare che il progetto, prima ancora di essere immagine, è una forma di pensiero applicata alla città e ai suoi luoghi.</p>
<h2 data-section-id="1nbd70q" data-start="0" data-end="23">Ipostudio Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18566" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ipostudio-Architetti.jpg" alt="Ipostudio Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ipostudio-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ipostudio-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ipostudio-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ipostudio-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ipostudio-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="25" data-end="585">Fondato a <strong data-start="35" data-end="55">Firenze nel 1984</strong>, <strong data-start="57" data-end="81">Ipostudio Architetti</strong> è un gruppo di lavoro che, nel tempo, ha costruito una posizione molto riconoscibile nel panorama toscano attraverso un percorso coerente tra <strong data-start="224" data-end="366">architettura civile, rigenerazione urbana, riuso di complessi monumentali, edilizia scolastica, residenze speciali e spazi per la comunità</strong>. Più che uno studio legato a un gesto autoriale, Ipostudio si distingue per una continuità di ricerca che tiene insieme progetto, funzione pubblica e trasformazione dell’esistente.</p>
<p data-start="587" data-end="1234">È uno di quei nomi che a Firenze contano per serietà e profondità del lavoro più che per esposizione immediata. La loro presenza in questa selezione si lega proprio a questo: alla capacità di attraversare temi centrali per la città e per il progetto contemporaneo — il patrimonio, l’abitare collettivo, gli spazi educativi, i luoghi della cura — con un linguaggio misurato, mai compiaciuto, ma sempre molto leggibile sul piano architettonico. Le pubblicazioni e le esposizioni alla <strong data-start="1069" data-end="1092">Biennale di Venezia</strong> e alla <strong data-start="1100" data-end="1123">Triennale di Milano</strong> confermano una rilevanza che non resta confinata alla dimensione locale.</p>
<p data-start="1236" data-end="1856">A rendere ancora più chiara la loro presenza in questa mappa è il rapporto concreto con Firenze. Tra i progetti più significativi compaiono infatti il <strong data-start="1387" data-end="1418">Nuovo Museo degli Innocenti</strong>, il <strong data-start="1423" data-end="1443">Caffè del Verone</strong> e la <strong data-start="1449" data-end="1491">Residenza Universitaria Campus Firenze</strong>, tutti interventi che mostrano, in modi diversi, una sensibilità precisa nel misurarsi con il costruito, con l’uso pubblico e con la vita contemporanea della città. È in questo equilibrio tra autorevolezza, continuità e capacità di incidere sui luoghi reali che Ipostudio Architetti trova qui la sua collocazione più naturale.</p>
<h2 data-section-id="eehtrv" data-start="0" data-end="17">OKS Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18569" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OKS-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg" alt="OKS Architetti migliori studi di architettura Firenze" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OKS-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OKS-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OKS-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OKS-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/OKS-Architetti-migliori-studi-di-architettura-Firenze-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="19" data-end="484">Con sede a <strong data-start="30" data-end="41">Firenze</strong>, <strong data-start="43" data-end="61">OKS Architetti</strong> nasce nel <strong data-start="72" data-end="80">2014</strong> dall’incontro tra <strong data-start="99" data-end="119">Eugenio Salvetti</strong> e <strong data-start="122" data-end="137">Luca Scollo</strong>, entrambi formatisi alla Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze. Fin dall’inizio lo studio si muove tra <strong data-start="254" data-end="292">architettura, urbanistica e design</strong>, costruendo una pratica che tiene insieme ricerca, concorsi e lavoro sul campo con una notevole continuità.</p>
<p data-start="486" data-end="1071">Quello che rende interessante la loro presenza in questa selezione è il modo in cui il progetto viene affrontato come strumento capace di tenere insieme scala urbana, uso pubblico e qualità dello spazio. Nei loro lavori ricorrono infatti scuole, parchi, spazi per l’infanzia, waterfront, allestimenti e architetture civiche: un insieme che restituisce bene la fisionomia di uno studio giovane, ma già strutturato, capace di misurarsi con temi molto concreti della contemporaneità.</p>
<p data-start="1073" data-end="1861">A chiarire ulteriormente la loro collocazione dentro questa mappa c’è anche il rapporto diretto con Firenze. Tra i progetti più recenti compare, per esempio, l’<strong data-start="1233" data-end="1274">area attrezzata inclusiva alle Piagge</strong>, intervento collocato nella periferia ovest della città e pensato come spazio accessibile e condiviso. È un lavoro piccolo solo in apparenza, perché racconta bene una sensibilità progettuale che guarda allo spazio pubblico come luogo di relazione, non come semplice vuoto da sistemare. Ed è proprio in questa attenzione al quotidiano, alle soglie urbane e ai luoghi da restituire all’uso collettivo che OKS Architetti trova qui la sua presenza più naturale.</p>
<h2 data-section-id="1acy884" data-start="0" data-end="26">Germino Guidi Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18921" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/germino-guidi-architettura.jpg" alt="Germino guidi arcitettura studio firenze" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/germino-guidi-architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/germino-guidi-architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/germino-guidi-architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/germino-guidi-architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/germino-guidi-architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="710" data-end="1095"><strong>Germino Guidi Architettura</strong> è lo studio attivo a Firenze guidato da Giampiero Germino e Alessandro Guidi. Accanto a questa realtà, <strong>Quattroterzi</strong> resta un laboratorio di architettura legato allo stesso percorso professionale. Negli ultimi anni lo studio ha costruito un profilo riconoscibile nel campo dell’architettura d’interni, del recupero e della trasformazione misurata degli spazi.</p>
<p data-start="1097" data-end="1536">La loro presenza in questa selezione si lega proprio a questa qualità: una capacità di lavorare sull’esistente senza appesantirlo, lasciando che siano lo spazio, le proporzioni e gli elementi costruiti a definire il carattere dell’intervento. In una città come Firenze, dove anche il progetto di interni si misura spesso con edifici storici e con una forte densità materica e simbolica, questo tipo di sensibilità non è affatto secondaria.</p>
<p data-start="1538" data-end="2097">A rendere particolarmente chiara la loro presenza in questa mappa è <strong>Casa M-U</strong>, progetto realizzato nel 2021 nel centro storico di Firenze, in via dei Tosinghi, al quinto e sesto piano di Palazzo de’ Visdomini. L’intervento è stato incluso tra le opere selezionate del <strong>Premio Architettura Toscana 2024</strong> e racconta bene il loro modo di lavorare: pochi elementi, interventi calibrati, un rapporto attento tra arredo, struttura e spazio abitato. È in questa misura, più che nell’effetto, che <strong>Germino Guidi Architettura</strong> trova qui la sua collocazione più convincente.</p>
<h2 data-section-id="1v988mm" data-start="0" data-end="16">DeVITALAUDATI</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18574" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DeVITALAUDATI-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg" alt="DeVITALAUDATI migliori studi di architettura Firenze" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DeVITALAUDATI-migliori-studi-di-architettura-Firenze.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DeVITALAUDATI-migliori-studi-di-architettura-Firenze-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DeVITALAUDATI-migliori-studi-di-architettura-Firenze-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DeVITALAUDATI-migliori-studi-di-architettura-Firenze-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/DeVITALAUDATI-migliori-studi-di-architettura-Firenze-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="18" data-end="507">Con sede a <strong data-start="29" data-end="40">Firenze</strong>, <strong data-start="42" data-end="59">DeVITALAUDATI</strong> è uno studio di architettura fondato nel <strong data-start="101" data-end="109">2018</strong> da <strong data-start="113" data-end="129">Ciro De Vita</strong> e <strong data-start="132" data-end="150">Renata Laudati</strong>. La loro base operativa si trova in una ex falegnameria nel centro storico, alle spalle di <strong data-start="242" data-end="257">Santa Croce</strong>, trasformata in spazio di lavoro senza alterarne il carattere originario: un dettaglio che dice già molto del loro modo di intendere il progetto, sempre attento al rapporto tra memoria, materia e nuova funzione.</p>
<p data-start="509" data-end="1180">Nel loro percorso si avverte una sensibilità precisa per la reinterpretazione contemporanea dei materiali tradizionali, per il dettaglio e per il contesto. Non è un’architettura che cerca di imporsi per eccesso, ma una pratica che sembra preferire interventi misurati, costruiti attraverso equilibrio, attenzione e una certa tensione sperimentale. Anche la presenza di <strong data-start="878" data-end="894">conce39rosso</strong>, spazio dedicato a esposizioni e creazione tra arte, architettura e design, contribuisce a restituire l’immagine di uno studio che non vive il progetto come gesto isolato, ma come parte di un dialogo più ampio con la cultura visiva e con la città.</p>
<p data-start="1182" data-end="1718">La loro presenza in questa selezione trova una ragione ulteriore nel <strong data-start="1251" data-end="1287">Premio Architettura Toscana 2024</strong>, dove il progetto <strong data-start="1306" data-end="1326">Circolo La Torre</strong> è stato incluso tra le <strong data-start="1350" data-end="1371">opere selezionate</strong>. È un passaggio che aiuta a leggere meglio la loro collocazione dentro la scena fiorentina: non tanto come nome già canonizzato, quanto come studio che sta costruendo una propria riconoscibilità attraverso un lavoro coerente, colto e sempre molto consapevole della relazione tra spazio e identità dei luoghi.</p>
<h2 data-section-id="fxdgtf" data-start="0" data-end="30">Eleonora Sassoli Architetto</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18591" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eleonora-Sassoli-Zambaiti.jpg" alt="Eleonora Sassoli Zambaiti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eleonora-Sassoli-Zambaiti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eleonora-Sassoli-Zambaiti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eleonora-Sassoli-Zambaiti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eleonora-Sassoli-Zambaiti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eleonora-Sassoli-Zambaiti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="79" data-end="643">Nata a Prato nel 1979, <strong data-start="102" data-end="122">Eleonora Sassoli</strong> è un’architetta e designer che oggi porta avanti la propria attività professionale nella progettazione architettonica e nell’interior design, concentrando il proprio lavoro sul prodotto, sull’edilizia pubblica e privata e sulla ricerca applicata alle superfici e agli ambienti. Il suo profilo, più che entro i confini di una pratica esclusivamente edilizia, si definisce in quel punto d’incontro tra architettura, decorazione, manifattura e visione materica che oggi sta tornando centrale in molti discorsi sul progetto.</p>
<p data-start="645" data-end="1457">La sua presenza in questa selezione ha senso proprio dentro questa specificità. Eleonora Sassoli non porta tanto una linea “istituzionale” dell’architettura fiorentina, quanto una sensibilità più trasversale, legata al modo in cui il progetto può estendersi alle superfici, agli interni, alla percezione degli spazi e alla costruzione di un immaginario coerente. È una presenza che arricchisce la mappa perché introduce una voce diversa: più fluida, più ibrida, ma non per questo meno consapevole. In questo senso contano anche il suo rapporto con la scena della formazione a Firenze e la collaborazione con <a href="https://www.archieinteriors.com/accademia-cappiello-dal-1956-accademia-di-design-e-comunicazione/" target="_blank" rel="noopener"><strong data-start="1253" data-end="1276">Accademia Cappiello</strong>, realtà fiorentina fondata nel 1956</a>, che rafforzano il legame con un contesto cittadino in cui architettura, arti applicate e cultura visiva continuano a dialogare in modo fertile.</p>
<p data-start="1459" data-end="2613" data-is-last-node="" data-is-only-node="">A chiarire bene questa traiettoria è soprattutto il lavoro sviluppato con <strong data-start="1533" data-end="1554">Zambaiti Contract</strong>, dove il suo nome compare tra le firme coinvolte nelle collezioni <strong data-start="1621" data-end="1632">Project</strong> e <strong data-start="1635" data-end="1657">Project Chapter II</strong>. Qui il progetto decorativo non viene trattato come semplice rivestimento, ma come dispositivo capace di trasformare la parete in superficie narrativa, luminosa, atmosferica. Nella linea <strong data-start="1845" data-end="1856">Lucente</strong>, per esempio, la rilettura della <strong data-start="1890" data-end="1903">Primavera</strong> di Botticelli attraverso carte da parati floreali costruite tra manualità e rielaborazione digitale restituisce con precisione il suo campo d’azione: un design che tiene insieme memoria figurativa, artigianalità, tecnologia e forte senso scenografico. A questo si aggiunge anche il suo ruolo nello studio dell’area tecnica di <strong data-start="2230" data-end="2247">Barone Italia</strong>, che amplia ulteriormente il suo raggio d’azione e conferma una pratica progettuale capace di muoversi con naturalezza tra architettura, interni, superfici e sviluppo tecnico del prodotto. È anche in questa capacità di attraversare linguaggi e scale diverse, senza banalizzare né l’una né l’altra, che Eleonora Sassoli trova qui la sua collocazione più convincente.</p>
<h2 data-section-id="1915soy" data-start="0" data-end="16">Studio Tricot</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18577" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Tricot.jpg" alt="Studio Tricot" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Tricot.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Tricot-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Tricot-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Tricot-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Tricot-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="18" data-end="510"><strong data-start="18" data-end="35">Studio Tricot</strong> è uno studio di architettura fondato a <strong data-start="75" data-end="86">Firenze</strong>, attivo soprattutto tra <strong data-start="111" data-end="181">architettura d’interni, residenze, hospitality e spazi commerciali</strong>, con un linguaggio che lavora spesso sul dialogo tra memoria e contemporaneità. La loro cifra emerge con chiarezza già nella presentazione dello studio: una ricerca costante “tra passato e futuro, tra arte e moda”, che restituisce bene il tipo di sensibilità con cui affrontano il progetto.</p>
<p data-start="512" data-end="1072">La loro presenza in questa selezione ha senso proprio per questo equilibrio. In una città come Firenze, dove anche gli interni portano con sé una forte densità storica e simbolica, Studio Tricot si muove con una misura interessante, lavorando sul dettaglio, sull’atmosfera e sulla trasformazione degli spazi senza appesantirli. Non è un’architettura che cerca il colpo d’effetto, ma un modo di progettare che affida molto alla qualità delle proporzioni, dei materiali e del rapporto con il carattere originario dei luoghi.</p>
<p data-start="1074" data-end="1750">A rendere particolarmente chiara la loro collocazione dentro questa mappa c’è anche l’intervento per la <strong data-start="1178" data-end="1220">Palazzina Reale di Santa Maria Novella</strong>, inaugurata nel 2015 come nuova sede dell’<strong data-start="1263" data-end="1301">Ordine degli Architetti di Firenze</strong> e della Fondazione. Gli interni furono curati proprio da Studio Tricot, in un luogo che per la città ha avuto negli anni un valore non soltanto funzionale, ma anche culturale. È un passaggio che spiega bene perché questo nome meriti attenzione: perché racconta una Firenze progettuale capace di intervenire anche sui luoghi della rappresentanza architettonica con un linguaggio colto, misurato e riconoscibile.</p>
<h2 data-section-id="1fc9ms9" data-start="458" data-end="475">Simone Micheli Architectural Hero</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18581" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Simone-Micheli-Architectural-Hero.jpg" alt="Simone Micheli Architectural Hero" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Simone-Micheli-Architectural-Hero.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Simone-Micheli-Architectural-Hero-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Simone-Micheli-Architectural-Hero-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Simone-Micheli-Architectural-Hero-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Simone-Micheli-Architectural-Hero-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="477" data-end="1251">Fondato nel <strong data-start="489" data-end="497">1990</strong>, e strutturato dal <strong data-start="517" data-end="525">2003</strong> anche attraverso <strong data-start="543" data-end="580">Simone Micheli Architectural Hero</strong> insieme a <strong data-start="591" data-end="608">Roberta Colla</strong>, il lavoro di <strong data-start="623" data-end="641">Simone Micheli</strong> occupa da anni una posizione riconoscibile nel panorama del progetto italiano per la sua capacità di muoversi con continuità tra <strong data-start="771" data-end="856">architettura, interior design, allestimento, comunicazione e identità degli spazi</strong>. La matrice fiorentina resta parte importante di questa traiettoria: Firenze non è solo una sede operativa, ma uno dei luoghi da cui ha preso forma un linguaggio progettuale immediatamente leggibile, costruito attraverso ambienti fluidi, segni netti, forte controllo dell’immagine complessiva e una costante attenzione al rapporto tra spazio ed esperienza.</p>
<p data-start="1253" data-end="1994">La sua presenza in questa selezione si comprende soprattutto guardando alla coerenza del percorso. Più che a singoli episodi isolati, Simone Micheli ha legato il proprio nome a una produzione ampia e continua, in particolare nei settori <strong data-start="1490" data-end="1552">hospitality, wellness, retail, residenziale e spazi ibridi</strong>, sviluppando un’idea di progetto che non si ferma all’architettura in senso stretto, ma costruisce atmosfere, immaginari, sistemi percettivi. È proprio questa continuità, più ancora della notorietà, a renderlo un nome rilevante dentro una mappa dedicata a Firenze: la capacità di trasformare una cifra personale in una vera linea professionale, riconoscibile nel tempo e diffusa su scala internazionale.</p>
<p data-start="1996" data-end="2724">A confermare il peso di questo percorso non ci sono solo i molti progetti sviluppati negli anni, ma anche una lunga presenza nel dibattito culturale, espositivo e formativo, insieme a numerosi riconoscimenti internazionali. La sua attività didattica legata anche alla <strong data-start="2264" data-end="2302">Facoltà di Architettura di Firenze</strong> aggiunge un altro elemento importante: il progetto, nel suo caso, non si presenta soltanto come pratica professionale, ma come visione complessiva dello spazio contemporaneo, dal costruito all’allestimento, dall’interno alla relazione con il pubblico. È in questa capacità di tenere insieme immagine, funzione e racconto che Simone Micheli trova qui la sua collocazione più naturale.</p>
<h2 data-section-id="1qr6y9p" data-start="0" data-end="23">Fontego Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18584" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Fontego-Architettura.jpg" alt="Fontego Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Fontego-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Fontego-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Fontego-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Fontego-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Fontego-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="25" data-end="653">Con sede a <strong data-start="36" data-end="47">Firenze</strong>, <strong data-start="49" data-end="73">Fontego Architettura</strong> è lo studio fondato da <strong data-start="97" data-end="115">Francesco Busi</strong>, e nel suo lavoro si riconosce subito una direzione precisa: il progetto come esercizio di misura, sottrazione e chiarezza spaziale. Più che cercare effetti dichiarativi, Fontego sembra lavorare per concentrazione, lasciando che siano la struttura, la luce, la materia e il rapporto tra pieni e vuoti a definire il carattere degli interventi.</p>
<p data-start="655" data-end="1409">La sua presenza in questa selezione si giustifica proprio dentro questa qualità di sguardo. In una città come Firenze, dove il progetto rischia facilmente di appoggiarsi troppo sull’immagine o, al contrario, di farsi timido davanti al costruito, Fontego Architettura sceglie una strada più controllata: intervenire con precisione, alleggerire, riorganizzare, restituire agli spazi una leggibilità nuova senza forzarli. È un atteggiamento che emerge con chiarezza soprattutto negli interventi di recupero e ristrutturazione, dove lo studio mostra una notevole sensibilità nel lavorare sull’esistente.</p>
<p data-start="1411" data-end="2058">A renderne particolarmente convincente la presenza in questa mappa è anche il modo in cui i progetti si radicano nel territorio fiorentino. <strong data-start="1551" data-end="1565">Casa Scala</strong>, nel centro di Firenze, oppure il recupero di un <strong data-start="1615" data-end="1626">fienile</strong> sulle colline poco a sud della città, raccontano entrambi la stessa attitudine: pochi elementi, nessuna enfasi superflua, un lavoro molto attento sulla trasformazione dello spazio abitato. È in questa coerenza, più che nella ricerca di visibilità, che Fontego Architettura trova qui il suo posto naturale.</p>
<h2 data-section-id="keyxsy" data-start="0" data-end="24">Eutropia Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18586" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eutropia-Architettura.jpg" alt="Eutropia Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eutropia-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eutropia-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eutropia-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eutropia-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Eutropia-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="26" data-end="512"><strong data-start="26" data-end="51">Eutropia Architettura</strong> nasce a <strong data-start="60" data-end="80">Firenze nel 2003</strong> e, dal <strong data-start="88" data-end="96">2005</strong>, sviluppa un’attività che attraversa <strong data-start="134" data-end="255">progettazione architettonica, progettazione urbana, interior design, restauro, trasformazioni spaziali e allestimenti</strong>. È uno studio che si muove con naturalezza tra scale diverse, ma che mantiene al centro una stessa idea di progetto: dare forma allo spazio senza separare mai disegno, uso, costruzione e gestione concreta del processo.</p>
<p data-start="514" data-end="1084">Il suo profilo diventa particolarmente interessante in una selezione come questa perché racconta una Firenze progettuale che non si esaurisce nei nomi più istituzionali, ma continua a produrre studi capaci di lavorare con intelligenza tra città, interni e paesaggio. Nei lavori di Eutropia si avverte spesso una sensibilità attenta al rapporto tra trasformazione e permanenza, soprattutto quando il progetto interviene sull’esistente, sullo spazio abitato o su contesti che chiedono una misura precisa più che un gesto dichiarativo.</p>
<p data-start="1086" data-end="1736">A rendere più chiara la sua presenza in questa mappa ci sono anche alcuni progetti fortemente legati al territorio fiorentino: <strong data-start="1213" data-end="1242">Piazza Macelli a Certaldo</strong>, inclusa nel <strong data-start="1256" data-end="1287">Premio Architettura Toscana</strong>, il progetto <strong data-start="1301" data-end="1323">Leonardo Ricci 100</strong> all’Ex Refettorio di <strong data-start="1345" data-end="1368">Santa Maria Novella</strong> a Firenze, e lavori più recenti come <strong data-start="1406" data-end="1419">Laborplay</strong> o <strong data-start="1422" data-end="1459">Una casa sulle colline di Firenze</strong>, che mostrano bene la capacità dello studio di passare dal progetto urbano all’interno mantenendo una cifra coerente. È proprio in questa continuità, colta ma concreta, che Eutropia Architettura trova qui la sua collocazione più naturale.</p>
<h2 data-start="0" data-end="31" data-section-id="wzuvmw">Giraldi Associati Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18880" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/GAA_01.jpg" alt="Giraldi Associati Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/GAA_01.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/GAA_01-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/GAA_01-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/GAA_01-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/GAA_01-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="33" data-end="620">Fondato a <strong data-start="43" data-end="63">Firenze nel 1997</strong> da <strong data-start="67" data-end="85">Fulvio Giraldi</strong>, <strong data-start="87" data-end="119">Giraldi Associati Architetti</strong> è uno studio multidisciplinare che nel tempo ha ampliato il proprio raggio d’azione ben oltre la scala locale, sviluppando una vasta attività tra <strong data-start="266" data-end="365">architettura, interior design, retail, corporate image, hospitality, residenze e masterplanning</strong>. Il suo tratto più riconoscibile non sta soltanto nella continuità del lavoro, ma nella capacità di costruire sistemi spaziali e identitari complessi, soprattutto per clienti internazionali e per il mondo della moda.</p>
<p data-start="622" data-end="1236">La sua presenza in questa selezione ha un senso preciso proprio per questo: racconta una Firenze che non coincide soltanto con il restauro, con il patrimonio o con il progetto colto in senso più tradizionale, ma anche con una dimensione professionale fortemente contemporanea, capace di misurarsi con immagine coordinata, spazi commerciali, showroom e ambienti costruiti per brand globali. Nel corso degli anni lo studio ha progettato <strong data-start="1057" data-end="1082">più di 1.200 boutique</strong>, oltre a numerosi showroom e uffici in Italia e all’estero, costruendo un profilo raro per estensione e continuità.</p>
<p data-start="1238" data-end="1842">A rendere ancora più chiaro il suo radicamento fiorentino c’è anche la sede principale, oggi in <strong data-start="1334" data-end="1350">Borgo Albizi</strong>, dopo il precedente trasferimento nel palazzo <strong data-start="1397" data-end="1422">Antinori-Aldobrandini</strong> in via dei Serragli: un passaggio che restituisce bene il modo in cui lo studio ha saputo collocare una pratica fortemente internazionale dentro un contesto profondamente legato alla città. È in questa combinazione tra base fiorentina, vocazione globale e capacità di costruire architetture dell’identità che Giraldi Associati Architetti trova qui la sua collocazione più naturale.</p>
<h2 data-section-id="lokdm6" data-start="0" data-end="19">Officina Abitare</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18594" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Officina-Abitare.jpg" alt="Officina Abitare" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Officina-Abitare.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Officina-Abitare-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Officina-Abitare-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Officina-Abitare-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Officina-Abitare-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="21" data-end="583">Fondata a <strong data-start="31" data-end="51">Firenze nel 2012</strong> da <strong data-start="55" data-end="73">Sara Bartolini</strong> e <strong data-start="76" data-end="97">Matteo Pierattini</strong>, <strong data-start="99" data-end="119">Officina Abitare</strong> si definisce come uno studio di <strong data-start="152" data-end="181">progettazione sostenibile</strong>. Non è una formula accessoria, ma un orientamento molto chiaro del lavoro: integrazione tra <strong data-start="274" data-end="327">materiali innovativi e materiali della tradizione</strong>, attenzione al paesaggio, qualità dell’abitare e ricerca di un’architettura capace di essere al tempo stesso concreta, accogliente e responsabile.</p>
<p data-start="585" data-end="1288">La loro presenza in questa selezione ha senso proprio per questo taglio così dichiarato e, allo stesso tempo, così poco ornamentale. In una città come Firenze, dove il progetto rischia spesso di essere letto quasi esclusivamente attraverso il filtro del patrimonio storico, Officina Abitare introduce una sensibilità diversa: quella di uno studio che mette al centro <strong data-start="952" data-end="1051">benessere abitativo, sostenibilità ambientale, efficienza energetica e rapporto con il contesto</strong> come parti integranti del progetto, non come aggiunte tecniche da esibire a posteriori.</p>
<p data-start="1290" data-end="2001">A rendere più concreta questa collocazione è anche il modo in cui lo studio presenta il proprio lavoro, articolato tra <strong data-start="1409" data-end="1439">interventi rurali e urbani</strong>, recuperi, ristrutturazioni, efficientamento e progettazione integrata, con una base operativa molto chiara in città, in <strong data-start="1561" data-end="1586">via Cairoli a Firenze</strong>. È una presenza che arricchisce questa mappa perché ricorda che il progetto contemporaneo, qui, non si misura soltanto con grandi luoghi simbolici o con operazioni di rigenerazione più evidenti, ma anche con il modo in cui si torna a pensare la casa, l’energia, il paesaggio e la qualità della vita quotidiana.</p>
<h2 data-section-id="413tr" data-start="0" data-end="10">rosso19</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18597" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/rosso19.jpg" alt="rosso19" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/rosso19.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/rosso19-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/rosso19-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/rosso19-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/rosso19-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="12" data-end="528">Con sede a <strong data-start="23" data-end="34">Firenze</strong>, in <strong data-start="39" data-end="60">via dei Cardatori</strong> nel quartiere di <strong data-start="78" data-end="94">San Frediano</strong>, <strong data-start="96" data-end="107">rosso19</strong> è uno studio fondato da <strong data-start="132" data-end="150">Barbara Monica</strong> e <strong data-start="153" data-end="181">Tommaso Rossi Fioravanti</strong>, entrambi formati all’<strong data-start="204" data-end="229">Università di Firenze</strong>. Fin dall’inizio il loro lavoro si è mosso tra <strong data-start="277" data-end="328">architettura, interni, spazio urbano e concorsi</strong>, costruendo una pratica che non separa il progetto domestico da quello civico e che tiene insieme con naturalezza ricerca, professione e riflessione sulla città.</p>
<p data-start="530" data-end="1067">La loro presenza in questa selezione si gioca soprattutto qui: nella capacità di rappresentare una Firenze progettuale meno istituzionale ma molto viva, che lavora su più scale senza perdere coerenza. Nei progetti di rosso19 si avverte spesso una tensione precisa tra essenzialità e carattere, tra costruzione dello spazio e attenzione alla materia, con un linguaggio che non cerca effetti ridondanti ma tende piuttosto a far emergere l’identità dei luoghi attraverso pochi elementi ben controllati.</p>
<p data-start="1069" data-end="1747">A rendere convincente la loro collocazione dentro questa mappa è anche la continuità con cui lo studio ha sviluppato interventi a Firenze, sia in ambito residenziale sia nella riflessione sul progetto urbano. <strong data-start="1278" data-end="1289">Casa DR</strong> e altri lavori collocati in città raccontano bene questa attitudine, così come la presenza costante nei concorsi e nei progetti di trasformazione dello spazio collettivo. Rosso19 trova qui la sua ragione più naturale perché restituisce l’immagine di uno studio fiorentino capace di tenere insieme pratica, ricerca e una visione del progetto ancora profondamente legata alla città come luogo da abitare e reinterpretare.</p>
<h2 data-section-id="ekkdnm" data-start="0" data-end="16">b-arch studio</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18599" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/b-arch-studio.jpg" alt="b-arch studio" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/b-arch-studio.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/b-arch-studio-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/b-arch-studio-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/b-arch-studio-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/b-arch-studio-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="18" data-end="607">Fondato nel <strong data-start="30" data-end="38">2000</strong> da <strong data-start="42" data-end="61">Sabrina Bignami</strong> e <strong data-start="64" data-end="88">Alessandro Capellaro</strong>, <strong data-start="90" data-end="107">b-arch studio</strong> è una realtà che si muove tra <strong data-start="138" data-end="212">architettura, interior design, ospitalità, retail e spazi residenziali</strong>, costruendo negli anni un linguaggio molto riconoscibile, attento al rapporto tra struttura, atmosfera e dettaglio. Sabrina Bignami si laurea all’<strong data-start="359" data-end="384">Università di Firenze</strong> nel <strong data-start="389" data-end="397">1997</strong>, mentre il profilo pubblico dello studio restituisce una pratica ormai consolidata, capace di lavorare in Italia e all’estero senza perdere una forte identità progettuale.</p>
<p data-start="609" data-end="1131">Qui il punto interessante non è tanto la semplice continuità del lavoro, quanto il modo in cui b-arch affronta la trasformazione degli spazi: con un’attenzione costante alla materia, alla luce, agli interni e al carattere complessivo dell’esperienza. Nei progetti dello studio ricorrono residenze, ristoranti, hotel e recuperi, ma ciò che tiene insieme questa varietà è una sensibilità precisa per l’architettura come costruzione di atmosfera, mai separata dalla concretezza dell’uso.</p>
<p data-start="1133" data-end="1816">La sua presenza in questa selezione si giustifica soprattutto per il rapporto reale con Firenze e con il territorio vicino alla città. Tra i lavori pubblicamente documentati compaiono, per esempio, <strong data-start="1331" data-end="1344">Box House</strong> a Firenze, il recupero di una residenza sul <strong data-start="1389" data-end="1413">Lungarno alle Grazie</strong>, e altri interventi che mostrano bene la capacità dello studio di misurarsi con l’esistente senza irrigidirlo. A questo si aggiunge il fatto che <strong data-start="1559" data-end="1583">I Vivai al Parugiano</strong> è stato incluso tra le <strong data-start="1607" data-end="1628">opere selezionate</strong> del <strong data-start="1633" data-end="1669">Premio Architettura Toscana 2024</strong> nella categoria <strong data-start="1686" data-end="1707">Nuova Costruzione</strong>, ulteriore segnale di una presenza progettuale solida e non episodica.</p>
<h2 data-section-id="1h12wfw" data-start="0" data-end="16">Andrea Parigi</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18601" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/andrea-parigi-firenze.jpg" alt="andrea parigi firenze" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/andrea-parigi-firenze.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/andrea-parigi-firenze-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/andrea-parigi-firenze-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/andrea-parigi-firenze-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/andrea-parigi-firenze-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="18" data-end="611">Nato a <strong data-start="25" data-end="36">Firenze</strong>, dove si è laureato in <strong data-start="60" data-end="85">Architettura con lode</strong>, <strong data-start="87" data-end="104">Andrea Parigi</strong> ha costruito un percorso professionale che unisce esperienza internazionale e radicamento locale. Prima di sviluppare la propria attività ha lavorato infatti presso <strong data-start="270" data-end="300">Richard Rogers Partnership</strong> a Londra, <strong data-start="311" data-end="344">Renzo Piano Building Workshop</strong> a Genova e <strong data-start="356" data-end="386">Mario Cucinella Architects</strong> a Bologna: un passaggio che aiuta a leggere meglio il suo profilo, sospeso tra rigore progettuale, attenzione alla sostenibilità e una riflessione più ampia sul significato dello spazio.</p>
<p data-start="613" data-end="1249">La sua presenza in questa selezione si lega soprattutto a un’opera molto precisa e fortemente riconoscibile nel paesaggio urbano fiorentino: il <strong data-start="757" data-end="787">Mercato rionale de Le Cure</strong>, progettato per il <strong data-start="807" data-end="828">Comune di Firenze</strong> tra il <strong data-start="836" data-end="844">2014</strong> e il <strong data-start="850" data-end="858">2018</strong> e realizzato tra il <strong data-start="879" data-end="887">2018</strong> e il <strong data-start="893" data-end="901">2020</strong> in <strong data-start="905" data-end="926">piazza delle Cure</strong>. È un intervento che restituisce bene il senso del suo lavoro: non un’architettura autoreferenziale, ma una struttura capace di incidere sulla vita quotidiana della città, dando forma a uno spazio pubblico coperto, aperto, contemporaneo e insieme fortemente legato all’uso collettivo.</p>
<p data-start="1251" data-end="1867">È proprio questo a renderlo interessante dentro una mappa dedicata a Firenze. Andrea Parigi non rappresenta tanto la linea più istituzionale o più museale dell’architettura cittadina, quanto una presenza capace di intervenire su un luogo quotidiano e popolare con un progetto dal segno netto, che ha saputo trasformare il mercato in una piccola architettura civica. In una città dove il progetto si confronta spesso con la storia monumentale, lavori come questo ricordano che anche lo spazio ordinario può diventare un punto di qualità urbana e di riconoscibilità contemporanea.</p>
<h2 data-section-id="1hfrrow" data-start="0" data-end="36">P&amp;M Palterer Medardi Architecture</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18603" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Palterer-Medardi-Architecture.jpg" alt="P&amp;M Palterer Medardi Architecture" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Palterer-Medardi-Architecture.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Palterer-Medardi-Architecture-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Palterer-Medardi-Architecture-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Palterer-Medardi-Architecture-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Palterer-Medardi-Architecture-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="38" data-end="532">Con sede a <strong data-start="49" data-end="60">Firenze</strong>, <strong data-start="62" data-end="99">P&amp;M Palterer Medardi Architecture</strong> è una società di progettazione architettonica fondata da <strong data-start="157" data-end="175">David Palterer</strong> e <strong data-start="178" data-end="198">Norberto Medardi</strong>, nella quale confluiscono anche le esperienze maturate in oltre trent’anni di attività professionale dello studio Palterer. È una realtà che lavora a scala internazionale, ma che mantiene un legame chiaro con Firenze, non solo come sede operativa, ma anche come campo di intervento e di ricerca.</p>
<p data-start="534" data-end="1055">È in questa selezione perché rappresenta una linea autorevole dell’architettura fiorentina, capace di tenere insieme restauro, allestimento, spazio pubblico e progetto contemporaneo senza perdere misura. Il loro lavoro non si impone attraverso gesti spettacolari, ma attraverso una costruzione attenta del rapporto tra memoria, struttura e uso. In una città come Firenze, questa qualità conta molto: significa saper intervenire sul patrimonio senza trasformarlo in semplice scenario.</p>
<p data-start="1057" data-end="1655">A spiegare bene la presenza dello studio in questa mappa c’è anche il <strong data-start="1127" data-end="1178">Percorso archeologico a Palazzo Medici Riccardi</strong>, incluso tra le opere segnalate nel <strong data-start="1215" data-end="1251">Premio Architettura Toscana 2024</strong>. È un progetto che lavora sul dialogo tra architettura, stratificazione storica e fruizione contemporanea, e che restituisce con chiarezza il tipo di sensibilità che rende P&amp;M un nome importante in questa selezione. Non soltanto per autorevolezza, dunque, ma perché incarna un’idea di progetto colta, rigorosa e profondamente coerente con la complessità di Firenze.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/migliori-studi-di-architettura-a-firenze/">25 studi di architettura a Firenze da conoscere: i migliori nomi tra restauro, rigenerazione urbana e progetto contemporaneo</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>Migliori studi di architettura a Palermo: 25 nomi da conoscere oggi tra identità mediterranea, progetto contemporaneo e trasformazione dell’esistente</title>
		<link>https://www.archieinteriors.com/migliori-studi-di-architettura-a-palermo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Architetto Giammetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 17:13:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Palermo è una città in cui l’architettura continua a manifestarsi come stratificazione viva, memoria costruita e possibilità di trasformazione. Da secoli crocevia del Mediterraneo, la città ha assorbito nel proprio tessuto urbano influenze arabe, normanne, barocche, neoclassiche e liberty, dando forma a un paesaggio complesso in cui la nozione stessa di spazio non può mai &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/migliori-studi-di-architettura-a-palermo/">Migliori studi di architettura a Palermo: 25 nomi da conoscere oggi tra identità mediterranea, progetto contemporaneo e trasformazione dell’esistente</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="393" data-end="1133">Palermo è una città in cui l’architettura continua a manifestarsi come stratificazione viva, memoria costruita e possibilità di trasformazione. Da secoli crocevia del Mediterraneo, la città ha assorbito nel proprio tessuto urbano influenze arabe, normanne, barocche, neoclassiche e liberty, dando forma a un paesaggio complesso in cui la nozione stessa di spazio non può mai essere ridotta a una questione puramente formale. Qui la luce, la materia, il rapporto con il clima, la prossimità del mare, la densità storica e la convivenza tra epoche differenti rendono il progetto un esercizio particolarmente delicato: ogni intervento si misura con una città che porta impressa, quasi ovunque, una memoria architettonica forte e riconoscibile.</p>
<p data-start="1135" data-end="1997">Parlare oggi di <strong data-start="1151" data-end="1186">studi di architettura a Palermo</strong> significa allora osservare una scena progettuale che si muove tra continuità e trasformazione, tra recupero dell’esistente e nuove esigenze dell’abitare contemporaneo. Gli studi selezionati in questa mappa raccontano proprio questa doppia tensione: da una parte una sensibilità capace di leggere la storia della città, di respirarne l’identità mediterranea e di confrontarsi con la stratificazione del costruito; dall’altra una crescente attenzione verso il progetto degli interni, la riqualificazione, l’hospitality, il residenziale e i modi in cui oggi si ridefinisce il vivere urbano. In questo senso, i migliori studi di architettura a Palermo non si distinguono solo per stile o riconoscibilità, ma per la capacità di interpretare il presente senza perdere il dialogo con il carattere profondo dei luoghi.</p>
<p data-start="1999" data-end="2372">Quella che segue non è una classifica, ma una selezione editoriale di <strong data-start="2069" data-end="2107">25 studi di architettura a Palermo</strong> da conoscere oggi. Una mappa costruita mettendo insieme nomi autorevoli, realtà consolidate e profili contemporanei che, con approcci differenti ma spesso convergenti per qualità e sensibilità, contribuiscono a raccontare il volto attuale del progetto palermitano.</p>
<h3 data-section-id="z8ir0s" data-start="0" data-end="67">Come abbiamo selezionato questi studi di architettura a Palermo</h3>
<p data-start="69" data-end="616">Riunire <strong data-start="77" data-end="115">25 studi di architettura a Palermo</strong> all’interno di un solo articolo significa, prima di tutto, riconoscere la complessità di una scena che non può essere letta in modo uniforme. Accanto a nomi più consolidati convivono infatti realtà capaci di muoversi tra restauro, interior design, riqualificazione, progetto residenziale, hospitality e ricerca contemporanea, in una città in cui l’architettura è chiamata costantemente a confrontarsi con la stratificazione storica, con la misura dell’esistente e con una forte identità mediterranea.</p>
<p data-start="618" data-end="1190">Questa selezione editoriale nasce proprio da qui: dalla volontà di restituire un quadro ampio ma coerente degli <strong data-start="730" data-end="765">studi di architettura a Palermo</strong> da conoscere oggi, mettendo insieme riconoscibilità del percorso, qualità dei progetti, continuità del lavoro, presenza reale sul territorio e capacità di interpretare il presente. Abbiamo guardato a studi che, in modi diversi, mostrano sensibilità verso il contesto, attenzione alla trasformazione dell’abitare e una visione del progetto non isolata, ma radicata nel rapporto tra spazio, città, memoria e uso contemporaneo.</p>
<p data-start="1192" data-end="1790">Non si tratta quindi di una classifica definitiva, né di un elenco esaustivo. Piuttosto, è una mappa ragionata costruita attorno a studi che aiutano a leggere una parte significativa del panorama progettuale palermitano di oggi. Alcuni si distinguono per autorevolezza, altri per una ricerca più contemporanea, altri ancora per la capacità di lavorare sugli interni, sul recupero o sulla ridefinizione dello spazio domestico e collettivo. Insieme, restituiscono l’immagine di una Palermo in cui il progetto continua a essere un terreno di dialogo tra storia, identità e nuove esigenze dell’abitare.</p>
<h2 data-section-id="el8law" data-start="85" data-end="100">Studio Didea</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18135" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Studio-Didea.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Palermo - Studio Didea" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Studio-Didea.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Studio-Didea-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Studio-Didea-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Studio-Didea-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Studio-Didea-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="102" data-end="1217">Tra i nomi più interessanti della scena progettuale palermitana, <strong data-start="167" data-end="183">Studio Didea</strong> si è imposto negli ultimi anni come una realtà capace di costruire un linguaggio riconoscibile, misurato e contemporaneo. Fondato a Palermo nel <strong data-start="328" data-end="336">2012</strong>, lo studio lavora tra residenziale, hospitality, spazi commerciali e interni, muovendosi con particolare naturalezza dentro quella zona sottile in cui il progetto deve saper dialogare con la luce, con la materia e con l’identità dei luoghi senza appesantirli. A Palermo il suo lavoro si ritrova in interventi come <strong data-start="651" data-end="664">Casa A223</strong>, ricavata da un ex laboratorio nel centro storico, <strong data-start="716" data-end="729">Casa A331</strong>, il bistrot <strong data-start="742" data-end="753">Cento61</strong>, e in progetti più recenti come <strong data-start="786" data-end="799">Zangaloro</strong> e <strong data-start="802" data-end="817">Burger Pass</strong>, che restituiscono bene una pratica capace di attraversare scale e funzioni diverse mantenendo coerenza. In una città come Palermo, dove ogni spazio porta con sé una densità storica e atmosferica molto forte, Studio Didea si distingue per un approccio che non forza mai il contesto, ma lo rilegge con sensibilità contemporanea, precisione compositiva e attenzione concreta ai nuovi modi di abitare.</p>
<h2 data-section-id="5fll6m" data-start="0" data-end="34">Provenzano Architetti Associati</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18139" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Provenzano-Architetti-Associati.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Palermo - Provenzano Architetti Associati" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Provenzano-Architetti-Associati.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Provenzano-Architetti-Associati-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Provenzano-Architetti-Associati-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Provenzano-Architetti-Associati-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-Provenzano-Architetti-Associati-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="36" data-end="718">Tra gli studi di architettura a Palermo che hanno attraversato con maggiore continuità il rapporto tra progetto, città e trasformazione dell’esistente, <strong data-start="188" data-end="223">Provenzano Architetti Associati</strong> occupa un posto centrale. Fondato nel <strong data-start="262" data-end="270">1971</strong>, lo studio lavora da decenni tra architettura, progetto urbano, interni, residenziale, hospitality e spazi pubblici, mantenendo una presenza solida e riconoscibile nel panorama palermitano. Questa continuità si ritrova anche nella figura di <strong data-start="512" data-end="546">Fausto e Sebastiano Provenzano</strong>, che hanno contribuito a consolidare un approccio capace di muoversi tra scala domestica e riflessione urbana senza perdere coerenza.</p>
<p data-start="720" data-end="1536">A Palermo il loro lavoro si legge bene proprio dentro questa doppia tensione. Da una parte ci sono interventi residenziali recenti, come la villa affacciata su <strong data-start="880" data-end="900">Mondello Valdesi</strong>, dove il progetto rilegge in chiave contemporanea suggestioni Liberty e Art Déco con un linguaggio controllato e non nostalgico. Dall’altra emerge un interesse più ampio per il rapporto tra città e spazio pubblico, evidente anche nel lavoro sul <strong data-start="1146" data-end="1167">Molo Trapezoidale</strong> e nelle riflessioni dello studio sul tema del porto come luogo di relazione tra Palermo e il suo fronte d’acqua. In questo senso, Provenzano Architetti Associati rappresenta bene una certa architettura palermitana capace di tenere insieme memoria, misura e visione urbana, senza rinunciare alla qualità dell’abitare contemporaneo.</p>
<h2 data-section-id="1354mcm" data-start="0" data-end="14">LYGA Studio</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18143" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-lyga-studio.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Palermo - lyga studio" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-lyga-studio.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-lyga-studio-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-lyga-studio-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-lyga-studio-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-lyga-studio-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="16" data-end="982">Tra gli studi di architettura a Palermo che negli ultimi anni hanno costruito un’identità particolarmente riconoscibile, <strong data-start="137" data-end="152">LYGA Studio</strong> occupa un posto di rilievo per la capacità di tenere insieme interior design, restauro e sensibilità mediterranea dentro una visione coerente dello spazio. Fondato dalle architette <strong data-start="334" data-end="351">Lycia Trapani</strong> e <strong data-start="354" data-end="370">Gaia Trapani</strong>, lo studio lavora sul progetto come forma di rilettura del passato in chiave contemporanea, con una particolare attenzione alla luce, al paesaggio domestico e alla relazione tra memoria e uso attuale. È un approccio che si avverte con chiarezza in lavori come <strong data-start="631" data-end="650">Casa a Nord-Est</strong>, appartamento nobiliare settecentesco affacciato sulla Cala di Palermo, oppure in interventi più recenti come <strong data-start="761" data-end="779">Palazzo Casano</strong>, dove il progetto degli interni si misura con l’eleganza stratificata della città senza irrigidirsi in una semplice operazione conservativa.</p>
<p data-start="984" data-end="1675">In una città come Palermo, dove il progetto si confronta continuamente con edifici storici, atmosfere marine e identità complesse, LYGA Studio si distingue per una scrittura architettonica che lavora per sottrazione, equilibrio e intensità silenziosa. Non c’è mai compiacimento decorativo: c’è piuttosto la volontà di restituire agli spazi una misura nuova, capace di far convivere il carattere originario dei luoghi con le esigenze dell’abitare contemporaneo. Anche per questo il loro nome è oggi tra quelli che raccontano meglio una certa idea di architettura palermitana, colta ma non rigida, raffinata ma ancora profondamente legata al Mediterraneo.</p>
<h2 data-section-id="1wqg8y" data-start="0" data-end="33">INO PIAZZA Studio Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18147" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-INO-PIAZZA-Studio-Architettura.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Palermo - INO PIAZZA Studio Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-INO-PIAZZA-Studio-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-INO-PIAZZA-Studio-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-INO-PIAZZA-Studio-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-INO-PIAZZA-Studio-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-INO-PIAZZA-Studio-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="35" data-end="779">Tra gli studi di architettura a Palermo che lavorano con maggiore continuità sul rapporto tra interior, abitare e identità dello spazio, <strong data-start="172" data-end="206">INO PIAZZA Studio Architettura</strong> occupa una posizione riconoscibile. Con sede a Palermo, lo studio guidato da <strong data-start="284" data-end="298">Ino Piazza</strong> sviluppa una pratica che attraversa <strong data-start="335" data-end="404">appartamenti e ville, showroom e allestimenti, edifici e concorsi</strong>, mantenendo come asse costante una progettazione attenta alla relazione tra forme, materia e paesaggio. Più che inseguire l’effetto, il suo lavoro sembra muoversi verso una composizione essenziale, costruita per equilibri e per sottrazione, in cui lo spazio viene ripensato come organismo coerente e non come semplice somma di elementi.</p>
<p data-start="781" data-end="1505">A Palermo questa sensibilità si ritrova in diversi interventi sull’abitare, come <strong data-start="862" data-end="880">Casa Cosentino</strong>, <strong data-start="882" data-end="899">Casa Cricchio</strong>, <strong data-start="901" data-end="915">Casa Costa</strong>, <strong data-start="917" data-end="939">Casa Prestigiacomo</strong>, <strong data-start="941" data-end="955">Casa Ferro</strong> e <strong data-start="958" data-end="978">Casa Torregrossa</strong>, accanto a progetti come <strong data-start="1004" data-end="1015">Villa D</strong>, che restituiscono bene una pratica progettuale concentrata sulla trasformazione degli interni e sulla costruzione di ambienti fortemente caratterizzati ma mai eccessivi. In una città come Palermo, dove il progetto si confronta continuamente con la memoria degli spazi e con una forte presenza della luce, INO PIAZZA Studio Architettura si distingue per un approccio che tende a ricondurre il disegno a una misura precisa, sensibile e molto personale.</p>
<h2 data-section-id="euw078" data-start="0" data-end="12">Studio 4E</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18151" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-studio-4e.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Palermo - studio 4e" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-studio-4e.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-studio-4e-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-studio-4e-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-studio-4e-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Migliori-studi-di-architettura-a-Palermo-studio-4e-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="14" data-end="551">Tra gli studi di architettura a Palermo che hanno costruito nel tempo una presenza solida e riconoscibile, <strong data-start="121" data-end="134">Studio 4E</strong> occupa un posto importante per continuità, chiarezza del profilo e capacità di muoversi tra residenziale, commerciale, paesaggio e interior design. Fondato a Palermo dagli architetti <strong data-start="318" data-end="336">Fabio Costanzo</strong> e <strong data-start="339" data-end="363">Maria Rosaria Piazza</strong>, lo studio lavora da anni su una progettazione attenta al dettaglio e alla relazione tra architettura, spazio vissuto e qualità della trasformazione.</p>
<p data-start="553" data-end="1353">Il suo campo d’azione è ampio ma coerente: nel portfolio compaiono infatti progetti <strong data-start="637" data-end="653">residenziali</strong>, <strong data-start="655" data-end="670">commerciali</strong>, di <strong data-start="675" data-end="687">giardino</strong> e <strong data-start="690" data-end="702">concorso</strong>, segno di una pratica che non si limita a un solo ambito ma mantiene un interesse costante per il modo in cui lo spazio viene costruito, rinnovato e abitato. Anche interventi come <strong data-start="883" data-end="909">Voga Garden Restaurant</strong>, restituiscono bene questa attitudine a un progetto che tiene insieme concept, interni e qualità dell’atmosfera. In una città come Palermo, dove l’architettura contemporanea deve spesso misurarsi con contesti complessi e identità forti, Studio 4E si distingue per un approccio concreto, misurato e capace di dare continuità al rapporto tra eleganza, uso e trasformazione.</p>
<h2 data-section-id="c4iqzs" data-start="0" data-end="26">Luigi Smecca Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18157" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Smecca-Architetti.jpg" alt="Luigi Smecca Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Smecca-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Smecca-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Smecca-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Smecca-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Luigi-Smecca-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="28" data-end="744">Tra gli studi di architettura a Palermo che hanno costruito una presenza riconoscibile sul terreno dell’abitare contemporaneo e del progetto per l’ospitalità, <strong data-start="187" data-end="214">Luigi Smecca Architetti</strong> occupa un posto ben definito. Lo studio lavora in particolare tra <strong data-start="281" data-end="296">home design</strong> e <strong data-start="299" data-end="312">ho.re.ca.</strong>, due ambiti che ne hanno modellato con chiarezza l’identità: da una parte il progetto domestico, dall’altra gli spazi della convivialità, della ristorazione e dell’accoglienza. È una traiettoria che si legge bene anche nei lavori firmati dallo studio, dove la cura dell’interno non si risolve mai in un fatto meramente decorativo, ma diventa costruzione coerente di atmosfera, uso e carattere.</p>
<p data-start="746" data-end="1552">A Palermo e nel suo contesto più vicino, questa attitudine emerge in progetti come <strong data-start="829" data-end="840">Casa AE</strong> a Mondello, ristrutturazione di una villa anni Ottanta riletta in chiave più essenziale e contemporanea, ma anche in interventi come <strong data-start="974" data-end="994">HIO Oriental Bar</strong>, <strong data-start="996" data-end="1006">I Pupi</strong>, <strong data-start="1008" data-end="1019">La Cuba</strong>, <strong data-start="1021" data-end="1036">Bar Galatea</strong>, <strong data-start="1038" data-end="1057">Dasdia Showroom</strong> e <strong data-start="1060" data-end="1079">Casale Marraffa</strong>, che restituiscono l’immagine di una pratica capace di muoversi con naturalezza tra residenziale e spazi commerciali. In una città come Palermo, dove il progetto degli interni e il rapporto con l’identità dei luoghi contano quanto la costruzione architettonica in senso stretto, Luigi Smecca Architetti si distingue per una scrittura progettuale nitida, attenta al dettaglio e molto concentrata sulla qualità dell’esperienza spaziale.</p>
<h2 data-section-id="1m8pkbu" data-start="0" data-end="13">AM3 Studio</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18160" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/AM3-Studio.jpg" alt="AM3 Studio" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/AM3-Studio.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/AM3-Studio-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/AM3-Studio-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/AM3-Studio-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/AM3-Studio-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="15" data-end="702">Tra gli studi di architettura a Palermo che negli ultimi anni hanno consolidato un profilo particolarmente credibile sul terreno del progetto contemporaneo, <strong data-start="172" data-end="186">AM3 Studio</strong> occupa una posizione di rilievo. Fondato nel <strong data-start="232" data-end="240">2011</strong> da <strong data-start="244" data-end="293">Marco Alesi, Cristina Calì e Alberto Cusumano</strong>, lo studio lavora tra architettura e paesaggio, ambito pubblico e privato, con una pratica che si misura spesso con contesti storici, archeologici e paesaggistici. È proprio questa attenzione al rapporto tra luogo, trasformazione e qualità del disegno a definire il carattere di AM3, oggi tra le realtà palermitane più interessanti per continuità e maturità progettuale.</p>
<p data-start="704" data-end="1542">La traiettoria dello studio si legge bene anche attraverso alcuni progetti significativi, come la <strong data-start="802" data-end="850">riqualificazione del lungomare di Balestrate</strong>, il progetto per la nuova <strong data-start="877" data-end="909">sede della Regione Siciliana</strong> a Palermo e altri interventi che mostrano una chiara attitudine a lavorare sul confine tra architettura, spazio pubblico e paesaggio. A rafforzarne il profilo c’è anche un percorso di riconoscimento più ampio: AM3 è stato selezionato per il <strong data-start="1151" data-end="1172">Padiglione Italia</strong> alla Biennale di Venezia ed è stato protagonista nel 2025 della rassegna <strong data-start="1246" data-end="1282">Emergenti | Studi d’architettura</strong> promossa dalla Fondazione Architetti Firenze. In questo senso, AM3 Studio rappresenta bene una generazione di studi palermitani capaci di confrontarsi con temi complessi senza perdere rigore, misura e capacità di visione.</p>
<h2 data-section-id="uily1a" data-start="0" data-end="17">Studio Forward</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18165" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Forward.jpg" alt="Studio Forward" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Forward.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Forward-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Forward-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Forward-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-Forward-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="19" data-end="672">Tra gli studi di architettura a Palermo che si muovono con maggiore libertà tra progetto, interni e costruzione dell’identità visiva, <strong data-start="153" data-end="171">Studio Forward</strong> occupa una posizione particolare. Fondato da <strong data-start="217" data-end="235">Diego Emanuele</strong> nel <strong data-start="240" data-end="248">2004</strong>, lo studio lavora infatti sul punto di contatto tra <strong data-start="301" data-end="333">architettura e comunicazione</strong>, due ambiti che qui non procedono separati ma si alimentano a vicenda. È una postura progettuale piuttosto rara, che consente allo studio di intervenire non solo sugli spazi, ma anche sul modo in cui essi vengono raccontati, percepiti e resi riconoscibili.</p>
<p data-start="674" data-end="1300">Questa doppia vocazione si ritrova bene in progetti come <strong data-start="731" data-end="746">Vinoveritas</strong>, wine bar e spazio dedicato al vino, <strong data-start="784" data-end="802">Magnisi Studio</strong>, <strong data-start="804" data-end="830">Generazione Alessandro</strong> a Linguaglossa, e nelle diverse operazioni che intrecciano architettura, allestimento, art direction e immagine. In una città come Palermo, dove il progetto contemporaneo passa sempre più spesso anche attraverso il rapporto tra spazio e narrazione, Studio Forward si distingue per un approccio trasversale e colto, capace di lavorare sull’atmosfera quanto sulla struttura, sul dettaglio quanto sull’identità complessiva dei luoghi.</p>
<h2 data-section-id="dk6wr6" data-start="0" data-end="23">La Leta Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18169" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/La-Leta-Architettura-studi-architettura-palermo.jpg" alt="La Leta Architettura studi architettura palermo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/La-Leta-Architettura-studi-architettura-palermo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/La-Leta-Architettura-studi-architettura-palermo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/La-Leta-Architettura-studi-architettura-palermo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/La-Leta-Architettura-studi-architettura-palermo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/La-Leta-Architettura-studi-architettura-palermo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="25" data-end="820">Tra gli studi di architettura a Palermo che negli ultimi anni hanno saputo costruire una presenza particolarmente riconoscibile sul terreno dell’abitare contemporaneo, <strong data-start="193" data-end="217">La Leta Architettura</strong> occupa un posto di rilievo. Con sede a Palermo, lo studio lavora tra <strong data-start="287" data-end="348">progettazione architettonica e architettura degli interni</strong>, soprattutto in ambito residenziale e ricettivo, e ha affinato una scrittura progettuale fondata su equilibrio, misura e sensibilità verso il contesto. È un approccio che si avverte bene in interventi come <strong data-start="555" data-end="571">Pied-à-terre</strong>, <strong data-start="573" data-end="603">Settimo Boutique Apartment</strong>, <strong data-start="605" data-end="631">Loft in Centro Storico</strong>, <strong data-start="633" data-end="644">Villa C</strong> e <strong data-start="647" data-end="662">Casa Daniel</strong>, dove la trasformazione dello spazio passa attraverso una rilettura attenta dell’esistente, dei materiali e della luce.</p>
<p data-start="822" data-end="1365">In una città come Palermo, dove l’architettura domestica è spesso chiamata a confrontarsi con edifici storici, affacci urbani complessi e memorie stratificate, La Leta Architettura si distingue per la capacità di intervenire con leggerezza senza perdere incisività. I suoi progetti non inseguono mai un effetto dimostrativo: lavorano piuttosto su una precisione silenziosa, su atmosfere calibrate, su una contemporaneità che non cancella il carattere dei luoghi ma lo accompagna verso un nuovo equilibrio.</p>
<h2 data-section-id="3ttxhx" data-start="1367" data-end="1379">SS Studio</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18173" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ss-studio-studi-architettura-palermo.jpg" alt="ss studio studi architettura palermo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ss-studio-studi-architettura-palermo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ss-studio-studi-architettura-palermo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ss-studio-studi-architettura-palermo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ss-studio-studi-architettura-palermo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/ss-studio-studi-architettura-palermo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1381" data-end="2260">Tra le realtà palermitane più interessanti nel punto di contatto tra architettura, interni e design, <strong data-start="1482" data-end="1495">SS Studio</strong> ha costruito una pratica trasversale ma coerente, capace di muoversi tra <strong data-start="1569" data-end="1690">progettazione architettonica, restauro, interventi sull’esistente, interior design, graphic design e arredo su misura</strong>. Con sede a Palermo e guidato da <strong data-start="1724" data-end="1746">Stefano Sanfilippo</strong>, lo studio lavora su programmi differenti mantenendo come elemento costante una forte attenzione al disegno complessivo dello spazio e alla definizione dell’atmosfera. È una postura progettuale che si ritrova in lavori come <strong data-start="1971" data-end="1979">Gold</strong>, affittacamere di lusso a Palermo, oppure nella linea di arredamento <strong data-start="2049" data-end="2058">BLISS</strong>, presentata a Homi Milano e durante la Milano Design Week, che mostra bene come per SS Studio il progetto si estenda spesso oltre il solo involucro architettonico.</p>
<p data-start="2262" data-end="2739">In una città come Palermo, dove il progetto contemporaneo si gioca spesso sul rapporto tra identità del luogo e qualità dell’interno, SS Studio si distingue per una scrittura che cerca coerenza più che spettacolo. Il suo lavoro appare costruito attorno a una idea di spazio in cui architettura, arredo e immagine non sono elementi separati, ma parti di una stessa visione, capace di dare forma a luoghi riconoscibili, curati e mai casuali.</p>
<h2 data-section-id="3168pg" data-start="2741" data-end="2766">Studio GD Architetture</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18176" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-GD-Architetture.jpg" alt="Studio GD Architetture" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-GD-Architetture.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-GD-Architetture-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-GD-Architetture-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-GD-Architetture-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-GD-Architetture-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2768" data-end="3502">Nel panorama degli studi di architettura a Palermo più attenti al rapporto tra interni, abitare e progetto contemporaneo, <strong data-start="2890" data-end="2916">Studio GD Architetture</strong> si distingue per una pratica che attraversa housing, retail, spazi ricettivi e luoghi di lavoro, mantenendo una particolare attenzione alla qualità dell’esperienza spaziale. Nato nel <strong data-start="3100" data-end="3108">2008</strong> e diretto dall’architetto <strong data-start="3135" data-end="3156">Gaspare Di Maggio</strong>, lo studio si definisce come un laboratorio di progettazione attivo tra strutture pubbliche e private, interior e retail design, ristorazione, hospitality e sostenibilità. È una traiettoria che restituisce l’immagine di una realtà capace di lavorare su programmi diversi senza disperdere il proprio profilo.</p>
<p data-start="3504" data-end="4121">Questa attitudine emerge anche nei progetti più recenti, come <strong data-start="3566" data-end="3587">Casa Messina 2025</strong> a Palermo, presentata come ristrutturazione totale di un appartamento, o nelle collaborazioni legate al mondo del bagno e delle superfici, che mostrano una particolare sensibilità verso la materia e il dettaglio. In una città come Palermo, dove il progetto degli interni e la trasformazione dell’esistente hanno un peso sempre più rilevante, Studio GD Architetture si distingue per un approccio concreto, attento alla qualità d’uso e capace di costruire spazi contemporanei senza perdere misura.</p>
<h2 data-section-id="yifga5" data-start="0" data-end="31">FORME Studio di Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18178" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FORME-Studio-di-Architettura.jpg" alt="FORME Studio di Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FORME-Studio-di-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FORME-Studio-di-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FORME-Studio-di-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FORME-Studio-di-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/FORME-Studio-di-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="33" data-end="725">Nel panorama degli studi di architettura a Palermo più legati alla dimensione dell’interior e della trasformazione dell’abitare, <strong data-start="162" data-end="194">FORME Studio di Architettura</strong> si distingue per un approccio che mette al centro il rapporto tra funzione, atmosfera e qualità dell’esperienza spaziale. Con sede a Palermo, lo studio lavora tra <strong data-start="358" data-end="392">architettura e interior design</strong>, seguendo non solo il progetto ma anche la <strong data-start="436" data-end="458">direzione cantiere</strong> e le pratiche edilizie, con una particolare attenzione alla continuità tra idea, processo e realizzazione. È una postura concreta, che restituisce l’immagine di una realtà costruita più sul controllo del lavoro che sull’effetto.</p>
<p data-start="727" data-end="1304">Anche nei progetti più recenti emerge una sensibilità orientata alla ridefinizione degli spazi attraverso materiali, luce e misura, come nel caso dell’ufficio disegnato con il contributo di <strong data-start="917" data-end="933">Karim Rashid</strong>, oppure negli interventi su residenze e coperture storiche mostrati dallo studio. In una città come Palermo, dove l’architettura contemporanea passa spesso attraverso il ripensamento dell’esistente e la qualità degli interni, FORME si distingue per una progettazione che cerca equilibrio, coerenza e una contemporaneità mai ostentata.</p>
<h2 data-section-id="pagbut" data-start="0" data-end="26">de Francisci Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18181" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/de-Francisci-Architetti.jpg" alt="de Francisci Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/de-Francisci-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/de-Francisci-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/de-Francisci-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/de-Francisci-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/de-Francisci-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="28" data-end="663">Tra gli studi di architettura a Palermo che lavorano con particolare attenzione sul rapporto tra interni, luce e trasformazione dell’esistente, <strong data-start="172" data-end="199">de Francisci Architetti</strong> si distingue per una pratica misurata, concentrata sulla qualità dell’abitare e sulla costruzione di atmosfere nette ma mai ridondanti. Con base a Palermo, lo studio si muove soprattutto tra <strong data-start="391" data-end="439">interior design, ristrutturazione e lighting</strong>, ambiti che nel suo lavoro non appaiono separati ma tenuti insieme da una stessa idea di progetto: precisa, essenziale, molto attenta al modo in cui lo spazio viene percepito e vissuto.</p>
<p data-start="665" data-end="1403">Questa sensibilità emerge bene in interventi come <strong data-start="715" data-end="727">Casa PCC</strong>, realizzata in collaborazione con <strong data-start="762" data-end="792">Farina Macaluso Architects</strong>, dove il progetto lavora sulla memoria della casa esistente senza rinunciare a una rilettura contemporanea, oppure nei più recenti lavori residenziali pubblicati dallo studio, come <strong data-start="974" data-end="993">Casa a San Vito</strong>, che insistono sul rapporto tra interno ed esterno, luce naturale e qualità del quotidiano. In una città come Palermo, dove il progetto domestico si confronta spesso con spazi da reinterpretare più che da inventare ex novo, de Francisci Architetti si distingue per una scrittura sobria, controllata e capace di dare continuità tra dettaglio, comfort e identità del luogo.</p>
<h2 data-section-id="1jrggz7" data-start="0" data-end="25">Bellomonte &amp; Pensabene</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18184" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Bellomonte-Pensabene-migliori-studi-architettura-Palermo.jpg" alt="Bellomonte &amp; Pensabene migliori studi architettura Palermo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Bellomonte-Pensabene-migliori-studi-architettura-Palermo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Bellomonte-Pensabene-migliori-studi-architettura-Palermo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Bellomonte-Pensabene-migliori-studi-architettura-Palermo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Bellomonte-Pensabene-migliori-studi-architettura-Palermo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Bellomonte-Pensabene-migliori-studi-architettura-Palermo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="27" data-end="782">Tra gli studi di architettura a Palermo che si muovono con maggiore continuità tra progetto contemporaneo, interior design e riqualificazione, <strong data-start="170" data-end="196">Bellomonte &amp; Pensabene</strong> occupa una posizione interessante per la chiarezza del profilo e per la qualità visiva con cui costruisce i propri interventi. Con sede a Palermo, lo studio lavora su spazi residenziali, commerciali e ricettivi, mantenendo una particolare attenzione alla relazione tra materiali, luce e definizione dell’atmosfera. È un approccio che punta meno sull’enfasi del gesto e più su una calibrata costruzione dell’esperienza spaziale, con ambienti pensati per risultare coerenti, leggibili e durevoli.</p>
<p data-start="784" data-end="1520">Nel contesto palermitano, dove il progetto si misura spesso con edifici esistenti, interni da reinterpretare e identità forti, Bellomonte &amp; Pensabene si distingue per una pratica che sembra cercare equilibrio e nitidezza. I progetti e i contenuti pubblici dello studio restituiscono infatti una sensibilità orientata a una contemporaneità composta, capace di valorizzare lo spazio senza sovraccaricarlo. In una mappa come questa, il loro nome entra proprio per questa attitudine: quella di uno studio che lavora sulla qualità del progetto con misura, continuità e una presenza ormai riconoscibile nella scena architettonica palermitana.</p>
<h2 data-section-id="dfemb5" data-start="0" data-end="32">Salvatore Nigrelli Architetto</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18194" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Salvatore-Nigrelli-Architetto.jpg" alt="Salvatore Nigrelli Architetto" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Salvatore-Nigrelli-Architetto.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Salvatore-Nigrelli-Architetto-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Salvatore-Nigrelli-Architetto-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Salvatore-Nigrelli-Architetto-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Salvatore-Nigrelli-Architetto-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="34" data-end="679">Tra gli studi di architettura a Palermo che lavorano con particolare continuità sul rapporto tra architettura, interni e allestimento, <strong data-start="169" data-end="202">Salvatore Nigrelli Architetto</strong> occupa una posizione riconoscibile per la varietà dei progetti affrontati e per una pratica che tiene insieme spazio, luce e costruzione dell’atmosfera. Con sede nel cuore storico della città, a <strong data-start="398" data-end="430">Palazzo Castrone Santa Ninfa</strong> in corso Vittorio Emanuele, lo studio si muove tra residenziale, hospitality, exhibit design e riqualificazione, mantenendo una forte attenzione al carattere dei luoghi e alla qualità percettiva degli ambienti.</p>
<p data-start="681" data-end="1396">Questa attitudine emerge bene in lavori come <strong data-start="726" data-end="746">Casena dei Colli</strong> a Palermo, <strong data-start="758" data-end="772">Villa Esse</strong>, <strong data-start="774" data-end="788">Villa Cari</strong>, gli stand per <strong data-start="804" data-end="819">Mandrarossa</strong> e <strong data-start="822" data-end="844">Baglio di Pianetto</strong> a Vinitaly, fino ai progetti più recenti del <strong data-start="890" data-end="912">Museo Ayrton Senna</strong> a Siculiana e della <strong data-start="933" data-end="979">riqualificazione urbana di Palazzo Adriano</strong>. Più che affidarsi a una cifra formale rigida, il lavoro di Nigrelli sembra costruirsi per continuità tra progetto architettonico, allestimento e percezione dello spazio, con una sensibilità che a Palermo trova un terreno particolarmente fertile: quello di una città in cui la stratificazione dei luoghi richiede sempre misura, lettura del contesto e capacità di trasformazione.</p>
<h2 data-section-id="160d8c9" data-start="0" data-end="44">PM Architecture / Piergiorgio Miserendino</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18198" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Architecture-Piergiorgio-Miserendino.jpg" alt="PM Architecture Piergiorgio Miserendino" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Architecture-Piergiorgio-Miserendino.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Architecture-Piergiorgio-Miserendino-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Architecture-Piergiorgio-Miserendino-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Architecture-Piergiorgio-Miserendino-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/PM-Architecture-Piergiorgio-Miserendino-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="46" data-end="776">Tra gli studi di architettura a Palermo che lavorano con particolare attenzione sul progetto domestico e sulla trasformazione degli interni, <strong data-start="187" data-end="206">PM Architecture</strong>, fondato da <strong data-start="219" data-end="246">Piergiorgio Miserendino</strong> nel <strong data-start="251" data-end="259">2003</strong>, occupa una posizione riconoscibile per continuità e chiarezza di linguaggio. Lo studio si muove tra <strong data-start="361" data-end="455">edilizia residenziale privata, opere commerciali, strutture ricettive e design industriale</strong>, seguendo il progetto lungo tutto il suo sviluppo, dall’idea iniziale al cantiere. È una traiettoria che restituisce l’immagine di una pratica molto concentrata sulla qualità dell’abitare, sulla precisione del dettaglio e sulla capacità di dare nuova coerenza a spazi già esistenti.</p>
<p data-start="778" data-end="1458">Questa sensibilità emerge bene in lavori come <strong data-start="824" data-end="834">Casa B</strong>, ristrutturazione di un appartamento all’interno di una palazzina residenziale nel centro storico di Palermo con impianto originario ottocentesco, oppure in progetti come <strong data-start="1006" data-end="1018">Casa C+R</strong> e <strong data-start="1021" data-end="1033">Casa B+M</strong>, dove il ridisegno degli interni passa attraverso un uso calibrato di materiali, luce e arredo. In una città come Palermo, dove il progetto contemporaneo si confronta spesso con immobili da reinterpretare più che con spazi da costruire ex novo, PM Architecture si distingue per un approccio misurato, attento al comfort e capace di costruire ambienti nitidi, eleganti e molto leggibili.</p>
<h2 data-section-id="ln47qi" data-start="0" data-end="19">PL5 Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18190" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Palazzo-del-Principe-di-Lampedusa-migliori-studi-architettura-Palermo.jpg" alt="Palazzo del Principe di Lampedusa migliori studi architettura Palermo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Palazzo-del-Principe-di-Lampedusa-migliori-studi-architettura-Palermo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Palazzo-del-Principe-di-Lampedusa-migliori-studi-architettura-Palermo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Palazzo-del-Principe-di-Lampedusa-migliori-studi-architettura-Palermo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Palazzo-del-Principe-di-Lampedusa-migliori-studi-architettura-Palermo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Palazzo-del-Principe-di-Lampedusa-migliori-studi-architettura-Palermo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="21" data-end="817">Tra gli studi di architettura a Palermo che hanno lavorato con maggiore continuità sul tema del restauro e della rifunzionalizzazione del centro storico, <strong data-start="175" data-end="195">PL5 Architettura</strong> occupa una posizione particolarmente significativa. Fondato nel <strong data-start="260" data-end="268">1974</strong> da <strong data-start="272" data-end="292">Giulio Franzitta</strong> e <strong data-start="295" data-end="313">Rita Franzitta</strong>, lo studio ha costruito nel tempo una pratica fortemente radicata nella città, concentrandosi sulla riqualificazione di edifici storici, palazzi, complessi residenziali e tessuti urbani segnati dalla lunga stratificazione palermitana. In questo senso, il suo lavoro intercetta una questione centrale per Palermo: quella di una città in cui il progetto contemporaneo passa spesso attraverso il recupero, il ripristino e la rifunzionalizzazione di ciò che esiste già.</p>
<p data-start="819" data-end="1623">Questa traiettoria emerge con chiarezza in una lunga serie di interventi nel centro storico, come il <strong data-start="920" data-end="970">restauro del Palazzo del Principe di Lampedusa</strong>, il <strong data-start="975" data-end="995">Palazzo Rammacca</strong> in via Garraffello, il <strong data-start="1019" data-end="1048">palazzo di via Materassai</strong>, il <strong data-start="1053" data-end="1095">palazzetto medievale in via Argenteria</strong>, il <strong data-start="1100" data-end="1185">progetto di riuso di un complesso di archeologia industriale in via dello Spasimo</strong>, fino al <strong data-start="1195" data-end="1256">restauro e rifunzionalizzazione di Villa Bonocore-Maletto</strong> e al progetto per <strong data-start="1275" data-end="1293">Palazzo Florio</strong> a Favignana. Più che attraverso un gesto autoriale esibito, PL5 ha costruito la propria identità sulla durata, sul lavoro paziente dentro l’esistente e su una conoscenza concreta della città storica, qualità che lo rendono uno dei nomi più coerenti quando si parla di architettura a Palermo.</p>
<h2 data-section-id="1426tsa" data-start="0" data-end="21">Cannone Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18202" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Cannone-Architetti.jpg" alt="Cannone Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Cannone-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Cannone-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Cannone-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Cannone-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Cannone-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="23" data-end="887">Tra gli studi di architettura a Palermo che lavorano sul rapporto tra progetto, contesto e trasformazione, <strong data-start="1065" data-end="1087">Cannone Architetti</strong> si distingue per una pratica che tiene insieme architettura e ingegneria con una particolare attenzione al legame tra intervento e luogo. Fondata nel <strong data-start="1238" data-end="1246">2012</strong> da <strong data-start="1250" data-end="1289">Francesco, Giuseppe e Fabio Cannone</strong>, la società lavora a Palermo sviluppando progetti in cui il disegno architettonico si confronta con il contesto nelle sue diverse componenti, mantenendo una visione progettuale attenta alla coerenza tra spazio, funzione e ambiente.</p>
<p data-start="23" data-end="887">La traiettoria dello studio si legge bene in progetti che attraversano ambiti diversi, dalla riqualificazione dello spazio aperto agli interventi di scala urbana, fino ai lavori di architettura e interior. Più che affidarsi a una cifra formale rigida, Cannone Architetti sembra costruire il progetto come dispositivo di relazione tra luogo, uso e trasformazione, con una sensibilità che guarda alla continuità tra architettura e contesto. È proprio questa capacità di tenere insieme visione territoriale e precisione progettuale a rendere lo studio uno dei nomi da osservare con attenzione dentro il panorama contemporaneo palermitano.</p>
<h2 data-section-id="1v4w398" data-start="0" data-end="31">Studio MAMe / Marzia Messina</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18228" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-MAMe-Marzia-Messina-studi-architettura-palermo.jpg" alt="Studio MAMe Marzia Messina studi architettura palermo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-MAMe-Marzia-Messina-studi-architettura-palermo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-MAMe-Marzia-Messina-studi-architettura-palermo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-MAMe-Marzia-Messina-studi-architettura-palermo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-MAMe-Marzia-Messina-studi-architettura-palermo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Studio-MAMe-Marzia-Messina-studi-architettura-palermo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="33" data-end="719">Tra gli studi di architettura a Palermo più attenti alla dimensione sartoriale del progetto domestico, <strong data-start="136" data-end="151">Studio MAMe</strong>, fondato da <strong data-start="164" data-end="182">Marzia Messina</strong> nel <strong data-start="187" data-end="195">2005</strong>, occupa una posizione riconoscibile per la cura del dettaglio, per il disegno su misura e per una concezione dell’abitare costruita attorno a materiali, luce e qualità dell’esperienza quotidiana. Dopo esperienze tra Londra, Verona e Vicenza, Messina ha riportato a Palermo una pratica progettuale che tiene insieme precisione esecutiva, sensibilità per gli interni e attenzione artigianale, lavorando soprattutto su <strong data-start="612" data-end="653">residenze, ville e locali commerciali</strong>.</p>
<p data-start="721" data-end="1380">Questa attitudine emerge con chiarezza in progetti come <strong data-start="777" data-end="788">Casa VS</strong>, <strong data-start="790" data-end="802">Casa GOH</strong>, <strong data-start="804" data-end="820">Casa 2 Palme</strong>, <strong data-start="822" data-end="838">Duo di Ville</strong> a Mondello, <strong data-start="851" data-end="873">Casa su misura LLP</strong> e <strong data-start="876" data-end="896">Cafè Lab Gallery</strong> a Palermo, interventi che restituiscono bene una scrittura progettuale concentrata sulla qualità dell’abitare e sul rapporto tra misura, comfort e identità dello spazio. In una città come Palermo, dove l’architettura domestica è spesso chiamata a rileggere immobili esistenti senza impoverirne il carattere, Studio MAMe si distingue per una contemporaneità elegante, calibrata e profondamente legata al fare progettuale come gesto di precisione.</p>
<h2 data-section-id="1jsipuy" data-start="0" data-end="31">Architetti Fazioli Associati</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18232" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Fazioli-Associati-studi-architettura-palermo.jpg" alt="Architetti Fazioli Associati studi architettura palermo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Fazioli-Associati-studi-architettura-palermo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Fazioli-Associati-studi-architettura-palermo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Fazioli-Associati-studi-architettura-palermo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Fazioli-Associati-studi-architettura-palermo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Architetti-Fazioli-Associati-studi-architettura-palermo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="33" data-end="662">Tra gli studi di architettura a Palermo che hanno costruito nel tempo una presenza riconoscibile sul terreno della progettazione e dell’interior, <strong data-start="179" data-end="211">Architetti Fazioli Associati</strong> occupa una posizione interessante per continuità e profilo professionale. Lo studio, con sede a Palermo, si presenta come realtà attiva tra architettura e design, con una pratica che attraversa il progetto dello spazio abitato e la trasformazione degli interni mantenendo una forte attenzione alla qualità compositiva e alla definizione dell’atmosfera.</p>
<p data-start="664" data-end="1348">In una città come Palermo, dove il progetto contemporaneo si misura spesso con spazi da reinterpretare più che con edifici da costruire ex novo, Architetti Fazioli Associati si colloca dentro quella fascia di studi che lavorano sulla precisione dell’intervento, sul rapporto tra misura e carattere e su una idea di abitare capace di aggiornare l’esistente senza impoverirlo. La presenza pubblica dello studio restituisce proprio questa impressione: quella di una pratica progettuale orientata a una contemporaneità composta, attenta al dettaglio e alla coerenza complessiva dello spazio.</p>
<h2 data-section-id="1lksdu" data-start="24" data-end="44">Ruffino Associati</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18236" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ruffino-Associati-studi-architettura-palermo.jpg" alt="Ruffino Associati studi architettura palermo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ruffino-Associati-studi-architettura-palermo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ruffino-Associati-studi-architettura-palermo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ruffino-Associati-studi-architettura-palermo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ruffino-Associati-studi-architettura-palermo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Ruffino-Associati-studi-architettura-palermo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="46" data-end="566">Tra gli studi di architettura a Palermo che hanno costruito una traiettoria riconoscibile sul terreno del recupero e della trasformazione di luoghi ad alta densità identitaria, <strong data-start="223" data-end="244">Ruffino Associati</strong> occupa una posizione particolare. Lo studio, attivo a Palermo dal <strong data-start="311" data-end="319">2002</strong>, lavora tra architettura e design e ha firmato oltre <strong data-start="373" data-end="389">500 progetti</strong>, costruendo un profilo che tiene insieme residenziale, hospitality e interventi di riqualificazione in contesti fortemente caratterizzati.</p>
<p data-start="568" data-end="1336">Il nome di Ruffino Associati si lega in modo diretto alla rinascita della <strong data-start="642" data-end="667">Camparìa di Favignana</strong>, progetto di <strong data-start="681" data-end="704">restauro e recupero</strong> del complesso storico che ha restituito nuova vita a uno dei luoghi più simbolici dell’isola. L’intervento è stato raccontato come un lavoro improntato alla <strong data-start="862" data-end="879">sostenibilità</strong> e al rispetto delle <strong data-start="900" data-end="937">tecniche costruttive tradizionali</strong>, capace di trasformare la Camparìa in uno spazio contemporaneo senza cancellarne la memoria. Accanto a questo, il portfolio dello studio comprende anche progetti come <strong data-start="1105" data-end="1130">Dimora Cala del Pozzo</strong> a Favignana, <strong data-start="1144" data-end="1161">Altamora Etna</strong> e <strong data-start="1164" data-end="1177">Palazzo T</strong> a Trapani, che confermano una pratica progettuale attenta al rapporto tra architettura, paesaggio e identità dei luoghi.</p>
<p data-start="1338" data-end="1784">In una mappa degli studi di architettura a Palermo, Ruffino Associati trova posto proprio per questa capacità di lavorare sull’esistente con misura e continuità, restituendo agli spazi una nuova funzione senza impoverirne il carattere. Più che inseguire effetti formali, il loro progetto sembra concentrarsi sulla costruzione di un equilibrio tra storia, uso contemporaneo e qualità dell’esperienza spaziale.</p>
<h2 data-section-id="jm2ngj" data-start="1165" data-end="1198">vid’A – Visioni d’Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18246" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/vidA-–-Visioni-diArchitettura-studi-architettura-palermo.jpg" alt="vid’A – Visioni di’Architettura studi architettura palermo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/vidA-–-Visioni-diArchitettura-studi-architettura-palermo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/vidA-–-Visioni-diArchitettura-studi-architettura-palermo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/vidA-–-Visioni-diArchitettura-studi-architettura-palermo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/vidA-–-Visioni-diArchitettura-studi-architettura-palermo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/vidA-–-Visioni-diArchitettura-studi-architettura-palermo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1200" data-end="2057">Tra le realtà più recenti che si muovono nel campo dell’architettura contemporanea in Sicilia occidentale, <strong data-start="1307" data-end="1341">vid’A – Visioni d’Architettura</strong> merita attenzione per un approccio che intreccia <strong data-start="1391" data-end="1476">ristrutturazioni, progettazione di interni, nuove costruzioni e spazi commerciali</strong>. Il gruppo opera tra <strong data-start="1498" data-end="1507">Menfi</strong> e il territorio palermitano, proponendo una pratica progettuale orientata alla personalizzazione degli interventi e alla continuità tra concept, sviluppo tecnico e direzione dei lavori. In una mappa come questa, vid’A entra non tanto per un profilo già storicizzato, quanto per la chiarezza con cui interpreta un’idea di architettura contemporanea legata al progetto su misura, alla trasformazione dello spazio abitato e a una sensibilità che cerca di coniugare identità locale, innovazione e qualità esecutiva.</p>
<h2 data-section-id="x6hzrx" data-start="2059" data-end="2076">SLC architects</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18244" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SLC-architects-studi-architettura-palermo.jpg" alt="SLC architects studi architettura palermo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SLC-architects-studi-architettura-palermo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SLC-architects-studi-architettura-palermo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SLC-architects-studi-architettura-palermo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SLC-architects-studi-architettura-palermo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SLC-architects-studi-architettura-palermo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2078" data-end="3320">Tra gli studi che operano nell’area palermitana con una pratica strutturata e continua, <strong data-start="2166" data-end="2184">SLC architects</strong> occupa una posizione riconoscibile per la capacità di muoversi tra <strong data-start="2252" data-end="2307">residenziale, commerciale, produttivo e urbanistico</strong> mantenendo una particolare attenzione al rapporto con il paesaggio e alla precisione del disegno. Nato a <strong data-start="2413" data-end="2433">Palermo nel 2001</strong> e oggi attivo a <strong data-start="2450" data-end="2463">Misilmeri</strong>, lo studio guidato da <strong data-start="2486" data-end="2509">Salvatore Lo Cascio</strong> ha costruito nel tempo un profilo che tiene insieme esperienza urbanistica e progettazione edilizia, con un linguaggio netto, controllato, molto attento alla relazione tra architettura e contesto. Questa attitudine emerge bene in progetti come <strong data-start="2754" data-end="2766">Villa LM</strong>, nei pressi di Mondello, dove il bianco della costruzione e il disegno degli sbalzi lavorano in rapporto diretto con il paesaggio di Castelforte, oppure in <strong data-start="2923" data-end="2933">Casa M</strong> a Misilmeri, pensata per assecondare la topografia del sito e costruire un dialogo continuo tra spazio domestico e valle dell’Eleuterio. In una selezione dedicata agli studi di architettura a Palermo, SLC architects trova posto proprio per questa capacità di tenere insieme scala edilizia, visione territoriale e qualità dell’abitare contemporaneo.</p>
<h2 data-section-id="lztg56" data-start="74" data-end="96">Piazza Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18252" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Piazza-Architettura.jpg" alt="Piazza Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Piazza-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Piazza-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Piazza-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Piazza-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Piazza-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="98" data-end="828">Tra gli studi di architettura a Palermo che negli ultimi anni hanno costruito un profilo particolarmente interessante sul terreno del progetto contemporaneo, <strong data-start="256" data-end="279">Piazza Architettura</strong> occupa una posizione riconoscibile per chiarezza di visione e qualità del lavoro. Con sede a Palermo, lo studio guidato da <strong data-start="403" data-end="429">Nicola e Giulia Piazza</strong> lavora tra opere pubbliche e private, restauro, interior design, urbanistica e paesaggio, tenendo insieme attenzione al contesto, sostenibilità, studio del dettaglio e sensibilità verso i materiali. È una pratica progettuale che non si limita alla scala dell’edificio, ma si misura con questioni più ampie, legate al rapporto tra costruito, città e territorio.</p>
<p data-start="830" data-end="1558">A dare forza al profilo dello studio è anche un percorso segnato da risultati importanti nei concorsi di architettura, come il <strong data-start="957" data-end="982">primo premio nel 2022</strong> per l’<strong data-start="989" data-end="1037">Istituto scolastico Ugo Foscolo di Canicattì</strong>, la <strong data-start="1042" data-end="1063">vittoria nel 2023</strong> per la <strong data-start="1071" data-end="1149">riqualificazione del sito archeologico e del Teatro greco di Eraclea Minoa</strong> insieme a <strong data-start="1160" data-end="1181">Francesco Cellini</strong>, e il <strong data-start="1188" data-end="1204">primo premio</strong> per la nuova costruzione di <strong data-start="1233" data-end="1290">auditorium e campi sportivi per una scuola a Bagheria</strong>. In una mappa degli studi di architettura a Palermo, Piazza Architettura trova posto proprio per questa capacità di tenere insieme ricerca, spazio pubblico, paesaggio e progetto, con un linguaggio misurato ma già molto leggibile.</p>
<h2 data-section-id="t32y0q" data-start="972" data-end="1002">Puccio Collodoro Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18254" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Puccio-Collodoro-Architetti-palermo.jpg" alt="Puccio Collodoro Architetti palermo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Puccio-Collodoro-Architetti-palermo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Puccio-Collodoro-Architetti-palermo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Puccio-Collodoro-Architetti-palermo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Puccio-Collodoro-Architetti-palermo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Puccio-Collodoro-Architetti-palermo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1004" data-end="2155">Tra gli studi di architettura a Palermo che negli ultimi anni hanno costruito un profilo particolarmente riconoscibile, <strong data-start="1124" data-end="1155">Puccio Collodoro Architetti</strong> occupa una posizione interessante per la capacità di muoversi tra architettura, interior design, comunicazione visiva e progetto urbano mantenendo una forte coerenza di linguaggio. Con base a <strong data-start="1348" data-end="1359">Palermo</strong> e <strong data-start="1362" data-end="1370">Gela</strong>, lo studio fondato da <strong data-start="1393" data-end="1412">Gianluca Puccio</strong> e <strong data-start="1415" data-end="1435">Andrea Collodoro</strong> lavora su scale diverse, dal paesaggio agli interni, con un approccio che tiene insieme ricerca, sperimentazione e qualità dell’esperienza spaziale. Questa attitudine emerge bene in progetti come <strong data-start="1632" data-end="1651">Dimora del Capo</strong>, intervento residenziale nel cuore di Palermo, nello <strong data-start="1705" data-end="1728">Studio Medico Ferro</strong> e in altre trasformazioni dell’abitare contemporaneo, dove il progetto lavora sulla luce, sulla misura e sulla ridefinizione dello spazio senza perdere intensità. In una mappa degli studi di architettura a Palermo, Puccio Collodoro Architetti trova posto proprio per questa capacità di coniugare identità visiva, precisione progettuale e una sensibilità contemporanea già molto leggibile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/migliori-studi-di-architettura-a-palermo/">Migliori studi di architettura a Palermo: 25 nomi da conoscere oggi tra identità mediterranea, progetto contemporaneo e trasformazione dell’esistente</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>26 fotografi italiani di architettura di interni e interior design da conoscere</title>
		<link>https://www.archieinteriors.com/fotografi-italiani-architettura-di-interni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Sonia Carrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 19:09:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Interior Design]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’architettura di interni non vive soltanto nello spazio progettato. Vive anche nel modo in cui quello spazio viene osservato, interpretato e restituito attraverso le immagini. Oggi la fotografia di interni è una componente sempre più importante del racconto del progetto: non serve solo a documentare una casa, un hotel, uno showroom o un ambiente contemporaneo, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/fotografi-italiani-architettura-di-interni/">26 fotografi italiani di architettura di interni e interior design da conoscere</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L’<strong data-start="212" data-end="239">architettura di interni</strong> non vive soltanto nello spazio progettato. Vive anche nel modo in cui quello spazio viene osservato, interpretato e restituito attraverso le immagini. Oggi la <strong data-start="399" data-end="424">fotografia di interni</strong> è una componente sempre più importante del racconto del progetto: non serve solo a documentare una casa, un hotel, uno showroom o un ambiente contemporaneo, ma a tradurre <strong data-start="596" data-end="604">luce</strong>, <strong data-start="606" data-end="619">materiali</strong>, <strong data-start="621" data-end="636">proporzioni</strong> e <strong data-start="639" data-end="652">atmosfera</strong> in una narrazione visiva capace di rendere uno spazio riconoscibile, memorabile e autorevole.</p>



<p>Quando si parla di <strong data-start="767" data-end="812">architettura di interni e interior design</strong>, infatti, la qualità di un ambiente passa anche dalla sua rappresentazione. Un bravo fotografo non si limita a registrare ciò che ha davanti: costruisce una lettura, mette in evidenza il carattere dello spazio, restituisce il rapporto tra superfici, arredi, dettagli e luce naturale, e rende più leggibile l’identità del progetto. È anche grazie a questo sguardo se un interno contemporaneo riesce davvero a comunicare la propria visione dell’abitare.</p>



<p>Per questo i <strong data-start="1279" data-end="1328">fotografi italiani di architettura di interni</strong> svolgono oggi un ruolo decisivo nella cultura del progetto. Collaborano con architetti, interior designer, brand, strutture hospitality e riviste di settore, contribuendo a costruire un <strong data-start="1515" data-end="1561">racconto visivo dell’abitare contemporaneo</strong> che tiene insieme rigore, sensibilità e qualità editoriale. In un tempo in cui l’immagine è parte integrante della comunicazione dell’architettura, il loro lavoro non accompagna semplicemente il progetto: ne definisce anche la percezione.</p>



<p>In questa guida abbiamo raccolto <strong data-start="1835" data-end="1860">26 fotografi italiani</strong> da conoscere e seguire, selezionati per la coerenza del loro linguaggio visivo, per la qualità delle immagini e per la capacità di raccontare con precisione gli <strong data-start="2022" data-end="2053">spazi interni contemporanei</strong>. Non si tratta di una classifica, ma di una selezione editoriale che attraversa case private, hotel, retail, residenze d’autore e ambienti progettati, mettendo in evidenza alcuni dei nomi più interessanti nel panorama italiano della <strong data-start="2289" data-end="2319">fotografia di architettura</strong> e dell’<strong data-start="2327" data-end="2360">interior design contemporaneo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong data-start="8" data-end="82">Perché la fotografia di architettura di interni è così importante oggi</strong></h2>



<p>La fotografia, sempre più spesso, è parte integrante del modo in cui uno spazio viene percepito, ricordato, pubblicato e condiviso. Un interno può essere risolto con grande intelligenza dal punto di vista progettuale, ma è attraverso le immagini che entra davvero nel dibattito visivo del suo tempo e diventa leggibile per architetti, interior designer, brand, riviste e pubblico.</p>



<p>Questo è particolarmente vero nell’<strong data-start="594" data-end="621">architettura di interni</strong>, dove la qualità dello spazio si gioca su equilibri sottili: la luce naturale, il dialogo tra materiali, il rapporto tra pieni e vuoti, la relazione tra funzione e atmosfera, la coerenza tra struttura, arredi e dettagli. La <strong data-start="846" data-end="871">fotografia di interni</strong> ha il compito di rendere visibili proprio questi aspetti, trasformando uno spazio costruito in un racconto capace di restituirne identità, carattere e intenzione progettuale.</p>



<p>Per questo il fotografo non è mai un osservatore neutro. Attraverso l’inquadratura, il ritmo della composizione, la gestione della luce e la lettura delle superfici, costruisce una vera interpretazione del progetto. È anche grazie a questo sguardo se un ambiente contemporaneo riesce a esprimere fino in fondo la propria qualità e a trovare posto nell’<strong data-start="1400" data-end="1442">immaginario dell’abitare contemporaneo</strong>.</p>



<p>In un contesto in cui la comunicazione visiva è sempre più centrale, i <strong data-start="1516" data-end="1565">fotografi italiani di architettura di interni</strong> svolgono quindi un ruolo decisivo. Non si limitano a mostrare gli spazi: contribuiscono a definirne la percezione culturale, editoriale e professionale. Ed è proprio per questo che conoscere i nomi più interessanti della <strong data-start="1787" data-end="1817">fotografia di architettura</strong> e dell’<strong data-start="1825" data-end="1858">interior design contemporaneo</strong> significa capire meglio anche come sta cambiando il modo in cui guardiamo, raccontiamo e immaginiamo gli interni oggi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">26 fotografi di interior design da tenere d&#8217;occhio oggi</h2>



<h3 class="wp-block-heading">Carlo Oriente</h3>



<p>Carlo Oriente, fotografo con base a Napoli, lavora sul racconto dell’architettura e degli interni con uno sguardo pulito, misurato, molto attento alla leggibilità dello spazio. Nelle sue immagini la casa non viene mai forzata: luce, distribuzione, materiali e atmosfera restano centrali, con una resa sobria ma mai fredda.</p>



<p>Tra i lavori che raccontano bene il suo approccio ci sono <strong data-start="722" data-end="738">Casa Kaleido</strong>, <strong data-start="740" data-end="764">Milano Private House</strong> e <strong data-start="767" data-end="792">Casa Spezia Matriscia</strong>. In <strong data-start="797" data-end="813">Casa Kaleido</strong>, progetto di <strong data-start="827" data-end="841">area dieci</strong> pubblicato nel 2025, la fotografia accompagna con equilibrio il lavoro su colore, ritmo e dimensione domestica, restituendo un interno chiaro, riconoscibile e mai artificiale.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DV9A6hLjOdd/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DV9A6hLjOdd/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 100px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 60px;"></div></div></div><div style="padding: 19% 0;"></div> <div style="display:block; height:50px; margin:0 auto 12px; width:50px;"><svg width="50px" height="50px" viewBox="0 0 60 60" version="1.1" xmlns="https://www.w3.org/2000/svg" xmlns:xlink="https://www.w3.org/1999/xlink"><g stroke="none" stroke-width="1" fill="none" fill-rule="evenodd"><g transform="translate(-511.000000, -20.000000)" fill="#000000"><g><path d="M556.869,30.41 C554.814,30.41 553.148,32.076 553.148,34.131 C553.148,36.186 554.814,37.852 556.869,37.852 C558.924,37.852 560.59,36.186 560.59,34.131 C560.59,32.076 558.924,30.41 556.869,30.41 M541,60.657 C535.114,60.657 530.342,55.887 530.342,50 C530.342,44.114 535.114,39.342 541,39.342 C546.887,39.342 551.658,44.114 551.658,50 C551.658,55.887 546.887,60.657 541,60.657 M541,33.886 C532.1,33.886 524.886,41.1 524.886,50 C524.886,58.899 532.1,66.113 541,66.113 C549.9,66.113 557.115,58.899 557.115,50 C557.115,41.1 549.9,33.886 541,33.886 M565.378,62.101 C565.244,65.022 564.756,66.606 564.346,67.663 C563.803,69.06 563.154,70.057 562.106,71.106 C561.058,72.155 560.06,72.803 558.662,73.347 C557.607,73.757 556.021,74.244 553.102,74.378 C549.944,74.521 548.997,74.552 541,74.552 C533.003,74.552 532.056,74.521 528.898,74.378 C525.979,74.244 524.393,73.757 523.338,73.347 C521.94,72.803 520.942,72.155 519.894,71.106 C518.846,70.057 518.197,69.06 517.654,67.663 C517.244,66.606 516.755,65.022 516.623,62.101 C516.479,58.943 516.448,57.996 516.448,50 C516.448,42.003 516.479,41.056 516.623,37.899 C516.755,34.978 517.244,33.391 517.654,32.338 C518.197,30.938 518.846,29.942 519.894,28.894 C520.942,27.846 521.94,27.196 523.338,26.654 C524.393,26.244 525.979,25.756 528.898,25.623 C532.057,25.479 533.004,25.448 541,25.448 C548.997,25.448 549.943,25.479 553.102,25.623 C556.021,25.756 557.607,26.244 558.662,26.654 C560.06,27.196 561.058,27.846 562.106,28.894 C563.154,29.942 563.803,30.938 564.346,32.338 C564.756,33.391 565.244,34.978 565.378,37.899 C565.522,41.056 565.552,42.003 565.552,50 C565.552,57.996 565.522,58.943 565.378,62.101 M570.82,37.631 C570.674,34.438 570.167,32.258 569.425,30.349 C568.659,28.377 567.633,26.702 565.965,25.035 C564.297,23.368 562.623,22.342 560.652,21.575 C558.743,20.834 556.562,20.326 553.369,20.18 C550.169,20.033 549.148,20 541,20 C532.853,20 531.831,20.033 528.631,20.18 C525.438,20.326 523.257,20.834 521.349,21.575 C519.376,22.342 517.703,23.368 516.035,25.035 C514.368,26.702 513.342,28.377 512.574,30.349 C511.834,32.258 511.326,34.438 511.181,37.631 C511.035,40.831 511,41.851 511,50 C511,58.147 511.035,59.17 511.181,62.369 C511.326,65.562 511.834,67.743 512.574,69.651 C513.342,71.625 514.368,73.296 516.035,74.965 C517.703,76.634 519.376,77.658 521.349,78.425 C523.257,79.167 525.438,79.673 528.631,79.82 C531.831,79.965 532.853,80.001 541,80.001 C549.148,80.001 550.169,79.965 553.369,79.82 C556.562,79.673 558.743,79.167 560.652,78.425 C562.623,77.658 564.297,76.634 565.965,74.965 C567.633,73.296 568.659,71.625 569.425,69.651 C570.167,67.743 570.674,65.562 570.82,62.369 C570.966,59.17 571,58.147 571,50 C571,41.851 570.966,40.831 570.82,37.631"></path></g></g></g></svg></div><div style="padding-top: 8px;"> <div style=" color:#3897f0; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; border-bottom: 2px solid transparent; transform: translateX(16px) translateY(-4px) rotate(30deg)"></div></div><div style="margin-left: auto;"> <div style=" width: 0px; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-right: 8px solid transparent; transform: translateY(16px);"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; flex-grow: 0; height: 12px; width: 16px; transform: translateY(-4px);"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 8px solid #F4F4F4; border-left: 8px solid transparent; transform: translateY(-4px) translateX(8px);"></div></div></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center; margin-bottom: 24px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; margin-bottom: 6px; width: 224px;"></div> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 4px; flex-grow: 0; height: 14px; width: 144px;"></div></div></a><p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DV9A6hLjOdd/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Carlo Oriente (@carlo_oriente)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Paolo Fusco</h3>



<p>Paolo Fusco fotografa l’architettura di interni con rigore e precisione, ma senza irrigidire lo spazio. Il suo linguaggio visivo mette ordine, chiarisce i rapporti tra i pieni e i vuoti, segue la luce e lascia emergere con naturalezza la struttura dell’ambiente.</p>



<p>Un progetto che sintetizza bene il suo modo di guardare è <strong data-start="1359" data-end="1372">VDS House</strong>, appartamento romano di 130 mq ristrutturato da <strong data-start="1421" data-end="1435">02A Studio</strong>. Qui la fotografia restituisce con grande chiarezza il rapporto tra materiali, luce e impianto distributivo, accompagnando il progetto con misura e mantenendo intatta la complessità dell’interno.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DVqFpRhCKSn/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DVqFpRhCKSn/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DVqFpRhCKSn/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Paolo Fusco (@paolofuscophoto)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Filippo Bamberghi</h3>



<p>Filippo Bamberghi si muove tra architettura, interior, still life e portrait, ma nel racconto degli interni emerge soprattutto per la qualità del suo sguardo editoriale. Le sue immagini non si limitano a descrivere uno spazio: ne costruiscono il tono, la profondità, la presenza visiva.</p>



<p>Nel suo lavoro architettura e atmosfera restano sempre in equilibrio. Gli ambienti risultano leggibili, ma anche narrativi, mai semplicemente documentati. È una fotografia che sa tenere insieme composizione, luce e identità dello spazio, con una sensibilità molto adatta al racconto contemporaneo dell’abitare.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DSxOFC9jAFg/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DSxOFC9jAFg/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DSxOFC9jAFg/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Filippo Bamberghi (@filippobamberghi)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Max Pescio</h3>



<p>Max Pescio firma immagini di interni con un taglio elegante e molto editoriale, particolarmente efficace quando lo spazio mette insieme epoche, arredi contemporanei, dettagli decorativi e una forte identità domestica. Il suo sguardo non cerca l’effetto, ma costruisce una lettura ordinata e precisa dell’ambiente.</p>



<p>Lo si vede bene in alcuni appartamenti milanesi di forte carattere, tra cui una casa di 100 mq con cucina in acciaio e un interno dal gusto classico contemporaneo nelle <strong data-start="2758" data-end="2772">Cinque Vie</strong>. In questi progetti la fotografia accompagna lo spazio con discrezione, lasciando emergere atmosfera, stratificazione e qualità del progetto.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/Cza38RBNspn/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/Cza38RBNspn/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/Cza38RBNspn/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Max  Pescio (@max_pescio)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Davide Galli</h3>



<p>Davide Galli lavora sulla fotografia di architettura e interni con un’impostazione essenziale, controllata, molto concentrata sulla resa dello spazio costruito. Il suo stile punta sulla chiarezza della composizione, sulla pulizia formale e su una gestione della luce che valorizza l’ambiente senza teatralizzarlo.</p>



<p>Nelle sue immagini l’abitare contemporaneo viene restituito con rigore e misura. Superfici, volumi e relazioni tra gli elementi restano sempre leggibili, in una fotografia che non invade il progetto ma lo accompagna con precisione. Il risultato è uno sguardo sobrio, nitido e molto adatto al racconto degli interni.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DRWpZPYAJdw/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DRWpZPYAJdw/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DRWpZPYAJdw/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Davide Galli (@davidegalliatelier)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Simone Bossi</h3>



<p>Simone Bossi porta con sé uno sguardo più autoriale, sostenuto da una base culturale molto solida. La sua formazione in architettura, maturata tra Siviglia e il Politecnico di Milano prima del passaggio definitivo alla fotografia, si riconosce in immagini che lavorano con grande sensibilità su luce, geometria, vuoto e costruzione dell’inquadratura.</p>



<p>Nel suo lavoro l’interno non viene mai semplicemente registrato: viene interpretato attraverso una fotografia che dà peso alle proporzioni, alle pause, alla materia e al rapporto tra spazio e visione. Anche quando non si muove in un territorio strettamente domestico, il suo sguardo resta molto utile per capire come la fotografia possa restituire all’architettura profondità, misura e qualità editoriale.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DWl6zIdig6m/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DWl6zIdig6m/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DWl6zIdig6m/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da simone bossi (@simonebossiphotographer)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Vito Corvasce</h3>



<p>Vito Corvasce lavora sulla fotografia di interni con un’impostazione molto chiara, precisa, fortemente concentrata sulla lettura dello spazio. Il suo linguaggio visivo si muove con equilibrio tra superfici, luce e composizione, costruendo immagini pulite ma mai impersonali, capaci di restituire il carattere dell’ambiente senza appesantirlo.</p>



<p>Questa attitudine emerge bene anche in progetti recenti come <strong data-start="1381" data-end="1418">Apartment inside a Medieval Tower</strong> di <strong data-start="1422" data-end="1439">CMTarchitetti</strong> a Siena, dove la fotografia accompagna il rapporto tra preesistenza, restauro e abitare contemporaneo con grande misura. Il suo sguardo è particolarmente efficace quando l’interno richiede rigore, chiarezza e una resa nitida delle relazioni tra architettura, materiali e atmosfera.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DV-8CiMDJ4f/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DV-8CiMDJ4f/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DV-8CiMDJ4f/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Vito Corvasce (@vitocorvasce)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Stefano Scatà</h3>



<p>Stefano Scatà fotografa gli interni con uno sguardo che incrocia architettura, hospitality e cultura dell’accoglienza. Il suo lavoro si riconosce per una capacità molto naturale di raccontare ambienti in cui spazio, esperienza e atmosfera convivono, senza separare mai il progetto dalla sua dimensione sensoriale.</p>



<p>Questa continuità si vede bene in lavori come <strong data-start="2104" data-end="2122">Portolan House</strong>, <strong data-start="2124" data-end="2158">Hotel Santa Caterina ad Amalfi</strong> e in numerosi altri progetti legati all’interior e all’ospitalità. Le sue immagini allargano il racconto degli interni oltre la sola casa privata e lo portano dentro un immaginario più ampio, fatto di lifestyle, comfort, identità dei luoghi e qualità dell’esperienza abitativa.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DVaOZjNDlIy/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DVaOZjNDlIy/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DVaOZjNDlIy/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Hartland Estate (@hartlandbali)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Alba Deangelis</h3>



<p>Alba Deangelis lavora tra architettura, interni e design photography con uno sguardo misurato, analitico, molto attento alla costruzione dello spazio. Anche nel suo caso la formazione in architettura al Politecnico di Milano aiuta a leggere meglio il suo approccio: nelle immagini si avverte una particolare precisione nel rapporto tra ambiente costruito, dettagli e percezione visiva.</p>



<p>Il suo lavoro si muove con naturalezza tra showroom, case, installazioni e spazi d’autore, mantenendo sempre una notevole chiarezza compositiva. La fotografia non cerca di imporsi sul progetto, ma di restituirne struttura, ritmo e identità, con una sensibilità che rende leggibili gli interni senza renderli mai freddi o astratti.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DQJaDz_jFk2/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DQJaDz_jFk2/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DQJaDz_jFk2/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Alba Deangelis (@alba_deangelis)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Alessio Guarino</h3>



<p>Alessio Guarino lavora sulla fotografia di architettura e interni con uno sguardo che tiene insieme rigore visivo e attenzione per la dimensione culturale dello spazio. I progetti che accompagnano il suo percorso, dalla <strong data-start="3420" data-end="3446">Biblioteca Arturo Graf</strong> di Torino al <strong data-start="3460" data-end="3485">The Olivetti Showroom</strong> di Carlo Scarpa a Venezia, fino a <strong data-start="3520" data-end="3535">House/A.L.X</strong>, mostrano una pratica che attraversa l’interno non solo come ambiente da rappresentare, ma come esperienza da interpretare.</p>



<p>Nelle sue immagini si avverte una particolare attenzione alla composizione, alla luce e al peso architettonico dei luoghi. È una fotografia che non si ferma alla superficie decorativa, ma cerca il senso dello spazio progettato, mettendo in relazione struttura, atmosfera e memoria.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DVeOFpcjdOy/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DVeOFpcjdOy/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DVeOFpcjdOy/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Alessio Guarino (@alessioguarino)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Matteo Triola</h3>



<p>Matteo Triola lavora a Milano e il suo percorso si muove con chiarezza tra <strong data-start="180" data-end="196">architecture</strong>, <strong data-start="198" data-end="210">interior</strong> ed <strong data-start="214" data-end="228">exhibition</strong>. Il suo sguardo tiene insieme fotografia di interni, design e una sensibilità visiva più autoriale, capace di leggere lo spazio progettato non solo nella sua funzione, ma anche nella sua costruzione formale e narrativa.</p>



<p>Nelle sue immagini l’interno viene restituito con precisione, ma senza rigidità. C’è attenzione alla composizione, al ritmo dei volumi, al rapporto tra oggetti, superfici e luce. Il risultato è una fotografia che funziona bene sia quando racconta la dimensione domestica sia quando si confronta con ambienti più legati al design e alla cultura del progetto.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CuFJHGcsoh4/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CuFJHGcsoh4/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CuFJHGcsoh4/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Matteo Triola Photographer (@matteotriola)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Chiara Quadri</h3>



<p>Chiara Quadri firma immagini di interni con uno sguardo nitido, attento, molto efficace quando lo spazio si costruisce attraverso colori, texture e dettagli capaci di definire l’identità della casa. Il suo lavoro emerge anche in ambito editoriale, dove accompagna ambienti residenziali con una fotografia chiara, ordinata e molto leggibile.</p>



<p>Lo si vede bene in un appartamento di 70 mq a Milano pubblicato nel 2025, dove il racconto visivo si concentra sulla relazione tra materia, palette e atmosfera domestica. La sua fotografia segue l’interno con discrezione, senza appesantirlo, e restituisce bene quella dimensione contemporanea dell’abitare fatta di equilibrio, carattere e cura dei dettagli.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DIds_7WscK2/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DIds_7WscK2/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DIds_7WscK2/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Chiara Quadri (@quadrichiara)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Mattia Iotti</h3>



<p>Mattia Iotti si muove in un territorio più ibrido, tra immagine di prodotto, styling editoriale e racconto dello spazio domestico. È un aspetto che si avverte anche nel suo modo di fotografare gli interni, dove la precisione dell’oggetto e la costruzione della scena convivono con una lettura attenta dell’ambiente.</p>



<p>Quando lavora sul mondo della casa, il suo sguardo porta con sé una sensibilità visiva molto costruita, capace di valorizzare materiali, atmosfere e dettagli con un taglio pulito e contemporaneo. La sua presenza funziona bene proprio per questo: allarga il discorso sugli interni verso una zona di confine in cui design, prodotto e spazio dialogano in modo naturale.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/C84z6NJMiKX/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/C84z6NJMiKX/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/C84z6NJMiKX/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Mattia Iotti (@mattiaiotti)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Isabella Magnani</h3>



<p>Isabella Magnani lavora sugli interni con una focalizzazione molto chiara. Il suo sguardo si muove tra <strong data-start="2360" data-end="2373">interiors</strong>, <strong data-start="2375" data-end="2382">art</strong> e <strong data-start="2385" data-end="2401">architecture</strong>, con una fotografia che punta a restituire lo spazio in modo diretto, leggibile e visivamente equilibrato.</p>



<p>Il suo lavoro si concentra sulla resa dello spazio contemporaneo con un linguaggio sobrio, ordinato e coerente, capace di valorizzare l’identità del progetto senza sovraccaricarlo.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DAnhnDdMTDG/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DAnhnDdMTDG/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DAnhnDdMTDG/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Isabella M. (@isabella.magnani)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Federico Mariani</h3>



<p>Federico Mariani lavora sulla fotografia di architettura con un’attenzione precisa per gli interni, l’hospitality e gli spazi commerciali. Il suo approccio è molto legato alla valorizzazione dell’ambiente costruito: ogni immagine cerca chiarezza, equilibrio e una restituzione fedele della qualità dello spazio.</p>



<p>Nel suo lavoro l’interno viene letto attraverso luce, proporzioni e rapporto tra architettura e arredo, con una fotografia pensata per accompagnare studi, cataloghi di design e progetti destinati alla comunicazione professionale. È uno sguardo concreto, pulito, ben calibrato, che funziona bene quando lo spazio chiede ordine visivo e una narrazione sobria ma efficace.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/CPabfVWhBYZ/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/CPabfVWhBYZ/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/CPabfVWhBYZ/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Federico Mariani (@federicomariani.fotografo)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Nicola Castaldo</h3>



<p>Nicola Castaldo lavora in modo molto chiaro sul racconto degli interni legati all’hospitality: hotel di lusso, boutique hotel, resort, B&amp;B, appartamenti, ville, ristoranti e bar. Il suo sguardo è costruito per valorizzare gli spazi attraverso una fotografia capace di unire atmosfera, leggibilità e impatto visivo, con un’attenzione evidente anche alla dimensione comunicativa dell’immagine.</p>



<p>Nelle sue fotografie l’interno non è soltanto descritto, ma costruito come esperienza visiva. Luce, dettagli, materiali e accoglienza entrano in relazione in modo naturale, dando forma a immagini molto adatte a raccontare il mondo dell’ospitalità contemporanea e del lusso discreto. È un approccio che allarga bene il discorso sugli interni oltre il solo ambito domestico.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DVi_a3jiL0i/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DVi_a3jiL0i/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DVi_a3jiL0i/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Tuttohotel (@tuttohotel)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Specchi Studio</h3>



<p>Specchi Studio, con base a Milano, si muove in un territorio che intreccia fotografia, art direction, set design, interior design e consulenza creativa. Più che limitarsi alla restituzione dello spazio, lavora sulla costruzione dell’immagine nel suo insieme, mettendo in relazione progetto, styling e linguaggio visivo.</p>



<p>Il risultato è una pratica ibrida, molto contemporanea, in cui l’interno viene raccontato non solo come ambiente da fotografare, ma come scena da interpretare e da orchestrare. Questo approccio rende il loro lavoro particolarmente interessante quando lo spazio dialoga con il contenuto visivo, con la direzione artistica e con una narrazione più costruita dell’abitare.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DKgoykJsfag/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DKgoykJsfag/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DKgoykJsfag/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da specchi studio (@specchistudio)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Helenio Barbetta</h3>



<p>Helenio Barbetta, nato a Pescara e oggi basato a Milano, lavora sulla fotografia di architettura e interni con un linguaggio visivo riconoscibile, capace di tenere insieme precisione, atmosfera e forza editoriale. Le sue immagini hanno spesso una presenza molto nitida, ma mai rigida, e riescono a restituire gli spazi contemporanei con grande chiarezza.</p>



<p>Nel suo lavoro la fotografia non si limita a registrare l’ambiente: costruisce tono, profondità e identità dell’immagine. È uno sguardo particolarmente efficace quando l’interno chiede non solo ordine e leggibilità, ma anche una resa più sensibile della luce, dei materiali e del carattere complessivo del progetto.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DVv8D5qDDx9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DVv8D5qDDx9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DVv8D5qDDx9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Alberto Nespoli (@alberto_nespoli)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Monica Spezia</h3>



<p>Monica Spezia si muove tra architettura, interni, hospitality, portrait e food, con un percorso che tiene insieme sensibilità visiva e cultura dell’immagine. Anche la sua formazione, che passa dalla filosofia e dalla regia cinematografica, aiuta a capire un approccio fotografico attento non solo allo spazio, ma anche all’atmosfera, al ritmo e alla costruzione della scena.</p>



<p>Quando lavora sugli interni, il suo sguardo porta con sé questa apertura verso il mondo del design, dell’accoglienza e dell’identità dei brand. Le immagini non si fermano alla descrizione tecnica dell’ambiente, ma cercano una presenza più ampia, capace di mettere in relazione luogo, esperienza e percezione visiva. È una fotografia che dialoga bene con l’hospitality e con il racconto contemporaneo dello spazio vissuto.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DWjeu5xiJFk/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DWjeu5xiJFk/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DWjeu5xiJFk/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da monica spezia new official (@monica_spezia_photo)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Giulio Ghirardi</h3>



<p>Giulio Ghirardi, fotografo e regista basato a Milano, ha una formazione in Architettura al Politecnico di Milano che si riflette con chiarezza nel suo modo di guardare gli spazi. Il suo lavoro si concentra soprattutto su architettura, interni e ritratto, con una sensibilità che conserva qualcosa del linguaggio documentario ma lo porta dentro una costruzione visiva molto controllata.</p>



<p>Nelle sue immagini l’interno viene raccontato con uno sguardo colto, attento alla composizione, alla luce e alla presenza concreta dello spazio. Non c’è mai solo la volontà di mostrare un ambiente, ma quella di restituirne anche il peso visivo e culturale. Il risultato è una fotografia capace di tenere insieme architettura, interior e immaginario contemporaneo con grande naturalezza.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DUqgu3ODOHZ/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DUqgu3ODOHZ/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DUqgu3ODOHZ/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Giulio Ghirardi (@giulioghirardistudio)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Nicolò Panzeri</h3>



<p>Nicolò Panzeri lavora sulla fotografia di architettura con uno sguardo preciso, controllato, molto attento alla chiarezza dello spazio. Il suo lavoro si muove bene anche nel racconto dell’abitare contemporaneo, come mostrano progetti recenti legati a appartamenti e case, tra cui <strong data-start="375" data-end="394">Isola Apartment</strong> e <strong data-start="397" data-end="410">F&amp;V House</strong> per <strong data-start="415" data-end="434">Archiplanstudio</strong>.</p>



<p>Nelle sue immagini gli interni vengono restituiti con misura, ordine e una buona leggibilità dei rapporti tra luce, volumi e materiali. È una fotografia che accompagna il progetto senza sovraccaricarlo, mantenendo sempre un equilibrio efficace tra architettura e atmosfera domestica.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DWmMMCUCKSC/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DWmMMCUCKSC/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DWmMMCUCKSC/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Nicolò Panzeri (@nicolopanzeri)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Paolo Abate</h3>



<p>Paolo Abate, nato a Napoli nel 1996, arriva alla fotografia dopo una formazione in interior architecture, e questo passaggio si avverte con chiarezza nel suo modo di guardare gli spazi. Il suo lavoro si muove tra architettura, interni, viaggio e ricerca visiva sull’Italia, ma nel racconto dell’abitare emerge soprattutto una sensibilità atmosferica molto riconoscibile.</p>



<p>Le sue immagini non si fermano alla descrizione dell’ambiente: costruiscono un tono, restituiscono una presenza, lasciano entrare nello spazio anche una dimensione più narrativa e culturale. È uno sguardo che porta negli interni non solo precisione, ma anche profondità e immaginario.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DWnhG3HjPk9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DWnhG3HjPk9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DWnhG3HjPk9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Paolo Abate (@paolo_abate)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Francesca Iovene</h3>



<p>Francesca Iovene è una fotografa indipendente con background in architettura, formata tra Cile e Italia e laureata al Politecnico di Milano. Questa matrice progettuale si riflette in un linguaggio visivo molto consapevole, capace di leggere lo spazio con rigore ma anche con sensibilità.</p>



<p>Nel suo lavoro la fotografia diventa uno strumento di interpretazione dell’architettura, non una semplice registrazione del costruito. Le immagini dedicate a progetti di studi come <strong data-start="1891" data-end="1901">form_a</strong>, così come la sua presenza in contesti editoriali e culturali di rilievo, raccontano una pratica solida, attenta alla composizione, alla luce e alla qualità del racconto visivo.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DVxssJwDQib/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DVxssJwDQib/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DVxssJwDQib/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da francesca ióvene (@francescaiovene)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Giulia Maretti Studio</h3>



<p>Giulia Maretti lavora come fotografa, stylist e art director tra Germania e Italia, muovendosi nel campo di interior, lifestyle e content creation per brand e clienti privati. Il suo sguardo si distingue per un’estetica naturale e pulita, molto attenta a materiali, texture e relazione con il contesto.</p>



<p>Nel suo lavoro fotografia, styling e costruzione dell’immagine convivono in modo molto fluido. Gli interni vengono raccontati non solo come spazi da mostrare, ma come atmosfere da costruire visivamente, con una sensibilità che si adatta bene anche al mondo dell’hospitality e alla comunicazione contemporanea del progetto.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DUscwpljuxB/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DUscwpljuxB/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DUscwpljuxB/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da Magi Studio | Photo &amp; Video Production (@magiconceptstudio)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Mattia Bettinelli</h3>



<p>Mattia Bettinelli lavora sugli interni con un approccio molto visivo, immediato, attento alla resa degli ambienti e alla forza dell’immagine. Il suo percorso si articola con chiarezza tra <strong data-start="2949" data-end="2961">Interior</strong>, <strong data-start="2963" data-end="2977">Commercial</strong>, <strong data-start="2979" data-end="2991">Magazine</strong> e <strong data-start="2994" data-end="3006">Portrait</strong>, e restituisce una pratica concreta, concentrata sul racconto dello spazio in diverse forme.</p>



<p>Le sue fotografie funzionano bene quando l’ambiente chiede pulizia, leggibilità e una presenza visiva forte ma ordinata. È uno sguardo che guarda agli interni con sensibilità contemporanea, valorizzando atmosfera, dettagli e composizione con un linguaggio diretto e ben riconoscibile.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DVRanSkiMa9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DVRanSkiMa9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:550; line-height:18px;">Visualizza questo post su Instagram</div></div><div style="padding: 12.5% 0;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: row; margin-bottom: 14px; align-items: center;"><div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(0px) translateY(7px);"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; height: 12.5px; transform: rotate(-45deg) translateX(3px) translateY(1px); width: 12.5px; flex-grow: 0; margin-right: 14px; margin-left: 2px;"></div> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; height: 12.5px; width: 12.5px; transform: translateX(9px) translateY(-18px);"></div></div><div style="margin-left: 8px;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 20px; width: 20px;"></div> <div style=" width: 0; height: 0; border-top: 2px solid transparent; border-left: 6px solid #f4f4f4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DVRanSkiMa9/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da MattiaBettinelliPH (@mattiabettinelliph)</a></p></div></blockquote>
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<h3 class="wp-block-heading">Depasquale+Maffini</h3>



<p><strong data-start="3412" data-end="3434">Depasquale+Maffini</strong>, il duo formato da Michael DePasquale e Martina Maffini, lavora all’incrocio tra fotografia, design e architettura, con una presenza divisa tra Parigi e Milano. Il loro linguaggio visivo ha un taglio internazionale e molto editoriale, capace di muoversi con naturalezza tra progetto, brand e cultura dell’immagine.</p>



<p>Nel loro lavoro gli interni vengono raccontati con grande attenzione alla costruzione della scena, alla qualità della luce e alla presenza visiva dello spazio. È una fotografia che sa dialogare bene con pubblicazioni, committenze di alto profilo e contesti in cui l’architettura incontra una narrazione più sofisticata e contemporanea.</p>



<blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned data-instgrm-permalink="https://www.instagram.com/p/DV3R6T2DLOg/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" data-instgrm-version="14" style=" background:#FFF; border:0; border-radius:3px; box-shadow:0 0 1px 0 rgba(0,0,0,0.5),0 1px 10px 0 rgba(0,0,0,0.15); margin: 1px; max-width:540px; min-width:326px; padding:0; width:99.375%; width:-webkit-calc(100% - 2px); width:calc(100% - 2px);"><div style="padding:16px;"> <a href="https://www.instagram.com/p/DV3R6T2DLOg/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" background:#FFFFFF; line-height:0; padding:0 0; text-align:center; text-decoration:none; width:100%;" target="_blank"> <div style=" display: flex; flex-direction: row; align-items: center;"> <div style="background-color: #F4F4F4; border-radius: 50%; flex-grow: 0; height: 40px; margin-right: 14px; width: 40px;"></div> <div style="display: flex; flex-direction: column; flex-grow: 1; justify-content: center;"> <div style=" background-color: #F4F4F4; 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margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/p/DV3R6T2DLOg/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">Un post condiviso da DEPASQUALE+MAFFINI (@depasquale.maffini)</a></p></div></blockquote>
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<h2 class="wp-block-heading"><strong data-start="139" data-end="179">Perché seguire questi fotografi oggi</strong></h2>



<p>Seguire i migliori <strong data-start="200" data-end="249">fotografi italiani di architettura di interni</strong> significa osservare più da vicino non solo gli spazi, ma anche il modo in cui oggi vengono raccontati, interpretati e resi leggibili. Ogni interno contemporaneo, infatti, esiste due volte: nella sua presenza fisica e nella sua immagine. Ed è spesso proprio attraverso la fotografia che un progetto riesce a entrare nel dibattito editoriale, a costruire riconoscibilità e a lasciare una traccia visiva duratura.</p>



<p>Per questo una raccolta editoriale come questa non riguarda soltanto i nomi da conoscere, ma anche gli sguardi da imparare a leggere. C’è chi lavora sulla precisione architettonica, chi sulla qualità atmosferica degli ambienti, chi sul rapporto tra spazio, luce e materia, chi sulla costruzione di un immaginario più ampio legato all’abitare, all’hospitality o al lifestyle. In tutti i casi, però, il punto resta lo stesso: la <strong data-start="1082" data-end="1107">fotografia di interni</strong> non è un accessorio del progetto, ma una parte essenziale del suo racconto.</p>



<p>Conoscere questi <strong data-start="1202" data-end="1227">26 fotografi italiani</strong> significa allora capire meglio come sta cambiando la rappresentazione degli spazi interni e, insieme, il nostro stesso modo di guardare case, hotel, showroom e ambienti contemporanei. Perché un interno ben progettato chiede di essere abitato, ma anche osservato con intelligenza. E molto spesso è proprio la fotografia a renderlo davvero memorabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/fotografi-italiani-architettura-di-interni/">26 fotografi italiani di architettura di interni e interior design da conoscere</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>Giovani architetti e studi italiani da conoscere: i nomi della nuova generazione che stanno ridefinendo il progetto contemporaneo e ci parlano di come sarà l&#8217;architettura di domani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sonia Carrera]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 13:17:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel panorama dell’architettura contemporanea italiana, la parte più vitale non coincide sempre con i nomi già consacrati, ma con quella costellazione di progettisti e studi che sta costruendo il proprio linguaggio attraverso opere, concorsi, ricerca e visione. È qui che si leggono alcune delle traiettorie più interessanti del progetto attuale: un’attenzione più consapevole al paesaggio, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/giovani-architetti-e-studi-italiani/">Giovani architetti e studi italiani da conoscere: i nomi della nuova generazione che stanno ridefinendo il progetto contemporaneo e ci parlano di come sarà l&#8217;architettura di domani</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="1030" data-end="1942">Nel panorama dell’<strong data-start="1048" data-end="1087">architettura contemporanea italiana</strong>, la parte più vitale non coincide sempre con i nomi già consacrati, ma con quella costellazione di progettisti e studi che sta costruendo il proprio linguaggio attraverso <strong data-start="1259" data-end="1297">opere, concorsi, ricerca e visione</strong>. È qui che si leggono alcune delle traiettorie più interessanti del progetto attuale: un’attenzione più consapevole al paesaggio, una nuova sensibilità per <strong data-start="1454" data-end="1472">materia e luce</strong>, un rapporto meno convenzionale con lo spazio domestico e una crescente capacità di misurarsi con contesti culturali e internazionali. Parlare di <strong data-start="1619" data-end="1650">giovani architetti italiani</strong> e di <strong data-start="1656" data-end="1698">giovani studi di architettura italiani</strong> significa allora osservare non una promessa generica, ma un campo già attivo e in evoluzione, in cui stanno emergendo profili capaci di interpretare il presente con rigore e di anticipare alcune forme possibili dell’<strong data-start="1915" data-end="1941">architettura di domani</strong>.</p>
<h2 data-section-id="pvhsmd" data-start="1944" data-end="2023"><span role="text"><strong data-start="1947" data-end="2023">Perché oggi ha senso osservare i giovani architetti e gli studi italiani</strong></span></h2>
<p data-start="2025" data-end="2809">Seguire oggi i <strong data-start="2040" data-end="2071">giovani architetti italiani</strong> e i <strong data-start="2076" data-end="2118">giovani studi di architettura italiani</strong> non significa inseguire una categoria anagrafica o compilare una lista di nomi emergenti per semplice effetto generazionale. Significa, piuttosto, osservare quella parte del progetto in cui il linguaggio è ancora in formazione ma già abbastanza solido da restituire una visione, un metodo, una postura critica. È in questa fascia che si colgono con maggiore precisione alcune delle tensioni più attuali dell’<strong data-start="2527" data-end="2557">architettura contemporanea</strong>: il rapporto tra edificio e paesaggio, la riscoperta della materia come elemento narrativo oltre che costruttivo, la ridefinizione dello spazio domestico, la capacità di lavorare sul contesto senza cadere né nell’imitazione né nell’eccezione gratuita.</p>
<p data-start="2811" data-end="3440">C’è poi un altro elemento che rende questa osservazione particolarmente interessante. In una stagione in cui l’architettura rischia spesso di essere ridotta a immagine rapida, i profili più convincenti riportano il discorso su un terreno più concreto: quello delle <strong data-start="3076" data-end="3095">opere costruite</strong>, dei <strong data-start="3101" data-end="3119">concorsi vinti</strong>, della <strong data-start="3127" data-end="3160">ricerca applicata al progetto</strong>, della coerenza tra pensiero e forma. Guardare a questi nomi, quindi, non è un esercizio di tendenza, ma un modo per capire come stia cambiando davvero il progetto italiano, quali sensibilità stiano emergendo e quali visioni abbiano oggi la forza di trasformarsi in architettura.</p>
<h2 data-section-id="bpbss5" data-start="3442" data-end="3514"><span role="text"><strong data-start="3445" data-end="3514">Come si riconoscono i nomi più autorevoli della nuova generazione</strong></span></h2>
<p data-start="3516" data-end="4106">Non tutta la visibilità coincide con l’autorevolezza, e non tutto ciò che appare nuovo riesce davvero a lasciare un segno nel dibattito architettonico. Quando si cerca di capire quali siano i <strong data-start="3708" data-end="3743">giovani architetti da conoscere</strong> o i <strong data-start="3748" data-end="3774">giovani studi italiani</strong> più interessanti, il punto non è misurare la quantità di esposizione mediatica, ma la qualità di un percorso. Contano le opere, il rapporto tra progetto e contesto, la capacità di attraversare scale diverse senza perdere identità, il riconoscimento che arriva da <strong data-start="4038" data-end="4105">istituzioni, concorsi, mostre, premi e pubblicazioni di settore</strong>.</p>
<p data-start="4108" data-end="4675">È qui che si distingue un nome promettente da un nome già rilevante. I profili più autorevoli non sono necessariamente quelli più esposti, ma quelli che mostrano una direzione leggibile nel tempo. Alcuni lavorano sulla profondità dello spazio e sulla precisione della materia, altri sul paesaggio e sulla dimensione territoriale, altri ancora su una pratica collettiva che tiene insieme architettura, ricerca e costruzione. In tutti i casi, ciò che conta è la presenza di un linguaggio che non dipende dalla superficie dell’immagine, ma dalla <strong data-start="4651" data-end="4674">tenuta del progetto</strong>.</p>
<h2 data-section-id="q5mjji" data-start="106" data-end="186"><span role="text"><strong data-start="109" data-end="186">Peter Pichler: paesaggio, materia e una nuova idea di architettura alpina</strong></span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17966" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani.jpg" alt="Peter Pichler giovani architetti italiani" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="188" data-end="682">Tra i <strong data-start="194" data-end="238">giovani architetti italiani da conoscere</strong>, <strong data-start="240" data-end="257">Peter Pichler</strong> è uno dei nomi che meglio interpretano il rapporto tra <strong data-start="313" data-end="338">identità territoriale</strong> e linguaggio contemporaneo. Nato a <strong data-start="374" data-end="394">Bolzano nel 1982</strong>, si è formato alla <strong data-start="414" data-end="454">University of Applied Arts di Vienna</strong> nella masterclass di <strong data-start="476" data-end="490">Zaha Hadid</strong>, collaborando nei primi anni anche con <a href="https://www.archieinteriors.com/zaha-hadid/"><strong data-start="530" data-end="555">Zaha Hadid Architects</strong></a> e <strong data-start="558" data-end="580">OMA / Rem Koolhaas</strong>, prima di fondare nel <strong data-start="603" data-end="611">2015</strong> il proprio studio, <strong data-start="631" data-end="661">Peter Pichler Architecture</strong>, con sede a Milano.</p>
<p data-start="684" data-end="1090">La sua architettura si distingue per un tratto preciso: il paesaggio non resta sullo sfondo, ma entra nella struttura stessa del progetto. Topografia, luce, tradizione costruttiva e materiali locali vengono rielaborati in un linguaggio netto, essenziale, mai folklorico. È questo equilibrio tra radicamento e chiarezza formale a rendere Pichler uno dei profili più interessanti della nuova scena italiana.</p>
<p data-start="1092" data-end="1563">Il progetto che più di ogni altro ne ha consolidato il profilo internazionale è <strong data-start="1172" data-end="1197">Oberholz Mountain Hut</strong> a <strong data-start="1200" data-end="1213">Obereggen</strong>, nelle Dolomiti, realizzato dopo la vittoria di un concorso e sviluppato in collaborazione con <strong data-start="1309" data-end="1340">Pavol Mikolajcak Architects</strong>. Completato nel <strong data-start="1357" data-end="1365">2017</strong>, il rifugio si colloca a circa <strong data-start="1397" data-end="1426">2.000 metri di altitudine</strong> e costruisce un dialogo molto preciso con il paesaggio montano attraverso una struttura in legno che si apre verso le cime circostanti.</p>
<p data-start="1092" data-end="1563"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17968" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen.jpg" alt="Peter Pichler giovani architetti italiani - Oberholz Mountain Hut a Obereggen" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1092" data-end="1563"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17970" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen-1.jpg" alt="Peter Pichler giovani architetti italiani - Oberholz Mountain Hut a Obereggen" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen-1.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen-1-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen-1-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Peter-Pichler-giovani-architetti-italiani-Oberholz-Mountain-Hut-a-Obereggen-1-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1565" data-end="2045">In <strong data-start="1568" data-end="1580">Oberholz</strong> si ritrovano i temi centrali del suo lavoro: il <strong data-start="1629" data-end="1638">legno</strong> come materiale strutturale e atmosferico, la forma come risposta al luogo, l’apertura del volume verso il panorama, la capacità di produrre un edificio fortemente riconoscibile senza separarlo dalla cultura del territorio in cui nasce. Attorno a questo percorso si sono consolidati anche riconoscimenti importanti, tra cui il <strong data-start="1965" data-end="1990">Europe 40under40 2020</strong> e il <strong data-start="1996" data-end="2043">Premi In/Architettura 2020 – Young Designer</strong>.</p>
<h2 data-section-id="1s4vt2h" data-start="2047" data-end="2148"><span role="text"><strong data-start="2050" data-end="2148">Grazzini Tonazzini Colombo: una pratica collettiva che rimette al centro luogo e spazio civico</strong></span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17974" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo.jpg" alt="Grazzini Tonazzini Colombo" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2150" data-end="2712">Tra i <strong data-start="2156" data-end="2195">giovani studi italiani da conoscere</strong>, <strong data-start="2197" data-end="2227">Grazzini Tonazzini Colombo</strong> è uno dei nomi emersi con maggiore chiarezza negli ultimi anni. Lo studio nasce dal lavoro di <strong data-start="2322" data-end="2342">Michele Grazzini</strong> e <strong data-start="2345" data-end="2365">Andrea Tonazzini</strong>, con la collaborazione di <strong data-start="2392" data-end="2411">Giorgia Colombo</strong>, e si muove tra una sensibilità radicata nel paesaggio delle <strong data-start="2473" data-end="2488">Alpi Apuane</strong> e un’attività oggi sviluppata anche a <strong data-start="2527" data-end="2535">Roma</strong>. Più che sulla firma individuale, il loro percorso si fonda su una pratica condivisa, costruita attorno all’interpretazione dei luoghi e alla dimensione pubblica del progetto.</p>
<p data-start="2714" data-end="3055">Il loro lavoro si distingue per l’attenzione allo <strong data-start="2764" data-end="2781">spazio civico</strong>, alla relazione tra architettura e comunità, all’uso di forme essenziali e materiali capaci di generare presenza senza ricorrere all’enfasi. È un approccio che legge il progetto non come esercizio di stile, ma come pratica di ascolto, sintesi e costruzione di significato.</p>
<p data-start="3057" data-end="3551">Il progetto che li ha portati con più forza al centro del dibattito italiano è <strong data-start="3136" data-end="3152">Quintessenza</strong>, vincitore di <strong data-start="3167" data-end="3185">MAXXI NXT 2024</strong>, il programma del MAXXI dedicato alla promozione di una nuova generazione di architetti e alla valorizzazione dello spazio pubblico. Installato nella piazza del museo nell’estate del <strong data-start="3369" data-end="3377">2024</strong>, il progetto intreccia il tema della quinta scenica con quello del quinto elemento aristotelico, costruendo uno spazio al tempo stesso percorribile, teatrale e atmosferico.</p>
<p data-start="3057" data-end="3551"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17978" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo-quintessenza-giovani-architetti-italiani.jpg" alt="Grazzini Tonazzini Colombo quintessenza giovani architetti italiani" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo-quintessenza-giovani-architetti-italiani.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo-quintessenza-giovani-architetti-italiani-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo-quintessenza-giovani-architetti-italiani-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo-quintessenza-giovani-architetti-italiani-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/Grazzini-Tonazzini-Colombo-quintessenza-giovani-architetti-italiani-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3553" data-end="4115">A rafforzarne ulteriormente il profilo è arrivato il <strong data-start="3606" data-end="3657">Premio Italiano di Architettura 2024 – Under 35</strong>, che ha confermato il rilievo dello studio oltre il contesto installativo del MAXXI. Accanto a <strong data-start="3753" data-end="3769">Quintessenza</strong>, lavori come <strong data-start="3783" data-end="3805">Sant’Anna Monument</strong> e <strong data-start="3808" data-end="3826">Piobbico Tower</strong> mostrano una ricerca coerente sul rapporto tra architettura, memoria, paesaggio e piccoli dispositivi pubblici. In questo senso, Grazzini Tonazzini Colombo rappresenta una delle espressioni più nitide di una generazione che guarda meno all’icona e più al valore relazionale dello spazio.</p>
<h2 data-section-id="jb4dqk" data-start="4117" data-end="4190"><span role="text"><strong data-start="4120" data-end="4190">SET Architects: essenzialità, proporzione e intensità dello spazio</strong></span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18015" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects.jpg" alt="SET Architects" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="4192" data-end="4605">Tra i <strong data-start="4198" data-end="4240">giovani studi di architettura italiani</strong>, <strong data-start="4242" data-end="4260">SET Architects</strong> ha costruito una propria identità con particolare chiarezza. Lo studio, con sede a <strong data-start="4344" data-end="4352">Roma</strong>, è fondato e diretto da <strong data-start="4377" data-end="4397">Onorato di Manno</strong> e <strong data-start="4400" data-end="4416">Andrea Tanci</strong> ed è attivo tra architettura, urbanistica e design. La loro ricerca si orienta verso un’idea di architettura essenziale, basata su sintesi, proporzione e qualità dell’esperienza spaziale.</p>
<p data-start="4607" data-end="4995">Quello che distingue SET non è la ricerca dell’effetto, ma il controllo della composizione. Nei loro progetti ricorrono la chiarezza del gesto architettonico, il rapporto calibrato tra pieni e vuoti, la volontà di costruire spazi leggibili e intensi anche attraverso forme ridotte all’essenziale. È una postura che restituisce un linguaggio coerente, misurato e facilmente riconoscibile.</p>
<p data-start="4997" data-end="5411">L’opera che ha dato allo studio una visibilità più ampia è il <strong data-start="5059" data-end="5085">Bologna Shoah Memorial</strong>, realizzato a <strong data-start="5100" data-end="5120">Bologna nel 2016</strong> dopo la vittoria del <strong data-start="5142" data-end="5169">concorso internazionale</strong> dedicato al nuovo monumento cittadino. Due volumi in <strong data-start="5223" data-end="5241">acciaio Corten</strong>, alti circa dieci metri, generano un passaggio che si restringe progressivamente, trasformando un segno semplice in un’esperienza spaziale di forte intensità simbolica.</p>
<p data-start="4997" data-end="5411"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17983" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects-giovani-architetti-italiani-Bologna-Shoah-Memorial.jpg" alt="SET Architects giovani architetti italiani Bologna Shoah Memorial" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects-giovani-architetti-italiani-Bologna-Shoah-Memorial.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects-giovani-architetti-italiani-Bologna-Shoah-Memorial-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects-giovani-architetti-italiani-Bologna-Shoah-Memorial-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects-giovani-architetti-italiani-Bologna-Shoah-Memorial-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/SET-Architects-giovani-architetti-italiani-Bologna-Shoah-Memorial-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="5413" data-end="5902">Il memoriale ha avuto il merito di tradurre il tema della memoria in una forma architettonica asciutta, immediata, priva di retorica monumentale. Attorno a questo progetto si è consolidato il profilo pubblico dello studio, rafforzato anche dal <strong data-start="5657" data-end="5695">Dedalo Minosse International Prize</strong>. Accanto a Bologna, lavori come <strong data-start="5728" data-end="5750">House for a Couple</strong> e il <strong data-start="5756" data-end="5787">New School Complex in Sassa</strong> confermano una ricerca coerente, fondata sull’idea di architettura come costruzione di ordine, misura e presenza.</p>
<h2 data-section-id="1rh76mr" data-start="5904" data-end="5985"><span role="text"><strong data-start="5907" data-end="5985">AMAA: materia, tipologia e una ricerca che ripensa l’abitare contemporaneo</strong></span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17986" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA.jpg" alt="giovani architetti italiani AMAA" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="5987" data-end="6396">Tra i <strong data-start="5993" data-end="6032">giovani studi italiani da conoscere</strong>, <strong data-start="6034" data-end="6042">AMAA</strong> occupa una posizione sempre più rilevante. Fondato a <strong data-start="6096" data-end="6116">Venezia nel 2012</strong> da <strong data-start="6120" data-end="6141">Marcello Galiotto</strong> e <strong data-start="6144" data-end="6167">Alessandra Rampazzo</strong>, dopo una formazione comune allo <strong data-start="6201" data-end="6209">IUAV</strong> e un percorso professionale che incrocia figure come <strong data-start="6263" data-end="6283">Massimo Carmassi</strong> e <strong data-start="6286" data-end="6302">Sou Fujimoto</strong>, lo studio ha costruito una pratica in cui progetto e riflessione critica procedono insieme.</p>
<p data-start="6398" data-end="6807">Il loro lavoro non cerca l’effetto immediato, ma si muove su un terreno più complesso, dove <strong data-start="6490" data-end="6533">tipologia, materia, atmosfera e abitare</strong> diventano strumenti per rimettere in discussione forme consolidate dello spazio contemporaneo. In AMAA c’è una tensione costante tra controllo e sperimentazione: ogni progetto sembra nascere da una domanda sul modo in cui si vive, si attraversa e si percepisce uno spazio.</p>
<p data-start="6809" data-end="7348">Uno dei progetti più efficaci per leggere questa ricerca è <strong data-start="6868" data-end="6882">Golden Box</strong>, completato ad <strong data-start="6898" data-end="6911">Arzignano</strong>, in provincia di <strong data-start="6929" data-end="6940">Vicenza</strong>, e molto pubblicato nel <strong data-start="6965" data-end="6973">2024</strong>. Il progetto inserisce un volume quasi cubico, rivestito in <strong data-start="7034" data-end="7044">ottone</strong> e <strong data-start="7047" data-end="7072">marmo verde imperiale</strong>, all’interno di un piccolo appartamento del primo Novecento liberato dalle partizioni originarie. Più che una semplice ristrutturazione, <strong data-start="7210" data-end="7224">Golden Box</strong> si presenta come un’architettura dentro l’architettura, capace di ridefinire radicalmente l’idea di interiorità domestica.</p>
<p data-start="6809" data-end="7348"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17988" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA-Golden-Box.jpg" alt="giovani architetti italiani AMAA Golden Box" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA-Golden-Box.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA-Golden-Box-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA-Golden-Box-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA-Golden-Box-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-AMAA-Golden-Box-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="7350" data-end="7992">A consolidare il profilo dello studio ha contribuito anche la presenza nella <strong data-start="7427" data-end="7468">Biennale Architettura di Venezia 2023</strong>, all’interno di <strong data-start="7485" data-end="7507">Dangerous Liaisons</strong>, con un lavoro dedicato al riuso dell’ex base NATO di <strong data-start="7562" data-end="7581">Monte Calvarina</strong>. È un passaggio importante, perché conferma come il lavoro di Galiotto e Rampazzo venga ormai letto non solo sul piano del progetto costruito, ma anche come contributo al dibattito contemporaneo sulla trasformazione dei territori e sul senso dell’abitare. In questo equilibrio tra ricerca, costruzione e sensibilità materica, AMAA rappresenta una delle linee più convincenti della nuova architettura italiana.</p>
<h2 data-section-id="t5vh8r" data-start="483" data-end="577"><span role="text"><strong data-start="486" data-end="577">ellevuelle architetti: recupero, misura e continuità critica nel progetto contemporaneo</strong></span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17991" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-ellevuelle-architetti.jpg" alt="giovani architetti italiani ellevuelle architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-ellevuelle-architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-ellevuelle-architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-ellevuelle-architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-ellevuelle-architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/giovani-architetti-italiani-ellevuelle-architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="579" data-end="1305">Tra i <strong data-start="585" data-end="624">giovani studi italiani da conoscere</strong>, <strong data-start="626" data-end="651">ellevuelle architetti</strong> è un nome che merita attenzione per la coerenza con cui ha costruito il proprio percorso. Lo studio ha base a <strong data-start="762" data-end="776">Modigliana</strong>, in Emilia-Romagna, ed è formato da <strong data-start="813" data-end="879">Giorgio Liverani, Luca Landi, Michele Vasumini e Matteo Cavina</strong>, con una pratica che si concentra in particolare sul <strong data-start="933" data-end="960">recupero dell’esistente</strong>, sugli spazi residenziali e su interventi capaci di lavorare con precisione dentro contesti stratificati. La loro presenza nel programma <strong data-start="1098" data-end="1118">Europe 40under40</strong> e la menzione su <strong data-start="1136" data-end="1149">Casabella</strong> nella selezione dei giovani designer under 30 hanno contribuito a consolidarne il profilo nel circuito professionale.</p>
<p data-start="1307" data-end="2031">Il progetto che oggi li rende particolarmente interessanti è <strong data-start="1368" data-end="1384">Effevu House</strong>, pubblicato da <strong data-start="1400" data-end="1413">ArchDaily</strong> nel 2026.</p>
<p data-start="1307" data-end="2031"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17994" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/effect-house-lavelle-architetti.jpg" alt="Effevu House lavelle architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/effect-house-lavelle-architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/effect-house-lavelle-architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/effect-house-lavelle-architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/effect-house-lavelle-architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/effect-house-lavelle-architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1307" data-end="2031">L’intervento si inserisce in un sistema rurale composto da una casa in pietra e da un ex fienile, e lavora non per imitazione ma per <strong data-start="1557" data-end="1579">continuità critica</strong>, introducendo un nuovo volume abitato che mette in relazione i corpi esistenti senza annullarli. È un approccio che dice molto della loro architettura: attenzione alla memoria costruttiva, misura, capacità di intervenire sull’esistente senza retorica. In un articolo sulla nuova generazione italiana, ellevuelle ha senso proprio per questo: perché rappresenta una linea del progetto meno esibita, ma molto solida.</p>
<h2 data-section-id="1qn5qwa" data-start="0" data-end="114"><span role="text"><strong data-start="3" data-end="114">false mirror office: ricerca, progetto e una pratica collettiva che attraversa l’architettura contemporanea</strong></span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17996" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture.jpg" alt="false mirror architecture" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="116" data-end="697">Tra i profili più interessanti della nuova scena italiana, <strong data-start="175" data-end="198">false mirror office</strong> occupa una posizione particolare. Il collettivo, con base a <strong data-start="259" data-end="269">Genova</strong>, nasce dall’incontro di progettisti formati alla <strong data-start="319" data-end="350">Scuola Politecnica genovese</strong> e accomunati da esperienze maturate anche in studi internazionali. Il team riunisce <strong data-start="435" data-end="545">Giovanni Glorialanza, Andrea Anselmo, Gloria Castellini, Guya Di Bella, Filippo Fanciotti e Boris Hamzeian</strong> e costruisce il proprio terreno comune attorno a una riflessione condivisa su <strong data-start="624" data-end="664">morfologia, forma e rappresentazione</strong> alle diverse scale del progetto.</p>
<p data-start="699" data-end="1274">Più che attorno a un singolo edificio-manifesto, il loro percorso si sviluppa come una traiettoria collettiva che attraversa <strong data-start="824" data-end="879">architettura, ricerca, workshop e progetto pubblico</strong>. È una pratica che guarda con particolare attenzione ai paradigmi della città contemporanea, mettendo in discussione letture troppo generiche di concetti come <strong data-start="1039" data-end="1083">adattabilità, tradizione e sostenibilità</strong>. In questo senso, il concorso diventa per il collettivo un vero campo di verifica critica, uno spazio in cui misurare la possibilità di risposte specifiche, contestuali e mai standardizzate.</p>
<p data-start="1276" data-end="1943">Un passaggio importante del loro percorso è rappresentato da <strong data-start="1337" data-end="1357">The False Mirror</strong>, progetto vincitore a <strong data-start="1380" data-end="1393">Trondheim</strong>, in Norvegia, nell’ambito di <strong data-start="1423" data-end="1434">Europan</strong>. Il lavoro affronta il tema dell’adattabilità urbana non come semplice somma di dispositivi flessibili, ma come occasione per ridefinire il rapporto tra forme del passato e necessità future. Intervenendo sul distretto di <strong data-start="1656" data-end="1673">Strandveikaia</strong>, il progetto rilegge alcuni archetipi profondamente legati alla storia di Trondheim — i magazzini sul fiume, il rapporto tra terra e acqua, le infrastrutture portuali — e costruisce una visione urbana in cui memoria e trasformazione entrano in dialogo senza annullarsi.</p>
<p data-start="1276" data-end="1943"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17998" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture-Trondheim.jpg" alt="false mirror architecture Trondheim" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture-Trondheim.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture-Trondheim-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture-Trondheim-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture-Trondheim-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/false-mirror-architecture-Trondheim-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1945" data-end="2453" data-is-last-node="" data-is-only-node="">È proprio questa capacità di tenere insieme <strong data-start="1989" data-end="2067">pensiero teorico, progetto urbano e attenzione alla permanenza delle forme</strong> a rendere false mirror office un nome interessante da inserire in una selezione dedicata alla nuova generazione. Dentro una mappa dei nuovi protagonisti italiani, il collettivo introduce una sensibilità diversa, meno centrata sull’opera iconica e più attenta alla costruzione di un pensiero progettuale capace di muoversi tra disciplina, ricerca e cultura architettonica contemporanea.</p>
<h2 data-section-id="1yemw2p" data-start="1986" data-end="2083"><span role="text"><strong data-start="1989" data-end="2083">Francesca Perani: interni, identità visiva e una pratica che unisce architettura e cultura</strong></span></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18000" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto.jpg" alt="francesca perani architetto" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2085" data-end="2795">Tra le <strong data-start="2092" data-end="2129">architette italiane contemporanee</strong> più interessanti da osservare per comprendere l&#8217;architettura di domani, <strong data-start="2177" data-end="2197">Francesca Perani</strong> rappresenta una voce riconoscibile per il modo in cui tiene insieme <strong data-start="2266" data-end="2329">progetto, interni, linguaggio visivo e intervento culturale</strong>. Laureata al <strong data-start="2343" data-end="2368">Politecnico di Milano</strong>, con esperienze formative e professionali tra <strong data-start="2415" data-end="2450">Belgio, Australia e Regno Unito</strong>, ha fondato nel <strong data-start="2467" data-end="2475">2007</strong> il suo studio, <strong data-start="2491" data-end="2522">Francesca Perani Enterprise</strong>, con sede a <strong data-start="2535" data-end="2546">Bergamo</strong>. Le fonti ufficiali la descrivono come una figura che si muove tra architettura, design, branding, grafica e allestimento, con un approccio che unisce sperimentazione materica, ironia e forte carica espressiva.</p>
<p data-start="3318" data-end="4107">A rendere il suo profilo particolarmente interessante è anche il lavoro svolto sul piano culturale con <strong data-start="3421" data-end="3440">RebelArchitette</strong>, associazione no profit di cui è indicata come <strong data-start="3488" data-end="3501">president</strong> e co-fondatrice, nata per dare maggiore visibilità al lavoro delle donne in architettura e promuovere un’idea più equa e plurale della professione.</p>
<p data-start="3318" data-end="4107"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-18002" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto-RebelArchitette.jpg" alt="francesca perani architetto RebelArchitette" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto-RebelArchitette.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto-RebelArchitette-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto-RebelArchitette-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto-RebelArchitette-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/04/francesca-perani-architetto-RebelArchitette-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3318" data-end="4107">Questa dimensione non sostituisce il progetto, ma ne amplia il significato: nel caso di Francesca Perani, l’architettura non è soltanto costruzione di spazio, ma anche costruzione di immaginari, rappresentazioni e strumenti culturali. È proprio questa doppia natura — progettuale e critica — a renderla un nome coerente con un articolo che vuole raccontare i profili più vivi e meno scontati della nuova scena italiana.</p>
<p data-start="4108" data-end="4675">
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/giovani-architetti-e-studi-italiani/">Giovani architetti e studi italiani da conoscere: i nomi della nuova generazione che stanno ridefinendo il progetto contemporaneo e ci parlano di come sarà l&#8217;architettura di domani</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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		<title>Migliori studi di architettura a Torino: 25 nomi da conoscere oggi tra eredità industriale, progetto contemporaneo e nuova cultura dell’abitare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Architetto Giammetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 06:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Torino è una delle città italiane in cui l’architettura continua a rivelarsi come forma di pensiero prima ancora che come esito costruito. Il progetto, qui, non si inscrive mai in una condizione neutra: si confronta con un ordine urbano rigoroso, con una memoria industriale che ha lasciato tracce profonde nella morfologia e nell’immaginario della città, &#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.archieinteriors.com/migliori-studi-di-architettura-a-torino/">Migliori studi di architettura a Torino: 25 nomi da conoscere oggi tra eredità industriale, progetto contemporaneo e nuova cultura dell’abitare</a> proviene da <a href="https://www.archieinteriors.com">Archi &amp; Interiors</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="287" data-end="1082">Torino è una delle città italiane in cui l’architettura continua a rivelarsi come forma di pensiero prima ancora che come esito costruito. Il progetto, qui, non si inscrive mai in una condizione neutra: si confronta con un ordine urbano rigoroso, con una memoria industriale che ha lasciato tracce profonde nella morfologia e nell’immaginario della città, con una tradizione disciplinare che ha fatto della misura, del controllo e della trasformazione dell’esistente alcuni dei propri temi più persistenti. In questo senso, l’architettura torinese contemporanea appare particolarmente interessante non tanto per l’ostentazione del gesto, quanto per la capacità di elaborare il rapporto tra permanenza e mutamento, tra struttura e uso, tra identità dei luoghi e ridefinizione dei modi di abitare.</p>
<p data-start="1084" data-end="1666">Parlare oggi di <strong>studi di architettura a Torino</strong> significa, dunque, osservare un campo progettuale articolato, nel quale convivono pratiche diverse per scala, linguaggio e orientamento, ma spesso accomunate da una comune attenzione alla qualità dello spazio e alla responsabilità dell’intervento. Dalla residenza alla riqualificazione, dall’interior all’hospitality, dal paesaggio urbano al progetto culturale, emerge una costellazione di esperienze che contribuisce a restituire l’immagine di una città ancora capace di produrre riflessione, metodo e visione attraverso l’architettura.</p>
<p data-start="1668" data-end="2075">Quella che segue non è una classifica né un elenco chiuso, ma una selezione editoriale dei 25 migliori studi di architettura a Torino da conoscere oggi. Una mappa ragionata che riunisce nomi affermati, realtà consolidate e profili più recenti, scelti per la coerenza del percorso, la riconoscibilità dell’approccio e la capacità di interpretare, ciascuno a proprio modo, il volto attuale del progetto torinese.</p>
<h2 data-section-id="47u0ld" data-start="23" data-end="51">Benedetto Camerana Studio</h2>
<p><figure id="attachment_17760" aria-describedby="caption-attachment-17760" style="width: 1200px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-17760" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-benedetto-camerana.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Torino benedetto camerana" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-benedetto-camerana.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-benedetto-camerana-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-benedetto-camerana-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-benedetto-camerana-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-benedetto-camerana-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption id="caption-attachment-17760" class="wp-caption-text">La Pista 500 al Lingotto</figcaption></figure></p>
<p data-start="53" data-end="1181">Tra i nomi più autorevoli dell’architettura torinese contemporanea, <strong data-start="121" data-end="150">Benedetto Camerana Studio</strong> occupa una posizione difficilmente eludibile per continuità, riconoscibilità e capacità di incidere in modo concreto sull’immaginario urbano della città. Fondato a Torino nel 1997, lo studio ha costruito nel tempo un percorso che intreccia architettura, paesaggio, trasformazione urbana e progetto culturale, muovendosi con disinvoltura tra interventi pubblici e privati, grandi complessi e dispositivi più simbolici. A Torino la sua traccia è particolarmente leggibile in opere come il <strong data-start="638" data-end="660">Villaggio Olimpico</strong>, il <strong data-start="665" data-end="689">Campus Luigi Einaudi</strong>, il <strong data-start="694" data-end="713">Juventus Museum</strong> e soprattutto <strong data-start="728" data-end="744">La Pista 500</strong> al Lingotto, progetto che ha restituito una nuova dimensione pubblica e paesaggistica a uno dei luoghi più emblematici della città. Più che inseguire un gesto formale immediatamente spettacolare, il lavoro di Camerana si distingue per una misura progettuale colta, capace di interpretare l’identità dei luoghi e di tradurla in architetture che dialogano con la memoria urbana senza cristallizzarla.</p>
<h2 data-section-id="1wsv5ys" data-start="0" data-end="24">Carlo Ratti Associati</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17764" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Carlo-Ratti-Associati.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Torino Carlo Ratti Associati" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Carlo-Ratti-Associati.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Carlo-Ratti-Associati-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Carlo-Ratti-Associati-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Carlo-Ratti-Associati-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Carlo-Ratti-Associati-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="26" data-end="1220" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Nel panorama degli studi di architettura legati a Torino ma attivi su una scena pienamente internazionale, <strong data-start="133" data-end="158">Carlo Ratti Associati</strong> rappresenta uno dei riferimenti più riconoscibili. Fondato da Carlo Ratti, architetto e docente al MIT, lo studio ha sede a Torino e opera anche a New York e Londra, sviluppando progetti che mettono in relazione architettura, spazio urbano, tecnologia e ricerca. Questa impostazione emerge con chiarezza anche nei lavori che toccano la città, dove il progetto non viene inteso come semplice costruzione di forme, ma come dispositivo capace di attivare nuove relazioni tra persone, luoghi e sistemi. A Torino, il nome dello studio si lega a interventi come <strong data-start="715" data-end="731">The Greenary</strong> per i <strong data-start="738" data-end="756">Murazzi del Po</strong>, alla riqualificazione di <strong data-start="783" data-end="800">Palazzo Micca</strong> e al progetto per il nuovo <strong data-start="828" data-end="860">Sella Open Innovation Center</strong> nell’area dell’ex Caserma La Marmora. Più che su un linguaggio immediatamente riconoscibile in senso stilistico, Carlo Ratti Associati ha costruito la propria autorevolezza sulla capacità di coniugare sperimentazione, visione urbana e applicazione concreta, rendendo il progetto uno strumento di lettura del presente oltre che di trasformazione dello spazio.</p>
<h2 data-section-id="6g5ok5" data-start="0" data-end="17">Isolarchitetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17768" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Isolarchitetti.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Torino Isolarchitetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Isolarchitetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Isolarchitetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Isolarchitetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Isolarchitetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Isolarchitetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="19" data-end="1245">Tra gli studi che hanno contribuito in modo più continuo e autorevole a definire il profilo architettonico di Torino, <strong data-start="137" data-end="155">Isolarchitetti</strong> occupa un posto di assoluto rilievo. Lo studio raccoglie l’eredità della storica esperienza di <strong data-start="251" data-end="270">Gabetti &amp; Isola</strong> e ha costruito nel tempo un percorso in cui architettura, restauro, paesaggio e progetto urbano si intrecciano con particolare coerenza. È proprio questa capacità di lavorare tra memoria e trasformazione a renderlo centrale nel contesto torinese, dove il confronto con l’esistente non è mai un semplice dato di contorno ma una condizione strutturale del progetto. A Torino la sua presenza si riconosce in interventi come il <strong data-start="695" data-end="729">Centro del Design di Mirafiori</strong>, il masterplan di <strong data-start="748" data-end="759">Spina 3</strong>, il restauro e la riqualificazione delle <strong data-start="801" data-end="830">Orangerie dei Musei Reali</strong> e, più in generale, in una serie di lavori che testimoniano una pratica progettuale colta, disciplinata e profondamente radicata nella città. Più che sull’effetto, Isolarchitetti ha costruito la propria identità sulla durata, sulla precisione e su una idea di architettura capace di misurarsi con la complessità storica e urbana senza rinunciare alla chiarezza del linguaggio.</p>
<h2 data-section-id="tyrd4r" data-start="169" data-end="222">Gruppo Building con BP+P Boffa, Petrone &amp; Partners</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17772" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Boffa-Petrone-Partners.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Torino Boffa Petrone &amp; Partners" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Boffa-Petrone-Partners.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Boffa-Petrone-Partners-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Boffa-Petrone-Partners-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Boffa-Petrone-Partners-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Boffa-Petrone-Partners-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="224" data-end="1385">Nel panorama torinese della riqualificazione e dell’abitare contemporaneo, <strong data-start="299" data-end="318">Gruppo Building</strong> rappresenta una delle realtà che hanno inciso con maggiore continuità sulla trasformazione del patrimonio architettonico della città. All’interno del gruppo opera lo studio <strong data-start="492" data-end="526">BP+P Boffa, Petrone &amp; Partners</strong>, specializzato in progettazione architettonica, studi di fattibilità, interior design, ristrutturazione edilizia, restauro e direzione lavori. A Torino, il lavoro del Gruppo Building e di BP+P si lega a interventi ormai riconoscibili come <strong data-start="766" data-end="782">The Number 6</strong>, trasformazione di un edificio barocco a pochi passi da piazza San Carlo e premiato da <em data-start="870" data-end="881">ArchDaily</em> come <strong data-start="887" data-end="916">Building of the Year 2015</strong> nella categoria restauro, ma anche a progetti come <strong data-start="968" data-end="982">Lagrange12</strong>, <strong data-start="984" data-end="996">Quadrato</strong> e all’intervento per le nuove <strong data-start="1027" data-end="1064">OGR – Officine Grandi Riparazioni</strong>. È attraverso operazioni di questo tipo che il Gruppo Building, insieme a BP+P Boffa, Petrone &amp; Partners, ha costruito una presenza precisa nella Torino contemporanea, fondata sulla capacità di reinterpretare l’esistente e di tradurlo in una visione dell’abitare colta, attuale e fortemente radicata nel contesto urbano.</p>
<h2 data-section-id="mgx0cl" data-start="0" data-end="23">Balance Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17776" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Balance-Architettura.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Torino Balance Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Balance-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Balance-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Balance-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Balance-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Balance-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="25" data-end="1350">Tra gli studi torinesi che negli ultimi anni hanno consolidato con maggiore chiarezza una posizione riconoscibile nel panorama contemporaneo, <strong data-start="167" data-end="191">Balance Architettura</strong> occupa un posto sempre più rilevante. Fondato a Torino nel 2011, lo studio lavora tra architettura, allestimento e urbanistica, con un approccio che unisce controllo compositivo, attenzione materica e capacità di misurarsi con contesti complessi senza irrigidirsi in un linguaggio autoreferenziale. La sua crescita è stata accompagnata anche da un riconoscimento critico preciso: nel 2022 ha ricevuto il premio <strong data-start="603" data-end="649">Giovane Talento dell’Architettura Italiana</strong>, segnale di una maturità progettuale ormai pienamente osservata anche sul piano disciplinare. A Torino il nome dello studio si lega, tra le altre cose, alla partecipazione al concorso per la <strong data-start="841" data-end="863">Cavallerizza Reale</strong> e soprattutto al recente team vincitore per la riqualificazione della <strong data-start="934" data-end="990">GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea</strong>, insieme a <strong data-start="1002" data-end="1011">MVRDV</strong> ed <strong data-start="1015" data-end="1029">EP&amp;S Group</strong>, passaggio che ne conferma il peso crescente all’interno della scena cittadina. Più che sull’enfasi del segno, Balance Architettura sembra fondare la propria identità su una idea di progetto misurata ma nitida, capace di tenere insieme ricerca, città e trasformazione contemporanea.</p>
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<section class="text-token-text-primary w-full focus:outline-none [--shadow-height:45px] has-data-writing-block:pointer-events-none has-data-writing-block:-mt-(--shadow-height) has-data-writing-block:pt-(--shadow-height) [&amp;:has([data-writing-block])&gt;*]:pointer-events-auto scroll-mt-[calc(var(--header-height)+min(200px,max(70px,20svh)))]" dir="auto" data-turn-id="request-69ca2ee8-5800-8385-be43-db56e5e8c140-8" data-testid="conversation-turn-36" data-scroll-anchor="true" data-turn="assistant">
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<h2 data-section-id="17hwfei" data-start="0" data-end="19">PICCO Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17780" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-PICCO-Architetti.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Torino PICCO Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-PICCO-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-PICCO-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-PICCO-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-PICCO-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-PICCO-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="21" data-end="1282">Tra gli studi torinesi che hanno saputo costruire nel tempo un profilo solido e coerente sul terreno della trasformazione urbana e dell’abitare, <strong data-start="166" data-end="186">PICCO Architetti</strong> occupa una posizione di rilievo. Nato negli anni Novanta e attivo su scale differenti, lo studio ha sviluppato una pratica che coniuga ricerca progettuale, riqualificazione dell’esistente, housing e programmi complessi, mantenendo una particolare attenzione per il rapporto tra qualità architettonica, uso collettivo e sostenibilità del processo. A Torino questa impostazione emerge con chiarezza in interventi come la nuova sede <strong data-start="617" data-end="625">IAAD</strong> nell’ambito della trasformazione dell’area <strong data-start="669" data-end="687">Nuvola Lavazza</strong>, realizzata con <strong data-start="704" data-end="730">Cino Zucchi Architetti</strong>, ma anche in progetti come <strong data-start="758" data-end="773">Regio Parco</strong>, <strong data-start="775" data-end="805">Living TO – Social Housing</strong> e in altre operazioni che mostrano una continuità di lavoro sul tema della residenza e della rigenerazione. Più che attraverso un segno autoriale immediatamente esibito, il lavoro di PICCO Architetti si distingue per una idea di progetto capace di misurarsi con la complessità urbana, con il riuso e con i nuovi modi di abitare, contribuendo in modo concreto alla ridefinizione di alcune porzioni significative della Torino contemporanea.</p>
<h2 data-section-id="x2okkw" data-start="0" data-end="35">Negozio Blu Architetti Associati</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17786" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Negozio-Blu-Architetti-Associati.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Torino Negozio Blu Architetti Associati" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Negozio-Blu-Architetti-Associati.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Negozio-Blu-Architetti-Associati-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Negozio-Blu-Architetti-Associati-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Negozio-Blu-Architetti-Associati-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-Negozio-Blu-Architetti-Associati-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="37" data-end="1243">Tra gli studi che hanno interpretato con maggiore continuità il tema della riqualificazione e del riuso in chiave contemporanea, <strong data-start="166" data-end="202">Negozio Blu Architetti Associati</strong> occupa una posizione significativa nella scena torinese. Lo studio lavora da anni su architettura, recupero di edifici industriali, residenziale e trasformazione di aree dismesse, costruendo un profilo che trova nella relazione tra esistente e nuovo una delle sue matrici più riconoscibili. A Torino questa attitudine emerge con particolare evidenza in progetti come <strong data-start="570" data-end="591">Lingotto – Eataly</strong>, <strong data-start="593" data-end="606">Green Pea</strong>, sviluppato insieme ad <strong data-start="630" data-end="659">ACC Naturale Architettura</strong>, e l’edificio residenziale di <strong data-start="690" data-end="712">corso Matteotti 61</strong>, interventi che mostrano una pratica progettuale capace di attraversare programmi molto diversi senza perdere coerenza. Più che puntare su un formalismo immediatamente esibito, Negozio Blu Architetti Associati sembra lavorare sulla costruzione di architetture sobrie ma incisive, attente alla materia, alla riconversione e alla qualità d’uso, contribuendo così a raccontare una Torino in cui il progetto contemporaneo passa spesso attraverso la riscrittura intelligente di ciò che già esiste.</p>
<h2 data-section-id="ftzyba" data-start="121" data-end="149">ACC Naturale Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17790" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-ACC-Naturale-Architettura.jpg" alt="Migliori studi di architettura a Torino ACC Naturale Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-ACC-Naturale-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-ACC-Naturale-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-ACC-Naturale-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-ACC-Naturale-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Migliori-studi-di-architettura-a-Torino-ACC-Naturale-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="151" data-end="1021">Nel panorama torinese degli studi più attenti al rapporto tra progetto, paesaggio e sostenibilità, <strong data-start="250" data-end="279">ACC Naturale Architettura</strong> si distingue per una pratica che intreccia architettura, interni e masterplan con una particolare sensibilità verso la trasformazione dell’esistente. La sua presenza a Torino è legata soprattutto al sistema di interventi sviluppati nell’area del <strong data-start="526" data-end="538">Lingotto</strong>, dove compaiono il <strong data-start="558" data-end="583">Green Pea Retail Park</strong>, il <strong data-start="588" data-end="612">masterplan Green Pea</strong> e la sistemazione della piazza pedonale tra ex stabilimenti Carpano e Lingotto. Più che sull’effetto iconico, lo studio sembra fondare la propria identità su un’idea di progetto in cui vegetazione, luce naturale, materiali e continuità urbana concorrono a costruire spazi capaci di dialogare con la città contemporanea senza recidere il legame con la memoria dei luoghi.</p>
<h2 data-section-id="12lv23o" data-start="1023" data-end="1054">Studio De Ferrari Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17793" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Studio-De-Ferrari-Architetti.jpg" alt="architetti Torino Studio De Ferrari Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Studio-De-Ferrari-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Studio-De-Ferrari-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Studio-De-Ferrari-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Studio-De-Ferrari-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Studio-De-Ferrari-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1056" data-end="1896"><strong data-start="1056" data-end="1088">Studio De Ferrari Architetti</strong> appartiene a quella linea di studi torinesi che hanno costruito nel tempo una presenza autorevole attraverso il confronto con il progetto urbano, la città storica e la trasformazione di ambiti complessi. Più che per una spettacolarizzazione del linguaggio, lo studio si segnala per una postura disciplinare misurata, legata alla lettura dei contesti e alla continuità del lavoro sul territorio. In questa prospettiva, il suo nome resta rilevante per il coinvolgimento in studi e visioni progettuali relativi a parti sensibili della città, come il comparto <strong data-start="1645" data-end="1690">via Po–piazza Vittorio–Murazzi–Gran Madre</strong> e l’area <strong data-start="1700" data-end="1714">ex Nebiolo</strong>, temi che lo collocano dentro una riflessione torinese di lungo periodo sul rapporto tra spazio pubblico, patrimonio e riqualificazione urbana.</p>
<h2 data-section-id="n6w3ek" data-start="1898" data-end="1915">Marcante-Testa</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17795" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Marcante-Testa.jpg" alt="architetti Torino Marcante-Testa" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Marcante-Testa.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Marcante-Testa-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Marcante-Testa-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Marcante-Testa-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/architetti-Torino-Marcante-Testa-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1917" data-end="2699">Più che sul versante della grande trasformazione urbana, <strong data-start="1974" data-end="1992">Marcante-Testa</strong> ha costruito la propria autorevolezza su una ricerca molto riconoscibile intorno all’interior architecture, al linguaggio domestico e alla rilettura colta dello spazio esistente. La presenza torinese dello studio resta però significativa, non solo per la sede in città ma anche per il progetto del <strong data-start="2291" data-end="2318">nuovo campus IED Torino</strong>, concepito come un intervento che punta a valorizzare l’esistente, ridurre le demolizioni e lavorare con minime risorse. È proprio in questa capacità di rendere il progetto uno strumento critico, più che un semplice esercizio stilistico, che Marcante-Testa si distingue oggi come uno dei nomi più raffinati della scena torinese contemporanea.</p>
<h2 data-section-id="1yo50nn" data-start="2701" data-end="2728">Pininfarina Architecture</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17797" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Pininfarina-Architecture.jpg" alt="Pininfarina Architecture" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Pininfarina-Architecture.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Pininfarina-Architecture-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Pininfarina-Architecture-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Pininfarina-Architecture-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Pininfarina-Architecture-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="2730" data-end="3582">Nel contesto torinese, <strong data-start="2753" data-end="2781">Pininfarina Architecture</strong> occupa una posizione particolare: non tanto quella dello studio locale tradizionalmente radicato nella città, quanto quella di una realtà di fama internazionale che porta a Torino il peso simbolico e progettuale di un marchio storico del design italiano. La sezione Architecture di Pininfarina si presenta infatti come un ambito dedicato a progetti capaci di coniugare bellezza senza tempo, identità e impatto, estendendo nel campo dell’architettura una cultura del progetto maturata ben oltre il perimetro automobilistico. Per questo, anche quando il suo ruolo nella scena torinese è meno direttamente assimilabile a quello degli studi di scala cittadina, il nome Pininfarina resta rilevante come presenza di alto profilo nel sistema progettuale del territorio.</p>
<h2 data-section-id="1xw02s6" data-start="3584" data-end="3591">BRH+</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17802" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/BRH.jpg" alt="BRH+" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/BRH.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/BRH-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/BRH-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/BRH-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/BRH-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="3593" data-end="4512">Tra le realtà torinesi che attraversano l’architettura in modo più trasversale, <strong data-start="3673" data-end="3681">BRH+</strong> si distingue per una pratica che unisce progetto, identità visiva, curatela e riflessione culturale. Questa natura ibrida ne definisce la specificità, rendendolo particolarmente interessante in una città come Torino, dove il rapporto tra spazio, cultura e racconto del progetto ha spesso assunto un ruolo centrale. Negli ultimi anni il nome di BRH+ si è legato, tra le altre cose, al progetto della nuova <strong data-start="4136" data-end="4194">Libreria Internazionale Luxemburg / Locale Caffetteria</strong>, storico presidio torinese, oltre che al progetto <strong data-start="4245" data-end="4254">MARCA</strong>, ideato e curato da Barbara Brondi e Marco Rainò. Più che una pratica rigidamente disciplinare, BRH+ propone dunque una forma di progettazione che mette in dialogo architettura, grafica, allestimento e pensiero critico.</p>
<h2 data-section-id="16z71nx" data-start="4514" data-end="4527">Archisbang</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17805" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Archisbang.jpg" alt="Archisbang" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Archisbang.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Archisbang-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Archisbang-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Archisbang-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Archisbang-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="4529" data-end="5348"><strong data-start="4529" data-end="4543">Archisbang</strong> è uno dei nomi che meglio rappresentano una generazione di studi capaci di muoversi tra architettura, concorsi, spazi educativi e interventi urbani con un linguaggio contemporaneo ma non compiaciuto. A Torino, la sua presenza è legata in particolare al progetto della scuola <strong data-start="4819" data-end="4839">Giovanni Pascoli</strong> nell’ambito di <strong data-start="4855" data-end="4875">Torino Fa Scuola</strong>, intervento che ne ha consolidato la visibilità sul piano cittadino. Lo studio è inoltre comparso tra i finalisti del concorso per la <strong data-start="5010" data-end="5032">Cavallerizza Reale</strong>, confermando una partecipazione attiva ai processi di trasformazione e dibattito architettonico della città. In questo senso, Archisbang merita attenzione per la capacità di lavorare su programmi pubblici e contesti complessi senza rinunciare a una chiara tensione progettuale.</p>
<h2 data-section-id="euuhlt" data-start="5350" data-end="5362">Studioata</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17808" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studioata.jpg" alt="Studioata" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studioata.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studioata-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studioata-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studioata-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Studioata-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="5364" data-end="6083">Più che imporsi attraverso singoli gesti iconici, <strong data-start="5414" data-end="5427">Studioata</strong> ha costruito il proprio profilo su una continuità di lavoro che tiene insieme architettura, interni, allestimenti, comunicazione e grafica. Questa estensione disciplinare restituisce l’immagine di uno studio torinese capace di operare su più livelli, mantenendo una presenza riconoscibile nel tessuto professionale della città. Il fatto stesso che la sua attività comprenda non soltanto architettura ma anche dispositivi espositivi e culturali ne fa una realtà significativa per leggere una certa tradizione torinese del progetto, in cui costruzione dello spazio e costruzione del linguaggio spesso procedono insieme.</p>
<h2 data-section-id="1h7x4g5" data-start="6085" data-end="6103">Bodà Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17811" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Boda-Architetti.jpg" alt="Bodà Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Boda-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Boda-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Boda-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Boda-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Boda-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="6105" data-end="6855">Attivo a Torino dal 2006, <strong data-start="6131" data-end="6150">Bodà Architetti</strong> si distingue per un approccio che interpreta il progetto come occasione di ricerca, con un’attenzione dichiarata ai temi del recupero, del riuso e del miglioramento dell’esistente. È una postura che risulta particolarmente coerente con il contesto torinese, dove molta parte dell’architettura contemporanea si misura proprio con la trasformazione di spazi già costruiti. I progetti pubblicati sul sito dello studio mostrano un lavoro che attraversa residenza, scuola, installazioni e piccoli dispositivi architettonici, restituendo l’immagine di una pratica progettuale più interessata alla precisione e alla qualità dell’intervento che non all’effetto dimostrativo.</p>
<h2 data-section-id="jxmo7z" data-start="6857" data-end="6885">PAT. Architetti Associati</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17814" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/PAT.-Architetti-Associati.jpg" alt="PAT. Architetti Associati" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/PAT.-Architetti-Associati.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/PAT.-Architetti-Associati-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/PAT.-Architetti-Associati-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/PAT.-Architetti-Associati-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/PAT.-Architetti-Associati-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="6887" data-end="7727">Tra i nomi torinesi più interessanti sul crinale tra architettura, interni e spazi culturali, <strong data-start="6981" data-end="7010">PAT. Architetti Associati</strong> ha rafforzato la propria presenza cittadina soprattutto con il progetto <strong data-start="7083" data-end="7103">GAM – Lotto Zero</strong>, la prima fase del rinnovamento della <strong data-start="7142" data-end="7202">Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino</strong>. Il progetto, completato nel 2024 per <strong data-start="7241" data-end="7268">Fondazione Torino Musei</strong>, ha riguardato gli spazi di accoglienza, il secondo piano e il cosiddetto Deposito vivente, ricevendo attenzione anche su testate come <em data-start="7404" data-end="7411">Domus</em>. A questo si aggiunge una pratica che si presenta come integrata e orientata alla sostenibilità, qualità che rendono lo studio particolarmente rilevante all’interno di una Torino in cui il progetto culturale e la riqualificazione degli interni museali stanno tornando centrali.</p>
<h2 data-section-id="72vfj" data-start="7729" data-end="7743">Officina 8A</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17817" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Officina-8A.jpg" alt="Officina 8A" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Officina-8A.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Officina-8A-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Officina-8A-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Officina-8A-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Officina-8A-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="7745" data-end="8478"><strong data-start="7745" data-end="7760">Officina 8A</strong> appartiene a quella costellazione di studi torinesi che hanno trovato nella ristrutturazione di interni e nella qualità del progetto domestico un campo di lavoro particolarmente riconoscibile. Lo studio si occupa di progettazione architettonica, interior design e grafica, e ha costruito nel tempo una presenza coerente soprattutto attraverso interventi residenziali nel contesto cittadino. Le pubblicazioni richiamate sul sito, tra cui <em data-start="8198" data-end="8207">Abitare</em> e <em data-start="8210" data-end="8226">Ville &amp; Casali</em>, insieme a progetti ambientati nel centro di Torino e in quartieri come Crocetta, contribuiscono a delineare un profilo elegante, attento alla materia e al dialogo tra impianto storico e sensibilità contemporanea.</p>
<h2 data-section-id="18y4wzm" data-start="8480" data-end="8498">2MIX Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17826" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2MIX-Architetti-architetto-torino-1.jpg" alt="2MIX Architetti architetto torino" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2MIX-Architetti-architetto-torino-1.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2MIX-Architetti-architetto-torino-1-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2MIX-Architetti-architetto-torino-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2MIX-Architetti-architetto-torino-1-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/2MIX-Architetti-architetto-torino-1-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="8500" data-end="9228">Tra gli studi torinesi che lavorano sul rapporto tra riqualificazione e patrimonio costruito, <strong data-start="230" data-end="249">2MIX Architetti</strong> si segnala per una pratica che attraversa contesti e scale differenti senza allontanarsi dal tema della trasformazione dell’esistente. Nel portfolio dello studio compaiono infatti progetti come <strong data-start="444" data-end="463" data-is-only-node="">Palazzo Alfieri</strong>, descritto come un intervento di riqualificazione “in equilibrio tra passato e contemporaneità” nel cuore di Torino, e la <strong data-start="586" data-end="618">Cavallerizza Reale di Torino</strong>, che conferma l’interesse dello studio per luoghi ad alta densità storica e simbolica. A questi si affiancano anche altri lavori torinesi presenti in portfolio, come <strong data-start="785" data-end="796">Casa PI</strong> e <strong data-start="799" data-end="810">Casa DA</strong>, che restituiscono l’immagine di una realtà attiva tanto sulla scala del recupero quanto su quella dell’abitare contemporaneo. In una città come Torino, dove il progetto si confronta spesso con edifici stratificati e contesti già fortemente connotati, 2MIX Architetti rappresenta una presenza coerente sul terreno della riqualificazione e della rilettura dell’esistente.</p>
<h2 data-section-id="s039hd" data-start="9230" data-end="9270">G*AA / Giaquinto Architetti Associati</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17829" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/GAA-Giaquinto-Architetti-Associati.jpg" alt="GAA Giaquinto Architetti Associati" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/GAA-Giaquinto-Architetti-Associati.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/GAA-Giaquinto-Architetti-Associati-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/GAA-Giaquinto-Architetti-Associati-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/GAA-Giaquinto-Architetti-Associati-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/GAA-Giaquinto-Architetti-Associati-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="9272" data-end="10119"><strong data-start="9272" data-end="9313">G*AA / Giaquinto Architetti Associati</strong> rappresenta una presenza torinese di lunga durata, fondata su una storia che risale alla fine degli anni Sessanta e su una pratica capace di attraversare opere pubbliche, strutture commerciali, hospitality, restauro e residenziale. Il radicamento nello scenario cittadino emerge sia dalla sede principale a Torino sia da alcuni progetti presenti nel portfolio, come <strong data-start="9680" data-end="9705">Hotel Victoria Torino</strong>, <strong data-start="9707" data-end="9730">Carlo Felice Torino</strong>, <strong data-start="9732" data-end="9751">Torre Solferino</strong> e <strong data-start="9754" data-end="9770">Via Riberi 6</strong>, che mostrano un interesse costante per la riqualificazione, la valorizzazione di edifici esistenti e gli interventi di fascia alta nel tessuto urbano. Più che per un gesto linguistico univoco, lo studio si distingue per una continuità operativa che lo rende uno dei riferimenti stabili della scena torinese.</p>
<h2 data-section-id="a6yly4" data-start="99" data-end="124">Due Linee Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17833" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Due-Linee-Architettura.jpg" alt="Due Linee Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Due-Linee-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Due-Linee-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Due-Linee-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Due-Linee-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Due-Linee-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="126" data-end="802">Tra le realtà più interessanti della scena torinese contemporanea, <strong data-start="192" data-end="218">Due Linee Architettura</strong> si distingue per un approccio multidisciplinare che intreccia progettazione architettonica, progettazione strutturale, interior design e gestione tecnica dell’intervento. Lo studio lavora su una dimensione del progetto fortemente legata all’abitare, inteso non come categoria astratta, ma come spazio da costruire a misura di chi lo vive. Questa impostazione emerge anche nei lavori pubblicati sul sito, dove compaiono interventi realizzati tra Torino e Piemonte, tra cui <strong data-start="691" data-end="704" data-is-only-node="">Monastere</strong> e <strong data-start="707" data-end="718">Docsity</strong> a Torino. In una selezione come questa, Due Linee Architettura trova posto per la continuità del lavoro, per la chiarezza del proprio profilo e per una idea di progetto contemporaneo che privilegia precisione, qualità dello spazio e concretezza operativa.</p>
<h2 data-section-id="nfrs5f" data-start="804" data-end="829">Fragomeli and Partners</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17836" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Fragomeli-and-Partners.jpg" alt="Fragomeli and Partners" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Fragomeli-and-Partners.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Fragomeli-and-Partners-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Fragomeli-and-Partners-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Fragomeli-and-Partners-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Fragomeli-and-Partners-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="246" data-end="1144">Fondato nel 2008 dall’architetto <strong data-start="279" data-end="301">Fabrizio Fragomeli</strong>, <strong data-start="303" data-end="329">Fragomeli and Partners</strong> è uno studio torinese che nel tempo ha consolidato una presenza riconoscibile nel campo dell’architettura e degli interni di fascia alta. Dal 2014, con l’ingresso dell’architetto <strong data-start="509" data-end="527">Angelica Morra</strong> come partner, lo studio ha ampliato ulteriormente il proprio raggio d’azione, lavorando tra residenziale, interior e nautica. La sua identità progettuale si lega in particolare alla realizzazione di <strong data-start="727" data-end="744">ville private</strong> in Italia e all’estero, con una cura marcata per il dettaglio, per l’equilibrio compositivo e per una idea di eleganza misurata che tende a sottrarsi alla contingenza stilistica. Anche per questo, Fragomeli and Partners occupa un posto preciso all’interno della scena torinese contemporanea: quello di uno studio che interpreta il progetto come costruzione di spazi raffinati, calibrati e durevoli.</p>
<h2 data-section-id="8uuzku" data-start="1146" data-end="1164">SCEG Architetti</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17840" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCEG-Architetti.jpg" alt="SCEG Architetti" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCEG-Architetti.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCEG-Architetti-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCEG-Architetti-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCEG-Architetti-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/SCEG-Architetti-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1166" data-end="1960">Con sede a Torino, <strong data-start="1185" data-end="1204">SCEG Architetti</strong> sviluppa una pratica che attraversa architettura, interni, arte e design, muovendosi con continuità tra progetti pubblici e privati. La sua attività comprende interventi di natura diversa, dalla scala residenziale a quella commerciale, con lavori come <strong data-start="1457" data-end="1472">XENO-DOCHIO</strong>, <strong data-start="1474" data-end="1486">FIT.MILK</strong> e <strong data-start="1489" data-end="1505">URBAN BAZAAR</strong>, che restituiscono l’immagine di uno studio capace di operare su programmi differenti mantenendo una fisionomia riconoscibile. Fondato dagli architetti <strong data-start="1658" data-end="1676">Stefano Carera</strong> ed <strong data-start="1680" data-end="1705">Eirini Giannakopoulou</strong>, SCEG appartiene a quella fascia di realtà torinesi contemporanee che costruiscono la propria identità non attraverso un solo ambito specialistico, ma tramite una progettazione trasversale, attenta allo spazio, all’uso e alla definizione del linguaggio.</p>
<h2 data-section-id="1ryfhml" data-start="540" data-end="559">De Leo &amp; Drasnar</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17863" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/De-Leo-Drasnar-TORINO.jpg" alt="De Leo &amp; Drasnar TORINO" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/De-Leo-Drasnar-TORINO.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/De-Leo-Drasnar-TORINO-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/De-Leo-Drasnar-TORINO-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/De-Leo-Drasnar-TORINO-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/De-Leo-Drasnar-TORINO-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="561" data-end="1316"><strong data-start="561" data-end="581">De Leo &amp; Drasnar</strong> è uno studio di architettura e interior design con sede a <strong data-start="640" data-end="662">Torino e Singapore</strong>, una doppia appartenenza che contribuisce a definirne il profilo in modo più internazionale e riconoscibile. Il lavoro dello studio si concentra sulla progettazione di <strong data-start="831" data-end="848">interni unici</strong>, con un’attenzione particolare alla qualità spaziale, alla personalizzazione del progetto e alla costruzione di ambienti ad alta identità. In una selezione dedicata ai 25 studi di architettura a Torino da conoscere oggi, De Leo &amp; Drasnar trova posto per questa capacità di unire radicamento locale e apertura più ampia, portando nella scena torinese una sensibilità progettuale orientata all’interior contemporaneo e a una visione dello spazio misurata ma distintiva.</p>
<h2 data-section-id="1cc8vdi" data-start="1887" data-end="1925">MSA Studio di Architettura e Design</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17865" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/MSA-Studio-di-Architettura-e-Design.jpg" alt="MSA Studio di Architettura e Design" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/MSA-Studio-di-Architettura-e-Design.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/MSA-Studio-di-Architettura-e-Design-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/MSA-Studio-di-Architettura-e-Design-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/MSA-Studio-di-Architettura-e-Design-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/MSA-Studio-di-Architettura-e-Design-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p data-start="1927" data-end="2684">Tra le realtà torinesi più attive sul terreno dell’architettura d’interni e della progettazione residenziale contemporanea, <strong data-start="2051" data-end="2090">MSA Studio di Architettura e Design</strong> si distingue per una presenza oggi particolarmente riconoscibile. Guidato dall’architetto <strong data-start="2181" data-end="2199">Matteo Serluca</strong>, lo studio lavora su una idea di spazio attenta alla qualità dell’abitare, al dettaglio e alla definizione di ambienti capaci di unire comfort, carattere e coerenza progettuale. In una selezione dedicata ai 25 studi di architettura a Torino da conoscere oggi, MSA trova posto proprio per questa capacità di costruire un’identità chiara, visibile e contemporanea, sempre più leggibile anche sul piano della comunicazione e della presenza pubblica.</p>
<h2 data-section-id="anhi5y" data-start="3385" data-end="3405">Base Architettura</h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-17849" src="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Base-Architettura.jpg" alt="Base Architettura" width="1200" height="800" srcset="https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Base-Architettura.jpg 1200w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Base-Architettura-300x200.jpg 300w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Base-Architettura-1024x683.jpg 1024w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Base-Architettura-768x512.jpg 768w, https://www.archieinteriors.com/wp-content/uploads/2026/03/Base-Architettura-370x247.jpg 370w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nato nel <strong data-start="3416" data-end="3424">2000</strong> dall’iniziativa di <strong data-start="3444" data-end="3496">Alessandro Bruno, Enrico Scafidi e Luca Trabucco</strong>, <strong data-start="3498" data-end="3519">Base Architettura</strong> è uno studio torinese strutturato per seguire l’intero processo progettuale, dallo studio di fattibilità fino alla realizzazione. Il suo campo di lavoro comprende forme dell’abitare, spazi aziendali e commerciali, applicazioni dei materiali e coordinamento di competenze differenti all’interno di un’unica struttura. Tra le esperienze documentate su Torino compaiono edifici residenziali, uffici direzionali, punti vendita e il concorso vinto per <strong data-start="3967" data-end="4003">posteggi pertinenziali interrati</strong> promosso dalla Città di Torino, elementi che ne confermano la presenza nel tessuto professionale locale.</p>
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