Chaise longue LC4 di Le Corbusier, Jeanneret e Perriand: storia, struttura e come riconoscere l’originale

La LC4 del 1928 di Le Corbusier, Jeanneret e Perriand: il ruolo di Perriand, Thonet, Cassina, la regolazione continua e i segni dell’originale.

Un arco di tubo d’acciaio che scivola su una base nera, un materasso in pelle con pelo, nessun meccanismo: progettata nel 1928 da Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, la LC4 è la macchina per il riposo che il Novecento non ha mai smesso di copiare. Storia, struttura, produzioni e segni dell’originale.

Parigi, autunno 1929. Al Salon d’Automne, fra tavoli di vetro e contenitori metallici, compare un oggetto che non somiglia a nessun mobile da salotto dell’epoca: è la chaise longue di Le Corbusier, disegnata l’anno prima nell’atelier di rue de Sèvres con Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. Una curva d’acciaio lunga più di un metro e mezzo, appoggiata su un cavalletto nero, che si inclina con una spinta della mano e resta ferma nella posizione scelta.

4 Chaise longue a reglage continu, Noire, Cassina, in un interno con boiserie in legno.
4 Chaise longue a reglage continu, Noire, Cassina, in un interno con boiserie in legno.

Oggi la conosciamo con la sigla LC4 del catalogo Cassina, che ne avvia la fabbricazione nel 1964 e acquisisce i diritti esclusivi nel 1965, e la ritroviamo nelle collezioni del Museum of Modern Art di New York e del Victoria and Albert Museum di Londra. All’epoca, invece, fu un mezzo insuccesso commerciale: poco più di 170 esemplari venduti, costi alti, un mercato ristretto. La sua storia è quella di un’idea arrivata in anticipo, e di un’attribuzione che per decenni ha lasciato in ombra la progettista che l’aveva resa possibile. La redazione l’ha ricostruita sulle schede della Fondation Le Corbusier, del Centre Pompidou e dei musei che la conservano.

Chi ha progettato la chaise longue di Le Corbusier?

La chaise longue LC4 è stata progettata nel 1928 da Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, ed è attribuita a tutti e tre dalla Fondation Le Corbusier, dal MoMA e dal Victoria and Albert Museum. Non è un mobile del solo Le Corbusier, anche se l’uso corrente la chiama così.

Il contesto è l’atelier di rue de Sèvres, dove Le Corbusier lavora con il cugino Pierre Jeanneret. Alla fine degli anni Venti lo studio progetta le ville puriste, dalla villa La Roche alla villa Church, e mette a punto il linguaggio che culminerà nella Villa Savoye di Poissy. Serve un arredamento coerente con quelle architetture: leggero, industriale, pensato come attrezzatura più che come decorazione. I tre lo chiamano “équipement de l’habitation”, equipaggiamento della casa. Chi vuole inquadrare l’intero percorso dell’architetto svizzero trova qui il nostro ritratto di Le Corbusier, vita, stile e opere.

Scheda tecnica Chaise longue LC4
Nome Chaise longue à réglage continu; Thonet B306 (1930); Cassina LC4, oggi 4 Chaise longue à réglage continu
Progettisti Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Charlotte Perriand
Anno di progetto 1928
Prima presentazione Salon d’Automne, Parigi, 1929
Produzioni storiche Thonet dal 1930 (172 esemplari venduti fino al 1935 secondo la Fondation Le Corbusier); poi Embru-Werke, Wohnbedarf e Bigla in Svizzera; riedizioni promosse da Heidi Weber dal 1959
Produzione attuale Cassina, dal 1964 con diritti esclusivi dal 1965, collezione Cassina I Maestri
Struttura Culla in tubolare d’acciaio cromato appoggiata su una base ad H in acciaio verniciato, con profilo ovoidale
Regolazione Continua, per attrito tra il tubo e i traversi rivestiti di gomma, senza meccanismi
Materiali dell’esemplare V&A Tubolare d’acciaio cromato, lamiera verniciata, molle metalliche, gomma, rivestimento in cavallino
Misure indicative 67 x 58,4 x 158,4 cm (esemplare Thonet del MoMA); 70 x 55 x 160 cm (Centre Pompidou)
Musei MoMA, New York (223.1950); Victoria and Albert Museum, Londra (W.11-1989)

Qual è stato il ruolo di Charlotte Perriand nella chaise longue?

Charlotte Perriand fu la responsabile degli arredi dell’atelier e, secondo il dossier del Centre Pompidou, l’autrice del sistema meccanico che permette alla chaise longue di regolarsi in modo continuo. È lei a tradurre in oggetto un programma che Le Corbusier aveva formulato solo in termini generali.

Nata a Parigi nel 1903, Perriand si era fatta notare al Salon d’Automne del 1927 con il “Bar sous le toit”, un arredo in metallo e vetro per il suo appartamento di place Saint-Sulpice. Le fonti non concordano sulla data esatta del suo ingresso in rue de Sèvres: il Design Museum di Londra e la stessa Cassina indicano il 1927 (Cassina precisa ottobre), il dossier del Centre Pompidou parla di un’assunzione come associata nel 1928. Resta nello studio fino al 1937.

Il suo compito è chiaro, e lo racconta lei stessa nell’autobiografia Une vie de création, pubblicata da Odile Jacob nel 1998: “Mon rôle à l’atelier n’était pas l’architecture, mais l’Équipement de l’habitation”, il mio ruolo nell’atelier non era l’architettura, ma l’equipaggiamento della casa. Nello stesso testo descrive una divisione del lavoro precisa: con Pierre Jeanneret studia i disegni in scala reale durante il giorno, Le Corbusier li rivede a fine giornata; quando i prototipi si bloccano, è lei a rivolgersi agli artigiani, scegliere i materiali e seguire le finiture.

L’invenzione della regolazione continua

Il Centre Pompidou attribuisce a Perriand l’invenzione di un sistema interamente meccanico per una chaise longue regolabile senza scatti: la posizione è tenuta dall’attrito tra il tubo d’acciaio e un supporto metallico rivestito di gomma. Le fonti d’ispirazione citate dal museo sono le poltrone mediche dell’epoca e la sedia a dondolo in legno curvato di Thonet, la stessa che il Victoria and Albert Museum indica come possibile modello, un rocking chair viennese degli anni intorno al 1880.

Anche la base richiese tentativi. “Le piétement de la chaise longue nous donna beaucoup de tourments”, scrive Perriand: il piede della chaise longue ci diede molti tormenti. La soluzione arrivò collegando il disegno a quello del tavolo con piano di vetro della villa Church, con un profilo ovoidale in lamiera d’acciaio laccata trovato per caso in un catalogo di aviazione. Da qui la sezione a goccia, simile a un’ala, che la Fondation Le Corbusier descrive anche nei sostegni dei tavoli esposti nel 1929.

Dal Salon d’Automne 1929 a Thonet: la prima vita della LC4

La chaise longue debutta al Salon d’Automne del 1929, dentro l’allestimento “Équipement intérieur d’une habitation”, e dal 1930 entra nel catalogo Thonet con la sigla B306. La vendita, però, delude: la Fondation Le Corbusier conta 172 esemplari venduti in tutta Europa tra il 1930 e il 1935.

Lo stand del 1929 era una dichiarazione di metodo: la Fondation lo descrive come uno spazio a doppia altezza di circa 90 m², con strutture in tubo cromato, tavoli di vetro su sostegni a profilo d’ala, casellari modulari in metallo e vetro. Della stessa famiglia, tutte datate 1928, fanno parte anche la poltrona a schienale basculante e la poltrona Grand Confort.

Thonet, dal 1930, produce i modelli con i nomi dei tre progettisti. Ma la chaise longue è industriale solo in apparenza. Il Victoria and Albert Museum osserva che richiedeva tre tipi di metallo e numerose saldature, un processo costoso che ne limitò la diffusione; la Fondation Le Corbusier aggiunge che il mercato si rivelò ristretto. Dopo Thonet la chaise longue passa ad alcune aziende svizzere, fra cui Embru-Werke, Wohnbedarf e Bigla, poi resta ai margini fino alle riedizioni della fine degli anni Cinquanta.

Come funziona la LC4: base, culla e regolazione continua

La LC4 è composta da due parti indipendenti: una base fissa ad H e una culla mobile in tubolare d’acciaio, che vi si appoggia e può scorrere per assumere qualunque inclinazione. È questo il senso del nome francese, chaise longue à réglage continu, a regolazione continua.

Chaise longue LC4 Noire Cassina vista di tre quarti su fondo chiaro
4 Chaise longue a reglage continu, Noire, Cassina: vista di tre quarti.

La culla è formata da due tubi curvi paralleli, uniti da traversi, che seguono il profilo di un corpo disteso: sale sotto le ginocchia, scende sotto il bacino, risale verso la nuca. Su questo telaio è teso il materasso, sostenuto da molle, completato da un poggiatesta a rullo. La base, in acciaio verniciato nero, porta due traversi rivestiti di gomma su cui la curva appoggia: spostando la culla, cambia il punto di contatto e con esso l’inclinazione, dalla posizione quasi seduta a quella distesa, con le gambe sollevate. L’attrito della gomma tiene tutto fermo.

La Fondation Le Corbusier riporta la definizione che ne davano i progettisti: una “machine à repos”, macchina per il riposo, capace di fare da poltrona, da seduta di riposo, da chaise longue e da sedia a dondolo, senza alcun meccanismo. La formula riprende l’idea lecorbusiana della casa come macchina per abitare: il comfort diventa geometria del corpo, non imbottitura.

LC4 Cassina: produzione, diritti esclusivi e collezione I Maestri

La LC4 Cassina si inserisce nella storia delle riedizioni autorizzate degli arredi di Le Corbusier: secondo la Fondation, l’azienda di Meda ne avvia la produzione nel 1964 e nel 1965 acquisisce i diritti esclusivi di fabbricazione e distribuzione. Da quel momento la chaise longue diventa un successo internazionale.

La tappa intermedia erano state le riedizioni promosse dal 1959 dalla gallerista svizzera Heidi Weber, che dal 1964 affida la fabbricazione a Cassina. Il passaggio all’industria italiana, pochi mesi prima della morte dell’architetto nell’agosto 1965, cambia la scala: Cassina mette in produzione i primi quattro modelli, la poltrona a schienale basculante, le due versioni della Grand Confort e la chaise longue, numerandoli da LC1 a LC4. È il nucleo della collezione che dal 1973 si chiama Cassina I Maestri, curata allora da Filippo Alison e dedicata alle riedizioni dei grandi architetti del Novecento, come raccontiamo nella nostra storia di Cassina e delle sue icone.

Il Victoria and Albert Museum annota un dettaglio da tenere presente: le versioni prodotte dalla fine degli anni Cinquanta sono costruite in modo diverso dagli originali Thonet e non ne riproducono esattamente l’aspetto. La LC4 di oggi è dunque una riedizione autorizzata, fedele al progetto ma adeguata ai processi industriali. Nel 2025 Cassina ha celebrato i sessant’anni di produzione della collezione LC con una serie a tempo limitato.

Materiali e varianti della chaise longue LC4

La LC4 si riconosce per la combinazione di telaio in acciaio cromato lucido, base nera e materasso in pelle o in pelle con pelo, ma nel tempo sono nate varianti di finitura e di materiale. La struttura resta sempre la stessa, cambiano rivestimenti e colori.

Due chaise longue LC4 Noire Cassina con rivestimenti differenti
4 Chaise longue a reglage continu, Noire, Cassina: due versioni del rivestimento.

Il rivestimento più riconoscibile è la pelle con pelo, descritta come cavallino per l’esemplare storico Thonet del Victoria and Albert Museum. Accanto a questo il catalogo attuale propone diverse qualità di pelle, dalla pelle Extra alle pelli naturali; il poggiatesta è un rullo coordinato. La versione durable, secondo la scheda dell’azienda, usa imbottiture in fibra di poliestere riciclato e un fissaggio interno a strappo che rende più semplice smontare e separare i materiali.

Per l’anniversario dei sessant’anni la culla è stata proposta in acciaio verniciato lucido rosso, blu o verde, abbinata a un materasso in cuoio autoportante di tonalità coordinata. Il colore sulla struttura non è un capriccio recente: a nostro avviso richiama la policromia che Le Corbusier usava nelle sue case, dove le pareti colorate servivano a costruire lo spazio. Nei progetti che raccontiamo la versione classica in pelle con pelo bianca e nera resta comunque la più scelta, perché dialoga con la pelle e il legno senza imporsi.

Dove sta meglio una LC4

Con i suoi circa 160 cm di lunghezza la chaise longue chiede spazio intorno, in un angolo lettura o in uno studio. Abbiamo notato che rende di più dove si vede di profilo, perché è la linea della culla a raccontare il progetto. Per un confronto con altre sedute d’autore, rimandiamo alla nostra selezione di poltrone iconiche di design.

Come riconoscere una LC4 originale

Una LC4 di produzione autorizzata Cassina porta incisi sulla struttura il marchio Cassina I Maestri, la firma degli autori e un numero di produzione progressivo, ed è accompagnata da un certificato. Lo indica il catalogo della collezione LC dell’azienda, che specifica anche che i diritti sui disegni sono tutelati dalla Fondation Le Corbusier. Questi identificativi vanno confrontati con documenti di provenienza attendibili: da soli non sono una prova sufficiente di autenticità.

La chaise longue è fra gli arredi più copiati al mondo: oltre ai marchi, parlano la qualità di saldature e cromatura, la finitura del telaio, la consistenza della pelle. Nel mercato del vintage vanno poi distinti tre casi: gli esemplari Thonet degli anni Trenta, rari e ormai da museo; le produzioni svizzere e le riedizioni promosse da Heidi Weber dal 1959; le produzioni Cassina, dal 1964 a oggi. Per un pezzo d’epoca conviene chiedere la documentazione di provenienza e, nel dubbio, il parere di un perito specializzato in design del Novecento.

Perché la chaise longue di Le Corbusier resta un’icona

La chaise longue di Le Corbusier resta un’icona perché risolve un problema funzionale, il riposo in posizioni diverse, con un’unica idea strutturale, senza meccanismi e senza ornamento. È un manifesto del Movimento Moderno che si può usare ogni giorno.

C’è la chiarezza del disegno, una curva e un appoggio. C’è il rapporto con il corpo, lo stesso che Le Corbusier approfondirà negli anni Quaranta con il Modulor, il sistema di misure basato sulla statura umana. E c’è la capacità di attraversare contesti diversi, dalla villa razionalista all’appartamento di oggi, come accade alle opere raccolte nella nostra guida ai maestri dell’architettura del Novecento.

Infine c’è la storia della sua attribuzione. Per molti anni la chaise longue è stata “la chaise longue di Le Corbusier”; oggi musei e fondazioni riportano i tre nomi, e la mostra monografica che il Design Museum di Londra ha dedicato a Perriand nel 2021 ha riportato al centro il suo contributo. Guardare la LC4 significa anche leggere come si scrive la storia del design.

La scheda della Fondation Le Corbusier sulla chaise longue del 1928 e la scheda del MoMA sull’esemplare Thonet, donato nel 1950 da Thonet Industries, sono i due riferimenti da cui partire per chi vuole approfondire.

Domande frequenti sulla chaise longue LC4

Chi ha disegnato la chaise longue LC4?

La LC4 è stata progettata nel 1928 da Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand nell’atelier parigino di rue de Sèvres. La Fondation Le Corbusier, il MoMA e il Victoria and Albert Museum la attribuiscono a tutti e tre. Il Centre Pompidou riconosce a Perriand, responsabile degli arredi dello studio, l’invenzione del sistema di regolazione continua che la rende unica.

Perché si chiama LC4?

La sigla LC4 viene dal catalogo Cassina, che ha numerato da LC1 a LC4 i primi quattro mobili di Le Corbusier, Jeanneret e Perriand in relazione alla loro produzione dalla metà degli anni Sessanta. Il nome originale è chaise longue à réglage continu, cioè a regolazione continua; nel catalogo Thonet del 1930 era il modello B306. Oggi Cassina la presenta come 4 Chaise longue à réglage continu.

Quando è stata presentata per la prima volta?

La chaise longue è stata presentata al Salon d’Automne di Parigi nel 1929, nell’allestimento “Équipement intérieur d’une habitation” firmato dai tre progettisti. Lo stand, a doppia altezza, mostrava un alloggio attrezzato con mobili in tubolare cromato, tavoli in vetro e contenitori modulari. Dal 1930 la produsse Thonet, con risultati commerciali modesti.

Come si regola l’inclinazione della LC4?

La LC4 non ha meccanismi. La culla in tubolare d’acciaio curvo appoggia su due traversi della base rivestiti di gomma: basta farla scorrere per cambiare il punto di contatto e quindi l’inclinazione, dalla posizione semiseduta a quella con le gambe sollevate. L’attrito tiene la posizione. Secondo la Fondation Le Corbusier può fare anche da sedia a dondolo.

Come si riconosce una LC4 originale?

Le LC4 prodotte da Cassina riportano incisi sulla struttura il logo Cassina I Maestri, la firma degli autori e un numero di produzione, e sono accompagnate da un certificato. Contano anche la qualità di cromatura e saldature e le caratteristiche della pelle, ma nessuno di questi elementi, preso da solo, garantisce l’autenticità. Per pezzi d’epoca, precedenti a Cassina, servono documenti di provenienza e il parere di un esperto.

Quali musei conservano la chaise longue di Le Corbusier?

Il Museum of Modern Art di New York conserva un esemplare prodotto da Thonet Frères, donato da Thonet Industries e registrato con il numero 223.1950. Il Victoria and Albert Museum di Londra ne possiede uno di Gebrüder Thonet del 1928-1929, con rivestimento in cavallino. Anche il Centre Pompidou di Parigi le dedica una scheda nel dossier su Charlotte Perriand.

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