Grande Moschea di Touba: mille metri di ferro battuto italiano per la nuova soglia tra città e luogo sacro

Gonzato Group realizzerà la nuova recinzione monumentale della Grande Moschea di Touba, in Senegal, su progetto dello studio One Works: un perimetro di oltre un chilometro pensato per aprirsi alla città durante il Grand Magal.

Gonzato Group realizzerà la nuova recinzione monumentale della Grande Moschea di Touba, in Senegal, su progetto dello studio One Works: un perimetro di oltre un chilometro pensato per aprirsi alla città durante il Grand Magal.

La Grande Moschea di Touba avrà una nuova cinta perimetrale in ferro battuto, progettata dallo studio One Works e realizzata da Gonzato Group, il gruppo vicentino con sede a Malo che lavora il metallo per l’architettura con i marchi Arteferro, IAM Design e GoTo Urban. La commessa è stata acquisita da Gonzato Project, società del gruppo responsabile della realizzazione, al termine di un percorso di selezione durato circa due anni e mezzo. L’intervento riguarda oltre mille metri di recinzione monumentale e cambia il modo in cui il più grande complesso religioso dell’Africa subsahariana si rapporta con la città che lo circonda.

Perché a Touba il confine della moschea è una questione urbanistica

Touba è stata fondata nel 1887 da Cheikh Ahmadou Bamba, fondatore della confraternita sufi dei Mouridi, ed è oggi il secondo polo urbano del Senegal. La moschea, voluta da Bamba e costruita sotto la guida del figlio e successore Mamadou Moustapha Mbacké, ha visto completare le fondamenta nel 1932 ed è stata inaugurata nel 1963: custodisce la tomba del fondatore, conta sette minareti, tra cui il minareto centrale chiamato Lamp Fall, ed è la meta del Grand Magal, il pellegrinaggio annuale che il comunicato indica come il secondo al mondo per affluenza dopo quello della Mecca.

Vista aerea della Grande Moschea di Touba e del piazzale con i fedeli
La Grande Moschea di Touba vista dall’alto: il perimetro della nuova recinzione monumentale, alta circa 2,50 metri, accompagnerà i piazzali del complesso. Immagine courtesy Gonzato Group

Una città con un’alta densità di popolazione stanziale e flussi di pellegrini che in pochi giorni si moltiplicano chiede infrastrutture capaci di gestire entrambe le condizioni, e il perimetro del sito sacro è uno dei punti in cui questa doppia esigenza si concentra.

Da barriera a soglia: il progetto di One Works

Oggi il confine della moschea è una demarcazione rigida, fatta di inferriate metalliche standard e setti in muratura. Il progetto, nell’aggiornamento confermato per il 2026, rovescia questa impostazione e legge la recinzione come uno spazio di transizione: continua a definire e proteggere il luogo, ma non separa più in modo netto la moschea dalla città. Oltre ai cancelli principali sui quattro fronti, il disegno integra numerosi varchi che, chiusi, si confondono con la continuità della struttura fino quasi a scomparire e, aperti, aumentano sensibilmente la capacità di accesso nei giorni del Grand Magal, quando il perimetro si apre verso la città e il passaggio tra spazio urbano e spazio religioso diventa più graduale.

Render della nuova recinzione monumentale della Grande Moschea di Touba al tramonto
Uno dei render del progetto approvato per la nuova recinzione della Grande Moschea di Touba. Immagine courtesy Gonzato Group

Abbiamo trovato particolarmente interessante una scelta che non riguarda l’estetica ma l’idraulica del sito. Il progetto elimina il muro di base della recinzione esistente, che non era solo una barriera visiva tra la moschea e la città, ma anche un ostacolo al deflusso delle acque meteoriche: durante la stagione delle piogge contribuiva alla formazione di importanti ristagni nei piazzali. Togliere quel basamento significa rendere il confine più permeabile allo sguardo, alle persone e all’acqua.

I numeri della recinzione: moduli, pannelli e colonne

La recinzione si sviluppa per oltre mille metri lineari con un’altezza di circa 2,50 metri ed è scandita da circa 120 moduli da 7,90 metri, 480 pannelli da 1,80 metri e 240 colonne monumentali. Ogni componente è in ferro battuto ed è stato disegnato specificamente per Touba: non si tratta dell’adattamento di un prodotto a catalogo, ma di un sistema interamente su misura in cui disegno, proporzioni, dettagli decorativi, modalità costruttive e processi produttivi sono studiati come parti di un unico insieme. Di notte i pilastri diventano anche infrastruttura luminosa, perché sono ingegnerizzati per ospitare sorgenti integrate che proiettano fasci di luce sottili verso il percorso pedonale esterno alla recinzione.

Vista notturna dall'alto della Grande Moschea di Touba illuminata al centro della città
La Grande Moschea di Touba di notte, al centro della trama urbana: la nuova recinzione monumentale si svilupperà per oltre mille metri lungo il perimetro del complesso. Immagine courtesy Gonzato Group

La sfida tecnica, come la descrive Davide Gonzato, amministratore delegato di Gonzato Project, sta nel tenere insieme due scale: «realizzare un chilometro di ferro battuto mantenendo, in ogni singolo elemento, la qualità e l’identità di un manufatto realizzato su misura. Una scala industriale, quindi, senza rinunciare all’unicità dell’opera artigianale».

Durabilità in un clima severo e un cantiere di due anni

La Grande Moschea di Touba è pensata come un’opera destinata a durare oltre la normale vita utile di un edificio, e la recinzione deve rispondere alla stessa ambizione confrontandosi con le condizioni climatiche del sito, tra stagione secca e stagione delle piogge. Per questo il progetto affianca alla ricerca formale e alla tradizione del ferro battuto l’ingegnerizzazione dei componenti, la capacità produttiva industriale e lo studio di sistemi protettivi ad alte prestazioni, con un’attenzione dichiarata alla qualità delle finiture e soprattutto alla durabilità.

La realizzazione durerà circa due anni e procederà per fasi successive di progettazione esecutiva, campionatura e validazione, produzione e posa in opera, coordinate con l’avanzamento complessivo dei lavori sulla moschea. Il complesso è infatti al centro di un più ampio intervento di ristrutturazione e ampliamento, avviato con la posa della prima pietra il 19 marzo 2026 e affidato, secondo il quotidiano senegalese Le Soleil, a Eiffage Sénégal.

I minareti della Grande Moschea di Touba tra le palme
La Grande Moschea di Touba, cuore spirituale della città e luogo di riferimento per la comunità mouride. Immagine courtesy Gonzato Group

«Ricevere la fiducia per intervenire su un luogo di così straordinaria importanza spirituale rappresenta per noi un grande onore e una grande responsabilità», afferma Davide Gonzato, che legge l’incarico come un contributo alla protezione e alla valorizzazione della moschea e del suo rapporto con la città. È questo il punto che rende il progetto rilevante anche per chi si occupa di architettura in Italia: la recinzione di un luogo di culto smette di essere un elemento di servizio e diventa un dispositivo urbano, che regola flussi, acqua e luce e che, nello stesso tempo, porta la lavorazione del ferro battuto su una scala raramente vista.

Pubblicità e collaborazioni con Archi&Interiors

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