Vetrine di Natale 2026: le più belle del mondo, da Parigi a New York, come progetti di set design

Le vetrine di Natale più belle del mondo raccontate come progetti di set design: Galeries Lafayette e Printemps a Parigi, Selfridges e Harrods a Londra, Saks e Bergdorf Goodman a New York, la Rinascente a Milano. Architetture, autori e date 2026.

Una vetrina di Natale ben fatta è un teatro largo due metri e profondo uno: chi la progetta lavora come uno scenografo, con un anno di tempo e lo spazio di un passo sul marciapiede per convincere chi passa a fermarsi.

Le vetrine di Natale dei grandi magazzini storici sono una delle poche forme di architettura effimera che ogni anno milioni di persone vanno a vedere apposta. A Parigi le Galeries Lafayette svelano le loro giovedì 12 novembre 2026, con un progetto affidato a Jean-Charles de Castelbajac; a Londra, New York e Milano l’inaugurazione arriva di norma tra novembre e i primi di dicembre. Da Haussmann a Fifth Avenue, il rito è lo stesso da oltre un secolo: una facciata si trasforma in palcoscenico e la strada diventa platea.

La redazione le guarda con occhi da progettista, perché è questo che sono: set design applicato alla città. Dietro ogni vetrina ci sono un soggetto, una scala, una regia della luce, un ritmo che accompagna il passo del pubblico lungo il marciapiede. Quando il progetto funziona, l’architettura dell’edificio fa da cornice e la vetrina diventa il quadro.

Perché le vetrine di Natale sono un progetto di set design?

Perché ne hanno tutti gli strumenti: un boccascena fisso, un pubblico in movimento e una storia da raccontare in pochi secondi. La tradizione moderna nasce a Parigi nel 1909, quando il Bon Marché presentò la prima vetrina animata, ideata con il costruttore di automi Gaston Decamps e dedicata alla spedizione di Robert Peary al Polo Nord. Da allora la vetrina natalizia è diventata una macchina scenica, con meccanismi, figure in movimento e suono.

La facciata del Bon Marché di Parigi decorata per il Natale
Il Bon Marché di Parigi a Natale. Foto François Rejeté, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

Oggi, come raccontano le stesse Galeries Lafayette, una vetrina di Natale richiede un anno intero di lavoro, dall’idea al modello, dalla produzione all’installazione, e mette insieme burattinai, ingegneri, illustratori, scultori, sound designer e motion designer. È esattamente la squadra di un allestimento teatrale, compressa dietro una lastra di vetro.

Quali sono le vetrine di Natale più belle di Parigi?

Le più celebri sono quelle del boulevard Haussmann, dove le Galeries Lafayette e il Printemps si fronteggiano da oltre un secolo in una gara di automi, luci e scenografie. Le Galeries Lafayette hanno costruito le loro vetrine fin dai primi del Novecento, per volontà dei fondatori Théophile Bader e Alphonse Kahn, e le producono ancora internamente.

Il vero fuoco del Natale, però, è all’interno: la cupola del 1912 progettata da Ferdinand Chanut, con le vetrate del maestro vetraio Jacques Gruber e i ferri battuti di Louis Majorelle ed Edouard Schenck, in un linguaggio che fonde Art Nouveau e gusto neobizantino. Sotto quella cupola, ogni anno, sale l’albero di Natale, ed è uno dei rari casi in cui un allestimento temporaneo dialoga alla pari con un’architettura storica. Per il 2026 vetrine e decorazioni sono firmate da Jean-Charles de Castelbajac, con il titolo Au cœur de Noël.

Il Printemps Haussmann, accanto, è un’altra lezione di architettura commerciale: progettato da Paul Sédille, aperto nel 1865 e ricostruito dopo l’incendio del 1881, è monumento storico dal 1992. Le sue vetrine natalizie si inaugurano di solito nei primi giorni di novembre e sono tra le più ricche di personaggi animati, con una cura del dettaglio che merita di essere guardata da vicino.

Perché le vetrine di Natale di Londra sono diverse?

Perché a Londra la vetrina è nata come strumento di spettacolo prima ancora che di vendita. Selfridges aprì su Oxford Street il 15 marzo 1909, nell’edificio progettato da Daniel Burnham, con il fronte disegnato da Francis Swales: una sequenza di colonne ioniche che nasconde la struttura in acciaio e incornicia 27 vetrine sulla strada. Secondo la storia ufficiale dell’azienda, furono le prime vetrine di un grande magazzino illuminate anche di notte, e attiravano folle a ogni ora.

La facciata di Selfridges su Oxford Street con le colonne ioniche e le vetrine
Selfridges su Oxford Street, progetto di Daniel Burnham. Foto Arild Vågen, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Harry Gordon Selfridge, che i contemporanei chiamavano lo showman dello shopping, aveva capito che una facciata può essere un palinsesto. Ancora oggi le vetrine di Natale di Oxford Street sono tra le più teatrali d’Europa, spesso costruite come un racconto a episodi che si legge camminando da un’estremità all’altra dell’edificio.

Harrods, a Knightsbridge, gioca invece la carta dell’architettura. L’edificio di C. W. Stephens, costruito dal 1894 al 1905 e tutelato come Grade II*, è una facciata che di sera, con migliaia di lampadine sul profilo, diventa essa stessa una decorazione natalizia. Le vetrine qui sono gioielli dentro uno scrigno: più contenute, più preziose, pensate per una clientela che arriva da tutto il mondo.

Quali sono le vetrine di Natale più famose di New York?

Le più famose sono quelle di Fifth Avenue, e in particolare di Saks Fifth Avenue e di Bergdorf Goodman. Il flagship di Saks al 611 di Fifth Avenue, progettato da Starrett & van Vleck e aperto nel 1924, è un edificio tutelato dal 1984 che sta proprio davanti al Rockefeller Center. Per circa vent’anni la sua facciata è stata lo schermo di uno spettacolo di luci natalizie; sospeso nel 2024, è tornato nel 2025, a conferma di quanto quel rito sia ormai parte della città.

Bergdorf Goodman è il caso più raffinato. L’edificio di Buchman & Kahn, inaugurato nel 1928 sul sito della dimora di Cornelius Vanderbilt II, è rivestito di marmo bianco e ha 35 vetrine al piano terra. Dal 1996 il loro progetto è legato al nome di David Hoey e a una squadra di oltre cento persone: le vetrine sono vere stanze scenografiche, quasi installazioni d’arte, dove la moda è un pretesto e il vero protagonista è il mestiere.

L'edificio di Bergdorf Goodman su Fifth Avenue a New York
Bergdorf Goodman su Fifth Avenue, progetto di Buchman e Kahn. Foto PortableNYCTours, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Com’è la vetrina di Natale della Rinascente a Milano?

La Rinascente di piazza Duomo è il grande magazzino italiano con la storia di design più ricca, e le sue vetrine di Natale vanno lette dentro quella storia. Il nome lo scelse Gabriele D’Annunzio nel 1917; il magazzino bruciò la notte di Natale del 1918, pochi giorni prima dell’inaugurazione, e fu raso al suolo dai bombardamenti del 1943. Riaprì il 4 dicembre 1950 con la facciata di Ferdinando Reggiori e vetrine, ingressi e interni di Carlo Pagani.

Da quella ricostruzione è passata buona parte della cultura del progetto milanese. Nel 1954 la Rinascente istituì il Compasso d’Oro, ideato da Gio Ponti, Livio Castiglioni e Alberto Rosselli, e nel 1957 un giovane Giorgio Armani vi lavorava come vetrinista. A Natale le vetrine affacciate su piazza Duomo, a pochi passi dalla Galleria, diventano un palcoscenico: il più importante d’Italia, e la redazione consiglia di visitarlo insieme ai mercatini di Natale di Milano. Per la storia degli altri grandi magazzini rimandiamo alla nostra guida ai department store iconici.

Che cosa rende una vetrina di Natale architettura effimera?

La rende architettura il fatto di essere progettata per un luogo, una durata e un pubblico precisi, esattamente come un padiglione. Le vetrine migliori lavorano su tre registri: la scala, che passa dal dettaglio artigianale alla visione d’insieme dal marciapiede opposto; la luce, che deve funzionare nel buio delle cinque di pomeriggio; il ritmo, cioè la sequenza di scene che accompagna chi cammina.

Sono le stesse regole che servono in casa, in piccolo. Una sola fonte di luce ben posizionata vale più di dieci catene accese, come spieghiamo nella guida alle luci di Natale in casa, e un albero diventa memorabile quando dialoga con lo spazio che lo contiene, come insegnano gli alberi di Natale più belli del mondo. Guardare le vetrine con questa attenzione è il modo migliore per portarsi a casa qualcosa di più di una foto.

Domande frequenti sulle vetrine di Natale

Quali sono le vetrine di Natale più belle del mondo?

Le più celebri sono quelle delle Galeries Lafayette e del Printemps a Parigi, di Selfridges e Harrods a Londra, di Saks Fifth Avenue e Bergdorf Goodman a New York. In Italia il riferimento è la Rinascente di piazza Duomo a Milano.

Quando si inaugurano le vetrine di Natale delle Galeries Lafayette 2026?

Le vetrine del boulevard Haussmann firmate da Jean-Charles de Castelbajac vengono svelate giovedì 12 novembre 2026.

Quando sono nate le vetrine di Natale animate?

La prima vetrina animata fu presentata dal Bon Marché di Parigi nel 1909, con gli automi di Gaston Decamps dedicati alla spedizione di Robert Peary al Polo Nord.

Quanto tempo serve per progettare una vetrina di Natale?

Nei grandi magazzini come le Galeries Lafayette serve circa un anno, dall’idea iniziale al modello, fino alla produzione e all’installazione.

Dove vedere le vetrine di Natale in Italia?

Il riferimento è la Rinascente in piazza Duomo a Milano, le cui vetrine affacciano sul Duomo, a pochi passi dalla Galleria Vittorio Emanuele II.

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