Quooker, Paolo Magri: «Progettare meglio l’acqua significa progettare meglio il modo in cui abitiamo»

Paolo Magri racconta la visione di Quooker Italia: acqua bollente, cucina contemporanea, sostenibilità, sicurezza e dialogo con architetti e interior designer.

Che cosa cambia quando il rubinetto smette di essere soltanto un elemento tecnico e diventa un sistema capace di trasformare il modo in cui viviamo l’acqua in cucina? È da questa domanda che prende forma la conversazione di Archi&Interiors con Paolo Magri, Amministratore Delegato di Quooker Italia.

Il percorso di Quooker nasce da un’intuizione semplice e radicale: portare l’acqua bollente direttamente dal rubinetto. Oggi quella visione si è ampliata in un sistema che integra acqua bollente a 100°C, acqua naturale e frizzante, refrigerata e filtrata, trasformando la cucina in un luogo più efficiente, ordinato e consapevole.

Con l’apertura del Quooker Gallery Milano, primo showroom italiano del brand in Via Durini, la tecnologia diventa anche esperienza, relazione e cultura del progetto: un tema centrale per architetti e interior designer chiamati a immaginare cucine sempre più integrate, essenziali e attente alla qualità dei gesti quotidiani.

Abbiamo parlato di innovazione invisibile, sostenibilità concreta, sicurezza, rapporto con i progettisti e futuro della cucina contemporanea. Ma soprattutto di un’idea: progettare meglio l’acqua significa progettare meglio il modo in cui abitiamo.

In breve

  • Protagonista: Paolo Magri, Amministratore Delegato di Quooker Italia.
  • Tema: l’acqua come elemento progettuale della cucina contemporanea.
  • Focus: Quooker Gallery Milano, sostenibilità quotidiana, sicurezza e dialogo con architetti e interior designer.

Intervista a Paolo Magri, Quooker Italia: acqua, design e nuova cultura della cucina

Quooker nasce da un’intuizione radicale nella sua semplicità: portare l’acqua bollente direttamente dal rubinetto. Oggi, però, il brand racconta molto più di una funzione. Racconta un nuovo rapporto con il tempo, con lo spazio cucina e con i gesti quotidiani. Da dove parte, secondo lei, la forza più attuale della visione Quooker?

La forza della visione di Quooker nasce dalla capacità di osservare ciò che spesso diamo per scontato e di chiedersi se possa essere ripensato. Molte delle innovazioni più significative non nascono dall’aggiungere qualcosa di nuovo, ma dal mettere in discussione abitudini consolidate. Nel caso di Quooker, il punto di partenza è stato un gesto semplice e quotidiano: utilizzare l’acqua in cucina. Da questa osservazione è nata una nuova prospettiva, capace di trasformare un’azione automatica in un’esperienza più immediata, efficiente e consapevole.

È questa la direzione in cui si muove Quooker: sviluppare soluzioni che non cercano di attirare l’attenzione, ma di entrare in armonia con l’architettura dello spazio. La tecnologia diventa quasi invisibile, lasciando emergere ciò che conta davvero: il progetto, i materiali, le persone e i gesti che ogni giorno danno vita agli ambienti. Per architetti e interior designer questo significa avere a disposizione non soltanto un prodotto, ma uno strumento progettuale capace di dialogare con linguaggi diversi, rispettando la visione complessiva dello spazio e valorizzando le scelte progettuali alla base di ogni ambiente.

In un mercato in cui l’innovazione viene spesso associata alla complessità, Quooker sceglie una direzione diversa: progettare soluzioni capaci di semplificare l’esperienza quotidiana senza rinunciare alla qualità, alla sostenibilità e alla cura del dettaglio. Per noi la semplicità non è un punto di partenza, ma il risultato di un processo progettuale profondo: significa eliminare ciò che è superfluo per lasciare spazio a ciò che ha davvero valore. È questa ricerca di equilibrio tra tecnologia, funzionalità e naturalezza a definire il nostro modo di innovare. Una semplicità solo apparente, perché nasce da una grande attenzione alla progettazione.

Rendere un gesto quotidiano più naturale, più immediato e più efficiente richiede, in realtà, un grande lavoro di innovazione, ed è proprio questa capacità di migliorare l’esperienza senza modificarne la spontaneità a rappresentare la firma più riconoscibile di Quooker.

Rubinetti Quooker in esposizione nello showroom

Negli ultimi anni la cucina è diventata uno degli ambienti più complessi della casa: non più solo spazio operativo, ma luogo di relazione, benessere, tecnologia, estetica e progettazione. In questo scenario, che ruolo può avere un sistema come Quooker nel ridefinire il modo in cui viviamo la cucina?

La cucina oggi sta vivendo una delle trasformazioni più profonde degli ultimi anni: da semplice spazio funzionale a vero cuore emotivo della casa, un ambiente che riflette il modo in cui viviamo, ci relazioniamo e abitiamo la casa. Questo cambiamento richiede un nuovo approccio anche nella progettazione degli elementi che la compongono, che oggi non sono più chiamati soltanto a svolgere una funzione, ma a contribuire alla qualità complessiva dell’esperienza domestica. Fin dall’inizio non abbiamo sviluppato un semplice prodotto, ma abbiamo introdotto una nuova categoria, ridefinendo il ruolo del rubinetto all’interno della cucina contemporanea.

Quooker ha trasformato un elemento tradizionalmente considerato accessorio in un elettrodomestico capace di dialogare con le nuove esigenze dell’abitare, concentrando in un unico punto funzioni diverse e anticipando un’evoluzione che oggi appare sempre più naturale. Oggi Quooker risponde alle esigenze di un ambiente che richiede efficienza, essenzialità e massima integrazione progettuale. Per architetti e interior designer questo significa poter contare su una soluzione che semplifica l’organizzazione dello spazio, riduce la presenza di elettrodomestici dedicati e contribuisce a un’estetica più pulita e coerente.

Significa, soprattutto, poter progettare cucine in cui innovazione e design non competono per attirare l’attenzione, ma lavorano insieme per valorizzare l’esperienza di chi le vive. Il gesto rimane semplice e immediato, ma dietro questa semplicità c’è un sistema progettato per concentrare più funzioni in un unico elemento e migliorare il modo in cui viviamo la cucina. È proprio questo il ruolo della tecnologia secondo Quooker: non aggiungere complessità alla cucina, ma eliminarla. Racchiudere più possibilità in un unico punto di utilizzo significa rendere l’ambiente più efficiente, più ordinato e più coerente con il modo in cui oggi viviamo questo spazio.

Crediamo, infatti, che la vera innovazione sia quella che entra nella quotidianità con naturalezza, al punto da far dimenticare la complessità progettuale che rende tutto questo possibile e da diventare parte delle nostre abitudini senza richiedere attenzione.

Rubinetti Quooker esposti in showroom con logo

Spesso la vera tecnologia domestica non è quella che si mostra di più, ma quella che semplifica meglio. Quooker sembra lavorare proprio su questa idea: una tecnologia molto evoluta che non invade lo spazio, ma migliora silenziosamente l’esperienza. È questa, oggi, la nuova direzione della cucina contemporanea?

La cucina contemporanea non cerca più tecnologia da esibire, ma soluzioni capaci di migliorare il modo in cui viviamo gli spazi. È un cambiamento culturale importante: oggi il valore dell’innovazione non si misura dal numero di funzioni che introduce, ma dalla capacità di semplificare l’esperienza quotidiana e di integrarsi nella quotidianità in modo naturale e significativo. È proprio da questa osservazione che nasce Quooker. Abbiamo introdotto una nuova categoria perché abbiamo osservato un gesto universale, quello di utilizzare l’acqua in cucina, e abbiamo immaginato un modo completamente diverso di viverlo.

Il risultato è un sistema che riunisce diverse funzioni in un unico elemento, trasformando un gesto semplice in un’esperienza più evoluta senza renderla più complessa. Oggi il progetto cucina richiede un equilibrio sempre più sofisticato tra estetica, funzionalità e tecnologia. In questo scenario, la tecnologia più riuscita è quella che si integra nell’architettura senza interromperne il linguaggio, lasciando che siano il progetto e l’esperienza delle persone a rimanere al centro.

Per Quooker innovare significa proprio questo: sviluppare soluzioni capaci di ridurre la complessità, valorizzare lo spazio e offrire ad architetti e interior designer nuovi strumenti per progettare ambienti più efficienti, coerenti e naturali da vivere. La vera evoluzione della cucina contemporanea non è quindi aggiungere tecnologia, ma progettare soluzioni capaci di migliorare l’esperienza dello spazio senza modificarne l’equilibrio.

Il Quooker Gallery Milano e il dialogo con il progetto

Durante la Design Week avete aperto il Quooker Gallery, il primo showroom italiano del brand, in Via Durini 17, Galleria Strasburgo, a Milano. Che cosa rappresenta questa apertura per Quooker Italia: un punto vendita, uno spazio esperienziale o un nuovo luogo di relazione con il mondo del progetto?

L’apertura del Quooker Gallery rappresenta un passaggio importante per Quooker perché nasce con un obiettivo che va oltre il concetto tradizionale di showroom. Non è semplicemente un punto in cui presentare un prodotto, ma uno spazio pensato per raccontare una visione, creare connessioni e sviluppare un dialogo diretto con il mondo della progettazione. Abbiamo scelto Milano e, in particolare, Via Durini, un indirizzo profondamente legato al design e all’architettura, perché rappresenta il contesto naturale in cui esprimere il nostro approccio: un luogo in cui tecnologia, estetica e cultura del progetto convivono e si influenzano reciprocamente.

Ma vuole essere anche un luogo di relazione: uno spazio aperto allo scambio di idee, alla condivisione di competenze e alla costruzione di nuove connessioni con il mondo del progetto. Crediamo infatti che il valore di un brand come Quooker non si esprima soltanto attraverso il prodotto, ma attraverso la capacità di dialogare con chi ogni giorno immagina e definisce gli spazi in cui viviamo. Quooker non nasce come un elemento da aggiungere all’ambiente, ma come una soluzione pensata per entrare in sintonia con la visione complessiva dello spazio e contribuire alla qualità del progetto.

Ingresso dello showroom Quooker con insegna luminosa

Via Durini non è una strada qualunque: è uno degli assi simbolici del design milanese, un luogo in cui la cultura dell’abitare incontra architetti, interior designer, aziende e clienti internazionali. Quanto conta, per Quooker, entrare fisicamente in questo contesto?

Essere presenti in Via Durini significa entrare in un contesto che da sempre rappresenta un punto di riferimento per la cultura del progetto. Non è semplicemente una scelta di posizionamento, ma la volontà di essere parte di un luogo in cui architettura, design e innovazione si incontrano quotidianamente. Per Quooker avere una presenza fisica in questo luogo significa creare un punto di incontro diretto con i professionisti che progettano gli spazi, offrendo loro un luogo in cui conoscere il nostro approccio, confrontarsi e approfondire le possibilità progettuali del sistema.

Il design nasce dal dialogo tra visioni, idee, materiali, tecnologie e persone. Essere parte di questo ecosistema ci permette di raccontare Quooker non solo attraverso il prodotto, ma attraverso la filosofia che lo guida: ripensare gesti quotidiani attraverso soluzioni capaci di integrarsi naturalmente nel progetto.

Via Durini rappresenta quindi un passaggio significativo nella crescita di Quooker Italia. Dopo aver ridefinito il ruolo del rubinetto nella cucina contemporanea, oggi vogliamo continuare questo percorso in dialogo con chi interpreta i cambiamenti dell’abitare e contribuisce a definirne nuovi equilibri. Il Quooker Gallery nasce proprio con questo spirito: essere un luogo in cui il prodotto incontra il progetto, la tecnologia incontra la cultura del design e il confronto diventa parte del processo creativo.

Showroom Quooker con rubinetti esposti sul bancone

Il Quooker Gallery nasce come spazio pensato per accogliere architetti, interior designer e clienti finali, ma anche per far vivere un’esperienza diretta con il prodotto. Che cosa cambia quando un sistema tecnologico viene raccontato non attraverso una brochure, ma attraverso una prova reale, un gesto, una conversazione?

Quando un prodotto nasce per migliorare un gesto quotidiano, l’esperienza diretta diventa parte integrante della sua comprensione. Quooker non è una tecnologia che si esaurisce nella descrizione delle sue caratteristiche: il suo valore emerge nel momento in cui viene utilizzato, quando la semplicità del gesto rivela la qualità del progetto che lo rende possibile. Il Quooker Gallery nasce proprio con questo obiettivo: creare uno spazio in cui il prodotto possa essere conosciuto attraverso l’esperienza diretta, il confronto e la possibilità di approfondire il suo ruolo all’interno della progettazione contemporanea.

Per architetti e interior designer significa poter approfondire non solo gli aspetti tecnici del sistema, ma comprenderne il potenziale progettuale, il modo in cui si integra negli ambienti e il valore che può aggiungere a una cucina contemporanea. Perché alcuni valori non possono essere semplicemente raccontati, devono essere percepiti. Una brochure può spiegare una funzione, ma è l’esperienza diretta a raccontare una trasformazione. Provare direttamente Quooker permette di comprendere ciò che ci ha guidato fin dall’inizio: non abbiamo semplicemente sviluppato un rubinetto più evoluto, abbiamo cambiato il rapporto tra le persone e un elemento fondamentale della cucina.

Per questo il Quooker Gallery non è soltanto un luogo espositivo, ma un luogo di relazione e dialogo tra prodotto e progetto. Uno spazio in cui tecnologia, design e persone si incontrano per esplorare nuovi modi di interpretare la cucina contemporanea.

Architetti, interior designer e valore progettuale

Molte innovazioni entrano davvero nelle case solo quando i progettisti le comprendono fino in fondo. Che ruolo avranno architetti e interior designer nello sviluppo di Quooker in Italia?

Architetti e interior designer hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo di Quooker in Italia, perché sono loro a interpretare i cambiamenti dell’abitare e a trasformarli in spazi capaci di rispondere a nuove esigenze, estetiche e funzionali. Un’innovazione diventa realmente parte della vita quotidiana quando entra nella visione di chi progetta gli spazi in cui viviamo. Per Quooker il rapporto con il mondo della progettazione non è quindi solo strategico, ma parte integrante della nostra identità: un confronto essenziale che ci permette di comprendere come evolvono gli ambienti domestici e le esigenze di chi li vive.

Abbiamo creato una nuova categoria di prodotto e, per sua natura, questa evoluzione richiede un dialogo costante con i professionisti che definiscono il futuro della cucina. Il nostro obiettivo è fornire agli architetti e agli interior designer tutti gli strumenti per conoscere, comprendere e integrare il sistema Quooker nei loro progetti, mostrando non solo le sue caratteristiche tecniche, ma soprattutto il valore progettuale che può esprimere all’interno di uno spazio. Un prodotto acquista valore quando viene compreso all’interno di una visione più ampia: non come elemento da aggiungere, ma come parte integrante di un progetto.

Crediamo che il progettista non cerchi semplicemente una soluzione da inserire in un ambiente, ma strumenti capaci di migliorare la qualità dello spazio e l’esperienza di chi lo vive. In questo senso Quooker diventa un elemento progettuale: una tecnologia pensata per concentrare funzioni, semplificare i gesti quotidiani e contribuire a una cucina più ordinata, efficiente e coerente con il progetto. Il futuro di Quooker in Italia passa quindi attraverso una relazione sempre più stretta con il mondo del progetto. Vogliamo essere un interlocutore per chi progetta, offrendo competenza, strumenti e occasioni di confronto per contribuire all’evoluzione degli spazi domestici.

Nel rapporto con i professionisti del progetto, quali sono oggi le richieste più interessanti? Vi chiedono soprattutto integrazione estetica, prestazioni tecniche, sostenibilità, sicurezza, finiture, oppure la possibilità di semplificare l’intero progetto cucina?

Oggi i professionisti del progetto hanno un approccio sempre più evoluto: non cercano una singola caratteristica, ma soluzioni capaci di rispondere a più esigenze contemporaneamente. La vera sfida nella progettazione della cucina contemporanea è trovare il giusto equilibrio tra estetica, funzionalità, tecnologia e qualità dell’esperienza. Per questo le richieste che riceviamo non riguardano un solo aspetto, ma la capacità di integrare diversi valori in un’unica soluzione. Da una parte c’è naturalmente l’attenzione al design: finiture, proporzioni e possibilità di personalizzazione sono elementi fondamentali per inserire il prodotto all’interno di linguaggi progettuali differenti.

Dall’altra c’è l’esigenza di offrire prestazioni elevate, affidabilità e una tecnologia realmente utile nella vita quotidiana. Un tema sempre più centrale è anche la semplificazione del progetto. Architetti e interior designer sono chiamati a progettare ambienti complessi, dove ogni elemento deve avere una funzione precisa e contribuire alla qualità complessiva dello spazio. In questo scenario Quooker offre la possibilità di integrare più funzioni in un unico sistema, riducendo la presenza di apparecchi dedicati e favorendo un approccio progettuale più essenziale, ordinato e coerente.

Accanto al prodotto, però, i professionisti cercano sempre più un partner affidabile capace di accompagnare il progetto nel tempo. Per questo per Quooker l’esperienza non termina con l’installazione: il servizio di assistenza post vendita rappresenta un elemento fondamentale della nostra proposta. Garantire supporto, competenza e continuità significa tutelare il valore del progetto e offrire a progettisti e clienti la tranquillità di poter contare su un sistema evoluto per molti anni.

Anche la sostenibilità si inserisce in questa visione: non riguarda soltanto i consumi o i materiali, ma anche la capacità di creare prodotti durevoli, manutenibili e progettati per accompagnare l’evoluzione della casa nel tempo. In sintesi, dal confronto con i professionisti emerge una richiesta sempre più chiara: soluzioni capaci di unire tecnologia e discrezione, prestazione e qualità estetica, innovazione e affidabilità, non elementi che aggiungono complessità al progetto, ma strumenti che contribuiscono a renderlo più completo e consapevole.

Sostenibilità, spazio e bellezza funzionale

Quooker lavora su un tema molto contemporaneo: eliminare complessità, attese, oggetti superflui, bottiglie, piccoli elettrodomestici e dispersioni. In una casa sempre più progettata al centimetro, quanto conta liberare spazio senza rinunciare alla qualità dell’esperienza?

In una casa contemporanea, dove ogni centimetro è frutto di una scelta progettuale, la capacità di semplificare diventa un elemento di grande valore. Non si tratta semplicemente di liberare spazio, ma di creare ambienti più equilibrati, funzionali e coerenti con il modo in cui oggi viviamo la cucina. Quooker nasce da una riflessione molto precisa: eliminare ciò che è superfluo per valorizzare ciò che è realmente importante. Abbiamo trasformato un elemento già presente nella cucina, il rubinetto, in un sistema evoluto capace di integrare più funzioni, riducendo la necessità di dispositivi aggiuntivi, bottiglie e piccoli elettrodomestici.

Per architetti e interior designer questo significa poter progettare spazi più puliti e liberi, dove la tecnologia non aggiunge complessità, ma contribuisce a definire un ambiente più ordinato e armonico. La semplificazione diventa quindi uno strumento progettuale: permette di preservare l’estetica dello spazio senza rinunciare alle prestazioni e alla qualità dell’esperienza quotidiana. Ma semplificare non significa ridurre, significa progettare meglio. Significa concentrare più valore in un’unica soluzione: innovazione tecnologica, design, affidabilità e servizio.

È un approccio che riflette un cambiamento più ampio nel modo di abitare: oggi non cerchiamo più ambienti pieni di funzioni, ma spazi intelligenti in cui ogni elemento sia pensato per rispondere a un’esigenza reale. È questa la filosofia che guida Quooker: progettare soluzioni capaci di ridurre la complessità della vita quotidiana, migliorando allo stesso tempo la qualità dello spazio in cui viviamo.

Sistema Quooker CUBE installato nel mobile della cucina

Il prodotto Quooker è quasi invisibile nella sua rivoluzione: non occupa la scena come un grande elettrodomestico, non cambia formalmente la cucina, ma ne trasforma in profondità l’uso. È più difficile comunicare un’innovazione che non cerca l’effetto scenico?

In un mondo sempre più ricco di stimoli visivi e di soluzioni che cercano di attirare l’attenzione, Quooker sceglie una strada diversa: puntare sulla semplicità. Non una semplicità intesa come rinuncia, ma come risultato di una progettazione evoluta, capace di concentrare tecnologia, funzionalità e design in un unico elemento. La nostra innovazione non nasce dal desiderio di aggiungere un ulteriore oggetto alla cucina, ma dalla volontà di ripensare un gesto quotidiano rendendolo più intuitivo e naturale. Abbiamo trasformato il rubinetto in un elettrodomestico capace di offrire più possibilità mantenendo una presenza discreta all’interno dello spazio.

Per architetti e interior designer questa rappresenta una prospettiva particolarmente interessante: progettare non significa riempire uno spazio, ma scegliere elementi capaci di valorizzarne l’identità e migliorarne l’esperienza d’uso. In questo senso la semplicità diventa un valore progettuale, perché permette alla cucina di esprimere maggiore equilibrio, ordine e coerenza. Quooker non cerca quindi di occupare la scena, ma di lasciare spazio al progetto, contribuendo alla qualità del modo in cui quello spazio viene vissuto. È questa la nostra idea di innovazione: una tecnologia complessa nella sua progettazione, ma naturale nella sua esperienza quotidiana.

La cucina italiana ha una dimensione culturale molto forte: è memoria, convivialità, rito, materia, famiglia, ma anche ricerca progettuale e performance quotidiana. Come si inserisce Quooker in questa cultura senza apparire come una tecnologia fredda o distante?

La cucina italiana ha sempre avuto un rapporto profondo con il valore del gesto, la cura del dettaglio, il piacere della condivisione e la qualità del tempo trascorso insieme. Per questo una tecnologia applicata alla cucina deve prima di tutto rispettarne la dimensione umana: non deve sostituire l’esperienza, ma valorizzarla rendendola più semplice e naturale. Quooker si inserisce in questa cultura proprio perché nasce da un’esigenza molto concreta e quotidiana. Non abbiamo progettato una tecnologia fine a sé stessa, ma una soluzione pensata per migliorare uno dei gesti più frequenti della cucina: utilizzare l’acqua.

Il nostro obiettivo è stato trasformare un’abitudine senza modificarne la naturalezza, ma rendendola più completa ed efficiente. La tecnologia Quooker rimane discreta, ma il suo impatto è concreto: riduce passaggi, ottimizza il tempo, libera spazio e permette di vivere la cucina con maggiore fluidità. È un approccio che dialoga bene con la tradizione italiana e la cultura italiana del progetto, dove la qualità non è mai solo estetica, ma nasce dall’attenzione verso ogni dettaglio. Per questo non vediamo innovazione e tradizione come elementi contrapposti.

La vera innovazione è quella che si integra nella cultura esistente, rispettandone i valori e contribuendo a evolverli. Quooker entra nella cucina italiana non per cambiarne l’identità, ma per arricchirne l’esperienza quotidiana attraverso una soluzione progettata per il modo contemporaneo di abitare.

Il tema dell’acqua è sempre più centrale nell’abitare contemporaneo: riguarda salute, sostenibilità, consumo, qualità, tempo, comfort e responsabilità. Secondo lei, stiamo iniziando a progettare la cucina anche a partire da un nuovo modo di pensare l’acqua?

Sì, crediamo che il modo in cui pensiamo all’acqua all’interno della cucina stia cambiando profondamente. Per molto tempo è stata considerata un elemento esclusivamente funzionale, legato a un gesto quotidiano quasi automatico. Oggi, invece, cresce la consapevolezza del suo valore: l’acqua è una risorsa preziosa, che richiede un approccio più attento, responsabile e consapevole. La progettazione della cucina contemporanea non può più prescindere da questa evoluzione.

Ogni scelta progettuale deve contribuire a creare ambienti più efficienti, in cui tecnologia e design siano al servizio di un utilizzo più intelligente delle risorse e di una maggiore qualità dell’esperienza quotidiana. Quooker nasce proprio da questa riflessione: ripensare il ruolo dell’acqua all’interno della cucina, trasformando un gesto semplice e quotidiano attraverso un sistema capace di integrare più funzioni in un unico elemento. Avere acqua bollente istantanea a 100°C, acqua naturale e frizzante, refrigerata e filtrata, direttamente dal rubinetto significa ridurre la necessità di dispositivi separati, ottimizzare lo spazio e rendere più immediato e consapevole il modo in cui utilizziamo l’acqua e viviamo questo gesto quotidiano.

Per noi la sostenibilità non riguarda un singolo elemento, ma l’intero ecosistema Quooker. Inizia dalla fase progettuale, con sistemi sviluppati per essere affidabili, durevoli e pensati per accompagnare la vita della cucina nel tempo; prosegue attraverso processi produttivi sempre più attenti e si estende alla gestione del ciclo di vita del prodotto. Anche aspetti come il recupero e il riciclo delle bombole di CO₂ utilizzate nei sistemi per acqua frizzante fanno parte di questa visione: perché la sostenibilità non è un’aggiunta, ma un principio che deve accompagnare ogni fase del progetto.

Crediamo che un approccio realmente sostenibile debba partire dalla progettazione: creare prodotti di qualità significa sviluppare soluzioni destinate a durare, mantenibili nel tempo e capaci di generare valore nel lungo periodo. La sostenibilità non è quindi solo una scelta ambientale, ma un criterio progettuale che influenza il modo in cui immaginiamo gli spazi e gli oggetti che li abitano. In questo senso, il tema dell’acqua diventa parte di una riflessione più ampia sull’abitare contemporaneo: progettare meglio significa utilizzare meglio le risorse.

La cucina del futuro sarà sempre più un ambiente in cui innovazione, design e responsabilità lavorano insieme per creare spazi più consapevoli, efficienti e capaci di adattarsi al modo in cui viviamo.

La sostenibilità, oggi, rischia spesso di restare una parola astratta. Nel caso di Quooker, invece, entra in gesti molto concreti: ridurre bottiglie, sprechi, attese, consumi e oggetti non necessari. Quanto è importante raccontare la sostenibilità non come dichiarazione, ma come abitudine quotidiana?

La sostenibilità ha valore quando riesce a tradursi in comportamenti concreti. Per questo crediamo sia importante non raccontarla soltanto come un principio, ma come un insieme di scelte quotidiane che possono diventare naturali attraverso una progettazione intelligente. Quooker nasce proprio da questa idea: migliorare un gesto quotidiano, quello dell’utilizzo dell’acqua in cucina, rendendolo più efficiente e riducendo ciò che non è necessario. Un sistema integrato permette di limitare il ricorso a bottiglie di plastica, ridurre la presenza di apparecchi aggiuntivi e ottimizzare l’utilizzo dello spazio, offrendo allo stesso tempo una maggiore qualità dell’esperienza.

Ma la sostenibilità per Quooker non si esaurisce nell’utilizzo finale del prodotto. È un approccio che riguarda l’intero ecosistema: dalla progettazione di sistemi affidabili e durevoli, alla possibilità di manutenzione nel tempo, fino alla gestione responsabile dei componenti, come il recupero e il riciclo delle bombole di CO₂. Crediamo che il ruolo della tecnologia oggi sia proprio questo: non aggiungere complessità, ma aiutare le persone a compiere scelte migliori in modo naturale. La sostenibilità più efficace è quella che diventa parte delle abitudini quotidiane, senza richiedere uno sforzo aggiuntivo.

È anche questo uno degli aspetti che rende Quooker particolarmente vicino alla cultura del progetto: progettare bene significa pensare non solo alla forma e alla funzione di un prodotto, ma anche al suo impatto nel tempo e al valore che può generare nella vita di chi lo utilizza.

Nel mondo del design si parla spesso di bellezza, ma meno spesso di efficienza. Eppure una cucina ben progettata è anche una cucina che fa risparmiare tempo, energia e movimento. Quanto conta, per Quooker, questa idea di bellezza funzionale?

Crediamo che un progetto raggiunga il suo massimo valore quando riesce a unire ciò che vediamo con il modo in cui viviamo lo spazio. Una cucina non è solo un insieme di elementi esteticamente coerenti, ma un ambiente costruito attorno a gesti, abitudini e rituali quotidiani. Per questo efficienza e bellezza non sono aspetti separati. La vera qualità progettuale nasce quando la funzione non viene nascosta o aggiunta alla forma, ma diventa parte integrante dell’esperienza estetica.

Un progetto ben riuscito è quello in cui ogni elemento trova una ragione precisa per esistere: occupa lo spazio giusto, svolge la propria funzione e contribuisce all’equilibrio complessivo dell’ambiente. Quooker nasce proprio da questa idea: ripensare un gesto quotidiano per renderlo più immediato, riducendo passaggi, attese e la necessità di elementi aggiuntivi. Integrare più funzioni in un unico sistema significa non solo ottimizzare lo spazio, ma anche creare una cucina più ordinata, coerente e vicina al modo in cui oggi desideriamo vivere l’ambiente domestico.

Per architetti e interior designer questo rappresenta un tema sempre più centrale: progettare non significa soltanto definire una forma, ma dare valore a ogni scelta, creando un equilibrio tra estetica, funzionalità e modo di abitare. La qualità di uno spazio emerge anche da ciò che spesso non si nota immediatamente: dalla capacità di rendere più naturali i gesti quotidiani, eliminando attriti e lasciando più spazio all’esperienza. In questo senso, la vera bellezza funzionale nasce quando la tecnologia non aggiunge complessità, ma lavora in armonia con il progetto, permettendo allo spazio di esprimere pienamente la propria identità.

È una bellezza che non si limita a essere osservata, ma che si rivela nel tempo, attraverso il modo in cui un ambiente viene vissuto ogni giorno.

Sicurezza, estetica e cultura del rubinetto

La sicurezza è uno dei temi più delicati quando si parla di acqua bollente istantanea a 100°C. Come avete lavorato perché un’innovazione così potente fosse percepita anche come domestica, affidabile e adatta alla vita reale?

Quando Quooker è nato, l’idea di avere acqua bollente a 100°C direttamente dal rubinetto poteva sembrare una sfida. Oggi, invece, migliaia di famiglie la considerano un gesto naturale. Questo cambiamento ci insegna una cosa: la fiducia non si costruisce con le promesse, ma con la qualità del progetto. Per noi la sicurezza non è mai stata un requisito da aggiungere, ma il presupposto stesso dell’innovazione.

Se un sistema non è sicuro, semplicemente non è un’innovazione. Per questo ogni soluzione Quooker nasce da un processo di ricerca e test continui, con l’obiettivo di offrire un’esperienza che sia tanto intuitiva quanto affidabile. Ogni dettaglio del sistema, dall’interazione con il rubinetto alla gestione dell’acqua bollente, è progettato per rendere l’utilizzo quotidiano sicuro e naturale. Ma c’è un altro aspetto fondamentale: l’esperienza.

Quando le persone utilizzano Quooker per la prima volta, comprendono immediatamente che dietro la semplicità del gesto esiste un sistema progettato nei minimi dettagli, studiato per trasformare una tecnologia avanzata in un’abitudine quotidiana. Lo stesso vale per i professionisti del progetto. Architetti e interior designer scelgono soluzioni che devono garantire qualità, affidabilità e continuità nel tempo. Per questo, oltre allo sviluppo del prodotto, investiamo costantemente nell’assistenza e nel supporto post vendita, perché crediamo che la fiducia si costruisca attraverso l’intero percorso, dalla progettazione all’utilizzo nel tempo.

In fondo, il nostro obiettivo è sempre stato far sì che le persone potessero utilizzarla ogni giorno con la stessa naturalezza con cui oggi aprono un rubinetto.

Rubinetto Quooker Fusion durante l’erogazione dell’acqua bollente

Il rubinetto, in cucina, è sempre stato un oggetto tecnico. Oggi però diventa sempre più un elemento di design, integrato nel linguaggio dell’ambiente. Come si lavora sull’estetica di un prodotto che deve essere riconoscibile, ma non dominante?

In un’epoca caratterizzata da un eccesso di stimoli visivi e da una crescente attenzione alla qualità degli spazi, crediamo che il design più evoluto sia quello capace di creare equilibrio. Non necessariamente l’oggetto che richiama maggiormente l’attenzione, ma quello che riesce a esprimere identità attraverso una presenza discreta, precisa e coerente. Il rubinetto, oggi, non è più un semplice elemento tecnico della cucina, ma parte integrante del linguaggio progettuale dello spazio. Per questo, nello sviluppo dei sistemi Quooker, l’estetica non viene mai considerata un aspetto separato dalla funzione: forma, materiali, finiture ed ergonomia nascono da un’unica visione progettuale.

La sfida è trovare il giusto equilibrio tra riconoscibilità e integrazione. Un prodotto Quooker deve avere un’identità precisa, riconoscibile nei dettagli e nella qualità costruttiva, ma allo stesso tempo deve dialogare con cucine e ambienti molto diversi senza imporsi sul progetto complessivo. Per questo dedichiamo grande attenzione alla scelta dei materiali, alle finiture e alle proporzioni. Ogni elemento è pensato non solo per definire l’estetica del prodotto, ma per garantire una coerenza nel tempo, indipendente dalle tendenze del momento.

Nel segmento premium, infatti, la qualità percepita nasce sempre più dalla capacità di un prodotto di integrarsi nell’architettura dello spazio e di mantenere il proprio valore nel tempo. Anche l’ergonomia ha un ruolo fondamentale: il design di un prodotto non è solo ciò che vediamo, ma anche ciò che percepiamo nell’utilizzo. Ogni interazione deve essere intuitiva e naturale, fino a rendere immediata l’esperienza d’uso e invisibile la complessità tecnologica che la rende possibile. È questo il principio che guida Quooker: creare un elemento riconoscibile per la sua qualità e innovazione, ma progettato per entrare in relazione con la cucina e valorizzarne l’identità complessiva.

Le finiture, le proporzioni, il dialogo con piani cucina, lavelli, materiali e composizioni sono elementi fondamentali per architetti e interior designer. Quanto è cambiato il modo di progettare il rubinetto rispetto al passato?

La trasformazione del rubinetto è strettamente legata alla trasformazione della cucina stessa. Negli ultimi anni la cucina è passata da semplice spazio funzionale a vero cuore emotivo della casa: un ambiente in cui si condividono momenti, si accolgono persone e si esprime il proprio modo di vivere lo spazio domestico. Questo cambiamento ha modificato anche il modo di progettare ogni elemento che la compone. Il rubinetto, un tempo considerato principalmente un componente tecnico, oggi è diventato parte integrante dell’identità estetica della cucina, un dettaglio capace di contribuire all’equilibrio complessivo del progetto.

Per questo aspetti come finiture, proporzioni, materiali ed ergonomia assumono un ruolo fondamentale. Il rubinetto non viene più pensato come un elemento aggiunto alla fine del progetto, ma come una componente che deve entrare in relazione con il linguaggio complessivo dello spazio fin dalle prime fasi della progettazione. Deve dialogare con il piano cucina, il lavello, le superfici e l’architettura dell’ambiente, integrandosi nel linguaggio progettuale scelto senza interromperne l’armonia.

Nel caso di Quooker, la sfida è stata progettare un sistema tecnologicamente evoluto mantenendo una presenza estetica equilibrata: riconoscibile per qualità, cura dei dettagli e identità, ma mai dominante rispetto allo spazio che lo accoglie. La selezione dei materiali e delle finiture non è quindi una scelta puramente estetica, ma parte di una visione più ampia che riguarda durata, affidabilità e qualità percepita nel tempo. Allo stesso modo, l’ergonomia trasforma la tecnologia in esperienza: la complessità del sistema rimane nascosta dietro un gesto semplice, intuitivo e naturale.

Oggi il valore di un elemento di design non è necessariamente nella sua capacità di attirare l’attenzione, ma nella capacità di integrarsi e migliorare la qualità dello spazio. È questa la direzione verso cui si muove la cucina contemporanea e il principio che guida Quooker: creare soluzioni capaci di unire innovazione, estetica e funzionalità, non come elementi separati, ma come parti di un unico progetto.

Rubinetto Quooker Flex Round Gunmetal in cucina

Identità internazionale e cucina italiana

Quooker ha un’origine olandese e un’identità molto precisa: essenzialità, innovazione, rigore funzionale. Il mercato italiano, invece, ha una relazione molto emotiva e sofisticata con la cucina. Come dialogano queste due culture?

Quooker nasce nei Paesi Bassi da una cultura progettuale fondata su precisione, essenzialità e capacità di trovare soluzioni intelligenti a esigenze concrete. Fin dall’inizio abbiamo avuto un approccio molto preciso: osservare un gesto quotidiano, comprenderne le criticità e sviluppare una soluzione capace di migliorarlo attraverso tecnologia e semplicità. La cultura italiana della cucina aggiunge a questa visione una dimensione altrettanto importante: quella dell’emozione, della convivialità, della cura del dettaglio e della capacità di trasformare uno spazio funzionale in un ambiente ricco di identità, relazione e significato.

Crediamo che queste due sensibilità non siano in contrasto, ma si completino dialogando naturalmente. Da una parte c’è il rigore progettuale olandese, che ricerca soluzioni affidabili, intuitive e destinate a durare nel tempo; dall’altra c’è la cultura italiana del design, che interpreta ogni elemento come parte di un ambiente più ampio, fatto di materiali, proporzioni, atmosfera e identità. È proprio in questo incontro che Quooker trova una particolare affinità con il mercato italiano. La nostra tecnologia non vuole sostituire il valore estetico ed emotivo della cucina, ma inserirsi al suo interno con discrezione, offrendo una soluzione capace di unire prestazione e sensibilità progettuale.

In fondo, la cucina italiana e la filosofia Quooker condividono un principio comune: la ricerca di una qualità che si esprime nei dettagli della vita quotidiana. Per noi innovare significa rendere più semplici i gesti di ogni giorno; per la cultura italiana significa dare a quei gesti un valore più profondo. È in questo equilibrio tra funzione ed emozione che nasce una visione contemporanea della cucina, dove tecnologia e cultura dell’abitare possono convivere in modo naturale.

Oggi molti brand parlano di “smart kitchen”, ma non sempre la tecnologia rende davvero la vita più semplice. Per Quooker, che cosa significa progettare una cucina intelligente?

Per Quooker una cucina intelligente non è una cucina che contiene più tecnologia, ma una cucina in cui la tecnologia è progettata intorno alle persone e ai loro gesti quotidiani. Negli ultimi anni il concetto di “smart kitchen” è stato spesso associato alla possibilità di aggiungere funzioni, dispositivi e connessioni. Noi crediamo invece che l’intelligenza di un progetto si misuri non dalla quantità di tecnologia presente, ma dalla qualità dell’esperienza che riesce a creare. La tecnologia più evoluta è quella che riesce a ridurre passaggi, eliminare complessità e rendere naturali i gesti di ogni giorno.

Quooker nasce proprio da questa filosofia. Abbiamo ripensato un elemento già presente in ogni cucina, il rubinetto, trasformandolo in un sistema capace di integrare più funzioni: acqua bollente istantanea a 100°C, acqua naturale e frizzante, refrigerata e filtrata, senza la necessità di aggiungere ulteriori elettrodomestici o interrompere la continuità del progetto. In questo senso, una cucina intelligente non è uno spazio più tecnologico, ma uno spazio più consapevole: ogni elemento trova il proprio posto, risponde a un’esigenza reale e contribuisce all’equilibrio complessivo dell’ambiente.

Per noi una cucina intelligente è quindi una cucina dove ogni elemento ha una funzione chiara e contribuisce a un’esperienza migliore. È una tecnologia che lavora con discrezione, lasciando spazio alla relazione, alla convivialità e al piacere di vivere l’ambiente. Anche per questo il dialogo con architetti e interior designer è fondamentale: progettare una cucina “smart” significa progettare un equilibrio tra estetica, funzionalità e modo di vivere delle persone. Non si tratta di riempire lo spazio di innovazione, ma di scegliere soluzioni capaci di renderlo più semplice, efficiente e armonioso.

La vera evoluzione della cucina non sarà quindi avere più tecnologia, ma avere una tecnologia capace di comprendere meglio le esigenze di chi abita lo spazio e integrarsi nel progetto senza modificarne l’identità.

Showroom, formazione e cultura del progetto

Il Quooker Gallery potrebbe diventare anche uno spazio di cultura del progetto: incontri, presentazioni, formazione, dialogo con studi e professionisti. È questa una delle direzioni che immaginate per il nuovo showroom milanese?

Sì, questa è sicuramente una delle direzioni che immaginiamo per il Quooker Gallery. Fin dall’inizio non abbiamo pensato a questo spazio come a un semplice luogo espositivo, ma come a un ambiente in cui il progetto possa essere raccontato, approfondito e condiviso attraverso esperienze concrete. Il valore di un’innovazione non nasce solo dalla sua presentazione, ma dalla capacità di creare consapevolezza, confronto e conoscenza intorno al modo in cui può entrare nei progetti.

Per questo il Quooker Gallery vuole essere uno spazio aperto ad architetti, interior designer, studi di progettazione e professionisti del settore, un luogo in cui approfondire temi legati all’evoluzione della cucina, ai nuovi modi di abitare e al ruolo della tecnologia negli spazi contemporanei. Crediamo infatti che alcune soluzioni progettuali acquisiscano pienamente il loro significato quando possono essere osservate nel loro contesto, provate e discusse insieme a chi ogni giorno immagina gli ambienti in cui viviamo. Alcune innovazioni non possono essere raccontate soltanto attraverso immagini o descrizioni tecniche: devono essere vissute, osservate nel loro funzionamento e comprese attraverso il gesto.

Proprio per questa ragione i nostri Q-King Show avranno un ruolo fondamentale nel progetto Quooker Gallery. Saranno momenti in cui architetti, interior designer e professionisti potranno entrare in contatto diretto con il sistema, comprenderne il funzionamento e cogliere il valore di un’innovazione che trova la sua massima espressione non nella complessità tecnologica che la caratterizza, ma nella semplicità dell’esperienza che riesce a creare.

Se dovesse indicare il prodotto o il sistema che oggi racconta meglio l’identità di Quooker, quale sceglierebbe e perché?

Se dovessimo indicare il progetto che oggi racconta meglio l’identità di Quooker, sceglieremmo Villa Quooker. Sarà la nostra nuova sede, ma il suo significato va ben oltre la funzione di ufficio: rappresenta il modo in cui immaginiamo il futuro dell’azienda e il rapporto con le persone che ne fanno parte. Villa Quooker nasce dall’idea di creare un ambiente in cui persone, tecnologia e cultura del progetto possano incontrarsi in modo naturale. Sarà uno spazio pensato per accogliere il team Quooker Italia, ma anche per aprirsi al mondo del progetto attraverso momenti di formazione, confronto e incontro con architetti, interior designer, partner e clienti.

Crediamo infatti che un’azienda non sia definita solo dai prodotti che sviluppa, ma anche dagli ambienti che crea e dalle esperienze che permette di vivere intorno alla propria visione. Per questo Villa Quooker sarà un luogo in cui la nostra tecnologia potrà essere raccontata attraverso l’esperienza diretta, dove il prodotto potrà essere compreso nel suo contesto e dove sarà possibile condividere una visione più ampia della cucina contemporanea. La presenza di aree dedicate alla formazione, agli incontri e al Q-King Show nasce proprio da questa volontà: trasformare la conoscenza del prodotto in esperienza, creando occasioni di dialogo con i professionisti e con tutti coloro che vogliono approfondire il nostro modo di interpretare l’acqua in cucina.

Anche il rapporto con il luogo avrà un ruolo centrale. Villa Quooker sarà immersa in un contesto naturale e progettata per favorire benessere, collaborazione e creatività, perché crediamo che gli spazi in cui lavoriamo influenzino il modo in cui pensiamo, innoviamo e costruiamo relazioni. Per questo Villa Quooker rappresenta forse più di ogni altro progetto l’identità del brand: un punto d’incontro tra la precisione progettuale delle nostre origini olandesi e una visione contemporanea dell’abitare, in cui tecnologia, design, sostenibilità e qualità della vita convivono.

Su questo prodotto o sistema ci piacerebbe raccontare anche ciò che normalmente resta meno visibile: ricerca, test, sicurezza, materiali, sviluppo tecnico, esperienza d’uso. C’è un aspetto del lavoro Quooker che secondo lei meriterebbe di essere raccontato meglio?

Crediamo che uno degli aspetti che meriti di essere raccontato meglio sia tutto il percorso che precede il prodotto finale: quella parte di ricerca, progettazione e verifica che spesso rimane invisibile, ma che determina la qualità dell’esperienza finale. Prima di sviluppare nuove soluzioni partiamo dall’osservazione delle persone: attraverso ricerche sui consumatori analizziamo esigenze, abitudini e aspettative per comprendere come cambiano i comportamenti in cucina e quali siano i bisogni ancora non soddisfatti. Questo approccio ci permette di progettare prodotti che non rispondano solo a una richiesta tecnologica, ma a un modo in continua evoluzione di vivere lo spazio domestico.

Ogni evoluzione del sistema Quooker nasce quindi dall’equilibrio tra innovazione e ascolto. La tecnologia deve avere un valore reale: deve semplificare i gesti quotidiani, migliorare l’esperienza e inserirsi naturalmente nel modo in cui oggi viviamo la cucina. Parallelamente, dedichiamo grande attenzione alla fase di sviluppo e validazione del prodotto. I nostri sistemi vengono sottoposti a numerosi test tecnici e di sicurezza per garantire affidabilità, prestazioni costanti e un utilizzo sereno nel tempo.

Quando si parla di acqua bollente istantanea direttamente dal rubinetto, la sicurezza non può essere un elemento aggiuntivo: è il principio progettuale da cui tutto prende forma. Anche la scelta dei materiali, l’ergonomia e ogni dettaglio costruttivo nascono da questo processo. Ogni componente deve trovare il giusto equilibrio tra prestazione tecnica, durata e qualità dell’interazione con il consumatore. Forse è proprio questo l’aspetto meno visibile di Quooker: dietro la semplicità di un gesto quotidiano c’è un lavoro continuo di ricerca, analisi, test e perfezionamento, necessario per fare in modo che la tecnologia possa quasi scomparire nell’esperienza d’uso.

Per noi innovare significa sviluppare soluzioni capaci non solo di anticipare il futuro, ma di rispondere in modo concreto alle esigenze delle persone di oggi.

Niels e Henri Peteri durante lo sviluppo dei primi sistemi Quooker

Le prospettive di Quooker Italia

Guardando ai prossimi anni, quali saranno le priorità di Quooker Italia: rafforzare il dialogo con i progettisti, ampliare la cultura del prodotto, presidiare gli showroom, lavorare sulla sostenibilità, oppure rendere Quooker sempre più naturale nelle cucine italiane?

Guardando ai prossimi anni, il nostro obiettivo è continuare a costruire una cultura attorno a Quooker, rendendo sempre più chiaro il valore che un sistema come il nostro può portare nella cucina contemporanea. Questo significa innanzitutto rafforzare il dialogo con architetti, interior designer e professionisti del progetto, perché sono loro a interpretare i nuovi modi di abitare e a trasformare le esigenze delle persone in soluzioni concrete. Vogliamo essere sempre più un partner progettuale, non semplicemente un fornitore di prodotto, ma un interlocutore capace di supportare il progettista attraverso conoscenza, formazione e confronto, offrendo strumenti per integrare il sistema all’interno di visioni progettuali diverse.

Parallelamente continueremo a lavorare sulla presenza negli showroom e nei luoghi in cui il progetto cucina prende forma. Quooker è un prodotto che si comprende pienamente attraverso l’esperienza diretta: vederlo, provarlo e comprenderne il funzionamento cambia il modo in cui viene percepito. Un altro tema centrale sarà naturalmente la sostenibilità, intesa come un impegno continuo che riguarda il modo in cui progettiamo, produciamo e accompagniamo il prodotto nel tempo. Crediamo che la responsabilità progettuale passi dalla capacità di creare soluzioni efficienti, affidabili e pensate per durare.

Ma la nostra ambizione più grande è forse quella di rendere Quooker sempre più naturale all’interno delle cucine italiane. Quando una nuova categoria diventa parte della cultura progettuale significa che non deve più essere percepita come qualcosa da aggiungere, ma come una possibilità che fa parte spontaneamente del modo di immaginare lo spazio. È questo il percorso che immaginiamo: rendere Quooker parte dell’evoluzione della cucina contemporanea, non solo attraverso il prodotto, ma attraverso una nuova idea di esperienza domestica, in cui tecnologia, design e qualità della vita trovano un equilibrio naturale.

Siamo nel 2036. Se dovesse immaginare Quooker Italia tra dieci anni, che cosa vorrebbe fosse cambiato nel modo in cui le persone vivono l’acqua, la cucina e la tecnologia dentro la casa?

Siamo nel 2036. Vorremmo che fosse cambiato innanzitutto il modo in cui guardiamo agli elementi più quotidiani della casa. Spesso sono proprio i gesti più semplici quelli che hanno il maggiore potenziale di evoluzione, perché fanno parte della nostra vita ogni giorno senza attirare l’attenzione. L’acqua, in questo senso, è ancora un elemento con un enorme margine di trasformazione.

Oggi la consideriamo principalmente una funzione; domani immaginiamo possa essere sempre più riconosciuta come una componente del progetto abitativo, capace di contribuire al comfort, alla sostenibilità e alla qualità dell’esperienza domestica. Per Quooker il futuro non significa aggiungere sempre più funzioni, ma continuare a togliere distanza tra tecnologia e vita quotidiana. La vera evoluzione sarà creare sistemi così integrati nel modo di abitare da diventare parte naturale del progetto, proprio come accade con un materiale, una luce o un dettaglio architettonico ben pensato.

Ci piacerebbe che tra dieci anni architetti e interior designer non considerassero più l’acqua come un elemento tecnico da risolvere, ma come una parte della progettazione della cucina contemporanea, e che il rubinetto non fosse più visto soltanto come un componente funzionale, ma come un punto in cui tecnologia, design e comportamento delle persone si incontrano. E per Quooker questo significa continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto: osservare ciò che sembra immutabile e chiederci se possa essere ripensato. Spesso, infatti, il futuro non nasce da qualcosa di completamente nuovo, ma dalla capacità di guardare con occhi diversi ciò che già fa parte della nostra vita.

Quando l’acqua diventa progetto

Forse il punto non è più domandarsi quante funzioni possa avere un rubinetto, ma quanto un gesto quotidiano possa diventare parte della qualità complessiva dello spazio.

La conversazione con Paolo Magri conduce proprio qui: a una cucina in cui tecnologia, design e sostenibilità non agiscono come elementi separati, ma come condizioni di un’esperienza più fluida, più ordinata e più consapevole. In questa prospettiva, Quooker non racconta soltanto l’evoluzione di un prodotto, ma un modo diverso di progettare il rapporto tra acqua, tempo e abitare.

Pubblicità e collaborazioni con Archi&Interiors

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