Zaha Hadid, a Londra riapre lo storico studio dell’architetta: diventa un centro culturale

Dal 3 novembre lo storico studio londinese di Zaha Hadid a Bowling Green Lane apre al pubblico come spazio culturale della Zaha Hadid Foundation, con mostre, archivio e un programma di incontri.

Dopo oltre trent’anni di lavoro a porte chiuse, la scuola vittoriana di Bowling Green Lane, a Clerkenwell, diventa un luogo aperto a tutti: mostre, archivio, incontri e una nuova identità per la Zaha Hadid Foundation.

A Londra lo studio di Zaha Hadid cambia destinazione. L’edificio al numero 10 di Bowling Green Lane, dove l’architetta irachena naturalizzata britannica ha lavorato per oltre trent’anni, è stato rinnovato e diventa la sede pubblica della Zaha Hadid Foundation. La nuova sede è stata presentata il 29 ottobre 2026, il 30 e 31 ottobre è in programma il simposio 89° of Zaha Hadid e l’apertura al pubblico è fissata per il 3 novembre, nell’anno del decimo anniversario della scomparsa di Hadid, avvenuta il 31 marzo 2016.

Una scuola vittoriana diventata laboratorio di idee

La storia dell’edificio comincia nel 1874, quando fu inaugurata la Bowling Green Lane School, scuola pubblica londinese progettata nell’ambito del London School Board da E. R. Robson, probabilmente con la collaborazione di J. J. Stevenson. È un esempio di stile Queen Anne, con pianta a H modificata, mattoni chiari e rossi, tetti in ardesia, aule alte e luminose, tutelato come monumento di Grado II fin dal 1991, come riporta la scheda ufficiale dell’edificio vincolato.

Esterno della scuola vittoriana di Bowling Green Lane a Londra, sede dello studio di Zaha Hadid, nel 1988
Esterno di 10 Bowling Green Lane, Londra, 1988. © Satoshi Ohashi. Immagine courtesy Zaha Hadid Foundation

Fu in queste aule che per decenni prese forma il lavoro dello studio fondato da Hadid, prima donna a ricevere il Pritzker Prize, nel 2004. Il trasferimento dello studio in un’altra sede, nel 2021, ha liberato l’edificio e aperto la strada al nuovo capitolo della fondazione, nata nel 2013 per conservare, studiare ed esporre l’opera dell’architetta.

Interno dello Studio 9 nell'edificio di Bowling Green Lane a Londra, 1988
Studio 9, 10 Bowling Green Lane, Londra, 1988. © Satoshi Ohashi. Immagine courtesy Zaha Hadid Foundation

Il progetto di recupero firmato Studio KA

Il restauro è stato affidato allo studio londinese Studio KA, guidato da Katherine Nolan e Alex Butterworth. L’intervento riguarda soprattutto il piano terra: la circolazione è stata resa più chiara, sono stati riaperti camini e porte originali, sono comparse nuove pavimentazioni e finiture che prendono i colori dai dipinti di Hadid. Restano al loro posto i dettagli che l’architetta aveva introdotto di persona, come le maniglie a forma di Z e gli inserti a scheggia nel pavimento.

Interno recuperato della Zaha Hadid Foundation a Londra dopo l'intervento di Studio KA
Gli spazi della Zaha Hadid Foundation a Londra, 2026. Studio KA, foto Fred Howarth. Immagine courtesy Zaha Hadid Foundation

La scelta è quella di una mano leggera, che lascia leggibili gli strati della storia del luogo invece di cancellarli: la scuola ottocentesca, lo studio di Hadid, il nuovo spazio pubblico.

Gli spazi e le funzioni della Zaha Hadid Foundation

Al piano terra trovano posto due gallerie, uno spazio didattico, una sala per le conferenze e un’area dedicata all’esposizione di opere della collezione. Nell’edificio rimane anche la sede di Zaha Hadid Design, con arredi e oggetti disegnati da Hadid, e apre un punto vendita temporaneo dell’AA Bookshop, la libreria dell’Architectural Association, con una selezione di pubblicazioni.

La fondazione, diretta da Aric Chen e presieduta nel consiglio dei trustee da Rana Hadid, prevede mostre, incontri pubblici, laboratori e residenze creative. Il rinnovamento coinvolge anche l’immagine: lo studio olandese Experimental Jetset ha disegnato una nuova identità visiva basata su un sistema tipografico flessibile e non su un logo fisso, mentre il sito è opera dello studio londinese Made by ON. Per Chen, che ha parlato del passaggio «da base operativa di Zaha a nuova casa per l’architettura e il design a Londra», il senso dell’operazione è proprio questo: trasformare un luogo di lavoro in uno spazio di cultura.

La mostra inaugurale: Architecture of Performance

La prima mostra, nella Galleria 1, è Zaha Hadid: Architecture of Performance, curata da Catherine Howe con la guest curator Libby Sellers. È la prima esposizione della fondazione costruita a partire dalla propria collezione e racconta il lavoro di Hadid per la scena: scenografie, allestimenti e progetti per la danza, l’opera e la musica pop.

Dalla danza ai Pet Shop Boys

Tra i lavori presentati figurano d1, realizzato nel 1989 con la coreografa Rosemary Butcher, il Music Video Pavilion di Groningen del 1990, gli ambienti per il balletto Metapolis di Charleroi del 1999, le scene del tour Nightlife dei Pet Shop Boys tra il 1999 e il 2000 e l’allestimento di Così fan tutte alla Walt Disney Concert Hall di Los Angeles, nel 2014.

Modello di studio per la scenografia del tour mondiale dei Pet Shop Boys progettata da Zaha Hadid Architects nel 1999
Zaha Hadid Architects, Pet Shop Boys World Tour, modello della sequenza spaziale, Londra, 1999. © Zaha Hadid Foundation

Le due commissioni contemporanee

Nella Galleria 2 è esposta The Rebar Beneath, commissione all’artista LionHeart: un video a due canali di undici minuti che intreccia film, poesia, performance e installazione, ispirato all’archivio. Nel foyer trova posto invece il lavoro di Mona Chalabi, illustratrice vincitrice del Pulitzer, che ha costruito una linea del tempo in forma di data visualisation sulla vita e sull’influenza di Hadid.

Fotogramma dell'opera video The Rebar Beneath di LionHeart, 2026
LionHeart, The Rebar Beneath, 2026. © LionHeart. Immagine courtesy Zaha Hadid Foundation

L’archivio come cuore del progetto

Dietro il nuovo spazio c’è soprattutto una questione di memoria. La fondazione custodisce una collezione e un archivio che, secondo le informazioni diffuse dalla stessa istituzione, contano circa 15.000 opere: pittura, disegno, modelli, arredi, interni, product design, moda, exhibition design e architettura. Aprire l’edificio significa portare questo patrimonio davanti al pubblico, oltre che agli studiosi, e farne la base di una programmazione continua.

Rana Hadid ha spiegato che l’obiettivo è custodire l’archivio e renderlo accessibile a un pubblico più ampio, a sostegno di educazione e nuove generazioni. Per chi lavora nel progetto è una notizia concreta: una parte dell’immaginario di Hadid, finora conosciuto soprattutto attraverso i suoi edifici, diventa consultabile nel luogo in cui è stato pensato.

Il simposio 89° of Zaha Hadid

L’apertura è accompagnata da 89° of Zaha Hadid, simposio di due giorni, il 30 e 31 ottobre, organizzato dalla fondazione con l’Architectural Association e la Serpentine e distribuito tra le sedi londinesi. Tra i circa quaranta relatori annunciati figurano Hélène Binet, Nigel Coates, Peter Cook, Rem Koolhaas e Rolf Fehlbaum. Il 31 ottobre è il giorno in cui Hadid avrebbe compiuto 76 anni.

Informazioni per la visita

La Zaha Hadid Foundation si trova al numero 10 di Bowling Green Lane, EC1R 0BQ, a Clerkenwell. La stazione più vicina, servita da metropolitana e treno, è Farringdon. L’apertura al pubblico è prevista dal 3 novembre 2026; orari, modalità di ingresso e programma aggiornato si consultano sul sito della fondazione.

Perché questa riapertura riguarda chi progetta

Londra aggiunge così un indirizzo alla geografia dell’architettura contemporanea, e lo fa partendo dal luogo in cui è nata una delle opere più riconoscibili del Novecento e dei primi anni Duemila. Per approfondire la figura di Hadid, la nostra guida a Zaha Hadid, biografia, stile e opere ripercorre i progetti che l’hanno resa celebre, mentre il racconto delle pioniere dell’architettura femminile la colloca accanto alle altre protagoniste del settore. Chi vuole capire come si arriva al riconoscimento più importante della professione può leggere la guida al premio Pritzker, e per un quadro dei grandi nomi di oggi c’è il percorso sulle archistar. Se il viaggio a Londra è nei programmi, anche le mostre dell’autunno 2026 offrono altri spunti.

Pubblicità e collaborazioni con Archi&Interiors

Comments

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may also like